tuale, ma si ignora a quale epoca rimonti questa ripartizione. Hidber pensa che la diocesi di Novara avrebbe all'origine, e durante più secoli, esteso la sua giurisdizione su tutto l'attuale Canton Ticino.
g) Non si è bene informati sulla fondazione del vescovato di Costanza. Si credeva nel passato che fosse la continuazione dell'antico vescovato di Windisch, il cui vescovo Grammazio aveva preso parte al Concilio di Orléans del 549. Ora, mons. Besson ha dimostrato che Grammazio era a capo del vescovato degli Elvezii, e la sua sede fu riportata ad Avenches dopo la divisione del 561 tra i re merovingi e fissata più tardi a Losanna. Un manoscritto del sec. xir, conservato a Stoccarda, mette in testa al catalogo episcopale di Costanza un vescovo Massimo, che si è collocato nella seconda metà del sec. vi; nulla si sa di lui, osserva M. Besson, e da parte sua L. Duchesne nota che non esiste alcuna menzione di vescovato a Co$\operatorname{stanza} \times$ prima del sec. vii più o meno avanzato $x$. Da notare p:rè al riguardo che la Vita Sancti Galli, scritta verso la fine del sec. viII, ricorda un Sinodo, tenuto ca. il 615 a Costanza, che clesse Giovanni a vescovo di questa città.
3. Vescovati del medioevo. - A partire dalla metà del sec. viII, la carta ecclesiastica della S. rimane fissata e non varierà più fino al sec. xvi. Cinque città della S. attuale sono centro di diocesi: Ginevra, Coira, Sion, Losanna, Basilea. Tutta la S. orientale appartiene alla diocesi di Costanza, che l'Aar separa, a ovest, dalle diocesi di Basilea (a valle del Sigger, affluente della riva sinistra dell'Aar) e di Losanna (a monte del Sigger). Si noti che Porrentry e la sua regione, a nord-ovest del Giura, facevano parte della diocesi di Besançon, e le vallate meridionali delle Alpi, di lingua italiana, si riallacciano ai vescovati di Novara, Milano e Como. Novara conservò fino al sec. xix la vallata di Gondo (Vallese); Milano possedette, a partire almeno dal sec. x, tutta la Leventina al di sopra di Bellinzona, con la valle Bienio che ne è un'articolazione, come pure i territori di Brissago, della Capriasca e di Campione. Alla diocesi di Como appartenevano Mandrisiotto, Lugano, Locarno, Bellinzona, come pure Poschiavo e Brusio (Grigioni).
4. Metropolitane. - La partecipazione dei primi vescovi d'Octoduro ( 381 ) e di Coira (451) a concili italiani ha fatto supporre che questi vescovi dipendessero all'origine dalla metropolitana di Milano. Nel sec. vi i vescovi del Vallese, degli Elvezii e di Ginevra si recano invece a concili dell'Impero franco. E avrachiato stabilire in quest'epoca vincoli di dipendenza sicuri; tuttavia il Vallese e Ginevra appaiono nell'irradiamento di Vienne sul Rodano, e può darsi che il vescovato degli Elvezi sia dipeso originariamente da Lione. Quando Besançon si separò dalla provincia di Lione per formare il centro di una nuova provincia, al principio del sec. vir, i vescovati di Losanna e di Basilea divennero suffraganei della nuova metropolitana. Alla fine del sec. viII Tarantasia si libera ugualmente dalla dipendenza di Vienne e costituisce una provincia alpina con Sion e Aosta come suffragnese. Infine Coira fu riunita, dopo l'843, alla metropolitana di Magonza. Questi rapporti durarono fino alla fine del medioevo.
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Dal 1492 il vescovo di Sion, Jost di Silenen, cercò di sottrarsi dalla dipendenza dell'arcivescovo di Tarantasia, ma senza riuscirvi; il suo secondo successore, Matteo Schiner, ottenne dal papa Giulio II, nel 1510, di esserne dispensato, per la durata del suo episcopato; poco dopo, nel 1513, Lcone X l'aboliva definitivamente. Sion fu cosi il primo vescovato svizzero che dipese immediatamente dalla S. Sede. Gli altri vescovati restarono soggetti ai loro metropolitani fino al principio del sec. xix.
5. Monachismo. - Verso il 450 , s. Romano, il fondatore dei "monaci del Giura", creò sul versante occidentale il monastero di Condat (oggi St-Claude) e sul versante orientale quello di Romainmôtier. Nel Vallese, il vescovo Teodoro d'Octoduro costrui nel sec. IV una piccola basilica in onore di s. Maurizio (v.) e dei suoi compagni messi a morte ad Agauno (v.); fino dal sec. v questa basilica attirò pellegrini, anche dalla Gallia, come testimonia s. Eucherio, vescovo di Lione (m. ca. il 450). Poco dopo i Burgundi si stabilirono nel bscino del Rodano; s. Sigismondo, figlio del loro re Gondebaudo, fondò nel 515 presso la basilica di Agauno un monastero, che deve dunque essere considerato come un "monasterium basilicae ". Questi sono i più antichi monasteri eretti nel territorio attuale della S. e sono anteriori a s. Benedetto.
La dominazione degli Alemanni nella S. settentrionale ritardò l'espansione del eristianesimo e la civilizzazione in questa regione, dove bisogna attendere ca. il boo per trovare costituiti i vescovati di Costanza e di Basilea, e vedervi apparire i primi monasteri. Questi si riallacciano al gruppo dei monaci irlandesi dei quali fu capo e legislatore s. Colombano che, dopo aver fondato il monastero di Luxeuil nei Vesgi, passò a Bregenz, sulle rive del lago di Costanza, e poi a Bobbio dove mori nel 615 . Egli fu l'apostolo degli Alemanni. Il suo principale discepolo, s. Gallo, si ritirò in una foresta a sud del lago di Costanza; la tradizione riallaccia ugualmente al gruppo colombaniano due altri cremiti, s. Ursanno, che si stabili sulla sponda del Doubs, nel Giura, e s. Sigisberto, che si ritirò sulla riva del Reno, nell'alta Rexia. Sulla tomba di questi santi si formarono nei secc. viI-viII le abbazie di S. Gallo, S. Ursanno e Disentis. Anche ai monaci di Luxeuil fece appello il duca Cramneleno per restaurare l'abbazia di Romainmôtier e fondare il priorato di Baulmes (Vaud) nel corso del sec. viI; s. Vandregisilo fece prolungati soggiorni a S. Ursanno e a Romainmôtier prima di fondare Fontenelle in Normandia (v. 20020). I monaci di Luxeuil fondarono pure Moutier-Grandval, dove s. Germano fu il primo abate verso il 666 . Nei secc. viII e ix la Regola di s. Benedetto soppiantò dappertutto le prescrizioni di s. Colombano. Essa fu introdotta nel 748 a S. Gallo, poi a Moutier-Grandval, che, all'epoca carolingia, fu in stretta relazione con S. Gallo. Da Moutier-Grandval dipende, nel sec. Ix, un monastero sorto sulla tomba dell'eremita s. Imiero, nella vallata della Suze (Giura). Forse la Regola benedettina fu introdotta nel sec. viII anche a St-Maurice, dove si segnala più tardi una cappella di S. Benedetto. Altre abbazie benedettine dovettero la loro origine a s. Pirmino che fondò nel 724 , in un'isola del lago di Costanza, l'abbazia di Reichenau; questa creò in seguito il monastero di Pfäfers (Rheintal); s. Meinrado passò da Reichenau a Einsiedeln dove fu assassinato nell'86r; alla stessa epoca viveva a Rheinau, in un'isola del Reno, il monaco irlandese s. Fintano, morto nell'878. Inoltre nel sec. Ix l'abbazia di Murbach in Alsazia fondò il priorato di S. Leodegario a Lucerna. Poco dopo il 1000, si stabilí a Stein am Rhein l'abbazia di S. Giorgio, fondata verso il 966 a Hohentwiel, e i monaci di Einsiedeln andarono a popolare il convento di Muri in Argovia, fondato dagli Asburgo; nel 1052 compare l'abbazia di Allerheiligen a Sciaffusa, alla quale fu unita la nuova abbazia di Wagenhausen nel 1083, ma fino al 1417 anche l'abbazia di Petershausen presso Costanza pretese di dirigere il monastero di Wagenhausen e furono i monaci di Wagenhausen e di Petershausen che fondarono verso il 1135 l'abbazia di Fischingen. Nel corso del sec. x, la dinastia rodoffna di Borgogna donò a Cluny (v.) l'antica abbazia di Romainmôtier e la nuova abbazia fondata a Payerne alla quale fu unito l'antico monastero di Baul-

(Int. Bolonvas)
Svizzera - Interno del Municipio (sec. xv) - Ginevra.
