confidandole il suo destino d'ucreo, anzi la sorte della sua gente e del mondo; ma nessuno è più pronto a trasformare in vocazione la disponibilità poetica, e a cedere, umilmente fervido, alle verità che la parola discopre. La cultura rinascimentale aveva disposto la parola ad accompagnare la descrizione di un cosmo già ordinato dalla dottrina: quello che Dante percorre; il nuovo poeta sembra avventurarsi in un mondo imprevedibile, eppure la parola lo riconduce a ritrovare verità eterne che parevan perdute e a ricomporre in armonia concorde l'esperienza propria di uomo e l'esperienza partecipata della storia dopo di lui.
Biol., W. Ehisch e L. L. Schnecking, S. Bibliographus, Oxford 1931. Studi : R. Croce, Ariosto, S. e Corneille, Bari 1920; F. Gundolf, S., Sein Wesen und Werk, Berlino 1928; E. K. Chambers, W. S., a study of facts and prebi.mc, 2 voll., Oxford 1930: M. Apollonio, S., Brescia 1941; M. Piva, Storia della lett. ingl., $4^{4}$ ed., Firenze 1944, pp. 71-117; T. S. Eliot, S. and the sinirism of Ssuera, in Saggi elisabetismi, vers. it., Milano 1947; P. Rebora, S. la vita, l'opera, il messaggio, ivi 1947.
Sfario Apollonio
SHANGHAI, diocesi di. - Nella Cina centroorientale, sulla costa della provincia civile del Kiangsu: prende nome dalla famosa città che si stende alla foce del Fiume Azzurro e che è uno dei più importanti empori commerciali del mondo.
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Shanghai, diocesi di - Il Seminario per il clero indigeno.
Fu eretta in vicariato apostolico il 13 dic. 1933 con territorio smembrato dal vicariato apost. di Nanchino (v.) e che risultò diviso in due parti, una a sud e l'altra a nord della missione di Haimen (v.); il 9 giugno 1949 la parte nord dette origine alle due prefetture apostoliche di Haichow (v.) e di Yangchow (v.), quella sud alla diocesi di Soochow (v.); nella stessa data la missione madre, fino allora affidata alla Compagnia di Gesù, passò al clero secolare cinese. Fin dall'11 apr. 1946, con l'istituzione della gerarchia episcopale in Cina, S. era stata elevata a diocesi suffraganea di Nanchino.
Così ridotta a una estensione di ca. 5500 kmq . e a una popolazione totale di ca. 7.000 .000 di ab., il 30 giugno 1949, la missione di S. contava 108.935 cattolici e 1594 catecumeni. Il vescovo e gli 80 sacerdoti cinesi erano coadiuvati da numerosi religiosi e religiose, in numero, queste ultime, di oltre 600 di cui più della metà cinesi. Così i Gesuiti dirigevano in S. l'Università Cattolica "Aurora" e diverse parrocchie e a Zikawei, presso S., dove è anche la residenza dell'Ordinario, avevano la casa di probandato e la loro residenza, il noto Osservatorio metereologico, lo scolasticato con la facoltà teologica, il Collegio S. Ignazio, il Seminario minore e quello regionale per il Kiangsu, l'orfanotrofio; i Salesiani oltre a una parrocchia avevano un orfanotrofio e una scuola industriale, una scuola primaria e una media, officine e una stazione agricola; i Piccoli Fratelli di Maria dirigevano i collegi S. Francesco Saverio e S. Giovanna d'Arco e la scuola municipale franco-cinese; i Fratelli della Carità un ospedale maschile per alienati; le 18 Congregazioni femminili avevano molteplici opere rispondenti alle finalità della propria Congregazione; come pure i Lazzaristi, la Società delle Missioni Estere di Parigi, la Congregazione del Cuore Immacolato di Maria (Scheut), gli Eremitani di S. Agostino, i Recolletti, la Società del Verbo Divino, i Frati Minori e la Società di S. Colombano avevano la loro rispettiva procura con almeno tre religiosi per ognuna. La città di S. aveva 14 parrocchie, mentre il restante territorio era diviso in 39 distretti, provvisti di numerose chiese o cappelle.
La predicazione del Vangelo nella regione di S. risale ai tempi del p. Matteo Ricci, che fu in Cina dal 1583 al 1610 , e la storia di quella cristianità si confonde con quella di Nanchino, di cui fece parte fino a questi ultimi tempi. Il 12 luglio 1842 arrivarono a S. i pp. Gorzeland e Estève, i primi gesuiti richiesti a Gregorio XVI dai fedeli superstiti alle grandi persecuzioni del sec. xviri; durante la persecuzione dei Taiping (1850-64) la sola cristianità di S. poté vivere nelle concessioni europee. A S. fu tenuto, nel 1924, il primo Concilio cinese. Vedi tav. XXVIII.
BibL.: GM, p. 206; Lazaristes du Pérang. Les Missions de Chine, 5 (1938-39), pp. 204-16; Arch. di Prop. Fide, Relazione S., 1949; MC, 1950, p. 341.
SHAOWU, PREFETTURA APOSTOLICA di. - Nella parte nord-occidentale della provincia del Fukien, nella Cina meridionale.
Fu eretta in missione sui iuris il 18 luglio 1929 con quattro sottoprefetture civili staccate dal vicariato apost. di Foochow e fu affidata alla Società del Divin Salvatore; il 21 maggio 1938 fu elevata a prefettura apost. Ha un'estensione di 788 r kmq . Al 30 giugno 1949, su una popolazione totale di 270.411 ab., i cattolici erano 4850 e i catecumeni 1275 con 17 sacerdoti regolari di cui i cinese, i sacerdote secolare cinese, 3 scolastici del Di- vin Salvatore, 9 seminaristi minori e 2 maggiori. Il personale ausiliario contava : 4 fratelli religiosi laici, 24 suore di cui 16 cinesi, 18 catechisti, 34 maestri, 22 battezzatori, 2 medici, 51 infermiere. Le stazioni primarie erano 10 e 18 le secondarie con 8 chiese, 11 cappelle. Le opere contavano 1 ospedale, 8 dispensari, 2 orfanotrofi, 2 ospici per vecchi. Le scuole erano complessivamente 5 con 401 alunni.
L'evangelizzazione del territorio di S. avvenne saltuariamente: nel 1671 i Gesuiti vi avevano 400 cristiani. Nella seconda metà del sec. xix i Domenicani spagnoli fondarono residenze fisse a S. e a Kwangtseh. Sulla fine del 1922 arrivarono a S. i primi 3 sacerdoti della Società del Divin Salvatore, cui fu poi affidata la missione fin dal suo inizio.
BibL.: AAS, 22 (1930), pp. 127-28; 30 (1938), pp. 336-37; GM, p. 206; MC, 1950, p. 382; Arch. di Prop. Fide, Relazione S. 1949.
Adamo Pucci
SHASI, prefettura apostolica di. - Nella parte sud della provincia del Hupeh, nella Cina centrale.
