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 fu staccata la parte nord-occidentale per la nuova diocesi di S. Alberto; mentre nel 1890 la parte nordorientale divenne il vicariato apostolico della Saskatchewan, con primo pastore mons. Alberto Pascal. Da allora i territori furono più volte smembrati per formare arcidiocesi, diocesi e vicariati apostolici. Il 3 dic. 1907 venne staccata la diocesi Prince Albert; il 4 dic. 1910 Regina fu elevata a diocesi. Nel 1910 la S. Sede eresse il vicariato apostolico di Keewatin e mons. O. Charlebois, di cui è in corso la causa di beatificazione, venne nominato vescovo. Il 30 nov. 1912 fu eretta la sede di Calgary; il 4 dic. 1915 Winnipeg era formata e nel 1921 era creata l'abbazia «nullus» di S. Pietro di Münster. Nel 1930 Pio XI eresse Gravelbourg;

Saskatoon nel 1933 ed il vicariato apostolico della Baia di Hudson nel 1931. Pio XII creò la nuova sede di S. Paolo nel 1948. Intanto la diocesi di S. Alberto era trasformata in quella di Edmonton (1931) ed il vicariato apostolico di Athabaska divenne il vicariato apostolico di Grouard, in onore di mons. Emilio Grouard. - Vedi tav. CX.

Bim.: Le Canada ecclésiant, Montréal 1931; G. Morice, Hist. de l'Eglise cath. dans l'Ouest canadiell, 4 voll., $4^{\text {e }}$ ed., Winnipeg 1928, passim. Gastone Carrière

SAN CARLO (San Carlos) DE ANCUD, diocesi di. - Città e diocesi nella Repubblica del Cile (America del Sud).

La diocesi conta 99.430 cattolici sopra una popolazione di 101.400 ab. disseminati in un territorio di 18.074 kmq . e distribuiti in 22 parrocchie servite da 25 sacerdoti diocesani e 6 regolari; ha un seminario, 2 comunità religiose maschili e 3 femminili (Ann. Pont. 1952, p. 350). La diocesi fu eretta da Gregorio XVI con la bolla Ubi primum del 27 maggio 1840 per smembramento da quella della S.mu Concezione, di cui è suffraganea dal 1939.

Bim.: Carlos S. Cotapos, S. Carlo de Ancud, in Cath. Enc., XIII, p. 426. Gastone Carriére

SAN CARLO DO PINHAL, diocesi di. - Suffraganea di São Paulo, nello Stato di São Paulo, in Brasile.

Ha una superficie di $17.427 \mathrm{kmq}$. con una popolazione di $463.870 \mathrm{ab} .$, di cui 450.273 cattolici. Presentemente conta 42 parrocchie, con 33 sacerdoti diocesani e 39 regolari. Ha un seminario minore, 11 comunità religiose maschili e 23 femminili.

La diocesi fu creata il 17 giugno 1908 con la bolla Diocesium nimium amplitudinem da papa Pio X; il papa Pio XI il 25 giugno 1929 separò altre due diocesi, quella di Rio Preto e di Jaboticabal. Titolare della diocesi e della Cattedrale è s. Carlo Borromeo.

Bim.: Ann. Pont., 1927, p. 350; O Brasil Catolica, 1947, Juiz de Fora 1947, pp. 346-17. Virgino Battezzati

SÁNCHEZ (Sanctius), Gaspar. - Escegata gesuita spagnolo, n. in Cierripozuelos (Madrid) nel 1553 da piissimi genitori (v. l'elogio di sua madre in Comm. in Tob., Lione 1627, pp. 177-78), m. ad Alcalá nel 1628.

Insegnò 11 anni grammatica prima degli studi teologici, e 20 anni dopo il sacerdozio. Solo nel 1608, a quanto sembra, fu promosso professore d'esegesi in Alcalá; nel 1615 , a 62 anni d'età, pubblicò il suo primo volume d'esegesi, di una perfezione che lo rende esegeta classico per il futuro. In lui spicca l'ideale esegetico del tempo : «stylí candor, eruditionis varietas, ingenii acumen, triumque linguarum peritia [latino, greco, ebraico], institutum sibi proprium de eruendo litterali sensu» (così il censore di Isaia). Inoltre non trascurava niente di quanto sui libri biblici avevano scritto antichi e recenti. Pubblicò una bella serie di volumi, alcuni fra le 1000 e le 2000 pp., che generalmente hanno il titolo Commentarii in... cum paraphrasi e uscirono a Lione presso H. Cardon. In essi sono acutamente commentati: Is. (1615); Cant. (1616, con Ps. 76); Zach. (1616); Act. (1616, con appendice sulla dimora di s. Giacomo, s. Pietro e s. Paolo in Spagna); Ier. (1618, con Ps. 136 e parafrasi poetica e commento di Lam.); profeti minori e Bar. (1621); i 4 ll. di Reg. e di Par. (1623; è tra i commenti migliori : previene persino difficoltà più tardi mosse dai razionalisti); Isb (1625); Rath. Ead.-Neh., Indt., Esth., I-II Mach. (1628, meno prolisso). Lasciò manoscritti commenti a Sap.; Eccli. 1-24; Gen. 1-3.

Bim.: Summervogel, VII, coll. 524-26; Hutter, III (1007), coll. 767-68; F. Fita e Colomé, Galeria de Semitas ilustres. Madrid 1880, pp. 35-64 (lettera «mortusris»); P. Nieremberg, Viarones ilustres de la C. de $\boldsymbol{y}$, VIII, $9^{\circ}$ ed., Bilbao 1691, pp. 495306; A. Ascrán, Hist. de la C. de 7. en la asist. de Espada, V. Madrid 1916, pp. 71-73. Pietro Nober

SÁNCHEZ (Sanctius), Juan. - Uno tra i più tipici rappresentanti del lassismo del sec. xvir, n. ad Ávila, in Spagna, e m. ca. il 1624.

Di vasta erudizione scrisse, tra l'altro, due monografie

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De ieinnio e De dubia impotentia circa matrimonium (Madrid 1624, Lione 1636). Ma l'opera più notevole è il Selectae et practicae disputationes de rebus in administratione Sacramentorum (Madrid 1624), che è una bella sintesi sulle questioni pratiche dell'amministrazione dei Sacramenti, specialmente dell'Eucaristia e della Penitenza. Dopo la morte dell'autore l'opera fu messa all'Indice (decr. 3-18 dic. 1642) donec corrigatur, per le numerose opinioni lassiste ivi sostenute.

E del S. la $4^{a}$ proposizione condannata da Innocenzo XI: «Ab infidelitate excusabitur infidelis non credens, ductus opinione minus probabili». Il S. sostenne insieme al Caramuel ed a altri che ogni opinione, speculativamente probabile, è anche praticamente probabile; che tutte le opinioni probabili sono anche ugualmente sicure (iutae), giacché chi opera per l'una o l'altra opinione probabile è certo di non peccare.

