di quest'ultima contro le tendenze unificatrici degli Orange) al quale spettava la direzione degli affari esteri di tutta la Repubblica. Infatti, mentre il principe Maurizio continuava la lotta contro gli Spagnoli, il pensionario Oldenbarnevelt continuava l'opera diplomatica di Guglielmo il Taciturno. Sebbene non ancora de iure, la Spagna riconobbe de facto l'indipendenza delle province ribelli, le quali non soltanto potevano tener bloccata la Schelda ma continuare ai suoi danni le loro spedizioni coloniali (1602, fondazione della Compagnia delle Indie orientali; 1619 , fondazione di Batavia a Giava; 1621, fondazione della Compagnia delle Indie occidentali; 1626, acquisto del-

(per verizios dell'Istituto Storico Olandese) Paesi Bassi - Ritratto di Oldenbarnevelt a 70 anni, disegnato da M. G. Mierevelt di Delft (1617) - Esemplare del Rijksmuseum di Amsterdam.
l'isola di Manhattan; fondazione di Nuova-Amsterdam, ora Nuova York).
Dissidi religiosi interni fra "remostranti" (v. ARMINIO e amministrativo), legati per la maggior parte al patriziato della provincia di Olanda, e "controremostranti" (v. conlan), legati alle masse popolari istigate dai predicatori, diedero la prevalenza a quest'ultimi, sanzionata nel Sinodo nazionale di Dordrecht (1618); i remostranti vennero temporaneamente esclusi dal potere ed il vecchio Oldenbarnevelt fu decapitato dopo un infame processo politico (1619). Federico Enrico, fratello di Maurizio e suo successore (1625-47), con maggiore saggezza politica ristabilì l'equilibrio e, dal 1630 ca. in poi, di nuovo la provincia di Olanda fu rotta da una oligarchia mercantile di religione calvinista piuttosto liberalizzante a gran dispetto dei predicanti.
In quest'epoca l'artificiosa conversione al protestantesimo del paese ebbe il risultato che già si poteva parlare dei cattolici come di una minoranza in una situazione penosa. L'ordinamento ecclesiastico dal 1559 aveva elevato l'antica sede di Utrecht alla dignità di arcidiocesi con cinque suffraganee: Haarlem, Middelburg, Deventer, Groninga, Leeuwarden. Gli eventi avevano però costretto i nuovi vescovi a cessare la loro attività poco dopo la loro istallazione. Per provvedere ai cattolici nord-neerlandesi la S. Sede costituì la "Missio Holandica" sotto un arcivescovo titolare, dal 1622 in poi dipendente dalla nuova Congregazione di Propaganda Fide. L'Unione di Utrecht aveva proibito ogni culto non-calvinista nella Repubblica con garanzia però della libertà di coscienza. In pratica i cattolici potevano celebrare il culto solo pagando forti mance ("denaro di ricognizione") alle varie autorità giudiziarie. La missione contò, nel 1622, 220 stazioni; nel 1671, 320; nel 1701, 383. Il suo vizio d'origine era una rivalità incessante fra il clero secolare e regolare che più volte rese necessario l'intervento di Roma.
Lo Statholder Federico Enrico, soprannominato il Poliorcete, consolidò il dominio della Repubblica e nel 1629 dopo lungo assedio espugnò Boscoducale, capitale
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(per cortesia di mons. A. P. Frutaz)
Paesi Bassi - Predicazione cappuccina in Olanda. Incisione di Jan Luiken. Assisi, Museo francescano.
del Brabante settentrionale, regione fortemente cattolica e sede di una diocesi post-tridentina. Con gran dispiacere del principe, gli Stati non lo autorizzarono a lasciarvi sussistere il culto cattolico, cosa che invece fece tre anni dopo quando il principe conquistò Maastricht ed altre città del Limburgo. Un ravvicinamento con le province meridionali non ebbe nessun esito: queste ultime mandarono una deputazione dei loro "Stati Generali a L'Aja per trattare la pace, ma la loro fedeltà al re fece fallire la ricostituzione dei vecchi P. B. La Repubblica concluse invece un trattato di alleanza con la Francia di Richelieu nel 1633 durante la guerra dei Trent'anni. La Repubblica ne trasse grande vantaggio come grande potenza dal fatto che al Congresso di Vestfalia conservò tutti i territori conquistati (senza libertà di culto per i cattolici) ed il diritto di chiudere la Schelda.
Federico Enrico ebbe come successore allo statholderato il figlio Guglielmo II, il quale, desideroso di ricominciare la guerra in alleanza con i Francesi, entrò in conflitto con l'oligarchia olandese, e principalmente con la città di Amsterdam, contro la quale finalmente tentò un colpo di Stato (1650). Ma subito dopo morì a 24 anni, una settimana prima della nascita del figlio Guglielmo II. Gli Stati provinciali di Olanda non nominarono un nuovo Statholder inducendo pure le province sorelle a seguire l'esempio. Dominò allora il gran pensionario Giovanni de Witt, massimo esponente della oligarchia olandese, e la potenza commerciale della Repubblica raggiunse il suo apogeo. La rivalità con l'Inghilterra portò a due guerre marittime ( $1652-54$ e 1665 -67) durante la seconda delle quali la flotta olandese penetrò nel Tamigi quasi fino a Londra. Nella politica europea de Witt tentò di mantenere l'equilibrio, ma la sua politica fallì quando, nel 1672, Luigi XIV, alleato di Carlo II d'Inghilterra, invase la Repubblica. L'ira delle masse orangiste si rivolse contro il de Witt, il quale fu barbaramente assassinato insieme al fratello Cornelio.
Guglielmo III venne nominato Statholder e capitanogenerale. Grazie alla celebre "linea di inondazione" i Francesi, già impadronitisi di Utrecht, non riuscirono ad invadere la provincia di Olanda e la flotta al comando del grande ammiraglio Michele de Ruyter tenne a bada gli Inglesi che subito fecero la pace (1674). Con la Francia, invece, la guerra terminò con il Trattato di Nimega (1678); ma anche dopo quel Trattato, Guglielmo III si considerava il campione dell'equilibrio europeo contro le prepotenze del Re Sole, tantochè organizzò una spedizione contro l'Inghilterra (1688) e ne assunse la corona insieme alla moglie dopo aver cacciato il suocero cattolico Giacomo. Da allora la storia politica dei due paesi cammina parallela.
Nel campo religioso l'infiltrazione del giansenismo portò come conseguenza la fine della "Missio Holandica".
