volume-11

Back to Volumes
one. I paesi sudditi aspiravano all'uguaglianza con i cantoni dominanti e le popolazioni volevano liberarsi dal predominio dei patriziati cittadini. Nella seconda metà del sec. xvili si hanno insistenti movimenti di ribellione che precedono lo scoppio della Rivoluzione Francese.

Dopo il 1789 alle agitazioni democratiche seguono le repressioni aristocratiche. La S. diventa campo di osservazione tra gli agenti rivoluzionari francesi e quelli monarchici francesi ed europei. A Parigi i democra-
tici svizzeri fanno appello per la liberazione della S. dalle oligarchie cantonali. Dopo la spedizione di Bonaparte in Italia, il possesso della S. acquistò grande importanza come via di comunicazione tra Italia e Francia, e nel 1798 le divisioni francesi entrarono in S.: nell'apr. ad Aarau, sotto gli auspici francesi, un'assemblea proclamò la Repubblica Elvetica unitaria e democratica invece della vecchia Confederazione di Stati sovrani aristocratici. Alle decisioni di Aarau risposero i cantoni rurali ribellandosi, ma furono domati con la forza. Requisizioni e contribuzioni forzose colpirono allora le popolazioni. Il diretorio di Aarau concluse con il governo di Parigi un'alleanza difensiva ed offensiva; la Francia si assicurò il libero passaggio per i suoi eserciti ( 19 ag. 1798). I tradizionalisti riempirono il paese di controversie e di lotte. Per troncarle il Primo Console impose una nuova Costituzione (Atto di Malmaison) che stabiliva una Confederazione di 17 Cantoni con autonomia e costituzione censitaria ( 29 apr. 1801). La Dieta respinse tale costituzione e ne stabili un'altra che i Francesi respinsero a loro volta. Ne derivò una nuova occupazione militare del paese. Nella Consulta Elvetica di Parigi del 1803 il Primo Console diede una nuova Costituzione (Atto di mediazione). Si ebbero allora 19 Cantoni con larga autonomia; ad unirli restò solo l'uguaglianza dei cantoni che formavano la Dieta. Napoleone si proclamò protettore della Repubblica Elvetica e le impose la sua alleanza. Caduto Napoleone, nel 1814, i partigiani del vecchio regime si sollevarono ed organizzarono un governo a Lucerna. Le potenze europee però rifiutarono il consenso e decisero che si 19 Cantoni napoleonici venissero aggiunti tre nuovi Cantoni: Neuchâtel, Vallese, Ginevra; poi il 20 nov. 1815 firmarono la «Dichiarazione della neutralità perpetua della S. e della inviolabilità del suo territorio ". Il Patto federale del 7 ag. 1815 stabili che la S. fosse una Confederazione perpetua di 22 Stati sovrani. Ogni Cantone regolava da sovrano la propria Costituzione, istituzioni comuni furono solo quelle della diplomazia e della guerra. La Dieta federale doveva sedere alternativamente nelle tre città di Berna, Zurigo, Lucerna, sotto la direzione del Consiglio centrale del luogo. Dopo un periodo di tranquillità incominciò verso il 1830 quello che gli Svizzeri chiamarono periodo di rigenerazione. Il trionfo del sistema oligarchico del 1815 aveva, infatti, determinato nuove agitazioni, rivoluzioni, guerre civili.

Si formò un partito detto "radicale" che voleva la revisione costituzionale, intesa a stabilire la sovranità del popolo, il suffragio universale, l'uguaglianza, le libertà di stampa, di associazione, di credenza. Sette Cantoni riformatori crearono una "Lega per la difesa delle riforme"; a Sarnen si formò la "Lega dei Cantoni tradizionaliati». Le discussioni dopo il 1840 si trasformarono in lotta tra Cantoni cattolici e protestanti. Nel 1845 sette Cantoni cattolici, Uri, Schwyz, Unterwalden, Zug, Lucerna, Friburgo, Vallese crearono una Lega separata (il Sonderbund) per difendere i loro diritti tradizionali
contro il radicalismo protestante che voleva l'espulsione dei Gesuiti. La Costituzione del 1848 riorganizzò la Confederazione secondo il programma radicale. Alla federazione di Stati (Staatenbund) del 1815 venne sostituito uno Stato federale (Bundesstaat) con un diritto pubblico federale superiore a quello cantonale. Berna diventò capitale federale con la presidenza e l'assemblea formata dal Consiglio nazionale e dal Consiglio dei Cantoni. La Confederazione ebbe piena competenza per la diplomazia, esercito, dogana, moneta, finanze, poste, ferrovie. I cittadini divennero allora cittadini della S. e non più dei Cantoni e ne nacque veramente la concezione della nazione svizzera ( 12 sett. 1848). Cessarono, cosi, le lotte interne : i Cantoni cattolici lentamente si adattarono sfruttando i vantaggi di libertà assicurati dal programma radicale moderno. Più tardi si ebbero revisioni della Costituzione, come nel 1874 , in modo da rafforzare il potere centrale. Nuove riforme democratiche furono introdotte, quali quella della iniziativa popolare per certe leggi e quella della sanzione popolare per certi provvedimenti governativi. Dopo il 1891 si stabili che riforme costituzionali potessero essere proposte da 50.000 cittadini e sottoposte al voto popolare (referendum). La neutralità della Confederazione attraversò felicemente le due grandi crisi delle guerre del 1914-18 e del 1939-45: le potenze europee hanno considerato la Confederazione Svizzera come una felice oasi di pace adatta per le trattazioni e le discussioni internazionali. Gli Svizzeri però poco fidandosi delle potenze hanno creato un esercito piccolo ma agguerrito per difendere la loro civiltà.

Bibl.: J. Dierauer, Gesch. der schweiz. Eidgenossenschaft bis 1836 , Gotha 1887-1922: 3* ed. 1919-22; id. Hist. de la Confédérat. suisse, trad. di A. Reymond, 6 voll., Locarno 1910-19 con alcuni voll. in $2^{\circ}$ ed. ivi 1927-29; E. Gagliardi, Gesch. der Schweiz, Zurigo 1920: 4* ed. ivi 1939 (trad. franc. di A. Reymond, Hist. de la Suisse, I, Locarno 1923); H. Nabholz, L. v. Mursit, R. Feller, E. Dürr, Gesch. der Schweiz, Zurigo 1932 (vi è solo il I vol. sino al sec. xvi). Sulle origini è da vedere: H. Nabholz, Die neueste Forschung über die Entstehung der schweiz. Eidgen. in Papsttum und Kaisertum, in Festgabe Kehr, Monaco 1928. Sulle lotte con gli Asburgo, v. M. Uhcha, Handbuch d. Gesch. Österreichs, I, Innsbruck 1927. Per le relazioni con Milano, v. E. Pometta, Come il Ticino venne in potere degli Svizzeri, Bellinzona 1912. Per le relazioni con la Borgogna, v. H. Pirenne, Hist. de Belgique, II, Bruxelles 1922. Per le guerre d'Italia, v. Ch. Acklier, Les Suisses dans les guerres d'Italie de 1512 à 1522 , Parigi 1897 e E. Gagliardi, Der Anteil der schweizer an den italienischen Kriege, I, Zurigo 1919. Per la politica della Confederazione nei secc. xvI-xviII, v. E. Butt, Hist. de la représentation diplomat. de la France auprès des environs suisses, Berna 1900-26. Per i rapporti con la Rivoluzione Francese e Napoleone, v. E. Guillen, Napoléon et la Suisse, Parigi 1910. Per il periodo della rigenerazione v. Seippel, La Suisse au XIX e siècle, Zurigo 1899-1900; Per altra bibli, v. H. Barth, Bibliogr. der schweizeris. Gesch., Basilea 1914 sgg. Sulla bibl. recente cf. C. Gilliard e H. Merzlan, in Rev. hist., 1946, p. 47 sgg. Cf. inoltre V. Gitermann, Gesch. der Schweiz, Sciaffusa 1941: W. von Wartburg, Geschichte der Schweiz, Monaco 1951. Francesco Cognasso
III. La guerra del Sonderbund. - Combattuta nel 1847 in S. tra i Cantoni liberali e protestanti e quelli conservatori e cattolici.