BibL.: Hurter, III, coll. 502-93, nota 2, ep. 893; D. M. Primmer, Slemale theologiae moralis, I, 6*-7* ed., Friburgo in Br. 1931, p. xxviI: M. Petrocehi, Il problema del lassismo nel ser. XVII. Roma 1923 (v. indice). Giuseppe Palazzini

SÁNCHEZ, TOMÁs. - Gesuita, moralista, n. a Cordova ca. il 1550 , m. a Granata il 19 maggio 1810.
Passò tutta la vita, improntata a grande susterità, come maestro dei novizi, confessore e per parecchi anni professore di morale e di diritto canonico. L'opera che le rese celebre e consultato ancor oggi da teologi e giuristi (cf. Weruz-Vidal, IV, n. 20) è: De sancto Matrimonii sacramento ( 3 voll., Madrid 1605 , con molte esparse riedizionij. A proposito di essa, Clemente VIII proclamò che non s'era stato ancora altro autore che trattasse le controversie e i dubbi in materia matrimoniale con più ampiezza e accuratezza. Ciò non toglie che il S. abbia dovuto ritrattare quanto aveva concesso come probabile : potersi cioè dare, in fatto di lussuria diretta, materia leggera. Inoltre il III vol. fu messo all'Indice il 4 febbr. 1627; ma la condanna non riguarda la dottrina esposta bensì l'omissione del paragrafo, dove il S. sosteneva il diritto del Papa di legittimare gli illegittimi, indipendentemente da ogni intervento dell'autorità civile. La cosa spiacque al governo della Repubblica veneta, per cui il paragrafo fu tolto nella ed. di Venezia del 1614; e questa è l'edizione condannata. Con la revisione dell'Indice nel 1900 il nome del S. fu tolto. L'opera ebbe anche a subire attacchi violenti come scandalosa per via dei particolari scabrosi a cui discende. Si può concedere che certe analisi minute manchino di tatto e di delicatezza; ma si deve osservare che l'opera è riservata ai confessori, che necessariamente devono pur distinguere i vari generi di colpe, come avviene per i medici e i giuristi riguardo alla medicina legale.

Del S. furono pubblicate postume altre due opere: Opus morale in praecepta decalogi (in origine Explicatio mandatorum decalogi, 2 voll., Madrid 1613); Conidio seu opusculo moralia ( 2 voll., Lione 1623) intorno alla giustizia e alle varie sue applicazioni. Sono meno importanti della prima, anche perché non si è certi se rappresentino solo il pensiero dell'autore, e non invece quello degli editori. Contro tutte però il Pascal non lesinò le sue recriminazioni nelle Lettres provinciales $5^{\text {a }}, 7^{\text {a }}, 8^{\text {a }}, 9^{\text {a }}$, accusando il S. di lassismo e di esagerazione nella restrizione mentale; mentre, tutto esaminato, egli si attiene ad un probabilismo moderato, non sempre però compreso entro notti confini (cf. A. Schmitt, Zur Geschichte des Probabilismus, Innsbruck 1904, pp. 107-50).

BibL.: Sommervogel, VII, 530-38; Hurter, III, coll. 392-94; A. Astruin, Hist. de la Comp. de Seids en la asistencia de España, IV, Madrid 1913, pp. 46, 65 sgg.; R. Brouillard, v. v. in DThC, XIV, coll. 1075-93; v. anche M. Petrocehi, op. cit. alla voce precedente. Celestino Testore

SÁNCHEZ MUÑOZ, Egidio, antipapa. - Di nobile famiglia spagnola, baccelliere in diritto canonico a Barcellona e prevosto di Valencia, fu eletto papa a Peñiscola alla morte di Benedetto XIII, per istigazione di Alfonso V, il 10 giugno 1423 con il nome di Clemente VIII.

Sostenuto da Alfonso, nelle cui mani era un eccellente strumento contro Martino V, risiedette per qualche tempo nel castello di Peñiscola. Ma quando Alfonso, costretto dalle energiche misure di Martino V, si decise ad abbandonare lo scisma, S. fu invitato a dimettersi, il che fece volentieri il 26 luglio 1429 davanti alla piccola corte, invitando i suoi cardinali ad eleggere Ottone Colonna. Il 14 ag. S. si recò a San Matéo, dove promise obbedienza al legato pontificio Pietro De Foix, che l'assolse dalle censure e lo riconcilio con la Chiesa. Fu eletto in seguito vescovo di Maiorca dove si spense miseramente il 28 dic. 1446.

BibL.: Manni, XXII, 1117-24; N. Valois, La France et le grand schisme d'Occident, IV, Parigi 1902, pp. 450-74; HefeleLockecq, VII, p. 634 sgg.; Pastor, I, pp. 282-84. Agostino Amore

SAN CLODOALDO, DIOCESI di. - Diocesi e città nello Stato di Minnesota (U.S.A.), suffraganea dell'arcidiocesi di S. Paolo di Minnesota.

La diocesi ha una superfice di kmq. 12.25 I con una popolazione di 321.465 ab. di cui 90.882 cattolici; conta 139 parrocchie servite da 157 sacerdoti diocesani e 28 regolari; 3 comunità religiose maschili e 5 femminili (Ann. Pont., 1952, p. 350).

La storia della diocesi comincia nel 1851 con la colonizzazione del paese da parte dei bianchi. Il sacerdote austriaco F. Pierez, infatti, venuto nel Minnesota in missione fra l Chippewa, trovò il paese atto alla coltura e inviò subito una serie di articoli ai giornali cattolici tedeschi, che ebbero come conseguenza l'arrivo di gran numero d'immigrati cattolici. Nel 1856, mons. Gius. Cretin, vescovo di S. Paolo (Minnesota), vi mandò tre benedettini, che l'anno seguente fondarono un collegio, divenuto oggi la fiorente Università di S. Giovanni (S. John's University).

Il primo abate benedettino, Ruperto Seidenbusch, fu nominato vicario apostolico del Minnesota del Nord il 30 maggio 1873, con sede a S. C.; eretto il vicariato a diocesi, il 22 sett. 1889 , vi fu primo vescovo il successore del Seidenbusch, mons. Otto Zardetti, eletto, poi, arcivescovo di Bucarest nel 1894.

BibL.: J. Trobec, Saint Cloud, in Cath. Enc., XIII, pp. 342-43; L. Le Jeune, Dict. général du Canada, 2 voll., Ottawa 1925; The Off. Cath. Directory 1930, Nuova York 1950. Gastone Carrière

SAN CRISTOFORO DELLA LAGUNA, DIOCESI di. - Diocesi moderna nelle Isole Canarie, chiamata «Nivariensis» e volgarmente di Tenerife dal nome dell'isola maggiore dell'arcipelago.

Ha una superficie di 3499 kmq . con una popolazione di 443.851 ab . dei quali 399.056 cattolici distribuiti in 117 parrocchie, servite da 111 sacerdoti diocesani e 60 regolari; ha un seminario, 14 comunità religiose maschili e 41 femminili (Ann. Pont., 1952, p. 340). La residenza vescovile è in S. Cristobal della Laguna.

