l 1569. Fu priore a Medina del Campo (15261535). Il superiore generale lo nominò suo vicario per riformare la provincia portoghese, nella quale restò fino alla morte. Venerato dai re Giovanni III e Sebastiano, non accettò né il vescovato di Vizeu né l'ufficio di confessore regio, per attendere alla sua missione di vicario.
Teologi agostiniani che insegnarono a Coimbra nella 2ᵃ metà del ' 500 e missionari dell'India ricordano con amore filiale nei loro scritti il venerato maestro; ma il suo elogio migliore lo formano le numerose lettere a lui indirizzate, tra il 1540 e il 1568 , dal Seripando (v.) e da Cristoforo da Padova (generale dal 1551 al 1569); il successore di questi, Taddeo da Perugia, annotò nel suo regesto (nov. 1570) che il M. " 35 annia provinciam Portugalliae sanctissime rexit n.
M. scrisse : Meditación de la passión de Cristo, Medina 1534; Vida de N. S. Jesu Christo, Lisbona 1568; Con-
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sejos para sus súbditos, ed. nella Vida del ven. L. de M., da J. Román, Lisbona 1588, pp. 42-51.
Bibl.: Th. de Herrera, Historia del convento de s. Agustin de Salamanca, Madrid 1652, pp. 340-44; G. de Santiago Vela, Ensayo de una bibl. deroamericana de la Orden de s. Agustin, V, ivi 1920, pp. 589-97; I. Monasterio, Misticos agustinos españoles, I. El Escorial 1929, pp. 116-20. David Gutiérrez
MONTPELLIER, Diocesi di. - Città e diocesi, sede di prefettura del dipartimento dell'Herault, sul fiume Lez, antica capitale della Linguadoca.
La diocesi ha la stessa estensione del dipartimento dell'Herault e una popolazione di oltre 500.000 ab., dei quali 450.000 cattolici; è divisa in 3 arcidiaconati, comprendenti 5 arcipreture, le quali si dividono in 283 parrocchie e 131 annessi. Si contano 350 sacerdoti diocesani e 112 regolari; grande e piccolo seminario, 19 comunità religiose maschili e 80 femmathrm{minili}.
È il Mons Pessulanus del medioevo, dapprima semplice villaggio che allo scorcio del sec. x era soggetto ai conti Guglielmi; distrutta Maguelonne da Carlo Martello, gli abitanti si rifugiarono a M. Venne scomunicata da Innocenzo II perché si era ribellata a Guglielmo VI. Nel 1141 ottenne una carta di franchigia. Passata a re Pietro d'Aragona nel 1204, ebbe una grande autonomia e iniziò un grande sviluppo commerciale. I suoi mercanti costituirono una "societas et communitas mercatorum in Francia utentium" con a capo un "capitaneus et consul"; essi, con il loro commercio, penetrarono nella Spagna, nel Marocco e giunsero fino in Siria. A M. fu tenuto un Sinodo, nel 1215, nella chiesa di S. Maria, presieduto dal card. Pietro di Benevento, legato di Innocenzo III, per

(fot. Real Photo C.A.P. - Parigi) Montpellier, diocesi di - Esterno della chiesa di S. Pietro (sec. xiv).
estirpare l'eresia albigese (Hefele-Leclercq, V, it, pp. 12981302), un altro il 25 ag. 1224, presieduto da Arnoldo arcivescovo di Narbona, su incarico di Onorio III per iniziare trattative con il conte Raimondo di Tolosa (id., ibid., p. 1441). L'Ordine ospitaliero de St- Esprit, che nel xiri sec. si difuse in Francia, Italia, Germania, Polonia, nella Penisola Iberica, nella Scandinavia, ecc. ebbe la sua prima origine a M.: la sua regola definitiva fu promulgata nel 1213 (P. Brune, L'Ordre hospitalier du St-Esprit, Parigi 1892, pp. 200-201). Nel 1349 M. passò alle dipendenze della Francia; ma allora il decadimento incominciò e continuò fino al 27 marzo 1536, quando il papa Paolo III vi trasferì la sede della diocesi fino allora situata a Maguelonne.
La chiesa vi era stata fondata da Urbano V nel 1364, sul posto d'una antica cappella del monastero benedettino di St-Germain. La navata centrale è del sec. xiv; il coro, opera di Revoil, è del sec. xix. L'atrio presenta 4 corri del sec. xv disposte in quadrato. L'edificio abbaziale di St-Germain fu trasformato nel 1536 in episcopio ed ora vi risiede l'Ecole de médecine. Primo vescovo di M. fu mons. G. Pellicier (1536-68) allora nella sede di Maguelonne; la chiesa del monastero dei SS. Germano e Benedetto, dipendente dal monastero di S. Vittore, fu elevata a dignità di cattedrale. Poi si ebbero mons. P. Fenouillet (1608-52), F. Bosquet (1657-76), Fournier (1806-34), il card. Rovérié de Cabrières (1911-21). Gli Ugonotti distrussero chiese e monumenti di M., vi si fondò una parvenza di repubblica che cadde nel 1622 dopo l'assedio di Luigi XIII.
Tradizionale per M. la venerazione alla B. Vergine, fin da quando, nel sec. xi, i pellegrini che si recavano a S. Giacomo di Compostella si fermavano ad una chiesa dove i mercanti e i cambiavalute ponevano le loro tables onde il nome di Notre-Dame-des-Tables (eretta in parrocchia nel 1216 dal vescovo Guillaume d'Antignac). I rappresentanti del Comune, all'inizio della loro carica, andavano a giurare che si sarebbero adoperati per il mantenimento della fede cattolica; in piena crisi albigese, sul blasone comunale, fu posta l'immagine della Madonna con il Bambino e la scritta: "Virgo mater Natum ora, ut juvet nos omni hora ". Tra i santuari si ricordano: Notre-Dame-de-l'Ermitage a St-Guillelm du Désert (sec. xiv), Notre-Dame de Grâce a Gignac, Notre-Dame de Grau presso Agde, Notre-Dame-de-Mougères a Mougères; Notre-Dame-de-Montaigu a Geyras, Notre-Dame-deRoubignac, Notre-Dame-du-Suc a Brissac, Notre-Dame-de-Trédos, Notre-Dame-des-Tables a M.
Fin dal sec. xi fiorì in M. una scuola di medicina, alla quale si aggiunse nel 1160 quella di diritto; nel 1220 vi si fondò l'Università con uno statuto approvato dal papa Onorio III, riorganizzata poi da Niccolò IV nel 1289. Oggi l'Università ha tutte le Facoltà. Quella di medicina ha sede nell'antico episcopio, già abbazia di St-Germain. Nel Museo di M. si conservano due sarcofagi cristiani, l'uno proveniente da Bagnoles (Vilpert, Sarcofagi, pp. i i i, 334-36, tav. 99, 5), l'altro è un falso (id., Restauro di sculture cristiane antiche e antichità moderne, in Riv. di arch. crist., 4 [1927], p. 101, fig. 34). Il Museo Fabre (1823) arricchito'dalle donazioni (Fabre, Valedeau, Bruyas), contiene pitture delle scuole francesi italiane, fiamminghe, spagnole. L'«Académie des sciences et lettres de M.» fu istituita nel 1706. Con la sua riforma nel 1847 iniziò i suoi Mémoires fino al 1908; dal 1909 un Bulletin mensuel, come la "Société archéologique", fondata nel 1833; centri notevoli di cultura sono anche la "Société d'histoire naturelle" (1866) e la "Société languedocienne" (1875), tutte con ricche biblioteche. L'Archivio è nella Tour des Pins (secc. xil-xiv). Nella Biblioteca della città si conservano preziosi manoscritti, quali il Liber evangeliorum (ms. n. 3) contenente la versione di s. Girolamo, appartenuto prima al monastero di Gellona e anteriore al ix sec. Nella Biblioteca dell'Ecole de médecine si hanno, tra gli altri, un Breviarium Alaricianum del sec. viII (ms. n. 84); il ms. n. 141, in parte palinsesto, del sec. viII-ix; il ms. n. 153 del sec. Ix; Evangelia cum canonibus del sec. IX già dall'abbazia di St-Loup a Troyes; un Antifonario del sec. x-xi; un Salterio latino del sec. viII (n. 409) già a St-Germain d'Auxerre. Per i manoscritti liturgici di M., v. H. Leclercq, s. v. in DACL, XI, II, coll. 2693-2700.