Fu eretta il 7 luglio 1936 con territorio smembrato dal vicariato apost. di Ichang e affidata all'Ordine dei Frati Minori, che per il lavoro missionario vi manda i religiosi della provincia regolare del Smo. Nome di Gesù negli Stati Uniti d'America. Ha un'estensione di 9360 kmq . Al 30 giugno 1948, su una popolazione totale di ca. 2.000 .000 di ab., i cattolici erano 8119 e i catecumeni 793 con 4 sacerdoti secolari cinesi e 21 sacerdoti religiosi, americani. Il personale ausiliario contava i fratello laico americano, 9 suore francescane missionarie di Maria di cui 6 cinesi e 16 suore terziarie francescane cinesi; 34 catechisti, 84 maestri. Sul territorio, diviso in 3 vicariati foranei, erano sparse 13 stazioni primarie e 106 secondarie con 2 chiese e 32 oratori. Le opere consistevano in 1 ospedale, 7 dispensari, 1 orfanotrofio, 1 ospizio per vecchi. Le scuole elementari avevano 1027 alunni, le 2 medie 357 , le 2 superiori 86 , le 16 di preghiera e primi elementi 437.
Gli inizi dell'apostolato missionario nel territorio di S. risalgono alla fine del sec. xvir per opera del gesuita p. Motel; nel 1727 mons. Müllener, C. M., ex alunno del Collegio Urbano di Propaganda Fide, vicario apost. dello Szechwan (1716-42), eresse un oratorio a S. dove si dice che avesse la sua residenza per qualche anno mons. Maggi, coadiutore del Müllener. Nel 1732 il sacerdote cinese Andrea Ly si era stabilito a Hengtishih, anche oggi fiorente cristianità. Dopo la soppressione della Compagnia di Gesù (1773) i cristiani di questo territorio furono assistiti dai sacerdoti secolari cinesi, ex-alunni del Collegio cinese della S. Famiglia di Napoli. Dopo il 1900 il cristianesimo fece sensibili progressi : nel 1935 i fedeli erano ca. 7000.
BibL.: AAS, 29 (1937), pp. 21-23; Arch. di Prop. Fide, Relazione S. 1948; MC, 1950, p. 363.
Adamo Pucci
SHAOW, George Bernard. - Commediografo irlandese, n. a Dublino il 26 luglio 1856, m. a Ayot Saint Lawrence (Londra), il 2 nov. 1950. Iniziò la sua carriera a Londra come critico musicale e teatrale e su di lui inizialmente influirono Wagner, Nietzsche, Ibsen e, tra gli inglesi, Samuel Butler
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(l'autore di Eresohon). Svolgeva contemporaneamente un'intensa attività di polemista critico e sociale, avendo dato la propria adesione al fabianesimo (1889) di cui stese il Manifesto.
Scrisse, anche in gioventù, alcuni romanzi, ma la sua vocazione era per il teatro, al quale lavorò ininterrottamente fino alla morte, ottenendo consensi e successi che pochi scrittori han conosciuto. S. si servì del teatro come di un mezzo e pretesto per inculcare in un pubblico bendioposto i propri principi sociali e politici. Come s'è osservato, egli predica dal palcoscenico e le lunghe introduzioni alle sue commedie sono anche altrettanti sermoni laici. Ma il segreto del suo successo si deve alla brillante struttura del suo dialogo e alla felicità del paradosso estroso, che conquistarono le platee di tutto il mondo. Prescindendo dalla sua attività di socialista, la teoria più matura da lui elaborata e più accanitamente difesa in tutto il suo teatro, che è sempre un teatro a tesi, è quella della lifeforce, teoria che appare la prima volta in Mau and Superman (1913). C'è, secondo S., un'energia insita nell'uomo la quale ne garantisce l'evoluzione, un'evoluzione diversa da quella meccanica prospettata da Darwin di cui S. si professa avversario. Di essa è depositaria la donna più dell'uomo, in quanto la funzione della donna è intesa alla processione. La teoria, in parte derivata dal principio bergsoniano dell'álm vital, venne sostenuta da S. per tutta la sua lunga vita e i suoi principi igienici, il suo vegetarianismo, ecc. vanno posti in relazione con essa. S. e Wells furono detti i campioni del "modernismo" e contrapposti ai campioni del "medievalismo": Chesterton e Belloc. Fu proprio il Chesterton, che propugnava idee opposte a quelle di S., a scrivere la più interessante tra le biografie dell'irlandese. L'audacia, la combattività e l'estro di S. non impediscono che egli appaia oggi ai nostri occhi come molto legato a un'epoca positivistica che non è più la nostra.
Biel.: G. K. Chesterton, B. S., Londra 1909; F. Harris, G. B. S., an unauthorized biography, Londra 1931; A. Castelli, Lettera di G. B. S., Milano 1945.
Augusto Guidi
SHELLEY, Percy Bysshe. - Poeta romantico inglese, n. a Londra il 4 ag. 1792, m. annegato nella baia di Lerici l'8 luglio 1822. Rivoluzionario radicale e anarchico già negli anni di scuola, soffrì nel Collegio di Eton per la sua delicatezza di nervi.
Iniziati gli studi a Oxford, nel 1810 , vi si legò d'amicizia con T. J. Hogg che doveva più tardi essere uno dei suoi biografi. Inizic la sua carriera di scrittore con alcuni romanzi «neri» estremamente convenzionali, nei quali imitò le parti peggiori e più esasperate dei racconti esotizzanti allora in voga. I suoi primi versi (1810) sono anch'essi privi di vero valore poetico. Assorbendo le idee dei neoplatonisti insieme con quelle degli illuministi francesi e dei radicali inglesi, S. scrisse nel 1811 The defense of atheism procacciandosi l'espulsione dall'Università di Oxford. Ebbe un amore infelice per la cugina Harriet Grove nell'adolescenza, poi una breve passione per una giovane maestra, indi s'accese per Harriet Westbrook. Fuggì con lei e, nonostante la sua professione d'anarchia, la sposò a Edimburgo nel 1811. Continuò con lei una vita errabonda finché, innamoratosi di Mary Godwin, la figlia dell'anarchico William Godwin con cui aveva tenuta una lunga corrispondenza, abbandonò Harriet al suo triste destino di suicida. L'episodio, della cui gravità S. non parve rendersi conto rifiutandosi di accettarne la responsabilità, getta una luce sfavorevole sul suo carattere d'uomo. S. si provò in seguito a svolgere un'attività politica rivoluzionaria in Irlanda e tentò un'opera di bonifica nel Galles, ma furono iniziative inconcludenti. Nel 1814 fuggì con Mary in Svizzera, tornò in Inghilterra ove si guastò con il Godwin, e nel 1816 è di nuovo in Svizzera ove s'incontra con Byron. Nel suo Hymn to intellectual beauty (1816) il prevalere delle correnti platoniche su quelle radicali è già evidente. Dopo il suicidio di Harriet, S. ritornò in Inghilterra e sposò Mary. In The revolt of Islam (1818), una sua composizione non molto felice, egli esalta gli ideali rivoluzionari ma deplora
la prassi della Rivoluzione Francese. Nello stesso anno ritrovò Byron a Venezia e dalla loro conversazione nacque il pocmetto Julian and Maddalo. Lines written among the Euganean hills è un altro omaggio a Byron, da lui grandemente ammirato nonostante la sostanziale differenza del loro carattere e dei loro talenti. Nello stesso anno, a Napoli, S. compose alcuni tra i suoi versi più belli e più malinconici. Nell'anno successivo scrisse a Roma le sue composizioni maggiori: Prometheus unbound e The Cenci. Nel primo il sostrato speculativo è complesso e confuso, ma il simbolismo e lo slancio lirico vi sono in molti tratti superbi. Il secondo, compiuto a Livorno nel 1819, è anche ricco di bellezze poetiche sebbene non si presti alla rappresentazione. Tra i suoi componimenti satirici, accesi e violenti, si ricordano The masque of anarchy e Peter Bell the third, scritti nello stesso anno, il primo in risposta al cosiddetto "Peterloo Massacre" e il secondo diretto contro l'apostasia del Wordsworth. Il platonismo del poeta s'accentua in Epipsychidion (1821) dedicato a una gentildonna toscana, Emilia Viviani. Nello stesso anno S., per commemorare la morte del Keats, scrisse Adonais, una certamente tra le più belle elegie inglesi. Di Hellas, un dramma scritto per celebrare la rivoluzione greca, si salvano soltanto i cori. Il suo ultimo poema: The triumph of life, cade sotto l'influsso di Dante e dei Trionfi del Petrarca.
