eguito alle richieste dei re di Danimarca che non gradivano la dipendenza della Chiesa danese (Lund e La Scania, che è la parte me-
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(fot. Nermann)
Svezia - Ponte tra la Norvegia e la S., costruito da ingegneri italiani.
ridionale della S., facevano parte della Danimarca) dagli arcivescovi di Amburgo-Brema, sudditi e feudatari dell'Impero. Intorno al i 120 si ha notizia di sei sedi episcopali in S. dipendenti dalla sede metropolitana di Lund : Skara, Linköping, Eskilstuna, Strängnäs, Sigtuna e Västerås. Eskilstuna fu ben presto unita a Strängnäs, mentre Sigtuna intorno al 1140 si mutò nel vescovato di Uppsala. Nel frattempo, dopo lotte tra pretendenti, salì al trono il re Sverker ed intorno al I 130 la S. si trovò unita sotto un solo sovrano. Durante il suo regno si diffuse nel paese l'Ordine cistercense. Erik il Santo (1157-60), suo successore, è legato alla cosiddetta prima crociata in Finlandia, la cui storicità è tuttora assai controversa. Carlo VII (1161-67), figlio di Sverker, approfittando della lotta tra Alessandro III ed il Barbarossa, e del fatto che il re di Danimarca, Valdemaro il Grande, aveva riconosciuto l'antipapa Vittore IV, si rivolse al Pontefice per la costituzione di una metropoli svedese, e la richiesta fu accolta da Alessandro III nel 1164 con la costituzione dell'arcivescovato di Uppsala e dei vescovati dipendenti di Skara (con giurisdizione sulle regioni di Västergötland e Värmland), Linköping (Östergötland, Öland), Strängnäs (Södermanland, Närke) e Västerås (Västmanland, Dalarna), cui più tardi si aggiunsero i due di Växjö (Tröhärad) e di Abo (Finlandia). Primo arcivescovo fu Stefano, monaco di origine inglese che appunto nel r164 era stato a capo della ambasceria inviata da Carlo VII e governò l'arcivescovato di Uppsala fino alla morte (1185). Egli si era trovato in gravi lotte con il successore di Carlo, Knut Eriksson, che pretendeva sottomettere i chierici al giudizio dei tribunali laici.
Agli inizi del sec. xili di fronte all'attiva politica espansionistica danese di re Valdemaro Sejr, e del suo valido consigliere Anders Suneson, arcivescovo di Lund, i re di S. si sforzarono di impedire sia una eccessiva influenza di quell'arcivescovo sulle questioni ecclesiastiche della metropoli di Uppsala, sia un'estensione del dominio danese sulla Finlandia, che avrebbe compromesso gravemente la libertà del loro Regno. Nel 1216 Innocenzo III indirizzò infatti a re Erik Knutsson una lettera, con cui gli riconosceva la sovranità sulla Finlandia ed autorizzava l'arcivescovo di Uppsala a provvedere alla istituzione di uno o due vescovi in quella regione. Il timore dell'egemonia danese sul Baltico favorì pertanto la conquista della Finlandia e la sua cristianizzazione da parte della S. Le terre al di là del golfo di Botnia furono conquistate mediante le spedizioni di Birger Jarl nel 12491250 e di Torgils Knutsson, che fondo il castello di Viborg (Viipuri) nell'ultimo decennio dello stesso secolo. Dai sec. xili in poi le condizioni sociali della S. subirono una profonda trasformazione. Il rafforzamento dell'autorità regia sotto Magnus Ladulås (1275-90) contribuì alla
formazione di una nuova aristocrazia, che ben presto divenne arbitra del paese, soprattutto nel corso del secolo successivo, quando si cominciò a disporre liberamente della dignità reale, conferendola a chi le garantisse i maggiori privilegi. Anche la posizione politica della Chiesa si rinsaldò sensibilmente. Inoltre la predicazione degli Ordini di S. Francesco e di S. Domenico, che particolarmente nel sec. xiv si diffusero con celerità nel paese, diede vita ad una intensa fioritura spirituale e mistica, di cui fu luminoso esempio la figura di s. Brigida (v.). I nobili, scontenti del re Alberto di Meclemburgo, che essi stessi avevano chiamato nel paese per liberarsi di Magnus Eriksson che si era dimostrato troppo autocrate, si rivolsero nel 1388 per aiuto a Margherita, regina di Danimarca e di Norvegia, e costei con le armi cacciò Alberto dal paese. Nel 1397, i rappresentanti della Danimarca, della Norvegia e della S. stabilirono l'unione dei tre Regni (unione di Kalmar).
Tale unione, il cui vero carattere giuridico e politico e tuttora materia di interpretazione varia e oggetto di controversia fra gli studiosi, durò fino al 1523 , quando Gustavo Vasa fu proclamato re di S. La partecipazione della S. all'Unione fu tuttavia assai incerta e non sempre i re di Danimarca ebbero riconosciuta la loro sovranità anche sulla S., tanto è vero che vi furono anche sovrani indigeni, come, p. es., Carlo VIII Knutsson intorno alla metà del sec. xv, oppure reggenti, come Sten Sture il Vecchio ed il Giovane. Quest'ultimo soprattutto contribuì in modo determinante alla diffusione di un vivo sentimento antidanese e lottò contro l'arcivescovo di Uppsala, G. Trolle. Di quella lotta intestina approfittò Cristiano II di Danimarca per occupare Stoccolma e per costringere nel 1520 la S. a riconoscere la sua sovranità sul paese e

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l'unione di Kalmar. La politica tirannica di Cristiano scateno di li a qualche mese una sollevazione generale, capeggiata da Gustavo Vasa, che con le armi liberò la S. dal vincolo dell'unione. Egli introdusse anche la riforma luterana nel paese, spintovi da motivi non tanto religiosi quanto politici. I beni ecclesiastici furono confiscati a beneficio della corona e della nobiltà. Nel 1544 la dignità regia fu dichiarata ereditaria nella famiglia dei Vasa. Il secondo successore di Gustavo, Giovanni III, ammogliato con Caterina Jagellonica, fu propenso a ripristinare in S. il cattolicesimo, ma tale suo tentativo ai esauri nella pubblicazione di una liturgia uniforme nel 1577. Il suo successore Sigismondo III, che fu anche re di Polonia, cercò decisamente di ricondurre la S. in grembo al cattolicesimo, ma incontrò la decisa ostilità degli Svedesi, capeggiati da suo zio Carlo, il quale nel Sinodo di Uppsala del 1593 fece abolire la riforma liturgica di Giovanni III ed accogliere invece integralmente la confessione di Augusta. Ma Sigismondo insistette nel suo programma religioso servendosi anche delle armi finché, battuto in battaglia, dovette lasciare precipitosamente la S. Carlo, fatto deporre il nipote nel 1598 , si fece egli stesso incoronare re con il nome di Carlo