; tornato in Toscana, condusse gli affreschi del Giudizio nella collegiata di S. Gimignano; nel 1395 dipinse a Pisa per la cappella Sardi in S. Francesco una pala, emigrata poi nel Museo di Grenoble; nel 1397 il Battesimo di Cristo per il battistero di Triora; nel 1400 firma e data il trittico nella Compagnia di S. Caterina della Notte in Siena e nel 1401 il grandissimo trittico con l'Assunzione per il duomo di Montepulciano, la più vasta pittura su tavola di tutta la scuola senese. Dal 1406 al 1408 affrescò le Storie della Vergine (ora in parte ridipinte) nella cappella interna del Palazzo pubblico di Siena: il ciclo si completa con gli affreschi dell'anticappella, eseguiti nel 1414. Del 1409 è l'Annunciazione tre i is. Cosina e Damiano della Pinacoteca di Siena (n. 131), una delle sue opere più importanti. L'ultimo suo lavoro datato è la Madonna del 1418 nel Museo Fogg di Cambridge, Mass. (U.S.A.). T. concluse nobilmente sull'avanzato Quattrocento la tradizione pittorica iniziata nella prima metà del Trecento con i Lorenzetti : artista privo di slanci, ma sempre dignitoso e corretto, contribuì a diffondere nuovamente la pittura senese oltre i confini della sua città, in Liguria come in Umbria e in Sicilia.
BibL.: Thieme-Becker, XXXII (1938), pp. 395-97 con la bibl. precedente; Venturi, V (1907), p. 750 sgg.; P. Toesca, Il Trecento, Torino 1951, pp. 601-602; E. Sandberg Vavala, Sienese studies, Firenze 1953, pp. 218-23. Enzo Carli
TADDEO di SANT'ADAMO: v. DEMESER.
TADINI, Placido. - Cardinale, n. a Moncalvo, diocesi di Casale, l'ir ott. 1759, m. a Genova il 22 nov. 1847.
Entrò giovanissimo tra i Carmelitani dell'antica Osservanza ed ordinato sacerdote ebbe numerose cariche nell'Ordine, raggiungendo quello di assistente generale. Fu penitenziere nella Basilica Vaticana, professore di teologia morale alla Sapienza e membro del Collegio teologico della stessa Università (1824-29). Stimato come uno dei più dotti religiosi del suo tempo, ebbe incarichi di grande fiducia da Pio VII e da Leone XII, consultore dell'Indice, esaminatore dei vescovi, esaminatore apostolico del clero romano. Pio VIII lo elesse, nel 1828, vescovo di Biella e Gregorio XVI lo promosse arcivescovo di Genova nel 1832, e lo creò cardinale del titolo di S. Maria in Traspontina, chiesa ufficiata dai Carmelitani. Sebbene di età avanzata governò la vasta arcidiocesi con grande zelo e con vero spirito pastorale.
Fece rifiorire la disciplina ecclesiastica, combatté energicamente il giansenismo, restaurò ed ampliò il Seminario, fornendolo di ottimi professori. Istituì (1842) il Convitto ecclesiastico per i sacerdoti vecchi, bisognosi ed inabili, iniziativa tuttora fiorente. Celebrò nel 1836 un Sinodo apprezzatissimo e vigorosamente sostenne s. Antonio M. Gianelli e Giuseppe Frassinetti nelle loro opere di apostolato cristiano e di riforma dei costumi. Nella vita religiosa degli Stati sardi ebbe parte notevolissima e più volte Carlo Alberto si servì del suo consiglio e prudenza particolarmente nella designazione dei vescovi.
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In alto a sinistra: TABERNACOLO di B. Cellini (sec. xvi) - Milano, chiesa di S. Antonio Abate. In alto a destra: TABERNACOLO in bronzo dorato di G. L. Bernini (sec. xviI) - Basilica di S. Pietro in Vaticano, cappella del Sacramento. In basso a sinistra: TABERNACOLO in bronzo dorato, eseguito da G. Scalzo ( $2^{2}$ metà del sec. xvi) su disegno del Riccio, con Angeli di G. Torrigiani - Roma, basilica di S. Maria Maggiore, cappella del Sacramento. In basso a destra: TABERNACOLO in bronzo, eseguito da Lorenzo di Pietro, detto il Ventilatta (1467-72), i due Angeli portacandelabri sono di Giovanni di Stefano (1489), per la chiesa dello Spedale di S. Maria della Scala - Siena, altare maggiore della Cattedrale.
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CARTELLE STENOGRAFICHE DEL CONCILIO VATICANO, III Congregazione generale del 28 dic. 1869, conservate nell'Archivio Segreto Vaticano. In alto a sinistra: Cartella di riscontro del prof. Virgilio Marchese, direttore del servizio stenografico. In alto a destra: Cartella di turno dello stenografo sac. G. L. Dehon, del Collegio francese di S. Chiara. In basso a sinistra: Cartella di turno dello stenografo sac. T. Metcalf, del Collegio americano del Nord. In basso a destra: Cartella di turno dello stenografo accolito Giovanni M. Zonghi del Collegio Capranicense.
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Bibl.: Moroni LXXII, p. 224; L. Sanguineti, Il b. Antonio M. Gianelli, Roma 1925, pp. 127, 141, 277; A. Durante, Mons. Salvatore Magnasco arciv. di Genova, Milano 1942, pp. 42-43. Mario de Camillis
TADINO (Gualdo). - Tadinum fu città romana sulla Flaminia, nell'Umbria, distrutta completamente nel sec. x; dalle sue rovine fu edificata più a nord, ai piedi della montagna, l'attuale Gualdo T.
Almeno fin dal sec. v fu sede episcopale. Nel luglio del 599 il papa s. Gregorio scrisse due lettere, l'una a Gaudioso vescovo di Gubbio e l'altra al clero e popolo di T. "diu sacerdotii proprii regimine destitutam "perché fosse ivi eletto un nuovo vescovo (cf. Jaffé-Wattenbach, nn. 1712-13). Secondo la tradizione, fu eletto, allora, il vescovo s. Facondino. La Legenda di s. Facondino, però, reperibile oggi in due redazioni diverse (la più antica nel cod. Vat. lat. 7853 della fine del sec. xiri e quella di poco più recente, tra l'altro, nel cod. Vat. lat. 3921, da cui la trascrissero i Bollandisti per gli Acta SS. Augusti, VI, Parigi 1868, p. 471 sgg.) non ha alcun riferimento cronologico. F. Lanzoni, percio, ha avanzato l'ipotesi che il vescovo Facondino di T. sarebbe da identificarsi con il Facundioso ricordato da s. Atanasio (cf. PG 25, 340) tra i quindici vescovi italiani che, pur non intervenendo di persona, approvarono il Sinodo di Sardica dell'anno 342. Probabilmente devo attribuirsi a T. anche il vescovo Gaudenzio presente al Concilio Romano del 499 perché la lezione più attendibile dei codici ha: «Gaudentius episcopus Ecclesiae Tadinensis».
Con la distruzione della città nel piano, scomparve anche la sede episcopale e il suo territorio fu annesso nel 1006 alla vicina sede di Nocera. La principale chiesa di Gualdo T., quella abbaziale di S. Benedetto, fu eretta collegiata il 26 maggio 1847 e cattedrale «honoris tantum causa" con decreto della S. Congr. Concistoriale del 2 genn. 1915 con la nuova denominazione di diocesi di Nocera Umbra (v.) e Gualdo T. Protettore della città è il b. Angelo, eremita camaldolese del sec. xiv.
