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one e a far condannare come eretica e disobbediente la W. Rinchiusa nel monastero delle Clarisse di Anger, vi fu trattenuta per quasi un anno. Liberatane, trascorse il resto della vita fra pene ed amarezze, sopportate con serena rassegnazione e con piena fiducia nell'affermazione della sua opera, la quale fu approvata nel 1703.

Il processo ordinario istituito sulle sue virtù è in corso di studio presso la S. Congregazione dei Riti.

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Bibl.: M. C. E. Chombers, The life of M. W., Londra 1882; M. Salomone, M. W., ivi 1901; H. Riesch, M. W., Innsbruck 1922; G. Griser, Das erste Verbat des ordengriandung M. W. (1628), in Stimmen der Zeit, 113 (1927), pp. 34-37; Pastor, XIII, pp. 612-19.

Silverio Mattei
WARD, Mary Augusta Humphry. - Scrittrice inglese, n. a Hobart (Tasmania) l'i i giugno 1851, m. a Londra il 24 marzo 1920, nipote del doctor Arnold di Rugby, fratello del poeta Matthew Arnold.

Tradusse il fournal intimo di F. Amiel (1885). Proiettò in numerosi romanzi i suoi problemi religiosi e sociali. Vagheggiava una forma di cristianesimo filantropico non confessionale e a base puramente sociale. Fu antifemminista e s'oppose alla concessione del voto alle donne. Il suo romanzo più noto è Robert Elsmere (1888), che interessa oggi principalmente per le persone storiche che vi si ravvisano dietro la finzione dei personaggi.

BibL.: J. P. Trevelyon, Life of Mrs H. W., Londra 1923.
Augusto Guidi
WARD, William George. - Teologo convertito dall'anglicanesimo, n. a Londra il 21 marzo 1812, m. ad Hampstead il 6 luglio 1882.

Nel 1838 prese parte al movimento di Oxford, subendo l'influsso di Newman, approvando pienamente il famoso tract $X C$. Da quel momento fu un convinto difensore dei principi trattariani. Le stesse autorità universitarie ne rimasero preoccupate, per cui nel 1841 fu privato della carica di insegnante al Balliol College.

Dal 1841 al 1843 , in una serie di articoli nel British critic sostenne la necessità di una progressiva assimilazione della dottrina cattolica da parte della Chiesa anglicana e in The Ideal of a christian Church considered in comparison with existing practice (Oxford 1844) presentò la Chiesa cattolica come l'incarnazione della vera idea cristiana. Invitato a ritrattare il libro, si rifiutò e fu privato il 13 febbr. 1845 dei gradi universitari: il 5 sett. entrò, insieme a sua moglie, nella Chiesa cattolica.

Insegnò etica per un anno a Old Hall e dal 1852 al 1858 teologia dogmatica al St. Edmund's College. A quest'epoca risale un ampio trattato di teologia dal titolo: On Nature and Grace, di cui fu pubblicato solo il primo libro. Nel 1858, lasciata la cattedra di teologia, scrisse nella Dublin review, della quale divenne pure direttore nel 1863. Fu un forte oppositore del liberalismo, rappresentato allora in Inghilterra da Sir John Acton, dal Döllinger in Germania e da Montalembert, Lacordaire e Lamennais in Francia. Circa la questione dell'infallibilità pontificia difese con eccessiva veemenza idee estreme; così, più che attirare, allontanò dal cattolicesimo. Morto il card. Wiseman, esercitò tutta la sua influenza a Roma, per far nominare Manning alla sede di Westminster. Ma quanto più ristretto nelle sue posizioni teologiche, altrettanto fu largo e moderato nelle sue posizioni filosofiche, qualità che dimostrò soprattutto come membro confondatore, insieme a James Knowles (1869), e poi come presidente ( 1870 ) della Metaphysical Society. Difese quindi meglio i fondamenti filosofici della fede, che non la fede stessa. Passò gli ultimi anni a Ereshwater nell'isola di Wight ove fu suo vicino e intimo amico Tennyson.

Scrisse molto; opere principali : The relation of intellectual power to man's true perfection (Londra 1858), ristampato in Essay on religion and literature (ivi 1867); The authority of doctrinal decisions which are not definitions of faith (ivi 1866); De infallibilitatis extensione theses quaedam et quaestiones theologorum iudicio subicit G. G. W. (ivi 1869); The condemnation of Pope Honorius: an essay (ivi 1879); Essay in the Church's doctrinal autority (ivi 1880 ).

Bibl.: Wilfrid Ward, W. G. W. and the Oxford Movement, Londra 1890; id., W. G. W. and the Catholic Revival, ivi 1893; id., Life and Time of Card. Wiseman, 2 voll., ivi 1897, passim; H. Bremond, L'ingolétude religieuse, aubes et lendemain de conversions, I, Parigi 1909, passim.

Giacomo de Bivort de La Saudée
WARMIA (Ebmland), diocesi di. - Città e diocesi nella Prussia orientale, oggi in Polonia. Ha una superficie di 23.344 kmq . con una popolazione di

749.40 I ab., dei quali 684.494 cattolici, distribuiti in 216 parrocchie, servite da 175 sacerdoti diocesani e 59 regolari; ha due seminari, 8 comunità religiose maschili e 50 femminili (Ann. Pont. 1953, p. 452).

La diocesi è suffraginea di Breslavia; fu cresta da Innocenzo IV il 30 luglio 1243, direttamente soggetta alla S. Sede. La residenza vescovile fu a Heilsberg fin verso il 1800 , mentre il Capitolo risiedette prima a Braunsberg e dal 1288 a Frauenburg. Con il Trattato di pace di Thorn ( 1466 ) W. passò dal dominio del'Ordine Teutonico dei Crociferi a quello della Polonia; anzi nel 1512 il re Sigismondo, con il Trattato di Parezow, si assicurò il predominio per l'elezione del vescovo. La diocesi soffrì per il protestantesimo, per le guerre di Svezia (1626-1709) e per la campagna napoleonica del 1807, dopo che dal 1772 la Prussia se ne era annesso il territorio; altre distruzioni si ebbero nella guerra 1915-18; per il Trattato di Versailles Danzica venne dismembrata da W., che nel 1926 perdette anche le parrocchie del territorio di Memel; per il Concordato del 14 giugno 1929 W. divenne suffraginea di Breslavia; dal 1945 ha l'amministratore apostolico.

Il primo vescovo della diocesi fu Andrea (1245-65 ca.). Nel 1457 fu eletto il card. E. Silvio Piccolomini, ma non ne prese possesso. Niccolò Copernico (v.), n. a Frauenburg nel 1543 , fu per qualche tempo amministratore della diocesi. Insigne fu il vescovo Stanislao Hosius (v.), passato a W. dalla sede di Kulm e cardinale dal 1560; fu uno dei legati pontifici al Concilio di Trento, autore della Confessio fidei catholicae christianae che ebbe enorme diffusione; lottò strenuamente contro l'insidia luterana nella sua diocesi; fondò in Roma (1578) la chiesa di S. Stanislao alle Botteghe Oscure; è sepolto in Roma a S. Maria in Trastevere. Gli successero Martino Kromer (1579-89); il card. A. Batori (m. nel 1599); il card. Giovanni Alberto (1621), figlio del re Sigismondo.