Dal 1406 il territorio della diocesi formava parte di quella delle Canarie (v.), ma al principio del sec. xix si smembrò in due, nel 1819, con bolla di Pio VII (d'accordo con il governo di Ferdinando VII di Spagna), che assoggettò alla nuova sede le Isole di Tenerife, Gomera, Hierro e La Palnu, dichiarandola suffraganea di Siviglia. Tuttavia nei primi anni non ebbe vescovi essendo invece governata da vicari capitolari che furono tre fino al 1895 , allorché vi si recò il primo presule Luigi Falgueras, ma, dopo questo prelato, di nuovo ricevette soltanto vicari capitolari e poi fu retta dai vescovi delle Canarie con il titolo di amministratori apostolici. Soppressa la sede episcopale nel 1851 in virtù del Concordato firmato in quell'anno tra Pio IX e il governo della regina Isabella II, fu ristabilita nel 1877, cosicché fino ad oggi l'hanno retta 8 vescovi. I patroni della diocesi sono la Madonna della Purificazione e a. Cristoforo. Feste il 2 febbre e il 27 luglio. Quando venne eretta la diocesi, nel 1819, fu elevata all'onore di chiesa cattedrale la parrocchia della Madonna dei Rimedi, la quale però nella soppressione della sede ebbe il titolo di collegiata, ma nel 1878 riebbe la categoria di cattedrale con bolla di Pio IX. Poiché il tempio primitivo minacciava di rovinare, fu totalmente ricostruito in cemento armato, ed aperto al culto nel 1913. Ha tre navate ed è dedicato, come l'antico, alla Madonna dei Rimedi. Volendo fondare il Seminario, il vescovo

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(per cortesia dei prof. Valerio Mariani)
Sand, George - Ritratto inciso da L. Calamatta da un disegno del vero ( 1840 ).
Alfonso Infante Macias nel 1877 si servì dell'antico convento dei Domenicani, ceduto dallo Stato alla mensa episcopale, il quale è stato oggetto di posteriori e notevoli miglioramenti.

Bibl.: A. Diaz, Memoria... de la religión católica en las Islas Canarias. S. Cristoforo della Laguna 1865; Anuario eclesiást., Barcellona 1930, p. 432; Anuario religioso español, Madrid 1947, p. 485 .

Giuseppe M. Pou y Marti
SAN CRISTOFORO DELL'AVANA, ARCIDIOCESI di. - Conosciuta con il nome semplice dell'Avana (La Habana), città capitale della Repubblica di Cuba (v.) nelle Antille.

Ha un territorio di 8220 kmq . con una popolazione di 1.235 .939 ab. dei quali 1.200 .000 cattolici distribuiti in 63 parrocchie, servite da 79 sacerdoti diocesani e 194 regolari; ha un seminario, 44 comunità maschili e 80 femminili (Ann. Pont., 1952, p. 351).

La diocesi fu creata da Pio VI il 10 sett. 1787 per smembramento della diocesi di Santiago de Cuba. La diocesi comprese allora le attuali province della Habana, Pinar del Rio, Matanzas e S. Clara con Florida e Luisiana. Poi nel 1796 fu eretta la diocesi di Nuova Orléans; nel 1903 furono smembrate le diocesi Pinar del Rio e Cienfuegos. Pio XI con la cost. apost. Inter praecipuas del 6 genn. 1925 la elevò a metropolitana, assegnandole per suffraganea le diocesi di Matanzas e Pinar del Rio. Pio XII creò cardinale ( 18 febbr. 1946) l'attuale arcivescovo, Emanuele Arteaga y Betancourt.

La Cattedrale, edificata verso la metà del sec. xviri, presenta la forma caratteristica dell'epoca coloniale spagnola, dalla cui nazione Cuba si staccò nel 1898. Bella la facciata, più belle le due torri laterali separate dall'edificio.

Bibl.: AAS, 17 (1923), pp. 289-90. Giuseppe M. Pou y Marti
SAN CRISTOFORO DI VENEZUELA, DIOCESI di. - Diocesi e città capitale del dipartimento di Táchira nella Repubblica del Venezuela.

Ha una superficie di 16.015 kmq . con una popolazione di $307.583 \mathrm{ab}$. dei quali 304.583 cattolici; conta 33 parrocchie servite da 40 sacerdoti diocesani e 48 regolari; ha un seminario, 10 comunità religiose maschili
c 17 femminili (Ann. Pont. 1952, p. 351). La diocesi fu eretta dal papa Pio XI con la cost. Ad munus del 12 ott. 1922, quale suffraganea di Merida, elevando la chiesa del martire S. Sebastiano alla dignità di cattedrale.

Bibl.: AAS, 18 (1923), p. 99 sec. Enrico Jesi
"SANCTORUM MERITIS INCLITA GAUDIA ". - Inno dei Vespri nel Comune di più martiri, scritto da Rabano Mauro (cf. C. M. Dreves, Analecta hymn., 50 [1907], p. 204 sg.).

L'inizio è un pressante invito a celebrare la gloria dei martiri, vittoriosi nelle lotte del mondo; poi in altre tre strofe si esaltano le loro gesta eroiche di soldati di Cristo che per lui hanno combattuto e data la vita.

Bibl.: G. G. Belli, Gli inni del Breviario tradotti, Roma 1856, p. 364; U. Chevalier, Poésic liturgique. Rhythme et histoire, Parıı 1893, p. 117; C. Albin, Poésie du Breviaire, Lione s. a., p. 404 .

Silverio Mattei

## SANCTUARIA: v. RELIQUIE.

SAND, George. - Pseudonimo di Amandine-Lucie-Aurore Dupin, scrittrice francese, n. a Parigi il $1^{\circ}$ luglio 1804, m. a Nohant il 7 giugno 1876.

Nata da una modista parigina e da Maurice Dupin, nipote del maresciallo Maurizio di Sassonia, fin dalla prima giovinezza espresse quel temperamento ribelle e pretenzioso, esaltato e passionale, che fu poi il tono della sua vita. Sui quindici anni ebbe una crisi di niaticismo. Diciottenne, per rendersi indipendente dalla famiglia, sposò Casimir Dudevant, colonnello a riposo, dal quale ebbe due figli. Nel 1831, sempre in cerca di libertà, abbandonò la famiglia per Parigi, ove iniziò la professione di scrittrice. Già con le prime opere, Indiana, Valentine (1832) e Lélie (1833), riportò un notevole successo, perché esse appagavano pienamente il gusto romantico del tempo. Da allora, la sua vita fu tutto un susseguirsi di relazioni piccanti e scandalose. E famoso il viaggio a Venezia con il de Musset. Tra le sue amicizie più notevoli son quelle di Heine, Balzac, Flaubert e infine Chopin. Si occupò anche di politica e costitui il primo esempio di donna totalmente emancipata - dei tempi moderni.

Nella sua enorme produzione (oltre 140 volumi), riassume pregi e maggiormente difetti di tutta l'età romantica, e, per una liricizzante e misticizzante retorica di derivazione prevalentemente byroniana, nonchè per una tematica a tesi, spesso informata a motivi confusamente politici e sociali, riesce di ben scarso rilievo al vaglio dell'odierna critica. La sua vita e le sue opere costruiscono sovente una vera e propria apologia dell'immoralità. Sono all'Indice omnes fabulae amatoriae (decr. 27 nov. 1840; 30 marzo 1841; 5 apr. 1842; dic. 1863).

Bibl.: W. Karemine, G. S., vie et oeuvres, 4 voll., Parigi 1912-27; R. Doumic, G. S., nuova ed., ivi 1922; M. Rova, G. S., ivi 1929; M.-M. Moret, Le sentiment religieux chez G. S., ivi 1936; M. T. Rouget, Essai sur l'évolution psychologique et littéraire de G. S., Lione 1939; F. Luzzatto, G. Mazzini e G. S. La relax, e la corrispondenza, Milano 1947; J. Larrue, G. S. révolutionnaire, ivi 1948; J. Vivent, La vie privée de G. S., Parigi 1949; E. Dolléans, Féminisme et mouvement ouvrier: G. S., ivi 1951; A. Maurois, Lélia ou la vie de G. S., ivi 1952.