Guglielmo III, per i discendenti del quale la carica di Statholder era stata resa ereditaria, mori senza figli (1702). Solo nel 1747 l'altra carica venne affidata a Guglielmo IV, capo del cosiddetto cano frisone della dinastia. In tal modo, per la prima volta, le 7 province furono unite sotto l'egida di un solo capo-sovrano. Però né lui né il figlio Guglielmo V (1751-95) furono all'altezza del loro compito e cosi pure i ceti dominanti i quali portarono tutti gli svantaggi di una vera oligarchia. Il Partito orangista si appoggiava sempre più sull'Inghilterra e sulla Prussia, i liberali (o "patrioti"), sempre più numerosi, alla Francia. Nell'anno 1795 l'esercito francese penetrò nel paese chiamato dai "patrioti" e la Repubblica delle Province Unite fu trasformata in una Repubblica batava, senza più nessuna discriminazione per i cittadini quanto a religione. Sotto Napoleone la Repubblica batava fu a sua volta trasformata nel Regno di Olanda (la prima volta nella storia che questo nome divenne ufficiale) sotto Luigi Bonaparte, finché nel 1810 Napoleone incorporò il paese nel suo Impero del quale Amsterdam
fu dichiarata terza capitale; i dirigenti del "Movimento di liberazione" proclamarono sovrano l'allora principe d'Orange, primogenito del vecchio Guglielmo V, morto in esilio (nov. 1813), e due anni dopo, quando il Congresso di Vienna riunì il Belgio con le province del nord, re dei P. B. con il nome di Guglielmo I. Come è noto, l'unione falli, causa non ultima l'incomprensione del Re e lo spirito protestante delle regioni del nord, di fronte alle regioni del rud prevalentemente cattoliche; mentre i cattolici del nord, sebbene ormai in possesso dei pieni diritti politici, si sentivano ancora troppo deboli ed incerti per farsi valere. Inoltre il Re seguiva nel Belgio una politica ecclesiastica simile a quella di Giuseppe II d'Austria. Tuttavia nel 1827 il Re stipulò con la S. Sede un concordato che erigeva le sedi episcopali di Boscoducale e di Amsterdam, ma i protestanti lo ostacolarono. Dopo il Trattato di separazione del Belgio (1870) il vecchio Re abdicava a favore del figlio Guglielmo II il quale, molto più favorevole ai cattolici, promulgò la Costituzione del 1848.
Cinque anni dopo (1853) sotto Guglielmo III (1849-90), Pio IX ristabilì con il breve Ex qua die arcana la gerarchia cattolica con sede metropolitana ad Utrecht e suffraganze a Haarlem, a-Hertogenbosch (Boscoducale), Breda e Ruremonda. La nuova provincia ecclesiastica rimase però fino al 1908 sotto la giurisdizione della Congregazione di Propaganda Fide. I cattolici, che avevano dovuto collaborare con i liberali per timore dei protestanti, dopo il 1870 formarono con questi ultimi la cosiddetta coalizione con il partito antirivoluzionario e con quello cristiano-storico, al fine di sostenere la "lotta per la scuola", cioè la rivendicazione dei diritti dell'insegnamento confessionale, lotta che terminò con la parificazione completa di quest'ultimo e con la costituzione della scuola statale. Il massimo "emancipatore" e leader politico dei cattolici fu in quel momento mons. Ermanno Schsepman (1844-1903). La coalizione si sciolse nel 1926, quando i partiti protestanti si opposero all'apertura di una legazione presso la S. Sede.
Nel 1890 al re Guglielmo III succedette la figlia Guglielmina. Durante la guerra del 1914-18 il Regno osservò una stretta, quantunque precaria, neutralità. Nel maggio del 1940 viceversa, malgrado la neutralità, il Regno fu invaso dall'esercito tedesco e la Regina
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parti per Londra con il suo governo e continuò la lotta. Nel 1941 anche le Indie neerlandesi subirono una dura occupazione ad opera dei Giapponesi. Il territorio europeo venne liberato parzialmente nell'autunno 1944, e le due province di Olanda (meridionale e settentrionale) soltanto nel maggio del 1945 dopo un atroce "inverno di fame". Nel frattempo nelle Indie sorse un forte movimento nazionalista di indipendenza il quale, appoggiato dalle Nazioni Unite, portò alla cessazione della sovranità olandese (dic. 1948) e alla proclamazione dell'Unione Neer-lando-Indonesiana. Nell'ag. dello stesso anno la Regina abdicò in favore della figlia Giuliana. Dopo le elezioni del 1946 il governo è formato dai due partiti cattolico-popolare e laburista.
I P. B. contano oggi I diocesi metropolitana, Utrecht (v.), e a suffragance: Breda(v.), Haarlem(v.), Ruremonda (v.), s-Hertogenbosch (v.).
BIRL.: il nomade di storia più usato è tuttora la Geschiedenis van het Nederlandsche Valls di P. J. Blok, 3* ed., in 4 voll., Leida 1923 ; inoltre la Geschiedenis van Nederland redatta da H. Brugnouts e vari collaboratori, 5 voll., Amsterdam 1933 sq .) e l'Haasfouck tot de Staatsboodige Geschiedenis van Nederland di I. H. Gosses e N. Japikse, 1 vol., 3* ed. rivista da R. R. Post, l'Aia 1947). Da notare la tendenza sorta negli ultimi decenni nella cosiddetta "Scuola gran-neerlandese" di abbandonare la concezione della storia patria concentrata unicamente sulla nazione nord-neerlandese, specie sull'Olanda, con il suo "carattere protestante ", ma di trattare l'insieme della storia dei P. B. Capoccioda è il professore P. Geyl di Utrecht con la sua Geschiedenis van de Nederlandse Stave, 2* ed., Amsterdam-Anversa 1948 sg.: 2 voll. già pubblicati, il tii in preparazione. E in corso di pubblicazione una nuova Aljeenese Geschiedenis der Nederlanden, in 12 voll., Utrecht-Anversa ecc. 1949 sgg., per opera di collaboratori dei due paesi. Per la storia della Chiesa nelle province settentrionali durante il Cinque-Meicento: L. J. Rogier, Geschiedenis van het Katholieisme in Noord-Nederland in de 16. ende 27. Esso, 2 voll., Amsterdam 1945-46. Giov. Giuseppe Poelhekke
III. CONDEtONE GIURIDICA DELLA CIUESA. - La Costituzione olandese sancisce uguale libertà per tutte le confessioni religiose (art. 168) ed assicura a tutte la protezione della legge (art. 169). Gli aderenti ai diversi culti godono gli stessi diritti civili e politici, e possono ugualmente rivestire dignità, assolvere funzioni, ricoprire uffici (art. 170); per quanto, in pratica, ai cattolici sia precluso, p. es., l'accesso alla cornice diplomatico-consolare.
Il culto è permesso nell'interno degli edifici cultuali e in genere nei luoghi chiusi, nei limiti dell'ordine pubblico; è vietato all'esterno dei medesimi, fatta eccezione per quelle regioni dove esso era permesso, secondo le leggi ed i regolamenti, nel 1887 , all'epoca in cui è stata promulgata la Costituzione, con molte modificazioni tuttora vigente.