L'antialericalismo di S. è soltanto una forma della sua insofferenza di ogni potere costituito, ma nelle opere più mature egli mostra d'avere accettato pur non abbandonando i canoni razionalistici, i principi fondamentali di un'etica cristiana imbevuta di platonismo. Fu essenzialmente un lirico e la sua poesia, per ricchezza di forme e ritmi e per calore d'ispirazione, è tra le più sorprendenti dell'epoca romantica. Il poeta cattolico Francia Thompson scrisse su S. un bellissimo ed entusiastico saggio. In Inghilterra S. fece scuola a Beddoes, a Tennyson, al giovane Browning e più tardi a Swinburne. In Italia non godette la voga di Byron, ma fu esaltato dal Carducci e dal D'Annunzio e appassionatamente studiato da A. De Bosis.
Biel.: tra i saggi inglesi, numerosissimi, v. accanto alle testimonianze dei contemporanei, T. J. Hogg, E. J. Trelawny, T. L. Peacock (raccolte in due voll., Londra 1933), il cit. saggio del Thompson (ivi 1909), nonché: J. A. Symonds, S., ivi 1887; E. Dowdon, Life of S., ivi 1896 ecc.; esiste una S. Concordance, a cura di F. S. Ellis, ivi 1892; numerose le tradd. ital. tra le quali quelle di A. De Bosis; numerosi gli studi italiani tra i quali: M. L. Giartosio De Courten, S. e l'Italia, Milano 1923; lo studio più recente sullo S. è quello di Elio Chinol, P. B. S., Venezia 1931.
Augusto Guidi
SHERBROOKE, ARCIDIOCESI di. - Arcidiocesi e città della provincia di Québec (Canada).
La diocesi conta una popolazione cattolica di 214.823 ab. ( 184.613 francesi e 2820 inglesi) ed una popolazione non cattolica di 26.992 ab. Vi si trovano 403 sacerdoti diocesani ( 94 religiosi di 11 congregazioni diverse), 69 seminaristi, 6 congregazioni di religiosi, 18 congregazioni femminili, 121 parrocchie, 135 chiese e cappelle, 1 seminario teologico, 2 seminari minori, 7 ospedali, 3 erfanotrofi, 4 noviziati.
La diocesi fu eretta da Pio IX il 28 ag. 1874 per smembramento di Trois-Rivières, St-Hyacinthe e Québec, per la parte della provincia di Québec conosciuta sotto il nome di Cantone de l'Est. Il primo missionario fu il rev. Giovanni Raymbault (1816-23). Nel 1855 mono. J. C. Prince, vescovo di St-Hyacinthe, volle edificarvi un collegio e a tale scopo dette il terreno necessario. Il Collegio prese ufficialmente il nome di Collegio di S. il 25 maggio 1857; fu canonicamente eretto come seminario diocesano da mons. Antonio Racine (1875-78) il 30 ag. 1875.
Al momento della sua fondazione la diocesi contava 29.000 cattolici, 28 sacerdoti diocesani e 20 parrocchie in un centro importante per la sua industria, il suo commercio e la fertilità della terra. Attualmente (1952) la città di S. ha una popolazione totale di 47.000 antine ( 42.000 francesi e 4000 inglesi). Il a marzo 1951, Pio XII smembrò le diocesi di St-Hyacinthe (prov. di Montréal) e Nicolet (prov. di Québec) ed elevò S. ad arcidiocesi, dandole per suffraganee le due dette nuove diocesi.
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BibL.: J. Me Gee, s. v. in Cath. Enc., XIII, pp. 756-57; Programme-Souvenir du $75^{e}$ aunivers. du Sémin. St-CharlesBorromée, Sherbrooke 1950; Le Canada Exclésiasl., 1950, Montréal 1950, pp. 268-88; Pio XII, Universi dominici gregis regimen, 2 marzo 1951, in AAS, 43 (1951), pp. 449-51; Ann. Pont., 1952, p. 376 .
Gustave Carrière
s'HERTOGENBOSCH, Bois-le-Duc, diOCESI di. - Città e diocesi dell'Olanda. La città è capoluogo del Brabante settentrionale, un po' a sud della bassa Mosa; la diocesi abbraccia la parte orientale della provincia del Brabante settentrionale e la parte meridionale della provincia di Gheldria.
Ha una superficie di 6000 kmg . con una popolazione di 1.215 .000 ab , dei quali 989.400 cattolici, distribuiti in 358 parrocchie, servite da 791 sacerdoti diocesani e 1370 regolari; conta un seminario maggiore a St Michielsgestel e uno minore a Haaren; ha 126 comunità religiose maschili e 327 femminili (Ann. Pont. 1952, p. 376).
La diocesi fu eretta da Paolo IV, il 12 maggio 1559, quale suffraganea di Malines, con Francesco Sonnio come primo vescovo. Fino al 1637 sette vescovi la governarono in circostanze difficili: il protestantesimo, la guerra contro la Spagna. Il cattolicesimo vi finiva di nuovo, quando nel 1629 la città venne conquistata dalla Repubblica delle 7 Province, la quale soppresse la religione cattolica. Dal 1657 fino al 1853 la diocesi fu amministrata da vicari apostolici. Nel Concordato del 1827 tra il papa Leone XII e il re Guglielmo I venne stipulato che sarebbero state ripristinate nei Paesi Bassi nuove diocesi : e tra queste Bois-le-Duc; ritardata l'esecuzione a causa dei moti rivoluzionari del 1830, Pio IX il 4 marzo 1853 restituil la diocesi quale suffraganea di Utrecht; mons. Giovanni Zwijsen, vicario apostolico di Bois-le-Duc, fu elevato ad arcivescovo di Utrecht, alla cui sede rinunziò nel 1868 e venne nominato vescovo di Bois-le-Duc. Nel 1865 fu tenuto nella diocesi il primo Sinodo provinciale. Mirabile è la Cattedrale gotica dedicata a s. Giovanni Evangelista, già chiesa collegiata, fin dal 1360 ; il primo edificio romanico rimonta al 1210 , quello gotico venne iniziato nel 1280, ma devastato da un incendio nel 1419 fu ricostruito nella forma attuale tra il 1419-1520 con ritocchi nel 1530; misura m. $109.50 \times 28,55$. L'edificio ebbe molto a soffrire nel 1566 e nel periodo calvinista dal 1629 al 1810 ; si deve all'iniziativa di mons. Zwijsen, riorganizzatore della diocesi, l'opera di restauro ottenuta mediante il concorso della Statu, della provincia, della città e dei fedeli della diocesi. Nell'interno assai venerata è la miracolosa statua della B. Vergine. Prezioso è anche il Museo diocesano.