Romano Romani
SANDAEUS (VAN DER SANDT), MAXIMILIANUS. Teologo gesuita, fecondo scrittore ascetico e mistico, n. a Amsterdam il 18 apr. 1578, m. a Colonia il 21 giugno 1651. Studiò lettere a Groninga, poi a Colonia, nel Collegium Tricoronatum dei Gesuiti, le arti liberali e la filosofia (e maestro + il 3 marzo 1597), infine diritto a Pont-à-Mousson. Dopo la morte del padre, si recò in Italia, ove studiò per brevi periodi presso le Università di Padova, Bologna e Siena.

Fu ammesso nella Compagnia di Gesù da Claudio Acquaviva (1597) a Roma, ove fece il noviziato e gli studi teologici, e fu ordinato sacerdote. Fece il terzo anno di probazione a Sezze sotto il p. Bernardino Rossignoli. Andò poi a Würzburg (Germania) e dal 1605 al 1631 inscgnò filosofia e poi teologia all'Università; diresse il Seminario vescovile di Würzburg. A Magonza e a Colonia (dal 1631) fu attivo predicatore.

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La sua attività di professore e di predicatore non rallentò la sua produzione di scrittore controversista, ascerico e mistico. Poté dichiarare senza esagerazione: Quot annos sive, tot libros scripsi. Alla sua morte furono trovati ancora quasi altrettanti manoscritti inediti. Il sun stile, tanto ammirato dai suoi contemporanei, oggi non è più apprezzato perché sovraccarico di espressioni ricorate, di spiritoaggini barocche, di simboli ed allegorie artificiose. Theologia medica (Colonia 1635, $2^{\text {a }}$ ed. 1642) è un completo trattato ascetico; non meno erudita è Theologia mystica (Magonza 1627), e specialmente Clacia Theologia mysticae, da cui molto attinse Angelo Silesio (v.). Merito durevole di S. è la difesa della tradizione mistica, sia nella Compagnia sia nella Chiesa.

Bist.: Sommervogel, VII, coll. 532-37; B. Duhr, Gesch. der Zoniten in den Landern deutscher Zunge, II, it. Friburgo in Br. 1013, pp. 443-44; A. Strache, Over Man. S., in One Gente. l'ih Eif. 13 (1830), pp. 210-11. Alberto Ampe

SANDALI: v. calzari.
SANDEO, Felino Maria. - Vescovo e canonista, n. a Felino (Parma) nel 1444, m. a Roma il 6 sett. 1509. Professore di diritto canonico a Ferrara (1466), di diritto romano a Pisa (1474), fu poi nominato uditore di Rota, referendario utriusque Signaturae, canonico di Ferrara, viceuditore della Camera apostolica, vescovo di Atti e Penne (1493) e infine di Lucca (1499).

Fu a fianco della S. Sede nelle questioni con Ferdinando I di Napoli e con Carlo VIII di Francia. Per confermare verso il primo il buon diritto della S. Sede contro il cosiddetto privilegio della monarchia sicula, scrisse l'opera De regibus Siciliae et Apuliae (Milano 1483, Hannover 1601), ove riassume gli avvenimenti dal 537 al 1494. In materia di diritto scrisse un Commento alle Decretali (Venezia 1497-99; Lione 1519, 1533, 1587); dei Consilia (Lipsia 1533, Venezia 1582); delle Repetitiones ad alcuni punti particolari del diritto (Bologna 1498), una Cancordantia iuris, civile e canonico, che è rimasta inedita ed alcuni saggi nella storia diplomatica del tempo.

A Lucca raccolse codici che formarono il primo fondo della Biblioteca capitolare, da lui detta Feliniana.

BibL.: I. F. Schulte, Die Geschochte der Quellen und Literatur des von. Rechts, II, Stoccarda 1873, p. 351; N. Hilling, Felinus Sandens auditor der Rota, in Archiv. f. hath. Kirchenrecht, 84 (1004), pp. 94-106; E. Cerchieri, Cappelluni Pupae et Apost. Sodis auditores, II, Roma 1920, pp. 71-72; P. Palazzini, Benedictus de Benedictis..., in Apollinaris, 19 (1947), p. 267; Hutter, II, coll. 1171-73. Pietro Polazzini

SANDERS, Nicholas. - Polemista inglese, n. a Charlwood verso il 1530, m. in Irlanda nell'apr. 1581. Compiuti gli studi canonistici in patria, con l'avvento di Elisabetta ( 1559 ) esulò dapprima a Roma, poi nell'Europa centrale al seguito del cord. Osio.

Dal 1565 al '72 fu professore a Lovanio, attese alla pubblicazione di numerose opere e dedicò le sue cure, come delegato apostolico dell'Inghilterra, al paese d'origine. Nel 1572, portatosi alla corte spagnola, incitò Filippo II alla guerra contro Elisabetta. Nel 1579 sbarcò in Irlanda e per diciotto mesi fu l'animatore della lotta irlandese contro l'Inghilterra, e ne morì per le privazioni e gli stenti sofferti.

Dei suoi scritti, il più notevole è il De visibili monarchia Ecclesiae libri octo (Lovanio 1571). E anche autore di una storia dello scisma anglicano (De origine et progresso schismatis anglicani libri tres, Colonia 1581), in cui si dimostrò più appassionato polemista che storico imparziale.

BibL.: T. G. Low, s. v. in Dict. of nat. biotraphy, XVII, pp. 748-51; F. Lewis, S.'s History of the English sobism, Londra 1877; H. Bellesheim, Geschichte der katbal. Kirche in Irland, II, Magonza 1800, p. 68 sgg.; W. Pollen, S. N., in English historical version, 6 (1891), p. 36 sgg. Piero Sannazzaro

SANDHURST, diocesi di. - E situata nello Stato di Victoria (Australia) e fu eretta il 30 marzo 1874 con territorio distaccato dall'arcidiocesi di Melbourne, della quale fu dichiarata suffraganea.

I confini furono precisati il 10 maggio 1887. Il capoluogo S. oggi si chiama Bendigo, da cui prende titolo il vescovo anglicano. Ha una superficie di kmq.

27.792 con una popolazione che supera i 185.000 ab. di cui 35.833 cattolici e gli altri quasi tutti protestanti di varie denominazioni. I sacerdoti diocesani sono 55 , religiosi 10 ; fratelli 10 , suore 254 . Parrocchie 30 , chiese 124 , stazioni 39 . Scuole primarie 29, superiori 16; i orfanotrofio.

BibL.: P. Moran, History of Catholic Church in Australia, Sidney s. s., pp. 843-48; Anstralasian Catholic Directory, iv 1932, pp. 295-302. Saverio Parenti

SAN DIEGO, diocesi di. - Diocesi e città nello Stato di California (U.S.A.), Il territorio comprende oggi 35.879 migliaq. con una popolazione totale (1950) di 1.048 .767 ab. nelle contee di Imperial, Riverside, S. Bernardino e S. D. in California.

I cattolici sono (1951) 160.000; con 242 sacerdoti, dei quali 67 religiosi esercitano il sacro ministero nelle 119 parrocchie, 47 cappelle e 47 missioni. Vi sono inoltre 25 congregazioni femminili, 2 seminari, I scolasticato francescano, 2 orfanotrofi e 2 ospedali. La sede di Monterey o S. D., eretta da Gregorio XIV il 27 apr. 1840, comprendeva le due Californie, ma quando l'alta California passò sotto la giurisdizione civile degli Stati Uniti, Pio IX staccò questa antica provincia messicana dal territorio di Monterey (21 dic. 1853). Il 20 luglio l'alta California fu divisa in due diocesi e la diocesi di Monterey divenne allora suffraganea della diocesi di S. Francisco (v.).