mes; monaci di Payerne si stabilirono a Bevaix nel 998; mentre quelli di Romainmôtier, ebbero un piccolo priorato a Vallorbe dal 1139 al 1321. I Cluniacensi stabilirono pure a Ginevra, verso l'anno 1000, il priorato di S. Vittore, vicino a una basilica fondata verso il 500 . Alla fine del sec. xI e al principio del sec. xir, l'Ordine di Cluny si stabili ancora a Rueggisberg (con una dipendenza a Roethenbach), a Basilea (priorato di S. Albano), Rougemont, Corcelles (Neuchâtel), Villars-les-Moines, Hettiswyl (con dipendenze a Bargenbrück e Leuzigen) e infine Belmund, da dove il monastero si trasportò, verso il 1127, all'Isola-St-Pierre. S. Udalsico esiede a Payerne e a Rueggisberg.
Oltre Cluny, altre abbazie benedettine straniere alla S. vi fecero fondazioni o vi ebbero dipendenze. Alla fine del sec. xi il vescovo di Basilea, Burcardo di Fenis, fondò l'abbazia di Beinwil (Solothurn) e suo fratello Canone, vescovo di Losanna, quella di St-Jean-de-Cerlier (Berna); per quest'ultima fondazione Canone fece appello ai monaci di St. Blasien nella Foresta Nera. Pure da St. Blasien vennero i monaci che fondarono le abbazie di Engelberg, nel 1120, e di Trub (Berna) verso il 1125; Trub a sua volta creò prima del 1152 l'abbazia di Alt Sankt Johann nel Toggenburg, con il priorato di Sankt Peterzell (S. Gallo). Ancora dalla Foresta Nera, ma dall'abbazia di Sankt Peter, vennero i monaci che crearono il priorato di Herzogenbuchsee (Berna) nel 1108. Nella S. romanza, i priorati di S. Giovanni a Ginevra e di S. Pietro di Clages nel Vallese (questo con piccoli priorati a Granges e Ayent) dipendevano, dal sec. xir al xvi, dall'abbazia di Ainay (Lione). Un'altra abbazia lionees, Savigny, possedeva dopo il 1025 il priorato di Lutry (con priorati secondari a Cossonoy, Broc, St-Paul-sur-Evian, Vicenza). I conti di Ginevra donarono infine i priorati di Chamonix e di Port-Valais all'abbazia di S. Michele della Chiusa in Piemonte. Il monachismo benedettino conobbe dunque una larga fioritura sul territorio attuale della S. Tutte le sue fondazioni non ebbero evidentemente lo stesso vigore e non brillarono alla stessa epoca. S. Gallo (v.), che all'epoca carolingia era già uno dei principali centri di cultura tedesca con Reichenau e Fulda, occupa la parte più importante nella storia delle abbazie benedettine.
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(Int. Bolssennas)
Svizzera - Il muro della Riforma - Ginevra.
Moutier-Grandval ebbe un rapido splendore nei secc. viII e ix, poi declinò. Romainmôtier e Payerne raggiunsero il loro apogeo nei secc. $\mathrm{x} \mathrm{e} \mathrm{xI}$; poi venne la volta di Disentis, Einsiedeln, Muri, Allerheiligen, Engelberg. tutte importanti abbazie.
6. I principati. - Gli antichi vescovati e le abbazie della S. possedettero dal medioevo al sec. xviri una giurisdizione temporale, che ne faceva altrettanti veri Stati, di estensione, importanza, e durata variabili. Da notare anche, riguardo ai vescovati, che il territorio del principato non coincideva con il territorio della diocesi.
Pare che il vescovato di Coira sia stato il primo a godere di un potere temporale dalla fine del sec. viI. Più tardi Rodolfo III, ultimo re della Borgogna ( 1031032) concesse diritti analoghi ai prelati del suo Regno. Gli imperatori tedeschi, preoccupati di assicurarsi libero passaggio attraverso le Alpi e di mantenere punti di appoggio di fronte ai Signori ereditari, favorirono lo sviluppo dei principati ecclesiastici sia abbaziali che episcopali. I principi ecclesiastici generalmente riunivano nelle loro mani i poteri legislativo, amministrativo e giudiziario, con il diritto di stabilire imposte, esigere il servizio militare, battere moneta. Alcuni funzionari (ministeriales) esercitavano le varie mansioni amministrative, giudiziarie e fiscali. Del resto grande varietà esisteva secondo i luoghi, anche sotto il medesimo signore ecclesiastico. Questa complessa e caratteristica situazione politico-ecclesiastica della S. sarà esposta, per necessità, in un modo compendioso; ci si indugierà a mo' di esempio, sul solo principato di Coira, mentre per gli altri si ricorderanno soltanto i dati essenziali.