Bibl.: Lanzoni, I, pp. 453-56; A. Guerrieri, Stor. civ. ed eccles. di Gualdo T., Gubbio 1933. Gino Sigismondi
TADMOR: v. Palmira.
TAGBILARAN, diocesi di. - Città e diocesi della provincia di Bohol nelle Isole Filippine.
Ha una superficie di 3976 kmq . con una popolazione di 577.167 ab. dei quali 567.122 sono cattolici. Conta 39 parrocchie servite da 51 sacerdoti diocesani e 10 regolari; ha un seminario, 5 comunità religiose maschili e 5 femminili (Ann. Pont. 1933, p. 414).
La diocesi fu creata dal papa Pio XII con la cost. apost. In sublimi dell'8 nov. 1941, quale suffraganea dell'arcidiocesi di Nome di Gesù, elevando la chiesa di S. Giuseppe al grado e dignità di cattedrale.
Bibl.: AAS, 34 (1942), pp. 25-27.
Enrico Josi
TAGENO. - Era cappellano e notaio di Dictpold, vescovo di Passau, nel 1184; m. a Tripoli prima del 3 nov. 1190.
Il suo maestro lo condusse con sé in Terra Santa e gli ordinò di redigere un diario degli avvenimenti durante la Crociata di Federico Barbarossa, dal 1189 al 21 giugno 1190. La sua Descriptio expeditionis asiatique Friderici contiene tre lettere importanti : la prima, indirizzata dal vescovo di Passau al duca d'Austria, dovette essere stata redatta da lui stesso; la seconda, inviata da Federico I; la terza, spedita all'Imperatore dalla regina Sibilla di Gerusalemme.
L'opera, pubblicata da Fruher-Struve in MGH, Scriptores, I, pp. 407-16, fu inserita, in forma abbreviata, nella Cronaca del prete Magnus Reicherspergensis in MGH, Script., XVII, pp. 509-16. Una versione parziale pubblich J. F. Michaud, in Bibliothèque des Croisades, III, Parigi 1829, pp. 25-35.
Bibl.: A. Chroust, T. Ansbert und die Historia peregrinorum, Gratz 1892, pp. 12-47; W. Wattenbach, Deutschlandgeschichtesquellen im Mittelalter, II, 6* ed., Berlino 1894, pp. 303 e 315;

(da U. Tarchi, L'arte eristiano-romanica nell'Umbria e nella Sabina, Milano (SP, ten. 68)
Tadino (Gualdo) - Chiesa di S. Benedetto, eretta nel 1251.
L. Bréhier, L'Eglise et l'Orient au moyen âge. Les Croisades, $5^{2}$ ed., Parigi 1926.
Guglielmo Mollat
TAGETE: v. ETRUSCHI, RELIGIONE degli.
TAGINO. - Enrico II, di cui era cappellano, l'impose come arcivescovo al Capitolo cattedrale di Magdeburgo.
Consacrato il 2 febbr. 1004, T. riparò una grave mancanza commessa da Ottone II, che aveva fatto sopprimere la sede di Merseburgo e l'aveva riunita a quella di Magdeburgo; ma T., resosi conto che l'evangelizzazione dei Wendi ne veniva seriamente compromessa, rinunziò a Merseburgo, che cosi venne ristabilita come vescovato. La Cronaca di Dietmaro di Merseburgo parla di T. in termini molto elogiativi T. mori il 9 giugno 1012 a Rothenburg.
Bibl.: Dietmaro, Chronicon, in MGH, Script., III, pp. 802831; K. Halbriz, Zur Biographie des Erchischops Tagina von Magdeburg, in Mitteil. des Inst. für oesterreich. Geschichtsforschung, 12 (1894), pp. 121-28; A. Hauck, Kirchengesch. Deutschlands, III, Lipsia 1908, pp. 410-20.
TAGLIACOZZO, Giovan Bernardo. - Cardinale, n. a Corcumello nella Marsica, m. a Roma il 21 genn. 1449, della famiglia Delli Ponti. Fu nominato arcivescovo di Taranto il 20 ott. 1421 e vi rinunziò nel 1445 .
Ebbe parte importante nel Concilio di Basilea ed una prima volta nell'apr. 1432 fu con Andrea arcivescovo di Colossa e col vescovo di Maguelonne delegato di Eugenio IV al Concilio; giunse a Basilea il 14 ag. e vi tenne il 23 solenne discorso in difesa dei diritti e dell'operato del Papa, proponendo il trasferimento del Concilio; il 10 sett. la sua missione era finita. Il 7 maggio 1433 fu tra gli incaricati di presiedere il Concilio, incarico che gli fu rinnovato il 14 dic., ed il 24 apr. 1434 fu con i colleghi introdotto nel Concilio. Un'altra volta ancora ritornò a Basilea nel febbr. 1437 dopo l'inizio delle trattative con i Greci, e fu oggetto di un clamoroso incidente per essersi impadronito del sigillo del Concilio, per cui fu accusato come falsario, ed imprigionato riusci a fuggire nel maggio 1437. Il 18 dic. 1439 Eugenio IV
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Tahiti, vicariato apostolico delle Isole - La Punta d'Arue.
lo creò cardinale ed il 20 maggio 1440 lo costitul legato a Napoli per procurare la pace tra Alfonso d'Aragona e Renato d'Angiò, ma non ottenne che una breve tregua. Il 7 marzo 1443 ebbe il vescovato di Palestrina; fu penitenziere maggiore e protettore dell'Ordine agostiniano.
Bibl.: Moroni, LXXII, pp. 227-28; Eubel, II, passim; Hefele-Leclercq, VII, p. 725 sgg. e passim; A. Primaldo Coco, L'archidioc. di Taranto nella luce della sua storia, Taranto 1937. Giuseppe Coniglio
TAGLIONE (TALIONE). - Uso e legge penale enunciata dapprima nel "Codice d'Alleanza" (Ex. 20, $24 ; 23,12$ ), ove si tratta dei compensi dovuti al danneggiato in caso di percosse, secondo che abbiano prodotto o no lesioni personali. "Se segue una disgrazia, porrai vita per vita, occhio per occhio, dente per dente, mano per mano, piede per piede, ustione per ustione, ferita per ferita, lividura per lividura" (ibid. 21, 23-25).
In Lev. 24, 19-20, in una serie di prescrizioni penali, si dice similmente: "Chi maltratta il suo prossimo, facciasi a lui uguale trattamento: piaga per piaga, occhio per occhio, dente per dente: quanto ha fatto ad altri sia fatto a lui». Deut. 19, 19-21 prescrive ai giudici : "Farete a lui (al falso accusatore) quello che tramava di fare al suo fratello. Così estirperai il male di mezzo a te, e i rimanenti all'udirlo s'intimoriranno. Non devi lasciarti impietosire, ma esigerai vita per vita, occhio per occhio, dente per dente, mano per mano, piede per piede". Si tratta di soddisfazione data all'offeso. L'offeso propende a rendere di più. La prescrizione mosaica, limitando la vendetta alla reciprocità, ne mitigava la durezza e specialmente ne impediva la ripercussione via via più grande, quale si sarebbe avuta in forza dell'antichissimo costume semitico della vendetta del sangue, che cointeressava tutto il clan o la famiglia dell'offeso. Simili prescrizioni avevano il Codice di Hammarubi ( $\$ 196 \mathrm{sgg}$.) e la legge romana delle Dodici Tavole, da cui viene il nome t. "Si membrum rupit... talio esto" (tav. VIII). Quella che pare una legge dura era quindi in origine una mitigazione dei rudi sentimenti primitivi. Qualcosa di sapro e immaturo si avverte anche nel fatto che la legge del t. non contempla il caso di danno volontario, ma solo il danno prodotto, qualunque sia stata l'intenzione del responsabile.