IX. Il figlio di Carlo, Gustavo Adolfo, succedutogli sul trono nel 1611, non solo elevò grandemente il prestigio e la forza politica della S., e ne fece la maggiore potenza baltica, ma estese il dominio sulla Germania con il suo intervento nella guerra dei Trent'anni a fianco dei protestanti. Si adoperò anche per il riordinamento della Chiesa luterana nel paese, mantenendo una specie di gerarchia ecclesiastica e diversi elementi della liturgia cattolica, ed impedí rigorosamente ogni influsso cattolico o inquinamento di altre sétte. Solo agli stranieri fu consentito di partecipare alla Messa nel recinto delle cappelle delle rappresentanze diplomatiche. L'improvvisa morte di Gustavo Adolfo in battaglia a Lützen ( 5 nov. 1652) non rallentò l'ascesa politica della S. grazie all'abilità diplomatica di Axel Oxenstierna, che ne tenne le redini del governo durante la minore età di Cristina, unica figlia del grande sovrano ed unica erede al trono. Nella Pace di Vestfalia (1648) la S. ottenne infatti vantaggi territoriali tali che ne garantirono, insieme a quanto aveva conseguito dalla Danimarca con la Pace di Brömsebro del 1645 , l'egemonia sul Baltico. Consegui infatti la sovranità sulle isole di Gotland e di Ösel e su regioni della S. centrale e meridionale (Jämtland, Härjedalen, Halland) già dano-vorvegesi; acquistò gran parte della Pomerania (con le isole di Rügen, Usedom, Wollin e le città di Stettino e di Wismar), del Ducato di Brema (esclusa la città stessa) e di Verden, insieme con l'esenzione dai diritti doganali per il passaggio del Sund. L'abdicazione di Cristina nel 1654 e la sua conversione alla fede cattolica non ebbero influenza alcuna sulle condizioni religiose del paese, né ostacolarono sotto il Regno del successore Carlo X Gustavo, il rafforzamento della potenza svedese. Con l'attraversare il Piccolo e il Grande Belt, in pieno inverno con l'esercito, Carlo X costrinse la Danimarca, che covava propositi di rivincita, a riconoscere l'egemonia svedese. Con la Pace di Roskilde del 1658 infatti la sovranità del Vasa si allargò sulle regioni della odierna S. meridionale ancora sotto il dominio danese: Scania, Blekinge, Bohuslän, Morto Carlo X nel 1660 , nell'ancor giovane età di 58 anni, il figlio e successore Carlo XI era ancora minorenne, ma raggiunta la maggiore età nel 1672, riformò organicamente la Chiesa luterana, emanò nel 1686 una nuova legge ecclesiastica che annullò qualsiasi indipendenza dei vescovi e rese la Chiesa strettamente dipendente dal sovrano che ne divenne praticamente a summus episcopus e; fece adottare un catechismo comune per tutto il Regno ( 1689 ) ed un nuovo salterio (1695), Carlo XII (1697-1718), in una lunga guerra contro la Russia di Pietro il Grande, esauri gravemente la capacità militare

(4a Sweden, Stoccolma 1913, p. 73)
SVEZIA - Vecchie case in legno, costruite nel 1654 a Eskilstuna.
ed economica del paese, con la conseguenza del declino della S. nel Baltico e nella politica europea e del prevalere della Russia. La morte di Carlo diede principio a quello che gli storici chiamano il periodo della libertà (Frihetslid), in cui gli affari politici divennero prerogativa dei quattro stati (Nobiltà, Clero, Borghesia, Contadini) alla mercè dei due partiti dei Cappelli (Hattor) e dei Berretti (Mäsor) che per i loro particolari fini politici interni non esitarono a richiedere il benevolo appoggio della Francia, dell'Inghilterra, della Russia, della Prussia, che tutte volentieri l'accordarono nell'intento di diminuire la potenza svedese. Ma nel 1772, il nuovo sovrano Gustavo III con un colpo di Stato ristabili l'autorità reale. Figlio del secolo dei lumi, Gustavo III abbandonò in materia religiosa la politica dei predecessori ed emanò nel 1781 un Editto di tolleranza, che diede anche ai cattolici la facoltà di esercitare liberamente la loro religione. In seguito a ciò Pio VI istituì un vicariato apostolico per i cattolici svedesi nel 1783. Nell'autunno dello stesso anno il re di S. venne a Roma, amichevolmente accolto dal Pontefice, e vi si trattenne fino alla Pasqua del 1784. In quella stessa Settimana Santa i cattolici svedesi poterono nuovamente assistere, dopo quasi due secoli di persecuzioni, a Stoccolma ad una celebrazione pubblica del servizio divino. Le vicende dell'età rivoluzionaria e napoleonica ebbero successivamente gravi ripercussioni politiche in S . I tentativi di Gustavo IV Adolfo di mantenere la neutralità tra la Russia e la Gran Bretagna in funzione antinapoleonica si dimostrarono vani in seguito all'alleanza franco-russa: nel 1808 lo zar Alessandro I invase la Finlandia, che con la Pace di Fredrikshamn ( 1809 ) entrò a far parte dell'Impero russo quale granducato autonomo. Gustavo IV fu costretto ad abdicare cedendo il passo ad un regime basato sulla divisione dei poteri, fissato nella Costituzione del 1809 che, rimaneggiata in seguito, è tuttora in vigore. L'elezione del maresciallo francese Bernadotte ad erede del trono nel 1810 (egli fu poi re Carlo XIV Giovanni dal 1819 al 1844) portò sul trono una nuova dinastia, che ancora dura. Allorché il nuovo principe vide la stella di Napoleone sul tramonto, promosse l'alleanza con la Russia e con la coalizione antifrancese e fece dichiarare guerra alla Danimarca che, sconfitta, dovette rinunciare alla propria sovranità sulla Norvegia, che rimase poi fino al 1905 unita alla S. La diffusione delle idee di nasionalita diedero vita ad un movimento panscandinavo, con un'unica monarchia nordica, disegno questo non discaro a re Oskar I (1844-59), che sperava di potere in tal modo riunire sotto il proprio scettro anche la Danimarca. L'avvento del liberalismo portò invece nel 1865 ad una riforma della Dieta dei quattro Stati ed all'adozione del regime rappresentativo
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con un parlamento di due Camere. La S., che al Congresso di Vienna aveva rinunciato a tutti i territori a sud del Baltico, improntò la sua politica a criteri puramente difensivi ed accentuò, soprattutto dopo il 1864 , il suo disinteresse per gli affari europei. Questo neutralismo le risparmiò di essere coinvolta nelle due guerre mondiali della prima metà del sec. xI, e favorì un suo ordinato sviluppo economico e sociale con un progressivo inserimento della classe operaia (rappresentata dal partito socialdemocratico) nella vita politica del paese.