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Nel 1877 Pio IX autorizzò con un breve il vescovo di M. a ritenere i titoli delle quattro diocesi soppresse di Agde, Béziers (v.), Lodève e St-Pons. Ma in primo luogo occorre ricordare la sede primitiva di Maguelonne. I vescovi di Maguelonne sono noti dal 589 in cui Boezio fu presente ai Concili di Toledo e di Narbona; Genesio, a quelli di Toledo del 597 e 633; Vincenzo, pure a Toledo nel 883; Augemiro è noto da un diploma dell'819 di Ludovico il Pio; Stabile, che visse nell'827; Abbo intervenuto ai Concili di Troyes nell'878 e a Port nell'897 (L. Duchesne, Postes épiscopaux de l'ancienne Gaule, I, 2ᵃ ed., Parigi 1907, pp. 318-19). I musulmani crearono a Maguelonne il porto saraceno. Carlo Martello la riprese ma la distrusse (737). La sede vescovile fu traslata a Substantion dall'altra parte dello stagno; la chiesa si riebbe a Maguelonne al tempo del vescovo Arnaldo I (1030-60); egli riedificò la Cattedrale che fu dedicata nel 1054 e costrui una cinta fortificata. Il vescovo Gualtiero (1104-25) costruì le tre absidi e la torre del S. Sepolcro, come attesta la cronaca contemporanea; il vescovo Raimondo terminò anche la torre di S. Maria e quella detta della Cuisine (1129-58). La Cattedrale però dovette essere demolita e ricostruita in gran parte dal vescovo Giovanni De Montlaur (11381190). Maguelonne fu visitata dai papi Urbano II (10881099), Clelasio II (1118-19), Callisto II (1119-24), Alessandro III (1159-81); fino dal 1085 essa era divenuta un fondo pontificio. I vescovi di Maguelonne contemporanei di Innocenzo III furono Guglielmo de Fleix e Guglielmo d'Antignie. La fortificazione anteriore al 1173 incluse, oltre la Cattedrale e suoi annessi, le chiese di S. Agostino e di S. Pancrazio. Tra i 34 vescovi, va ricordato il b. Luigi Aleman (1418-23) poi vescovo di Arles. Al momento della traslazione a M. era vescovo mons. G. Pellicier (1527-68).
Il portale della Cattedrale è sormontato da un blocco, già miliario romano, con decorazione e un'epigrafe del Bernardo di Treviers con la data del 1178; nel timpano, che è posteriore, Gesù Cristo in maestà con i simboli degli Evangelisti; nei piedritti gli apostoli Pietro e Paolo (sec. xit). L'interno è a una sola navata. Nel coro si apre un'abside semicircolare, all'esterno pentagonale. Trasferita la sede a M., la cattedrale di Maguelonne fu danneggiata dal Richelieu e poi trasformata in magazzino; solo nel 1875 fu restaurata e resa al culto da F. Fabrége.
Di Agde il primo vescovo noto è Sofronio nel 506 (L. Duchesne, Postes épiscopaux de l'ancienne Gaule, I, 2ᵃ ed., Parigi 1907, pp. 317-18); in quell'anno si riunirono in Agde 34 vescovi della Gallia visigota. Soppressa dalla Rivoluzione Francese nel 1790, l'ultimo suo vescovo, mons. Ch. Fr. de Vermandois de Saint-Simon de Rouvroy de Sandricourt (1759-94), fu ucciso sotto la ghigliottina nel 1794. Lodève risulta sede vescovile fin dal 421 (L. Duchesne, op. cit., pp. 313-14). Il vescovo s. Tulcrano nel 975 fondò e dedicò la cattedrale di S. Genesio. Tra i suoi vescovi si ricordano il card. Guglielmo di Estouteville (1450-53), i due fratelli G. (1489-1516) e D. Briçonnet (1516-20). Vi fiorirono l'abbazia di S. Andrea, fondata nel sec. v dal monaco Siro Severo presso l'antica cattedrale di S. Andrea e l'abbazia di S. Severo la cui chiesa in origine (sec. ix) fu dedicata a s. Martino e unita nel 1158 da Adriano IV alla mensa capitolare di S. Stefano.
La città di St-Pons-des-Thomières fu fondata nel 936 dal conte Raimondo di Tolosa. La diocesi fu creata da Giovanni XXII e soppressa alla fine del sec. xviri. Patrono della diocesi fu s. Pons (Pontius) di Cimiez.
Tra le abbazie, oltre l'abbazia benedettina di Valmagne, fondata nel 1138 dal visconte di Béziers, Raimondo di Frencavel (Cottineau, II, col. 3288), hanno speciale importanza : l'abbazia di St-Guillelm-le-Désert nella valle di Gellona, fondata nell'804 da s. Guglielmo duca di Aquitania m. nell'812; la chiesa abbaziale dedicata al Redentore e alla Madonna, costruita con colonne e marmi romani di Nîmes. Guglielmo fu sepolto semplicemente, in un sarcofago furono posti i cadaveri delle sue due sorelle Albana e Bertrana. Nel 1138 Guglielmo fu canonizzato dal papa Innocenzo II e allora il vescovo Ugo di Albi e Raimondo abate di S. Guglielmo e Raimondo abate di Nantes deposero le spoglie di s. Guglielmo in un ricco sarcofago cristiano del sec. Iv scolpito sulle
quattro facce, che venne deturpato nel 1568 dagli Ugonotti e fatto a pezzi durante la Rivoluzione Francese; il sarcofago venne ricomposto da G. Wilpert nel 1933 (Sarcofagi, III, pp. 26-32, fig. 243 e tav. 289). L'abbazia passò alla Congregazione dei Maurini nel 1635; fu soppressa alla fine del sec. xviri. La sua biblioteca contenne preziosi manoscritti. Tra questi un Sacramentario che H. M. Bannister assegnò tra il 772-95, cioè al tempo di Adriano I (Journal of Theology, Studies, 9 [1908], pp. 398-408; A. Wilmart, Le copiste du Sacramentaire de Gellone, in Revue bénédictine, 23 [1906], pp. 210-22; P. de Puniet, Le Sacramentaire de Gellone, in Ephemerides Liturgicae, 4852 [1934-38] e volume a parte, Roma 1938; E. Bonnet, L'église abbaziale de St-Guillelm-Le-Désert, Caen 1908). L'abbazia del S.mo Salvatore di Aniane fu eretta nel 785 da Vitiz detto Benedetto che ne fu il primo abate. La chiesa abbaziale fu consacrata nel 796; passò alla Congregazione dei Maurini nel 1635 (E. Baumes, Le curtulaire d'Aniane et de Gellone, in Revue historique du diocèse de M., 1912, pp. 69-80, 106-12; A. Wilmart, Un lectionnaire d'Aniane, in Revue Mabillon, 1923, pp. 40553).