Sono garantiti alle diverse confessioni religiose ed ai loro ministri i trattamenti economici, le pensioni e le altre prestazioni di cui già godevano da parte dello Stato. Nessun intervento governativo è richiesto per la pubblicazione di istruzioni religiose (art. 174). La S. Sede è del tutto libera nella nomina dei vescovi.
La legislazione olandese ammette il divorzio (art. 254 del Cod. civ.) e riconosce solo il matrimonio contratto con il rito civile, il quale deve precedere quelle religioseo. Nel 1940, inoltre, le Camere approvarono un progetto di legge, che, modificando l'art. 888 del Cod. civ., restituge l'ambito dell'impedimento di affinità, recando in tal modo una nuova offesa al vincolo coniugale secondo la concezione canonica.
L'Olanda ha relazioni diplomatiche con la S. Sede fino dall'anno 1815; peraltro con una lunga interruzione, dal 1870, quando in seguito all'occupazione di Roma soppresse la propria legazione, al 1915, allorché, scoppiata la prima guerra mondiale, trovò conveniente ripristinare, sia pure in via temporanea, la sua rappresentanza presso la S. Sede. Nel 1923 la legazione è tornata ad essere permanente.
La rappresentanza pontificia non ha subito interruzioni, sebbene anch'essa non sia andata esente da vicende poco liete. Nel 1899, infatti, la S. Sede si trovò costretta ad allontanare dall'Aja l'internunzio, essendo stata esclusa
dalla Conferenza della Pace. La rappresentanza rimase così affidata ad un incaricato d'affari fino al 1910, quando si addivenne alla decisione di affidare la gestione della Internunziatura nei P. B. al nunzio pro tempore del Belgio, con il grado di internunzio.
Nel 1921 la rappresentanza pontificia fu restituita nella sua integrità, sì che ora le due parti sono rappresentate rispettivamente da un internunzio apostolico residente all'Aja e da un ministro plenipotenziario.
Birl.: A. Ottaviani, Institutiones iuris publici, II, 3* ed., Roma 1948, pp. 413-15, n. 426.
Ippolito Rotoli
IV. Letteratura. - Di una vera e propria letteratura dei P. B. si può parlare soltanto a partire dal sec. xiri. Tutto quello che è stato scritto prima appartiene genericamente alla letteratura germanica. Gli scrittori dei P. B. usano ancora ciascuno il proprio dialetto: particolarmente importanti i dialetti meridionali (Brabante, Fiandre). I generi letterari sono approssimativamente quelli della letteratura francese coeva : infatti l'influsso francese è notevole. Il romanzo cavalleresco carolingio si rispecchia nel conciso romanzo Karel en Elegast. Si distingue per delicatezza di note il racconto Floris en Blanceflore: ma per caratteristica per lo spirito dei P. B. è l'epica satirica ispirata al mondo animale Van den Vos Reinaerde, parodia dei romanzi cavallereschi. Nella medesima epoca si hanno la prosa e la lirica pervase di misticismo di Hadesvich, una "beghina" del Brabante : è la manifestazione più elevata della poesia del tempo. Importante come "specchio del sec. xiri" è l'opera didattica e moraleggiante di Jacob van Maerlant (1235-1300), il quale scrisse, oltre a romanzi cavallereschi, anche vite di santi e opere "scientifiche " ad uso del popolo (da menzionare particolarmente la sua Rijmbijbel, ovvero Bibbia in versi).
Il sec. xiv si segnala per la vigorosa prosa mistica di Jan van Ruusbroec (1294-1381), del quale si ricorda tra l'altro De chierholt der gheestelike Brulocht (L'vzamento del matrimonio spirituale), che ha avuto notevole influsso sulla devotio moderna (v.). Interessanti anche parecchie vite di santi e leggende (in particolare Beatrice), miracoli e misteri (Marieken van Nimmerhen e Elchertye). Nelle farse popolari si manifesta il senso realistico cosi tipico per i P. B. Completano il quadro letterario di questo periodo le canzoni spirituali e profane.
Nell'epoca di passaggio verso il Rinascimento si riflette la lotta tra l'antica e la nuova fede. Anna Bijns. scrive i suoi Refereinen (spesso di carattere apologetico). Marnis van St. Aldegonde scrive con finalità anticattoliche, in prosa, De Biëncerf der H. Roomsche Kerke (L'alceore di S. Romana Chiesa): a lui si deve l'inno nazionale olandese. Dopo la caduta d'Anversa ( 1585 ) il centro della cultura e della letteratura si trasferisce verso il nord. Il sec. xvir - il secolo d'oro - è un periodo di fioritura anche per le lettere. Joost van den Vondel ( 1587 -1679), convertito al cattolicesimo nel 1641, può considerarsi davvero il "principe" dei poeti olandesi : particolarmente importanti le sue tragedie. Di origine commerciante, autodidatta, riusci ad approfondire la conoscenza dei classici e della teologia; da questo connubio di studi e di interessi sono noti i suoi drammi lirici (Lucifero e Adorno in estilo) e le sue poesie didattiche (Misteri dell'altare). Il suo famoso dramma Gijsbrecht van Aemstel viene tuttora rappresentato ogni anno. Anche come lirico, Vondel appartiene ai più grandi poeti della sua epoca.
Il più caratteristico esponente del Rinascimento è Pieter Cornelisz Hooft (1581-1647): mentre i suoi drammi (Granida, dramma pastorale alla maniera del Pastor Fido del Guarini) sono piuttosto fiacchi, egli deve invece la sua fama ai poemi lirici ed alla prosa Nelle sue Nederlandse Historiče egli cercò di riprendere la stile di Tacito. Gerbrand Afriaensz Bredero (1585-1608) diede prova di notevoli qualità nelle liriche e nella commedia (De Spaanse Brabander): nelle sue commedie e
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(da M. A. Racinei, La costume bistorique, Parigi s.a., tav, A X)
Paesi Bassi - Intorno di casa olandese (sec. xiv). In alto: stanza da letto; in basso : stanza da pranzo.
farse si riflette in colori realistici la vita della Amsterdam del suo tempo. Jacob Cats si affermò nella poesia didattica e moraleggiante. C. Huygens, il padre del famoso fisico, è il principale autore di epigrammi della sua epoca. Tra i poeti di più spiccata ispirazione spirituale si menzionano Johannes Stalpaert van der Wielen, parroco di Delft, e i predicatori calvinisti Revius e Camphurzen. Nel sud dei F. B. il gesuita Adriaen Poirters si affermò nella poesia e nella prosa di carattere edificante, con una particolare freschezza di espressione. Il parroco Justus de Harduyh compose poesie d'intonazione spirituale.