BibL.: non esiste fino ad oggi una storia della S. in lingua italiana. Per storie gener, in lingue europee v. R. SvanströmC. F. Palmstierna, A short history of Sweden, Oxford 1934; I. Andersson, Schwedische Geschichte, Monaco 1950; L. Musset, Les peuples scandinaves au moyen dgn, Parigi 1951. In svedese cf. Sveriges Historia till cdra dagar, III ed. Stoccolma 1919 sgg. in 15 voll. a cure di diversi autori, con una descria. ragionata delle fonti e della bibliogr. di tutta la storia svedese. Sulla storia della Chiesa cf. Svenska Kyrkans Historia, Stoccolma 1933 sgg., opera in corso di stampa sotto la direzione di Hj. Holmquist e H. Pleijel, che sarà completa in nove voll.: Hj. Holmquist-Y. Briloth, Handbok i Svensk Kyrkolistoria, 3 voll., Stoccolma 1940-4S. Sui rapporti con la S. Sede e su argomenti particolari : H. Martin, Gustave Vasa et la réforme en Sodde, Parigi 1906; H. Bisseler, Le Saint-Siige et la Suide durant la seconde moitié du XV le siècle, 2 voll., Parigi-Gineves 1906-12: P. Fiel - A. Serriere, Gustave III et la rentrée du catholic, en Sodde, Parigi 1913; Pastor, XVI, parte $3^{\circ}$, pp. 80-83 (sulla visita di Gustavo III a Roma); G. A. Donner, Kard. Wilhelm von Sabina, pdptl. Legat in den nord, Ländere, Helsinki 1929; W. M. Carlgren, Om Forlands relationer till Sverige och pduedömet 1216-1237, in Historisk Tidskrift, 70 (1950), pp. 247-84.
Silvio Furiani
III. Situazione attuale della Chiesa cattolica in S. - Il 24 genn. 1781 il re Gustavo aveva concesso ai cattolici di S. (che dal 4 maggio 1688 dipendeva dal vicariato apostolico delle missioni nordiche) alcune libertà, e con rescritto del 15 sett. 1783 aveva permesso al vicario apost. Nicola Oster, inviato dal Papa, l'esercizio del governo e della sorveglianza sui cattolici. I primi vicari apostolici ebbero successi assai scarsi. Solo sotto mons. Lorenzo Studach (1833) la situazione migliorò e furono erette chiese a Stoccolma (1837), Göteborg (1865) e Malmö (1872). Nel 1860 fu abrogata la legge, che proibiva agli Svedesi nativi d'abbracciare la religione cattolica sotto pena di confisca dei beni e di esilio. I decreti del 1870 e 1873 portarono nuove facilitazioni. Il 19 maggio 1951 la Camera accettò la legge di libertà religiosa per la prima volta in tutta la storia del paese. Cosl fu tolta pure la proibizione di costruire conventi. La nuova legge, entrata in vigore il $1^{\circ}$ genn. 1952, permette queste costruzioni, previo però il consenso del re o del governo dello Stato. Anche dopo la nuova legge i cattolici sono costretti a contribuire in favore della Chiesa di Stato protestante, esséndo i parroci protestanti incaricati dello stato civile della popolazione. La Chiesa cattolica invece non riceve nessun contributo da parte del governo.
Il vicariato apost. della S. ha attualmente 46 sacerdoti e 2 seminaristi. Il numero delle suore è di 149 , quello dei cattolici di ca. 18.700 , di cui 6000 svedesi; 27 tra i sacerdoti e 140 tra le suore sono esteri: ciò prova con evidenza che la Chiesa in S. ha ancora bisogno dell'aiuto della Chiesa universale.
BibL.: J. Metzler, Die Apatolischen Vihariate des Nordens, Paderborn 1919; E. Müller, Aus dem letzten Taliredericht des schmedischen Bischofs, in Die Weltmission der hatholischen Kirche, Monaco 1952, p. 167.
Nicola Kowalsky
IV. Letteratura. - Una letteratura scritta sorge in S. solo dopo che il cristianesimo introduce nel paese l'alfabeto latino. Della più antica poesia epica, fiorita all'epoca dei Vichinghi e tramandata oralmente, non restano dirette testimonianze, ma di essa si trovano echi non solo nell'Edda e nelle saghe islandesi e norvegesi, ma nelle Gesta Danorum di Saxo Grammaticae, nel Kalevala e persino in alcuni centi popolari russi. Dell'epoca pagana rimangono solo numerose iscrizioni runiche, ma per la loro brevità e la loro non sempre facile interpretazione esse non possono considerarsi vere testimonianze letterarie. Alla

(da Sveden, Stoccolma Hd, p. 58)
Svezia - Trasporto di legname per mezzo di un corso d'acqua.
epoca pagana risalgono nella loro formulazione, anche se redatte nei secc. xili e xiv, le varie leggi provinciali, fissate in brevi versi mnemonici.
Della cultura cristiana, che si venne sviluppando dopo il Mille intorno alle chiese ed ai conventi, testimoniano numerose vite di santi, leggende, cronache e poesie di argomento religioso, composte generalmente in latino. Varrà ricordare i quattro Uffici e la sequenza De spinea corona di Brynolphus, vescovo di Scara (m. nel 1317), il canto Rosa rorans bonitatem di Nicolaus Hermanni in onore di s. Brigida, e gli Uffici di Birgerus Gregorii. Tra le opere di prosa, notevole la biografia della mistica Kristina di Stommels, scritta dal domenicano Petrus de Dacia (m. nel 1298). L'unica grande opera di poesia del medioevo svedese sono però le Revelationes di s. Brigida (1303-73), raccolta in otto libri delle visioni della Santa. Lo stile efficace ed immaginoso di queste Revelationes, aderenti alla realtà ed aperte nello stesso tempo ai più arditi voli mistici, ne fa ancor oggi una lettura interessante, anche a voler prescindere dal valore storico e religioso di esse. S. Brigida si rese anche benemerita della cultura svedese per aver fatto tradurre opere religiose latine, per aver fondato il convento di Vadstena, ove monaci e religiose dell'Ordine da lei creato si occuparono sino, all'avvento della Riforma, di trascrizioni di testi latini e di traduzioni in svedese. Se le opere di Petrus de Dacia e di s. Brigida sono nella linea delle correnti neoplatoniche che allora serpeggiavano per tutta l'Europa, l'autore della Konungastyrelse ("Direzione di re"), rielaborazione del De regimine principum di Egidio Romano, si ispirò invece alle dottrine tomistiche, dominanti nell' Europa medievale.