Vi è un progresso nel fatto che la legislazione, ispirata dalla costante norma di ristabilire la giustizia e la pace senza trascurare di punire la colpa, affida l'esecuzione
del t. all'autorità; la soddisfazione del privato è così sostituita dalla concezione del "tanto per tanto" come un atto di giustizia generale; nella pratica la distinzione tra lesione colpevole e involontaria si imponeva spontaneamente. In Hammurabi si osserva un ulteriore progresso: la tendenza a sostituire l'esecuzione del t. con pene pecuniarie. In Israele giunse a questo anche la giurisprudenza rabbinica (Bibbio' qromal', VIII, I sgg.), probabilmente fin dal tempo di Cristo, senza tuttavia abolire la legge.
Nel proclamare la legge cristiana, Gesù invitò i suoi seguaci, per amore, a rinunciare anche al diritto di un compenso (Mt. 5, 38-41) : come per tutti i rinnovamenti proposti nel Discorso del monte, indica una norma di perfezione religioso-morale. Anche per questo caso non impone ai pubblici poteri di trascurare la giusta punizione dei delinquenti, ma inculca ai singoli suoi discepoli la nuova legge, lasciando che la sua dottrina di carità compenetri con la sua dolcezza anche la legislazione civile.
Bibl.: H. Lesêtre, Talion, in DB, V (1912), coll. 1675-76; anon., Talion, in Enc. Eur. Am., LIX (1928), pp. 50-53; C. Perrin, s. v. in Nuovo Digesto Ital., XII, I (1940), p. 1247. Giovanni Rinaldi
TAHITI, vicariato apostolico delle Isole. - Si trova nell'Oceania orientale e comprende tutte le isole degli Stabilimenti francesi dell'Oceania, ad eccezione delle Isole Marchesi.
I primi tentativi di evangelizzazione si ebbero nel sec. xviri per opera di Manuel de Amat, viceré di Lima. I missionari francescani sbarcati a Vaiurua il 19 nov. 1772 ne ripartirono il 20 dic. del medesimo anno. Anche la seconda missione, inaugurata il $1^{\circ}$ genn. 1775 , fu abbandonata il 12 nov. dello stesso anno. Alla fine del medesimo secolo vi si stabilirono alcuni ministri anglicani. Nel 1836 i pp. Laval e Caret cercarono inutilmente di riprendere l'apostolato. Nel 1841 si poté dare inizio ad una vera e propria missione, in mezzo alle ostilità dei protestanti. Il 9 maggio 1848 le Isole T. furono erette in vicariato, allorché fu diviso il vicariato ap. di Polinesia o Oceania orientale. Comprendeva anche l'Isola di Pasqua, annessa all'arcidiocesi di Santiago del Cile con decreto dell'8 febbr. 1889 (eseguito nel 1921 dal nunzio apost.), e le Isole Cook (v.) e Manihiki, distaccate nel 1922. Nel 1875 le Isole Tuamotu erano già in gran parte cattoliche. Nelle Isole Sottovento il lavoro fu iniziato nel 1906 e nelle Isole Tubusi e Rapa nel 1908.

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Tahiti, vicariato apostolico delle Isole - Porto di Papeste.
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La superficie dell'Oceano, in cui sono sparse le Isole del vicariato, è di kmq. 4.216 .000 . La popolazione conta ca. 60.000 ab. di razza mora. I cattolici sono 13.336 , I protestanti 30.000 , gli altri sono pagani di cui ca. 6.000 cinesi. Vi lavorano i Padri Picpusiani che sono 22, fratelli 15, suore 25. Stazioni primarie 15 , secondarie 72. Scuole elementari 14 , medie 2.
BibL.: anon., La Congregation des Pères des Sacrés-Cueurs, Parigi 1928, pp. 85-101; P. O. Reilly, Tentative d'évangélisation de T. par les Francisc. espagnols, in Revue d'hist. des missions, 10 (1933), pp. 381-409; MC, 1950, p. 478. Saverio Pavoni
TAICHOW, diocesi di. - Nella parte centroorientale della provincia del Chekiang, nella Cina centrale.
Fu eretta in vicariato ap. il 10 ag. 1926 con 5 sottoprefetture civili del vicariato ap. di Ningpo (v.) e fu affidata alle cure "patrum Sinensium Congregationis Missionis", ossia ai Lazzaristi cinesi della provincia regolare della Cina meridionale. L'1 1 apr. 1946, con l'istituzione della gerarchia episcopale in Cina, fu elevata a diocesi suffraganea di Hangchow.
Ha un'estensione di 3133 kmq . Al 30 giugno 1948, su una popolazione totale di ca. 2.000 .000 di ab., i cattolici erano 7813 e i catecumeni 383 ; i sacerdoti 15 ; i seminaristi 8 di cui I maggiore; le suore 35 tutte cinesi; i catechisti 49. Tra le opere figuravano 1 orfanotrofio, 3 dispensari di medicinali, i ospizio per vecchi, is scuole clementari.
La prima attività missionaria nel territorio di T. fu esplicata dal sacerdote lazzarista cinese Fou, chiamatovi nel 1867 da due compatrioti, gli unici cristiani del luogo. Nel 1869 vi fu inviato da Ningpo il rev. Sin, del clero secolare cinese, il quale mori di colera un mese dopo il suo arrivo. Nel febbr. del 1870 vi giungeva un terzo sacerdote, il lazzarista italiano Rizzi : alla loro morte, avvenuta nello stesso anno ( 1890 ), il Fou e il Rizzi lasciavano 190 cattolici. I corpi di questi tre primi missionari riposano, uno accanto all'altro, nell'oratorio di Sao-Tchao. Vennero in seguito Lazzaristi esteri e indigeni e l'evangelizzazione progredi : furono moltiplicati i luoghi sacri, i collegi, l'opera della S. Infanzia, diretta dalle vergini indigene dell'Associazione del Purgatorio, e si arrivò così al passaggio del territorio alle cure del clero locale.
Bim.: AAS. 19 (1927), pp. 51-52; Arch. di Prop. Fide, Relazione quinquennale T. 1930; Relazione T., 1946; GM, p. 209; MC, 1950, p. 377. Adamo Pucci
TAICHUNG, PREFETTURA APOSTOLICA di. - La prefettura ap. dell'isola di Formosa fu eretta il 13 luglio 1913.