Nel 1922, Pio XI smembrò Monterey-Fresno per dare confini più adatti alle diocesi di S. Francisco e di Sacramento; la parte sud dello Stato formò la diocesi di Los Angeles-S. D. L'11 luglio 1936, con la costituzione apostolica Ad spirituale christianae plebis regimen, Pio XI eresse la diocesi di S. D. per smembramento di Los Angeles.

BibL.: J. Gilmary Shen, Hist. of the Cath. Church in the 1's. St., 4 voll., Nuova York 1866-93, pp. 703-708; Th. F. Muthan, S. Francisco, in Cath. Enc., XIII, pp. 439-43; The Official Cath. Directory 193r, Nuova York 1930, pp. 333-36. Gastone Carriere

SANDOMIRIA (SANDOMIERZ), DIOCESI di.
Città e diocesi in Polonia. Pio VII con la bolla Ex imposta nobis del 30 giugno 1818 creò la diocesi di S. per smembramento di gran parte del territorio della diocesi di Kielce, soppressa nel medesimo anno, e quale suffraganea di Varsavia. Primo vescovo fu mons. Stefan Holowczyc (1741-1823), poi arcivescovo di Varsavia.

Ha una superficie di 12.150 kmq . con una popolazione di 1.025 .780 ab . dei quali 952.607 cattolici distribuiti in 241 parrocchie, servite da 445 sacerdoti diocesani e 25 regolari; ha due seminari, 7 comunità religiose maschili e 92 femminili (Ann. Pont., 1957, p. 352).

Santuari. - A Swietty-Krzyz (Monte Calvo) chiesa e chiostro dei Benedettini venuti da Montecassino nel 1006; nella chiesa le reliquie della s. Croce; chiesa e chiostro del XII sec. S. è una delle più antiche città della Polonia, fu una delle "sedes regni principales". Chiese notevoli sono la Cattedrale, consacrata nel 1191; distrutta dai Tartari fu rifatta nel 1360, vi si conservano affreschi del tempo; la chiesa di S. Spirito del 1222; la chiesa di S. Paolo del 1226 ricostruita nel XV e nel xvili sec.; la chiesa di S. Michele del 1623 con il chiostro delle Benedettine; il chiostro dei Domenicani fatti venire nel 1226. Il Seminario fu fondato nel 1635 . In città vi è il castello del XIV sec. Tra i beati si ricordano: Ladyslaw 2 Gielniewa (1440-1505), Bernardino, beatificato nel 1750; 49 Domenicani che perirono nel 1260 durante l'invasione dei Tartari; nel 1293 Bonifazio VIII stabilì per il 2 giugno la ricorrenza dei martiri di S. nella chiesa di S. Maria ad Martyres a Roma. Vescovi eminenti furono Adam Prosper Burzynski, morto nel 1830; Antoni Franciszek Kaswery Sotkiewicz (1826-1901).

Bist., J. Dlugosz, Opera Omnia, II, Cracovia 1867, pp. 43. 216-18; III, ivi 1869, pp. 360-62; VII, ivi 1874, pp. 300-403. 374-92; 633-60; VIII, ivi 1876, pp. 309-70; IX, ivi 1876, pp. 31 36, 424-28; A. Theiner, Vetera Monum. Poloniae et Lithuaniae, I, Roma 1860, pp. 236-59; III, ivi 1863, p. 382. Adam Macielinski

SANFEDISMO. - L'invasione giacobina del 1796-98 fu ben lungi dal suscitare in Italia gli uni-

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versali entusiasmi di cui favoleggia la storiografia liberale.

Se la a libertà e recata sulla punta delle baionette francesi riusci gradita a taluni ambienti borghesi, intinti di razionalismo e di volterianesimo, i ceti aristocratici e più ancora le masse popolari si levarono concordi a difesa dei a troni e degli altari a che la Rivoluzione d'oltralpe minacciava: di qui le sollevazioni piemontesi anche dopo che le autorità avevano ceduto e la famiglia reale era stata costretta a riparare in Sardegna; l'eroica resistenza dei Marcheschi delle valli bresciane (val Trompia e val Sabbia), fedeli alla Repubblica di S. Marco; il sanguinoso episodio delle Pasque Veronesi; le gesta degli Insorgenti della Toscana, delle montagne di Tolfa, delle Marche - i quali accorsero con i loro capumassa sotto le bandiere del gen. Lahoz e ritolsero si Francesi la piazzaforte di Ancona - e degli Abruzzi. Particolarmente imponente questa a reazione - - come fu chiamata - nel Regno di Napoli, dove i Lazzari si fecero massacrare per le vie della capitale dai Francesi e dai loro sostenitori, pur dopo la fuga del Re in Sicilia, e dove la breve vita della Repubblica partenopea fu costantemente posta in difficoltà dalla rivolta delle province, devote alla monarchia e alla religione. Furono questi ribelli del Mezzogiorno agli ordinamenti repubblicani a dirsi per primi a Sanfedisti s. cioè combattenti della S. Fede; e su di loro massimamente contò il card. Fabrizio Ruffo per rafforzare il proprio esercito, dall'estrema Calabria giunto vittorioso in sotto le mura di Napoli; e fu appunto al Ruffo e ai suoi sanfedisti che il governo repubblicano si arrese, con l'onorevole capitolazione, malauguratamente infranta dal Nelson.

I luttuosi avvenimenti che ne seguirono non sono imputabili, come ognuno sa, al cardinale, ma si fecero ricadere a torto su di lui, mentre è unicamente da addelutargli, caso mai, lo scarso discernimento dimostrato nell'accogliere tra le proprie file intere bande di briganti desiderosi di rifarsi una vita, i quali non mancarono di perpetrare crimini non meno lamentevoli di quelli commessi dai cosiddetti a liberatori s. Occorre pertanto sceverare nettamente ben individuate responsabilità di singoli e di gruppi per restituire al s. originale ed autentico l'innegabile merito di avere rappresentato, nell'Italia meridionale, la spontanea resistenza di popolazioni profondamente cattoliche e devote alle autorità legittime contro gli abusi, le violenze e l'opera seristianizzatrice di un governo instaurato e sostenuto dallo straniero, in dispregio di tutte le tradizioni politiche e religiose locali : del che è testimone non sospetto Vincenzo Cuoco (cf. Saggio storico sulla rivoluz. napolet. del 1799, specie ai capp. 16, 19 e 21). Con serena valutazione, W. Maturi (Enc. Ital., XXX, 639) ha scritto che il s. costituisce una a Vandea italiana, su uno sfondo sociale più grandioso e di quella francese, espressione di un patriottismo a carattere locale anziché nazionale, ma non per questo meno degno di ammirazione. Gli storici di parte liberale, interessati a porre in cattiva luce il s., hanno esteso arbitrariamente il significato originario del termine, comprendendovi anche i posteriori seguaci del restaurato Borbone, moralmente corresponsabili della spietata reazione, e, in genere, tutti i fautori dell'assolutismo nel mezzogiorno della Penisola. Sanfedisti si dissero altresi, in epoca successiva, gli aderenti a talune società segrete - sulla cui attività si è d'altronde scarsamente informati -, che si costituirono nello Stato pontificio subito dopo il $1815^{\circ}$ in opposizione alle sètte carbonare: ma la loro azione venne sconfessata dal governo per evidenti motivi di opportunità e di giustizia.