A Nimega (v.) si trova l'Università cattolica fondata nel 1923, a Tilburg la Scuola superiore cattolica di commercio.
Bibl.: autori vari, Hertogenbosch', s, in De Kath. Encyclopaedion, XII, Amsterdam 1936, pp. 262-63; P. Polman, Bois-le Duc, in DHG, IX, coll. 536-43.
Cesario van Hulst
SHGUANIN, Cesario. - Teologo dell'Ordine dei Servi di Maria, n. a Schöntal l'i i giugno 1692, m. a Roma il 4 febbr. 1769. Religioso nel convento di Frohnleiten nella Stiria il 25 giugno 1713, ordinato sacerdote il 19 sett. 1716, fu professore di filosofia e di teologia prima a Innsbruck, poi a Roma nel Collegio Gandavense, presso S. Marcello al Corso.
Lasciò molti scritti d'indole filosofica, giuridica, agiografica, ascetica e storica. Tra i più pregevoli sono: l'Epitome scientiae animasticae seu assertiones philosophicae de praecipua microcosmi parte, nempe de anima rationali (Innsbruck 1724); De anatomia probabilismi (ivi 1725, ristampato poi in Germania c due volte in Roma); Arcanum tribunal poenitentiae (Ratisbona 1730); Scientia Sanctorum (in tedesco, pubblicato a Vienna nel 1736, tradotto poi dall'autore in latino e pubblicato a Roma nel 1759); Manuale clericorum saecularium, e vari altri opuscoli, pubblicati in vari tempi. Lasciò altri volumi inediti, conservati in gran parte nell'Archivio generale dell'Ordine, tra i quali da notare: Processus ab orbe condito novi et maximi
(4 tomi); Libri duodecim relationum super mysterio de universali reformatione ( 9 tomi in-fol.); Vita, passio et triumphus Mariae sine labe conceptae et Sanctissimac Dei Genitricis (4 voll. in-fol.); Opus universalis reformativnis ( 7 t. in-fol.); Opus pro resuscitanda fide ad vitam.
Per ca. otto anni fu confessore e direttore del monastero delle Serve di Maria Claustrali di Monaco di Baviera, ove accaddero vari fatti straordinari da lui narrati nei Processus. Recatosi a Roma nel 1736, vi rimase fino alla morte. Era stato creato cardinale, ma riservato in pectore. Per primo, nel 1762, chiese al papa Clemente XIII la definizione dogmatica dell'Assunzione corporea di Maria S.ma.
Bibl.: S. Borardo, Saggio della mariologia del P. C. S., in Marianam, 9 (1947), pp. 237-48.
Gabriele Roschini
SHIHNAN, diOCESI di. - Nella parte meridionale della provincia del Hupch, nella Cina centrale. Fu eretta in vicariato apost. il 14 giugno 1938 con 5 sottoprefetture civili del vicariato apost. di Ichang e fu affidata al clero secolare cinese; l'1 1 apr. 1946, con l'istituzione della gerarchia episcopale in Cina, fu elevata a diocesi suffraganea di Hankow.
Ha un'estensione di 7500 kmg . Al 30 giugno 1947, su una popolazione di ca. 1.500 .000 ab., i cattolici erano 7850 e i catecumeni 220 ; i sacerdoti cinesi 9 e 5 gli esteri, 5 seminariati maggiori e 13 minori; le suore 28 , tutte cinesi. Tra le opere figuravano 2 orfanotrofi, 3 dispensari di medicinali, 15 scuole.
La prima propaganda cristiana, incominciata nel 1864, da rapporti occasionali di famiglie cristiane dello Szechawan con famiglie pagane di Tse-lo nella sottoprefettura civile di Li-chuan, nel territorio di S., fu coltivata da un catechista inviato a Tse-lo nel 1865 e quindi, l'anno appresso, da un sacerdote cinese venuto da Ichang e che fondò una salda cristianità, nonostante l'aperta e violenta opposizione dei pagani. Negli stessi anni fu fondata la cristianità nella città di S. per opera di un altro sacerdote cinese, il rev. Gioacchino Lo, che, fatto segno alle violenze di una fazione pagana, passò a Ien-goshan, ove fondò una seconda cristianità, i cui neofiti accettarono con eroica fedeltà la confisca dei beni e l'esilio nel 1882. Questi primi semi furono sviluppati dai pp. Teotimo Verhangen, poi vescovo e vicario apost., e Fiorenzo Robberecht, i quali con il p. Federico Verhagen, fratello di Teotimo, e con 5 cristiani furono martirizzati nella persecuzione del 1904, che per altro portò a una più rapida diffusione della fede anche nelle sottoprefetture civili di Suen-guen e Laifung.
Bibl.: MC. 1950, pp. 363-64; Arch. di Prop. Fide, Incarto erezione S. 1939.
Adamo Pucci
SHIHTSIEN, PREFETTURA APOSTOLICA di. - Nella parte orientale della provincia del Kweichow, nella Cina centro-meridionale.
Fu eretta in missione sui iuris il 23 marzo 1932 con territorio distaccato dal vicariato apost. di Kweiyang e fu affidata alla Congregazione dei Missionari del S. Cuore di Gesù, che vi manda i religiosi della provincia regolare della Germania inferiore con sede a Hiltrup. Il 2 dic. 1937 fu elevata a prefettura apost. Ha un'estensione di 20.000 kmq . Al 30 giugno 1948, su una popolazione totale di ca. 3.000 .000 di ab., i cattolici erano 6045 e i catecumeni 500 , con 19 sacerdoti religiosi esteri e 3 sacerdoti secolari cinesi, 4 seminariati nel corso preparatorio, 7 in quello minore e 5 nel maggiore. Il personale ausiliario contava 3 fratelli laici missionari del S. Cuore di Gesù, 16 catechisti e 58 maestri. Le stazioni primarie erano 21, quelle secondarie 7 , servite da 2 chiese e 25 cappelle. Tra le opere figuravano 16 dispensari 1 orfanotrofio e 4 scuole elementari.