Al conflitto portarono ragioni politiche e religiose. I radical-liberali, che trovarono un ostacolo al trionfo delle loro idee nel sistema statale confederale, sorto nel 1814, il quale accordava un'autonomia di governo assai ampia ai singoli Cantoni, miravano ad una revisione del Patto federale; si opposero con successo i conservatori ed i cattolici di altri Cantoni negli anni successivi al 1830. Il conflitto assunse ben presto anche un aspetto religioso, quando i liberali dell'Argovia secolarizzarono sette conventi ( 4 maschili e 3 femminili) con il pretesto che i frati e le monache avevano alzato la popolazione contro le autorità costituite. Le autorità federali, alle quali le due parti si erano rivolte, proclamarono l'illegalità di tale atto ma il governo dell'Argovia non si conformò a tale deliberato. Allora i Cantoni cattolici e conservatori, di fronte alle infrazioni altrui, iniziarono più stretti contatti tra loro; i loro avversari assunsero posizioni estreme. Alla soppressione dei conventi nell'Argovia fu replicato con la chiamata dei Gesuiti nel Cantone di Lucerna. Un

## Page 993

tentativo liberale di impadronirsi con corpi franchi di Lucerna e l'assassinio di Joseph Leu, il capo del conservatorismo cattolico di quel Cantone, portò i Cantoni conservatori alla difesa, contro radicali e liberali, dei propri diritti mediante un'alleanza separata (Sonderbund) considerata indispensabile a causa dell'inefficienza delle autorità federali. L'Alleanza fu conclusa segretamente l' 11 dic. 1845 tra Uri, Schwyz, Unterwalden, Lucerna, Zug, Friburgo e Vallese, con l'impegno di respingere qualsiasi attacco con ogni mezzo a loro disposizione. Per procurarsi un adeguato armamento i sette Cantoni si rivolsero all'Austria ed alla Francia. Fallita la mediazione di alcuni conservatori protestanti, guidati da Bluntschli, il Sonderbund rifiutò di piegarsi all'ordine di scioglimento approvato della maggioranza della Dieta federale, e scoppiò la guerra. Il generale Dufour, nominato comandante supremo delle forze federali il 24 ott. 1847 , ebbe sotto di sé ca. 100.000 uomini con 172 bocche da fuoco, mentre il Sonderbund poté opporre ca. 80.000 armati con 88 cannoni; inoltre la situazione strategica era sfavorevole al Sonderbund, stretto tutt'attorno da Cantoni nemici e per di più diviso in due parti. Dufour si gettò anzitutto contro Friburgo, separata dal Sonderbund dal Cantone di Vaud, e se ne impadronì il 14 nov. Rivolte quindi le proprie forze contro Lucerna, vi entrò dieci giorni dopo. L'esercito del Sonderbund in piena rotta cessò di esistere. Zug si era già arreso senza lotta il 21 nov. Il 25 capitolo Unterwalden, il 26 Schwyz, il 27 Uri ed il 28 il Vallese. In tutti i Cantoni conquistati salirono al potere governi radicali, che si affrettarono ad emanare leggi contro i Gesuiti ed a secolarizzare i monasteri. La sconfitta del Sonderbund fu dovuta alla fiducia riposta in un intervento militare dell'Austria e della Francia al proprio fianco, che determinò la rinuncia a qualsiasi piano d'offensiva da parte del generale SalisSoglio, comandante supremo delle forze del Sonderbund.

Bibl.: J. Crétincau-Joly, Hist. du Sonderbund, 2 voll., Parigi 1850 ; G.-H. Dufour, Campagne du Sonderbund et baieements de 1856, Neuchâtel-Ginevra-Parigi 1876; A. Winkler, Die Korrespondenz des Erzherzogs Johann mit der Staatsbanzlei über die schweizer Sonderbundfrage, in Hist. Blätter, I (1921), pp. 66 96; E. Gagliardi, Gesch. der Schweiz, II, Zurigo 1937, p. 378 sgg.; G. Beretta, Gli intrighi della diplomazia estera nella guerra del Sonderbund, in Boll. stor. S. italiana, 22 (1947), pp. 63-98.

Silvio Furlani
IV. Storia ecclesiastica. - I. Origini. - Le prime origini cristiane della S. risalgono al sec. III-IV e il cristianesimo vi è penetrato, per mezzo di oscuri missionari, mercanti o militari, attraverso le due grandi arterie di comunicazione tra l'Italia settentrionale e le regioni d'oltr'alpe: la prima valicava le Alpi Pennine e conduceva nel Vallese e in S., donde poi si biforcava verso la Gallia e la Germania; l'altra attraverso le Alpi Retiche, sboccava a Coira e di là seguiva il Reno verso il nord.