Bib.: l'ampia bibl. in materia è prevalentemente liberale: v. nell'ed. del Saggio storico del Ciooco a cura di N. Cortese. Firenze 1926. Tra le opere più significative si citano: R. Villari, Giacobini e sanfedisti nel 1799. Napoli 1891; B. Croce, St. del Regno di Napoli, Bari 1925; N. Rodolico, Il popolo agli inizi del Risorg. nell'It. merid., Firenze 1925; A. Simeoni, Le origini del risorg. polit. dell'It. merid., Messina 1925; G. Lumbroso, I moti popolari contro i Framoni alla fine del sec. XVIII, Firenze 1932. Sul s. nello Stato pontificio, G. Cassi, Il card. Consalvi e i primi anni della restauraz. pontif., Milano 1931. Renzo U. Montini

SANFELICE D'ACQUAVELLA, GUGLIElMO. Cardinale, n. ad Aversa il 18 apr. 1834, m. a Napoli il 3 genn. 1897 .

Compiuti i primi studi nel Collegio di Maddaloni, li proseguì nell'abbazia di Cava dei Tirreni dove divenne monaco e poi sacerdote. Insegnò nell'abbazia stessa letteratura greca e latina e vi fu priore e provicario generale, acquistandosi fama di uomo più e dotto. Leone XIII lo chiamò a succedere nel 1878 al card. Sisto Riario Sforza nella sede arcivescovile di Napoli e il 24 marzo 1884 lo creò cardinale. Nel suo ufficio diede esempi di carità e di doti pastorali, fra l'altro accorrendo per primo ad Afragola devastata da un uragano, a Casamicciola distrutta dal terremoto e negli ospedali di Napoli per l'assistenza ai colerosi (1884). In tale circostanza rimase memorabile l'incontro con il re Umberto I nell'ospedale della Conocchia. Celebrò in Napoli il Congresso eucaristico nazionale (1891), protesse la stampa cattolica. In periodo di acuto dissidio tra Chiesa e Stato fece opera di conciliazione rimanendo sempre fermo nella difesa dei diritti di Dio e delle anime ed ossequente alle direttive di Leone XIII.

Bib.: M. Caracciolo, Cenni biogr. del card. G. S. arciv. di Napoli, Napoli 1896; P. De Luca, G. S.. in Natura ed arte, 6 (1896-97), pp. 480-82; M. Lazzaro, Il card. S., in Illustrac. Ital., 3 genn. 1897; E. Michel, in Diz. del Risorg. Naz., IV, Milano 1937, p. 193.

SAN FERNANDO. - Diocesi nelle Filippine, suffraganea di Manila, eretta l'ir dic. 1948, smembrando dall'arcidiocesi di Manila le province civili di Baatan, Pampagna e quelle parti delle province di Zambales Tariac e Nueva Ecija che appartenevano all'arcidiocesi di Manila (v.).

Mons. Cesare Guerrero, fin'allora vescovo ausiliare di Manila dal 1937, fu nominato il 14 maggio 1949 primo vescovo. L'estensione della diocesi è di 12.920 kmq ., il numero delle chiese e cappelle è di 1077 , di cui però soltanto 89 sono parrocchie; 103 sacerdoti secolari e 13 religioni si dedicano alla cura delle anime. Il Seminario conta 35 alunni. Dei 982.765 ab., 884.758 sono cattolici (1950).

Bib.: AAS. 41 (1949), pp. 400-402. Nicola Kowalsky
SAN FILIPPO (SAN FELIPE), Diocesi di. Diocesi e città in provincia di Aconcagua, nella Repubblica del Cile (America del Sud).

Ha una superficie di 15.000 kmq ., con una popolazione di 135.000 ab., dei quali 13.250 cattolici; conta 24 parrocchie servite da 40 sacerdoti diocesani e 23 regolari; ha un seminario; 8 comunità religiose maschili e 15 femminili (Ann. Pont. 1952, p. 352).

La diocesi fu eretta da Pio XI con la cost. apost. Apostolici muneris, del 18 ott. 1925, quale suffraganea di Santiago del Cile.

Bib.: AAS. 18 (1925), p. 202. Gastone Carrière
SAN FRANCESCO SAVERIO, PREFETTURA apostolica di. - E situata nell'interno delle regioni settentrionali del Perù.

Fu eretta l'ir genn. 1946 con territorio distaccato dalle diocesi di Chachapoyas e di Cajamarca e dal vicariato apost. di S. Gabriele dell'Addolorata e fu affidata ai Gesuiti. Misura una superficie di ca. $25.000 \mathrm{kmq}$. con 25.000 ab. di cui 16.309 cattolici. Vi sono 6 gesuiti, 4 fratelli, 5 suore. Stazioni primarie 2, chiese 2, cappelle 26, scuole elementari 29 e medie 2.

Bibl.: AAS. 38 (1946), Dd. 416-17; MC, 1950, p. 56.
Severio Paventi
SAN FRANCISCO, ARCIDIOCESI di. - Arcidiocesi e città nello Stato di California (U.S.A.), S. F. ha oggi (1951) una popolazione di 3.031 .560 ab. disseminati sopra una superficie di 16.856 migliaq. I cattolici sono 725.000 . Vi si contano 873 sacerdoti dei quali 405 religiosi, di 13 congregazioni diverse; 200 parrocchie, 153 cappelle, 40 missioni e 21 stazioni. Vi sono inoltre 149 fratelli e 39 congregazioni femminili (2339 suore), 319 seminaristi nei due seminari e

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(per carteia di mons. A. P. Frutaz) San Francisco in California - Chiesa di S. Francesco detta - Mission Dolores - (1776).

498 religiosi nci 9 scolasticati. I Gesuiti sono incaricati di due università: Università di S. Francesco (St. Ignatius College) e Università di S. Barbara.

L'arcidiocesi di S. F. fu eretta il 29 luglio 1853 . La provincia ecclesiastica di S. F. è oggi composta dalle diocesi di Reno, Sacramento, Salt Lake City e dai vicariati apostolici di Honolulu e di Guam.

I Francescani sbarcarono con Cortes alla baia di S. Cruz il 3 maggio 1535 ed iniziarono sotto la direzione del p. Martin de la Coruña la missione della California. La baia di S. Francesco fu scoperta il 10 nov. 1769 da Portola e la missione di S. F., detta anche Dolores, fu fondata il 9 ott. 1776. Per più di un mezzo secolo la missione prosperò sotto la dire. zione dei Francescani. Nel 1834 soffrì della secolarizzazione del governo messicano e andò in rovina.

Il 10 apr. 1840 la S. Sede eresse la diocesi delle due Californie e mons. Francesco Garcia Diego y Moreno ne fu nominato vescovo. Grazie all' intervento del vescovo presso il governo messicano, la legge di secolarizzazione fu abolita. Quando l'alta California divenne parte degli Stati Uniti, il governo messicano rifiutò il permesso ad un americano di governare la Chiesa della bassa California. In conseguenza Pio IX staccò tutto il territorio messicano della diocesi di Monterey o S. Diego, eretta da Gregorio XVI il 27 apr. 1840, e la S. Congr. di Propaganda smembrò l'alta California in due diocesi ( 29 luglio 1853 ) : S. F. e Monterey; contemporaneamente S. F. era elevata ad arcidiocesi (Monterey ne divenne suffraganea) e mons. Giuseppe Sadoz Alemany, vescovo di Monterey, veniva scelto quale arcivescovo di S. F.