BibL.: per M. : Eubel. IV, p. 248; J. Guiraud, Les fondations du pape Urbain V à M., 3 voll., Montpellier 1889-91; E. Münz, Les constructions du pape Urbain V à M., in Revue archéol., 3ᵉ serie, 12 (1890), pp. 378-96; E. Bonnet, Bibliographie du diocèse de M., in Mélanges de littérature et d'histoire religieuses publis, à l'occasion du jubilé épiscopal de ngr de Cubrière, Parigi 1899, III, pp. 312-75; E. Grousset, Histoire du diocèse de M. pendant les premiers siècles, Montpellier 1903; E. Bonnet e A. Joubin, M. aux XVII' et XVIII siècles, Parigi 1912; P. Delmas, La Faculté de médecine de M., Montpellier 1926; A. Joubin, Catalogue du musée de M., Parigi 1929; A. Chagne, M., Liame 1930; P. Despetis, La cathédrale St-Pierre de M., Nîmes 1934; A. Fliche, M., Parigi 1935; A. Sayons e J. Combes, Les monuments et les capitolistes de M. au XIII' et XIV siècles, in Revue historique, 1940, pp. 341-71; M. Oudot de Dainville, Archives de la ville de M., I-VIII, Montpellier 1943: Guide de la France chrétienne et missionnaire 1942-49, Parigi 1948, pp. 642-44, 1060-61; A. Fliche, La vie religiruse à M. sous le pontificat d'Innocent III (1126-1216), in Mélanges Louis Halphen, Parigi 1951, pp. 217-24. Per Maguelonne : Eubel, I, p. 320; II, p. 183; III, p. 232; E. Fabrage, Histoire de Maguelonne, 2 voll., Montpellier 1894-1900. Per Lodève : E. Martin, Histoire de la ville de Lodève 2 voll., Montpellier 1900.
Enrico Josi
MONTRÉAL, ARCIDIOCESI di. - Nella provincia di Québec (Canadà).
L'arcidiocesi di M. conta oggi 946.535 cattolici, dei quali 806.185 abitano la città di M. Più di 8000 appartengono al rito orientale. 1795 sacerdoti diocesani e 871 religiosi appartenenti a 25 congregazioni diverse esercitano il sacro ministero. Undici congregazioni di fratelli e 54 famiglie religiose femminili consacrano la loro vita alla preghiera, all'insegnamento e alla cura degli ammalati.
Fra le istituzioni vi sono 201 parrocchie, 18 cappelle pubbliche, i seminario per le Missioni Estere, i seminario di filosofia, i seminario di teologia (Facoltà di teologia dell'Università di M.), I università cattolica e civile, 43 scolasticati e noviziati, 23 scuole apostoliche, 13 collegi classici, 726 scuole e conventi, 6 scuole normali, 3 istituti pedagogici e 72 ospedali, asili e orfanotrofi. L'arcidiocesi copre una superfice di 12.096 miglia quadrate.
La fondazione della città si deve a Jérome Le Royer de la Dauversière (v.), il quale si incontrò per caso con il sulpiziano Gian Giacomo Oliet a Meudon nel 1640. La loro conversazione si concluse con un aiuto pecuniario da parte dell'Oliet per contribuire alla fondazione. Venne istituita una compagnia detta Société Notre-Dame de M. per promuovere la gloria di Dio in M. Paolo Chomedy de Maisonneuve e Giovanna Mance, fondatrice dell'Hôtel-Dieu di M., furono fra i primi fondatori della nuova località. Il 17 maggio 1642, il gesuita Bartolomeo Vimond celebrò la prima Messa a M.; nel 1643 Margherita Bourgeoys sbarcò a M. per aprirvi la prima scuola elementare e poco dopo dette origine alla Congregazione delle Suore di N. Signora (Congrégation Notre-Dame). Suor Margherita fu beatificata da Pio XII il 12 nov. 1950.
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La popolazione si sviluppò a poco a poco; soltanto nel 1821, M. ebbe il primo vescovo nella persona di mons. Giacomo Lartigue, che rimaneva vicario generale di Québec e vescovo suffragano. Il 13 maggio 1836 , Gregorio XVI, con bolla Apostolici ministerii manus, erigeva M. a diocesi e Leone XIII la elevava a provincia ecclesiastica il 7 giugno 1886.
Parecchie diocesi sono state staccate da M. : St-Hyacinthe l'8 giugno 1862, Sherbrooke il 28 ag. 1874 (che dal 1951 costituiscono la provincia di Sherbrooke), Valleybeld il 27 genn. 1892, Juliette il 27 genn. 1904, St-Jean-deQuébec il 9 giugno 1933 e St-Gérôme (1951). Esse formano la provincia ecclesiastica di M.
La diocesi ha avuto un'importanza primaria nello sviluppo della Chiesa del Canadà, opera in gran parte di mons. Ignazio Bourget, secondo vescovo di M. (18401876). Egli introdusse nel Canadà gli Oblati di Maria Immacolata (1841), i Gesuiti (1842), i Chierici di S. Viatore (1847), i Padri di S. Croce (1847), i Fratelli della Carità di Gand (1863), le Dame del S. Cuore (1842), le Suore del Buon Pastore d'Angers (1844) e le Suore di S. Croce (1847). Fondò inoltre alcune congregazioni femminili che si propagarono subito per tutta l'America del nord e anche del sud: le Suore della Provvidenza (1843), della Misericordia (1848), dei SS. Nomi di Gesù e di Maria (1843) e di S. Anna (1850).
Bini.: Le Jeune, s. v. in Dictionnaire général du Canada, Ottawa 1931; L. Pouliot, Canadà, in DHG, XI, coll. 675698; Gregorio XIII, Apostolici ministerii manus, 13 maggio 1836, in Mondomont et lettres pastorales pubblices dans le diocèse de M. depuis son érection jusqu'à l'année 1869, I, Montréal 1887, pp. 13-16; Leone XIII, Remunciatam est nobis, 7 giugno 1886, in Leonis XIII acta, VI, Roma 1887, p. 93; Le Canadà ecclésiastique, 1950, Montréal 1930, pp. 173-249.
Università di M. - La S. Congregazione di Propaganda, approvando l'istanza di mons. Ignazio Bourget, vescovo di M., chiese all'Università Laval di Québec di stabilire una succursale a M. Fra le molto ragioni che motivarono tale decisione, vi era la grande distanza che separa le due città, impedendo a molti giovani di frequentare l'Università Laval.
L'insegnamento fu inaugurato a M. nel 1878 nelle Facoltà di teologia e di diritto e nel 1879 nella Facoltà delle arti. Il 2 febbr. 1889, il papa Leone XIII con il breve Ismdudum concesse una maggiore indipendenza alla succursale, ma l'istituzione riteneva il nome di Université Laval de M. L'8 maggio 1919, in risposta ad una domanda dei vescovi della provincia ecclesiastica di M., la S. Congregazione dei Seminari e delle Università degli Studi autorizzò la succursale di M. a costituirsi in università indipendente, e il 14 febbr. 1922 conseguì il riconoscimento agli effetti civili della provincia di Québec. Il 30 ott. 1927 Pio XI eresse canonicamente l'Università, che nel 1950 ricevette un nuovo statuto civile.