La Cattedrale è del 1350 . Nel 1565 fu eretto il Collegio dei Gesuiti a cui furono annessi il seminario diocesano (1567) e il «Liceum Hosianum» (1578); un secondo collegio dei Gesuiti fu istituito a Rössel nel 1632.

Bibl.: Momms. hist. Warmiensis, 8 voll., Magness-Braunsberg 1858-87; F. Mahler, Constit. zyvodalos Warmiensis, Warmia 1889; A. Waddington, Hist. de Prusse, I, Parigi 1911, pp. 130187; W. Sobieski, Hist. de Pologne, ivi 1934, pp. 38-369; Eubel, I, pp. 312-16; H. p. 288; H1, p. 347; IV, p. 359; V, p. 405.

## WARNEFRIDO: v. paOlo diACONO.

WARTENBERG, Franz Wilhelm, conte di. Cardinale, n. il $1^{\circ}$ marzo 1593 a Monaco, m. il $1^{\circ}$ dic. 1661 a Ratisbona.

Figlio del duca Ferdinando di Baviera e di Maria von Pettenbeck, studiò presso i Gesuiti di Ingolstadt ed al Germanico di Roma. Vescovo di Osnabrück nel 1625, promosse con energia la Riforma cattolica e come commissario imperiale rese esecutivo l'Editto di Restituzione nei territori intorno all'Elba. Vescovo anche di Verden e di Minden nel 1630 e nel 1632, dovette abbandonare Osnabrück in seguito all'occupazione svedese, dal 1633 al 1648 . Nel 1636 divenne coadiutore, con diritto di successione, del vescovo di Ratisbona, al quale succedette nel 1650 . In quest'anno ricuperò anche il vescovo di Osnabrück. Fu creato cardinale da Alessandro VII il 5 apr. 1660.

Bist.: B.A. Goldschmidt, W., Osnabrück 1866; Politische Correspondenz (1621-31), a cura di H. Forst, Lipsia 1897; A. Steinhuber, Gesch. des Koll. German.-Hungar. in Rom. 2 voll., 9* ed., Friburgo 1906, passim; W. Berning, Die Relatio status des Osnabrücker Bischofs F.W. v. W., in Mitt. d. Ver. für Geschichte u. Landesh. v. Osnabrück, 60 (1940), pp. 133-52; G. Schechter, Das Welthonzil von Trient, II, Friburgo 1951, pp. 375 sgg.

Silvio Furlani
WASHINGTON, ARCIDIOCESI di. - Arcidiocesi e città nel distretto di Colombia (Stati Uniti d'America.), W. copre una superficie di 2104 migliaq. con una popolazione totale di 1.224 .314 ab . dei quali 174.602 sono cattolici; conta 209 sacerdoti diocesani, 74 religiosi, 84 parrocchie, 142 cappelle, 49 missioni,

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34 congregazioni femminili (123I suore), 24 scolasticati ( 791 religiosi), I seminario diocesano ( 169 seminaristi), 5 università, 3 orfanotrofi, 2 ospedali.

L'arcidiocesi di W. fu eretta da papa Pio XII con la cost apost. Supremae ecclesiasticae potestatis del 21 luglio 1939. Le ragioni dell'elevazione di W. alla dignità di sede arcivescovile sono date dalla costituzione: W. sede del governo civile, i numerosi istituti cattolici, tra cui la celebre università e collegi, nonché l'aumento della popolazione della città in questi ultimi anni. Il Papa menziona anche che il 1939 segna il $150^{\circ}$ anniversario di W. capitale della Repubblica.

L'arcidiocesi, senza suffragance, che comprende tutto il territorio del distretto di Columbia e 5 contee nello Stato di Maryland, fu dapprima conosciuta sotto il nome di arcidiocesi di Baltimore-W., e mons. Curly, arcivescovo di Baltimore divenne arcivescovo delle due sedi, ma alla sua morte, nel 1947, W. venne separata completamente da Baltimore. Il p. gesuita Andrea White fu il primo sacerdote a visitare il territorio nel 1639. La più antica chiesa è quella di Holy Trinity a Georgetown. W. è sede della delegazione apostolica dal 1893.

Bull.: AAS, 51 (1939), pp. 666-70; Th. Roemer, The Cuth. Church in the United States, St-Louis-Londra 1950, p. 368; E. J. Devitt, s. v. in Cath. Enc., XV, pp. 358-60; The Official Cath. Directory 1931, Nueva York 1951, pp. 220-26. Gastone Carrière

IL CENTRO DI STUDI. - W. conta 5 Università : due cattoliche, la "Georgetown" e la "Catholic University", e tre protestanti o aconfessionali : la a George Washington University" (1821, della Chiesa battista: Columbian College) per adulti che hanno già stabile impiego; la "Howard University" (1867) per i negri; la "American University" (1891) della Chiesa metodista.