Il sec. xviII segna un periodo di decadenza: alla fine del secolo, due signorine, Aagje Wolff e Betje Deken, scrissero insieme un caratteristico romanzo in lettere, d'ambiente familiare e borghese: Sara Burgerhart, che ha tuttora ristampe. Willem Bilderijk (1756-1831) esercitò un notevole influsso con i suoi versi, che tuttavia non dicono molto al lettore contemporaneo. Più degne di rilievo le poche ballate di A. C. W. Staring. A Bilderdijk si riconnette lo scrittore cattolico J. A. Alberdingk Thijm (1826-89), pioniere dell'emancipazione cattolica, autore di importanti articoli storici e polemici. Si sforzò di avvicinare la tradizione cattolica alla sensibilità dei contemporanei (Racconti carolingici e Ritratti di Yoset van den Vondel). E. J. Porgieter (1808-75), esponente di orientamenti liberali, fu senza dubbio la figura più importante di questo periodo. Nella sua importante rivista De Gids pubblicava racconti, poesie e saggi critici, ma la sua opera migliore resta Florence, poema in terzine, scritto in occasione dei festeggiamenti danteschi a Firenze (1865), dove egli soggiornava in compagnia del suo amico Busken Huet, critico finissimo di letteratura. Del romanzo storico fu esponente la scrittrice A. G. Bosboom-Toussaint, protestante, che trattò soprattutto del primo periodo della "riforma " protestante. Degna di menzione è la Camera obscura di Nicolaas Beets (1814-1903), raccolta di schizzi umoristici : il volume ha
avuto recentemente la sua $50^{\circ}$ ristampa. Fu senza dubbio precursore del rinnovamento nelle lettere olandesi Eduard Douwes Dekker, più conosciuto sotto lo pseudonimo di Multatuli. Il suo romanzo Max Havelaar, che si svolge nell'Indonesia e nel quale si possono sentire contrastanti note romantiche e sociali, segna veramente una rottura con la prosa convenzionale. Egli esercitò notevole influsso sulle successive correnti di a liberi pensatori e di rivoluzionari. Intorno, nelle regioni fiamminghe, J. F. Willems dava inizio al Vlaamse Beveging ("Movimento fiammingo "), appoggiato con zelo nella sua attività dallo scrittore H. Conscience (1812-83). Ma particolarmente degno di menzione è il sacerdote Guido Gezelle (18301899), per la sua fine lirica ispirata alla natura e ricca di motivi spirituali. Intorno al 1880 si affermò ad Amsterdam un gruppo di giovani, sotto la guida del poeta e critico Willem Klaos (1859-1938), il quale, ispirato prevalentemente ai poeti inglesi Shelley e Keats, cominciò a battere vie nuove (J. Perk può considerarsi precursore di questa rinascita letteraria con il suo ciclo di sonetti Mathilde). Questi giovani si ispirarono, nella loro reazione, al contenutismo, alla tendenza dell'arte per l'arte.
Il naturalismo francese trovò un notevole seguace in K. J. Alberdingk Thijm (pseudonimo: Lodewijk van Deyssel; 18641952), conosciuto per il romanzo Un amore e per la sua attività di critico letterario. A questo gruppo appartenne anche Frederik van Eeden (1860-1932), la cui fiaba Il piccolo Giovanni ottenne enorme popolarità. Vertice del grande rinnovamento letterario intorno al 1880 può considerarsi il poema Maggio di Herman Gorter (1864-1917).
Nella generazione successiva spicca la figura di Henriette Roland Holst-van der Schalk (n. nel 1869) : la sua poesia, affascinante per la sua melodiosità, si richiamò inizialmente a ispirazioni sociali, sentire senza retorica; con il tempo la sua lirica si è venuta sempre più approfondendo, assumendo una marcata nota religiosa. Da ricordare pure P. C. Boutens (1870-1943), d'ispirazione platonizzante, e H. Leopold (1865-1925), molto seguito dai giovani. L. Couperus fu un prosatore di rilievo (di lui si ricorda Eline Vere); da menzionare ancora J. v. Looy (Yoagje, romanzo su un ragazzo), il critico cattolico F. Erena e il di lui fratello Emile Erens, autore di belle vite di santi, H. Heyermans, noto specialmente per un dramma a tendenza socialista. Fra gli scrittori cattolici di questo periodo, E. Brom, A. SteenhofSmulders, M. Koenen, F. Rutten, K. Meckel. Tra i poeti più moderni sta in prima linea A. Roland Holst (n. nel 1888) : la sua poesia è molto influenzata dal mondo delle leggende celtiche. Come romanziere si distingue A. van Schendel (1874-1946).
Della generazione affacciatasi dopo il 1920 si ricordano i "vitalisti" e gli espressionisti: J. Slauerhoff, H. Marsman, M. ter Braak ed E. Du Perron. Come romanzieri si distinsero S. Vestdijk e F. Bordewijk. Si ricordano ancora gli a umanisti a D. Coster, M. Nijhoff, A. Donker e gli scrittori cattolici A. van Duinkerken, J. Engelman, H. Bruning, A. Coolen, H. de Man, A. Kuyle.
Nelle Fiandre K. van de Woestijne (1873-1927) creò la sua poesia plastica e decadente. Stijn Streuvels, n. nel 1871, descrisse nei suoi romanzi la vita campagnola delle Fiandre occidentali (De Vlaschaard); da ricordare pure i suoi Racconti di Natale. Il sacerdote C. Verscheeve, noto per la sua vita di Cristo (Jeane), fu pure poeta, drammaturgo e critico. Ma il più conosciuto scrittore resta Felix Timmermans (1886-1947), che ot-
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In alto a sinistra: CHIESA DELL'ABBAZIA DI PRAGLIA, ininiata nel 1490 su disegno di Tullio Lombardo e compiuta nel 1548 - Padova. In alto a destra: FACCIATA DELLA BASILICA DEL SANTO (sec. xiv). A sinistra il monumento al Gattamelata, opera di Donatello Padova. In basso a sinistra: ESTERNO DELLA CHIESA DI S. GIUSTINA (sec. xvi) - Padova. In basso a destra: CAFFE PEDROCCHI, Arch. G. Jappelli (1819-42) - Padova.
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In alto a sinistra: SALONE DELLA BIBLIOTECA ANTONIANA. Opera di F. Focchi ( 1698 ) - Padova, convento di S. Antonio. In alto a destra: CAPPELLA DI S. ANTONIO. Iniziata da Andrea Briosco, completata da J. Sansovino e da G. M. Falconetto (1533-46) - Padova, chiesa del Santo. In basso a sinistra: LOGGIA DEL CONSIGLIO O GRAN GUARDIA (sec. xv-xvi) - Padova. In basso a destra: COR-
TILE DELL' UNIVERSITA. Su disegno di Andrea della Valle (metà del sec. xvi) - Padova.
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In alto a sinistra: UN CANALE. Dignato di van der Meer (sec. xVI) - Londra, Galleria nazionale. In alto a destra: EDIFICIO DEL B. I. M. - L'Aja. In basso a sinistra: CATTEORALE DI S. BAYONE (ora protestante) sec. xiv - Haarlem. In basso a destra: LA DIGAZuidensee.