a) Le origini del principato episcopale di Coira sono complesse. La dinastia dei Vittoridi, che governò la Rezia dall'inizio del sec. vir alla fine dell'viri, diede a Coira una serie di vescovi che, quantunque designati per elezione popolare e ratificati dai re franchi, occuparono tuttavia la sede episcopale in maniera quasi ereditaria. Le proprietà fondiarie dei Vittoridi passarono così al vescovato; il vescovo Pasquale III (m. nel 695) lasciò al suo successore, Vittore II (m. nel 714) il Domleschg, e i vescovi Tallo (758-73), Costanzo (fine del sec. viII) e Remedio (m. ca. 1'805) furono nello stesso tempo vescovi e reggitori (praeses) del paese; anzi Remedio emanò
anche leggi. Dopo la sua morte Carlomagno separò il potere spirituale da quello temporale, che venne affidato al reggitore Unfrido, indi a Roderico. Questi ingaggiò una lotta violenta contro il vescovo Vittore III, che per tre volte lo quercìo presso l'imperatore. Finalmente nel1'83 I Luigi il Bonario concesse a Vittore III un diploma di immunità, che costituì il fondamento dello Stato episcopale. Gli Ottoni, specialmente Ottone I, ne favorirono lo sviluppo, sicché lo Stato nel sec. xiri comprese Coira e la sua regione, il Domleschg, l'Oberhalbstein, la Val Bregaglia, l'Alta Engadina, Poschiavo, Münster, parecchi domini nel Vintschgau (Austria) e Grossängstigen nel Würtemberg. Dal 1170 al 1803 i vescovi di Coira saranno prìncipi del Sacro impero romano-germanico. Nel 1282 compaiono a Coira i consiglieri (cunmiles); da quel momento la città cercherà di liberarsi dal potere episcopale. Lo sviluppo dei comuni restringerà i diritti del principe vescovo. Il vescovo Pietro Gelito (1355-68) con la sua politica di alleanza con l'Austria, initò i suoi sudditi, e i loro delegati, riuniti a Coira nel 1367 , si accordarono per resistere al prelato; questa l'origine della Lega della Casa di Dio (Lega Codiò o Cufini Dei), specie di Stato federale, che nel 1498 stringerà alleanza con i Cantoni svizzeri, tranne Berna. Il sec. xv vide l'emancipazione progressiva di Coira, che godette, fra l'altro, la protezione dell'imperatore Federico III. Gli arricoli d'Iland, nel 1526, rafforzati nel 1541 di altri sei nuovi articoli, abolirono la maggior parte dei diritti temporali del vescovo; perciò né il vescovo, né il Capitolo vollero mai riconoscerli. In realtà i vescovi conservarono diritti ridotti fino al 1798. Durante questi tre secoli i conflitti politico-religiosi furono numerosi; uno degli ultimi, nel 1753, oppose la città di Coira, in maggioranza protestante, allo Corte episcopale (Hof) che formava la città alta, e ciascuna delle due parti rivendicava piena indipendenza dall'altra. Il vescovo Giuseppe Benedetto von Rost partì per Vienna, dove l'imperatrice Maria Teresa fece da mediatrice; infatti al suo ritorno il prelato fu accolto con onore e la pacificazione fu compita.
b) L'abbazia di Disentis, sita nell'alta valle del Reno a levante di Coira, iniziò il suo potere temporale con il restamento (766) del vescovo Tello di Coira (m. nel 773). L'importante posizione geografica e strategica del territorio abbaziale valse al monastero la protezione di Ottone I ( 960,965 ) e II (976), di Enrico III, che gli concesse l'immediata dipendenza imperiale (1048): privilegio di poi più volte confermato. Gli abati erano principi dell'Impero. La rivoluzione elvetica del 1798 pose termine al principato abbaziale.
c) L'abbazia di Pfäfers, sita a nord della diocesi di Coira, fondata nel sec. viII, ricevette da Lotario I (840) la libertà di elezione, privilegio nuovamente confermato nel 949 da Ottone I. La signoria abbaziale cessò alla fine del sec. xviII.
d) La vastissima diocesi di Costanza aveva i suoi vescovi principi dell'Impero. Sin dal sec. xir la città di Costanza entrò in conflitto con il suo vescovo principe per rendersi libera. Il Trattato di Baden (1554) ridusse i diritti del vescovo il cui principato vescovile durò, in Germania, fino al 1803.
e) L'abbazia di S. Gallo possedette dal sec. viII alla fine del sec. xviII un così notevole potere temporale da farne uno dei principali Stati ecclesiastici svizzeri, di cui acquisti, guerre e diplomazia modificarono a più riprese l'estensione e la potenza. L'abbazia venne soppressa nel 1805. Dal 1077 al 1418 S. Gallo fu un'abbazia riservata alla nobiltà. Dal 1207 al 1798 l'abate ebbe il titolo di principe del Sacro Impero e la Casa Savoia gli concesse l'Ordine dell'Annunziata a cominciare dal 1686.
f) L'abbazia di Rheinau, eretta sul finire del sec. viII o gli inizi del sec. ix, ebbe per benefattore principale il duca Volvene che ne divenne poi abate (m. nell'878). I beni dell'abbazia erano dispersi negli attuali territori di Zurigo, Sciaffusa, Turgovia, Baden e perfino in Italia. Ottone II nel 972 confermò all'abbazia il privilegio dell'immunità e la libertà d'elezione degli abati. Sulla città di Rheinau l'abate esercitò l'alta e bassa giustizia per mezzo del suo asfoscatto e, dal 1460 , del balivo svizzero di Turgovia. Il 6 marzo 1798 i diritti temporali dell'abbazia cessarono.
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g) L'abbazia di Einsiedeln, con la concessione da parte di Ottone I (x7 ott. 947) del privilegio della libera elezione dei suoi abati e dell'immunità, ebbe il fondamento dello Stato abbaziale che comprendeva la regione di Einsiedeln e beni e diritti in altre regioni. La potenza temporale dell'abbazia cessò definitivamente con la fine del sec. xviri.
h) L'abbazia di Muri (Argovia), fondata nel 1027 dagli Asburgo e posta sotto la protezione imperiale sin dal 1164, passò sotto la protezione dei Confederati, dopo la conquista dell'Argovia (1415). L'imperatore Leopoldo I accordò agli abati il titolo di principe dell'Impero(1701), ma meno di un secolo dopo i diritti temporali dell'abbazia vennero soppressi dalla rivoluzione elvetica (1798).
i) L'abbazia di Engelberg, fondata nel 1120, fu posta sotto la protezione imperiale da Enrico V (28 dic. 1124); però a cominciare dal 1415, l'abbazia dovette accettare la protezione dei Cantoni Svizzeri. I diritti temporali dell'abbazia furono soppressi nel 1798 e il suo territorio annesso all'effimero esotone dei Walderätten, poi a quello di Nidwalden (1803) e finalmente di Obwalden (1815).