1. Universitá Cattolica. - Ideata dall'arcivescovo di Baltimore, M. J. Spalding (1865), fu decisa nel III Concilio plenario di Baltimore (nov.-dic. 1884); eretta canonicamente da Leone XIII (1889), che le accordò il privilegio di conferire i gradi accademici, e solennemente inaugurata il 13 nov. dello stesso anno. Nel 1891, sul terreno donato dal rev. James Mc Mahon, si costruì la "Mc Mahon Hall" per le scuole di Filosofia, Lettere e Scienze (1895), Scienze Sociali (1895), Diritto (1898). Con altre donazioni si istituirono cattedre, laboratori, biblioteche, ospiti per studenti laici ed anche per professori, borse di studio. Nel 1923 fu resa autonoma la Scuola di diritto canonico. Oggi si contano 3 Facoltà di studi ecclesiastici (Teologia, Diritto Canonico, Filosofia) e 4 di studi civili (Arti e Scienze, Diritto, Ingegneria, Opere sociali). Tra i vari Istituti scientifici vi è quello di Riccobono per il diritto romano. La Biblioteca possiede ca. 400.000 voll. I Sulpiziani hanno la direzione della "Caldwell Hall", residenza per gli studenti del clero secolare (Seminario Sulpiziano). Si ebbe il riconoscimento civile nel 1887, riconfermato ed ampliato dal governo federale il 3 apr. 1928. Le prime Costituzioni (1889) vennero emendate nel 1926; conformate poi alla cost. apost. Deus scientiarum Dominus (v.) e approvate il 7 marzo 1937. Secondo questi ultimi Statuti il governo dell'Università appartiene all'intero episcopato degli Stati Uniti e viene esercitato, in suo nome, da un Comitato o Consiglio di amministrazione del quale fanno parte i cardinali, i metropoliti, il gran cancelliere, il rettore e un certo numero di personalità (al massimo 10) del clero e del Isicato. L'Università esercita il suo benefico influsso sui Collegi e sui Seminari col sistema dell' "affiliazione", e con corsi estivi svolti in varie località; contribuisce alla cultura con periodici (The Catholic University Bulletin; The Catholic Historical Review; The Catholic Educational Review; The American Ecclesiastical Review) e collezioni (The Catholic University of America Patriotic Studies; Studies in Medieval and Renaissance Latin); e collabora con l'Università Cattolica di Lovanio al Corpus Scriptorum Christianorum Orientalium.
2. Georgetown University. - E il più antico istituto universitario cattolico degli Stati Uniti, e si deve al primo arcivescovo di Baltimore, John Carroll (v.), già missionario gesuita nel Maryland, il quale (ca. il 1785) propose ai suoi
confratelli, incardinati per la soppressione dell'Ordine alla diocesi, l'erezione di un Collegio a Georgetown. Iniziato nel 1788, si considera data di fondazione il 23 genn. 1789. Ristabilita la Compagnia di Gesù nel Maryland, il a Georgetown College " passò ufficialmente alla Compagnia che ne conserva tuttora la direzione. Il $1^{\circ}$ marzo 1815 ottenne dal Congresso le facoltà di conferire i gradi accademici; il 30 marzo 1833, dalla S. Sede, il privilegio di conferire gradi anche in Filosofia e in Teologia. La Facoltà di medicina, assai rinomata, fu istituita nel 1851; quella di Legge nel 1870; l'Ospedale universitario nel 1898 e la Scuola d'Infermiere nel 1903; la Facoltà di Odontoiatria nel 1901, la Scuola di servizio estero nel 1919, l'Istit. di Ricerche chimico-mediche nel 1931 e l'Osservatorio sismologico nel 1909. Attualmente l'Università conta ca. 5000 alunni; le sue Facoltà ecclesiastiche, riservate agli studenti della Compagnia, hanno sede rispettivamente a Woodstock (per la Teologia) e, temporaneamente, a Plattsburg (per la Filosofia).
3. Facoltà teologica dell' "Immacolata Concezione". Per gli studenti teologi della Provincia domenicana. Lo "Studio generale", organizzato prima nel convento di S. Giuseppe a Somerset (Ohio) fu trasferito poi a W. dove si iniziò, presso l'Università Cattolica, il convento dell' Immacolata Concezione (1903-1905). Nel 1941 lo "Studium" ottenne dalla S. Sede il privilegio della Facoltà teologica, riservata agli alunni dell'Ordine. La Biblioteca (ca. 40.000 voll.), unita all'Archivio storico dei Domenicani negli Stati Uniti, è tra le più pregevoli per opere di teologia e discipline connesse. I professori pubblicano la rivista The Thomist, organizzano corsi teologici estivi per le religiose e corsi di conferenze pubbliche a carattere apologetico.
4. Istituti vari di cultura. - Oltre le Università, W. contò numerose altre istituzioni culturali assai importanti. a) Biblioteche: Library of Congress (1800) con oltre 5 milioni di voll., e inoltre opuscoli, incunaboli, manoscritti, partiture musicali, carte geografiche, ecc.; la Henry Clay Folger Library, con la più grande collezione di opere riguardanti Shakespeare. b) Musei e Gallerie d'arte; c) Associazioni, Accademie e Società scientifiche, tra cui la National Academy (1863), la Smithsonian Institution (1846) con collezioni archeologiche e ittiologiche, osservatorio di astrofisica, la colliz. di mss. «Ch. L. Freer» (v.); la Institution of W. (1902), fondata da Andrew Carnegie per promuovere le ricerche scientifiche, che dà vita a importanti istituzioni, come l'Osservatorio astronomico di Monte Wilson (California, 1904), Notevoli infine l'American catholic historical Association (1919) e la Dante Society, fondata dall'Università Cattolica di W. "Vedi tiv. CLVI.

Biss.: British Univers. Encycl., XI (Universities), pp. 468472; XII (Libraries), pp. 429-34; The Official Cath. Direct., Nueva York 1953, pp. 328-40; M. Irwin, American Universities and Colleges, a cura dell' "American Council Education", 8 e ed., Washington 1952, pp. 244-58; E. I. Devitt, Georgetown University, in Cath. Enc., VI, pp. 438-60 (con bibl.), Per l'Università cattolica: Consid. Cath. Universitativ Americse a S. Sede approbatae, Roma 1889; E. A. Pace, Cath. University of America, in Cath. Enc., III, pp. 435-36; Annuaire Général des Universitís Cath., 1927, a cura di A. Gemelli e J. Schrijnen, Nimego-Utrecht 1927, pp. 391-450; R. Aigrain, Les Univers. Cath., Parigi 1932, pp. 66-69; e soprattutto la grande Storia dell'Univer. promossa dall'« American Catholic Historical Association " (finora 4 voll., che arrivano al 1909), Washington 1946-50.

Igino Cecchini
MASHINGTON, GEORGE. - Primo presidente degli Stati Uniti, n. a Bridges Creek (Virginia) il 22 febbr. 1732, m. a Mount Vernon (Virginia) il 14 dic. 1799.

Figlio di un ricco piantatore, ebbe un'educazione irregolare e rimasto orfano in tenera età dovette occuparsi dell'amministrazione dei cospicui beni famigliari, che accrebbe con sagaci acquisti di terre, soprattutto nei territori dell'Ovest, regione della cui colonizzazione si occupò attivamente e di cui fu tra i primi a intuire l'importanza per il futuro sviluppo del paese. Entrato nell'esercito della Virginia (1753), partecipò ad alcune azioni contro i Franresi e si distinse tanto da venir nominato a soli $23^{\circ}$ anni comandante delle truppe della colonia. Le molte difficoltà incontrate a causa della scarsa collabo-

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![img-15.jpeg](img-15.jpeg)
(let. U.S.I.S.)
WASHINGTON, George - Ritzatto, dipinto di Edward Savage (1790) - Boston, Harvard College.
razione delle autorità civili e una malattia contratta in servizio, tuttavia, lo indussero a dimettersi nel 1758. Negli anni successivi e fino alla vigilia della guerra d'indipendenza riprese la cura dei suoi possedimenti, grandemente aumentati grazie a un vantaggioso matrimonio, partecipando al tempo stesso alla vita pubblica quale membro dell'assemblea della Virginia (House of bur. gesses). Cominciate le agitazioni delle colonie contro la madre patria, W. appoggiò le varie rappresaglie di ordine economico che esse adottarono e partecipò come delegato della Virginia al primo "Congresso Continentale " riunitosi a Philadelphia (1774). Nominato alle prime ostilità comandante in capo di tutte le truppe delle colonie (1775), W. ebbe parte capitale non solo nell'organizzare il nuovo esercito confederale, ma nel guidare e sostenere le sue truppe raccogliticcie e male equipaggiate in una durissima e lunga guerra contro forze molto superiori. Dotato di ammirevole forza d'animo e di prestigio animatore, piuttosto che di eccezionale abilità militare, seppe subire le sconfitte anche gravi inflittegli dagli eserciti inglesi, che arrivarono persino a occupare la sede del "Congresso", senza mai darsi per vinto e approfittando di ogni circostanza favorevole per passare al contrattacco. Al tempo stesso dovette far fronte a continui conflitti con un "Congresso " troppo debole per soddisfare le sue richieste di nuove truppe; con i suoi stessi uomini, che nei periodi più difficili si lasciavano prendere dallo scoramento e si ammutinavano; e con alcuni dei suoi generali, che intrigavano per togliergli il comando. Migliorata la situazione per l'intervento della Francia a fianco degli insorti, W. poté abbandonare la tattica temporeggiatrice e ottenere la resa delle truppe inglesi a Yorktown (1781), che virtualmente segnó la conclusione della guerra. A pace firmata (1783), la sua popolarità era tale che alcuni pensarono a lui come a un possibile sovrano del nuovo Stato: a queste sollecitazioni egli oppose un brusco rifiuto e preferì riprendere le pacifiche attività nelle sue terre. Preoccupato, tuttavia, della debolezza della struttura statale, si adoperò in favore di una radicale riforma costituzionale; e alla convocazione di un'assemblea per elaborarla (1787), ne
fu eletto presidente. Alieno dalle battaglie oratorie, contribuì con l'autorità del suo nome a conciliare le varie tendenze e interessi in gioco e a ottenere la ratifica della nuova costituzione da parte del paese. Eletto all'unanimità alla presidenza della Repubblica (1789), volse la sua amministrazione a una metodica opera di consolidamento dello Stato, considerandosi al di sopra dei partiti che venivano costituendosi e a tbitro dei loro contrasti. Rieletto nel 1792, appoggiò una politica di neutralità tra Francia e Ingbilterra e negoziò un trattato con questa ultima, inimitandosi il francofilo partito repubblicano. Fatto segno ad ogni sorta di accuse, allo scadere della sua seconda presidenza (1797) rifiutò di ripresentarsi candidato e trascorse gli ultimi anni nelle sue terre. Di temperamento apparentemente freddo e scostante, fu giudicato un aristocratico dai contemporanei. Ciò nonostante sia essi che i posteri si trovarono concordi nel conferirgli il titolo di padre della patria della democrazia, e per sottolineare il significato della sua opera diedero il suo nome alla capitale del paese.