Il 30 dic. 1949 fu divisa per l'erezione di quella di Taipeh (ora arcidiocesi). Il restante territorio dell'antica missione assunse, allora, la denominazione di prefettura ap. di Kaoshung. Nella particolare situazione in cui versa l'isola di Formosa, a causa della sua sovrapopolazione (sette milioni di nativi e più di due milioni di rifugiati cinesi), la S. Congr. di Propaganda Fide, per provvedere in maniera più adeguata alle esigenze spirituali di quel territorio, il 10 ag. 1950 eresse la prefettura ap. di T., con la provincia civile omonima, distaccandola dalla prefettura ap. di Kaoshung. La nuova circoscrizione missionaria è stata affidata alla Società per le Missioni Estere degli Stati Uniti d'America (Maryknoll), come capace di recare un sano dinamismo nell' evangelizzazione di Formosa.
Bibl.: Arch. della S. Congr. di Prop. Fide, Relaz. con somma, pos. prot. no. 4283/49, 3227/50; MC. 1950, p. 481; AAS, 43 (1951), pp. 150-51. Edoardo Pecoraio
TAIGI, Anna Maria, beata. - N. a Siena il 29 maggio 1769, m. a Roma il 9 giugno 1837.
Trasportatasi a Roma con la famiglia nel 1774, ebbe una vita dura di lavoro per mantenere i suoi; nel 1789 sposò un domestico di casa Chigi, a cui diede sette figli; nel 1790 si iscrisse al Terz'ordine dei Trinitari. Si mostrò il modello più compito di sposa e di madre, tutto allietando con il suo sorriso e addossando sulle sue spalle ogni fatica

(da F. BalogSara, Della ven. serva de Dio A.M.T., Roma 1066, tasc. dacandi al frontespizio)
Taigi, Anna Maria, beata - Ritratto.
più gravosa. Prese a condurre una vita di austera penitenza per la conversione dei peccatori e le necessità della Chiesa, cui aggiunse una tolleranza eroica di mali fisici e morali, di ingiurie, incomprensioni e anche aridità e tenebre di spirito. Fu favorita di doni soprannaturali; per 47 anni vide come in un sole, misteriosamente sospeso sul suo capo, avvenimenti presenti ma lontani, passati e futuri, lo stato delle coscienze e soprattutto le iniquità continue commesse contro Dio; il che intensificava il suo spirito di amore e di riparazione. Fu consultata da molti grandi della Chiesa e del mondo. Il suo corpo incorrotto fu portato nel 1855 a S. Maria della Pace e nel 1865 alla basilica di S. Crisogono, ufficata dai Trinitari. Beatificata il 30 maggio 1920. Festa il 9 giugno.
Bibl.: AAS, 11 (1919), pp. 25 sgg., 133 sgg.; Silvestro dell'Addolorata, Vita della ven. A.M.T., Roma 1901; C. Sabotti, La b. A.M.T., secondo la storia e la critica, ivi 1922; A. Bessière, La b. A.M.T., mère de famille (1769-1837), Parigi 1936.
Celestino Testore
TAIKU, vicariato apostolico di. - Situato nella parte sud-orientale della Corea, ha una superficie di 31.293 kmq . e una popolazione di 6.400 .000 ab .
L'8 apr. 1911 l'antico vicariato apost. di Corea fu scisso in due missioni indipendenti : vicariato di Seul (v). e vicariato di T., affidato alla Società delle Missioni estere di Parigi. L'evangelizzazione di questo territorio risale ai primordi del cristianesimo in Corea. Infatti, la missione di T. contava, già nel 1911, 25.000 cattolici, che nel 1922 erano saliti a 31.457 , con seminario (1913), convento delle Suore di S. Paolo di Chartres (1915) e la casa di riunione della Gioventù cattolica (1916). Nel 1927 quella circoscrizione fu divisa per l'erezione di due prefetture apost. e cioè di Chon-ju e di Kwang-ju. Durante la seconda guerra mondiale, all'Ordinario europeo, dimissionario, fu sostituito un amministratore apostolico di nazionalità giapponese. Nel dopo guerra, al prelato giapponese successe nel governo della missione un sacerdote coreano, finché il 9 dic. 1948 venne nominato l'attuale vicario apostolico mens. Giovanni Choe, passando, così, definitivamente il vicariato al clero secolare coreano.
Il numero dei cattolici è di 44.706 con 3111 catecumeni. Vi sono 125.000 protestanti; 1.200 .000 buddhisti; 2.500 .000 confucianisti e altrettanti taoisti. Il personale missionario è costituito da 27 sacerdoti, di cui 25 indigeni e 2 delle Missioni estere di Parigi; 102 suore, di cui 92 coreane, 3 francesi e 7 americane; 282 catechisti; 111 maestri; 15 medici; 29 infermieri. Vi sono 9 ospedali; 2 dispensari; 3 orfanotrofi; un ricovero per vecchi; una
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(da Petit de Jullerille, Hist. de la litt. trahocite, Parigi 1685, rev. tra pp. 287-22)
Taine, Hyppolite - Ritratto.
Fide, Prospectus status missionis, 1951-52, pos. prot. n. so8s/52. Edoardo Pecoraio
TAINE, Hyppolite. - Filosofo, storico, letterato e critico d'arte, n. a Vonzier il 21 apr. 1828, m. a Parigi il 5 marzo 1893.
Uscito dall'Ecole normale di Parigi (1848-51), dopo un periodo di insegnamento (1852-53) breve per contrasti filosofici, si dedicò a una lunga e fortunata carriera letteraria. L'Impero liberale nel 1865 lo chiamò a insegnare (estetica e teoria delle belle arti) all'Ecole polytechnique; la Terza Repubblica lo portò all'Académie Française. In una prima fase della sua attività si occupò di critica del classicismo (Essai sur La Fontaine et ses fables, 1853; Essai sur Tite Live, 1856), della letteratura (Histoire de la littérature anglaise, 1863) e dell'arte (Philosophie de l'art, 1865-69; De l'idéal dans l'art, 1867). Intanto elaborava la sua critica dello spiritualismo (De personis platonicis [1853]; Les philosophes classiques au XIX siècle en France [1855-56]; Le positivisme anglais, étude sur Stuart Mill [1864]), che lo condusse al neo-positivismo con l'opera De l'intelligence (1870). Da ultimo, e maturata anche da viaggi (Voyage aux Pyrenées [1855]; Voyage en Italie [1864]; Notes sur l'Angleterre [1872]) e da studi polemici (Essais, Nouveaux essais e Derniers essais de critique et d'histoire [1858]), scaturì da lui una nuova forma critico-positiva della storiografia politica, rappresentata dalla grande opera (1875 sgg.) su Les origines de la France contemporaine (Ancien régime, Révolution, Empire). Hanno valore autobiografico: Notes sur Paris, Vie et opinions de Thomas Graindorge (1863-65).
La coscienza è per il T. parallela all'esistenza dell'uomo come sistema nervoso (parallelismo psicofisico) e si fonde con questo in una realtà unica, neuropsichica. La stessa connessione e identità va stabilita tra cognizioni e cose. Il T. fece concorrenza al Mach (v.) e al Maxwell (v.) nel proporre la fusione dell'esperienza fisiologica, sensibile, intellettuale in un elemento solo, o "materia mentale", che egli riconobbe nelle immagini, come dati di fatto energetici e capaci di comporre fatti di coscienza e di natura e rapporti spirituali. Questa sua analisi ebbe molto seguito in psicologia (James, Bergson).