Per parecchi anni l'Università ebbe una sede solo provvisoria, ma presto le autorità decisero di adottare l'istituzione di un edificio degno, allo stesso tempo, della metropoli del Canada e dell'alta missione dell'Ateneo. I lavori di costruzione durarono parecchi anni e oggi l'Università possiede sul Mont Royal un edificio imponente, che contiene tutte le Facoltà, uno dei più notevoli edifici universitari di America.
L'Università si è sviluppata rapidamente e conta un gran numero di facoltà : teologia (con l'Istituto Pio XI per la teologia popolare); diritto; medicina con l'Istituto di medicina e chirurgia sperimental per gli studi superiori nonché gli Istituti connessi di dietetica e di nutrizione e la scuola per infermiere; filosofia con gli Istituti di psicologia, scienze medievali ed educazione famigliare e sociale; lettere, scienze, chirurgia dentaria, farmacia, scienze sociali, politiche e economiche, con una sezione specializzata in relazioni industriali e una sezione di servizio sociale. L'università comprende anche le scuole di optometria e d'igiene e le affiliate: Scuola politecnica, Istituto agronomo di Oka, Scuola di medicina veterinaria (queste due ultime dirette dal PP. Trappistl), Scuola di studi superiori commerciali, Scuola normale superiore ed Isti-
tuto Marguerite d'Youville. Nel 1950 vi è stata eretta la Facoltà di musica.
La direzione è composta da un consiglio di governatori (12) di religione cattolica, da una Commissione di studi e da un comitato esecutivo. Contava nel 1949-50 1517 professori (dei quali 300 nei collegi classici affiliati), e, nel 1930-31, 12.195 studenti. - Vedi tav. XCVI.
Oostone Corrière
MONTUORI, Luigi. - N. a Praiano di Amalfi il 17 ott. 1798, m. a Napoli l'8 maggio 1857. Entrò tra i missionari di S. Vincenzo a Napoli nel 1816. Nel 1839 si unì al Sapeto (v.) e al b. Giustino De Jacobis (v.), destinati da Propaganda all'Abissinia. Dopo aver lavorato per qualche tempo a Gondar e aver tentato invano di penetrare fra i Galla (1840), tornò nel Tigrai, dove era rimasto il De Jacobis, e di li passò a Khartum.
Quivi fondò (1841) e diresse un fiorente collegio per gli indigeni, dal quale si riprometteva di trarre buoni "catechiati", che avrebbero facilitato l'opera di penetrazione tra le tribù dell'Africa centrale. Apri pure una scuola "per fanciulli bianchi, neri e mulatti». Scuola e collegio erano fiorentissimi nel 1849, quando il M., fortemente minato nella salute, fu costretto a tornare in Italia. Trascorse gli ultimi anni a Napoli.
Bini.: anon., Il signor L. M., ms. archivio della Missione, Napoli; P. Silva, La Congregazione della Missione in Italia, 1642-1923, Piacenza 1923, p. 369 sgg. Annibale Bugnini
## MONUMENTA GERMANIAE HISTORICA.
- E la più importante raccolta di fonti per la storia del medioevo, particolarmente per la Germania, ma indirettamente per tutti i paesi che entrarono nell'orbita dell'Impero medievale. E pubblicata a cura del "Reichsinstitut für ältere deutsche Geschichtskunde " (già "Gesellschaft für Deutschlands ältere Geschichtskunde"), fondato a Francoforte nel genn. 1818 da K. von Stein, indicato nel frontespizio dei singoli volumi con la denominazione latina di «Societas aperiendis fontibus rerum Germanicarum medii aeri». Il carattere dell'istituzione, sorta in concomitanza con l'affermarsi in Germania degli ideali di unità politica, è posto in evidenza dal motto della Società : "Sanctus amor patriae dat animus ". Nel 1824 G. H. Pertz, che diresse la pubblicazione dei M. G. H. fino al 1874, presentò il piano definitivo del lavoro, e due anni dopo apparve il I vol. Nel 1875 la Società passò sotto la direzione dell'Accademia delle Scienze di Prussia e nel 1886 ottenne il riconoscimento ufficiale dello Stato, che la aggregò al Ministero degli interni. Al Pertz successero nella presidenza del comitato direttivo W. Waitz (1875-86), W. Wattenbach (1886-88), E. Dümmler (1888-1902), O. Holder-Egger (1902-1905), R. Koser (1906-19), P. F. Kehr (1919-36); poi, dopo il regime commissariale di W. Engel, E. E. Stengel (1937-42), Th. Mayer (1942-47) e Fr. Baethgen (dal 1947).
Nel genn. 1944, a causa della guerra, l'Istituto fu trasferito da Berlino al castello di Weissenstein a Pommersfelden, vicino a Bamberga, e nel 1948 a Monaco. Nello stesso anno venne modificato lo statuto del 1875 e l'ente prese la denominazione di «M. G. H. Deutsches Institut für Erforschung des Mittelalters». Alla rinascita dell'Istituto dopo le dolorose prove e i dissesti finanziari provocati dalla seconda guerra mondiale, ha notevolmente contribuito il generoso intervento di Pio XII.
I M. G. H., che rappresentano la prima raccolta di fonti storiche pubblicate con intento veramente critico, uscirono in un primo tempo in grossi volumi infol., cui si aggiunsero più tardi i formati in-40 e in-80. L'edizione fu curata da principio dalla casa Weidmann di Berlino, cui si affiancarono successivamente la Hier-
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(Int. Enc. Crit.)
Monumenta Germaniae HietoricaInsegna della Società sulla testata della prefazione al primo volume pubblicato (Scriptores, I, 1826).
semann di Stoccarda e la Hahn di Hannover, e ultimamente la casa Böhlaus di Weimar. I testi sono divisi in cinque serie, ciascuna delle quali comprende una o più sezioni : nelle citazioni si riporta normalmente il titolo della sezione e il numero che il volume in essa occupa. Nel prospetto che segue si fa menzione anche del formato per consentire il confronto con i vecchi schemi, in cui le se-
zioni erano distinte appunto secondo il formato.
1² serie : SCRIPTORES. - Comprende le opere storiche e cronachistiche della tarda classicità e del medioevo, divise in io sezioni:
1. Auctores antiquissimi: 15 voll. in-40 (i voll. I, III, IV, V, VI in 2 parti ciascuno, il XIII in 4), pubblicati dalla casa Weidmann tra il 1877 (vol. I) e il 1919 (vol. XV). Il vol. V, parte 1⁰, fu ristampato nel 1925.
2. Scriptores rerum Merovingicarum: 7 voll. in-40 (il I e il VII in 2 parti), pubblicati dalla casa Hahn tra il 1884 (vol. I, parte 1⁰ ) e il 1920 (vol. VII). Del vol. I, parte 1⁰, è stata curata una 2⁰ ed. nel 1937.
3. Scriptores rerum Langobardicarum et Italicarum saec. VI-IX : 1 vol. in-40, edito dalla casa Hahn nel 1878.
4. Gesta Pontificum Romanorum: 1 vol. in-40, pubblicato dalla casa Weidmann nel 1898.
5. Scriptores (in genere): 30 voll. in-fol. (il vol. XXX in 2 parti), pubblicati dalla casa Hiersemann, e 2 in-40 (il secondo [XXXII] in 3' parti) pubblicati dalla casa Hahn, tra gli anni 1826 (vol. I) e 1926-34 (vol. XXX, parte 2° ). Sono stati ristampati nel 1925 i voll. I-XII e XVI-XXI, nel 1928 il XXII, nel 1929 il XXIII.