I Missionari del S. Cuore di Gesù arrivarono nell'attuale territorio di S. nel 1927 e lavorarono, fino al 1932, alle dipendenze del vicario apost. di Kweiyang : furono essi i primi a portare sul posto la predicazione evangelica, fino allora ostacolata dalla mancanza di comunicazioni e dai torbidi civili quasi permanenti; il loro
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primo superiore, p. Winkelmann, fu assassinato dai briganti nel 1930.
BibL.: AAS, 24 (1932), pp. 387-88; 30 (1938), pp. 230-51; GM, p. 206; MC, 1950, p. 392; Arch. di Prop. Fide, Relazione S. 1948. Adamo Pucci
SHIKOKU, PREFETTURA APOSTOLICA di. - Situata nell'isola omonima, comprende quattro province civili e cioè Kagawa, Tokushima, Kochi e Ehime, la cui superficie complessiva è di 18.250 kmq ., con una popolazione di 4.219 .044 ab., in massima parte buddhisti e shintoisti. Fu eretta il 27 genn. 1904, per distacco dalla diocesi di Osaka.
I primordi dell'evangelizzazione nell'isola di S. risalgono al sec. XVI e sono dovuti ad alcuni padri gesuiti. Tra essi merita di essere ricordato il p. Francesco Cabral, che, nel 1575. converti il daimyo di Tosa. Anche questa missione ebbe i suoi martiri, tra cui s. Paolo Miki martirizzato nel 1597. I Domenicani della provincia del S.mo Rosario nelle Filippine iniziarono la loro opera a S. nel 1903 e conservarono la missione fino al 30 nov. 1950, quando questa passò al clero secolare giapponese, con la nomina di un amministratore apostolico.
Nel 1949 vi giunsero gli Oblati di Maria Immacolata, di nazionalità americana. L'isola di S., ai fini dell'attività missionaria, è divisa in tre vicariati foranei e cioè Kagawa affidata al clero secolare; Kochi-Tokushima ai missionari Oblati di Maria Immacolata; Ehime ai Domenicani. Ai due gruppi di missionari esteri si sono aggiunti alla fine del 1951 alcuni sacerdoti dell'Istituto spagnolo S. Francesco Saverio di Burgos, i quali svolgono il loro ministero nel distretto di Marugame, in provincia di Kagawa. L'isola di S., regione eminentemente buddhista, conta ben 88 smpli buddhisti, ove il popolo giapponese, prima della guerra, compiva i suoi pellegrinaggi. Però, nel dopoguerra, la forza morale tanto del buddhismo quanto dello shintoismo sembra affievolita nel popolo.
Vi sono 1300 cattolici; 3000 protestanti e 100 scismatici. I sacerdoti sono 23, di cui 4 nazionali. Non vi è il Seminario, ma i giovani vengono inviati al Seminario minore di Osaka e al Seminario maggiore di Tokyo. Vi sono 15 suore domenicane e 4 suore giapponesi figlie del S. Cuore di Gesù; 5 catechisti e 20 maestri; i scuola media; i orfanotrofio; 5 giardini d'infanzia; 10 chiese; 10 quasi-parrocchie.
Bibl.: Arch. della S. Congr. di Prop. Fide, Relazione quinquennale, pos. prot. n. 2897/51 ; ivi, Prospectus status Missionis, 1949-50, pos. prot. n. 1895/50; ivi, pos. prot. n. 1873/52; MC, 1950, p. 413.
SHiLLONG, diOcesi di. - Situata nell'India nordorientale, suffraganea di Calcutta.
Nel 1889 fu eretta la prefettura apost. dell'Assam, stralciandone il territorio dall'areidiocesi di Calcutta e dalla diocesi di Krishagar ed affidata alla Società del Divin Salvatore. Scoppiata la prima guerra mondiale i padri salvatoriani, tutti di nazionalità tedesca, furono espulsi ed allora la S. Congr. di Propaganda ne nominò amministratore apostolico l'arcivescovo di Calcutta. Terminata la guerra, la prefettura dell'Assam fu data ai Salesiani di d. Bosco (1921) e il 9 luglio 1934 elevata a diocesi con il nome di S. Nel suo territorio è compreso il principato di Bhutan (kmq. 46.600 , popolazione 300.000 ). Ha una superficie di kmq. 185.500 con 7.300 .000 ab., dei quali 4.000 .000 sono induisti, 2.200 .000 animisti, 750.000 macmettani, 224.500 protestanti e 84.564 cattolici. I sacerdoti sono 52 , tutti salesiani esteri, eccetto 2 indiani, 14 fratelli. Vi sono anche 10 «Irish Christian Brothers», che hanno un fiorente Collegio. Condivvano l'azione dei missionari 111 suore per la maggior parte estere, appartenenti a 6 diversi istituti. Vi è i seminario maggiore con 14 alunni o scolastici ed i alunnato con 19 ragazzi.

(per cortesia del 39. Saliciasti)
ShilLONG. diOcesi di - Lezione di catechismo presso un villaggio Khasī-Assam (India).
La diocesi, unica nel suo genere per varietà di stirpi, di lingua e per diversità di clima, è circondata al nord dalle catene dell'Himalaya e ha due fertilissime pianure, divise l'una dall'altra da alte colline, dove vivono tribù animiste con dialetti e costumi i più disparati. Lungo poi la pianura del Bramaputra si trovano in maggioranza indù, mentre nella pianura di Surna la maggioranza è musulmana. Ecclesiasticamente è divisa in 3 distretti o vicariati foranei, 18 stazioni primarie e 10 stazioni secondarie. Vi sono 710 catechisti e 19 catechiste, 293 maestri e 114 maestre, 308 scuole elementari, 23 scuole medie di vari gradi. La missione ha anche 3 collegi universitari. Le opere di carità sono rappresentate da 4 ospedali, 15 dispensari, 13 orfanotrofi, 4 asili per vecchi, i lebbrosario, 26 oratori. E una delle diocesi più promettenti dell'India settentrionale. Con decreto del 12 luglio 1951 furono distaccati i distretti civili di Lakimpur, Nord Lakimpur, Naga Hills, Sibsagar, Manipur e Sadya Fronier Tract con un complesso di 3.300 .000 ab., di cui 30.000 cattolici, e una superficie di 79.000 kmq . per erigervi la nuova diocesi di Dibrugarh.
Bibl.: AAS, 27 (1931), pp. 321-23; 44 (1952), pp. 167-69; MC, 1950, pp. 245-46.
Pringolo Borgna
SHINTŌ. - Dal sino-giapponese shin $=$ dio e $t \delta=$ via), donde il nostro shintoismo; con questo vocabolo i Giapponesi designarono la loro religione indigena dopo introdotto il buddhismo ( 552 d. C.), E sostanzialmente un culto politeistico della natura, ispirato meno dal timore delle sue forze, che da gratitudine e apprezzamento dei suoi doni. Più tardi, sotto l'influsso cinese, si aggiunse il culto degli antenati e degli eroi nazionali. Privo di un codice morale, senza una metafisica, senza escatologia, senza soteriologia, lo s. sarebbe forse scomparso di fronte alla superiorità dottrinale del buddhismo e del confucianesimo, se il suo intimo legame con il sistema politico vigente non ne avesse fatto un potente elemento di coesione nazionale. Infatti lo s. è una religione "nazionale» o meglio "politica».