BbR.. gli scritti di W. sono raccolti nell'ediz. naz. curata da J. C. Fitzpatrick: The writings of G. W. ecc., 39 voll., Washington 1931-44. Studi: H. C. Lodge, G. W., 2 voll., Boston 1889; W. Wilson, G. W., Nuova York 1903; A. F. Guidi, W. and the Italians, nel vol. Italy and the Italians, ivi 1933; N. W. Stephenson e W. H. Dunn, G. W., 2 voll., ivi 1940; B. Knollenberg, W. and the Revolution, ivi 1940; D. S. Freeman, G. W., 5 voll., ivi $194^{8-52}$.
Gabricle Musatti
WASMANN, ERICH. - Gesuita, naturalista entomologo, n. a Merano (Tirolo) il 29 maggio 1859, m. 4 Valkenburg (Olanda) il 27 febbr. 1931.

Entrato nell'Ordine nel 1875 , fu costretto dalla tisi a lunghi soggiorni in campagna, dove si diede a studiare la vita delle formiche e delle termiti, le loro colonie, gli istinti, i parassiti. Ordinato sacerdote (1888) e aggregato agli Stimmen aus Maria Laach come redattore di biologia, visse dal 1892 a Exaeten, dal 1899 a Lussemburgo, dal 1912 a Valkenburg, sempre più immerso nei suoi studi biologici. Frutto di essi, oltre numerosi articoli per i periodici anche scientifici, furono: Vergleichende Studien über die Seelen der Ameisen und der höheren Tiere, Friburgo in Br. 1897; Instituti und Intelligenz im Tierreich, ivi 1897; Die psychischen Fähigkeiten der Ameisen, Stoccarda 1890; Die Gastpflege der Ameisen, ihre biologischen und philosophischen Probleme, Friburgo in Br. 1920; Die Ameisenminikry, ivi 1924. Oltre ai meriti scientifici acquisiti in questo campo, il suo nome è legato alla lotta contro l'evoluzionismo antropologico e il materialismo monista. L'opera Die moderne Biologie und die Entwicklungslehre (ivi 1904) destò assai rumore; E. Häeckel cercò di confutarla nelle conferenze di Berlino del 1915, a cui ribatté il W. in altre conferenze con contraddittorio a Berlino e a Friburgo nel 1907, non solo contro l'evoluzione e l'origine animale dell'uomo, ma anche per dimostrare l'armonia che regna tra scienza e fede (cf. M. Wasmann, Der Kampf um das Entwicklungsproblem in Berlin 1907 [ivi 1907] e L. Plata, Ultramontane Weltanschauung und moderne Lebenshunde [ivi 1907]). Le conferenze di Berlino suscitarono ampie discussioni nel campo degli scienziati ed esercitarono un influsso salutare non solo sui cattolici, ma anche su molti protestanti, che proclamarono il W. pari agli avversari nella scienza, ma di molto superiore nella logica. Il W. concede, è vero, per il regno animale un'ampia evoluzione da specie a specie secondo proprie leggi interne; ma, per rispetto al corpo dell'uomo, dichiara contro Häeckel insufficienti le prove addotte per la sua derivazione animale; mentre si deve escludere, quanto alla spiritualità dell'anima umana, dipendenza e connessione con la materia e con qualsiasi specie animale anche più evoluta. Membro di numerose accademie e società scientifiche, il W. fu pioniere nel suo campo entomologico ed ha il merito di avere assestato un colpo mortale al monismo haeckeliano. Le sue opere stampate sono ca. 750 , di cui 435 di entomologia.

BrR.. : Autobiografia, in Wasmanns-Festband, a cura d A. Reichensperger (Zoologischer Anzeiger, LXXXII), Lipsia 1920, e Jugenderinnerungen, in Stimmen aus Maria Laach, 123 (1932), v. indice; A. Gemelli, Il p. E. W., in Atti della Pont. accad. delle

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scienze, Nuovi Lincei, 84 (1931), pp. 489-508, con ampia bibliogr. delle opere: A. Romer, Le p. E. W., in Revue Quest. scientif., 99 (1931), pp. 361-73; H. Schmidta, Biographic, nella prefazione all'opera postuma del W.: Die Amesten die Termiten und ihre Gäste, Friburgo in Br. 1934; F. Krautzer, E. W., in Einst, 16 (1932), pp. 324-621. Celestino Testore

WASSERMANN, JAROB. - Scrittore, n. a Fürth il 10 marzo 1873 da famiglia ebraica, m. a Altaussee (Stiria) il $1^{\circ}$ genn. 1934.

Inizio presto la carriera di scrittore, abbandonando quella di commerciante cui era destinato. Il primo romanzo di più ampio respiro, Die Juden von Zirndorf (1897), contrappone al falso profeta il tipo del nuovo profeta che il popolo ebreo attende; la seguente Geschichte der jungen Renate Fuchs (1900) presenta il tipo della nuova donna ebraica e costituisce la $2^{\text {a }}$ parte di quel romanzo. Seguono Moloch (1903); Der nie geküste Mund; Alexander in Babylon (1903) e una raccolta di novelle: Die Schwestern (1906). Viene quindi, dopo un breve intervallo, la più matura e lunga serie di romanzi, elaborati sullo sfondo di uno psicologamo scientifico venuto allora di moda, quali Caspar Hauser (1908); Die Masken Ewin Reimers (1910); Das Gänsemänuchen (1915); Christian Wahnschafts (1919); Der Aufruhr am den Junker Ernst (1926); Der Fall Mauritius (1928); Etzel Andergast (1931). Postumi apparvero Joseph Kerkhovens dritte Existenz e Tagebuch aus dem Winkel.