6. Scriptores rerum Germanicarum. Nova series: 9 voll. in-80 piccolo, pubblicati dalla casa Weidmann tra il 1922 (vol. I) e il 1935 (vol. IX).
7. Scriptores rerum Germanicarum in usum scholarum separatim editi: 61 voll. in-80 piccolo, pubblicati dalla casa Hahn, tranne i voll. XXVI, XXXIX, XL e XLIX dalla casa Weidmann (alcuni volumi di questa sezione, pur riportando testi che figurano già in altre, rappresentano un'edizione migliorata; altri figurano solo qui). Il più antico (I vol.) è del 1871, il più recente (XXIV) del 1935; dei voll. VI, XIV, XLVIII è stata fatta una ristampa nel 1930; una 2° ed. è stata curata per i voll. XV (1880), XVI (1916) e XLV (1912); una 3ᵃ per i voll. II (1917), XXXII (1937), XLI (1915), XLIV (1907), XLVI (1912), LVIII (1899) e LXI (1915); una 5ᵃ per il'LX (1935); una 6ᵃ per il XXV (1911).
8. Deutsche Chroniken (Scriptores qui vernacula lingua usi sunt) : 6 voll. in-40 (i voll. I, III e IV in 2 parti), pubblicati dalla casa Weidmann tra il 1877 (vol. II) e il 1923 (vol. IV, parte 2° ).
9. Libelli de lite imperatorum et pontificum saec. XI et XII conscripti: 3 voll. in-40, pubblicati dalla casa Hahn tra il 1891 (vol. I) e il 1897 (vol. III).
10. Staatsschriften des späteren Mittelalters: dei 3 voll. in-80 grande (il I in 2 parti) annunciati dalla casa Hiersemann è uscito solo il I, passato però alla 3^{text {a }} sezione delle Antiquitates (vol. IV).
2² serie: Leges. - Comprende le raccolte di leggi, i capitolari dei re franchi, le disposizioni conciliari, le fonti giuridiche in genere relative al medioevo, divise in 4 sezioni :
1. Leges in-fol. : 5 voll. (il II in 2 parti), pubblicati dalla casa Hiersemann tra il 1835 (I vol.) e il 1875-89 (V). I voll. I-IV sono stati ristampati nel 1925.
2. Leges in-40, ripartita in 5 gruppi : a) Legum sectio I:
Leges nationum Germanicarum: 3 voll. (I, II e V: quest'ultimo in 2 parti), pubblicati dalla casa Hahn tra il 1892 (vol. II) e il 1927 (vol. III, parte 2° ); b) Legum sectio II: Capitularia regum Francorum: 2 voll. (il I in 2 parti, il II in 3), pubblicati dalla casa Hahn nel 1883 e 1897; c) Legum sectio III: Concilia: 2 voll. (il II con un supplemento), pubblicati dalla casa Hahn tra il 1893 (vol. I) e il 1924 (vol. II, suppl.); d) Legum sectio IV: Constitutiones et acta publica imperatorum et regum: 7 voll. (I-VI e VIII: il IV e il V in 2 parti, l'VIII in 3), pubblicati dalla casa Hahn tra il 1893 (vol. I) e il 1927 (vol. V), quaderno 3° ); e) Legum sectio V: Formulae Merovingici et Karolini aevi: I vol., edito dalla casa Hahn nel 1886.
3. Fontes iuris Germanici antiqui Nova series: 2 voll. (I e III) in-80 piccolo, editi dalla casa Hahn nel 1933.
4. Fontes iuris Germanici antiqui in usum scholarum separatim editi: 9 voll. in-80 piccolo, pubblicati dalla casa Hahn (come per gli Scriptores, questa sezione comprende, oltre a testi nuovi, anche i due testi che figurano nella sezione precedente, migliorati dal punto di vista della critica filologica). Sono compresi fra il 1869 (vol. III) e il 1933 (vol. IX). Nel 1933 si curò pure la 2° ed. del vol. II.
3ᵃ serie: Diplomata. - Comprende gli atti pubblici emanati dalle cancellerie dei re e degli imperatori di Francia e di Germania, divisi in 4 sezioni :
1. Diplomata in-fol. [Merovingorum]: 1 vol., pubblicato dalla casa Hiersemann nel 1872.
2. Die Urhunden der Karolinger (Diplomata Karolinorum) : I vol. in-40, edito dalla casa Weidmann nel 1906.
3. Die Urhunden der deutschen Karolinger (Diplomata regum Germaniae ex stirpe Karolinorum): 3 voll. in-40 (il I in 3 parti, il II in 2), pubblicati dalla casa Weidmann tra il 1932 (vol. I) e il 1940 (vol. III).
4. Die Urhunden der deutschen Könige und Kaiser (Diplomata regum et imperatorum Germaniae) : 7 voll. in-40 (I-VI e VIII; il II in 2 parti), pubblicati dalla casa Weidmann tra il 1879-84 (vol. I) e il 1927 (vol. VIII).
Rientra nella serie dei Diplomata, pur non facendo parte di alcuna delle sezioni predette, il vol. Die Urhunden Heinrichs des Löwen, Herzogs von Sachsen und Bayern, in 2 tomi, pubblicati in parte dalla casa Hiersemann (vol. I, parte 1° e vol. II, parte 1° ), e in parte dalla casa Böhlaus (vol. I, parte 2² ) nel 1941.
4° serie: Epistolae. - Comprende lettere delle cancellerie pontificia e imperiale, come pure dei re merovingi e carolingi e di altri personaggi di primo piano nella storia del medioevo, divise in 4 sezioni :
1. Epistolae in-40: 8 voll. (I, V, VI e VII in 2 parti), pubblicati dalla casa Weidmann tra il 1887 (vol. I, parte 1² ) e il 1939 (vol. VIII, quaderno 1° ).
2. Die Briefe der deutschen Kaiserzeit: 3 voll. in-80 grande (I, III e V), pubblicati dalla casa Böhlaus, il I e il III nel 1949, il V nel 1950.
3. Epistolae saec. XIII e regestis Pontificum Romanorum selectae: 3 voll. in-40, pubblicati dalla casa Weidmann tra il 1883 (vol. I) e il 1894 (vol. III).
4. Epistolae selectae: 4 voll. in-80 piccolo (il II in 2 parti), pubblicati dalla casa Weidmann tra il 1916 (vol. I) e il 1926 (vol. IV).
5° serie: Antiquitates. - Comprende testi poetici, necrologi e scritti letterari di varia indole (filosofici, politici, biografici, ecc.) di interesse storico per il periodo medievale, divisi in 3 sezioni:
5. Poetae latini medii aevi: 5 voll. in-40 (il IV in 2 parti) pubblicati dalla casa Weidmann tra il 1880-81 (vol. I) e il 1937-39 (vol. V).
6. Necrologia Germaniae: 5 voll. in-40, oltre ad uno fuori serie (uscito nel 1884), pubblicati dalla casa Weidmann tra il 1886-88 (vol. I) e il 1920 (vol. IV).