Venuto a contatto con le altre religioni importate nell'arcipelago, lo s. subì influssi più o meno profondi. Il suo carattere primitivo od originario può solo ricostruirsi, almeno nelle grandi linee, attraverso l'esame critico delle fonti, cioè : il Kojiki (Memorie degli antichi eventi, 3 voll., scritto nel 712 d. C.), il Nikungi (Annali del Giappone, 30 voll., nel 720 d. C.), opere storiche, e i norite, allocuzioni solenni con carattere magico-incantatorio pronunciate nelle grandi solennità.
I. I sniti. - Scopo manifesto della cosmogonia e teogonia shintoiste è di dimostrare la discendenza della
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casa imperiale regnante dagli dèi che crearono il Giappone. I miti, infatti, cominciano con la creazione delle isole dell'arcipelago per opera di due divinità, Izanagi e la sua sposa Izanami, la quale muore dando alla luce il dio del fuoco (Kagutsuchi). Addolorato, Izanagi si reca allora nel "P'asse delle tenebre" (Yomi-tsu-kuini, una specie di Inferno?) per riprendere la sua compagna, ma fugge inorridito vedendola putrefatta. Uscito alla luce, egli si purifica nelle acque del fiume Oto e qui genera molte divinità, fra cui Ama-terasu (v.), la dea del sole, uscita dal suo occhio sinistro, e Susa-no-wo, il dio dell'uragano. Quest'ultimo, violento e prepotente, procura non pochi fastidi alla sorella la quale, a un certo punto, spaventata, va a rinchiudersi in una grotta, per cui il mondo resta all'oscuro. Tratta dalla grotta dopo non poca fatica e con il concorso di tutti gli dèi, il colpevole viene punito con l'espulsione dal Cielo. Ed egli allora scende sulla terra e si reca in Izumo, regione del Giappone occidentale, dove uccide un serpente, salvando una fanciulla ch'egli sposa. I suoi discendenti, signori di Izumo, cederanno poi la regione al nipote di Ama-terasu. Questa, intanto, un bel giorno, avendo osservato che le ostilità esistenti fra le divinità che abitavano l'arcipelago avevano provocato gravi turbamenti, manda suo nipote Ninigi a metter ordine e a governarlo, e, all'atto della partenza, gli dà le "tre specie di oggetti divini" (sonshu fingi), e cioè : i "gioielli curvi lunghi otto piedi" (yasaka no magatzma), lo "specchio di otto ata" (yata no kagami) e la "spada che falcia l'erba" (kusanagi no tachi), che sono le tre insegne del potere legittimo, cioè divino, ancora oggi conservate. Ninigi, sceso in Giappone, sposa ed ha figli e fra i suoi discendenti è appunto Jimmu Tenno, suo pronipote, primo imperatore del Giappone, discendente in quinta generazione da Ama-terasu, il quale a Kashiwabara, nell'Yamato, l'ri febbr. del 660 a. C. (secondo la cronologia ufficiale sicuramente errata) sale al trono fondando l'Impero. In Jimmu, gli studiosi sono oggi propensi a vedere la figura storica di un gran capo che, con il suo prestigio, riusci a coalizzare le varie tribù di popolazioni immigrate nell'arcipelago, conducendole alla sua conquista sugli aborigeni Ainu. Comunque, egli è il primo sovrano di una serie ininterrotta a tutt'oggi.
II. Divinità e morale dello s. - Le divinità dello s. si dicono hami (lett. ciò che sta al di sopra, in senso sia spaziale, sia gerarchico), termine che si applica a tutto ciò che esca dal comune o che ispiri timore o rispetto per essere arcano o misterioso, sia che si tratti di esseri divini (dèi, spiriti), come di esseri animati (uomini e animali) o di cose od oggetti (piante, fiumi, rocce, ecc.). I hami sono concepiti antropomorficamente; quindi nascono, si sposano, si divertono, muoiono; ma essi hanno anche poteri sovrumani, limitati alla propria sfera d'azione. Non sono, perciò, né onnipotenti né onniscienti. Dei hami si conosce anche un mi-tama (augusto gioiello), una specie di anima, che nei templi è rappresentata dal mi-tama-skiro (sostituto per il mi-tama) o shintai (corpo divino, che è un oggetto qualsiasi, uno specchio, una sciabola, una pietra, ecc.) nel quale la divinità si trova invisibilmente incorporata per entrare in contatto con i fedeli. Non si tratta, dunque, né di un simbolo né di attributi della divinità, come comunemente si crede. Il numero dei hami è grandissimo. Si hanno hami del vento, della pioggia, del fuoco, ecc., e dei fornelli, delle pentole, dei pozzi, del riso e persino delle latrine! Poi con il tempo, il culto degli antenati venne ad ingrandire anche il pantheon shintoista.
Sebbene lo s. primitivo non abbia codice morale, un rudimentale principio etico può trovarsi nella purezza, cioè nell'orrore della contaminazione, che è l'idea centrale della religione dei kami. Purezza, si badi, rituale, fisica, non morale. La contaminazione, visibile (ad es., il sudiciume) o invisibile (quale era quella contratta toc-
cando cose ritenute impure, come il sangue, i cadaveri, ecc.), rendeva sgraditi ai kami, donde la necessità di liberarsene purificandosi, se si voleva evitare il tatari (punizione celeste) che poteva colpire sotto varia forma (malattia, incidenti, insuccesso, morte).
L'impurità era dunque "peccato" (tsumi), il quale era sempre tale, anche se involontario. Mancava, perciò, un'etica di coscienza, che i Giapponesi apprenderanno solo quando, attraverso il buddhismo, acquisteranno la nozione di peccato fondata su presupposti etici. Un elenco dei 21 tsumi più importanti è stato conservato in un norito ed ha un grande valore per la conoscenza delle concezioni etico-religiose degli antichi isolani. In quest'elenco non compaiono l'adulterio, la poderastia, l'incesto fra fratelli e sorelle, la bugia, il furto. Per evitare il tatari e rimanere nella comunità, il contaminato doveva purificarsi ricorrendo a tre tipi di riti: l'esorcismo (harae o harai), la lustrazione (misogi), soprattutto con acqua, e l'astensione (imi).