La caratteristica fondamentale dell'arte del W. consiste in una tecnica di estrema abilità puntuale, quasi meccanica, con cui sa svolgere intrecci, affollati di episodi e di personaggi, i quali, più che costruire, sbricolano la grande vicenda della commedia umana. Lontano da ogni moralismo o da esigenze religiose, W. persegue pure un ideale di umanità, un mito, un sogno messianico, che sa sollevare la sua arte su un piano nobilmente spirituale.

Bibl.: J. Wassermann-Speyer, 7. W. und sein Werk, Ber. lino 1923; S. Bing, 7. W., Weg und Werk des Dichters, 2a ed., (vi 1933. Sergio Lupi

WATERFORD e LISMORE, Diocesi di. - Situata nel sud-est dell'Irlanda nella provincia civile di Munster e in quella ecclesiastica di Cashel.

La diocesi conta 39 patrocchie, servite da 125 sacerdoti diocesani e 82 regolari; ha una popolazione di 107.100 ab. dei quali 104.940 cattolici, su una superficie di 1450 kmq .; vi sono 19 comunità religiose maschili e 33 femminili e un seminario (Ann. Pont. 1953, p. 452).

La diocesi di L. fu fondata nel 659 e ad essa o alla famosa scuola fondata a L. da s. Carthage ca. il 630 , appartennero numerosi santi; tra i quali s. Cataldo, s. Colman, s. Cronan e s. Maedoc. Giollachrist o Conarchi, morto nel 1186 quale vescovo di L., presiedette dunque la sua vita a molti Concilî provinciali e nazionali del clero. Felice, vescovo di L., fu presente al Concilio Lateranense del 1179. La diocesi di W., non fu creata prima del 1096, quando Malco ne fu consacrato primo vescovo dall'arcivescovo di Canterbury; essa fu una diocesi molto piccola e fu occupata dai Danesi, che in quel tempo vivevano dentro e intorno alla città di W. Nel 1365 le due diocesi furono unite. Durante gli anni 1379 1629, 1652-71 e 1693-96 furono amministrate da vicari apostolici. Fra i più illustri vescovi si ricordano l'agostiniano Patrick Comerford (1629-52), John Brenan (16711677) e William Egan (1774-96).

Bibl.: J. Smith, Ancient and Present State of W., Dublino 1746; W. Masters Brady, The Episcopal discussion in England, Scotland and Ireland, II, Roma 1876, pp. 64-78; anon., Parochial Hist. of W. and L. during the 12th and 15 th centuries, Waterford 1012; F. Povey, A Bishop of the Penal Times, Cork 1932; J. Linchasus, De praesulibus Hiberniae (ed. O Doherty), II, Dublino 1944, pp. 98-132. Cataldo Giblin

WATERWORTH, William. - Gesuita, n. il 22 giugno 1811 a St. Helen's (Lancashire), m. il 17 marzo 1882 a Bournemouth.

Studiò al Collegio di Stonyhurst, entrò nella Compagnia di Gesù nel 1829 ed insegnò dal 1833 in una scuola aperta dai Gesuiti a Londra. Sacerdote nel 1836, completò gli studi di teologia a Roma. Professore di teologia dogmatica ai Seminario di Stonyhurst dal 1838 al

1841, parroco a Hereford fino al 1854, quindi a Londra, fu rettore al Collegio di S. Giorgio di Worcester (1857-78) e superiore della missione di Bournemouth (1880-82). Pubblicò diverse opere sulla storia ecclesiastica inglese: England and Rome, or the history of the religious connexion between England and the Holy See (179-1534) (Londra 1854); Origin and developments of Anglianism (ivi 1854); On the gradual absorption of early anglianism by the Popedom (ivi 1854); Queen Elizabeth versus the Lord Chancellor or a history of the Prayer Book of the Church of England (ivi 1871). Scrisse anche una storia della Compagnia di Gesù (The Jesuits, ivi 1852) e della Chiesa irlandese (The Church of St. Patrick, ivi 1869).

Bibl.: Sommersvogel, VIII, 1001-1002; anon., Some Reminiscences of Fth. W. W., in Letters and Notices, Roehampton 1883, pp. 145-58; T. Cooper, s. v. in Dict. of Nat. Biogr., XX, Londra 1921-22, pp. 908-909, con bibl. Silvio Furiani

WATRIGANT, Henri. - Gesuita, scrittore di ascetica, n. il 20 febbr. 1845 a Lilla, m. ad Enghien (Belgio) il 23 febbr. 1923.

Entrato nell'Ordine nel 1868 e ordinato sacerdote nel 1880, si applicò fin dai primi anni allo studio degli Esercizi Spirituali di s. Ignazio, dedicandovi il meglio delle sue forze e del suo tempo e fondando una casa per esercizi chiusi a Château-Blanc (Lilla), che dovette lasciare nel 1887 per la sua debole salute. Ma continuò le sue ricerche scientifiche sullo stesso soggetto, dando origine alla rivista Collection de la Bibliothèque des Exercices de st Ignace (dal 1906), ed aprendo ad Enghien una Bibliothèque sugli esercizi, in cui raccolse oltre 8000 opere, tra cui alcune molto rare. Si occupò della bibliografia sugli esercizi e divenne esperto consultore e guida di numerosi investigatori in questo campo. Scrisse pure qualche opuscolo spirituale, come Deux méthodes de spiritualité (Parigi 1900); Ecole de spiritualité simplifiée et la formule «Laissez faire Dieu» (ivi 1903); e curò l'edizione di antiche opere e testi concernenti gli esercizi.

Bibl.: anon., Le p. H. W. (Collect. Bibl. des Exercices, n. 100), Enghien 1926; E. Basabe, El p. H. W., Los primeros triunfos del apóstol., in Mauresu, 10 (1954), pp. 350-63; 11 (1935), pp. 169173; id., El p.H.W., el organisador de Chateau-Blanc, ibid., 13 (1940), pp. 74-87. Amaldo M. Lanz

WATTERICH, Johann Baptist. - Sacerdote e storico, n. a Treviri il 22 dic. 1826, m. a Beuron il 10 genn. 1904.

Dopo essere stato professore di storia a Braunsberg dal 1862 al 1870, abbracciò la vita sacerdotale e fu in cura d'anime in Andernach e successivamente cappellano militare. Malauguratamente, nel 1874 abbracciò gli errori dei Vecchi Cattolici e per molti anni fu banditore di eresia a Basilea e a Baden-Baden. Toccato dalla Grazia due anni prima della sua morte, ritornò alla fede cattolica nell'abbazia di Beuron, dove trascorse nella meditazione e nella preghiera l'ultimo periodo della sua vita.

Storico insigne, il W. diede alle stampe numerose opere di vasta e profonda dottrina, tra le quali, prima del traviamento, Gründung des deutsches Ordenstaats (1837) e Verfassung der Kirche im Jahrhundert der Apostel (1873). Al W. si deve la preziosa raccolta: Pontificum Romanorum, qui fuerunt inde ab exeunte saec. IX usque ad finem saec. XIII, vitae ab aequalibus conscriptae (Lipsia 1862), preparata per invito di MGH, in previsione dell'edizione del Liber Pontificalis (v.).