Una schiera di soldati cristiani (tebei [v.]), probabilmente destinata a reprimere la rivolta dei Bagaudi, fu messa a morte, sotto il regno di Diocleziano e Massimiano (285292), ad Agauno (v.) nel Vallese, che divenne uno dei santuari più popolari dell'alto medioevo. Le rovine di una cappella nelle isole di Brissago (Ticino); due lampade d'argilla trovate a Ginevra, recanti una il pesce e l'altra la palma; un vetro scoperto ad Avenches con l'iscrizione Vivas in Deo, possono risalire al sec. IV o anche alla fine del III. Racconti tardivi e infondati pretendono che s. Barnaba abbia evangelizzato alcune regioni del Vallese e del Canton Ticino, che lo stesso apostolo s. Pietro abbia valicato le Alpi e sia passato nel Basso Vallese e a Ginevra, che un eremita già venerato sulle rive del lago di Thoune, s. Beato, sia stato un discepolo di s. Pietro. Si è anche preteso che Ginevra abbia avuto vescovi dalla fine del sec. I. Sin dall'alto medioevo, Coira venerava s. Lucio che, verso la fine del sec. II, sarebbe venuto dalla Gran Bretagna (dove era re) nella Rezia e vi avrebbe predicato la fede cristiana.
2. I primi vescovati. - a) La parte del territorio svizzero attuale compreso tra le Alpi e il Giura formava la Civitas Helvetiorum. La capitale, Avenches, conebbe una brillante
![img-13.jpeg](img-13.jpeg)
(Int. Nambsum)
SVIZZERA - Absidi romaniche (sec. xII) della collegiata di Neuchâtel.
prosperità fino al giorno in cui, verso il 265 , gli Alemanni la saccheggiarono; una seconda invasione sembra averla ancora colpita verso la metà del sec. IV. Nondimeno, nel medioevo, Avenches conservava il ricordo di essere stata sede episcopale e pretendeva persino d'aver avuto una serie assai lunga di vescovi ( 7 , secondo una supplica del 1447 al Papa, o 22 , secondo una tradizione riferita nel 1228). Comunque sia, nessun nome si conosce prima del sec. vi. Anzi all'inizio di questo secolo sembra che la sede da Avenches sia passata nella città di Windisch, già antico castrum che si trovava in un punto geografico importante, presso la congiunzione di tre fiumi, l'Aar, il Reuss e il Limmat. Tuttavia quando, nel 561, l'antica Civitas Helvetiorum rimase spartita fra l'Austrasia (regno di Sigiberto) e la Borgogna (regno di Gontranno) e il confine dei due regni portato sino al fiume Aar, la sede episcopale fu nuovamente da Windisch riportata ad Avenches. E il vescovo più celebre di questa sede nel sec. vi fu s. Mario (574-94), originario di Autun e sepolto a Losanna : il che fa pensare ch'egli trasferì la sua sede in quest'ultima città.
b) Alla periferia della Civitas Helvetiorum, quattro altre e città avevano la loro capitale nel territorio attuale della S.: la Civitas Vallensium (Vallese) a sud, la Civitas Gouaventum (Ginevra) a ovest, la Civitas Rauricorum (Augusta) a nord-ovest e la Civitas Raetorum (Coira) a est. Il territorio di queste tre ultime Città sconfinava largamente dalle frontiere svizzere di oggi: la sola Civitas Vallensium, abbracciando il Vallese, era intieramente compresa nella S. attuale.
S. Teodoro è il primo vescovo certo del Vallese; egli figura al Concilio di Aquileia, nel 381, con il titolo di Octoduro (oggi Martigny) che era allora la capitale di questa civitas. L'ordine della sua firma lo pone tra i vescovi in carica da lungo tempo, ciò che permette di ri-

## Page 994

![img-14.jpeg](img-14.jpeg)
(fot. Franco-Suisse, Berna)
Svizzera - Interno della Collegiata di Berna (1421-1575).
portare la fondazione della sede episcopale verso la metà del sec. Iv o poco dopo la metà; è possibile che il prelato omonimo presente a un Sinodo milanese del 389 o 390 sia lo stesso personaggio. Al Concilio di Epaone del 517 e ai due Concili di Orléans del 541 e 549 partecipano ancora vescovi di Octoduro : Costanzo (517) e Rufo (541 e 549). Tre altri vescovi del Vallese sono conosciuti attraverso menzioni relative ad Agauno, dove essi ebbero forse la loro residenza; e sono Salvio, nel secondo quarto del sec. v. Protasio, verso la fine dello stesso secolo, e Agricola nel 565 . Le inondazioni della Dranse a Octoduro, poi l'invasione e i saccheggi dei Longobardi ad Agauno nel 574, furono senza dubbio causa dello spostamento della sede episcopale : infatti al tempo del Concilio di Mâcon nel 585 il vescovo Eliodoro (che vi aveva inviato un delegato) già risiedeva a Sion (v.).
c) Ginevra ha un vescovo sicuro, Isacco, alla fine del sec. Iv. Si conoscono tre dei suoi successori nel sec. v e cinque nel sec. vi; questi ultimi partecipano, come i loro vicini, i vescovi del Vallese e quelli degli Elvezii, ai Concili d'Epaone ( 517 : Massimo), Orléans (541 e 549 : Pappulo), Mâcon (585: Cariatto). Ginevra resterà residenza episcopale fino al sec. xvı. La sede episcopale di Ginevra non concibbe dunque le variazioni delle sedi elvetiche e vallese. D'altra parte si è aspramente discussa la questione di una sede episcopale a Nyon, tra Ginevra e Losanna, che sarebbe stato il capoluogo della Civitas Equestrium; i vescovi di Nyon avrebbero poi trasportato la loro sede a Belley (Francia) e il territorio di Nyon sarebbe stato unito alla diocesi di Ginevra. Mons. Besson ha dimostrato la fragilità di tale ipotesi; egli stesso e mons. Duchesne hanno dimostrato che non si conosce nessun vescovo di Nyon; quanto a quelli di Belley, essi non appaiono che dopo la metà del sec. vi, e senza legame con una pretesa sede di Nyon.
d) La Civitas Rauricorum, che si stendeva dal Giura renano ai Vosgi meridionali, ebbe da principio per capitale Augusta, ad est di Basilea. Là senza dubbio dovette essere stabilita la sede episcopale di questa Civitas. Mancano notizie su questo vescovato prima del sec. viII; infatti il più antico catalogo episcopale di questa Chiesa,
scritto nel sec. xi, comincia con il vescovo Walaus, contemporaneo del papa Gregorio III (731-41). Tuttavia, si rileva il nome di Giustiniano, vescovo dei Raurichi, in una lista di vescovi che avrebbero partecipato ad un Concilio di Colonia nel 346; la realtà di questo Concilio è controversa, ma l'elenco dei vescovi sarebbe stato compilato con nomi reali. Al sec. viI il monaco Giona cita, nella sua biografia di s. Eustazio, Ragnacario, vescovo d'Augusta e di Basilea, Augustianne et Basiliae. Così, tra il 600 e il 650 , la sede episcopale sembra stabilita a Basilea. Non si sa quando si sia fatto il trasferimento, ma senza dubbio questo avvenne in seguito all'espansione degli Alemanni nel sec. v e vi.
e) Coira (v.), ha un vescovo certo alla metà del sec. v: Asinio, che si fece rappresentare nel 451 a un Sinodo milanese da Abbondanzio, vescovo di Como. Il vescovato di Coira esiste ancora e la città omonima è la più antica residenza episcopale che tuttora trovasi sul territorio della S.
f) Inoltre, i vescovati di Milano e di Como, già costituiti nel sec. iv, abbracciavano nel medioevo le vallate italiane della S. attuale, ma si ignora a quale epoca rimonti questa ripartizione. Hidber pensa che la diocesi di Novara avrebbe all'origine, e durante più secoli, esteso la sua giurisdizione su tutto l'attuale Canton Ticino.
g) Non si è bene informati sulla fondazione del vescovato di Costanza. Si credeva nel passato che fosse la continuazione dell'antico vescovato di Windisch, il cui vescovo Grammazio aveva preso parte al Concilio di Orléans del 549. Ora, mons. Besson ha dimostrato che Grammazio era a capo del vescovato degli Elvezii, e la sua sede fu riportata ad Avenches dopo la divisione del 561 tra i re merovingi e fissata più tardi a Losanna. Un manoscritto del sec. xir, conservato a Stoccarda, mette in testa al catalogo episcopale di Costanza un vescovo Massimo, che si è collocato nella seconda metà del sec. vi; nulla si sa di lui, osserva M. Besson, e da parte sua L. Duchesne nota che non esiste alcuna menzione di vescovato a Co$\operatorname{stanza} \times$ prima del sec. vii più o meno avanzato $x$. Da notare p:rè al riguardo che la Vita Sancti Galli, scritta verso la fine del sec. viII, ricorda un Sinodo, tenuto ca. il 615 a Costanza, che clesse Giovanni a vescovo di questa città.
3. Vescovati del medioevo. - A partire dalla metà del sec. viII, la carta ecclesiastica della S. rimane fissata e non varierà più fino al sec. xvi. Cinque città della S. attuale sono centro di diocesi: Ginevra, Coira, Sion, Losanna, Basilea. Tutta la S. orientale appartiene alla diocesi di Costanza, che l'Aar separa, a ovest, dalle diocesi di Basilea (a valle del Sigger, affluente della riva sinistra dell'Aar) e di Losanna (a monte del Sigger). Si noti che Porrentry e la sua regione, a nord-ovest del Giura, facevano parte della diocesi di Besançon, e le vallate meridionali delle Alpi, di lingua italiana, si riallacciano ai vescovati di Novara, Milano e Como. Novara conservò fino al sec. xix la vallata di Gondo (Vallese); Milano possedette, a partire almeno dal sec. x, tutta la Leventina al di sopra di Bellinzona, con la valle Bienio che ne è un'articolazione, come pure i territori di Brissago, della Capriasca e di Campione. Alla diocesi di Como appartenevano Mandrisiotto, Lugano, Locarno, Bellinzona, come pure Poschiavo e Brusio (Grigioni).
4. Metropolitane. - La partecipazione dei primi vescovi d'Octoduro ( 381 ) e di Coira (451) a concili italiani ha fatto supporre che questi vescovi dipendessero all'origine dalla metropolitana di Milano. Nel sec. vi i vescovi del Vallese, degli Elvezii e di Ginevra si recano invece a concili dell'Impero franco. E avrachiato stabilire in quest'epoca vincoli di dipendenza sicuri; tuttavia il Vallese e Ginevra appaiono nell'irradiamento di Vienne sul Rodano, e può darsi che il vescovato degli Elvezi sia dipeso originariamente da Lione. Quando Besançon si separò dalla provincia di Lione per formare il centro di una nuova provincia, al principio del sec. vir, i vescovati di Losanna e di Basilea divennero suffraganei della nuova metropolitana. Alla fine del sec. viII Tarantasia si libera ugualmente dalla dipendenza di Vienne e costituisce una provincia alpina con Sion e Aosta come suffragnese. Infine Coira fu riunita, dopo l'843, alla metropolitana di Magonza. Questi rapporti durarono fino alla fine del medioevo.