L'arcidiocesi di S. F. fu più volte smembrata: nel 1861 per formare il vicariato apostolico di Meryaville, divenuto poi
la diocesi di Grass Valley il 3 febbr. 1868; il 28 maggio 1886, per formare la diocesi di Sacramento con l'aggiunta di 10 contee nella California e i nel Nevada.

Bibl.: J. Gilmary Shea, Hist. of the Cath. Church in the Un. States, IV, Nuova York 1893, pp. 703-708; T. F. Meehan, a. v. in Cath. Enc., XIII, pp. 439-43; The Official Cath. Directory, 1930, Nuova York 1950, p. 202. Castone Carriere

SAN FRUTTUOSO. - Antica abbazia benedettina nel villaggio omonimo in comune di Camogli, in provincia e arcidiocesi di Genova.

Fondata alla fine del sec. x, venne arricchita dall'imperatrice Adelaide. La chiesa abbaziale è di tipo lombardo a tre navate con cupola e presenta reminiscenze d'arte bizantina e provenzale. Il chiostro conserva marmi romani. Sotto il monastero ebbero sepoltura i membri della famiglia Doria dal 1275 al 1305 ; dal 1550 è di loro patronato. L'annesso edificio venne restaurato nel 1933-34.

Bibl.: P. Toesca, Stor. dell'arte ital., I. Il medioevo, Torino 1927, p. 529; M. Labò, S. F. di Camogli, in Rasc. di archit., 1935; Cottincao, II, col. 2683. Enrico Josi

SAN GABRIELE DELL'ADDOLORATA di MARAÑON, vicariato apostolico di. - Situato nelle regioni settentrionali del Perù.

Nel 1912 vi si recarono i Passionisti che accettarono le parrocchie delle province di S. Martino e di Huallaga; il 27 febbr. 1921 venne eretta la prefettura apost. di S. G. con territorio distaccato dal vicariato apost. di S. Leone delle Amazzoni (ora Iquitos); il 3 giugno 1936 fu elevata a vicariato apost. Ha una superficie di ca. $34.965 \mathrm{~kmq}$. ed una popolazione di ca. 70.000 ab., di cui 60.000 sono cattolici e solo 200 protestanti. I pagani rappresentano il $5 \%$ della popolazione totale. Vi sono 16 missionari, 3 fratelli, 10 suore, 8 quasi-parrocchie, 12 stazioni secondarie, 5 chiese, 18 cappelle, 5 scuole elementari.

Bibl.: AAS, 13 (1921), pp. 295-96; 28 (1936), pp. 463-64; Arch. di Prop. Fide, pos. prot. nn. 1748/47, 1749/47, 869/51; MC, 1920, pp. 56-57.

Saverio Paventi
SAN GALGANO, abBazia di. - Galgano Guidotti, nobile cavaliere di Chiusdino, fattosi eremita, si ritirò in preghiera sul colle di Montesiepi, luogo deserto sul fiume Merse, a più di venti miglia da Siena e vi mori nel 1181.

Poco dopo la sua canonizzazione (1185) sorse sulla sua tomba una piccola chiesa, a pianta circolare, coperta a cupola, con absidula e portico antistante. Alla chiesa venne unito un piccolo cenobio abitato da monaci cistercensi che provenivano dall'abbazia di Casamari. Nel Trecento vi si aggiunse una sagrestia che fu affrescata da Ambrogio Lorenzetti. Nel 1224 i monaci iniziarono, ai piedi del colle di Montesiepi, la costruzione di una
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San Galgano, abbazia di - Ruderi della chiesa abbaziale (1224-65). San Galgano (Siena).

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(da J. Hecht, Der romanische Kirchenbau des Boderusegnbietes, Basilea 1855)

San Gallo - Cripta di S. Omaro (sec. xi).
grande chiesa e di un monastero, nelle forme di quel gotico primitivo, originario della Borgogna, che viene chiamato cistercense. La costruzione degli edifici durò per tutto il secolo, sotto la direzione di monaci architetti, probabilmente francesi, ma con la partecipazione di maestranze senesi, i cui modi si notano in quelle parti delle murature che sono costruisce a strisce alternate di pietre e mattoni e in altri particolari, come, p. es., nelle finestre della sala capitolare. Queste sono bifore: una di esse ha l'arco superiore e i due archetti di forma falcata secondo esempi pisani giunti a Siena attraverso la Valdelsa. La chiesa è a pianta di croce latina con tre navate, divise da pilastri cruciformi. Sul transetto si affacciano il coro e le cappelle a pianta rettangolare. L'edificio era in origine coperto con vòtte a crociera costolonate, che in gran parte crollarono assieme al campanile verso la fine del Settecento, a causa dell'incuria verso il fabbricato da parte dell'abate commendatario di quel tempo.

Pur nello stato di parziale rovina in cui si trova, il monumento si presenta con aspetto maestoso e suggestivo. La sua architettura ebbe una grande importanza per lo sviluppo delle forme gotiche nel territorio senese nel Duecento, anche perché i monaci di S. G. ebbero l'incarico del Comune di Siena di sopraintendere alla continuazione dei lavori della Cattedrale e dell'ospedale di S. Maria della Scala.

Del monastero rimangono, nelle forme originali, la sala capitolare, il refettorio, altri ambienti, alcuni resti ricomposti del chiostro, più la cappellina del cimitero.

Biel.: C. Enlart, L'abbaye de St G. au XIIIe siècle, in Mélanges d'arch. et d'hist. de l'Ecole de Rome, 11 (1891), p. 201; id., Origines françaises de l'archit. gotique en Italie, Parigi 1894, passim; A. Canestrelli, L'abb. di S. G., Firenze 1896; O. JainLambert, A propos de l'abbaye de St G., in Mélanges, cit., 16 (1806), p. 123; P. Toesca, Il Medioevo, II, Torino 1927, pp. 681, 692, 726, n. 2; M. Salmi, L'arch. romanica in Toscana, Milano-Roma 1928, pp. 21, 33 n. 38,63 nn. 78, 80; P. Toesca, Il Trecento, Torino 1931, pp. 303, 389, 932.

Raffaello Niccoli
SAN GALLO. - Città e diocesi della Svizzera, capoluogo del Cantone omonimo. La diocesi comprende anche i due Cantoni degli Appenzell.