Bibl.: W. Deinhardt, s. v. in LThK, X, col. 766. Renzo U. Montini

WAT'TSON, Lewis Thomas. - Fondatore dei Frati Francescani dell' «Atonement», n. a Millington (Maryland, U.S.A.) il 16 genn. 1863, m. a Graymoor (Nuova York) l'8 febbr. 1940.

Figlio di un pastore della Chiesa episcopaliana, quando nel 1893 fu ordinato pastore della chiesa di S. Giacomo a Kingston (Nuova York) sentì più vivo il desiderio, già accarezzato da giovane, di fondare nella Chiesa anglicana una comunità religiosa, votata agli ideali francescani di «riconciliazione». Messosi in relazione con la suora anglicana Francesca Lurana, la presusse a diventare fondatrice del ramo femminile della comunità ideata e nel 1896 gettarono insieme le basi della nuova istituzione,

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a Graymoor (Nuova York). Il W., sempre più persuaso della necessità di poggiarsi sulla Rocca di Pietro, creò nel 1900 l'opera «Pro unione», che sostenne dal a febbr. 1903 con il nuovo periodico The Lamp, e nel 1907 istitu: l'Ottava di preghiere (v.) per l'Unione con Roma di tutti i dissidenti, fissandone i giorni dal 18 al 25 genn., e l'intenzione particolare per ciascun giorno. Nel secondo anno l'Ottava dava il suo splendido frutto; le due comunità dell'Atomement passavano in corpo alla Chiesa cattolica e venivano riconosciute come istituto religioso. Di quel giorno le due istituzioni si svilupparono rapidamente, e nel 1946 fu affidata ai Francescani dell'Atonement la chiesa di S. Onofrio al Gianicolo, dove si pose il centro dell'Ottava per la Unità della Chiesa, diventata ormai pratica universale e sorretta dal 1946 dal periodico Unitas. Numerose sono le opere del W. sia per l'assistenza alle Missioni per mezzo del The Lamp, sia per la «Unione»; gli si deve anche l'istituzione originale dell' «Ora dell'Ave Maria», nella quale moltissime stazioni radio in ora determinata trasmettono episodi della vita dei Santi come stimolo a vita più cristiana.

Bibl.: D. Gannon, Father Paul of Graymoor, Nuova York 1951; D. Donovan, P. Paolo di Graymoor, in Unitas, 7 (1851), pp. $276-82$.

Celestino Testore
WEARMOUTH, Abbazia di: v. benedetto BISCOP.

WEATHERS, William. - Vescovo, n. il 12 nov. 1814, m. a Isleworth il 4 marzo 1895.

Convertitosi al cattolicesimo dopo la morte del padre, fu educato dai Francescani a Baddesley. Conseguita l'ordinazione sacerdotale nel 1838 , entrò nel Collegio di Old Hall, dove rimase per un trentennio, ascendendovi di carica in carica sino a quella di rettore, che tenne dal 1851 al 1868. La sua permanenza a Old Hall segnò una epoca memorabile nella storia del cattolicesimo nell'Inghilterra meridionale, perché fu nel Collegio retto dal W. che si preparò in massima parte il giovane clero britannico dopo la ricostituzione della gerarchia cattolica nel Regno Unito (1850). Educatore impareggiabile, maestro di spiritualità, direttore di coscienze sapientissimo, egli formò all'apostolato centinaia di leviti, cosi da essere il collaboratore più prezioso dell'episcopato inglese del suo tempo. Nel 1868 Pio IX lo chiamò a Roma fra i teologi incaricati dei lavori preparatori del Concilio ecumenico Vaticano e gli conferì la dignità di prelato domestico; quattro anni più tardi le promosse alla cattedra titolare di Amycia e lo deputò coadiutore dell'arcivescovo di Westminster, il futuro card. Manning. Pur esplicando preziosa e intensa attività pastorale, il W. poté riprendere allora gli studi scientifici che aveva prediletto in gioventù e pubblicare, sotto il trasparente pseudonimo di Amyclanus - tratto dal suo titolo episcopale - un volume intitolato Au enquiry into the nature and results of electricity and magnetism (1876).

Bibl.: J. L. Whitfield, s. v. in Cath. Enc., XV, pp. 572-73. Benso U. Montini

WEBER, Joseph. - Filosofo, n. il 23 sett. 1753 a Rain (Alta Baviera), m. ad Augusta il 14 febbr. 1831.

Studio, presso i Gesuiti, teologia ad Augusta, filosofia a Dillingen. Sacerdote nel 1776, insegnò filosofia e fisica a Dillingen (1781), nell'Università di Ingolstadt (1799), poi di nuovo a Dillingen (1803). Fu anche rettore del Liceo da poco fondato in questa città. Ebbe inoltre importanti cariche ecclesiastiche. E autore di un centinaio di scritti, per lo più brevi, di argomento religioso, scientifico e filosofico.

Nella sua gioventù sentl l'influsso di Wolff (v.) e di Leibniz (v.), poi si allontanò dal dogmatismo della scolastica, avvicinandosi a Kant, del quale l'attraeva l'intonazione della Regione pratica, ma, in seguito, contro Kant, difese la metafisica (Estne metafisica possibilit?, Dillingen 1795) e sperò di trovare nel Sistema dell'identità di Schelling (v.) la conciliazione del cristianesimo e della filosofia (Philos., Religion und Christentum im Bunde, Monaco 18081809, e Die Philos. in einer freien Darstellung, ivi 1911).

Bibl.: Chr. v. Schmid, Domdehan 7. v. W., Augusta 1831 (con indice degli scritti); R. Stähch, Ein Kantianer an der hath. Akademie, Dillingen 1911; H. Trefeger, 7. W., diss., Friburgo in Br. 1933.

WEBER, Max. - Sociologo, n. a Erfurt il 21 apr. 1864, m. a Monaco il 14 luglio 1920.

Allievo del Goldschmidt, insegnò nelle Università di Berlino, Friburgo in Br. e Heidelberg. Lasciò, per ragioni di salute, l'insegnamento universitario e solo nel 1918 vi ritornò, tenendo a Vienna la cattedra di sociologia, ma per breve tempo, e passando nel 1919 alla stessa cattedra a Monaco. Scrisse diversi saggi: Gesammelte Aufsätze zur Religionssoziologie ( 3 voll., Tubinga 1920-22); Gesammelte Aufsätze zur Wissenschaftslehre (ivi 1922); Gesammelte Aufsätze zur Soziologie und Soziolpolitik (ivi 1924); Gesammelte Aufsätze zur Sozial- und Wirtschaftsgeschichte (ivi 1924) pubblicati a cura della moglie Marianna W., cui si deve anche l'edizione delle sue lettere giovanili (Jugendbriefe, ivi 1937), mentre S. Helmann e M. Palyi curarono la sua Wirtschaftsgeschichte (Monaco 1923), costituita da un corso di lezioni.