## Page 995

Dal 1492 il vescovo di Sion, Jost di Silenen, cercò di sottrarsi dalla dipendenza dell'arcivescovo di Tarantasia, ma senza riuscirvi; il suo secondo successore, Matteo Schiner, ottenne dal papa Giulio II, nel 1510, di esserne dispensato, per la durata del suo episcopato; poco dopo, nel 1513, Lcone X l'aboliva definitivamente. Sion fu cosi il primo vescovato svizzero che dipese immediatamente dalla S. Sede. Gli altri vescovati restarono soggetti ai loro metropolitani fino al principio del sec. xix.
5. Monachismo. - Verso il 450 , s. Romano, il fondatore dei "monaci del Giura", creò sul versante occidentale il monastero di Condat (oggi St-Claude) e sul versante orientale quello di Romainmôtier. Nel Vallese, il vescovo Teodoro d'Octoduro costrui nel sec. IV una piccola basilica in onore di s. Maurizio (v.) e dei suoi compagni messi a morte ad Agauno (v.); fino dal sec. v questa basilica attirò pellegrini, anche dalla Gallia, come testimonia s. Eucherio, vescovo di Lione (m. ca. il 450). Poco dopo i Burgundi si stabilirono nel bscino del Rodano; s. Sigismondo, figlio del loro re Gondebaudo, fondò nel 515 presso la basilica di Agauno un monastero, che deve dunque essere considerato come un "monasterium basilicae ". Questi sono i più antichi monasteri eretti nel territorio attuale della S. e sono anteriori a s. Benedetto.

La dominazione degli Alemanni nella S. settentrionale ritardò l'espansione del eristianesimo e la civilizzazione in questa regione, dove bisogna attendere ca. il boo per trovare costituiti i vescovati di Costanza e di Basilea, e vedervi apparire i primi monasteri. Questi si riallacciano al gruppo dei monaci irlandesi dei quali fu capo e legislatore s. Colombano che, dopo aver fondato il monastero di Luxeuil nei Vesgi, passò a Bregenz, sulle rive del lago di Costanza, e poi a Bobbio dove mori nel 615 . Egli fu l'apostolo degli Alemanni. Il suo principale discepolo, s. Gallo, si ritirò in una foresta a sud del lago di Costanza; la tradizione riallaccia ugualmente al gruppo colombaniano due altri cremiti, s. Ursanno, che si stabili sulla sponda del Doubs, nel Giura, e s. Sigisberto, che si ritirò sulla riva del Reno, nell'alta Rexia. Sulla tomba di questi santi si formarono nei secc. viI-viII le abbazie di S. Gallo, S. Ursanno e Disentis. Anche ai monaci di Luxeuil fece appello il duca Cramneleno per restaurare l'abbazia di Romainmôtier e fondare il priorato di Baulmes (Vaud) nel corso del sec. viI; s. Vandregisilo fece prolungati soggiorni a S. Ursanno e a Romainmôtier prima di fondare Fontenelle in Normandia (v. 20020). I monaci di Luxeuil fondarono pure Moutier-Grandval, dove s. Germano fu il primo abate verso il 666 . Nei secc. viII e ix la Regola di s. Benedetto soppiantò dappertutto le prescrizioni di s. Colombano. Essa fu introdotta nel 748 a S. Gallo, poi a Moutier-Grandval, che, all'epoca carolingia, fu in stretta relazione con S. Gallo. Da Moutier-Grandval dipende, nel sec. Ix, un monastero sorto sulla tomba dell'eremita s. Imiero, nella vallata della Suze (Giura). Forse la Regola benedettina fu introdotta nel sec. viII anche a St-Maurice, dove si segnala più tardi una cappella di S. Benedetto. Altre abbazie benedettine dovettero la loro origine a s. Pirmino che fondò nel 724 , in un'isola del lago di Costanza, l'abbazia di Reichenau; questa creò in seguito il monastero di Pfäfers (Rheintal); s. Meinrado passò da Reichenau a Einsiedeln dove fu assassinato nell'86r; alla stessa epoca viveva a Rheinau, in un'isola del Reno, il monaco irlandese s. Fintano, morto nell'878. Inoltre nel sec. Ix l'abbazia di Murbach in Alsazia fondò il priorato di S. Leodegario a Lucerna. Poco dopo il 1000, si stabilí a Stein am Rhein l'abbazia di S. Giorgio, fondata verso il 966 a Hohentwiel, e i monaci di Einsiedeln andarono a popolare il convento di Muri in Argovia, fondato dagli Asburgo; nel 1052 compare l'abbazia di Allerheiligen a Sciaffusa, alla quale fu unita la nuova abbazia di Wagenhausen nel 1083, ma fino al 1417 anche l'abbazia di Petershausen presso Costanza pretese di dirigere il monastero di Wagenhausen e furono i monaci di Wagenhausen e di Petershausen che fondarono verso il 1135 l'abbazia di Fischingen. Nel corso del sec. x, la dinastia rodoffna di Borgogna donò a Cluny (v.) l'antica abbazia di Romainmôtier e la nuova abbazia fondata a Payerne alla quale fu unito l'antico monastero di Baul-
![img-15.jpeg](img-15.jpeg)
(Int. Bolonvas)
Svizzera - Interno del Municipio (sec. xv) - Ginevra.
mes; monaci di Payerne si stabilirono a Bevaix nel 998; mentre quelli di Romainmôtier, ebbero un piccolo priorato a Vallorbe dal 1139 al 1321. I Cluniacensi stabilirono pure a Ginevra, verso l'anno 1000, il priorato di S. Vittore, vicino a una basilica fondata verso il 500 . Alla fine del sec. xI e al principio del sec. xir, l'Ordine di Cluny si stabili ancora a Rueggisberg (con una dipendenza a Roethenbach), a Basilea (priorato di S. Albano), Rougemont, Corcelles (Neuchâtel), Villars-les-Moines, Hettiswyl (con dipendenze a Bargenbrück e Leuzigen) e infine Belmund, da dove il monastero si trasporto, verso il 1127, all'Isola-St-Pierre. S. Udalsico esiede a Payerne e a Rueggisberg.