Secondo il T. arte e poesia sono da spiegare, nella determinazione storico-naturalistica da cui sorgono, con tre ordini di cause : la razza, l'ambiente naturale e sociale, il momento. Di queste cause l'opera d'arte o letteraria è un prodotto necessario : soltanto lo stile o forma tecnica mette in rilievo particolari caratteri dominanti ed elementi di individuazione, suggeriti dai valori morali e passionali e dal potere di sintetizzare idee e sentimenti.
Lo stesso metodo positivo applicò il T. alla Rivoluzione Francese, ai suoi antecedenti e conseguenti con grande arte di espositore e narratore, congiunta con scrupolosa cura nel raccogliere i fatti particolari dalla docu-
mentazione e nel vagliare le loro relazioni causali: ma le sue sintesi e induzioni, forse anche per ragioni politiche, sono oggi ritenute arbitrarie e unilaterali.
Brbl.: edizioni: T., sa vie et sa correspondance, 4 voll., Parigi 1902-1907; V. Giraud, Pages choisies avec introduction et notes, ivi 1909. Nuova ed. di tutte le opere presso la libr. Hachette, ivi 1920-26. Studi: A. de Margerie, T., Parigi 1894; G. Borzellotti, Ippolito T., Roma 1892; V. Giraud, Essai sur T., son oeuvre et son influence, Parigi 1903; id., Bibliographie critique de T., ivi 1904; A. Aulard, T. historien de la Révolution, ivi 1907; P. Lacombe, T. historien et sociologue, ivi 1909; F. C. Rue, T. et l'Angleterre, ivi 1923; A. Cherrillon, T., formation de sa pensée, ivi 1932; P. H. Pettibon, T., Renan, Barres, ivi 1934; W. Langwieler, H. T., Heidelberg 1935; J. P. Boosten, T. et Renan et l'idée de Dieu, Maastricht 1936; G. La Ferla, I. T., Roma 1937; K. de Schrepdryver, H. T., Parigi 1938; R. Stedebmann, T. und das Problem des geschichtlichen Verfalls, in Historische Zeitschrift, 1942-43, pp. 116-33; P. Boldenburger, L'opposition française à l'esthétique de T., in The Romanic Review, 36 (1945), n. 2 .
Santino Caramella
TAIONE, vescovo di Saragozza. - Successore immediato di s. Braulio (m. nel 651). La sua vita si svolge lungo il soc. vir. Prende parte ai Concili di Toledo, VIII (ca. 623) e IX (a. 655 ).
Il nome di T. figura nella storia della teologia come quello dell'iniziatore, seguendo s. Isidoro, della letteratura delle Sentenze, precedente alle Somme medievali. Effettivamente, affezionato agli scritti patriotici che, come gli scriveva s. Braulio (Ep. 42), "erano annidati nel suo petto", negli anni $646-49$ fece un viaggio a Roma, quando era ancora abate di un monastero, per trascrivere alcune opere di s. Gregorio Magno "che ancora non si trovano in Spagna ". Portatore di questa conquista, felice come bibliofilo soddisfatto (sicut excellent virrores capita praeda, dice egli stesso ad Eugenio) torna in Spagna per cominciare la grande compilazione delle Sentenze (a. 652): Libri Sententiarum V', con una lettera-prologo a Quirico, vescovo di Barcellona: "Tatus indignus Caesaraugustae urbis episcopus, cognomento Samuel, ad Quiricum, Barcinonensem episcopum", ed una dedica al lettore in 12 esametri ben costruiti. Intorno a questo viaggio di T. a Roma le leggende medievali tracciarono una versione fantastica, che oggi la critica rifiuta. Non si sa esattamente quali libri di sentenze di Gregorio Magno T. abbia dato alla Spagna. L'opera del gran Pontefice era conosciuta in Spagna fin da s. Isidoro. Forse i Commenti ad Ezechiele costituiscono una buona parte di quel bottino. Esiste un'altra lettera di T. a Eugenio di Toledo, come prologo di un'altra opera, estratta in sei codici dagli scritti gregoriani. Era commento alla Scrittura, con il quale veniva a completarsi, sotto un altro aspetto, il carattere profondamente dogmatico delle Sentenze. Non è stato però identificato con certezza, benché A. C. Vega lo indichi probabilmente contenuto in un codice della cattedrale di Lérida.
L'opera delle Sentenze, come lo stesso T. spiega nella lettera a Quirico, è un esteso florilegio in 5 ll., frutto di lunghe veglie, durante l'incursione di Praga con i Vasconi attraverso le terre di Saragozza. Nella quasi totalità compendia s. Gregorio Magno; solo eccezionalmente si rivolge a s. Agostino e a s. Isidoro. Il fine propostosi, di offrire una sintesi al lettori che non potevano occuparsi per esteso delle grandi opere, si ottenne pienamente in numerosi codici medievali. Dei 5 ll., il I, il V ed una parte del II, trattano di teologia dogmatica; gli altri di applicazioni morali, ascetiche e pastorali. E merito di T., che segue anche in questo s. Isidoro nella sua opera dallo stesso titolo, l'avere introdotto l'ordine e la sistemazione delle materie che non esistevano nei suoi antecessori, come s. Prospero di Aquitania. Pur mancando di altre doti personali e di originalità, non si deve negare a T. un'ampia visione dell'àmbito teologicomorale, una discreta fortuna nella selezione delle fonti ed un tono caldo e persuasivo. Per il resto, il suo stile tende verso un certo concettismo artificioso; la sua prosa risente i difetti crescenti dell'epoca; si allontana pian piano dalla semplicità generale di Braulio, suo maestro, e si fa talvolta affettato ed ampolloso.
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Nell'epistolario di Braulio di Saragozza (Ep. 42) rimane un Fragmentum di una lettera di T. al suo predecessore su vari problemi circa le reliquie della Passione, esistenti in Roma.
Bibl.: edd. M. Risco, España Sagrada, XXXI, Madrid 1776: PL 80, 727-92; Ep. ad Eugenium Toletanum, ed. F. Vollmer, in MGH. Aust. antig., XIV, Berlino 1903, p. 288; Z. García Villada, Fragmentos inéditos de Tajón, in Revista de Architom, Bibliotecas y Museos, 1924, pp. 23-31; E. Anspac, De Talonis libri primi et quinti Sententiarum capitibus in codice Aemilianensis deperditis, in Tainnis et Isidori nova fragmenta et opera, Madrid 1930, pp. 1-22; J. Madoz, Fragmentum, in Epistolario de s. Braulio de Saragozza (Estudios Onientes, $1^{2}$ serie, 2), Madrid 1941, pp. 176186. Studi: P. B. Gams, Die Kirchengeschichte von Spanien, II, II, Ratisbona 1874, pp. 143-51; L. Serrano, Una leyenda del Chronicon Pacense, in Rev. de Architom, Bibliotecas y Museos, 20 (1909), pp. 401-11; Z. Garcia Villada, Historia eclesiástica de España, II, II, Madrid 1933, pp. 90-92; A. C. Vega, Una obra inédita de T., in Ciudad de Dios, 135 (1943), pp. 145-77; P. Martínez Hernández, El pensamiento penitencial en Tajón, in Rev. española de teologia, 6 (1946), pp. 185-222; J. Madoz, Escritores de la época visigótica, in Historia general de las literaturas hispánicas, I, Beccelluna 1949, p. 131; id., T. de Zaragoza y su viaje a Roma, in Mélanges 7. De Ghellinck, I, Gembloux 1951, pp. 345-60. Giuseppe Madoz
TAIPEH, ARCIDIOCESI di. - Situata nella parte settentrionale dell'Isola Formosa, eretta il 30 dic. 1949 col grado di prefettura apost. per divisione dell'antica prefettura di Isola Formosa (oggi Kaoshung), e affidata alla Congregazione cinese dei Discepoli del Signore.