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(fol. Alinari)

(fol. Alinari)

(fol. Alinari)

(fol. Alinari)
In alto a sinistra: IL BENEDICITE. Dipinto di N. Maes (sec. xvir) - Parigi, Museo del Louvre. In alto a destra: L'ANGELO RAFFAELE LASCIA TOBIA. Dipinto di Rembrandt van Ryn (sec. xvir) - Parigi, Museo del Louvre. In basso a sinistra: ALLA FINESTRA. Dipinto di A. van Ostade (sec. xvir) - Firenze, Galleria degli Uffizi. In basso a destra: LA LEZIONE DI MUSICA. G. Metsu (sec. xvir) - Parigi, Museo del Louvre.
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tenne la celebrità con il suo Pallister; si menziona pure di lui Il bambino Gesh nelle Fiandre.
W. Moens e P. van Ostayen si affermarono con la loro tendenza espressionista; tra i più giovani si ricordano M. Gijzen, A. Mussche, M. Roelants; nella prosa si affermarono W. Elsschot e G. Walschop.
Biss.: Geschiedenis van de Letterkunde der Nederlanden, 7 voll., sotto la redazione di F. Baur. Il I* vol. è uscito ad Anverso-Den Bosch nel 1939: la pubblicaz. continus; G. Knuvelder, Handboeh tot de geschiedenis der Nederlandse Letterkunde, 4 voll. (di orientamento cattolico), Den Bosch 1948-52: J. Walch, Nieuw Handboeh der Nederlandse letterkundige geschiedenis, $3^{\circ}$ ed., 1947. Michelin Marlet
V. Arte. - 1. Architettura. - Per la storia dell'arte nei P. B. è necessario tener presente una distinzione iniziale. Che essa storia, cioè, si divide in due rami ben distinti: uno è quello dell'arte fiamminga (v.) e l'altro è quello dell'arte olandese. In questa parte si tratta particolarmente di quest'ultima. Scarsi sono gli edifici dell'alto medioevo dei quali i più antichi (sec. Ix) si debbono ai monaci benedettini: del sec. xir è la cripta dell'abbazia di Rolduc, dei secc. xI-xII sono Notre Dame e S. Servazio a Maastricht, quest'ultima dotata nel sec. xiri di un grande portale laterale di chiaro influsso francese. Tipica del periodo di transizione al gotico con caratteri strutturali della scuola romana è Notre Dame di Roermond, dedicata nel 1222. L'influsso francese (Tournai) si fa sentire poi nelle chiese di Notre Dame di Ardenburg in Zelanda (sec. xiri), nella cappella della cattedrale di Bois-le-Duc, ed infine nella cattedrale di Utrecht. Un proprio particolare carattere le chiese olandesi assumono per l'uso del mattone, adoperato talvolta con ricerche anche ornamentali insieme alla pietra. Caratteri analoghi ripetono le chiese dei secc. xiv-xv e della prima metà del sec. xvi quando la semplicità degli esterni e degli interni raramente (p. es., cattedrale di Bois-le-Duc) viene sostituita dalla ricchezza caratteristica del tardo gotico francese, che si riflette anche nel verticalismo di numerosi campanili. Grande fortuna ha invece il tipo tedesco della chiesa a tre navi di uguale altezza (hallenherk) ed è abbastanza diffusa, specie nell'Olanda settentrionale, la copertura a tetto.
Tra le più notevoli chiese gotiche di questo periodo sono quelle di Alkamaar, di Goes, la Nieuwe Kerk di Amsterdam e quella di Delft, alcune delle quali sormontate da agile ed elegante flèche.
Nel secc. xVI-xVII, con l'affermarsi della riforma protestante, l'edificio religioso muta i suoi caratteri adeguandosi alle esigenze del culto; si deve ad Hendrick de Keyser (1567-1621) la creazione del nuovo tipo di chiesa protestante, a pianta centrale, ove il fulcro architettonico coincide con la cattedra del predicatore (cf. la Westerkerk di Amsterdam). Grande sviluppo assume l'architettura civile che nel periodo precedente era stata dominata dallo stile gotico (Palazzi municipali di Middelburg e di Gouda) : essa si adegua alle necessità e ai gusti della borghesia commercante ed accanto agli Hôtels de ville sorgono monumentali le porte di città e le "pese».
Il Rinascimento italiano penetra a stento (Castello di Nassau, 1556) mentre si afferma uno stile nazionale tipico per la monumentale struttura degli edifici pesantemente ornati con rilievi e con una vigorosa policromia ottenuta dal contrasto del mattone con la pietra da taglio (Hôtel de ville dell'Aja, 1564; di Leida, 1597; Halle aux bouchers di Haarlem, 1602). Alcune città assunsero allora la propria tipica fisionomia, come avvenne per Amsterdam ad opera di Hendrick de Keyser.
Dopo la metà del sec. xvir, l'architettura per influsso dei a tecrici a italiani (Serlio, Palladio, Scamozzi) tende verso forme più semplici, sobrie, simmetriche (Hôtel de ville di Amsterdam, costruito tra il 1648 e il 1665 da Jacob van Campen; Mauritshuis all'Aja, di J. van Campen e Pieter Post) con estrema monotonia di effetto.
Alla fine del sec. xvir e nel sec. xviri prevalse poi

(per cortesia di mano, A. P. Frutaz)
Paesi Bassi - Resti di una chiesa romanica a tre absidi del roco ca., rinvenuti sotto l'attuale chiesa parrocchiale cattolica - Wessern (Limburgo).
l'influsso francese mentre larga diffusione ebbe, agli inizi dell'80o, il neoclassicismo. Nel periodo romantico si vollero imitare il gotico e lo stile di H. de Keyser e di Lieven Key (Rijksmuseum di Amsterdam); H. P. Berlage è il banditore del rinnovamento architettonico (Borsa di commercio di Amsterdam, 1897-1903). Al suo indirizzo si oppose la scuola di Amsterdam, tornando agli aspetti dell'architettura nazionale; a tale tendenza a sua volta ha reagito la scuola di Rotterdam, banditrice del principio di a funzionalità dell'edificio.
- Scultura. - Anche la storia della scultura si fonde, agli inizi, con quella delle Fiandre. La produzione plastica dei secc. xv-xvi è caratterizzata invece dallo studio della realtà ed assume una fisionomia tipicamente nazionale: tomba di Jan van Polanen a Breda; statua della metà del sec. xv nel Museo di Utrecht; sculture decorative nella chiesa di St-Jean a Bois-le-Duc. La riforma protestante e la conseguente abolizione delle immagini nelle chiese limitarono particolarmente lo sviluppo dell'arte plastica nel sec. xvir.