Oltre Cluny, altre abbazie benedettine straniere alla S. vi fecero fondazioni o vi ebbero dipendenze. Alla fine del sec. xi il vescovo di Basilea, Burcardo di Fenis, fondò l'abbazia di Beinwil (Solothurn) e suo fratello Canone, vescovo di Losanna, quella di St-Jean-de-Cerlier (Berna); per quest'ultima fondazione Canone fece appello ai monaci di St. Blasien nella Foresta Nera. Pure da St. Blasien vennero i monaci che fondarono le abbazie di Engelberg, nel 1120, e di Trub (Berna) verso il 1125; Trub a sua volta creò prima del 1152 l'abbazia di Alt Sankt Johann nel Toggenburg, con il priorato di Sankt Peterzell (S. Gallo). Ancora dalla Foresta Nera, ma dall'abbazia di Sankt Peter, vennero i monaci che crearono il priorato di Herzogenbuchsee (Berna) nel 1108. Nella S. romanza, i priorati di S. Giovanni a Ginevra e di S. Pietro di Clages nel Vallese (questo con piccoli priorati a Granges e Ayent) dipendevano, dal sec. xir al xvi, dall'abbazia di Ainay (Lione). Un'altra abbazia lionees, Savigny, possedeva dopo il 1025 il priorato di Lutry (con priorati secondari a Cossonoy, Broc, St-Paul-sur-Evian, Vicenza). I conti di Ginevra donarono infine i priorati di Chamonix e di Port-Valais all'abbazia di S. Michele della Chiusa in Piemonte. Il monachismo benedettino conobbe dunque una larga fioritura sul territorio attuale della S. Tutte le sue fondazioni non ebbero evidentemente lo stesso vigore e non brillarono alla stessa epoca. S. Gallo (v.), che all'epoca carolingia era già uno dei principali centri di cultura tedesca con Reichenau e Fulda, occupa la parte più importante nella storia delle abbazie benedettine.

## Page 996

![img-16.jpeg](img-16.jpeg)
(Int. Bolssennas)
Svizzera - Il muro della Riforma - Ginevra.
Moutier-Grandval ebbe un rapido splendore nei secc. viII e ix, poi declinò. Romainmôtier e Payerne raggiunsero il loro apogeo nei secc. $\mathrm{x} \mathrm{e} \mathrm{xI}$; poi venne la volta di Disentis, Einsiedeln, Muri, Allerheiligen, Engelberg. tutte importanti abbazie.
6. I principati. - Gli antichi vescovati e le abbazie della S. possedettero dal medioevo al sec. xviri una giurisdizione temporale, che ne faceva altrettanti veri Stati, di estensione, importanza, e durata variabili. Da notare anche, riguardo ai vescovati, che il territorio del principato non coincideva con il territorio della diocesi.