7. Deutsches Mittelalter: kritische Studientexte: 4 voll. in-80 piccolo, i primi 5 pubblicati dalla casa Hiersemann nel 1957, l'ultimo dalla casa Böhlaus nel 1949.
Nel 1890 fu pure pubblicato dagli editori Hahn e Weidmann un volume di indici, a cura di O. HolderEgger e K. Zeumer.
Dal 1938 il «Reichsinstitut für ältere deutsche Geschichtskunde» ha pubblicato anche 9 voll. (l'ultimo è del 1944), affidati alla casa Hiersemann, di studi critici
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su argomenti vari di storia medievale, che, pur non facendo parte dei M. G. H., ne costituiscono quasi un complemento e un utile sussidio. Allo stesso scopo risponde pure la rivista dell'Istituto, iniziata nel 1820 , che, interrotte le pubblicazioni nel 1944 a motivo delle vicende belliche, le ha riprese nel 1949, variando più volte nella periodicità e nel titolo (Archiv der Gesellschaft für ältere deutsche Geschichtshunde dal 1820 al 1872; Neues Archiv der Gesellschaft für ältere deutsche Geschichtshunde dal 1875 al 1935; Deutsches Archiv für Geschichte des Mittelalters dal 1937 al 1944, e poi di nuovo dal 1949).
BibL.: H. Bresslau, Geschichte der M.G.H. im Auftrage ihrer Zentraldirektion, Hannover 1921 (pubbl. come n. 42 [1921] del Neues Archiv d. Gesellsch. für ältere deutsche Geschichtsh.). Per il periodo fino al 1943 si vedano i resoconti annuali in Deutsches Archiv für Geschichte des Mittelalters; poi anon., M.G.H. Dienststelle Pommersfelden 1945-16, Höchstadt a. d. Aisch 1948; F. Buechgen, M. G. H. Bericht für die Jahre 1943-48, Berlino 1950 (corr. dei Sitzungenber. d. deutsch. Akad. d. Wissensch. zu Berlin, Philos.-histor. Klasse, 1949, fasc. 3); id., M. G. H. Bericht für das Jahr 1948-59, in Akad. d. Wissensch. in Wien-Angziger d. philos.-hist. Klasse, 87 (1950), pp. 125-36. Alessandro Tratesi
MONUMENTA HISTORICA SOGIETATIS IESU. - Pubblicazione di documenti per la storia della Compagnia di Gesù, iniziata a Madrid nel 1894 e dal 1929 continuata a Roma, edita a cura dell'Istituto storico della Compagnia di Gesù, unito alla Curia generalizia dell'Ordine: ha dato alle stampe (fino al 1951) 73 voll. in-80.
Il progetto del fondatore, Giuseppe Maria Vélez (1843-1902), e dei suoi primi collaboratori, vivamente appoggiato dai generali Antonio Maria Anderledy (m. nel 1892) e Ludovico Martin (m. nel 1906), fu di riunire in un carpo organico i principali documenti concernenti le origini e il primo sviluppo dell'Ordine. Mentre questo progetto si avvia verso la conclusione, i M.H.S.I. da alcuni anni dedicano il loro principale sforzo alla storia delle antiche missioni nella sezione Monumenta Missionum S. I., divisa in altre due: Missiones orientales e Missiones occidentales. Attualmente sono oggetto di studio le Missioni dell'India, Molucche, Cina e Giappone, per la prima sottosezione; Messico, Perù, Brasile, per la seconda.
Sono stati finora pubblicati: Monumenta Ignatiana (21 voll., in 4 serie), Herum S. I. Historia (il cosiddetto Chronicon del p. Polanco, 6 voll.), Monumenta Xaveriana (2 voll.), Fabri monumenta ( 1 vol.), Lainii monumenta (8 voll.), Epistolae p. Alphonsi Salmeronis (2 voll.), Epistolae pp. Brodi, Poji, Codisrii, Rodeosrii ( 1 vol.), Bobadillae monumenta ( 1 vol.), S. Franciscus Borgia ( 5 voll.), Polanci complementa (2 voll.), Epistolae p. Hicronymi Nadai (4 voll.), Ribadeneira (2 voll.), Monumenta paedagogica S. I. (1 vol.), Epistolae mixtae ex variis Europae laeti ab anno 1537 ad 1556 scriptae ( 5 voll.), Litterae quadrimestres ( 7 voll.). Nella nuova sezione Monumenta missionum S. I. sono stati pubblicati fino al 1951 : Epistolae s. Francisc Xaverii aliaque eius scripta (2 voll.), Monumenta antiquae Floridae ( 1 vol.), Documenta Indica (2 voll.).
BibL.: C. Gómez Rodeles, Historia de la publicación - M. H. S. I. - Recuerde del primer centenario del restablecimiento de la misma Compañía, 1814-1914, Madrid 1913; A. Huonder, Die M. H. S. I. oder die ältesten Geschichtsquellen des Jesuitenordens, in Stimmen aus Maria Laach, 87 (1913-14), pp. 470-92; P. Leturia, Le gemme fonti storiche circa le origini e il carattere della Compagnia di Gesù (A proposito del cinquantenario dei - M. H. S. I. it, in Civ. Catt., 1944, iv, pp. 222-31; D. Fernández Zapico, P. Leturin, Cincuentenario de M. H. S. I. 1844-1944, in Archivum historicum Soc. Jesu, 13 (1944), pp. 1-61.
Candido de Dalmases
MONUMENTA NIPPONICA. - Pubblicazione semestrale di alta cultura giapponese, fondata ed edita nel 1958 dalla Sophia Universitas di Tokio, istituita e diretta dalla Compagnia di Gesù.
Mira a divulgare con metodo scientifico i ricchi tesori della cultura del lontano Oriente, dando particolare rilievo ai valori tipici della tradizione giapponese in tutti i campi : lettere e arti, preistoria, storia antica e recente,
etnologia, religioni comparate. Speciale riguardo vi si dimostra per il periodo del I sec. del cristianesimo (15511850) e per le relazioni tra il Giappone e l'Occidente. Oltre ad articoli monografici (studi e documenti fondati su ricerche originali), ogni numero contiene traduzioni di fonti e testi giapponesi di primaria importanza per i vari campi di esplorazione abbracciati dai M. N. Seguono rassegne di libri attinenti alla materia e spoglio di periodici culturali. La pubblicazione, sospesa da otto anni, riprende (per ora in unico fascicolo annuale) con il vol. VII nel 1951. Ammette le lingue principali dell'Europa e dà articoli anche in giapponese. I M. N. pubblicano pure, a parte, una serie di monografie e studi più ampi.
Celestino Testore
MONUMENTA ORDINIS FRATRUM PRAEDICATORUM HISTORICA. - Serie di edizioni critiche di fonti per la storia dell'Ordine domenicano iniziata durante il generalato del p. Andrea Frühwirth.