Il monumento funebre e il ritratto sono i soli generi cui gli scultori si applicano e vi rilevano le stesse qualità di potente realismo affermate dalla pittura contemporanea. I maggiori scultori furono Hendrick de Keyser, padre di Pietro (tomba di Guglielmo il Tisciturno nella Nieuwe Kerk di Delft; busto di uomo in terracotta dipinta nel Rijksmuseum, ca. 1606) e Rombout Verhulst (1624-98) che viaggiò in Italia a lavorò a lungo in patria (decorazione dell'Hôtel de ville di Amsterdam e della "pesa " pubblica di Leyda, a bassorilievi con scene di genere; tombe del barone di Gendt nella cattedrale di Utrecht, dell'ammiraglio Tromp a Delft; numerosi busti). Verso la fine del secolo, la scultura, analogamente a quanto avviene per la pittura, va decadendo, né miglior sorte ha nel secolo seguente (decorazione della facciata principale de l'Hôtel de ville dell'Aja, di J. B. Xavéry); scarsamente rappresentata è anche nel sec. xix, nel quale Royer (1793-1868), i fratelli Straché (1817-91), Jean Tjéodor, Léo Paulus, Lecomblé, Simons, Ferdinando Leenhoff (1841-1914) dànno una produzione di monotono classicismo. Tale tradizione viene spezzata dall'originale personalità di Christophe van Wijk (1875-1917) che si riallaccia alla più schietta vena nazionale nelle sue opere di un fervido realismo; Mendes de Costa (n. 1863) e Zijk (n. 1866) dànno poi prova di una fervida fantasia, nelle piccole statue in terracotta e in bronzo. Dopo il 1914 la scultura si affranca decisamente dall'architettura, alla quale era stata strettamente collegata dopo il rinnovamento del 1890. Rappresentanti delle più moderne tendenze sono John Raedeker (n. 1885) e Hildo Krop (n. 1886).
3. Pittura. - La pittura olandese conquista una propria fisionomia che può dirsi veramente a nazionale soltanto
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alla fine del sec. xvi e nel sec. xvir, epoca della massima potenza politica dell'O.
Venuta a mancare, per l'affermarsi del protestantesimo, ogni protezione alle arti da parte della Chiesa e non essendovi alcuna corte di regnante, la pittura ebbe il suo incremento dal mondo borghese, alle cui fortune rimase collegata e che offerse ad essa un campo di indagini al quale deve la particolare qualità di osservazione intensa e profonda di una realtà viva. Si determinarono cosi quei "generi" pittorici che vanno dal ritratto al quadro di genere, dal paesaggio alla natura morta, e che fiorirono tutti nel sec. xvir.
Nei secoli precedenti l'attività dei pittori neerlandesi è del tutto unita alla pittura delle Flandre e agli inizi del sec. xv sono i fratelli van Eyck che dominano la scuola di Haarlem : ad essa appartengono Albert van Ouwater e il suo allievo Gérard de St-Jean ( $2^{a}$ metà del sec.) che si distingue dai Flamminghi per le qualità di luminosita più dolce, per quel senso di maggiore intimità destinati a divenire tipici della pittura olandese (Adorazione dei Magi, Rijksmuseum, Amsterdam).
Nel sec. xvi subentra l'influsso del Rinascimento italiano, presso le varie scuole e i singoli artisti, taluni dei quali - i più dotati - non mancheranno tuttavia di mantenere quei caratteri di penetrante osservazione della realtà e di fantaziica rielaborazione di essa peculiari all'arte olandese, che trovano il loro primo e più prestigioso assertore in Gerolamo Bosch (ca. 1450-1516; v.) caposcuola a Bois-le-Duc ed iniziatore di un filone che scenderà fino a David Teniers. Alla scuola di Leyda, dopo Cornelis Engebrechtsz (1468-1533), appartiene Luca da Leyda ([v.] 1494-1533), insieme con Bosch la maggiore personalità artistica dell'epoca, il quale se non si sorrise alle influenze italiane non giunge pero a farsene dominare; mentre ad Amsterdam Jacob Cornelisz van Ootsanen (ca. 1470-1533) denuncia chiari apporti lombardi (Salomé, Rijksmuseum); ad Utrecht - ove Jean Gossaert d. ${ }^{\text {a }}$ Mabuse aveva portato per primo l'influsso italiano - Jan Scorel (1495-1562) unisce modi veneti e romani (Maddalena, Betsokea, Rijksmuseum) ed inizia la schiera dei "romanisti " con i suoi allievi Martin van Heemskerck (14981574) dichiaratamente michelangiolesco (Trittico con la Deposizione, Museo di Bruxelles) e Antonio Moor (ca. 1512-81), nobilissimo ritrattista. Più indipendente appare nella prima metà del secolo, la scuola di Haarlem, ove Jan Mostaert (ca. 1474-1555) continua la tradizione quattrocentesca; ma dopo la metà del '500, con Cornelis Cornelisz (1562-1638) e Hendrick Goltzius (1558-1616), l'influsso italiano vi predomina determinando un inusitato interesse alla plastica individuazione formale. Maggiore aderenza alla più tipica tradizione di schietta indagine della realtà offre Pietro Aersten ( $1509-75$ ca.), rappresentante della pittura di genere" che, dopo l'impulso ad essa dato dal fiammingo Brueghel il Vecchio, darà così largo frutto nel pieno sec. xvir, più che negli immediati eredi quali Hendrick Avercamp (1585-1665), Arent Arenta (1585-1635) e Adriaen van de Venne ( $1589-1662$ ). Allo stesso modo, ritrattisti quali Cornelis Ketel (1548-1616), Dirk Barendsz (1534-92) e Michele Mierevelt (1567-1641) affermarono sullo scorcio del ' 500 e nella prima metà del '600, quel carattere di "veracità" che farà del ritratto pubblico o privato l'espressione più caratteristica della grande arte olandese.
Il sec. xvir è l'«età d'oro della pittura olandese n, e se vi furono artisti sommi, quale sopra ogni altro Rembrandt van Rijn (1606-69), i quali raggiunsero altissimo livello d'arte nella pittura di figura e in quella di paese, v'è per lo più nei pittori olandesi una sorta di "specializzazione" che li portava a dedicarsi, per tutto il corso della loro vita, ad un solo genere pittorico. Quanto alla scuola di Utrecht, essa, per essere collegata a quella romana caravaggessa, va distinta dalla restante pittura olandese, anche se con questa ebbe in comune alcune qualità che fanno dei caravaggeschi olandesi una schiera ben definita : caposcuola ad Utrecht è Abramo Bloemart (1564-1651) da cui muovono Hendrick Ter Brugghen (1588-1667), Gérard van Hontorst (1590-1656), Dirk Baburen (1590-
1624 ca.) i quali nei loro soggiorni in Italia furono attratti decisamente da Caravaggio e dalla sua scuola. Alla scuola di Utrecht appartengono anche Leenderd van der Cooghen e Judith Leyster (1609-60) che sottopose allo squadro della luce caravaggessa i modelli di Franz Hals.