Per tutto il medioevo, ogni iniziativa culturale è in S. opera della Chiesa, o sorge all'ombra di essa : la prima Università svedese, quella di Uppsala, verrà fondata con bolla papale nel 1477, ed il primo libro verrà stampato,
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nel 1483 , in un convento francescano di Stoccolma. A un francescano è anche dovuto il primo tentativo, non troppo felice in verità, di storia della S. (Prosaisha krōnilum [«Cronaca in prosa $\left.{ }^{*}\right]$ ), e agli Ordini religiosi appartiene anche Enricus Olai, autore della Chronica Gothorum, la prima importante opera storica svedese. Verso la metà del sec. xitt si diffuse anche in S. la cavalleria con i suoi ideali religioso-profani ed il suo comune patrimonio di racconti e di leggende. L'unica testimonianza diretta della diffusione dei racconti cavallereschi sono però le tre cosiddette Cuneovi di Enfemia (Enfemia nisorna). All'inizio del 1400 verranno poi tradotte le leggende di Alessandro Magno, di Carlomagno e di Teodorico. Caratteristiche del mondo nordico, anche se nate sotto altro cielo e spesso ispirate a motivi leggendari non autoctoni, sono le canzoni a ballo, anonime. Diffuse con varianti minime in tutta la Scandinavia e trascritte nei secoli seguenti secondo criteri tutt'altro che scientifici, esse non offrono ora elementi per poter giudicare se vi sia stato in questo campo un apporto particolare svedese.
Mentre per tutto il medioevo la S. è partecipe della comune cultura europea, con l'avvento della Riforma protestante essa viene a trovarsi staccata non solo da Roma, ma dalla cultura dei paesi latini, prima ancora che le correnti umanistiche, postulanti una maggiore libertà e indipendenza del pensiero, fossero giunte sino ad essa. Modesta figura di umanista quella di Conrad Rugge, laureato in legge a Perugia nella seconda metà del sec. xv e poi vescovo di Strängnäs. Indubbiamente più grandi le figure di Olaus Magnus (m. nel 1544), ultimo arcivescovo cattolico della S., e del fratello Johannes. Esuli entrambi a Roma, cercarono uno sfogo alla loro nostalgia della patria ed ai loro sogni umanistici di un più grande passato nella composizione di fantastiche opere storiche. Sia la Historia de omnibus Gothorum Suenumque regibus di Olaus, pubblicata a Roma, postuma, nel 1580 , che la Historia de gentibus septentrionalibus di Johannes, pubblicata a Roma nel 1554 , furono conosciute in tutta Europa (alla prima si ispirò anche il Tasso per il suo Torrismondo), Maggior senso critico, ma non maggiore obiettività scientifica, si trova nella Svenska Kröniha (a Cronaca svedese e) di Olaus Petri (m. nel 1552). Già discepolo di Lutero a Wittenberg, egli fu tra i primi a diffondere in S. il protestantesimo e si occupò, insieme al fratello Laurentius Petri, della traduzione svedese della Bibbia voluta da Gustavo Vasa. Sempre sull'esempio di Lutero, egli tradusse e compose anche numerosi salmi, e a lui è anche stata attribuita la Tobiae comedia, il primo tentativo drammatico svedese degno di nota. Se la Riforma protestante venne indirettamente a favorire il consolidarsi di una lingua nazionale (i problemi affrontati e risolti da Olaus Petri nella sua traduzione biblica sono alla base dello svedese moderno) e promosse il diffondersi della cultura tra i laici, pure essa venne a segnare nel complesso una battuta di arresto nel campo culturale e scientifico, occupando esclusivamente gli animi - per decenni - in polemiche religiose ed in dispute teologiche. Oltre al già ricordato arcivescovo Laurentius Petri basterà citare i nomi di Abraham Angermannus, di Petrus Ioannis Gothus e di Laurentius Paolinus Gothus. La biografia di Gustavo Vasa scritta nel 1533 da Petrus Swart e le poesie in suo onore composte in latino dal poeta di corte Henricus Mollerus valgono ad indicare i gusti del tempo, mentre le incertezze lasciate negli animi dai rivolgimenti religiosi e politici ben appaiono nella Scandia illustrata di Johannes Messenius (1579-1639). Durante il Regno di Gustavo Adolfo (1611-32) si ha un maggior interesse per le scienze e per la letteratura, ormai svincolatesi dalla teologia: sorgono l'Archivio di Stato, nuove università e biblioteche : la S., assurta ormai al rango di grande potenza europea, non vuol più esser seconda a nessuno, nemmeno nel campo scientifico e letterario. Tipico esponente della molteplicità di interessi, dell'ardore di ricerca e degli entusiasmi nazionalistici dell'epoca è Olaus Rudbeck (1630-1702), professore di anatomia, studioso di botanica e di filologia ed autore della immaginosa Atland (1679), nella quale, superando
le fantasie di Johannes Magnus, giunge a identificare nella S. la leggendaria Atlantide di Platone. Maggior valore scientifico ha la prima storia del diritto svedese (De jure Sveunum et Gothorum vetusto) di Johan Stiernhöök. Dando inizio al primo dizionario della lingua svedese (Gambla Swea och Götha males fätebur) e pubblicando il Codex argentus di Ulfila, Georg Stjernhjelm (1598-1672) persegue un fine nazionalistico, ed è l'amor di patria che lo spinge a «far cantare per la prima volta le muse in svedese» nel suo poema epico in esamete Hercules (1658), opera non ispirata liricamente, ma fondamentale per il successivo sviluppo della letteratura. Dimenticate sono ora le opere dei numerosi imitatori di Stjernhjelm, come dimenticato è anche Samuel Columbus (1642-79), ma vive sono ancora le poesie di Lars Wivallius (1605-69) e di Lars Johansson (1638-74) conosciuto sotto il nome di Lucidor l'infelice. Specie di Villon nordico, ribelle e vagabondo, Lars Wivallius compose i suoi canti migliori in carcere. Come Wivallius, anche Lucidor campò la vita cantando a nozze e funerali : la gioia dell'ebrezza è da lui sentita con un pesante sensualismo nordico, che si ritroverà poi in molti poeti svedesi. Verso la fine del secolo lo spirito classicheggiante del Trissino e dello Opitz, ammirati ed imitati dallo Stjernhjelm e dai suoi seguaci, è soffocato dall'influsso del marinismo italiano e della seconda scuola slesiana. Più che Johan Lillienstedt (1655-1732), traduttore del Guarini, e di Christofer Leyoncrona (1662-1710) varrà ricordare Guano Eurelius Dahlstierna, imitatore del Marino. Alla Francia guardano invece Israel Holmström, imitatore di Scarron, e Johan Runius (1679-1713). Ma la sconfitta della Poltava (1709) soffoca qualsiasi sogno nazionalistico, riportando i poeti verso la realtà o verso un più complesso atteggiamento religioso. Se i fermenti religiosi dell'epoca trovano sfogo nel misticismo allucinato di Swedenborg (1707-78), autore di molte opere scientifiche e filosofiche, non meno rappresentativa del Settecento svedese è la limpida semplicità della prosa di Linneo (1707-78), specialmente avvincente nella descrizione