Aprono la collezione le Vitae fratrum di Gerardo di Frachet, pubblicate dal p. Benedetto M. Reichert (Lo-vanio-Roma 1896). Lo stesso studioso ha curato gli Acta capitulorum generalium dal 1220 al 1844 (voll. III, IV, VII-XIV : Roma-Stoccarda 1898-1904), le Litterae encyclicae magistrorum generalium (vol. V, Roma-StoccardaVienna 1900), e la Cronica Ordinis di fra Galvagni de la Flamma, di cui è uscito il solo fasc. I (vol. II, RomaStoccarda 1897). Anche del vol. VI sono stati pubblicati 2 soli fascicoli con documenti relativi alla vita e all'opera di s. Raimondo de Peñafort (ivi 1898-1901). Dal 1933 sono apparsi nella stessa collezione altri volumi, a cura dell'Istituto storico domenicano di S. Sabina in Roma, creato dal p. Gillet: una serie di Monumenta historica s. patris nostri Dominici (vol. XV, Parigi 1933; vol. XVI, Roma 1935), il Registrum litterarum di Tommaso Gaetano de Vio, quello di Raimondo di Capua e di altri maestri e procuratori generali, gli Acta capitulorum provincialium provinciae Romae dal 1243 al 1344, i Cataloghi di L. Pignon, di Stams e Uppsala, il De quatuor di Stefano Salagnac e Bernardo Gui, e le Epistulae b. Iordani de Saxonia. Questo ultime (Roma 1951) formano il vol. XXIII. Hanno curato le edizioni i pp. M. H. Laurent, H. Ch. Scheeben, A. Walz, A. de Meyer, Th. Käppeli, G. Meersseman, D. Planzer.
BibL.: A. Papillon, De sodalitio historico Ordinis Praedicatorum, in Archivum Fratrum Praedicatorum. 1 (1931), pp. 12-13; A. Walz, Compendium historiae Ordinis Praedicatorum, 27 ed., Roma 1948, pp. 221, 527, 626. Angelo Walz
MONUMENTA ORDINIS SERVORUM SANCTAE MARIAE. - Pubblicazione che ha lo scopo di riprodurre e divulgare i principali documenti storici, preferibilmente i più antichi, riguardanti l'Ordine dei Servi di Maria.
[Fu iniziata nel Belgio (Bruxelles) nel 1897, dai pp. Agostino M. Morini e Pellegrino M. Soulier del medesimo Ordine che la redassero fino al 1908. Nel disegno dei redattori avrebbe dovuto uscire almeno un tomo (oltre 200 pagine in-4 { }⁰ grande) ogni anno: di fatto però i tomi che fino ad ora hanno veduto la luce sono venti, più tre supplementi ai voll. XI, XIII e XX. L'ultimo tomo porta la data del 1930 : negli anni successivi, per la sopravvenuta pubblicazione del periodico Studi storici sull'Ordine dei Servi di Maria (dall'anno 1933, settimo centenario dell'Ordine), e, in seguito, per le difficoltà determinate dalla guerra e le sue conseguenze, la pubblicazione rimase di fatto sospesa.
Dal 1908 in poi si associarono nella redazione al p. Soulier i pp. G. Vangelisti, L. Raffaelli, G. Zinkl; nel 1926, morto il p. Soulier, la redazione passò al p. Raffaele M. Taucci.
Alessio M. Rossi
MONUMENTA SERICA. - Pubblicazione, in volumi annuali, di alta cultura sinologica, fondata nel 1935 dal p. F. Saverio Biallas, verbita, edita a cura dell'Università cattolica di Pekino.
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(per cortesia del prof. E. Joul) Monza - Ampolle (sec. vi) - Monza, tesoro del Duomo.
Ha lo scopo di presentare ampio e copioso materiale per lo studio di quanto riguarda i popoli, le lingue, la cultura della Cina e dei paesi limitrofi, non escluso il campo dell'etnologia e della preistoria. Oltre ad articoli monografici, improntati a ricerche originali, i M. S. contengono note miscellanee più brevi, traduzioni di fonti e testi di importanza particolare, riviste di libri e spoglio dei periodici attinenti in qualunque modo alla sinologia.
- Fino al 1940 sono stati pubblicati 13 volumi. I M. S. hanno pure una serie a parte di monografie e studi più ampi.
Celestino Testore
MONZA. - Città della Lombardia (diocesi di Milano), che ebbe grande importanza al tempo dei Longobardi, che l'arricchirono di monumenti.
La chiesa di S. Giovanni Battista detta il Duomo fu eretta dalla regina Teodolinda nel 595 . Venne rifatta nel sec. xiri, restaurata nel 1577, ridipinta nel 1739; la facciata è opera di Matteo di Campione e discepoli (1369-98). Nella cappella, dove sono sepolti Teodolinda e Agilulfo, si conserva la corona ferrea, cosiddetta perché secondo la tradizione sarebbe stata foggiata con un chiodo della Croce di Nostro Signore, ritrovata da s. Elena. Nella Cappella maggiore, il paliotto in lamine sbalzate in argento dorato con gemme e smalti venne eseguito dall'orafo milanese Borgino del Pozzo tra gli anni 1350-57; vi sono rappresentati il Battesimo di G. Cristo, i simboli degli Evangelisti ed episodi della vita di s. Giovanni Battista.
Il tesoro conservato in un'attigua sala ottagonale venne asportato una prima volta nel 1324 e recato alla corte dei papi di Avignone; ritornò nel 1344; i Francesi lo spedirono a Parigi nel 1799, donde tornò nel 1815. Vi si conservano: il cosiddetto "ricamo della Madonna", che è invece un tessuto orientale del sec. vi o viI; il cosiddetto "velo della Madonna" in seta orientale, che è del sec. xI; un piatto in argento dorato con la scena di una chioccia e sette pulcini, da alcuni attribuito all'età di Teodolinda, da altri al xir o xiri sec.; due frammenti in pergamena di una lettera di s. Gregorio Magno ( 590 604); la croce votiva in oro e gemme di Agilulfo, appartenente alla sua corona, rubata a Parigi nel 1805; la Croce,
detta di Berengario, appartenente alla corona di Teodolinda; una copertura di evangeliario, un'altra per sacramentario in avorio a traforo e lamine d'argento (sec. IX). Più importante la «legatura d'oro di Teodolinda» come attesta l'iscrizione che vi è incisa; dittico in lamine d'oro tempestato di pietre preziose, perle e cammei, opera di un colto orafo bizantino; da alcuni fu identificato per la "theca persica" inviata da Gregorio Magno a Teodolinda per il Battesimo del figlio Adoloaldo, altri invece ritengono trattarsi di un encolpio. Una croce processionale a lamine d'oro e d'argento con episodi della vita di Gesù Cristo e del Battista, con in mezzo un medaglione della Madonna con il Bambino e Teodolinda genuflesca; donato dalla stessa, venne rifatta nel 1487 e nel 1615.
Vi sono inoltre tre dittici d'avorio: il primo è consolare, ma le due figure del personaggio furono in seguito trasformate l'una nel re David, l'altra in s. Gregorio; il secondo sembra rappresenti Stilicona con la moglie Serena e il figlio (fine iv sec.); il terzo, detto "del poeta e della musa", è opera della fine del sec. iv; K. Weitzmann e S. Schultz propongono di riconoscere nel poeta Claudio Claudiano (Zur Bestimmung des Dichters auf dem Muscndiptychon von M., in Jahrbuch des deutschen archäologischen Instituts, 49 [1934], pp. 128-38). Si conservano anche due collezioni di ampolle (v.), una composta di 28 fiale di vetro che contennero olii presi nei santuari dei martiri romani e portati tra il 590-604 da un tale Giovanni alla regina Teodolinda, con cartigli indicativi su ogni singola fiala e una notula riassuntiva (v. index oleoRUM); il secondo gruppo è composto di 16 ampolle metalliche (lega di stagno e piombo) e contennero olii o terra dei santuari della Palestina; sono ornate di figurazioni riproducenti detti santuari (fine vir sec.). Assai preziosa è la Biblioteca del Capitolo per manoscritti e incunaboli.