Pare che il vescovato di Coira sia stato il primo a godere di un potere temporale dalla fine del sec. viI. Più tardi Rodolfo III, ultimo re della Borgogna ( 1031032) concesse diritti analoghi ai prelati del suo Regno. Gli imperatori tedeschi, preoccupati di assicurarsi libero passaggio attraverso le Alpi e di mantenere punti di appoggio di fronte ai Signori ereditari, favorirono lo sviluppo dei principati ecclesiastici sia abbaziali che episcopali. I principi ecclesiastici generalmente riunivano nelle loro mani i poteri legislativo, amministrativo e giudiziario, con il diritto di stabilire imposte, esigere il servizio militare, battere moneta. Alcuni funzionari (ministeriales) esercitavano le varie mansioni amministrative, giudiziarie e fiscali. Del resto grande varietà esisteva secondo i luoghi, anche sotto il medesimo signore ecclesiastico. Questa complessa e caratteristica situazione politico-ecclesiastica della S. sarà esposta, per necessità, in un modo compendioso; ci si indugierà a mo' di esempio, sul solo principato di Coira, mentre per gli altri si ricorderanno soltanto i dati essenziali.
a) Le origini del principato episcopale di Coira sono complesse. La dinastia dei Vittoridi, che governò la Rezia dall'inizio del sec. vir alla fine dell'viri, diede a Coira una serie di vescovi che, quantunque designati per elezione popolare e ratificati dai re franchi, occuparono tuttavia la sede episcopale in maniera quasi ereditaria. Le proprietà fondiarie dei Vittoridi passarono così al vescovato; il vescovo Pasquale III (m. nel 695) lasciò al suo successore, Vittore II (m. nel 714) il Domleschg, e i vescovi Tallo (758-73), Costanzo (fine del sec. viII) e Remedio (m. ca. 1'805) furono nello stesso tempo vescovi e reggitori (praeses) del paese; anzi Remedio emanò
anche leggi. Dopo la sua morte Carlomagno separò il potere spirituale da quello temporale, che venne affidato al reggitore Unfrido, indi a Roderico. Questi ingaggiò una lotta violenta contro il vescovo Vittore III, che per tre volte lo quercìo presso l'imperatore. Finalmente nel1'83 I Luigi il Bonario concesse a Vittore III un diploma di immunità, che costituì il fondamento dello Stato episcopale. Gli Ottoni, specialmente Ottone I, ne favorirono lo sviluppo, sicché lo Stato nel sec. xiri comprese Coira e la sua regione, il Domleschg, l'Oberhalbstein, la Val Bregaglia, l'Alta Engadina, Poschiavo, Münster, parecchi domini nel Vintschgau (Austria) e Grossängstigen nel Würtemberg. Dal 1170 al 1803 i vescovi di Coira saranno prìncipi del Sacro impero romano-germanico. Nel 1282 compaiono a Coira i consiglieri (cunmiles); da quel momento la città cercherà di liberarsi dal potere episcopale. Lo sviluppo dei comuni restringera i diritti del principe vescovo. Il vescovo Pietro Gelito (1355-68) con la sua politica di alleanza con l'Austria, initò i suoi sudditi, e i loro delegati, riuniti a Coira nel 1367 , si accordarono per resistere al prelato; questa l'origine della Lega della Casa di Dio (Lega Codiò o Cufini Dei), specie di Stato federale, che nel 1498 stringera alleanza con i Cantoni svizzeri, tranne Berna. Il sec. xv vide l'emancipazione progressiva di Coira, che godette, fra l'altro, la protezione dell'imperatore Federico III. Gli arricoli d'Iland, nel 1526, rafforzati nel 1541 di altri sei nuovi articoli, abolirono la maggior parte dei diritti temporali del vescovo; perciò né il vescovo, né il Capitolo vollero mai riconoscerli. In realtà i vescovi conservarono diritti ridotti fino al 1798. Durante questi tre secoli i conflitti politico-religiosi furono numerosi; uno degli ultimi, nel 1753, oppose la città di Coira, in maggioranza protestante, allo Corte episcopale (Hof) che formava la città alta, e ciascuna delle due parti rivendicava piena indipendenza dall'altra. Il vescovo Giuseppe Benedetto von Rost partì per Vienna, dove l'imperatrice Maria Teresa fece da mediatrice; infatti al suo ritorno il prelato fu accolto con onore e la pacificazione fu compita.
b) L'abbazia di Disentis, sita nell'alta valle del Reno a levante di Coira, iniziò il suo potere temporale con il restamento (766) del vescovo Tello di Coira (m. nel 773). L'importante posizione geografica e strategica del territorio abbaziale valse al monastero la protezione di Ottone I ( 960,965 ) e II (976), di Enrico III, che gli concesse l'immediata dipendenza imperiale (1048): privilegio di poi più volte confermato. Gli abati erano principi dell'Impero. La rivoluzione elvetica del 1798 pose termine al principato abbaziale.
c) L'abbazia di Pfäfers, sita a nord della diocesi di Coira, fondata nel sec. viII, ricevette da Lotario I (840) la libertà di elezione, privilegio nuovamente confermato nel 949 da Ottone I. La signoria abbaziale cessò alla fine del sec. xviII.
d) La vastissima diocesi di Costanza aveva i suoi vescovi principi dell'Impero. Sin dal sec. xir la città di Costanza entrò in conflitto con il suo vescovo principe per rendersi libera. Il Trattato di Baden (1554) ridusse i diritti del vescovo il cui principato vescovile durò, in Germania, fino al 1803.
e) L'abbazia di S. Gallo possedette dal sec. viII alla fine del sec. xviII un così notevole potere temporale da farne uno dei principali Stati ecclesiastici svizzeri, di cui acquisti, guerre e diplomazia modificarono a più riprese l'estensione e la potenza. L'abbazia venne soppressa nel 1805. Dal 1077 al 1418 S. Gallo fu un'abbazia riservata alla nobiltà. Dal 1207 al 1798 l'abate ebbe il titolo di principe del Sacro Impero e la Casa Savoia gli concesse l'Ordine dell'Annunziata a cominciare dal 1686.
f) L'abbazia di Rheinau, eretta sul finire del sec. viII o gli inizi del sec. ix, ebbe per benefattore principale il duca Volvene che ne divenne poi abate (m. nell'878). I beni dell'abbazia erano dispersi negli attuali territori di Zurigo, Sciaffusa, Turgovia, Baden e perfino in Italia. Ottone II nel 972 confermò all'abbazia il privilegio dell'immunità e la libertà d'elezione degli abati. Sulla città di Rheinau l'abate esercitò l'alta e bassa giustizia per mezzo del suo asfoscatto e, dal 1460 , del balivo svizzero di Turgovia. Il 6 marzo 1798 i diritti temporali dell'abbazia cessarono.