dei viaggi in Lapponia ed in Olanda. Più che sotto il segno della speculazione religiosa, il secolo è, anche in S., sotto quello della scienza e della corte, ed in onore della prima e sotto la protezione della seconda sorgono a Stoccolma numerose accademie e società scientifiche e letterarie : ultima in ordine di tempo ma non di importanza l'Accademia svedese, fondata nel 1786 da Gustavo III, e tuttora viva e operante nella vita culturale del paese. Nello stesso anno del viaggio in Lapponia di Linneo (1732) viene pubblicato a Stoccolma, su modello dello Spectator dello Addison, il primo importante settimanale svedese, Then swänska Argus (a L'Argo svedese 1), a cura di Olof Dalin. Porta di corte, storico ufficiale della nazione e precettore del principe ereditario, Olof Dalin (1708-63) è la figura più notevole dell'epoca gustaviana. Più che un poeta ispirato o un pensatore originale, egli fu un animatore ed un volgarizzatore; si ricordi la sua Storia della S. (Svea rikes Historia), la Storia del cavallo (Saga om hästen) e alcune canzoni in onore della natura. Dimenticate sono ora la sua commedia Den afwundsiuke ( $\times$ II geloso e) e la sua tragedia Brynilde. Alle idee del razionalismo voltairiano, di cui Dalin si era fatto diffusore, si comincia a opporre, dopo la metà del secolo, un sentimentalismo di tipo rousseauiano, ed il mutar del gusto favorisce il successo dei poeti dell' ordine dei costruttori del pensiero * (Tankefsygarorden) aperti sia alle esigenze del sentimento che a quelle della ragione. Al centro del gruppo è la poetessa H. C. Nordenflycht (1718-63), autrice della sentimentale raccolta Den sorgande Tretardufvam ( $\times$ La tortora addolorata e) ancora valida per la sincera ricerca della verità da parte dell'autrice, eternamente in lotta con se stessa nel tentativo di conciliare razionalismo e sentimentalismo, religione tradizionale e filosofia illuministica. Più grandi come poeti G. F. Gyllenborg (1731-1808) e G. P. Creutz, autore dell'elegante poema pastorale Atto och Camilla ( $\times$ Atto e Camilla e). Con la morte di Dalin e della Nordenflycht, con la partenza di Creutz per l'estero e con il ritirarsi di Gyllenborg dal campo della letteratura militante si fa un vuoto nel
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(ftst. Berndt Jahnsson)
Svezia - Cripta della cattedrale di Lund (sec. xII).
Vingilio, Orazio, Ovidio e Racine. La S., già dominata dalla cultura classicistica francese, si volge ora dimostrativamente verso la filosofia e la poesia tedesche, mentre l'avvento al trono del francese Bernadotte chiude il tragico ed agitato periodo napoleonico, e la perdita della Finlandia, non compensata né politicamente né sentimentalmente dall'annessione della Norvegia, fa sorgere una nuova forma di acceso nazionalismo.
Mentre il classicismo francese aveva regnato sovrano specialmente nella capitale, il pensiero tedesco trova i suoi primi cultori in provincia, specialmente tra gli studenti dell'Università di Uppsala. Sono essi a fondare la prima società romantica, Music amici, ben presto ( 1807 ) tramutata nell'Aurora förbundet ("Lega Aurora "). Anima del gruppo dei "fosforisti", come questi giovani vennero chiamati dalla loro rivista Phosphorus, è il giovane P. D. A. Atterbom (1790-1825), e suo è il prologo premesso in un numero della rivista per esporre il programma estetico filosofico del movimento, ispirato alla metafisica romantica ed alla dottrina schellingiana di unità di natura e spirito. Meno oscuro il romantico simbolismo del suo ciclo poetico Blommorna ("I fiori"). Per sfuggire all'insoddisfazione del presente, si sognavano paesi lontani e favolosi, quale l'Oriente biblico, o semplicemente più favoriti dal clima, come l'Italia, ma solo pochi di questi giovani, e fra questi Atterbom, poterono realizzare il loro sogno. L'esperienza italiana, preceduta da un contatto diretto con i maggiori rappresentanti del romanticismo tedesco, portò Atterbom ad una maggiore chiarezza concettuale, o almeno ad una maggiore plasticità e ricchezza formale. A questa esperienza sono direttamente legati i due poemi allegorico-lirici Lyckselighetensö ("L'isola della beatitudine ") e Fogel Bid ("L'uccello azzurro "), nei quali il nostalgico desiderio di bellezza di tutto il romanticismo svedese è superato in nome di una più alta istanza etica. Nominato professore di estetica all'Università di Uppsala, Atterbom si occupò con entusiasmo di critica letteraria; la sua opera Stowska siare och skaldor ("Poeti e vegganti svedesi") viene considerata come il primo tentativo di storia letteraria svedese.
Negli stessi anni viveva anche a Uppsala, al di fuori di ogni gruppo e polemica letteraria, E. J. Stagnelius (1711-95). Tragicamente consapevole del dualismo tra materia e spirito, egli compone poesie musicalissime di allucinata sensualità e di intenso misticismo, che sonora e spirito alte espressioni liriche della letteratura svedese. Oltre al vasto ciclo poetico Ljlior i Saron ("I gigli di Saron "), da ricordare il suo poema Vladimir den store ("Vladimiro il grande") e la tragedia Bacchanterna ("Le Baccanti "). Ad un platonico misticismo è anche ispirata la severa lirica di Eric Sjöberg (1794-1828), più conosciuto sotto lo pseudonimo di Vitalis, vissuto anche egli a Uppsala, in aperta polemica con i fosforisti. Le lotte di fine Settecento tra i fautori del classicismo ed i preromantici sembrano riaccondersi ora tra i rappresentanti delle due correnti romantiche dei fosforisti e dei goticisti. I membri della lega gotica (Götiska Forbundet), fondata a Stoccolma nel 1811, opponevano i loro ideali eticostorici a quelli puramente estetici dei fosforisti, e alla evasione nello spazio da questi sognata preferivano una evasione nel tempo, nella direzione già indicata secoli prima da Olaus Magno. Capo ufficiale della Lega fu P. H. Ling (1776-1839), più noto per aver creato la ginnastica svedese che per le sue mediocri poesie; ma la personalità più notevole del gruppo fu senza dubbio E. G. Geijer (1783-1847), poeta e storico, filosofo e musicista. Nel primo numero della rivista Iduna (1812) furono pubblicate le sue poesie Odalbunden ("Il libero contadino ") e Vikingen ("Il vichingo "). che lo resero subito famoso in tutta la Scandinavia. Il libero contadino che ricostruisce regni e paesi condotti alla rovina dalle
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(fat. Fadesa Finoczes)
(fat. Fadesa Fieseres)
(fat. Fadesa Fieseres)
In alto a destra: PORTA FIAGGIA - Sunt. In alto a destra: ROVINE DEL CASTELLO MEDICALE, detto di Carfonogno - Sunt. In basso a sinistra: INTERNO DELLA CHIESA DI E. MARIA DEL PORTO, adattata in una tomba eccessiva - Sunt. In basso a destra: CRIPTA DELLA CATEGORALE ROMANICA di matanti lombardi (sec. xv-xv) - Sunt.
