frutti gli agrumi (notevole l'essenza oleosa del petit grain estratta dalle foglie dell'arancio); di recente introduzione la coltura della vite. Anche l'allevamento ha fatto progressi ( 3,4 milioni di capi bovini). Legname e yerba mate entrano con quantitativi cospicui nelle esportazioni. Modesta e d'importanza locale l'industria.
Dei 1,4 milioni di ab. ( 3 a kmq.) $2 / 3$ sono Amerindi, e poco meno di $1 / 3$ meticci; meno di $1 / 10$ i bianchi. La capitale Asunción ( 250 mila ab.) è l'unico centro abitato importante. La cattolica è la religione di gran lunga dominante; numerosi tuttavia anche i pagani. Il P. è una repubblica unitaria (comprendente 17 dipartimenti), governata da un presidente, una camera elettiva ed un consiglio di Stato scelto dal presidente.
Bibl.: A. N. Schuster, P., Stoccarda 1929; A. E. Elliot, P., Nuova York 1931; P. De Ronde, P., ivi e Londra 1932. Giuseppe Caraci
II. Storia. - Avvistato il continente da Sebastiano Caboto allorquando il navigatore risalì brevemente il Paraná-Paraguay, l'effettiva penetrazione venne iniziata nel 1536 da Juan de Ayolas, che costrui il forte di Corpus Christi nella località in cui nel

(propr. Enc. Catt.). 1541 sorgerà la capitale Asunción. La regione che dipendeva da Buenos Aires fu ripartita in encomiendas, analogamente a quanto veniva effettuato nelle altre regioni sottoposte alla corona di Castiglia.
Nel corso del sec. xvir, il Consejo de las Indias. divise il P. vero e proprio, con capitale Asunción, dalle province del Rio de la Plata. In base a precise disposizioni madrilene, il governo locale venne demandato a consigli democraticamente costituiti, nei quali entrarono a far parte, oltre agli Spagnoli, i meticci e i nativi, i quali, animati dal desiderio e dalla volontà di migliorare e far prosperare le loro città, non si lasciarono abbattere dalle difficoltà che man mano incontravano, e furono, in tal modo, gli artefici della completa valorizzazione del loro paese (v. RIDUZIONI).
L'ultima " rivoluzione dei comuni ", la più complessa, scoppiò nel 1725 e terminò nel 1739; essa fu provocata dal contrasto d'interessi tra i Comuni e le Missioni organizzate in formazioni autonome.
Sostituito, a furore di popolo, il governatore Diego de los Reyes Balmaceda (protettore delle Missioni) con Joséde Antequera y Castro, con l'appoggio delle giunte dei maggiori centri, nel 1725, gli insorti espulsero da Asunción i Gesuiti che vi si trovavano nei collegi, iniziando una vera e propria lotta contro le Missioni, giungendo fino a combattimenti nelle strade e nelle campagne. La situazione, sempre tesa, in specie da parte dei Paraguayani che non subirono passivamente una serie di misure vessatorie del viceré di Lima, se terminò, dal punto di vista
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(de P. Guillermo Furtano Cardif. Cartografia Averitiva del Rio de la Plata, Buenos Ayres 166, vol. 6571, prima f. in appendice)
Paraguay - La più antica carta del P. (la cosiddetta carta di Tuusmann) compilata da P. Juan Romero, S. J., nel 1596, edit. in Amsterdam nel 1605.
bellico, nel 1739, ebbe la sua vera fine solo nel 1768 con l'espulsione dei Gesuiti dal P..
Iniziatosi, nei primi anni del sec. xix, il movimento insurrezionale delle province del Rio de la Plata contro la Spagna e proclamatasi indipendente Buenos-Aires ( 25 maggio 1810), anche i Paraguayani vollero la completa indipendenza pur rimanendo in buone relazioni con la contigua Buenos Aires. Di fronte a tale deciso atteggiamento l'esercito argentino, agli ordini di Manoel Belgrano, nel sett. 18 ro invase il P.; ma, agli inizi del 18 I I, fu obbligato a lasciare il paese. Raggiunto il fine propostosi, la giunta generale di governo si radunò, per la prima volta, il 18 maggio. Sancita la completa indipendenza dalla Spagna e la politica di buon vicinato con l'Argentina - che venne accettata da Buenos Aires con il Trattato del 12 ott. 181 I - il Congresso si aggiornò. Due anni dopo, nel 1813 , tornò a radunarsi deliberando la notifica e la ratifica dell'indipendenza, l'adozione del nome di Repubblica del P., la compilazione di un regolamento di governo, il trasferimento del potere esecutivo a due consoli, e cioè a Gastone Rodriguez Francia e Fulgenzio Yegros. Con il 1824 cominciò però la dittatura del Francia, durata fino alla sua morte ( 1840 ). Sempre temendo una eventuale guerra contro l'Argentina, il Francia riformò l'esercito; allontanando dagli uffici gli impiegati che non seguivano le sue direttive. Nonostante la sua politica anticlericale ed isolazionista, recò qualche beneficio al paese.
Ma ciò che di utile avevano compiuto il Francia ed il suo successore Carlo Antonio Lopez, fu compromesso gravemente da Francisco Solano Lopez. Durante il tempo in cui F. S. Lopez tenne il potere (1862-70), si ebbe la guerra fra P. ed Argentina-Brasile-Uruguay. La guerra terminò con la vittoria della triplice sudamericana, malgrado alcuni successi paraguaiani : Lopez, che aveva fatto ricorso ad ogni sorta di intimidazioni ed a continui atti di crudeltà contro quanti, comprendendo l'inutilità della lotta, cercavano di raggiungere in tempo la pace, e che aveva infierito in modo precipuo contro il clero e persino fucilato il vescovo Palacios de Bergas sotto l'accusa di partecipazione ad una congiura contro di lui, cadde alla testa dei suoi, a Cerro Corà il $1^{\circ}$ marzo 1870.
Lenta e faticosa fu la ripresa del P., al quale riuscirono assai utili, per ciò che riguarda la vita economica, gli accordi con l'Argentina e con il Brasile. Mentre la Repubblica si avviava a rimettersi, malgrado i contrasti interni fra il partito colorado (conservatore) e quello liberaltradicale, sorse la questione del Chaco boliviano, in confronto con la Bolivia (1880). Questa, basandosi sul fatto che
la regione del Chaco era stata di sua pertinenza, durante l'epoca coloniale l'aveva rivendicata. Riuscito vano ogni tentativo di accordo, nel dic. del 1928 si iniziò il conflitto armato fra i due Stati, nel Chaco stesso. Il Congresso panamericano prima, la Società delle Nazioni poi cercarono una soluzione pacifica, ma non riuscirono ad evitare, nel 1930, la ripresa delle azioni belliche che si protrassero, con alterne vicende, fino alla fine del 1934, allorquando con la mediazione dell'Argentina, del Brasile, del Perù e dell'Uraguay, si addivenne nel giugno 1935 prima ad un armistizio e poi al definitivo Trattato di pace firmato a Buenos Ayres il 21 luglio 1938 che riconobbe al P. la maggior parte del Chaco.