i) Altri monasteri dell'antica diocesi di Costanza, pur non raggiungendo l'importanza delle grandi abbazie sopra ricordate, furono a capo di notevoli signorie. Tali furono i monasteri: di Stein sul Reno (Sciaffusa) soppresso nel 1525; di Allerheiligen a Sciaffusa, che beneficò dei privilegi dei Nellenburg confermati da Gregorio VII e Enrico V, soppresso nel 1524; di Fischingen (Turgovia), fondata ca. il 1133, che perdette i suoi diritti temporali nel 1798; di Sankt Johann di Toggenburg, fondata nel 1152 e incorporata a S. Gallo nel 1555 ; il priarato di S. Leodegario attorno al quale sorse la città di Lucerna; questo priorato nel sec. Ix dipendeva dalla abbazia alsaziana di Murbach. Quando Lucerna tentò di emanciparsi, l'abbazia di Murbach pose il priorato di S. Leodegario sotto la protezione del vescovo di Costanza (1253) e cedette i suoi diritti temporali a Rodolfo I di Austria (16 apr. 1291). Il priorato ottenne da Callisto III di erigersi in Collegiata nel 1453. Da segnalare infine due monasteri femminili che ebbero pure una notevole importanza: l'abbazia o il Fraumünster di Zurigo, dotata il 21 luglio 853 da Ludovico il Germanico, soppressa nel 1524, divenne un capitolo di canonichesse, riservato alla nobiltà e la badessa ebbe il titolo di principessa dell'Impero; l'abbazia di cononichesse di Sanckingen, costruita in un'isola del Reno (Baden) che figura in documenti a cominciare dall'878. La badessa fu dichiarata principessa dell'Impero da Alberto I nel 1307. Gli ultimi residui della sua potenza temporale scomparvero con la soppressione del 1805.
m) A nord ovest della S. si estendeva prima del 1729 il principato dei vescovi di Basilea, il più importante della regione con quello di S. Gallo. L'origine del potere temporale dei vescovi di Basilea risale alla donazione fatta da Rodolfo III di Borgogna nel 999 ad Adalberto II della ricca abbazia di Grandval nel Giura, fondata nel sec. viI dei monaci di Luxeull, che resistette sino al 1210 per conservare la sua indipendenza. I diritti temporali sulla città di Basilea riconosciuti al vescovo da Enrico II (1030) furono quanto mai oggetto di contrasti tra abitanti e vescovo, nonostante l'istituzione sin dal sec. xir di un consiglio di città. Nel 1521 la città si emancipò dal vescovo e nel 1529 passò alla riforma. Il vescovo trasportò allora la sua sede a Porrentruy e tentò di restaurare il suo principato, che fu nuovamente e duramente provato durante la guerra dei Trent'anni, soprattutto tra il 1635-50, e durante la Rivoluzione francese. Nel 1803 l'ultimo principe vescovo perdette tutti i suoi territori posti sulla riva destra del Reno. Dal 1579 al 1735 i principi vescovi furono alleati dei 7 Cantoni cattolici, di poi sino alla rivoluzione prevalse la politica di avvicinamento alla Francia.
n) I vescovi di Losanna possedettero un principato il cui territorio s'accrebbe durante il medioevo, nono-

(da L. Riondei, La azione fantesire da cimetiare d'Aquase et la basilique du XIv alvès, in. Fallesia, 8 [1221], sec. a colani f. 1.1
Svizzera - Arcosolo decorato a losanghe con croce gemmata (sec. viII), ritrovato nel 1947 in occasione dei lavori di ingrandimento della chiesa abbaziale. Acquerello di E. Correvon - St-Maurice.
stante le rivalità di potenti famiglie feudali, come i conti del Genevese, di Gruyère, di Savoia e dei baroni di Blonay. Il vescovo ebbe il titolo di principe vescovo e partecipò alle diete imperiali almeno sin dal 1123. Nel 1137 il vescovo, S. Amedeo, concesse franchigie a Losanna e sin d'allora compare il consiglio di città, ma gli abitanti cercarono a più riprese di esimesi dall'autorità vescovile. Nel 1434 Losanna è dichiarata città imperiale; nel 1481 si realizza l'unità tra città alta e città bassa e nel 1529 si ha l'elezione di un borgomastro. L'occupazione, da parte dei Bernesi, di Losanna e del paese di Vaud (1536), con la successiva imposizione della Riforma, pose fine al principato episcopale.
o) L'abbazia di Romainmôtier, diocesi di Losanna, priorato cluniacense nel sec. x e largamente dotata da Rodolfo III, ebbe una piccola signoria, che fu governata con una saggia amministrazione fino all'occupazione bernese del 1537. Nella stessa diocesi di Losanna, l'abbazia di Payerne, fondata nel sec. x e passata a Cluny, ricevette dai Rodolfini una notevole dotazione; qui pure l'invasione dei Bernesi del 1536 pose termine ai diritti temporali dell'abbazia.
p) I vescovi di Ginevra figurano già in possesso di un potere temporale sin dal sec. xi, potere che è loro contrastato dai conti di Ginevra. Nonostante l'accordo di Seyssel del 1124, i conti di Ginevra, detti poi del Genevese, continuarono a suscitare conflitti contro il vescovo, al quale Federico I nel 1154 riconobbe i diritti di principe vescovo. Dal sec. xiri sono i conti di Savoia che tentano di dominare la città, ma questa, organizzata municipalmente, preferì rimanere sotto la signoria episcopale. Però dal 1444 in poi i ducbi di Savoia riuscirono ad impossessarsi del vescovato ponendovi membri della loro casa o ad essa ligî. Questa intromissione preparò, per reazione, il terreno alla Riforma che la città abbracciò nel 1535. Le armate bernesi, accorse in aiuto alla città sose. diata dai Savoia ( 1536 ), assicurarono il trionfo della Riforma e Ginevra si poté proclamare repubblica.Il vescovo, cacciato dalla città nel 1533, stabilì la sua sede ad Annecy, continuando fino al 1802 a portare il titolo di principe vescovo.
q) La Signoria temporale dei vescovi di Sion risale al 999, anno in cui Rodolfo III di Borgogna cedette loro la contea del Vallese. Nel 1189 Enrico VI dichiarò il vescovo di Sion immediatamente soggetto all'impero, e il titolo di principe comincia a figurare sin dal 1249. Per amministrare il loro territorio i vescovi si servirono dapprima di a ministeriales a ereditari, sostituiti a cominciare dal sec. xiri con funzionari amovibili. Nel 1339 già funziona un consiglio generale del paese, detto poi a diena e il principato dei vescovi di Sion ebbe all'esterno un terribile nemico nei conti di Savoia e all'interno la costante azione dei democratici, o patrioti che tendevano a ridurre
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(fol. A. Steiner)
Svizzera - Absida sud della chiesa del monastero di S. Giovanni gli affreschi del catino e della prima zona sottostante, scoperti nel 1948, sono d'epoca carolingia, quelli delle zone inferiori sono della fine del sec. xit - Müstair.
sempre più i poteri vescovili. I patrioti riuscirono a far proclamare la repubblica nel 1627 e il vescovo dovette cedere i suoi poteri nel 1634 ad eccezione di alcune prerogative onorifiche. Il vescovo rimase nominalmente capo dello Stato fino al 1798; dal 1815 al 1847 gli fu riconosciuta una partecipazione limitata al potere legislativo.