## Page 997

g) L'abbazia di Einsiedeln, con la concessione da parte di Ottone I (x7 ott. 947) del privilegio della libera elezione dei suoi abati e dell'immunità, ebbe il fondamento dello Stato abbaziale che comprendeva la regione di Einsiedeln e beni e diritti in altre regioni. La potenza temporale dell'abbazia cessò definitivamente con la fine del sec. xviri.
h) L'abbazia di Muri (Argovia), fondata nel 1027 dagli Asburgo e posta sotto la protezione imperiale sin dal 1164, passò sotto la protezione dei Confederati, dopo la conquista dell'Argovia (1415). L'imperatore Leopoldo I accordò agli abati il titolo di principe dell'Impero(1701), ma meno di un secolo dopo i diritti temporali dell'abbazia vennero soppressi dalla rivoluzione elvetica (1798).
i) L'abbazia di Engelberg, fondata nel 1120, fu posta sotto la protezione imperiale da Enrico V (28 dic. 1124); però a cominciare dal 1415, l'abbazia dovette accettare la protezione dei Cantoni Svizzeri. I diritti temporali dell'abbazia furono soppressi nel 1798 e il suo territorio annesso all'effimero esotone dei Walderätten, poi a quello di Nidwalden (1803) e finalmente di Obwalden (1815).
i) Altri monasteri dell'antica diocesi di Costanza, pur non raggiungendo l'importanza delle grandi abbazie sopra ricordate, furono a capo di notevoli signorie. Tali furono i monasteri: di Stein sul Reno (Sciaffusa) soppresso nel 1525; di Allerheiligen a Sciaffusa, che beneficò dei privilegi dei Nellenburg confermati da Gregorio VII e Enrico V, soppresso nel 1524; di Fischingen (Turgovia), fondata ca. il 1133, che perdette i suoi diritti temporali nel 1798; di Sankt Johann di Toggenburg, fondata nel 1152 e incorporata a S. Gallo nel 1555 ; il priarato di S. Leodegario attorno al quale sorse la città di Lucerna; questo priorato nel sec. Ix dipendeva dalla abbazia alsaziana di Murbach. Quando Lucerna tentò di emanciparsi, l'abbazia di Murbach pose il priorato di S. Leodegario sotto la protezione del vescovo di Costanza (1253) e cedette i suoi diritti temporali a Rodolfo I di Austria (16 apr. 1291). Il priorato ottenne da Callisto III di erigersi in Collegiata nel 1453. Da segnalare infine due monasteri femminili che ebbero pure una notevole importanza: l'abbazia o il Fraumünster di Zurigo, dotata il 21 luglio 853 da Ludovico il Germanico, soppressa nel 1524, divenne un capitolo di canonichesse, riservato alla nobiltà e la badessa ebbe il titolo di principessa dell'Impero; l'abbazia di cononichesse di Sanckingen, costruita in un'isola del Reno (Baden) che figura in documenti a cominciare dall'878. La badessa fu dichiarata principessa dell'Impero da Alberto I nel 1307. Gli ultimi residui della sua potenza temporale scomparvero con la soppressione del 1805.
m) A nord ovest della S. si estendeva prima del 1729 il principato dei vescovi di Basilea, il più importante della regione con quello di S. Gallo. L'origine del potere temporale dei vescovi di Basilea risale alla donazione fatta da Rodolfo III di Borgogna nel 999 ad Adalberto II della ricca abbazia di Grandval nel Giura, fondata nel sec. viI dei monaci di Luxeull, che resistette sino al 1210 per conservare la sua indipendenza. I diritti temporali sulla città di Basilea riconosciuti al vescovo da Enrico II (1030) furono quanto mai oggetto di contrasti tra abitanti e vescovo, nonostante l'istituzione sin dal sec. xir di un consiglio di città. Nel 1521 la città si emancipò dal vescovo e nel 1529 passò alla riforma. Il vescovo trasportò allora la sua sede a Porrentruy e tentò di restaurare il suo principato, che fu nuovamente e duramente provato durante la guerra dei Trent'anni, soprattutto tra il 1635-50, e durante la Rivoluzione francese. Nel 1803 l'ultimo principe vescovo perdette tutti i suoi territori posti sulla riva destra del Reno. Dal 1579 al 1735 i principi vescovi furono alleati dei 7 Cantoni cattolici, di poi sino alla rivoluzione prevalse la politica di avvicinamento alla Francia.
n) I vescovi di Losanna possedettero un principato il cui territorio s'accrebbe durante il medioevo, nono-
![img-17.jpeg](img-17.jpeg)
(da L. Riondei, La azione fantesire da cimetiare d'Aquase et la basilique du XIv alvès, in. Fallesia, 8 [1221], sec. a colani f. 1.1
Svizzera - Arcosolo decorato a losanghe con croce gemmata (sec. viII), ritrovato nel 1947 in occasione dei lavori di ingrandimento della chiesa abbaziale. Acquerello di E. Correvon - St-Maurice.
stante le rivalità di potenti famiglie feudali, come i conti del Genevese, di Gruyère, di Savoia e dei baroni di Blonay. Il vescovo ebbe il titolo di principe vescovo e partecipò alle diete imperiali almeno sin dal 1123. Nel 1137 il vescovo, S. Amedeo, concesse franchigie a Losanna e sin d'allora compare il consiglio di città, ma gli abitanti cercarono a più riprese di esimesi dall'autorità vescovile. Nel 1434 Losanna è dichiarata città imperiale; nel 1481 si realizza l'unità tra città alta e città bassa e nel 1529 si ha l'elezione di un borgomastro. L'occupazione, da parte dei Bernesi, di Losanna e del paese di Vaud (1536), con la successiva imposizione della Riforma, pose fine al principato episcopale.
o) L'abbazia di Romainmôtier, diocesi di Losanna, priorato cluniacense nel sec. x e largamente dotata da Rodolfo III, ebbe una piccola signoria, che fu governata con una saggia amministrazione fino all'occupazione bernese del 1537. Nella stessa diocesi di Losanna, l'abbazia di Payerne, fondata nel sec. x e passata a Cluny, ricevette dai Rodolfini una notevole dotazione; qui pure l'invasione dei Bernesi del 1536 pose termine ai diritti temporali dell'abbazia.
p) I vescovi di Ginevra figurano già in possesso di un potere temporale sin dal sec. xi, potere che è loro contrastato dai conti di Ginevra. Nonostante l'accordo di Seyssel del 1124, i conti di Ginevra, detti poi del Genevese, continuarono a suscitare conflitti contro il vescovo, al quale Federico I nel 1154 riconobbe i diritti di principe vescovo. Dal sec. xiri sono i conti di Savoia che tentano di dominare la città, ma questa, organizzata municipalmente, preferì rimanere sotto la signoria episcopale. Però dal 1444 in poi i ducbi di Savoia riuscirono ad impossessarsi del vescovato ponendovi membri della loro casa o ad essa ligî. Questa intromissione preparò, per reazione, il terreno alla Riforma che la città abbracciò nel 1535. Le armate bernesi, accorse in aiuto alla città sose. diata dai Savoia ( 1536 ), assicurarono il trionfo della Riforma e Ginevra si poté proclamare repubblica.Il vescovo, cacciato dalla città nel 1533, stabilì la sua sede ad Annecy, continuando fino al 1802 a portare il titolo di principe vescovo.
q) La Signoria temporale dei vescovi di Sion risale al 999, anno in cui Rodolfo III di Borgogna cedette loro la contea del Vallese. Nel 1189 Enrico VI dichiarò il vescovo di Sion immediatamente soggetto all'impero, e il titolo di principe comincia a figurare sin dal 1249. Per amministrare il loro territorio i vescovi si servirono dapprima di a ministeriales a ereditari, sostituiti a cominciare dal sec. xiri con funzionari amovibili. Nel 1339 già funziona un consiglio generale del paese, detto poi a diena e il principato dei vescovi di Sion ebbe all'esterno un terribile nemico nei conti di Savoia e all'interno la costante azione dei democratici, o patrioti che tendevano a ridurre