In seguito alla guerra nippo-americana il P., oltre a proclamarsi solidale con gli U.S.A., ruppe le relazioni con le nazioni del Tripartito (1942), riuscendo, in tal modo, a godere di un periodo di calma all'interno (1942-44) a motivo degli aiuti nordamericani e delle ordinazioni belliche passate alla Repubblica. Terminata la guerra, le cose ritornarono gradualmente nel loro primitivo stato e fino all'apr. 1948 si assiste ad un seguito di moti, complotti, colpi di Stato fra i vari partiti (da ricordare il guion rojo $=$ "guidone rosso ", emanazione del partito colorado). Attuale presidente, per il periodo $1940-54$, è il dott. Federico Chaves.
Bial.: E. Bruyssel, La République du P., Bruxelles 1893; B. Gieray, Compendio de la historia del P., Buenos Ayres 1906; W. H. Koebel, P., Londra 1917; C. Baca, Le P., son évolution historique et sa situation actuelle, Parigi 1927; A. Fraccaroli, Splendori ed ombre del P., Milano 1032; E. De Gandia, Historia de la conquista del Rio de la Plata y del P., Buenos Aires 1932; C. A. López, La emancipación paraguayo, Asunción 1942.
Nardo Naldani
III. Evangelizzazione. - I primi missionari del territorio attuale del P. furono i Francescani che sotto il governatore Domingo Martínez de Irala ( 1538 1542) iniziarono l'evangelizzazione degli indiani. Così pure il primo vescovo della diocesi di Asunción, creata nel 1547, fu il francescano Pedro de la Torre. Benefica fra tutte fu l'attività del p. Luis Bolaños, francescano, presso gli indiani Guaranis; raccolse, durante 30 anni e più, gli indiani in riduzioni (v.) e scrisse il primo catechismo in lingua guaranì.
Nel 1585 i Gesuiti arrivarono nel territorio de La Plata, fondando nel 1606 la provincia del P., comprendente, oltre il P. attuale, l'Argentina, l'Uraguay, il Brasile meridionale e al principio pure una parte del Cile. La loro attività principale si sviluppò dal 1610 tra gli indiani Guayras e Guaranis fondando ivi le famose riduzioni (v.). I pp. Roque Gonzalez, Alonso Rodriguez e Juan del Castillo subirono nel 1628 il martirio (beatificati nel 1934 da Pio XI) ma ciò non ostante i Gesuiti continuarono a lavorare con grande successo presso le varie tribù indiane, raccogliendole in villaggi governati dai missionari. Le incursioni dei Paolisti (1628-41) distrussero le riduzioni dei Guayras e dei Tapi. In seguito I villaggi indiani furono raccolti lungo i fiumi del Parana e Uraguay (nell'attuale P., lo Stato brasiliano Rio Grande do Sul, lo Stato di Misiones nell'Argentina), formando così una entità geografica a parte, la quale a causa del suo isolamento e del suo governo speciale spesse volte fu chiamato lo Stato gesuitico del P. Nel sec. xvir i Gesuiti estesero la loro attività missionaria e riduttiva ad altre tribù all'avest del Parana, ai Chiquitos, ai Mocabios, ai Tobas, agli Abiponi. Nel 1767 i Gesuiti furono espulsi. L'amministrazione delle riduzioni passò nelle mani degli Spagnoli, la direzione spirituale ai Francescani. Ma molti indiani si rifugiarono di nuovo nelle foreste; e nel 1796 l'antico Stato gesuitico, che nel suo
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(fol. Eut. Catl.)
MEDALLIE PAPALI. 1. Sisto IV: nel verso a cura rerum publicarum (attribuita a Lisippo); 2. Sisto IV: nel verso incoronazione del Pontelice (attribuita a Lisippo); 3. Alessandro VI: nel verso - Coronat (attribuita al Caradosso); 4. Giulio II: nel verso la conversione di a. Paolo (attrib. al Francia); 5. Clemente VII: nel verso - post multa plurima restant (attrib. ad Ortenai di Gerni, dal Prato); 6. Clemente VII: nel verso - clavduntur belli portat (del Cellini); 7. Clemente VII: nel verso -ur bibat populus (del Cellini); 8. Verso della medaglia di Clemente VII con -ego sum Ioseph frater vester (attrib. al Cellini o al Bernardi da Castel Bolognese) - Medagliere Vaticano.
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(fol. Enc. Catt.)
MEDAGLIE PAPALI. 1. Paolo III: nel verso "dominus custodit" (attrib. a Leone Leoni); 2. Paolo III: nel verso "omnes reges servient ei" (del Grechetto); 3. Giulio III: nel verso "anglia resurgens" (del Czyino); 4. Giulio III: nel verso "cratumai" (del Cesati); 5. Paolo IV: nel verso il Calvario (del De Rossi) - Méc'gliere Vaticano.
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(fot. Enc. Catt.)
MEDAGLIE PAPALI: 1. Pio IV: nel verso «tui sectator» (di Marco Argo); 2. Gregorio XIII: verso e verso della medaglia del 1582 per la fondazione del collegio dei Genuit) (di Argentario e Passerol); 3. Pio V: nel verso «deutera tua domine» (del Parmenoz); 4. Gregorio XIII: nel verso «Ugonotterum strages» (del Parmenze); 5. Gregorio XIII: nel verso «in Buctibus emergens» (del Parmenze); 6. Gregorio XIII: nel verso «super hanc potram» (del Parmenze); 7. Sisto V: nel verso - perfecta securitas (del Poggini); 8. Sisto V: nel verso - sacra profanis preferenda (firmata al rovescio M. B.) - Medagliere Vaticano.
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(1)el. Soprrialeadence ai Mnaunruli - Triestry
A sinistra: IL PRESbITERIO DELLA BASILICA EUFRASIANA (sec. vi) - Parenzo. A destra: INTERNO DELLA BASILICA EUFRASIANA (sec. vi) - Parenzo.
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apogeo e cioè nel 1731 aveva contato 141.242 anime, era ridotto a 45.000 .
Le guerre di confine tra la Spagna e il Portogallo, la proclamazione dell'indipendenza paraguayana nel 1811 , la dittatura di José Gaspar Rodriguez de Francia (1811-40), il quale nel 1823 abolì i conventi, depose il vescovo e si arrogò la nomina di tutti gli ecclesiastici, e la sanguinosa guerra sotto Francisco Solano Lopez (1862-70) recarono danni immensi alla vita ecclesiastica del P. e distrussero completamente l'attività missionaria presso gli indiani non ancora convertiti. Lo Statuto del 1870 proclamò la religione cattolica religione di Stato.
IV. Organizzazione ecclesiastica. - Comprende al presente, secondo l'Annuario Pontificio 1932, i metropolitana con 2 suffraganee, 2 vicariati apostolici.
1. Metropolitana: S.Ma Assunzione (1547) col nome anche di Paraguay; S.Ma Concezione in Paraguay (10 maggio 1929 col nome di Concezione e Chaco, mutato nome il 16 luglio 1949); Villariica (i maggio 1929).