a) Ritratto. - L'arte del ritratto assunse uno sviluppo tale da raggiungere importanza "nazionale". Pittori di ritratti furono, prima e sopra ogni altro, Franz Hals (1580-1666) e Rembrandt, i due massimi rappresentanti della pittura olandese, che da essi ebbe definitiva impronta; ottimi ritrattisti furono anche Nicolas Elias d. ${ }^{\circ}$ Pickeney (1591-1654 o '56) e Thomas de Keysee (15961667 ca.) che diedero una viva sottile caratterizzazione ai loro personaggi, rappresentati senza quella preoccupazione di ostentazione e di ricchezza tipica della ritrattistica dopo la venuta in Olanda di van Dyck (1628) e che ha i suoi rappresentanti in Gevaert Flinck (1613-60), Ferdinando Bol (1616-80), Nicolas Maes (1634-93), scolari tutti di Rembrandt, e in Bartolomeo van der Helst (1613-70). Ritrattista di grande potenza espressiva fu Carel Fabritius (1622-54), anche esso scolaro di Rembrandt.
b) Pittura di genere. - E solo dopo i validi apporti dello spiccato caratterismo di alcune figure di Franz Hals e della calda luminosità dorata delle tele di Rembrandt che tale pittura si configura nei suoi inconfondibili aspetti : pittori di scene di genere furono Dirck Hals, fratello di Franz, Antonio Palamedes (1601-73) e Pieter Codde (1599-1678); e da Adriaen Brouwer (1606-38), scolaro di Franz Hals ad Haarlem, muove Adriaen van Ostade ( $1610-85$ ) pittore di animati interni campagnoli e di scene di osteria soffusi tuttavia di una malinconica luce rembrandtiana: egli è l'iniziatore dei petits oeclires, squisiti narratori di scene di vita comune osservate con una capacità di penetrazione sottile, che, nei migliori, giunge a cogliere e a trasfigurare pittoricamente il valore di pura poesia degli aspetti più semplici della vita di ogni giorno. Delicatamente sentimentali sono Gerard Dou (1613-75), e Gabriel Metsu (1630-67); brioso, umorista, satirico è Jan Steen ( $1626-79$ ); raffinatissimo nella preziosa qualità del colore e nella scelta del soggetto è Gerard Terborch (1617-81); sommi, Pieter de Hooch (1629-83) e Jan Vermeer (1632-75), ambedue della scuola di Delft, i quali evocano con delicata intima poeticita la quiete serena di un interno o di un angolo delle vecchie strade di città. Alla pittura di genere vanno collegati anche i pittori di battaglie, quali Philips Wouwermann (1619-68) e Jan Lingelbach (1623-74) tedesco di origine; e il gusto di essa ebbe in Pieter van Laer ( $1583-1642$ ), detto il Bamboccio, il suo banditore oltre confine : venuto a Roma agli vi creó un particolare indirizzo pittorico che da lui ebbe il nome "dei bamboccianti".
c) Paesaggio. - Pittori cosi attenti alla realta di vita non potevano trascurare il paesaggio, ed una delle più belle "vedute" che mai siano state dipinte la si deve appunto a Vermeer: la Veduta di Delft (ca. 1658).
La pittura di paesaggio in cui questo è soggetto e "fine" del quadro e non commento alla composizione di figura, è del resto tipico prodotto dell'arte nordica e resta tra le caratteristiche espressioni della pittura olandese: lo stesso Rembrandt ha lasciato, e nei quadri e nelle incisioni, taluni dei più "romantici " paesaggi che mai siano stati dipinti. Adriaen van de Venne (15891662), Esaias van de Velde (1591-1630), Hercules Seghers ( $1590-1640$ ) sono tra i primi paesisti, e si deve a Jan van Goyen (1590-1640), che conchbe l'opera di Rembrandt, quel senso di solitaria poesia che pervade il paesaggio e che verrà ereditata da Jacques Ruysdael (1624-82) : questi porterà nella pittura dei paesi una emozione religiosa. Con la drammaticità dei paesaggi di Ruysdael contrasta la serena gaiezza di quelli più descritti di Mandert Hobbema (1638-1709); a Ruysdael va collegato invece Jan Wijnants ( $1630-84$ ca.), e tra i migliori pittori di paese vanno ricordati van der Neer (1603-77), Allaert van Everdingen (1621-75) e Adriaen van de Velde ( $1636-72$ ). Alla pittura di paese è strettamente collegata la pittura di "architettura": tale genere pittorico ha le sue origini verso la metà del sec. xvi, con Vredeman de Vries (1527-1604) che rappresenta scenografiche prospettive
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non esenti da influsso italianizzante. Ma con il nuovo secolo anche il quadro di architettura si orienta verso un realismo più familiare, borghese, e prepara gli intimi interni dei petits maltres: Dirck van Deelen (1605-71 ca.) e, più, Pieter Saenredam (1597-1665), Gerrit Houckgeest (1600-61), Emanuel de Witte (1617-92 ca.) dipingono i vasti interni delle chiese protestanti, mentre altri, come Jan van der Heyden (1637-1712), rappresentano case specchiantesi nelle immobili acque dei canali.
d) Pittura di natura morta e di animali. - Il medesimo senso di osservazione della realtà, che impronta tutta la produzione pittorica olandese, si osserva nei pittori di natura morta, acuti e precisi fino al trompe-l'oeil (cf. quadri di Pieter Claesz, ca. 1590-1661; di Willelm Claesz Heda, 1594-1680; di Abraham van Beyeren, ca. 1620-90, di Jan Davidsz de Heem, 1606-84, di Willelm van Aelst, 1626-83, di Jan Huijsum, 1682-1749).
Altrettanto può dirsi degli animalisti, esatti nell'indagine dei loro soggetti (cf. Jan Weenix, 1621-63; Gillis, Gijsbert e Melchior Hondecoeter; Paulus Potter, 1623-54, il migliore di tutti) che talvolta colgono nel vivo di un momento drammatico (Albert Cuyp, 1620-91; Jan Asselyn, 1610-52), o, più raramente, in una solitudine non scevra di poeticita (cf. Il cardellino, di Carel Fabritius, al Mauritshuis de L'Aja).
Nel sec. xvili la pittura olandese segna un periodo di arresto: essa decade e perisce nella reazione classica operata da Gérard de Lairesse. I soli pittori degni di ricordo sono il renano Jean-Maurice Quinckhardt (16881772), e Cornelis Troost (1697-1750).
Dal movimento accademico seguito alla reazione classica muove un solo artista notevole, Jacob de Witt (1695-1754). Fino alla metà del sec. xix la pittura olandese, fatta eccezione per Arv Scheffer (1795-1858), rimase chiusa ed estranea al movimento europeo.