La città di T., capitale di tutta l'isola, nelle presenti circostanze ha assunto l'importanza che aveva Chungking durante l'ultima guerra, perché è divenuta la sede del governo di Chiang-kai-schek. In data 7 ag. 1952, la medesima prefettura apost. diventò arcidiocesi metropolitana, con arcivescovo mons. Giuseppe Kuo, della stessa Congregazione. Numerosi missionari esteri, tra cui gesuiti e francescani, capulsi dalla Cina, si sono trasferiti a Formosa, come collaboratori dell'Ordinario di T., ove il movimento di conversioni ha segnato un crescendo notevole e, con il moltiplicarsi dei centri di assistenza e propaganda religiosa, aumenterà rapidamente. In pari data, nella stessa Isola Formosa, sono state erette due altre missioni indipendenti :
1. Prefettura apost. di Hwalien, costituita dalle due sottoprefetture civili di Hwalienhsien e Taitunghsien, distaccate, la prima dall'arcidiocesi di T., e la seconda dalla prefettura apost. di Kaoshung, con una popolazione di 433.784 ab. I cattolici sono appena 500 . E questo un territorio geograficamente isolato dal resto dell'isola, con due sole vie di difficile accesso dal nord e dal sud. Vi si trovano popolazioni autoctone di razza diversa dal resto della popolazione cinese, immigrata, particolarmente in quest'ultimo secolo, dalla vicina Amoy (provincia del Fukien), le quali hanno costumi propri, vivono isolati e, oltre i loro dialetti speciali, parlano il giapponese, che era stato loro insegnato dai precedenti dominatori. Questa nuova prefettura è stata affidata alla Società delle Missioni Estere di Parigi.
2. Prefettura apost. di Kiay, costituita dalle due sottoprefetture civili di Kizyhsien e Yuinlinhsien, situate nella parte settentrionale della prefettura apost. di Kaoshung, da cui sono state distaccate, e immediatamente a sud dell'arcidiocesi di T. Questa nuova missione, su una popolazione di $1.256 .469 \mathrm{ab}$., conta ca. 5000 cattolici ed è stata affidata al clero secolare cinese.
Bibl.: Arch. di Prop. Fide, Relax. con sommario, pos. prot. n. $4283 / 49$; ibid., pos. prot. nn. 3088/52, 3089/52, 3429/52, 3430/52, 3050/52; MC. 1950, pp. 382-33; AAS, 42 (1950), pp. 421-22.
Edoardo Pecoraio
T'AI P'ING, BIVOLTA dei. - Moto rivoluzionario antimancese determinatosi e svoltosi sotto i due imperatori Hsienfung (1850-61) e T'ungchi (18611875). La rivolta fu iniziata e capeggiata da un certo Hung Hsu-tsüen (1813-63), un Hakka dei pressi di Canton, baccelliere bocciato e scontento, già al servizio dei missionari protestanti.

Taipeh, arcidiocesi di - S. E. mons. Giuseppe Kuo, primo arcivescovo di T., parla al microfono subito dopo la sua consacrazione, avvenuta il 26 ott. 1952.
Leggendo alcuni discorsi sulla Bibbia, si convinse d'essere il secondo figlio di Dio, e quindi fratello cadetto di Gesù Cristo; si battezzò da sé, e, con un amico, si recò nel Kwangsi per predicare ai selvaggi Mao Tse (1844). Il nuovo vangelo prometteva ogni bene in terra e in cielo e i suoi seguaci sarebbero sfuggiti tutti ad un furioso cataclisma in vista. Il veggente ebbe fortuna, e in breve riuscì a formare un esercito formidabile, che s'impossessò di parecchie grandi città nella vallata del Fiume Azzurro. Nanchino fu presa nel 1853, fatta capitale dell'Impero dei T. e tenuta per undici anni. Per poco non arrivavano a Pechino. Questo moto rivoluzionario, che mirava alla conquista della Cina per detronizzare gli imperatori mancesi, minacciava la Cina proprio mentre questa era impegnata nella seconda guerra contro l'Inghilterra (1856-60). Nel 1860 la situazione era assai grave, quando il principe Kung, fratello dell'imperatore Hsienfung (m. nel 1861), con scaltra manovra seppe approfittare della nuova armata europeo-manilese formata dai due avventurieri americani Ward e Burgevine, sollecitati dai grossi commercianti di Sciangai, facendola ufficialmente riconoscere con decreto imperiale del 16 apr. 1862. Fu questa armata "sempre vittoriosa ", che, unita con alcune truppe imperiali, riuscì a riprendere le città già cadute in mano ai ribelli e, sotto la condotta di Gordon, succeduto al Burgevine, finì la campagna con la presa di Nanchino (luglio 1864). La rivolta era durata quattordici anni, s'era estesa a dodici province, aveva rovinate oltre seicento città. Hung Hsu-tsüen s'era suicidato il mese prima.
Bibl.: W. Callery e J. Ivan, History of the T. insurrection, Londra 1833; H. Egmont Hake, Events in the T. rebellion, ivi 1891; H. Cordier, Hist. génér. de la Chine, IV, Parigi 1920, p. 31 sgg. Giovanni Battista Tragella
TAISIA (Taide, Thaïs), santa. - Penitente egiziana del sec. iv.
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(1st. Enc. Catt.)
Taisla, santa - T. prima e dopo la conversione. Incisione premessa alla commedia Paphnaxius di Rotavita, Da Opera Hromita, Norimberga 1301 - Esemplare della Biblioteca Vaticana.
La leggenda la presenta come una giovane cristiana di Alessandria, cortigiana, ricondotta sulla retta via dalI'abate Serapione (BHG, 1695 ; nelle Vitae Patrum: PL 73, 661-62 chi la converte è chiamato Pafnuzio; nelle versione siriaca è chiamato Besarione, in una redazione greca Giovanni il Piccolo e la penitente Ilaiola: Nau, v. ep. cit. in bibl., p. 80) che la rinchiude in una cella di un monastero femminile. Dopo tre anni di vita penitente, l'autore della sua conversione la libera dalla reclusione, ma dopo pochi giorni T. muore. Non ci sono elementi sufficienti per poter identificare, come si è tentato di fare, la tomba di una certa Galas e di un certo Serapione, ritrovata ad Antinoe, oggi al Museo Guimet di Parigi (cf. H. Leclercq, Antinoe, in DACL, I, II, coll. 2337-40) con quella della nostra Oaxiric (nome copto derivante da Isis) e di Serapione, suo padre spirituale. D'altronde nelle redazioni più antiche della leggenda il nome di T. non figura, e la cortigiana è anonima. Per questo motivo è molto probabile che T. sia un nome fittizio, e la sua Vita un racconto a sfondo morale della fine del sec. iv, che conobbe una larghissima diffusione nel medioevo: Rotavita (v.) ne fece l'argomento della sua commedia Paphnaxius; Marbodo nel sec. xi la mise in versi; dal sec. xit-xiII si hanno due lunghi poemi in francese. I Greci ne celebrano la festa l'8 ott.