2. Viciariati apostolici: Chaco Paraguayano (i i marzo 1948), Pliconsayo (i4 luglio 1950).
BibL.: F. Pastells-F. Mateus, Hist. de la Compañia de Jesús en la provincia del P., 7 voll., Madrid 1912-48; J. Thauren, Die Indianermissionen Paraguays und Brasiliens, in Die Missionen der Gesellech. des Gütll. Wortes, III, 11, Steyl 1931, pp. 31-38; P. Jacot, Im grossen Jagdgrund von P., Abost. Praefektur Pliomayo, in Monatsblätter, 40 (1948), pp. 120-25; A. Muscolon, Chaco Paraguain, in Bollettino Salesiano, 73 (1949), pp. 176-78. Giovanni Rommankirchen
V. I feati martiri del P. - Sono i tre gesuiti: Rocco Gonzalez di S.ta Cruz, Alfonso Rodriguez, Giovanni del Castillo, uccisi per la fede nella « riduzione» di Ognissanti del Caarò il 15 e 17 nov. 1628.
R. Gonzalez, n. da famiglia di antichi conquistatori spagnoli, ad Asunción (P.) nel 1576, studiò nel Collegio dei Gesuiti della stessa città e, ordinato sacerdote nel 1598 o 1599 , vi fu eletto parroco della Cattedrale. Entrato nella Compagnia di Gesù nel 1609 , successe nel 1611 al p. M. Lorenzana nel sistemare e compiere la prima

(da P. P. Hernandoz, Organización social de los Doctrinas Guaranies de la Compañia de Jesús, Barcelona 1813, II) Paraguay - Tumulo cimiteriale del tempo dei Gesuiti, con decorazioni ispirate all'arte aborigenz. Bovine della Missione di S. Nicolas.

(per cortesia della Curia Generalizia dei p. Gesuiti - Roma) Paraguay - Cuore trafitto da saetta del b. Rocco Gonzalez. Particolare del reliquario conservato nel collegio del Salvatore a Buenos Ayres.
di tutte le «riduzioni guaranì», fondata nel 1609, di S. Ignazio-Guazù. Di là il Gonzalez ampliò il suo lavoro di pioniere, esploratore e fondatore di io nuove riduzioni nelle regioni del P., Paraná, Uruguay: St. Anna, Itapuá (1615), e Yaguapoá (1618) sulle rive del Paraná; Concepción (1620), St. Nicola, S. Francesco Saverio e Yapeyú e S. Maria dei tre re (1626); Candelaria di Coazapamúni, Asunción del Iyui e Ognissanti del Caarò (1628) lungo la rive dell'Uruguay. Tutto questo eroico e difficile lavoro eccitò ed acui l'odio degli stregoni, che si videro detronizzati e perciò ne congiurarono la morte. Il Gonzalez fu infatti ucciso con due colpi di scure, mentre, nell'ultima riduzione, fondata 15 giorni prima, si preparava ad innalzare una campana su alcuni tronchi ( 15 nov. 1628); quasi subito dopo colpirono il p. A. Rodriguez e due giorni più tardi il p. G. del Castillo. Il cuore del p. Gonzalez, strappatogli dal petto e trapassato da una freccia, e buttato sulle fiamme (perché il padre, secondo la Relación de la gloriosa muerte... per el p. Provincial Vasquez Trujillo al p. Mucio Vitelleschi, in Blanco, op. cit. in bibl., pp. 494495, il giorno dopo la morte avrebbe rimproverato i suoi carnefici) fu invece ritrovato intatto e tale oggi ancora si conserva nel collegio del Salvatore a Buenos Aires. Del Gonzalez restano parecchie lettere, pubblicate nelle "Annue» del P. e un catechismo in guaranì.
Il p. A. Rodriguez, n. a Zamora (Spagna) il 10 marzo 1598, fu novizio a Villagarcia nel 1614; missionario nel P. dal 1619. Il p. G. del Castillo, n. a Belmonte (Spagna) il 14 sett. 1566, fu novizio a Madrid nel 1614 e missionario in P. dal 1619. I tre martiri furono beatificati il 28 genn. 1934. Festa il 17 nov.
BibL.: Documentos para la hist. argentina. XIX e XX a cura del p. C. Leonardt, Buenos Aires 1927; J. M. Blanco, Historia documentada de la vita e gloriosa muerte de los pp. R. G., A. R., 7. del C., ivi 1929; C. Testore, I martiri gesuiti del Sud-America. Isola del Liri 1934.
Celestino Testore
VI. Relazioni tra Chiesa e Stato. - I rapporti tra Chiesa e Stato sono ora regolati dalla costituzione vigente (ro luglio 1940), la quale si ispira ancora, in questa parte, alle teorie regaliste, sanzionandone in tal modo i difetti e i diritti abusivi, quali la nomina dei vescovi. L'art. 51, infatti, afferma chiaramente ed in forma ampia il Patronato nazionale della Re-
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pubblica in ciò che riguarda la presentazione dei vescovi da parte del presidente della Repubblica e la concessione dell' exsequatur ai decreti dei concili, alle bolle, brevi e rescritti del Sommo Pontefice. Non vanno però taciuti gli aspetti positivi della medesima, fondati sul riconoscimento del cattolicesimo come religione della quasi totalità dei cittadini.
Il preambolo si inizia nel nome di Dio Onnipotente, supremo legislatore dell'universo.
La religione cattolica è dichiarata "religione di Stato" (art. 3); gli altri culti, non contrari alla morale ed all'ordine pubblico, sono "tollerati", e un decreto del 13 apr. 1945, n. 8219 ne limitava l'esercizio dentro i rispettivi templi o luoghi a ció destinati dalle autorità nazionali.
Il capo dello Stato deve professare la religione cattolica (art. 46) e nel prender possesso dell'alta carica deve giurare innanzi a Dio ed alla patria. L'arcivescovo metropolitano è membro di diritto del Consiglio di Stato, il quale sostituisce il senato (art. 62). L'arcivescovo ed i vescovi devono essere cittadini paraguayaní (art. 3). Circa la famiglia, la costituzione non contiene disposizioni contrarie alla morale cristiana, e neppure nega direttamente i diritti della Chiesa cattolica. L'art. 22 è indirettamente contrario al divorzio. Gli artt. 10-11, trattando dell'istruzione, non accennano a quella religiosa, ma neppure la escludono, poiché vi si parla di educazione morale e spirituale. Nelle scuole statali manca, comunque, l'insegnamento religioso. Il governo paga regolarmente gli assegni fissati all'arcivescovo ed ai vescovi, ai vicari generali, ai segretari delle curie vescovili ed al Seminario. Oltre a tali prestazioni fisse, sono frequenti gli aiuti economici governativi per erezione e restauri di chiese. Il clero è esente dal servizio militare.
La Repubblica del P. mantiene relazioni diplomatiche con la S. Sede. Nei tempi moderni, esse risalgono al 1920, quando il nunzio apostolico in Argentina fu accreditato anche come internunzio al P.; nell'ag. del 1930, in occasione della erezione della provincia ecclesiastica del P., la rappresentanza pontificia fu elevata a nunziatura. Per un breve periodo (1939-41) la nunziatura del P. fu unita a quella dell'Uruguay, separate entrambe da quella dell'Argentina. Finalmente il 21 ag. 1941 fu installata ad Asunción una nunziatura permanente. Solo nel 1948 il governo decretò la creazione di una Legazione del P. presso la S. Sede.