r) L'abbazia di St-Maurice nel cantone del Vallese, fondata nel 315 dal re Sigismondo, fu da questi largamente dotata, ragione per cui i duchi Norberto ( 735 ca.), Uberto ( 856 ), Corrado (864), suo figlio re Rodolfo I di Borgogna e i suoi successori sino al 1032, poi i conti di Savoia, ne ambirono i beni temporali. Gli abati si trovarono a capo di un conglomerato di signorie, rette da statuti assai diversi e sparse nel Vallese e Vaud, nel Giura francese, nella regione di Grenoble e in Valle d'Aosta. Questi domini erano amministrati dapprima da una serie di a ministeriales " e poi da castellani. Gli abati avevano il diritto di alta giustizia che essi esercitavano per mezzo di tribunali regionali e godevano di poteri legislativi e amministrativi. I diritti temporali di St-Maurice ricevettero un duro colpo dalle conquiste vallesane, bernesi e friburgesi degli anni 1475-76 e 1536. Dal 1571 in poi l'abbazia dovette sottostare alla protezione del cantone del Vallese. Il dominio temporale degli abati cessò con la rivoluzione del 1798.
s) I capitoli cattedrali di Losanna, Ginevra e Sion possedettero pure, talvolta con il diritto di alta giustizia, numerose signorie amministrate da a ministeriales " vari, ereditari, o da castellani amovibili. Anche la prevostatura del Gran S. Bernardo ebbe il suo dominio temporale.
t) Nel Cantone Ticino, il vescovo di Como possedette sin dall'evo carolingio vari diritti temporali che, a cominciare dal sec. xir, dovette cedere al comune di Como. Altra notevole signoria ecclesiastica fu quella del capitolo metropolitano di Milano costituita dalle valli cosiddette ambrosiane di Leventina, Blenio e Riviera. L'origine di questa signoria risale al sec. x; sin dal sec. xir
si costitul nelle predette valli un vero Stato ecclesiastico o contea (donde il titolo di conte dato ai canonici della metropolitana di Milano) con vita comunale, consiglio generale e statuti. I Visconti nel sec. xiv ricevettero poi l'investitura del dominio temporale di Como e dei Canonici di Milano nel Cantone Ticino. Gli Svizzeri occuparono la Leventina sin dal 1403 e il capitolo milanese rinunció definitivamente al suo potere temporale sulle valli ambrosiane nel 1487.
7. Vita religiosa. - a) Come si vede, numerose e vaste regioni della S. attuale si trovarono poste durante il medioevo e talvolta sino alla fine dei sec. xvin, sotto il governo temporale di principi o signori ecclesiastici : vescovati, abbazie e capitoli, unendo i due poteri, spirituale e temporale, contribuirono potentemente allo sviluppo religioso e al progresso civile del paese. Vescovati e monasteri divennero centri culturali di alta importanza, i cui benefici influssi si facevano sentire anche nelle più lontane regioni del loro dominio temporale.
Dal punto di vista strettamente religioso, i confini della diocesi non coincidevano con quelli politici. Soltanto Sion e Losanna non oltrepassavano o quasi i confini della S. attuale. La maggior parte della S. tedesca apparteneva alla diocesi di Costanza che si estendeva anche nella Germania del sud. Coira raggiungeva il Vorarlberg e il Tirolo. Basilea comprendeva tutta l'alta Alsazia e Ginevra tutta la Savoia del nord. Ca. il 1500 esistevano nel territorio attuale della S. 66 decanati o arcipreture. Il cartolario di Losanna del 1228 registra per questa diocesi 301 parrocchie; i conti delle decime papali per la diocesi di Sion segnalano 64 parrocchie nel 1364 e 67 nel 1428. I registri delle visite pastorali della diocesi di Ginevra ne contano 529 nel 1445 . Mentre l'organizzazione parrocchiale aveva raggiunto il suo pieno sviluppo nella diocesi di Losanna, sin dal sec. xili nelle regioni alpine le parrocchie erano poco numerose, nonostante le grandi distanze : ciò era dovuto alla scarsa densitú della popolazione.
b) Tutte le regioni svizzere contano numerosi santi : i più noti sono i martiri Tebei (v.) con a capo s. Maurizio (v.). Nella diocesi di Sion si venivano i vescovi: Teodoro (m. alla fine del sec. iv), Salvio o Silvio (425-50), Amato (m. alla fine del sec. viI), Garino cistercense (11381150); nella diocesi di Losanna i vescovi Mario (m. nel 594), Protasio (m. nel 639), Amodeo di Hauterive (11441159), Bonifacio Clutine (1230-39); nella diocesi di Coira: Asinio (451), Valentiniano (m. nel 548), Urisizino (754-58), Adalgott (1151-60); nella diocesi di Costanza : Corrado ( 934 -75), e Gcbardo II (979-95). Tra i monaci sono da ricordare: s. Romano fondatore nel sec. v di Condat e Romainmôtier; s. Ambrogio (m. nel 520), uno dei primi abati di St-Maurice; s. Imiero, eremito sul finire del sec. vi; s. Ursanno discepolo di s. Colombano (m. nel 615) come s. Gallo (m. ca. il 630-45); s. Amato (m. ca. il 630) eremita nei pressi di Agasino, poi abbate di Remiremont, nei Vosgi; s. Sigialberto e s. Placido a Disentis (sec. viII); s. Otmaro (m. nel 759), restauratore della vita monastica a S. Gallo; s. Magno (m. nel 750) e s. Notchero il Balbulio (m. nel 952), ambedue monaci di S. Gallo.
c) Le vicende storiche medievali offrirono a vari papi l'occasione per attraversare la S.: Stefano II fu incontrato dagli ambasciatori di Pipino il Breve a St-Maurice (753); s. Leone IX (1049-54) e il b. Eugenio III (1145-53) passarono per la S. ed Eugenio III consacró la chiesa di St-Maurice (1148); il b. Gregorio X, dopo il Concilio di Lione, raggiunse l'Italia attraverso la S. e consacró la cattedrale di Losanna (1275). In occasione della lotta tra Guelfi e Ghibellini, i vescovi della S., i quali tenevono il loro potere temporale dall'imperatore, si schiararono generalmente in favore di quest'ultimo. Identico atteggiamento ebbero i primi Stati Confederati. Ad iniziativa del vescovo Ugo di Losanna si deve la proclamazione della Tregua di Dio, avvenuta a Montriond nel 1036 alla presenza degli arcivescovi e vescovi, dei signori e del popolo del regno di Borgogna.
d) Dal sec. xir al sec. xiv sul territorio svizzero si stabilirono vari Ordini religiosi i quali vi eressero numerosi monasteri e conventi; la maggior parte soppressi all'epoca della Riforma o in occasione dei moti anticattolici della
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fine del sec. xvili e del sec xix. I Cistercensi comparvero nel 1124 a Lucelle nella diocesi di Basilea; i Premostratensi nel 1126 a Lac-de-Joux (Vaud); i Certosini nel 1146 a Gujon (Vaud); i Francescani nel 1216 a Lugano; i Domenicani nel 1229 a Zurigo; gli Agostiniani nel 1236 a Friburgo; gli Antoniani nel 1304 a Basilea. Fino al sec. xI-xit nei capitoli cattedrali si conduceva vita regolare, cosi pure, e più a lungo, in una cinquantina di Collegiate, delle quali la più antica è quella di Solothurn (742). Numerosi erano pure i monasteri femminili : moniali cistercensi, Clarisse e Canonichesse Regolari.