## Page 998

![img-18.jpeg](img-18.jpeg)
(fol. A. Steiner)
Svizzera - Absida sud della chiesa del monastero di S. Giovanni gli affreschi del catino e della prima zona sottostante, scoperti nel 1948, sono d'epoca carolingia, quelli delle zone inferiori sono della fine del sec. xit - Müstair.
sempre più i poteri vescovili. I patrioti riuscirono a far proclamare la repubblica nel 1627 e il vescovo dovette cedere i suoi poteri nel 1634 ad eccezione di alcune prerogative onorifiche. Il vescovo rimase nominalmente capo dello Stato fino al 1798; dal 1815 al 1847 gli fu riconosciuta una partecipazione limitata al potere legislativo.
r) L'abbazia di St-Maurice nel cantone del Vallese, fondata nel 315 dal re Sigismondo, fu da questi largamente dotata, ragione per cui i duchi Norberto ( 735 ca.), Uberto ( 856 ), Corrado (864), suo figlio re Rodolfo I di Borgogna e i suoi successori sino al 1032, poi i conti di Savoia, ne ambirono i beni temporali. Gli abati si trovarono a capo di un conglomerato di signorie, rette da statuti assai diversi e sparse nel Vallese e Vaud, nel Giura francese, nella regione di Grenoble e in Valle d'Aosta. Questi domini erano amministrati dapprima da una serie di a ministeriales " e poi da castellani. Gli abati avevano il diritto di alta giustizia che essi esercitavano per mezzo di tribunali regionali e godevano di poteri legislativi e amministrativi. I diritti temporali di St-Maurice ricevettero un duro colpo dalle conquiste vallesane, bernesi e friburgesi degli anni 1475-76 e 1536. Dal 1571 in poi l'abbazia dovette sottostare alla protezione del cantone del Vallese. Il dominio temporale degli abati cessò con la rivoluzione del 1798.
s) I capitoli cattedrali di Losanna, Ginevra e Sion possedettero pure, talvolta con il diritto di alta giustizia, numerose signorie amministrate da a ministeriales " vari, ereditari, o da castellani amovibili. Anche la prevostatura del Gran S. Bernardo ebbe il suo dominio temporale.
t) Nel Cantone Ticino, il vescovo di Como possedette sin dall'evo carolingio vari diritti temporali che, a cominciare dal sec. xir, dovette cedere al comune di Como. Altra notevole signoria ecclesiastica fu quella del capitolo metropolitano di Milano costituita dalle valli cosiddette ambrosiane di Leventina, Blenio e Riviera. L'origine di questa signoria risale al sec. x; sin dal sec. xir
si costitul nelle predette valli un vero Stato ecclesiastico o contea (donde il titolo di conte dato ai canonici della metropolitana di Milano) con vita comunale, consiglio generale e statuti. I Visconti nel sec. xiv ricevettero poi l'investitura del dominio temporale di Como e dei Canonici di Milano nel Cantone Ticino. Gli Svizzeri occuparono la Leventina sin dal 1403 e il capitolo milanese rinunció definitivamente al suo potere temporale sulle valli ambrosiane nel 1487.
7. Vita religiosa. - a) Come si vede, numerose e vaste regioni della S. attuale si trovarono poste durante il medioevo e talvolta sino alla fine dei sec. xvin, sotto il governo temporale di principi o signori ecclesiastici : vescovati, abbazie e capitoli, unendo i due poteri, spirituale e temporale, contribuirono potentemente allo sviluppo religioso e al progresso civile del paese. Vescovati e monasteri divennero centri culturali di alta importanza, i cui benefici influssi si facevano sentire anche nelle più lontane regioni del loro dominio temporale.

Dal punto di vista strettamente religioso, i confini della diocesi non coincidevano con quelli politici. Soltanto Sion e Losanna non oltrepassavano o quasi i confini della S. attuale. La maggior parte della S. tedesca apparteneva alla diocesi di Costanza che si estendeva anche nella Germania del sud. Coira raggiungeva il Vorarlberg e il Tirolo. Basilea comprendeva tutta l'alta Alsazia e Ginevra tutta la Savoia del nord. Ca. il 1500 esistevano nel territorio attuale della S. 66 decanati o arcipreture. Il cartolario di Losanna del 1228 registra per questa diocesi 301 parrocchie; i conti delle decime papali per la diocesi di Sion segnalano 64 parrocchie nel 1364 e 67 nel 1428. I registri delle visite pastorali della diocesi di Ginevra ne contano 529 nel 1445 . Mentre l'organizzazione parrocchiale aveva raggiunto il suo pieno sviluppo nella diocesi di Losanna, sin dal sec. xili nelle regioni alpine le parrocchie erano poco numerose, nonostante le grandi distanze : ciò era dovuto alla scarsa densitú della popolazione.
b) Tutte le regioni svizzere contano numerosi santi : i più noti sono i martiri Tebei (v.) con a capo s. Maurizio (v.). Nella diocesi di Sion si venivano i vescovi: Teodoro (m. alla fine del sec. iv), Salvio o Silvio (425-50), Amato (m. alla fine del sec. viI), Garino cistercense (11381150); nella diocesi di Losanna i vescovi Mario (m. nel 594), Protasio (m. nel 639), Amodeo di Hauterive (11441159), Bonifacio Clutine (1230-39); nella diocesi di Coira: Asinio (451), Valentiniano (m. nel 548), Urisizino (754-58), Adalgott (1151-60); nella diocesi di Costanza : Corrado ( 934 -75), e Gcbardo II (979-95). Tra i monaci sono da ricordare: s. Romano fondatore nel sec. v di Condat e Romainmôtier; s. Ambrogio (m. nel 520), uno dei primi abati di St-Maurice; s. Imiero, eremito sul finire del sec. vi; s. Ursanno discepolo di s. Colombano (m. nel 615) come s. Gallo (m. ca. il 630-45); s. Amato (m. ca. il 630) eremita nei pressi di Agasino, poi abbate di Remiremont, nei Vosgi; s. Sigialberto e s. Placido a Disentis (sec. viII); s. Otmaro (m. nel 759), restauratore della vita monastica a S. Gallo; s. Magno (m. nel 750) e s. Notchero il Balbulio (m. nel 952), ambedue monaci di S. Gallo.
c) Le vicende storiche medievali offrirono a vari papi l'occasione per attraversare la S.: Stefano II fu incontrato dagli ambasciatori di Pipino il Breve a St-Maurice (753); s. Leone IX (1049-54) e il b. Eugenio III (1145-53) passarono per la S. ed Eugenio III consacró la chiesa di St-Maurice (1148); il b. Gregorio X, dopo il Concilio di Lione, raggiunse l'Italia attraverso la S. e consacró la cattedrale di Losanna (1275). In occasione della lotta tra Guelfi e Ghibellini, i vescovi della S., i quali tenevono il loro potere temporale dall'imperatore, si schiararono generalmente in favore di quest'ultimo. Identico atteggiamento ebbero i primi Stati Confederati. Ad iniziativa del vescovo Ugo di Losanna si deve la proclamazione della Tregua di Dio, avvenuta a Montriond nel 1036 alla presenza degli arcivescovi e vescovi, dei signori e del popolo del regno di Borgogna.
d) Dal sec. xir al sec. xiv sul territorio svizzero si stabilirono vari Ordini religiosi i quali vi eressero numerosi monasteri e conventi; la maggior parte soppressi all'epoca della Riforma o in occasione dei moti anticattolici della

## Page 999

fine del sec. xvili e del sec xix. I Cistercensi comparvero nel 1124 a Lucelle nella diocesi di Basilea; i Premostratensi nel 1126 a Lac-de-Joux (Vaud); i Certosini nel 1146 a Gujon (Vaud); i Francescani nel 1216 a Lugano; i Domenicani nel 1229 a Zurigo; gli Agostiniani nel 1236 a Friburgo; gli Antoniani nel 1304 a Basilea. Fino al sec. xI-xit nei capitoli cattedrali si conduceva vita regolare, cosi pure, e più a lungo, in una cinquantina di Collegiate, delle quali la più antica è quella di Solothurn (742). Numerosi erano pure i monasteri femminili : moniali cistercensi, Clarisse e Canonichesse Regolari.
8. Dallo scisma d'Occidente alla Riforma. - Le regioni svizzere di lingua francese furono costantemente per Avignone, il che non fa meraviglia se si tiene p