## Ippolito Rosah
VII. Ordinamento scolastico. - La Costituzione paraguayana prevede libertà d'insegnamento, diritto dei genitori sull'educazione dei figli, libertà di coscienza ed insegnamento di qualsiasi religione. Ai privati è garantito il diritto di fondare scuole e quindi anche alla Chiesa cattolica. La frequenza della scuola elementare è gratuita e obbligatoria dai 7 ai 14 anni d'età. Le scuole pubbliche sono informate alle dottrine pedagogiche di Pestalozzi, Sarmiento, Ferrière, Kerschensteiner, Dewey, Washburne e James. Lo Stato cerca, tramite il Consiglio nazionale d'educazione, Ministero di giustizia, culto e istruzione pubblica, Ministero dell'agricoltura e Ministero della guerra, di diminuire il numero degli analfabeti, di diffondere l'istruzione generale, rurale e pratica favorendo l'istituzione delle scuole rurali pratiche e delle scuole e corsi serali. L'istruzione primaria viene impartita in 1742 scuole primarie, l'istruzione secondaria in 14 collegi nazionali, l'istruzione superiore nell'Ateneo Paraguayo (scuola normale), nell'Alta scuola di agricoltura e nell'Università nazionale di Asunción fondata nell'anno 1929.
L'educazione del clero cattolico viene curata nei Seminario de la S.ma Asunción nella capitale.
BibL.: R Cardoso, Proyecto de reforma escolar, Asunción 1923; Anon., Reforma univorsitaria, ivi 1929; A. E. Elliot, P., its cultural heritage, social condition and educational problems, Nuova York 1931; Anuario estadistico de la Republica P., Asunción 1920.
Mirador Stumpf
PARAIBA, diOCESI di. - Città e diocesi nello Stato di P. in Brasile.
Ha una superficie di 64.000 kmq . con una popolazione di 679.087 ab. dei quali 645.132 cattolici, distribuiti
in 34 parrocchie, servite da 45 sacerdoti diocesani e 16 regolari, due seminari, 16 comunità religiose maschili e 19 femminili (Ann. Pont., 1952, p. 306).
La diocesi fu creata dal papa Leone XIII il 27 luglio 1892, per smembramento dalla diocesi di Olinda. Primo vescovo fu mons. Adaucto de Miranda Henriques. Il 6 febbr. 1914 il papa b. Pio X la elevò a metropolitana, dandole per suffragance le diocesi di Caicó, Cajaceiras, Campina Grande, Natal e Mossoró. La Cattedrale è dedicata alla Madonna della Neve.
BibL.: J. B. Lehmann, O Brasil Católico 1947, Juiz de Fora 1947, pp. $262-67$.
Virgínio Battezzati
PARAKOU, PREFETTURA APOSTOLICA di. - Il territorio fu distaccato il 13 maggio 1948 dalla prefettura apost. di Niamey (v.) che passò ai padri Redentoristi; la nuova prefettura ap. di P. rimase affidata ai padri della Società delle missioni africane.
Comprende la parte settentrionale della colonia di Dahomey, cioè i distretti civili di P., Djougou, Natitingou e Kandi e confina al sud con il vicariato apostolico di Ouidah, all'ovest con il Togo, al nord con la prefettura apostolica di Niamey e all'est con la Nigeria. Il circolo di Natitingou, razza Sombo, è pagano; quello di P., razza Pila-Pila e Bariba, è pure pagano ma nella parte orientale è stato già toccato dall'islâm; il circolo di Kandi, razza Bariba e Dendi, è in parte musulmano, specialmente lungo il fiume Niger. Non vi sono città importanti. La più antica stazione missionaria è quella di Natitingou, che divenne residenza solo nel 1942. Le altre sono state aperte quasi tutte dopo il 1946.
Con decreto del 13 magpro 1948 si ebbe una modifica di confini tra la nuova prefettura ap. di P. e il vicariato ap. di Dahomey, che cambiò il nome in quello di Ouidah (v.).
Ha una superficie di ca. kmq. 86.160 e una popolazione di ca. 451.060 ab. Cattolici 3776, catecumeni 1885 , protestanti ca. 200, musulmani ca. 130.000 e gli altri pagani. Missionari 18, suore 16. Distretti 11, stazioni missionarie 33, chiese 2, cappelle 42. Dispensari 4, scuole elementari 3. L'apostolato presenta non poche difficoltà, specialmente per l'attività dei protestanti inglesi ed americani, che dispongono di larghi mezzi.
BibL.: AAS, 40 (1948), pp. 487-88; 297-98; MC, 1950, pp. 104: Arch. di Prop. Fide, Relazione, pos. prot. nn. 4714/50, 1820/48.
Saverio Paventi
PARALIPOMENI. - Libro biblico, ultimo del canone ebraico (hēthübhîm); nei Settanta e nella Volgata è anteposto a Esdra e Neemia. In origine costituiva un unico volume; secondo molti critici era unito a Esdra-Neemia. I Settanta lo divisero in due, seguiti dal testo masoretico (cf. edizione veneta di Felice da Prato, 1517). Il titolo ebraico è Dibhrê haj-jā̄nim, "discorsi dei giorni " cioè "annali ", "cronache". Ma prevalse il titolo dei Settanta пapalanmquêmuw = Paralipomena (i), cioè "omessi", perché li considerano (erroneamente) integrazione dei libri di Samuele e dei Re. Oggi molti li chiamano Cronache.
S. Girolamo (Ad Paul., 53, 7: PL 22, 548 e Praef. in I Par.) li definisce: "Chronicon totius divinae historiae" o "Instrumenti veteris epitomen" affermando che "absuue illo si quis scientiam Scripturarum sibi voluerit arrogare, se ipsum irtideat ". I $P$. si possono dividere in 4 parti: a) I Par. 1-9: genealogie delle 12 tribù di Israele, da Adamo a David, con riguardo speciale a quella di Giuda; b) ibid. 10-29: storia di David con brevi cenni sulla morte di Saul e la rovina della sua casa; c) II Par. 1-9: storia di Salomone; d) ibid. 10-36: storia dei re di Giuda (con cenni, 10-11,4, sullo scisma di Ieroboam) fino a Sedecia e al termine dell'esilio babilonese, e infine decreto di Ciro.
La storia dei $P$., sebbene meno rigidamente dei libri dei $R e$, segue uno schema in cui s'inquadrano : paternità e maternità, durata del regno, nome del successore, luogo di sepoltura, giudizio morale sul re, citazione della fonte d'informazione. Di Abia
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ed Asa si nota il sincronismo con i re d'Israele. E una storia religiosa, non politica: si restringe alla dinastia davidica, mettendone in risalto le gesta in favore della religione e del Tempio. S'interessa in particolare dell'attività levitico-sacerdotale e delle manifestazioni religiose nelle loro ripercussioni sulla vita sociale d'Israele.