L'harae (harau, spazzar via), il rito più antico, è sempre eseguito da preti: comprende la lettura di un norito e l'offerta dei cosiddetti harae-tsu-mono (cose di purificazione) che non sono doni fatti ai hami, ma veicoli sui quali, durante la lettura, possano i peccati (le impurità) del purificando o dei purificandi, a smiglianza del capro espiatorio della legge mosaica. Dopo la funzione, gli harae-tsu-mono vengono gettati in mare o nei fiumi. In origine, questi harae-tsu-mono consistevano in oggetti appartenenti al penitente. Poi, affermandosi sempre più il senso dell'economia, essi andarono assumendo carattere simbolico e da questa tendenza è derivato l'uso attuale dei hatashiro (sostituto per la forma), che li hanno sostituiti. Sono questi pezzetti di carta tagliati a mo' di vestito, su cui il purificando scrive il proprio sesso e l'anno e il mese di nascita, e che poi strofina sul proprio corpo alitandovi sopra il fiato, con che le sue impurità passano sul hatashiro. Durante il rito, se l'harae è collettivo, i vari hatashiro, riuniti in fascio, vengono gettati nel mare o nei fiumi. Fra gli harae collettivi grande importanza ha sempre avuto l' $\bar{O}$-harae o "Grande purificazione» di tutto il popolo, che si praticava due volte l'anno, l'ultimo giorno della vi e della xir lunazione (oggi il 30 giugno e il 3 I dic.). Durante l' $\bar{O}$-harae si legge un norito speciale. Il misogi (da miza $=$ acqua e sosogi $=$ lavaggio) è una abluzione lustrale fatta con acqua o con acqua e sale per liberarsi da contaminazioni occasionali (conseguenti a malattie, a rapporti sessuali, a ferite, a porto, a contatti con cadaveri, ecc.). Viene praticata senza interventi di preti. L'imi (imu $=$ rifuggir da) è propriamente una profilassi dell'impurità. Consiste nell'evitare ogni contatto o azione che possa rendere impuri (pulizia personale, mangiar certi cibi cotti su fuoco puro, vestir solo certi abiti purificatori, ecc.). E per lo più riservato ai preti che per il loro ministero debbono far da tramite fra il popolo e i hami.
III. Luoghi del culto. - Venerati in origine in recinti sacri (himorogi), fatti con una corda di paglia tesa fra quattro pali intorno a un ramo di sahaki (Cleyera japonica, l'albero sacro dello s.), i hami ebbero, pare sotto l'imperatore Sujin (97-30 a. C., secondo la cronologia ufficiale), i primi templi (yashiro o miya). Questi, nudi e primitivi nell'architettura e nei materiali usati (legno grezzo di hinoki, il cipresso giapponese), riproducono l'antica capanna indigena e constano di almeno due edifici : l'honden (sacrario), dove si conserva lo shintai, interdetto ai laici, e l'haiden (oratorio), per i visitatori, ambedue spesso uniti da una galleria (ai no ma). I templi maggiori hanno vari altri edifici accessori. Il tutto è circondato da una o più siepi. Caratteristici i neri-i, specie di portali di legno, di origine e significato sconosciuti, posti all'ingresso.
I templi shintoisti sono sistemati in una gerarchia, all'apice della quale sono i jing $\bar{u}$, templi cui si annette particolare carattere di santità, come quelli d'Ise, di
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Atsuta, ecc. Tutti gli altri si chiamano jinja e si dividono in: 1) hwanmeisha (templi di Stato), in cui le cerimonie avvengono sotto il controllo dello Stato; 2) hokuheisha, templi provinciali; 3) fuhensha, templi di $f u$ (distretto urbano) e di ken (prefettura); 4) gisha e sonsho, templi di distretti rurali e di villaggio. Ognuno di questi riceve una sovvenzione dallo Stato, in rapporto alla categoria. Il massimo santuario è quello d'Ise, situato nei sobborghi della città di Uji-Yamada (prefettura di Mie). Consta di due templi : il Naiku (interno), dedicato ad Ama-terasu, e il Goku (esterno), a Ukemochi, la dea del cibo. Fondati in epoca remotissima, vengono ogni 20 anni demoliti e ricostruiti uguali, mentre con il vecchio legno si fanno amuleti venduti come sacri. Un pellegrinaggio a Ise è la massima aspirazione del fedele shintoista che ne fa dipendere il proprio successo nella vita. Altri templi maggiori sono quello di Kizuku (prefettura di Shimane), dedicato a O-kuni-nuschi; di Kasuga (Nara), a Ame-no-koyane; di Ikuta (Kōbe) a Waka-hirume; di Atsuta (Nagoya), ad Amaterasu e altri kami; il Meiji-jingū (Tokio), all'imperatore Mutsuhito (1868-1912), ecc.
IV. IL CLERO. - L'intima connessione fino dall'antichità del culto (matsuri) con le cose del governo (matsurigato, cose del culto), che faceva delle cerimonie shintoiste atti amministratici, ha impedito la costituzione in casta del clero. I preti (hannushi per kami-nushi, ministri dei kami) o jinkwan (funzionari dei kami) hanno compiti puramente esteriori, non sono che pubblici funzionari. Loro compite è aver cura dei templi, nei quali molti hanno interessi creditari, ed eseguire le funzioni, durante le quali indossano un'abito che è quello dell'antica Corte Imperiale. Essi sono sistemati in una gerarchia di 8 gradi : 1) saishu (maestro del culto), il più alto, rappresentato solo nel tempio di Ise da un principe del sangue; 2) daigūji (gran maestro di tempio), dato ai superiori di kwanmeisha e kokoheisha; 4) negi (orante); 5) go-negi (sotto orante); 6) shiken (esecutore di canoni). I preti dei fuhensha si chiamano 7) shikwan (esecutori), quelli dei gōsha e dei sonsho sotto detti 8) shishō. Non esistono conventi, né ordini religiosi. La donna ha una parte limitata alle miko (auguste figlie), bimbe di 10-12 anni, per lo più figlie degli stessi preti, che eseguono le danze sacre e vengono dimesse appena in età di marito. Fino al sec. xiv, inoltre, ogni sovrano che saliva al trono destinava ad Ise una principessa con l'incarico di vegliare sullo specchio sacro ivi depositato.
Il culto individuale consiste in offerte di vario genere, in inchini, battimani (hashiswade) e in preghiere, le cui formule attuali sono fortemente ispirate al buddhismo. Esse sono dirette ad ottenere dai kami benefici, non il perdono dei peccati. La preghiera, come elevazione mistica dell'anima a Dio, è sconosciuta. Nel vecchio culto, comunque, essa aveva una parte irrilevante.
Le feste (matsuri) sono varie per numero e significato, in dipendenza dei luoghi. Le funzioni che vi si svolgono consistono in offerte (commestibili, seta, ecc.) ai kami, e seguono un rigido cerimoniale, nella lettura di norito e in danze con musica. Fin dal sec. viII, esse sono state suddivise in grandi, medie e piccole. L'unica grande è l'ōnie o daijōe (festa della grande degustazione) che si esegue all'accessione al trono di ciascun sovrano. Le altre sono molte: le medie hanno carattere agricolo, come la toshigai (funazione dell'antico calendario) all'epoca della semina del riso, la hanneme-matsuri (ix lunazione) in cui si faceva gustare il nuovo riso ai kami e agli antenati imperiali, ecc.; le piccole comprendono rituali vari per ottenere piogge abbondanti, scansare incendi, epidemie e simili. Connesse con il culto shintoista sono pure molte feste nazionali e quelle tenute a Corte, come la shihōhai ( $1^{\circ}$ genn.), in cui il sovrano prega la Dea del Sole per la felicità del popolo all'inizio dell'anno, il kigensetsu

Shine - Un novello sacerdote negro impartisce la prima benedizione alla vecchia madre, all'uscita della cattedrale di Limbe (1938).