8. Dallo scisma d'Occidente alla Riforma. - Le regioni svizzere di lingua francese furono costantemente per Avignone, il che non fa meraviglia se si tiene presente che l'antipapa Clemente VII apparteneva alla famiglia dei conti di Ginevra. Le regioni di lingua tedesca furono invece divise e tentennanti : il duca d'Austria Leopoldo III (m. nel 1386) ponendosi sotto l'obbedienza avignonese trasse al suo seguito i monasteri di S. Leodegario di Lucerna, Muri, Allerheiligen di Sciaflusa, S. Urbano, Wettingen, Kappel e i Capitoli di Beromünster, Ze fingue, Schönenverd e Solothurn. Per reagire contro gli Absburgo, gli Stati di Lucerna, Zurigo, Zug, Glarus, Schwya e Nidwalden con i monasteri di S. Gallo, Einsiedeln, Engelberg. Stein am Rhein, Zurzach e Frienisberg si tennero fedeli a Roma. I Cantoni di Berna, Uri e Obwalden e la città di Basilea non furono costanti nella loro politica religiosa e si rivolsero ora all'una ora all'altra obbedienza. La diocesi di Ginevra fu sempre per l'obbedienza avignonese, mentre le altre diocesi conobbero due elezioni episcopali: una avignonese, l'altra romana. Di questo periodo sono noti i Concili di Costanza( $(v)$, che pose termine allo scisma con l'elesione di Martino V, e di Basilea (v.) che culminò con l'elezione dell'antipapa Felice V (v.), incoronato a Basilea il 24 luglio 1440 , e che si sciolse a Losanna il 25 apr. 1449, dopo aver accettato le dimissioni dell'antipapa ed acclamato Niccolò V. Per nove anni quindi la S. riconobbe l'autorità dell'antipapa.
I numerosi personaggi ecclesiastici e laici che parteciparono ai predetti Concili portarono nella S. l'aura della rinascenza e l'umanista Enea Silvio Piccolomini che risiedette a Basilea, dall'apr. 1432 al sett. 1433 e dalla primavera del 1436 al nov. del 1442 , divenuto papa sotto il nome di Pio II, concesse al Consiglio della città di Basilea il privilegio di creare una Università che fu aperta il 4 apr. 1460 e che rimase unica in S. fino al sec. xix.
La fine dello scisma d'Occidente e il ristabilimento dell'unità pontificia segnò per la S. l'inizio d'una intensa restaurazione religiosa : i vecchi Ordini si rinnovarono ed altri nuovi vi si stabilirono, come i Carmelitani nel 1425 a Géronde nel Vallese, i Servi di Maria nel 1471 a Mondrisio, le Clarisse riformate da s. Coletta nel 1422 a Vevey (Vaud); diverse chiese vennero restaurate e numerose altre costruite, nel solo Cantone di Solothurn, ad es., furono edificate ben 40 chiese nel mezzo secolo che precedette la Riforma; alcuni santi vi esercitarono una benefica azione riformatrice, basti ricordare la predicazione di s. Vincenzo Ferreri nella S. Romanda (14031404), l'opera di s. Coletta (v.), la vita ascetica della b. Lodovica di Savoia (m. nel 1503) a Orbe (Vaud), e l'influsso veramente straordinario di s. Nicola della Flue (v.). Indisi del generale risveglio religioso sono anche: $1^{\circ}$ la diffusione della divozione al S. Nome di Gesù, unito talvolta a quello di Maria; $2^{\circ}$ l'erezione di molte confraternite; $3^{\circ}$ la costituzione di varie corporazioni d'arti e mestieri sotto il patronato di alcuni santi; e $4^{\circ}$ la creazione della Guardia Svizzera (v.), segno di un profondo amore per la S. Sede.
9. Dallo riforma ai giorni nostri. - Il risveglio religioso svizzero del sec. xv ebbe nella prima metà del secolo seguente un violento contraccolpo con l'introduzione e la rapida diffusione della Riforma che trovò un terreno principio nel malcontento che serpeggiava contro i vescovi e abati principi, spesso stranieri e commendatari, per conflitti di giurisdizione temporale, e contro il clero regolare e secolare per la vita mondana di parte di esso (lo scandalo di Jetzer a Berna) ed anche nello stato di agitazione spirituale in cui versavano alcune regioni, come Basilea dove fioriva l'umanesimo svizzero con Erasmo, e dove si
erano dati convegno uomini, taluni eminenti, indiziati sia religiosamente come politicamente. In questo ambiente ebbero facile presa le dottrine eterodisse di Lutero ( $1520-36$ ) e soprattutto di Ulrico Zwingli (v.) e la loro ribellione contro l'autorità ecclesiastica. Zurigo, con l'assenso delle pubbliche autorità civili, divenne sin dal 1519 il centro propulsore della propaganda zwingliana che imperversò in vari Cantoni e regioni suddite o alleate, grazie all'opera di fanatici predicatori, celebre tra tutti Giovanni Ecolampadio (v.) che diffuse le dottrine zwingliane a Basilea. Quivi governo e università si opposero dapprima alle novità riformatrici, ma nel 1529 i cattolici vennero sopraffatti e i novatori si abbandonarono a tali eccessi che Erasmo e vari suoi ammiratori disgustati lasciarono la città per recarsi a Friburgo in Br. Con il 1528 la predicazione zwingliana già si era diffusa a Sciaffusa, Glarus, Appenzell Ausser Rehden, Berna, S. Gallo e nei Grigioni. Inoltre sin dal 1525 erano comparsi a Zurigo e a S. Gallo gli anabattisti contro cui si accanirono gli stessi seguaci di Zwingli. Rimassero fedeli alla Chiesa cattolica e tentarono di arginare lo scisma i Cantoni di Schwyz, Uri, Unterwalden, Lucerna e Zug; Solothurn fu per poco tempo tentennante di fronte alla nuova predicazione; altri cantoni furono costretti a scindersi in due parti.