Molto è stato scritto sullo scopo dei $P$. con conclusioni diverse. Intendono mostrare come la prosperità d'Israele dipende dalla teocrazia, le cui basi sono la dinastia ed il Tempio. La dinastia davidica fu voluta dal consenso del popolo, ma prima da Dio (II Par. 13, 4-12; 23, 3; 33, 7-8 ecc.) in premio della "casa" da DavidSalomone costruita a Dio (I Par. 17, 7-27; 22, 10; 28, 6 sgg.; II Par. 6, 7-11, 16 sg.; 33, 7-8). Dio quindi, in quanto presente nel Tempio, in mezzo a Israele, è il fulcro di essa. La fedeltà alla legge divina e lo zelo per il culto conferiscono eterna stabilità alla dinastia e prosperità alla nazione; l'infedeltà la sventura. Ciò che fu predetto da Dio (II Par. 7, 10-22; 6, 16; 33, 7-8; ecc.) i $P$. lo dimostrano dalla storia dei singoli re di Giuda e della nazione. David e Salomone sono i modelli da seguire nell'organizzazione religiosa, liturgica e sociale e nel loro zelo teocratico. Come le genealogie (1-9) provano l'autenticità dell'Israele post-cultico, cosi da II Par. 36, 21-23 si scorge che i suoi destini messianici sussistono ancora e tendono all'adempimento, nonostante l'esilio.
I $P$. furono scritti dopo l'esilio c, secondo la tradizione, al tempo della dominazione persiana. Alcuni moderni preferiscono il periodo ellenistico (dopo il 330 a. C.) perché: a) la genealogia di Zorohebel è protratta fino alla sesta generazione nel testo masoretico, e nei Settanta, Volgata, Siriaca fino all'undicesima (I Par. 3, 19 sgg.); b) l'espressione "re dei Persiani" (II Par. 36, 20) farebbe supporre già tramontata la dominazione persiana. Però non sono argomenti decisivi. Furono proposte varie date: 320 a. C., Welch; 432 (400), Rothstein-Hänel; 330, W. O. E. Oesterley-T. H. Robinson; 300-250, H. W. Robinson; 250, Pfeiffer; 398 (Esdra autore), Albright; 300, Weiser, Torrey, Rowley; tempo di Esdra, Snaith; sec. iv, Bentzen, ecc.
L'opinione tradizionale attribuisce la composizione dei $P$. a Esdra. Vari, oggi, pensano ad un ignoto autore del tempo ellenistico (secc. iv-111 a. C.). L'autore ha utilizzato non poche fonti e documenti, talvolta citandoli anche esplicitamente, cioè : a) "libri dei re d'Israele e Giuda" (II Par. 27, 7); "libri dei re di Giuda ed Israele" (ibid. 16, 11); "discorsi ( $=$ gesta) dei re d'Israele" (ibid. 33, 18) : non è certo se siano una stessa opera, ma si distinguono dai libri canonici dei $R e ; b$ ) midhrä̈̈m dei libri dei Re (ibid. 24, 27) e di Addo profeta (ibid. 13, 22); c) parole di Samuele veggente, di Nathan profeta, di Gad veggente (I Par. 29, 29); parole di Semeia profeta e di Addo veggente (II Par. 12, 15); di Iehu (ibid. 20, 34), dei veggenti (ibid. 33, 19). Inoltre i $P$. utilizzano le fonti canoniche: il Pentateuco, Giosul, Samuele, i Re; la visione di Isaia (ibid. 32, 32); le lamentazioni di Geremia su Iosia (ibid. 35, 25).
Della canonicità dei $P$. non si è mai dubitato. Forse si allude ad essi in Mt. 23,35 (cf. II Par. 24, 20-22). L'oggettività dei $P$. risalta dalla concordia con il Pentateuco, Samuele ed i Re, nonché dalla diligenza con cui si citano le fonti usate. La scuola di J. Wellhausen però ha fatto ogni sforzo per screditarli, addobitando loro contrasti con gli altri libri sacri e la tendenziosità.
In realtà i $P$. sono di ostacolo alla teoria documentaria dei "critici". Secondo Wellhausen, infatti, i $P$. sarebbero un tentativo di adattamento della storia a dimostrare l'origine mosaica dell'ideale sacerdotale ( $P$ ), che invece sarebbe sorto poco prima ad opera di Ezechiele e della sua scuola. Però i moderni sono più cauti. Alcuni negano che i $P$. vengano da $P$ e li fanno derivare da $D$ o da $D$ e $P$ mescolati in recensioni diverse. Secondo altri i $P$. connetterebbero l'ideale sacerdotale non con
Mosè, ma con David; darebbero più importanza ai laici che ai leviti; starebbero per i leviti contro i sacerdoti (Pfeiffer, Noth, Engnell, Bentzen); sarebbero contrari a Ex. 40-48. P. sarebbe un compromesso tra Paralipomeni, Esdra, Neemia ed Ex. 40-48 (Welch). I $P$. conoscerebbero tutto il Pentateuco (Bentzen). Non pochi ne stimano in parte il valore storico: avrebbero usato buone fonti d'informazioni (von Rad, Welch, Van Selms, A. Noordtzij). Per altri il loro autore è un midhrà̀ico della storia (Oe-sterley-Th. H. Robinson). Alcuni critici moderni, negando l'unità dei $P$., vi riscontrano vari redattori. Ad es., R. Kittel ne distinse quattro: 1*2* levita, 3* midhrä̀ico, $4^{a}$ il Cronista; Rothstein-Hänel un tardo aderente a $P$; Oesterley-Th. H. Robinson $P$ e $D$; Snaith $P D$ mescolati. Per E. Jacob i $P$. sarebbero in polemica contro $P$. Altri critici ammettono l'unità dei $P$., ad es., G. T. Manely-G. C. Robinson-A. U. Stibbs. Peraltro le differenze di stile tra 1-9 ed il resto del libro possono dipendere dalle fonti documentarie genealogiche: l'interessamento per il culto ed il principio della retribuzione applicato alla storia possono provenire da uno stesso autore, che ha utilizzato fonti diverse. Le difficoltà esistono. Basta confrontare i testi paralleli di $P$. con Samuele e i Re (ad es., I Reg. 15, 14; 22, 44 con II Par. 14, 2-5; 17, 6; I Reg. 22, 49 con II Par. 20, 36 ecc.). I numeri sembrano enormi (I Par. 22, 14; 29, 4; II Par. 13, 3. 17; 14, 8; ecc.). I $P$. omettono o mitigano i racconti dell'ebdatrix d'Israele, i peccati di David. Mutano, ad es., I Reg. 3, 4 in II Par. 1, 3; II Sam. 24, 1. 16 sgg. in I Par. 21, 1. 15 sg. 26. Ma tali antilogie sono ben risolte dai commentatori cattolici. A conferma dell'oggettività dei $P$. è da citare l'iscrizione di Silos (cf. II Par. 32, 30) e la recentissima stele di Assurnasirpal II (883859 a. C.) scavata a Nimrud nel 1951 nel Palazzo reale, nella quale il monarca assiro descrive la grande festa dell'inaugurazione dell'edificio che durò 10 giorni, dopo i quali ognuno ritornò a casa con gioia; le 69.574 persone presenti furono rifornite di pane, vino e bagni (cf. E. L. Mallowan, The treasures and triumphs of Assur-nasir-pal-II, newly discovered in the third season's excavations at Nimrud, in The illustrated London news, 28 luglio 1951, p. 154 sg .). Ciò conferma II Par. 7, 8-10.