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# TAV. CX
## SVEZIA
### (Ed. Scandinava, Riviera Egizio)
### (Ed. Bodele, Stoccolma 1945, p. 20)
In alto a sinistra: **IL VILLAGGIO DI BOHULSAN** sulla costa occidentale avodese, uno dei principali porti per la pesca e importante stazione balneare. In alto a destra: **L'ANTICA CITTÀ DI VISBY** nell'isola di Gotland. In basso a sinistra: **IL GRIPSHOLM**, iniziato nel 1537 nel Södermanland. In basso a destra: **VEDUTA NOTTURNA DEL MUNICIPIO** sulle rive del lago Mäuren, architetto Bagnas Östberg (1911-20) - Stoccolma.
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(da G. Uymark, Architektur der Renaissance in öckweden, Dresda 1900)
(fot. Larson)
In alto a sinistra: INTERNO DELLA CHIESA DEL MONASTERO di Vadstena costruita tra il 1388 e il 1430, ora chiesa parrocchiale luterana. In alto a destra: INTERNO DEL DUOMO (sec. xili). - Lund. In basso a sinistra: PORTALE DELLA CHIESA DI S. GIACOMO, opera di Wale (sec. xxi) - Srocotima. In basso a destra: CHIESA ABBAZIALE DI VARNHEM di origine cistercense (sec. xili) - Vänergötland.
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(fol. Fides)
In alto a sinistra: PORTA DELLA CHIESA DI ROGSLÓSA (sec. xi). In alto a destra: URNA IN ARGENTO di s. Erico, re e martire, fondatore e patrono di Stoccolma (sec. xiv), conservata nel duomo di Uppsala. In basso: SALA CAPITOLARE DEL MONASTERO DI VADSTENA (fine sec. xiv - inizio sec. xv).
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smanie di guerra dei potenti ed il vichingo spinto da una eterna inquietudine a guerre di conquista in terra straniera sono per Geijer il simbolo delle antiche libertà nordiche e delle caratteristiche eterne della nazione. Agli stessi ideali nazionalistici sono ispirate anche le sue opere storiche Svea vikes hófder ("Annali del Regno di Svezia") e Svenska folkets historia ("Storia del popolo svedese"), capolavori entrambi dello storicismo romantico svedese. L'altro grande poeta legato al movimento gotico fu E. Tegnér (1782-1846). Conservatore in politica come Åmermann (Geijer passerà invece nel 1838, in modo drammatico e dimostrativo, al campo liberale) e grande ammiratore di Napoleone in cui vedeva incarnato il genio del secolo, Tegnér fu subito conosciuto in tutta la S. per il suo poema patriottico Svea (1811) ispirato alla dolorosa perdita della Finlandia. Lontano sia dallo storicismo di Geijer che dalle metafisiche oscurità dei fosforisti, Tegnér è l'erede, in clima romantico, della migliore tradizione gustaviana, e le sue belle odi di pensiero lo mostrano alla ricerca di una chiarezza e di una umanità nello spirito del classicismo di Weimar. Grandissima fortuna ebbe in tutto il Nord il suo breve poema in esametri Fritiofs Saga ("La saga di Fritiof") nel quale gusto neoclassico ed entusiasmo romantico per le antichità nordiche sono fusi con grande eleganza. Ma poco dopo la pubblicazione della Saga di Fritiof, lo spirito del poeta si ottenebra, e da allora in poi Tegnér riuscirà solo di rado a raggiungere nella poesia quell'equilibrio che ormai più non lo sorreggeva nella vita. Tra gli epigoni del romanticismo varrà ricordare K. A. Nicander (1799-1839) melodioso cantore dell'Italia in opere che suscitarono l'entusiasmo dei contemporanei. L'Italia sarà anche il principale motivo di ispirazione di C. V. Böttiger (1807-78) e di C. J. G. Snolsky (1841-1903) continuatori in questo della tradizione romantica. Ma anche se gli epigoni ne faranno ancora per molti anni riecheggiare i motivi, l'epoca d'oro del romanticismo svedese può considerarsi terminata intorno al 1830 , quando una concezione più realistica della vita e della letteratura porta ad un prevalere della prosa sulla poesia, della descrizione esatta sulla evocazione e trasfigurazione fantastica, e gli interessi vengono a poco a poco a polarizzarsi, anche nel campo letterario, sui problemi sociali. Tipico rappresentante di questo periodo di trapasso è Jonas Love Almquist (1793-1866), incline al misticismo swedenborghiano ed in contrasto non solo teorico (fu forse omicida, e certamente bigamo) con la tradizionale morale cristiana, romanticamente attirato da tempi e paesi lontani, ma realisticamente teso alla soluzione dei problemi sociali contemporanei. Tra la sua vastissima produzione, di valore molto disuguale, si trovano alcune delle opere più interessanti della letteratura svedese: la fantastica e geniale storia di Tintomara, quella di Araminta May ed il racconto Signora Luna, compresi tutti nella enorme raccolta di drammi, romanzi e racconti Törnrosens bok ( 1 Il libro di Rosaspina»). Grandissimo fu lo scandalo suscitato dal suo bel racconto Det gör an ("Può andare»). Mentre Almquist pone così il problema della donna lavoratrice e del suo diritto all'amore, anche fuori del vincolo matrimoniale, Federica Bremer (1801-65) lotta perché vengano concessi alla donna pari diritti sia nel campo dell'istruzione che in quello dell'amministrazione del patrimonio familiare; grande fu il successo sia dei suoi romanzi d'ambiente borghese (da ricordare Presidentens döttrar ["Le figlie del presidente "], Grannarna ["I vicini "]) che delle sue descrisioni di viaggio in America (Hemmen $i$ den nya verlden ("A casa nel nuovo mondo "]) ed in Europa (Livet $i$ pamla verlden ["La vita nel vecchio mondo "]). Mentre Almquist e Federica Bremer sembrano preludere alla letteratura avvenire, Gunnar Wennerberg (18171901) si ispira invece alla tradizione bellmaniana di una poesia cantata per i suoi Gluntarna ("I ragazzi"), gioiosi e sentimentali dialoghi di vita studentesca. Al tradizionale nazionalismo svedese si ispirano - negli stessi anni sia C. W. Strandberg (pseud. Talis Qualis; 1818-77) che O. P. Sturzen-Becker (pseud. Orvar Odd; 1811-69), appassionati fautori dello scandinavismo. La nota patriottica nazionale predomina nella letteratura in lingua

(fot. Fides)
Svezia - Il * Codex aureus * dei Vangeli (sec. viII) - Stoccolma, Museo nazionale.