Il W. studiò i rapporti tra i caratteri economici ed etico-religiosi della vita ed affermò che gli ideali capitalistici si collegavano alla dottrina calvinista del lavoro come dedizione. Era in sostanza una rivoluzione del materialismo storico, per cui il fattore economico diveniva l'estrinsecazione di un fenomeno essenzialmente spirituale e non era la risultante di fattori e contingenze esterne di vario genere. Concepì la conoscenza storica attuata attraverso il concetto di tipo ideale (Idealtypus), che elabora i dati della conoscenza empirica, che ne rappresenta una realtà approssimativa. La sua sociologia prescinde dalla politica e da concetti naturalistici, si fonda sul razionale e tralascia le azioni intese come realtà soggettive.

Bibl.: M. Weber, M. W., ein Lebensbild, Tubinga 1926; B. Pfister, Die Entwicklung zum Idealtypus, ivi 1929; R. Jaspers, M. W., Deutsches Wesen im politischen Denken, Oldenburg 1932; A. von Schehling, M. W.s Wissenschaftslehre, Tubinga 1934; A. Mettler, M. W. und die philosophische Problematik in unserer Zeit, Lipsia 1934; J. P. Mayer, M. W. and german politics, Londra 1944; R. Bendix, M. W.s interpretation of conduct and history, in The American Journal of Sociology, 51 (1945-46), pp. 218-26; R. Aron, La sociologie allemande contemporaine, Parigi 1950, pp. 97-104.

Giuseppe Coniglio
WEEDALL, Henry. - Prelato ed educatore, n. a Londra il 6 sett. 1788, m. ad Oscott il 7 nov. 1859.

Ultimati i suoi studi nel St. Mary's College di Oscott, vi fu ordinato sacerdote nel 1814 e vi rimase per altri quattordici anni, quale professore, prefetto degli studi, vice rettore, pro-rettore e finalmente (dal 1826) rettore, conducendo l'Istituto a gareggiare con i primi del Regno Unito per serietà di studi e modernità di impianti.

Nominato nel 1828 vicario generale del vicario apost. mons. Walsh, nel 1840 fu preconizzato vescovo tit. di Abido e vicario apost. del Northern District, ma egli si recò a Roma a supplicare il Pontefice di essere lasciato alla direzione del suo prediletto Collegio. Pio IX accolse l'umile istanza e lo restituì per altri otto anni al rettorato di Oscott, onorandolo della dignità prelatizia. W. non poté per altro esimersi dall'accettare nel 1848 l'ufficio di vicario generale di mons. Ullathorne, vicario apost. del Central District, e più tardi, ristabilita la gerarchia cattolica in Inghilterra, divenne canonico a Birmingham. Una terza volta, nel 1853, ritornò rettore ad Oscott e vi rimase sino alla morte.

Oratore di vasta rinomanza, giornalista di facile penna, talché la sua collaborazione fu assai richiesta dai periodici cattolici britannici, egli non ha lasciato alcuna opera a stampa per quanto fosse insistentemente pregato di affidare ad un volume la sua consumata esperienza pedagogica, ma preferì profondere a migliaia di giovani i tesori della sua mente e del suo cuore. I migliori sacerdoti dell'Inghilterra uscirono infatti dal suo Collegio e il futuro card. Newman poté celebrarne i grandissimi meriti nell'orazione pronunciata innanzi al feretro e pubblicata col titolo The Tree beside the Waters (Londra 1859).

Bibl.: F. C. Husenbeth, Life of mar. W., Londra 1860. Renzo U. Montini
WEIHAIWEI, FREPETTURA APOSTOLICA di. - Nell'estremità nord-orientale della provincia dello Shantung, nella Cina settentrionale.

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Fu cretta in missione sui iuris il 18 giugno 1931 con 5 sottoprefetture civili del vicariato ap. di Chefoo (v.); il 9 febbr. 1938 fu elevata a prefettura ap. Fin dall'inizio è affidata all'Ordine dei Frati Minori che, per il lavoro missionario, vi manda i religiosi della provincia regolare di S. Pasquale del Reno Superiore (Metz).

Ha un'estensione di ca. 20.000 kmq . Al 30 giugno 1947, su una popolazione totale di ca. 3.000 .000 di ab., i cattolici erano 4000 ; i sacerdoti 7 , tutti esteri, i seminaristi 7 , tutti minori; le suore 16, di cui 3 cinesi. Tra le opere figuravano i ospedale, i orfanotrofio, 3 dispensari di medicinali. I primi semi del Vangelo furono sparsi anche nel territorio di W., come in altri centri dello Shantung, verso la metà del sec. xvir per opera dei Francescani venuti dalle Isole Filippine; ma un'attività più continua si ebbe solo dopo il 1894 con l'erezione del vicariato ap. dello Shantung orientale (v. chefoo), che nel 1930 cedette alla nuova missione di W. 1500 cristiani.

BibL.: AAS. 23 (1931), p. 401; 30 (1938), pp. 312-13; Arch. di Prop. Fide, Incarto erezione W., 1931; GM. p. 212; Ann. de l'Egl. cath. en Chine 1946, Shanghai 1948, passim; MC, 1930, p. 322. Adamo Pucci

WEIHWEI, Diocesi di. - Nella parte nord della provincia dell'Honan, nella Cina centrale.

Fu eretta in vicariato ap. con il nome di Honan settentrionale il $1^{\circ}$ sett. 1882 per divisione da quello delI'Honan (v. navrang), che cedette tutto il territorio di questa provincia a sinistra del fiume Giallo. Il 3 dic. 1924 ebbe l'attuale nome dalla città di W., residenza dell'Ordinario; il 7 luglio 1936 cedette 12 sottoprefetture civili per dar vita alla prefettura ap. di Sinsiang (v.); l'1 1 apr. 1946, con l'istituzione della gerarchia episcopale in Cina, fu elevata a diocesi suffraganea di Kaifeng. E affidata fin dall'inizio, come la missione madre, al Pont. Istituto per le Missioni Estere di Milano. Ha un'estensione di ca. 25.000 kmq . Al 30 giugno 1947, su una popolazione totale di ca. 3.600 .000 ab., i cattolici erano 46.000 ; i sacerdoti 45 , di cui 14 cinesi; i seminaristi maggiori 7 , i minori 25 ; le suore 59 , di cui 50 indigene. Tra le opere figuravano, oltre al seminario minore, i ospedule, 2 orfanotrofi, 12 dispensari di medicinali, 4 brefotrofi, i ospizio per incurabili; 38 scuole.

La prima predicazione evangelica nel territorio di W. risale ai primi decenni del sec. xviri e fu fatta dai Gesuiti di Pechino, specie nella sottoprefettura di Chantch, dove nel 1884 numerosi fedeli, discendenti da quella antica e forte cristianità, furono trovati dai missionari di Milano. I quali, fissato il centro della loro attività a Siaochwang, poterono tuttavia raccogliere ben pochi frutti dal loro lavoro: contrariati dal mandarino del luogo, che li diffidò dal rimasere sul posto, dovettero nascondersi durante la persecuzione dei Boxers che inferirono un po' dappertutto e nella sottoprefettura di Wuor, incendiarono la chiesa e massacrarono parecchie diecine di cristiani. Ma dopo quella data di sangue ( 1900 ) la missione mutò aspetto e divenne una delle più fiorenti e ricche di Battesimi di adulti: nel secondo decennio del presente secolo la sede principale della missione fu trasferita a W.