Bibl.: A. Colombo, I dittici cboraci e le ampolle metalliche della Basilica reale di M., Monza 1934.
Enrico Josi
MOORAT-RAPHAEL, Collegio armeno. E la fusione di due collegi fondati in tempi diversi : il Collegio M. venne fondato a Padova il 4 sett. 1834 con i lasciti dell'armeno Samuel Moorat, e nel 1846 fu trasferito a Parigi dove rimase fino alla guerra franco-prussiana del 1870 .
A Venezia fu fondato il Collegio R. con il munifico concorso dell'armeno Edoardo Raphael l'1 s sett. 1836. Nel 1870 furono riuniti i due Collegi in uno solo con la denominazione Collegio armeno M.-R. con sede a Venezia nel Palazzo Zenobio.
Lo scopo del Collegio è di provvedere all'educazione della gioventù armena nelle lettere armene e nelle scienze. Nella sua storia centenaria il Collegio M.-R. è stato centro di rinascita nazionale e morale, e migliaia di allievi occuparono cariche onorifiche nei governi ottomano, iraniano, egiziano, ecc. Nel 1897 ebbe dallo Stato la parificazione.
Bibl.: G. Marinelli, Angoli d'Oriente in Venecia... L'Istituto M. R. (di Carmini), Venezia 1922.
MOORE, ARTHUR. - Conte ed uomo politico, n. nel 1849 a Liverpool, m. nel 1904 a Mooresfort, Tipperary (Irlanda). Eletto deputato nel 1874, sostenne in Parlamento la riforma agraria, un migliore trattamento dei fanciulli nelle fabbriche, l'educazione universitaria per i cattolici irlandesi e l'Home Rule. Nel 1877 il Papa gli conferì il titolo di conte.
Era persuaso che la questione irlandese dovesse risolversi legalmente e non con una politica di violenze e di agitazioni. Non approvò pertanto integralmente il programma della Lega agraria (Land League) e della Lega nazionale (National League) e votò in favore della seconda lettura del progetto di legge Gladstone sulla terra, sebbene Parnell ed altri suoi amici se ne astenessero. Convinto della bontà delle sue idee non volle legarsi troppo strettamente ai suoi amici politici per non correre il rischio di perdere l'indipendenza e la libertà di giudizio. A seguito della riforma elettorale del 1885 , che privo Clonmel di un suo rappresentante ai Comuni, M. lasciò la Camera. Continuò tuttavia a servire senza soste la causa del catto-
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lici e degli Irlandesi con generose oblazioni a scuole, chiese, conventi; pubblicò per difesa della religione articoli su riviste e giornali e tenne discorsi e conferenze. Era assai religioso: le pratiche del culto erano per lui esperienza intima vivamente sentita.
Bibl.: E. A. D'Alton, s. v. in Cath. Enc.. X, p. 322, con bibl.
Sllvio Furlani
MOOSBRUGGER, Kaspar. - Architetto, n. il 22 luglio 1656 ad Au im Bregenzerwald, m. il 26 ag. 1723 ad Einsiedeln. Lavorò in quasi tutta la Svizzera cattolica, della quale è considerato il massimo architetto.
Diede disegni e progetti per il chiostro di Disentis e di Muri, operò a Munsterlingen, a Sarnen, a Garfenort, Maristein, Ballinzona, Seedorf, Kalchrain, Rheinau, ecc. Capolavori della sua attività vengono considerati : il chiostro di Einsiedeln, il cui modello è del 1703 e che costituisce, con il suo movimento sobrio ma pittorico di masse, uno dei più completi e misurati edifici religiosi del Sarocco; ed il rifacimento del monastero di S. Gallo (già progettato nel 1720 ed eseguito nel 1755), il cui piano originale, tuttavia, fu rimaneggiato da Peter Thumb e dal figlio del M., Franz Beers, che compirono la costruzione nel 1767 .
Bibl.: anon., s. v. in Thieme-Becker, XXV (1931), p. 108. Eugenio Battisti
MOPOI, PREFETTURA APOSTOLICA di. - E si tuata nel Sudan anglo-egiziano e precisamente nella provincia di Equatoria. E affidata alla Congregazione del Figli del S. Cuore di Gesù (Missioni africane di Verona). Fu eretta il 3 marzo 1949 con parti di territorio distaccate dal vicariato apostolico di Bahr el-Gazal (distretto di Zande) e dalla prefettura apostolica di Bahr el-Gebel (distretto di Moru).
Ha una superficie di ca. 78.000 kmq . con una popolazione di ca. 250.000 sb . Secondo le statistiche del 1950, vi sono : cattolici 22.380 , di cui solo 8 stranieri; catecumeni 9900 ; dissidenti orientali 23 ; protestanti 5350 ; maometrani 110; pagani ca. 213.000 ; sacerdoti indigeni 2, esteri 13; fratelli laici esteri 6; suore estere 8; seminaristi maggiori 4, educati nel Seminario regionale di Gulu (v.), minori 18, educati nei Seminari minori di Okaru (Bahr el-Gebel) e Bussere (Bahr el-Gazal); catechisti 250, catechiste 14; maestri 120. Stazioni missionarie principali 5, secondarie 3; chiese 2, cappelle 35 ; ospedali 4; disperzari 4; orfanotrofi 5; un periodico con una tiratura di 1600 copie. Scuole elementari 56 , professionali 2 , normali 2, per catechisti i. Vi è costituita l'Azione Cattolica.
Bibl.: AAS. 41 (1949), pp. 405-406; MC, 1930, p. 96; A cataolic directory of East Africa, Montbasa 1930, pp. 108-69; Arch. S. Congr. de Propaganda Fide, pos. prot. n. 4332/30.
Carlo Corva
MORALE INTERNAZIONALE, CODici di: v. malines, III. Codici di M.
MORALES, Christobal de. - Musicista, n. a Siviglia il 2 genn. 1512, m. a Toledo nel 1553 . Fece gli studi nella città natale, e li completò poi a Roma dove fu cantore della Cappella pontificia dal 1540. Il 17 sett. 1545 tornò in Spagna direttore della cappella musicale della cattedrale di Toledo.
Il M., distinto per uno stile grave e severo, fu uno dei più tenaci oppositori al malgusto della musica religiosa del tempo. Nell'Archivio musicale di Toledo si trovano manoscritte 8 messe, 16 Magnificat, 13 mottetti, mentre sono stampati : Liber I missarum quatuor vocum (Parigi 1540), Magnificat octo tonorum cum quatuor vocibus, liber I (Roma 1541), Mottetti a 3 voci (Venezia 1543); Liber II missarum cum quatuor et quinque vocibus (Roma 1544); Quinque missarum harmonia diapente, idest quinque voces referens (Venezia 1547). Numerosa musica del M. si trova in raccolte del Raschlitz, Eler, Schad, Donfrid e Petrucci.
Bibl.: R. Mitjans, C. de M. Estudio critico biografico, Madrid 1920; F. R. Figueroa, Musica y Músicos Toledoars, Toledo 1922, p. 75 sge.; J. B. Trend, C. M., Parigi 1925. Silvetto Mattei
MORALES, Juan Bautista de. - Missionario domenicano, n. a Ecija (Andalusia) ca. il 1597, m. a Funing (Cina) il 17 sett. 1664. Religioso in patria, intorno al 1620 parti missionario per Manila; evangelista { }