svedese della Finlandia, oramai sotto il dominio russo, ove ad un romantico interesse per il popolo si aggiunge la nostalgia per le antichità nordiche, sentite come nazionali. Il maggior rappresentante di questo romanticismo è J. L. Runeberg (1804-77), cantore della misera vita dei contadini della sua terra nel poema Elgskyttarne ("I cacciatori di elci"), evocatore di un mitico mondo nordico in Kung Fjalar ("Re Fjalar") e creatore della poetica epopea nazionale Fänrik Stål sägrar ("Racconti del portabandiera Stal") ispirati alla guerra russo-svedese del 1808-1809. Sempre in Finlandia, la storia nazionale viene anche rievocata in tono di leggenda da Z. Topelius (1818-98), noto specialmente per le sue fube. Ad Almquist ed al naturalismo francese si ispira intanto, in S., A. V. Rydberg (1828-95) : si ricordano la romantica novella Singaalla ed i due romanzi storici Den siste ethenaren ("L'ultimo ateniese ") e Vapensmeden ("L'armaiuolo"), ispirati il primo al contrasto tra mondo classico e cristianesimo nel periodo ellenistico, ed al contrasto tra cattolicesimo e protestantesimo il secondo, ambientato nell'età della Riforma protestante. Analoghe aspirazioni ad una libertà religiosa cristiana al di fuori di ogni dogma si trova nella sua opera Bibelns lära om Kristus ("L'insegnamento della Bibbia su Cristo»). Minor sforzo concettuale e maggior equilibrio artistico è nelle Romerska sägrar om apestiarne Paulus och Petrus ("Racconti romani sugli apostoli Paolo e Pietro") e in Romerske kejsare i marmor ("Imperatori romani nel marmo"). Un uguale idealismo, ma un maggiore interesse per i problemi sociali, si trova nelle opere di Carl Snolisky (1841-1903), del quale si sono già menzionate le poesie di argomento italiano e che può considerarsi un discepolo dei parnassiani. Egli è il principale rappresentante degli «Pseudonimi" (Signaturer), membri tutti della \& Società dei senza nome fondata ad Uppsala nel 1860. Ormai l'epoca dell'idealismo romantico è definitivamente tramontata anche in S., dove, come in Danimarca con Brandes ed in Norvegia con Ibsen e con Bjornson, la letteratura affronta i problemi sociali e politici del giorno. La figura più rilevante e più discussa di questo periodo è quella di A.
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(da Guide dei monumenti scritte per lis membres da SIIIS Congres International d'vist, de l'art, Stoccolma 1931, pp. 21)
Svezia - S. Giorgio e il drago, Affresco del 1451-52 - Vendel, Chiesa.
Strindberg (1849-1912). Sensibilissimo e spietato, libero pensatore e mistico, liberale e socialista, anarchico e nietzschiano, egli fu sempre fanaticamente attaccato alla sua convinzione del momento; egocentrico in maniera parossistica e patologica, fu in ogni modo dotato di vera genialità e di potente forza creativa. Grande fu lo scandalo da lui suscitato nel 1879 con Röda rummet ("La sala rossa "), che può considerarsi il primo romanzo svedese moderno; più equilibrato ed artisticamente valido, anche se meno originale, Hemsöborna ("Gli abitanti di Hemso "). Diversissimo il tono in I Hafsbandet ("Sul mare") ove è annunciata la morale nietzschiana del superuomo. Carattere dichiaratamente autobiografico hanno Tjänstekvinnans son ("Il figlio della serva "). Inferno, e lo spaventoso Plaidoyer d'un fou, diretto contro la moglie in particolare ed il sesso femminile in generale. Allo stesso furore misogino sono ispirati i drammi Fadren ("Il padre"), Dödsdansen ("La danza macabra"), mentre più distaccato e oggettivo, nel suo spietato naturalismo, è l'atto unico Fröhen Julie ("La signorina Giulia "). I drammi Till Damashus ("Verso Damasco ") e Advent ("Avvento") testimoniano una crisi mistica, cattolicheggiante più nella forma che nella sostanza, mentre il simbolismo religioso del dramma espressionista Drömspelet ("Il sogno") non ha più molto di cristiano. Delle sue conquiste stilistiche e formali nel campo della narrativa seppero far tesoro gli scrittori della "Giovane S." direttamente influenzati dal naturalismo danese e dalla contemporanea letteratura norvegese. Tra essi si ricordano G. af Gejerstam (1858-1909), Anne Charlotte Edgren (1849-92), Ola Hanson (1860-1925), poi seguace di Nietzsche e infine convertito al cattolicesimo, e Victoria Benedictson (1850-88; pseud. di Ernst Ahlren). Ormai il naturalismo che ha combattuto, ed in parte vinto, la sua battaglia, non ha più niente di nuovo da dire, e contro il "realismo da ciabattini" degli scrittori della "Giovane S." si leva verso il 1890 la voce di V. von Heidenstam (1859-1940), di O. Levertin (1862-1906) e degli altri neoromantici. Come il naturalismo si era opposto al romantico culto degli ideali, ci si oppone ora ad esso in nome di un aristocratico ideale di bellezza. Se la muta dimostrazione di dolore delle masse proletarie alla morte di Strindberg sancisce la portata sociale del suo successo, nel campo letterario trionfo invece l'estetismo aristocratico di Heidenstam. Dopo una gioventù passata in gran parte in Italia ed in Oriente, Heidenstam conosce il successo con la raccolta di poesie Vallfart och Vän dringsår ("Pellegrinaggi ed anni di viaggio") e con il romanzo Endymion ("Endimione "). Seguono il saggio Renässance ("Rinascimento") e Pepitas bröllop ("Il matrimonio di Pepita"), feroce satira del naturalismo scritta
in collaborazione con O. Levertin. La contrapposizione di due mondi è anche il motivo principale di Hans Alienus, ed il temporaneo ritorno del protagonista Hans alla sua patria del nord prelude al definitivo ritorno del poeta alla natura del suo paese. La terra di S. ed il popolo svedese, "troppo piccolo per creare un grande regno ma abbastanza grande per generare grandi uomini ", sono d'ora in poi i motivi preferiti del poeta che aspira a divenire vate della nazione. Si ricordano le raccolte di poesie Ett folk ("Un popolo») e Nya Dikter ("Nuove poesie»), i romanzi Karolinerna ("I soldati di Carlo XII "), Heliga Birgittas pilgrimsfärd ("Il pellegrinaggio di s. Brigida"), Folke Flöyter e Bjölbourvet ("L'eredità di Bjälbo "), i saggi storici Svenskerna och deras höndingar ("Gli Svedesi ed i loro capi") e l'autobiografia När hastanjerna blommade ("Quando fiorivano i castagni") pubblicata postuma nel 1941.