Il testo masoretico dei $P$. è molto corrotto, la versione dei Settanta (che secondo alcuni è la versione di Teodozione) è molto libera.
Biss.: commenti cattolici: F. de Hummelauer, Parigi 1905; M. Sales, Torino 1928; A. Noordtzij, Kampen 1927-38; J. Göttsburger, Bonn 1929; I. B. Vaceckens, Bruges 1942; G. Ricciotti, Firenze 1948; L. Marchal, Parigi 1949. Commenti acattolici: R. Kittel, Gottinga 1902; T. L. Curtis-A. A. Madsen, Edimburgo 1910; J. W. Rothstein-J. Hänel, Lipsia 1927; A. van Selms, Groninga 1930; id., ivi 1947. Studi cattolici: A. Noordtzij, Les intentions du Chroniste, in Rec. bibl., 49 (1946), pp. 161-68; A. Bea, Neuerc Arbeiten zum Problem der Chronikbücher, in Biblica, 22 (1941), pp. 46-58; J. Coppens, Histoire critique des livres de l'Aurien Testament, $3^{e}$ ed., Bruges 1942, p. 120 sgg. Studi acattolici: W. F. Albright, The date and personality of the Chronister, in Journal of biblical literature, 40 (1921), pp. 104-24; G. von Rad, Das Geschichtsbild der Chronisten, Stoccarda 1930; id., Die levitische Predigt in den Büchern der Chronik, in Festschrift O. Prochach, Lipsia 1934, pp. 113-24; M. Noth, Eine siedlungsgeographische Liste in Chron. 2 und 4, in Zeitschr. d. Deutsch. Pol.-Vereins. 32 (1932), pp. 97-124; J. Hänel, Das Recht des Opferschluchters in der chronistischen Literatur, in Zeitschr. f. alttest. Wissenschaft, 14 (1937), pp. 46-67; B. Luther, Kähall und 'Edith als Hilfsmittel der Quellenabnidung in Priestervaden und in der Chronik, ibid., 15 (1938), pp. 44-63; A. C. Welch, The work of the Chronister, its purpose and its date (Schweizh lectures, 1938), Oxford 1939; W. O. E. OesterleyTh. H. Robinson, An introduction to the books of the Old Testament, Londra 1940, pp. 109-19; G. T. Manley-G. C. RobinsonA. M. Stibbs, The new Bible handbook, Londra 1920, pp. 172-79; H. H. Rowley, in T. W. Manson, A companion to the Bible, Edimburgo 1930, pp. 72-77; N. H. Snaith, in H. H. Rowley, The Old Testament and modern study. A generation of discovery and research, Oxford 1931, pp. 107-14. Bonaventura Mariani
PARALISI PROGRESSIVA: v. DEMENZA.
PARALITICO. - S. Giovanni Evangelista ( 5 , 1-15) narra che Gesù, venuto a Gerusalemme, si fermò in un luogo vicino alla chiesa odierna di S. Anna, dove era una piscina chiamata dagli Ebrei
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Paxalitico - Guarigione del p. Musaco nella parete superiore della basilica di S. Apollinare Nuovo (sec. vi) - Ravenna.
Bethsaida (Bethsada o Bethesda) con cinque portici, sotto i quali si accampavano malati d'ogni specie, in attesa che un angelo dal cielo scendesse ad agitare le acque, e guarì il paralitico che da 39 anni aspettava chi lo gettasse nell'acqua al momento propizio.
L'arte cristiana si è naturalmente impossessata di questo episodio, raffigurandola ripetutamente, seppure in modi diversi. Tuttavia i pittori hanno preferito rappresentare l'altra scena della guarigione del p. di Capharnaum (Mt. 9, 6 sgg.; Mc. 2, 12; Lc. 5, 25 sgg.) nella quale il miracolato si allontana con il letto sulle spalle; e spesso pongono questa scena vicino ad un'altra del Battesimo (cf. le figurazioni della Cappella Greca di Priscilla e della cripta $A^{2}$ dei Sacramenti di S. Callisto), mettendo con ciò in rilievo il nesso simbolico esistente tra la guarigione del p. e la rigenerazione dal peccato. La guarigione del p. fu affrescata nel sec. III nel battistero di Dura Europos (Enc. Celt., IV, tav. 126). Gli scultori invece, sfruttando la possibilità di dare più scene, talvolta sovrapposte, e la natura stessa del rilievo, che si giova dello sfondo per creare una realtà più ricca di particolari, hanno lasciato alcune rappresentazioni, in cui tornano quasi tutti gli elementi del testo giovanneo. Poche soltanto se ne conoscono, ma in compenso le composizioni sono tutte uguali e occupano il centro della fronte dei sarcofagi, che hanno tutti, nello stesso ordine, un'identica serie di scene. Nella Gallia si hanno i frammenti seguenti : a) a Die (Wilpert, Sarcofagi, tav. 230, 2), quasi intera la scena superiore con il porticato a tre archi; $b$ ) nel Museo di Clermont (ibid, tav. 230, 5), le due scene sovrapposte, ma il portico è ridotto ad un solo arco, secondo la tipologia dei sarcofagi a colonne; c) ad Arles (ibid., fig. 184), solo un arco a due teste di infermi; d) nel Museo di Vienne (ibid., tav. 230, 4), quasi tutta la zona superiore e parte del largo listello a onde che divideva le due scene.
Due altre fronti di sarcofagi, le più complete ed importanti, sono il lateranense 125 (ibid., tav. 230, 6) e quella della cattedrale di Tarragona (ibid., tav. 230, 3), copia fedele del primo. Da questi due frammenti si desume l'iconografia tradizionale della composizione: la scena inferiore rappresenta il p. disteso sul letto e circondato dai malati, mentre Gesù si avvicina da destra; quella superiore, divisa dalla sottostante per mezzo di un listello ondulato, che vuol significare l'acqua contenuta nella piscina probatica, mostra di nuovo i malati, il Signore nel gesto che segna il suo comando e il miracolato che si allontana con il letto sul dorso. Tutti questi frammenti, i soli pervenutici, vanno assegnati al sec. iv, con una sola eccezione: il frammento di Die, per il nimbo accennato intorno alla testa del Signore, deve essere collocato al sec. v.
Anche nel Museo nazionale alle Terme in Roma vi sono due frammenti di sarcofagi con il p. (R. Paribeni, La collezione cristiana del Museo nazionale romano, in N. bull. arch. crist., 21 [1915], tav. 4, n.
2). Il miracolo del p. fu poi effigiato nei vetri dorati (R. Garrucci, Storia dell'arte cristiana, Prato 1876-81, tav. 177, nn. 3 e 4) e si trova in un avorio del Museo del Louvre (J. Marquet de Vasselot, Un teoire chrétien du Musée du Louvre, in Monuments Piot, 28 [1925-26], pp. 175-86, e tav. 14).