Se la conferenza religiosa che i Cantoni cattolici promossero contro Zwingli e che si tenne a Baden nel maggio 1526 con la partecipazione del celebre teologo Giovanni Eck (v.) fu per loro salutare, essa portò ad un inasprimento di rapporti con i Cantoni contaminati dalla predicazione zwingliana. Nel 1527 Zurigo strinse la "comborfhesia cristiana" con Costanza cui si associarono nel 1528 Berna, Basilea ed altre città; dal canto loro i Cantoni cattolici non vollero rimanere isolati e nel 1529 si univano tra loro e con l'Austria; a questa "alleanza cristiana" parteciparono pure Friburgo e il Vallese. L'urto armato non si fece aspettare; le ostilità del 1529 , subito sospese da un accordo favorevole ai riformati, furono poi riprese violentemente nel 1531 . I cattolici prevennero allora i Cantoni riformati e l'11 ott. 1531 questi ultimi perdettero la battaglia di Kappel, dove trovò la morte lo stesso Zwingli. Condizioni precipue della pace fu che i Cantoni non si molestassero per causa di religione e che il culto cattolico venisse rispettato nelle regioni suddite comuni (Turgovia, Argovia, Ticino, ecc.) che in tal modo vennero in buona parte sottratte all'influsso dei riformati; però i cattolici non seppero trarre tutti i vantaggi che offriva loro la vittoria. La situazione ottenuta dalla vittoria del 1531 si protrasse fino alla seconda guerra di Villmergen del 1712 , in cui ebbero il sopravvento i riformati, essendo loro fallita la prima campagna di Villmergen nel 1656.
Terminata la guerra con i Cantoni cattolici, Berna si volse verso l'occidente e nel 1536 venne in aiuto a Ginevra che tentava di liberarsi dai duchi di Savoia, la regione di Vaud, le città di Losanna, Vverden, Morges e Vevey accolsero i bernesi ed accettarono le dottrine riformate, mentre il Vallese rimaneva fedele alla religione
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(Int. Jarger)
Svizzera - Particolare del cenotafio dei Conti di Neuchâtel (sec. xiv-xy).
cattolica. Ginevra, liberatasi dai Savoia, cadde nell'orbita di Berna con cui era in "comborghesia" sin dal 1526 e quindi i riformatori vi ebbero libero piede, fra cui G. Farel e Calvino (v.) che vi comparve nel 1536 . Però, essendo la dottrina calvinista in contrasto con quella dei bernesi, questi aiutati da un partito loro favorevole riuscirono a cacciare dalla città Calvino e i suoi fautori (1538); Calvino tuttavia pregato dalla città ginevrina vi rientrò da trionfatore nel sett. 1541 e vi rimase da vero dittatore fino alla morte ( 1564 ), assicurando così il trionfo della sua "Città-Chiesa". Per motivi politici Calvino fece pace con i teologi di Zurigo nel 1549 (consensus Tigurinus; la "a" Confessione Elvetica" del 1566 doveva poi rafforzare definitivamente il protestantesimo svizzero) e, nel 1557, si fece rappresentare a Worms dal discepolo e poi continuatore Beza (v.). Con la morte di Calvino la configurazione religiosa della S. era fissata e tale rimase ad eccezione di lievi mutamenti sino ai giorni nostri. I Cantoni riformati usarono nei confronti della Chiesa cattolica i più drastici metodi di persecuzione e i cattolici rimasti nei loro territori furono di frequente duramente oppessi. I vescovi di Basilea e Ginevra dovettero cambiare la loro sede e i loro territori furono notevolmente ridotti; monasteri e capitoli collegiati furono soppressi e altri ridotti nei loro beni; le giurisdizioni temporali ecclesiastiche soppresse e le chiese vennero profanate. Giova però ricordare che dal canto loro i Cantoni cattolici punivano di morte gli apostati.
Pur non affrettandosi a porre in esecuzione i decreti del Concilio di Trento, i Cantoni cattolici strinsero il 10 apr. 1565 alleanza con Pio IV e dopo lunghe trattative e per interessamento di s. Carlo Borromeo (cui la S. cattolica deve molto), Gregorio XIII mandò loro il a maggio 1579 un nunzio ordinario, nella persona di Giov. Francesco Bonhomini, vescovo di Vercelli (il primo nunzio non ordinario fu Giov. Ant. Volpi nel 1559-63). I nunzi portarono un notevole contributo per la riforma cattolica svizzera, in cui gareggiarono con molti membri del clero secolare, i gesuiti e i cappuccini. I rapporti con la S. Sede generalmente buoni conobbero momenti difficili, ad es., nel sec. xvili per la polemica sorta circa i poteri del nunzio e per alcune inframmettenze civili in questioni ecclesiastiche, come a Coira e a Lucerna. Sul finire del secolo la S. fu largamente ospitale verso i sacerdoti e i profughi politici perseguitati dai rivoluzionari francesi.
Nel sec. xix la Chiesa cattolica in S. fu di nuovo duramente perseguitata. Le prime avvisaglie si ebbero dal 1797 con l'invasione francese e la creazione della Repubblica Elvetica (1798-1802), che cacciò dal suo territorio, il 9 luglio 1798 , il nunzio apostolico e soppresse tutte le giurisdizioni temporali ecclesiastiche. Durante il periodo napoleonico e subito dopo la restaurazione si ebbero vivaci questioni per l'erezione di nuove diocesi o la sistemazione delle antiche, che furono regolate da varie
convenzioni con la S. Sede, raccolte ora nel III vol. del Lampert. Ma la lotta aperta contro la Chiesa cominciò nel 1830 e fu condotta con tutti i mezzi dal partito radicale che trionfò nel 1847 con la sconfitta del Sonderbund (v. sopra). La persecuzione si intensificò ancora al tempo del Kulturkampf (v.) tedesco. Ma ormai il radicalismo andava lentamente moderandosi e i cattolici svizzeri ne approfittarono subito per «tprendere le loro attività e rimarginare le ferite inflitte dalla persecuzione : essi si distinsero soprattutto nel campo sociale, con la creazione di sindacati e di numerose opere di assistenza per la classe operaia, e in quello culturale con l'erezione dell'Univ. Cattolica di Friburgo (1889), divenuta in breve tempo un centro internazionale di alta cultura. Anche nel campo politico essi ottennero notevoli successi e il cattolico ticinese Giuseppe Motta (m. il 23 genn. 1940) venne eletto per 5 volte dal 1915 presidente della Confederazione. Durante le guerre mondiali 1914-18, 1939-45 i cattolici svizzeri si distinsero per le loro opere di assistenza alle popolazioni civili colpite e ai prigionieri di guerra; e furono proprio questi contatti caritativi della "Missione cattolica svizzera" con la S. Sede che indussero quest'ultima ad inviare nel 1917 un rappresentante presso il Governo Federale, elevato il 17 ag. 1920 al grado di Nunzio Apostolico.
I cattolici sono tuttora 1.666 .000 distribuiti in 6 diocesi tutte immediatamente soggette alla S. Sede: Basilea e Lugano, Coira, Losanna Ginevra e Friburgo. S. Gallo, Ston; e due abbozie - nulline»: St-Maurice e S.ssa Vergine Maria di Einsiedeln. I cantoni Cattolici sono: il Vallese, Ticino, Obwalden e Nidwalden (Unterwalden), Schwyz, Uri. Appenzell Inner Rhoden, Lucerna, Zug e Friburgo. I protestanti sono 2.300 .000 . I Cantoni con assoluta maggioranza protestante sono: Vaud, Neuchâtel, Zurigo, Sciaffusa, Appenzell Ausser Rhoden, Glarus, Grigioni; con lieve maggioranza protestante: Ginevra, Berna, Solothurn, Basilea (città e campagna), Argovia, Turgovia e S. Gallo.