Di Levertin, ben presto affiancatosi ad Heidenstam nella lotta contro il naturalismo, sono da ricordare le belle liriche di Legender och visor ("Leggende e canzoni "), di Nya Dikter ("Nuove poesie») e di Dikter ("Poesie»), le raffinate Rococonoveller ("Novelle del rococó"), gli acuti saggi Diktare och drömmare ("Poeti e sognatori ") e Svenska gestalter ("Figure svedesi "). Il suo capolavoro è però indubbiamente il poema Kung Salomo och Morolf ("Re Salomone e Morolf ").
Mentre il paesaggio evocato da Heidenstam è spesso generico, la natura della provincia svedese, e specialmente del Värnland e della Dalercarlia, viene cantata con grande immediatezza e senza alcun sospetto di retorica da G. Fröding (1860-1911) e da E. A. Karifeldt (1864-1931). Comuni ad entrambi un amore esclusivo per la terra natale ed una grande capacità di evocazione umoristica della vita provinciale e paesana. Temperamento complesso e tormentato, Fröding dopo il successo delle prime sue due raccolte di versi Guitarr och Dragharmonica ("Chitarra e fisarmonica") e Nya dikter ("Nuove poesie») cerca invano di placare nel canto la sua angoscia sempre crescente, sino a che lo scandalo da lui involontariamente suscitato con alcune poesie della raccolta Stönh och fither ("Spruzzi e brandelli") lo spinge definitivamente oltre le soglie della pazzia. Più serena la musa di Karlfeldt, alieno da problemi filosofici e religiosi, pago di abbandonarsi all'eberzza del canto ed al virtuosismo verbale. Si ricordano le sue raccolte di poesia (spesso musicate, secondo la tradizione svedese) Fridolins visor ("I canti di Fridolin "), Fridolins lastgård (" Il parco di Fridolin "), Flora och Pomona ("Flora e Pomona "), Flora och Bellona ("Flora e Bellona ") e Hösthorn ("Corno di autunno "). Sempre intorno al 1890 il Värnland viene anche evocato in un'atmosfera di leggenda e di poesia nel famoso romanzo Gösta Berlings Soga ("La saga di Gösta Berling") di Selma Lagerlöf (v.). Molto fortunata la successiva produzione di questa scrittrice, più sostenuta dall'entusiasmo e dalla fede nei valori dell'ideale che da grandi capacità stilistiche e formali. Fröding, Karlfeldt e Selma Lagerlöf cantano la provincia svedese proprio mentre essa sta per esser definitivamente travolta dal progredire della civiltà industriale: d'ora in poi la realtà quotidiana della vita di provincia verrà esaminata con occhi impassibili, sarà spesso descritta in funzione di una polemica sociale, sarà oggetto di satira o di umorismo, ma non verrà più poeticamente trasfigurata. Già incrinato da preoccupazioni realistiche è il neoromantizismo di Pär Hallstrom. Stoccolma trova invece i suoi poetici cantori, di tono quasi crepuscolare, in H. Söderberg (1869-1947) autore del noto romanzo Martin Birk's ungdom ("La giovinezza di Martin Birk") ed in Bo Bergman. L'interesse si sposta dalla città ai suoi abitanti con S. Siwertz (1882), attento osservatore della borghesia arricchita del primo dopoguerra, nei suoi romanzi e specialmente in Salambs ("I Selamb "). Nulla di poetico avrà più l'immagine della capitale svedese nel crudo romanzo Kungsgatan di Ivar Lo-Johnasson, uno dei molti moderni scrittori proletari svedesi.
Difficile tracciare in modo unitario lo svolgersi della letteratura svedese degli ultimi cinquant'anni, successivamente, quando non contemporaneamente, influenzata
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dai diversi movimenti di pensiero europei nonché dalla narrativa americana, e determinata dalla fusione e dalla coesione di tendenze tra loro diverse, spesso inconciliabili nei paesi d'origine. Tra gli scrittori proletari, diversi provengono dal Norrland. Già alla fine del sec. xix si era fatta sentire da questa regione la voce di protesta di Pelle Molin (1864-96); seguirono, tra gli altri, Olof Högberg (1885-1932: si ricorda il suo romanzo Stora orede ("La grande ira "]), Gustav Hedenvind Eriksson, Eyvind Johnson. Unica voce di consenso al processo di industrializzazione cui era sottoposto il paese quella di L. Nordström (1882-1942). Opera di polemica sociale, sempre ambientata nel Norrland, è il romanzo Timmerdalen di Martin Koch, il primo in ordine di tempo degli scrittori proletari svedesi, mentre la tristezza del paesaggio e la miseria e l'isolamento degli abitanti sono poeticamente civissuti nell'opera di Den Anderson (18801920) che da quella tristezza e da quella miseria seppe liberarsi solo nella trasfigurazione artistica, creando poesie di intensa musicabtà e demonica bellezza (da ricordare la raccolta Svarta kollader ("Ballate nere ")) e artistiche novelle di un forte realismo. Grande era stata l'impressione suscitata dalla prima guerra mondiale, scoppiata mentre il mondo delle lettere svedesi sembrava convertirsi, sotto l'influsso della filosofia bergsoniana, ad una maggiore fede nella vita, ma ancora più forti e decisive furono le conseguenze del caotico dopoguerra europeo: caratteristici i titoli del romanzo di Siwertz, Eldens ätershen ("Il riflesso del fuoco"), e delle prime raccolte di poesie di Pär Lagerkvist: Angest ("Angoscia») e Kaos. L'esperienza dell'espressionismo tedesco fu decisiva per Harriet Löwenhielm (1887-1918), che da un sottile ed intellettuale giuoco lirico giunge a gridare la sua angoscia di fronte al dolore ed alla morte, e per Edith Södergran (1892-1923), ispirata poetessa finlandese di lingua svedese. Che il disorientamento nel campo del pensiero preludesse ad una crisi nel campo sociale ed economico fu specialmente chiaro dopo che il suicidio di Kreuger (1932) pose fine ad un periodo di fittizia prosperità. Una buona testimonianza di questo momento di crisi è data nella raccolta di saggi Tvd generationer ("Due generazioni") di Sven Stolpe, già agitato da quella crisi religiosa che, dopo averlo avvicinato al movimento di Oxford, ne farà un convinto assertore della fede cattolica. Contemporaneo (1929) è il debutto di "cinque giovani scrittori proletari" (A. Lundkvist, Harry Martinson, J.