Nel ciclo musivo del Nuovo Testamento in S. Martino in coelo aureo, oggi S. Apollinare nuovo, la scena del p. è la più completa (M. van Berchem e J. Clouzot, Mosaïques chrétiennes, Ginevra 1924, p. 131, fig. 156).
Bibl.: E. Le Blant, Les sarcophages chréliens de la Gaule, Parigi 1886, pp. 24 e 67, tavv. 5,4 e 17,1; R. de Vaux, Découvertes récentes à Jérusalem. Etat actuel des fouilles sur l'emplacement de la piscine de Bethesda dans la propriété française de Ste-Anne à Jérusalem, in Revue archéol., 1 (1887), pp. 159-69; J.-A. Martigny, Dict. des antig. chrétiennes, $3^{\circ}$ ed., Parigi 1890, pp. 277-78, 652653; G. Wilpert, Fractio panis, in 1896, tav. 6; id., Fitture, pp. 201-203, 243-45, cf. tavv. 68,2; 69; 71,2; 98; 105,2; 129,1; 166,2; 197,2; 220; 239; 243,2; 246; id., Sarcofagi, II, pp. 292295 e 24 tavv.; H. Leclercq, Paralytique, in DACL. XIII, II, coll. $1615-26$.
Pasquale Testini
## PARALOGISMO : v. SOFISMA.
PARANÀ, ARCIDIOCESI di. - Città e arcidiocesi dell'Argentina (America meridionale), capoluogo della provincia di Entre Rios, situata sulla riva sinistra del fiume omonimo.
Ha una superfice di 75.000 kmq . con una popolazione di 840.000 ab., dei quali 735.000 cattolici; conta 55 parrocchie servite da 97 sacerdoti diocesani e 77 regolari; ha 1 seminario, 7 comunità religiose maschili e 51 femminili (Ann. Pont., 1952, p. 310).
La diocesi fu creata da Pio IX con bolla del 13 giugno 1859 quale suffraganea di Buenos Aires. Primo vescovo fu mons. José Gabriel Segura y Curas, che prese possesso della sede il 3 giugno 1860 . Suoi successori furono i mons. José Maria Gelzbert y Crespo (1865); Rosendo de la Lastra y Gordillo (1909); Abel Bazan y Bustos (1911). Il papa Pio XI con la cost. apost. Nobilis Argentinae nationis del 20 apr. 1934 elevò la diocesi di P. a metropolitana, assegnandole per suffraganee le diocesi di Corrientes e di Santiago del Estero.
Primo e attuale arcivescovo è mons. Z. L.. Guilland, eletto il 18 sett. 1934 e consacrato il 3 marzo 1935.
BibL.: Guia ecclesiastica de Argentina, Buenos Aires 1910; AAS, 27 (1935), p. 261 ; anon., s. v. in Enc. Eur. Am., LXI, p. 1344; C. Puyet, s. v. in Cath. Euc., XI, pp. 475-76. Enrico Joni
PARANOIA. - Significò genericamente follia, infermità mentale, fino a Boussier de Sauvages (1768), che per primo la ridusse al concetto di particolare forma di malattia mentale. Vari autori si sono in seguito preoccupati di definirla nosograficamente,

(per cortesia di mons. A. P. Frutas)
Paranà, arcidiocesi di - Nuovo seminario di P. inaugurato nel 1950.
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considerandola prevalentemente dal lato semeiologico (scuola francese) o da quello patogenetico (scuola tedesca); essa è però legata al nome del Kraepelin, che la intese come "psicosi, caratterizzata dallo sviluppo di un sistema delirante cronico immutabile, prodotta da cause endogene e che evolve conservando la piena lucidita del sensorio e l'ordine del pensiero, volontà, attività ". Accanto a questo quadro, piuttosto raro, vengono poste le "sindromi paranoiche reattive" e le "sindromi paranoiche periodiche", le quali ultime, però, rientrano nei sintomi della " psicosi maniaco-depressiva ", di cui seguono fedelmente il decorso.
P. e sindromi paranoiche reattive hanno in comune il terreno su cui nascono e si sviluppano e che è più esatto definire "disposizione" ansiche costituzione paranoica. Si intende con ció una particolare reattivita che predispone all'insorgere della psicosi, sotto l'influenza di avvenimenti esterni eccezionali (sindromi paranoiche) o comuni della vita (p. del Kraepelin); predomina, in tale ansimala disposizione, la supervalutazione della propria personalità, l'ipertrofia dell'lo, segni quasi patagnomonici; sono frequenti, tra tali individui, gli "intransigenti" che spesso si incontrano nella quotidiana convivenza sociale. La diffidenza, la suscettibilita, il perenne atteggiamento di difesa verso l'ambiente, spiccano la scarsa adattabilità, l'isolamento in cui spesso si chiudono, l'insorgere di reazioni antisociali. Conseguenza di tale abnorme disposizione è l'errore di giudizio riguardo all'lo e al mondo esterno; la logica è inoltre falsata dalla passionalità che colorisce temporaneamente o in modo duraturo gli avvenimenti e i ricordi.
a) La p. del Kraepelin (delirio sistematizzato cronico degli autori francesi) è caratterizzata quasi sempre dallo svilupparsi di un delirio su di una precedente disposizione paranoica (il delirio [v.] è, secondo la psichiatria classica, un giudizio errato, dotato di certezza subiettiva irrefutabile, contro cui nulla può la critica o l'esperienza). Importante è la perfetta integrità delle funzioni psichiche al di fuori della costruzione delirante, mentre il delirio stesso è lucido, coerente, sistematizzato, logico nella sua illogicità e l'infermo riesce a elaborarne il materiale fino a farne quasi scomparire ogni contraddizione interna. Il delirio nasce, generalmente, da avvenimenti esterni o fatti vissuti effettivamente, che in sé non hanno nulla di patologico; per la deformazione che di essi avviene nella psiche del malato, a poco a poco, anche avvenimenti che prima erano indifferenti o estranei vengono da lui vissuti in rapporto con il proprio delirio. Mancano le allucinazioni (v.) mentre possono comparire con una certa frequenza "sogni rivelatori" in cui la deformazione è solo nell'interpretazione che di essi dà il paziente. Il delirio paranoico nasce lentamente, si mantiene a lungo cristallizzato, mentre man mano diminuisce l'intensità della compartecipazione affettiva.
In rapporto al variare del contenuto, si distinguono : deliri di grandezza (forma inventoria, riformatoria, genealogica), di gelosia, di persecuzione, che spesso si combinano con la convinzione di un danno subito mentre i persecutori possono essere familiari, conoscenti, un'intera classe sociale; erotico, in cui si sviluppa un amore platonico verso una persona socialmente superiore da cui il delirante si sente contraccambiato; religioso o mistico (può farsi rientrare nella forma di grandezza); di missione, riforma, ecc.; di rapporto in cui gli avvenimenti vengono dal paziente vissuto in evidente rapporto alla propria persona (forma posta dal Kretschmer in relazione con la personalità sensitiva); querulonane, in cui l'infermo crede di essere danneggiato nel suo vero diritto, fa lunghi esposti alle autorità, continue denuncie, ecc.; in questa forma, in cui Bleuler riconosce il a temperamento paranoico combattivo s, la querulomania riveste, con il delirio persecutorio, particolare interesse medico-legale, perché può dar luogo, date le particolari caratteristiche del malato, a lunghe e mai concluse vertenze giudiziarie, mentre la va-
rietà persecutoria può spingere il soggetto ad aggressioni verso i presunti persecutori.