Bibl.: oltre le opere indicate nelle bibli. dei paragrafi II e III, si v. Ch. Woeste, Hist. du Culturbampf en Suisse, 1571-86, Bruxelles 1887; E.A. Stückelberg, Die schmeizerischen Heiligen des Mittelalters, Zurigo 1903; Pastor, IV, p. 489 sgg.; VII, p. 343 sg.; IX, pp. 515-32 e passim in altri voll.; Rev. d'hist. eccles. Suisse, dal 1907 a tutt'oggi (ricchissimo materiale); G. Hergenrother-G.F.Kirsch, St. Universale della Chiesa, vers. it., E. Rosa, Firenze 1904-10 (soprattutto voll. vi e viI con ricca bibl., v. indice generale); L. Duchesne, Pastes épice, de l'ancienne Gaule, I, $2^{\circ}$ ed., Parigi 1907, pp. 225 sgg.; III, ivi 1913, p. 219 sgg.; M. Besson (le opere che interessano sono elencate nella sua voce); Alb. Brackmann, Hatsatia Pontifexia, 2 voll., Berlino 1927; U. Lampert, Kirche u. Staat in der Schweiz, 5 voll., Friburgo di S. 1929-39; Th. Schwegler, Gesch. der Kati. Kirche in der Schweiz, $2^{\circ}$ ed., Starn 1943 (ricca bibl. sistematico, pp. 341-58).
Leone Dupont Lachenal-A. Pietro Frutaz
V. Relazioni con la S. Sede. - Condizione giuridica della Chiesa. - Attesa la particolare configurazione politica della S., la situazione giuridica della Chiesa va considerata secondo le singole circoscrizioni ecclesiastiche, nelle quali è diviso il territorio della Repubblica.
1. Diocesi di Losanna, Ginevra e Friburgo. - Abbraccia i Cantoni di Friburgo, Vaud, Ginevra e Neuchâtel. Il governo non ha ingerenza nella nomina del vescovo, né in quella dei parroci, fatta eccezione per il parroco della cattedrale di S. Nicola di Friburgo, eletto dalla borghesia della città fra tre candidati presentati dal vescovo (bolla Sollicitudo omnium Ecclesiarum, 17 ott. 1924, AAS, 17 [1925], pp. 56-61). Il governo cantonale entra in merito, invece, nella nomina dei dieci canonici residenziali del Capitolo di S. Nicola secondo le norme stabilite nella bolla citata. 2. Diocesi di Basilea e Lugano. Si estende nei Cantoni di Solothurn, Lucerna, Berna, Argovia, Zug, Basilea, Turgovia, Sciaffusa. E ancora vigente la Convenzione stipulata tra Leone XII ed i Can-
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toni di Lucerna, Berna, Solothurn e Zug il 26 marzo 1828, la quale regola la composizione e la dotazione del Capitolo cattedrale, la nomina dei canonici, la dotazione della mensa vescovile e del seminario, e conferisce al senato della Cattedrale il diritto di nomina del vescovo, previo accertamento che nessun candidato preso in considerazione sia persona poco grata ai governi cantonali (breve Quod ad rem dello stesso Pontichio in data 15 ett. 1828). Accordi successivi e più recenti hanno regolato la nomina dei prevosti e dei canonici delle due collegate di S. Leodegaris in Lucerna e di S. Michele in Berzenünster, dei rettori dei benefici curati, dei professori di teologia nel seminario e dei maestri di religione nelle scuole cantonali, ed il trattamento economico dei medesimi da parte del governo. 3. Diocesi di S. Galle. - Comprende i Cantoni di St. Gallen e degli Appenzell. Secondo la Convenzione del 7 nov. 1845 , tuttora in vigore, il vescovo è eletto dal Capitolo cattedrale e deve essere persona non ingrata al Supremo Consiglio cattolico, che nel Cantone omonimo ha la cura degli interessi della parte cattolica. E inoltre necessario il previo nulla osta della S. Sede. 4) Diocesi di Coira. - Comprende i cantoni dei Grigioni, Schwyz, Ob-und-Nid-Walden, Uri, Glarus, Zurigo ed il Principato di Liechtenstein. Il Capitolo cattedrale ha il privilegio di eleggere il vescovo tra tre candidati proposti dalla S. Sede. Alcune difficoltà esistono nel Cantone di Zurigo, dove quel governo, oltre a non riconoscere il vescovo di Coira, riconosce soltanto tre delle oltre venti parrocchie esistenti nel territorio, e ad esse solo concede sovvenzioni. 5. Diocesi di Sion. - Comprende il Cantone del Valleus, esclusa la parte affidata all'abbazia nullus di St-Maurice. La nomina del vescovo è fatta liberamente dalla S. Sede, previa assicurazione che nulla, dal punto di vista politico, si apponga alla elezione del candidato. 6. Amministrazione apostolica dal Ticino. - E stata oggetto di tre Convenzioni: del $1^{\circ}$ sett. 1884, del 23 sett. 1884 e del 16 marzo 1888. Il Ticino è aggregato nominalmente alla diocesi di Basilea, il cui vescovo porta anche il titolo di Lugano. Di fatto, però, costituisce una diocesi vera e propria, distinta ed indipendente. La nomina è fatta dalla S. Sede d'intesa con il vescovo di Basilea e deve cadere su un sacerdote ticinese. L'amministratore ha carattere episcopale.
Le altre questioni che riguardano la condizione giuridica della Chiesa, quali la personalità giuridica della Chiesa medesima, la protezione della religione cattolica da parte dello Stato come religione del popolo, la libera amministrazione dei beni ecclesiastici, la loro esenzione dalle imposte, la libertà d'insegnamento, l'insegnamento religioso, il riconoscimento giuridico degli Ordini e congregazioni religiose, i contributi governativi ad enti ecclesiastici ed a spese di culto in genere, ecc., hanno soluzione diversa da contone a cantone. Tutte le Costituzioni, comunque, garantiscono la libertà di coscienza, di religione e di culto. La S. Sede ha relazioni diplomatiche con la S. Un nunzio apostolico è accreditato presso il governo federale, ma senza reciprocità.
Bbz.. U. Lampert, Kirche und Staat in der Schweiz, in Chiesa e Stato, Studi stor. e giur. per il decennale della Cusciliaz. tra la S. Sede e l'itolin, II, Milano 1939, p. 465 sgg. Ippolito Rotoli
VI. Letteratura. - Sarebbe più esatto dire «letterature», trattandosi di un paese trilingue, anzi quadrilingue. La produzione letteraria svizzera in tedesco, francese e italiano potrebbe far pensare a un'appendice estera delle letterature in quelle lingue. Ciò è vero solo in una certa misura: esistono, infatti, numerosi scrittori, ingegni e tendenze che appartengono propriamente alla S. L'esposizione sarà limitata ai secc. xix-xx: il Seicento e il Settecento - se si fa astrazione di Rousseau, che appartiene più alla Francia che alla S., e di Pestalozzi, ispirato pedagogo piuttosto ch