(11 febbr.) anniversario della fondazione dell'Impero per opera di Jimmu Tennō, ecc.
BISL.: K. Florenz, Ancient Japanese Rituals, in Transact. of the Asiat. Soc. of Japan, Tokio 1899; W. G. Aston, Shintō, The Way of the Gods, Londra 1902; M. Revon, Le Shintoisme, Parigi 1907; K. Florenz, Die histor. Quellen d. Shintō Religion, Gottinga 1919; G. Schurhammer, Shintō, der Weg der Götter in Japan. Der Shintoismus nah den gedrochten u. ungedruckten Berichten der japan. Jesuitenmission. des 16. und 17. Jahr., Bonn 1923; M. Muccioli, Lo Shintoismo, relig. naz. del Giappone, Milano 1948.
Marcello Muccioli
SHIRÉ. - E la regione che comprende la parte meridionale del protettorato britannico del Nyasaland.
Fino al maggio del 1952 il vicariato apost. di S. abbracciava tutta la regione omonima. Tale territorio fu distaccato il 3 dic. 1903 dal vicariato apost. di Nyassa ed elevato a vicariato apost. il 14 apr. 1908. Il 15 maggio 1952 è stato diviso in due vicariati apost., di Zomba a nord e di Blantyre a sud (distretti civili di Blantyre, di S. centrr. e, di M'anje, di Cholo, di Cikwawa e di Lower-River, altrimenti detto di Port Herald). I due vicariati sono affidati ai Padri della Compagnia di Maria (Monfortani), i quali arrivarono sul luogo nel 1901 come ausiliari dei Padri Bianchi. Attualmente il vicariato apost. di Blantyre è affidato ai padri della Provincia olandese della detta Compagnia.
Il vicariato apost. di Blantyre ha un'estensione di ca. 21.840 kmq ., una popolazione di ca. 700.000 ab., oltre 116.000 cattolici. 13 stazioni missionarie principali, 40 sacerdoti esteri.
BISL.: AAS, 44 (1952), pp. 753-54; MC, 1950, p. 180; A catholic directory of East Africa, Mombasa 1930, pp. 126-31; Arch. S. Congr. di Prop. Fide, pos. prot. n. 1641/42. Carlo Carvo
SHIUCHOW, diocesi di. - Nella parte nordoccidentale della provincia del Kwangtung, nella Cina meridionale.
Fu eretta in vicariato apost. il 9 apr. 1920 con territorio distaccato dalla missione di Canton e fu affidata alla Società Salesiana di S. Giovanni Bosco, che per il lavoro missionario munda i religiosi iscritti alla provincia regolare cinese con sede in Macao. L'1 1 apr. 1946, con l'atttuzione della gerarchia episcopale in Cina, fu elevata a diocesi suffraganea di Canton. Ha un'estensione di 34.500 kmq . Al 30 giugno 1949, su una popolazione totale di ca. 2.520.000 ab., i cattolici erano 5205 e i catecumeni 283 ; i sacerdoti secolari cinesi 7 , quelli salesiani 18. Il personale ausiliario contava 2 fratelli laici salesiani. 10 Figlie di Maria Ausiliatrice e 18 religiose cinesi, 24 catechiati, 74 maestri. Le opere risultavano di 20 dispensari, 2 orfanotrofi, 1 ospizio per vecchi e 1 per ciechi, 14 chiese e 21 cappelle sparse sul territorio diviso in 11 distretti
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con 17 stazioni primarie e 26 secondarie. Le 19 scuole elementari avevano 2344 alunni, quella secondaria 197. quella professionale 11, quella catechista 7 , le 6 di preghiera e primi elementi 122 ascoltatori.
La prima predicazione cristiana a S. risale al p. Matteo Ricci, che risiedette in questa città quando fu espulso da Schiufung nel 1589; vi lavorarono poi Gesuiti francesi e portoghesi. A mezzo il sec. xix tutta la provincia del Kwangtung passò alla Società delle Missioni Estere di Parigi, cui a S. subentrarono i Salesiani, che giunsero sul posto nel 1918. Mons. Luigi Versiglia, assassinato il 25 febbr. 1930 insieme con il suo giovane missionario d. Caravario, fu il primo vicario apostolico di S .
Bibs.; AAS, 12 (1900), pp. 154-55; GM, p. 207; G. B. Tragella, Italia missionaria, Roma-Milano 1939, pp. 187-02; Arch. di Prop. Fide, Relazione S. 1949; MC, 1930, p. 388.
## SHOCKTERAPIA (ELETTROSHOCK). - E tra i più
importanti metodi per il trattamento organico dei disturbi mentali; i suoi diversi procedimenti al sono sviluppati non logicamente ma empiricamente, fatto d'altronde comprensibile in un campo in cui le varie etiopatogenesi sono pressoché sconosciute. L'inizio della s. si può far risalire alla scoperta, indipendente e quasi simultanea, dell'azione curativa del coma ipoglicemico (cioè legato a forte diminuzione del contenuto di glucosio nel sangue) e della terapia farmacologica convulsivante.
Introdotta in psichiatria da Steck, l'insulina venne dapprima somministrata con il doppio scopo di aumen. tare il peso del paziente e di influenzare gli stati di eccitamento, specie nei morfinomani. Il passo decisivo per il passaggio da un medicamento puramente sintomatico ad un trattamento curativo fu compiuto da Sackel, della clinica di Vienna, nel 1933, quando egli fece l'importante osservazione che gli stati ipoglicemici profondi, che involontariamente insorgevano durante il trattamento sintomatico di psicotici con iniezioni di insulina, avevano un evidente effetto benefico sulla psicosi stessa: il coma ipoglicemico, che i predecessori di Sackel cercavano di evitare, moderando la quantità del medicamento introdotto, divenne il fuoco del nuovo trattamento della schizofrenia (v.), trattamento che è oggi universalmente diffuso e adottato sotto forma di insulinoshochterapia (IST). Qualche anno prima, nel 1928, von Meduna aveva riferito sui suoi tentativi di trattare la schizofrenia con convulsioni epilettiche artificialmente indotte con il cardiazol. Egli era stato mosso da due constatazioni (successivamente dimostrates solo relativamente giuste) : che l'epilessia e la schizofrenia sono antagoniste tra loro; che i sintomi schizofrenici possono scomparire, almeno temporaneamente, dopo convulsioni spontanee. La stessa osservazione aveva precedentemente condotto Nyiro a tentare, senza alcun successo, il trattamento di schizofrenici con trasfusioni di sangue di epilettici (von Meduna era stato preceduto nel lontano 1785 da Oliver, che nel London medical journal aveva comunicato un caso di "mania" curato con successo dalle convulsioni indotte dalla canfora).
La grande diffusione e importanza dei trattamenti convulsivanti in terapia psichiatrica fu dimostrata al I Congresso internazionale per il trattamento moderno della schizofrenia, tenutosi a Muensingen (Sviszera) nel 1937; fu qui che Cerletti e Bini menzionarono per la prima volta la possibilità dell'uso della corrente elettrica come stimolo convulsivante nel trattamento del