Bibl.: Synaxarium Constantinope, col. 120; i testi agiogr. in BHL, 8012-13, 2056, p. 287; BHG, 1695-97; BHG, 1137: P. Batiffol, La légende de ste Thals, in Bullet. de littér. ecclés., 5 (1903), pp. 207-17; F. Nau, Hist. de Thals. Publication des textes grecs inédits et de divers autres textes et versions, in Annales du Musée Guimet, 30, parte $3^{2}$ (1903), pp. 51-114 (cf. la recens. dei due sopra ricordati studi dovuta ad H. Delehaye, in Anal. Bull., 24 (1903), pp. 400-401).
A. Pietro Frutaz
TAIYUAN, ARCIDIOCESI di. - Al centro della provincia dello Shansi, nella Cina settentrionale: è la missione madre di tutte le missioni dello Shansi.
Eretta infatti con il nome di vicariato apost. dello Shansi il 3 marzo 1844, per divisione del vicariato apost. dello Shansi e Shansi, il 17 giugno 1890 cedette tutta la parte sud, che fu eretta in vicariato apost. dello Shansi meridionale (v. luan) ed esso prese il nome di vicariato apost. dello Shansi settentrionale. Il 14 marzo 1922 cedette 6 sottoprefetture civili per l'erezione di Tatung (v.); il 3 dic. 1924 prese il nome di vicariato apost. di T., il 12 maggio 1926 fu di nuovo diviso per l'erezione di Fenyang (v.) e di Shohchow (v.); finalmente il 17 maggio 1931 cedette 10 sottoprefetture civili per dar vita alla prefettura apost. di Yütze (v.). L'11 apr. 1946, con l'istituzione della gerarchia episcopale in Cina, fu elevata ad arcidiocesi metropolitana con le diocesi suffraganee di Fenyang, Luan, Shohchow, Tatung e Yütze, cui nel 1950 fu aggiunta Hungtung. E affidata fin dall'inizio all'Ordine dei Frati Minori, che per il lavoro missionario vi manda i religiosi della provincia regolare romana dei SS. apostoli Pietro e Paolo.
Ha un'estensione di ca. 16.000 kmq . Al 30 giugno 1950, su una popolazione totale di ca. 1.500 .000 ab., i cattolici erano 40.429 e i catecumeni 67 , serviti da 48 chiese e 155 cappelle; i sacerdoti francescani 25 , di cui 4 indigeni, e 17 quelli del clero secolare cinese; i seminariati maggiori: 10, i minori 50; 4 scolastici cinesi francescani e 4 fratelli laici, di cui 1 indigeno: 52 le suore, di cui 39 cinesi; 11 i catechisti, 28 i maestri, 9 i battezzatori, 3 i medici e 8 gli infermieri. Tra le opere figuravano i ospedale, 8 dispensari di medicinali, 2 orfanotrofi, 2 ospizi per vecchi, 14 scuole con 1222 alunni. Nei pressi di T. ha sede il seminario regionale per le missioni dello Shansi.
Anche se nei secc. vir-vili vi arrivò la predicazione degli eretici nestoriani, dalla linotrofa provincia dello Shensi (v. sIAN), e nel sec. xiv quella dei francescani Giovanni da Monte Corvino e Odorico da Pordenone, l'odierna Chiesa dello Shansi risale alla predicazione dei Gesuiti al principio del sec. xvir. I primi neofiti furono battezzati a Kiangchow (v.) dal gesuita Giulio Aleni nel 1620 e a T. dal gesuita Trigault nel 1635: sulla fine del secolo (il 15 ott. 1696) lo Shansi fu unito allo Shensi in un unico vicariato apost. e fu affidato ai Francescani, dei quali il primo a raggiungere T., nel 1725, fu il p. Francesco M. Garretto; altri confratelli si spinsero negli anni 1742, 1755 fino alla Grande Muraglia ed oltre ancora. Vennero poi le persecuzioni a rallentare il lavoro missionario, che potè riprendere verso il 1840 e permise le divisioni più sopra ricordate, e la fondazione, nel 1893, di un convento con noviziato serafico per la coltivazione delle vocazioni indigene alla vita religiosa. Le persecuzione dei Boxers, nel 1900, fu particolarmente sanguinosa nella missione di T., dove caddero il vicario apost. mons. Gregorio Grassi e il suo coadiutore mons. Francesco Fogolla con i missionari Elia Pacchini, Teodoro Balat e Andrea Bauer, 7 suore francescane missionarie di Maria, 5 seminaristi e 9 domestici, tutti beatificati il 24 nov. 1947. Perirono pure 7 sacerdoti cinesi, i mandarino e 1400 fedeli. Dopo la bufera, la pace, le riparazioni, la rinascita della missione.
Bibl.: GM, p. 210; G. B. Tragella, Italia Missionaria, Ro-ma-Milano 1939, pp. 161-66; Arch. di Prop. Fide, Relazione T. 195v; MC. 1950, pp. 326-27. Adamo Pucci
TAKTIKA. - L'espressione proveniente dalla parola taxis ( $=$ ordo) venne applicata agli elenchi delle dignità civili ed ecclesiastiche (Notitiae dignitatum) fra le quali è celebre l'elenco scritto alla fine del sec. Iv : Notitia dignitatum omnium tam civilium quam militarium, con le sue due parti (Oriens-Occidens) nella edizione di Seeck (Berlino 1876). Oggi però il termine viene usato piuttosto per elenchi della geografia ecclesiastica bizantina di cui esistono parecchi fatti in diversi secoli.
Molto celebri sono i T. di Leone VI (fine del sec. IX), i Nea T. di Costantino Porfirogenito (sec. x), l'Esthesis di Adronico Paleologo (sec. xiv); ma anche altri elenchi esistono, quello di Epifanio (sec. Iv), di Giorgio di Cipro (sec. vir), di Nilo Doxopatris (sec. xir). Lo schema degli
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elenchi bizantini ha quattro parti ordinariamente: 1) patriarchi; 2) metropoliti; 3) arcivescovi (autocefali); 4) vescovi; queste parti non contengono i nomi dei prelati, ma soltanto le loro sedi. Molto importanti sono per completare e autenticare quegli elenchi le sottoscrizioni dei sınodali nei concili ecumenici. Anche le fonti liturgiche (dipṭpca, synodika), le fonti diplomatiche (imperiali ed ecclesiastiche), le fonti letterarie e quelle epigrafiche non sono da trascurarsi per stabilire elenchi esatti. I padri Assuncionisti hanno cominciato l'edizione di un Corpus notitiorum episcopatuum per eseguire un progetto del compianto Gerland.
Bib.: H. Golzer, Ungedrechte und ungenügend veröffentlichte Notitiae episcopatuum, in Bayer. Abad. der Wiss., Monaco 1900; V. Laurent, Les sources à consulter pour l'établissement des listes épiscop. du patriarcat byc., in Echos d'Orient, 30 (1931), pp. 63-83; E. Gerland-V. Laurent, Corpus notitiorum episcopatuum Eccl. Orient. Graecae, I, fasce. I e 2, Costantinopoli 1931-36; G. J. Konidares, Tạ̃cṭ̣kâ §̂ 'EaSgikc, in Mẹ703n 'E33nıcá Eṛxus3coai82ıa. XII, Atene 1933, pp. 726737; E. Schwartz, Über die Bischofslisten der Synoden von Chalkedon, Nicos v. Konstantinopel, in Bayer. Abad. der Wiss., Monaco 1937.