Ha una superficie di ca. 2420 kmq . con una popolazione di $344-340 \mathrm{ab}$. dei quali 188.533 cattolici, distribuiti in 133 parrocchie, servite da 341 sacerdoti diocesani e 145 regolari; ha un seminario, 12 comunità religiose maschili e 31 femminili (Ann. Pont. 1958, p. 333).
S. Gallo giunse con s. Colombano sulle sponde sudoccidentali del lago di Costanza al castrum Arbonae, a nord dell'odierno S. G. Mentre, infranti gli idoli, s. Colombano eresse una cappella in onore di s. Aurelia, s. Gallo scelse il suo eremo tra i due fiumi Steinach e Reuss, nel luogo detto Hiniclinberg, dove ca. il 613 sorse il mona-
stero in cui si adottò la Regola di s. Colombano. S. Gallo vi mori il 16 ott. 627 e fu deposto nell'Oratorio. La sua vita fu scritta da Wettin e poi, nel sec. xi, da Valafredo Strabone di Reichenau. L'abate Otmaro, che resse il monastero dal 720 al 759 , vi introdusse la Regola di s. Benedetto; l'abate Gotberto, su disegno di Lotario, vescovo di Toul (813-46), iniziò nell'829 la ricostruzione del monastero, compiuta nell'841, e ne organizzò la Biblioteca. Nel sec. x i monaci cantavano il Gloria e il Pater in greco e in latino (cf. S. Bcissel, Geschichte der Evangelienbücher in der ersten Hälfte des Mittelalters, Friburgo in Br. 1906, p. 77). Con Federico Barbarossa l'abate divenne principe dell'Impero e perciò l'abbazia si trasformò in un principato ecclesiastico, che gradualmente aumentò i suoi confini, ma già nel sec. xili si avviava alla decadenza. Mirabile fu la ricchezza della sua Biblioteca per il numero dei manoscritti miniati: Bibbie, libri liturgici, martirologi, sacramentari, antifonari, lezionari, breviori. Fra i più preziosi si ricordano quelli con miniature di scuola irlandese; inoltre il Psalterium quadruplex di Salomone III (891-920), il Psalterium aureum in oncisle (J. Rud Rahn, Das psalterium aureum von S. Gallen, San Gallo 1878). Il periodo più fiorido dello scriptarium fu sotto gli abati Bernwisk ed Engelberto I e durò dal sec. ix alla metà del sec. xi: si posseggono di questo periodo magnifici codici in carolina (v.). Tuttavia già nel sec. viII (dell'epoca anteriore con si hanno esempi) lo scriptarium era stato attivissimo e aveva dato vita a un tipo di scrittura precarolina dalle lettere tonde e regolari, ma dure nel tratto per influsso irlandese: alcuni codici di S. G. sono anzi in scrittura insulare (cf. K. Löffler, in Palaeographia lat., 6 [1929], pp. 5-66; id., in Neue Heidelberger Yahrb., 1937, pp. 2854). Sotto l'abate Hartmann (921-24) ne fecero parte anche monaci greci. L'abate Artmut (872-73) arricchì il monastero di manoscritti, tra cui un salterio; sotto l'abate Salomone III si ebbe il Vocabolarium Salomonis e le due tavolette eburnee, Evangelium longum; il monaco T'utile fece legature in avorio (nel sec. xvit si ebbe pure una stomperia creata dall'abate P. Reher). Al tempo di Engelberto II (924-33), sotto il pericolo dell'invasione magiora, la Biblioteca fu messa in salvo a Reichenau, ma non tutti i migliori codici tornarono; poi essa soffri per i saccheggi protestanti; altro saccheggio si ebbe nel 1728; nel 1797 fu inviata a Meherereau per sottrarla alle rapine francesi e vi tornò nel 1804 .

Insigni maestri nell'abbazia furono: Moengallo, Iso, Radperto, Notkero il Balbo (m. nel 912), che compose sequenze ed inni sacri; l'abate Eckart IV, autore dei Cause S. Galli; ottimi bibliotecari Luitardo (861-72), Uto (862), Notkero I (890), Waldram (inizio sec. x); Ulrico VIII (1463-91), Pietro di Gaisberg (1504-29). Nel 1804 l'abbazia fu secolarizzata e abolito il principato; nel 1805 vennero espulsi i monaci; l'ultimo abate fu P. Voster, m. nel 1829 nell'abbazia di Muri. In seguito agli accordi tra il vescovo di Costanza e l'abate di S. G. ( $1613,1748$ e 1814 ) il papa Pio VII, con la bolla Ecclesias del 2 luglio 1823, creò la diocesi di S. G. unita "aeque principaliter" con la diocesi di Coira e primo vescovo ne fu mons. Carlo Schauenstein. Ma dopo la sua morte fu nominato un vicario apostolico nella persona di mons. G. P. Mirer, che il 10 ott. 1846 fu eletto vescovo e l'8 apr. 1847 vide canonicamente eretta la diocesi.
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(per cortesia dell'Agronata delle Ferronie federali svizzere)
San Gallo - Copertura di libro in avorio (sec. Ix) - S. G., Biblioteca.

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![img-43.jpeg](img-43.jpeg)

A sinistra: PIANTA DI UNA PARTE DEGLI EDIFICI DELL'ABBAZIA DI S. GALLO, ricavata dal stasgno originale del sec. IX. A destra: PIANTA INTEGRALE DELL'ABBAZIA. Disegno originale su pergamena del sec. Ix - S. Gallo, Biblioteca.

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![img-44.jpeg](img-44.jpeg)
(da ed. falabipira con intiodactuar e aula di C. Bllina, Lipioi Pith, Iere, 10 e 24.)
STUDI PER CAPITELLI E DISEGNO DEL PONTE DELL'ISOLA S. BARTOLOMEO e del Castello e del ponte S. Angelo dal Libro di Giuliano di $S_{2}$, cod. Vat. Barb. Ist. 4424.

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![img-45.jpeg](img-45.jpeg)
(fol. Alinari)
(fol. Alinari)
In alto a sinistra: ESTERNO DELLA CHIESA DI S. MARIA DI LORETO, opera di Antonio da Sangallo il Giovane - Roma. In alto a destra: ATRIO DEL PALAZZO FARNESE di Antonio da Sangallo il Giovane - Roma. In basso: INTERNO DELLA SAGRESTIA DELLA CHIESA DI S. SPIRITO, opera diGiuliano da Sangallo Firenze.

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![img-46.jpeg](img-46.jpeg)

In alto a sinistra: PITTURA ROMANICA (ca. 1150) nell'atrio del monastero di Nonnberg - Salisburgo. In basso a sinistra: CIMITERO, CAPPELLA DI S. MARGHERITA (I485-91) e loggo con tombe (r\&ab) dell'abbazia di Sankt Peter - Salisburgo. A destra: INTERNO DELLA CHIESA DI S. PIETRO, VISTO DAL CORO; in origine basilica romanica, ricostruita in stile rococò (1757-83). Stucchi di Benedetto Zöpfi, affreschi della vòlta di Fr. X. König (1757) - Salisburgo.

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San Gallo - Biblioteca dell'abbazia di S. G. (sec. xvini).

Fra i suoi successori si ricordano mons. A. Egger (1882-1906), F. Ruegg (1906-13), R. Bürkler (1913-30); A. Scheiwiler (1931-37); J. Meile dal 1938.

Nell'edificio della Cattedrale si possono distinguere quattro periodi: il primo dopo l'820 ca., dovuto all'abate Jito di Reichenau con doppio coro e cripta; il secondo dell'abate Gotberto con la chiesa di s. Otmaro (sec. IX) con adattamenti nel sec. XI; il terzo dell'abate Norberto con la chiesa di S. Michele (sec. xi) e poi la Cattedrale attuale opera di Celestino II Gugger von Standbach (1755-67), epoca in cui vennero modificati anche gli altri edifici monastici. - Vedi tav. CXI.

Bull: B. Merton, Die Buchmalerei in St. G. vom 9. bis 11. Jahrh., ivi 1912; A. Hardegger, Die alte Stiftsbirche und die chemaligen Klostergebände in St. G., Zurigo 1917; K. Mohlberg, Das fröhische Sacramentarium Gelosianum in Alamannischer Uberlieferung (Cod. Sang. 348), Münster in V. 1918; J. Ebersolt, Manuscrits à miniatures de St-Gall, in Rev. arch., $2^{\circ}$ serie