BibL.: AAS. 17 (1925), p. 24; GM, p. 212; G.B. Tragella, Italia Mission., Roma-Milano 1939, pp. 201-206; Annuaire de l'Egl. cath. en Chine 1946, Shanghai 1948, passim; MC, 1930, pp. $351-52$.

Adamo Pucci
WEIL, Simone. - N. a Parigi nel 1909, m. nel sanatorio di Ashford in Inghilterra nel 1943, è una singolare figura di pensatrice e di mistica, orientata verso il mistero cristiano della Croce.

Ebrea, educata alla scuola del filosofo radicale Alain, abbandonò l'insegnamento e la famiglia per vivere in dedizione assoluta l'esperienza operaia nelle officine e nelle fattorie agricole, partecipando anche alle lotte politiche contro il totalitarismo. Mai abbracciò la fede cattolica, anche se sempre fu attratta dal Cristo, anzi fu decisamente contraria alla Chiesa considerandola sotto un aspetto temporale, storicisticamente, convinta che l'intelligenza restasse asservita dai suoi dogmi e lo spi-
rito fosse mortificato dalla sua disciplina. Al punto di incrocio tra il cristianesimo e tutto ciò che non è cristiano e non ebbe una dottrina, piuttosto una gnosi avventizia metafisico-teologica di tendenze ora catare ora pitagoriche ora platoniche che affioravano in lei dall'humus delle tradizioni orientali, particolarmente indiane: da questo mondo mitologico della cultura volgendosi al Cristo in una esemplare ricerca ascetico-mistica ma decomposta formalmente e dottrinalmente e quindi isolata in una inquieta ed inquietante immolazione fuori della Chiesa. Non scrisse alcun libro, lasciando solo quaderni di annotazioni che vennero, dopo la sua morte, pubblicati a cura dei suoi amici Gustave Thibon e J. M. Perrin, domenicano, e anche da A. Camus: La pesanteur et la Grâce (1948, vers. it. Milano 1951), L'enrouinement (1949), Attente de Dieu (1950), Lettres à un religieux (1950), La connaissance surnaturelle (1951), Cahiers (1951), Intuitions préchrétiennes (1951), La condition ouvrière (1951). Testi fondamentali per uno studio religioso della W.: Attente de Dieu e La pesanteur et la Grâce; per la sua esperienza operaia: Condition ouvrière.

BibL.: J. M. Perrin-G. Thibon, S. W. telle que nous l'avons connue, Parigi 1952; M. Moré, La pensée religieuse de S. W., in Dieu vivant. 17 (1932), pp. 37-68; S. Frusciame, Il passato di esistere in S. W., in Civ. Cart., 1952, II, pp. 336-68; id., La tirannia della Chiesa in S. W., ibid., 1952, III, pp. 33-65; R. Matteucci, Incontro con S. W., in Humanitas, 8 (1953), pp. 113-35.

Benvenuto Matteucci
WEINGARTEN. - Abbazia benedettina nel Württemberg. E l'antico "Monasterium Vinearum" o "ad Vineas, prope Aftdorfium".

Fu fondata nel 934 dal conte Enrico, padre di s. Corrado di Costanza, quale monastero femminile, distrutto da un incendio nel 1053. Guelfo IV fece costruire il nuovo monastero, che nel 1057 passò ai Benedettini. Rovinati gli edifici e la chiesa nel 1124, vennero rifatti nel 1182 e si ebbe una basilica romatica. L'abbazia ricevette privilegi dai papi e dai re. Fra i suoi abati si ricordano Corrado II di Ibach (1313-36), Giovanni II Blarer (1418-51), Giorgio Wegelin (1587-1627) considerato come il secondo fondatore di W., Sebastiano Hyller (16971730) che rinnovò la chiesa, Domenico II Schmitzer (1745-1802). Preziosa fu la biblioteca di 800 manoscritti e oltre 20.000 voll. Gli edifici monastici furono adibiti a caserma dal 1868 al 1919. Nel 1922 vi si insediò l'abbazia di S. Tommaso di Erdington.

Gli edifici risalgono al sec. xviri e sono opera di D. G. Frisoni e F. Beer. La chiesa è barocca, con alfreschi di G. D. Asam, stucchi di Fr. Schmusor, decorazioni di Carlone, Frisoni, Corbellini; gli artistici stalli del coro sono di J. A. Feichtmayer. E meta di pellegrinaggio per la reliquia del Prezioso Sangue, specie nel venerdì dopo l'Ascensione.

BibL.: Catalog. Abbatum, in MGH, Script., XV, II, pp. 13121314; Noton, ibid., XXIV, pp. 830-83; KI. Löffler, Die Handschriften des Klosters W., Weingarten 1912; R. Weser, Die Heilig-blut-Reliquiare in W. und Weissenau, in Archiv. für christliche Kunst, 1920-21, pp. 17-23; A. Schlegel, Die benediktiner Kirche z. W., Weingarten 1924; Cottineau, II, coll. 3457-59; A. Schmitt, Die Ben.-Abtei W., Weingarten 1924; E. König, Die süddeutschen Welten als Klostergründer, ivi 1934. Sui privilegi: W. Krallert, in Archiv. für Urkundenforschung, 15 (1938), pp. 235304. Per la chiesa barocca: J. H. Drissen, Die Barocharchitektur der Abtei W., Weingarten 1928.

Enrico Josi
WEINMAN, Karl. - Sacerdote, musicologo, n. a Vohenstrauss (Alto Palatinato) il 22 dic. 1873, m. a Pielenhofen (Baviera) il 26 sett. 1929.

Ebbe la nomina a direttore della Biblioteca vescovile di Ratisbona nel 1909, e, l'anno appresso, fu chiamato a presiedere la Scuola di musica sacra nella stessa città e a dirigerne il periodico dello stesso titolo; come pure, 16 anni dopo, il Cäsiliencereinsorgan prima e il Kirchenjahrbuch poi. Opere : Hymnarium Parisiense, Ratisbona 1905; Geschichte der Kirchenmusik, ivi 1906, trad. it. ivi 1908; Das Konsil von Trient und die Kirchenmusik, ivi 1919; Zur Geschichte des Missa Pupae Marcelli, in Peters-fahrb., Lipsia 1916. Curò in particolare le edizioni Pustet dei : Römisches Gradualbuch (1904 e 1928);

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Graduale (1910); Kyriale (1911); Toteauffizium (1912; $2^{2}$ ed. 1928); Graduale Parvum (1913); Römisches Vesperbuch mit Psalmenbuch (1915); Karwochenbuch (1924); Feier der heiligen Karwoche (1925); Sonntagsvesper und Komplet (2 ed. 1928).

Biol.: K., Schätzler, Necrologio, in Hochland, 27 (19291930), pp. 271-73. Luisa Cervelli

WEISS, Albert Maria. - Apologeta domenicano, n. il 22 apr. 1844 a Indersdorf (Baviera), m. il 15 ag. 1925 a Friburgo in Svizzera.

Sacerdote nel 1867, insegnò a Frisinga, ove preparò la $2^{a}$ ed. del Kirchenlexikon di Herder. Domenicano dal 19 lu