L'età in cui più frequentemente la p. di Kraepelin si sviluppa è verso i $30-40$ anni, ma i primi sintomi possono mostrarsi sin dagli anni della giovinezza. E un'affezione che non sempre richiede l'internamento; spesso però la condotta antisociale costringe a misure di sicurezza e talvolta anche limitazioni della capacità di agire. La p. va tenuta distinta dalla "parafrenia" (Kraepelin) o p. allucinatoria degli autori francesi, che costituisce un ponte di passaggio tra la p. e le sindromi paranoidi schizofreniche.
b) Le sindromi paranoiche reattive sono sempre in relazione con fatti vissuti affettivamente (reazioni paranoiche), o con particolari situazioni affettive prolungate (psicosi da situazione); rientrano, secondo Jaspers, nelle reazioni psicogene: nascono, cioè, da avvenimenti esterni e ne dipendono strettamente. Come anello intermedio tra queste reazioni e la p. si possono classificare la p. abartiva (Gaupp), la p. liece (Fiedmann) e la p. latente (Kraepelin) in cui la disposizione endogena e gli avvenimenti esterni giuocano un ruolo di quasi uguale importanza : si tratta dell'improvviso sviluppo di un delirio fino allora latente o del nascere di una convinzione abnorme, da fatti che il paziente supervaluta: è difficile in tali casi una remissione completa, tale da riportare il malato allo stato psichico anteriore.
Fra le reazioni pure si classificano forme analoghe alla querulomania ma che ne differiscono perché, alla loro origine, si pone realmente una vertenza giudiziaria; spesso a ogni vertenza può rinnovarsi un atteggiamento querulomane: "delirio querulomane recidivante" (Kaecke). Anche per il delirio di rapporto può riscontrarsi una forma corrispondente tra le reazioni.
Nel gruppo delle "psicosi da situazione", si distinguono: la "psicosi professionale", cioè sviluppi deliranti che nascono in alcune categorie di persone per le condizioni ambientali di lavoro (ad es., delle istitutrici, degli assistenti, ecc.), in cui si può mettere in evidenza il contrasto tra il posto occupato e il livello culturale o le aspirazioni ideali del soggetto. Le "psicosi indotte", frequenti negli individui che vivono a contatto con un paranoico, specie se isolati o deboli di mente, isterici o essi stessi ipoparanoicali; in questi casi la verosimiglianza delle idee deliranti, lo stesso carattere del paziente che è spinto a far proseliti, la forza persuasiva da cui è animato, hanno ragione della critica, specie se difettosa, di quanti lo circondano; cosi avviene spesso che, anche al di là dei limiti sociali della famiglia, i paranoici guadagnino altri alle loro convinzioni e che riescano a dar vita a sotte, partici, società, ecc., in cui ogni appartenente crede ciecamente all'apparente logicità e verità delle idee deliranti del capo. La "psicosi da isolamento ", in individui che a cagione di un'infermità o per altri motivi sono isolati dall'ambiente; a tale gruppo appartiene il delirio di persecuzione dei sordi o, più raramente, dei ciechi; tale delirio può essere anche alimentato da disturbi psicosensoriali di tipo illusorio; nel delirio di persecuzione dei prigionieri di guerra, la diversità della lingua crea uno stato di isolamento psicologicamente analogo a quello dei sordi e dei ciechi. La "psicosi dei carcerati "può nascere sia a forma reattiva, sia per lo sviluppo di una personalità paranoicale; è in genere a tipo persecutorio, consecutiva alla perdita della speranza di libertà; il "complesso carcerario " di Bleuler è qualcosa di simile : i malati sono convinti, spesso in base ad allucinazioni, di essere stati assoliti, contrastando però a tale convinzione gli elementi della realtà esterna, si sviluppano idee deliranti di persecuzione spesso con allucinazioni. Le idee deliranti dei degenerati (Birnbaum) sono deliri incoerenti, illogici, variabili nel contenuto, propri dei delinquenti con frequente associazione di disturbi psicosensoriali.
Tutte queste forme presentano una prognosi migliore della p. di Kraepelin, poiché l'allontanamento dall'ambiente o il cessare delle cause psicogene influiscono quasi sempre in modo decisivo sull'andamento della psicosi, pur persistendo sempre l'anomala disposizione, senza la quale, in linea di massima, il quadro psicotico non avrebbe avuto luogo.
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Avviene a volte, invece, che, per quanto si cerchi di spiegare l'origine della malattia, ci si trovi di fronte a un fatto incomprensibile; è necessario allora concludere per l'intervento di qualcosa di nuovo, un "processo " che deve avere modificato la psiche del malato: si è allora nel caso della schizafrenia (v.); solo in tal caso ("processo") si hanno vere idee deliranti, inderivabili, incomprensibili e perciò psicopatologicamente "primario ". Al contrario, quando tali idee sono comprensibilmente derivabili, esse rappresentano solo "idee deliranti secondarie" (Wahnhafte Ideen). Se si considerano alla luce di tali concetti i quadri clinici che possono rientrare nei sintomi paranoici, si vedrà che, a seconda di come si presentano all'analisi psicopatologica, si tratterà o di uno "sviluppo ", quando stati d'animo, desideri, istinti, fanno nascere idee erronee o deliroidi in modo più o meno comprensibile; o di un "processo", quando, al contrario, si metteranno in evidenza, all'origine del delirio, esperienze suggestive del malato, psicologicamente inderivabili (vere idee deliranti). La p. del Kraepelin non è quindi, secondo gli attuali concetti di psicopatologia, un'entità nosografica a se stante, ma costituisce lo "sviluppo " di una particolare disposizione, o un "processo " schizofrenico. Tale concetto non riguarda, naturalmente, le sindromi paranoiche reattive.
Bim.: L. Binswanger-E. Stomerling, Trattato di psichiatria, Milano 1927: E. Kraepelin, Psychiatrie, $9^{\circ}$ ed., Berlino 1927; O. Kant, Beiträge zur Paranoiafrage, III, in Zeitschr. f. d. ges. Neurol. u. Psych., 1923, pp. 148 sgg.; 299 sgg.; E. Bleuler, Lehrbuch der Psychiatrie, $6^{2}$ ed., Berlino 1937; K. Jaspers, Allgemeine Psychopatologie, $5^{\circ}$ ed., ivi 1948; Vallejo Nagera A., Transito de psiquiatria, Barcellona 1949, p. 492 sgg.; E. Krutschmer, Der sensitive Beziehungswahn, VII, Berlino 1950. Anna Maria Tarantini