Continuavano ad operare i pittori di paesaggio, di marine, di scene di genere, che ripetevano i modelli del sec. xvir (cf. David Bles, 1821-99); né se ne discosta troppo Augustus Allebé (1838-1914), mentre Alma Tadema (1836-1916), passato all'evocazione di soggetti storici durante il suo soggiorno inglese, raggiunse una fama sproporzionata ai suoi meriti. Intorno al 1870 si forma a L'Aja un centro pittorico che tende a rinnovare la pittura olandese sulla base di un realismo - inteso però nello spirito della migliore tradizione: Bosboom (1817-51), Josef Israels (1824-1911), Mathieu Maris (1839-1917), Jan Toorop (n. 1858) e Breitner (1857-1923) successivamente vi aderiscono e lo animano. Dalla scuola dell'Ajia muovono anche J. B. Jonkind (1819-91), che passò poi in Francia contribuendo con la sua arte al trapasso dalla scuola di Barbizon all'impressionismo, e Vincent van Gogh (1835-90) la cui personalità artistica, se risente agli inizi della educazione nell'orbita olandese, si foggerà poi nei propri definitivi aspetti a contatto dell'atmosfera francese. Negli ultimi decenni la pittura olandese si è inserita nelle correnti dell'arte francese ed europea, pur mantenendo alcune delle caratteristiche della secolare tradizione.
e) Arti minori. - L'arte dell'incisione ebbe particolare fortuna in Olanda e vi si applicarono artisti sommi. Già alla fine del sec. xv si usò l'incisione a bulino (Jacob Cornelisz e Luca di Leyds) e nel '6oo a questa tecnica si aggiunse quella dell'acquaforte e della punta secca sia per la riproduzione di dipinti del tempo, sia per creazione di opere d'arte. Tra i paesisti furono incisori Jacob Ruysdaël, Isaie van de Velde, Allart van Everdingen, tra gli animaliati P. Potter e A. Cuyp, tra i pittori di genere A. van Ostade; mentre Rembrandt nelle incisioni di ritratti e paesi ha lasciato un'altissima espressione della sua arte; particolare carattere, per l'uso che egli fece del colore, hanno le acqueforti di Hercules Seghers. Nel sec. xvili l'incisione perde importanza, mentre prevale l'influsso francese.
La maiolica ebbe notevole importanza fin dal medioevo ma è nel sec. xvi che essa si afferma assumendo uno sviluppo che la rese nel secolo seguente celebrata in tutto il mondo: tra le fabbriche più note va ricordata quella di Delft, della quale fu tipico il bilì intenso a smalto su fondo bianco.

(per curiccia del dott. B. Deyenhart)
Paest Bassi - Costumi di Volendam.
Grande finezza raggiunse nei secc. xvi-xvil anche la lavorazione artistica dei metalli (cancellate, fonti battesimali nelle chiese) che furono dagli orafi cesellati con somma eleganza e perizia (boccali, piatti, ornamenti per l'abbigliamento); né minor ricchezza ed eleganza presentano gli arredi e le suppellettili lignee che ornarono le chiese come le case e i palazzi municipali.
Bibl.: A. Schov, Hist. de l'influence italienne sur l'architecture dans les Pays-Bas, Bruxelles 1881; K. Woermann, Geschichte der Malerei, III, II, Lipsia 1888; G. Galland, Geschichte der holländischen Baukunst und Bildnerel, Francoforte 1890; H. Jantzen, Das niederländische Architekturbild, Lipsia 1910; W. Bode, Die Meister der holländischen vldmischen Malerschulen, ivi 1919; R. Grosse, Die holländische Landschaftskunst 1600-50, BerlinoLipsia 1925; J. P. Mietas-F. Verbury, Holländische Architehtur des 20. Jahrhunderts, Berlino 1926; Brière-Misme, La peinture hollandaise, Parigi-Bruxelles 1927; F. A. J. Vermenchen, Handboek tot de geschiedenis der nederlandsche boukunst, L'Aja 1928-34; M. D. Osinga, De protestantche kerkenbouw in Nederland, Amsterdam 1929; E. P. Richardson, From old Broughel to Van Goyen, in The Art Quarterly, 1 (1928), pp. 181-203; W. Bornheim, Zur Entwicklung der Innenraumdarstellung in der Niederländischen Malerei bis Jan van Eyck, Colonia 1940; P. Claudel, L'oeil écoute: introduction à la peinture hollandaise, Parigi 1946; Loviès, Sprahhelingen in Nederland, Amsterdam s. a.; G. J. HoogewerffA. M. Hammacher, s.v. Olanda, in Enc. Ital., XXV, pp. 342-52, Maria Vittoria Brugnoli
VI. Ordinamento scolastico. - L'istruzione olandese è improntata alle dottrine pedagogiche di Comenius, Pestalozzi, Fröbel, Dalton, Parkhurst e della Montessori. Essa inoltre risente dei provvedimenti legislativi.
i) La legge governativa del 1801 e del 1806 dichiarò l'insegnamento servizio pubblico e laico diretto dai comuni; i cattolici furono messi alla pari dei calvinisti; il
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metodo di Comenius fu completato dal metodo di Pestalozzi. 2) La legge del re Guglielmo dell'anno 1815 mise tutte le scuole sotto il suo controllo attraverso le universita, che diventarono roccheforti della unificazione fra Belgio e Olanda. 3) Il decreto regio del 18 genn. 1842 concesse maggiore libertà alle scuole private cattoliche e calviniste. La legge costituzionale dal 1848 proclama la libertà di insegnamento, ma richiede il diploma per gli insegnamenti delle scuole elementari e secondarie. 4) La legge van der Bruggen del 1857 aboli, con l'appoggio dei cattolici, l'insegnamento ufficiale della Bibbia. 5) La legge dei 2 maggio 1863 riformò l'istruzione media. 6) La legge 1878 richiese ampi edifici per tutte le scuole, ciò che rappresento un aggravio per le scuole private e introdusse la riforma dei seminari per i maestri istituendo due diplomi: uno per i maestri delle scuole elementari e l'altro per i direttori delle scuole elementari. 7) La legge Mackay del 1889, chiamata legge della pacificazione, concesse sovvenzioni da parte dello Stato alle scuole private confessionali chiedendo in cambio un insegnamento modellato su quelle pubbliche. 8) La legge del 1899 introdusse l'istruzione obbligatoria. 9) La legge Pierson del 1901 assicurò la parità di finanziamento delle costruzioni degli edifici scolastici privati e pubblici da parte dello Stato. 10) La legge Knyper del 1905 concesse la parità di trattamento ai maestri delle scuole private confessionali. 11) La legge De Visser dell'anno 1920, interpretando la costituzione dell'anno 1917, concesse la parità alle scuole elementari confessionali. 12) La legge dell'anno 1922 concesse sovvenzioni finanziarie a tutte quelle scuole religiose che si sono modellate sulle "Hoogere burger schoolen" pubbliche.
L'insegnamento religioso non è obbligatorio nelle scuole pubbliche data la loro neutralità nel campo religioso. Nelle scuole medie cattoliche l'insegnamento religioso viene impartito per due ore alla settimana dai sacerdoti che hanno il grado di professore. La base d'insegnamento della religione cattolica dal 1910