Giorgio Hofmann
TALAMINI, Natale. - Sacerdote, n. a Pescul (Belluno) il 25 dic. 1808, m. ivi il 6 apr. 1876.
Abbraccio giovanissimo lo stato ecclesiastico e si distinse talmente negli studi da essere nominato professore di lingue orientali nel Seminario di Udine subito dopo l'Ordinazione. Passò quindi a Venezia, precettore in casa Contarini e docente nelle pubbliche scuole, mentre dava alla luce tutto un canzoniere dedicato alle bellezze del suo Cadore. Contemporaneamente cospirava contro l'Austria e nel 1849 ebbe parte nel reggimento della Repubblica di Manin e di Tommaseo.
Caduta Venezia, si ritirò in Cadore, ma fu arrestato; venne poi assolto per insufficienza di prove. L'arciduca Massimiliano di Absburgo, viceré del Lombardo-Veneto, gli offerse più tardi di riprendere l'insegnamento, ma egli preferì vivere in decorosa povertà nel paese natale, dedicandosi alla cura d'anime, alla poesia e alla propaganda di italianità. Scoppiata la guerra del 1866 organizzò le bande armate cadorine per disturbare le retrovie austriache alle spalle delle truppe operanti nel Quadrilatero e ostacolare il traffico tra l'Austria e il Veneto. A guerra finita i suoi conterranei lo elessero deputato al Parlamento, ma la vita politica non era per lui, talché rassegnò le dimissioni, riprendendo le sue cure pastorali, gli studi e gli svaghi poetici. Le pregevoli sue poesie furono raccolte in volume tra il 1867 e il 1897.
Bib.: A. Ranzon, N. T., Cadore 1877; G. Da Damos, Gli ultimi anni della dominazione austr. in Cadore e le bande armate del 1866, Como 1911; R. Barbiera, Ricordi delle terre dolorose, Milano 1918, pp. 26-38; D. Montini, s. v. in Dision. del Ricer, IV, pp. 376-77.
Benzo U. Montini
TALAMO, Salvatore. - Filosofo neotomista, n. a Napoli il 6 sett. 1854, m. a Roma il 21 febbr. 1932.
Discepolo del Sanseverino (v.) e del Signoriello (v.), presto si affermò con l'ampio volume L'aristotelismo nella scolastica (Napoli 1873) e con notevoli articoli nella rivista La scienza e la fede. Chiamato da Leone XIII alla cattedra di filosofia del diritto all'Apollinare (1879), fu dal medesimo Pontefice nominato segretario dell'Accademia Romana di S. Tommaso (1880) : ufficio che tenne con onore per oltre mezzo secolo. Per 33 anni fu direttore e assiduo collaboratore della Rio. internaz. di studi sociali (fondata con il Toniolo nel 1893).
Particolarmente pregevoli le due monografie: Le origini del cristianesimo e il pensiero stoico (Roma 1892) e Il concetto della schiavitù da Aristotele ai Dottori scolastici (ivi 1908), che furono preparate e seguite da numerosi articoli e saggi filosofici. Studioso di vasta cultura, sensibile ai problemi imposti dalle moderne correnti filosofiche, fu particolarmente sollecito delle indagini storiche onde scoprire la genesi e lo sviluppo delle dottrine e degli errori (v., p. es., i tre discorsi su Il rinnovamento del pensiero temistico e la scienza moderna [Roma 1927]).
Bibl.: M. Cordovani, Commemorazione di mont. S.T., Roma 1933; V. Longo, Ricordo di mont. T., in Christus, I (1922), pp. 299-303.
Antonio Piolaeti
TALBOT, Matthew. - Operaio, n. a Dublino il 2 maggio 1856, m. ivi il 7 giugno 1925.
Cresciuto in condizioni di famiglia assai ristrette e dai 12 anni obbligato a procacciarsi da vivere con il lavoro, fu operaio manovale e facchino nel dock; a poco a poco indulse al vizio del bere, e, nonostante gli ammonimenti della famiglia, vi perseverò per 15 anni, trascurando anche le opere di pietà e i Sacramenti. Convertitosi nel 1884, si diede ad una vita austerissima e di profonda pietà. Lasciò le bevande inebrianti; digiunava quasi tutto l'anno, prendendo il poco cibo in ginocchio, distribuiva quasi tutto il suo stipendio in opere buone, solo serbandosi quel poco che occorreva per vivere, dormiva su nude tavole, passando buona parte della notte a pregare. Fu anche terziario francescano. La morte lo colse, mentre andava in chiesa per la Messa domenicale. Ne fu introdotta la causa di beatificazione il 28 febbr. 1947.
Bibl.: AAS, 39 (1947), pp. 317-19; J. A. Clymn, Sotto la giubba di un facchino, trad. it., Milano 1936.
Celestino Testore
TALCA, diocesi di. - Città e diocesi nella repubblica del Cile, nell'America meridionale.
La diocesi si estende nelle provincie civili di Falca e di Curicò ed ha una superficie di 17.000 kmq , con una popolazione di 320.000 ab. dei quali 290.000 cattolici. Conta 40 parrocchie, servite da 56 sacerdoti diocesani e 65 religiosi, ha 1 seminario, 13 comunità religiose maschili e 20 femminili (Ann. Pont. 1953, p. 413).
La diocesi fu creata da Pio XI il 16 ott. 1925 con la cost. apost. Apostolici numeris. E suffraganea di Santiago del Cile. La Cattedrale è dedicata a a. Agostino. La storia religiosa di T. si confonde con quella di Santiago. Bibl.: AAS, 18 (1926) pp. 201-202. Gastone Carrière
TALENTO (gr. тá̌avtov). - Peso in uso presso molti popoli antichi. Presso gli Ebrei, secondo Ex. 28, 25-27, equivaleva a 300 sicli. Secondo che si prende il siclo come la cinquantesima (cf. Deut. 22, 19. 29) oppure la sessantesima (cf. Ex. 38, 25; Ez. 45, 12) parte della mina, bisognerà fissare : $1 \mathrm{t} .=60$ mine $=3000$ sicli $=6000$ beqa' $=60000$ géräh oppure: i t. $=60$ mine $=3600$ sicli $=7200$ beqa' $=$ 72000 géräh. Gli scavi finora hanno fatto conoscere quattro beqa' rispettivamente di peso 5,8 gr.; 5,87 gr.; 6,11 gr.; $6,65 \mathrm{gr}$.
Partendo da tali dati, il peso del siclo sarebbe stato fra 12,80 gr. e 13,30 gr. Se si ammette, cosa molto discutibile, una misura unica per tutta la Palestina, secondo i risultati degli scavi si avrebbe il sistema : i t. $=39,900$ kg.; i mina $=665 \mathrm{gr}$.; i siclo $=13,30 \mathrm{gr}$.; i beqa' $=$ 6,65 gr.; i géräh $=0,665 \mathrm{gr}$. In pratica il t. sarebbe stato quasi identico a quello siríaco ( $40,500 \mathrm{~kg}$.).
Anche quando si parla di t. d'oro e d