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no della Germania ed in Europa; nel campo ecclesiastico l'umi-

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![img-16.jpeg](img-16.jpeg)

Westminster, ARCidiocesi di - Interno della chiesa abbasiale (sec. xili-xiv).
liazione del Papato che vide Stati cattolici disporre dei beni ecclesiastici senza il suo consenso (la protesta di Innocenzo X con la bolla Zelo domus Dei del 26 nov. 1648 non trovò ascolto) e l'indebolimento politico-territoriale della Chiesa tedesca; nei rapporti tra le Chiese in Germania l'instaurazione del principio della parità, destinato a influenzare profondamente ed a lungo il diritto ecclesiastico di quel territorio.

BibL.: testo in J. Dumont, Corps universel diplomatique, I e II, L'Aia 1726-31; id., Négotiations secrètes touchant la Paix de Münster et Osnabrück... depuis leur commencement..., 4 voll., ivi 1725-26; anche in F. Philippi, Der westfälische Friede, Münster 1808 e in H. G. von Meier, Acta pacis Westphalicae publica, Hannover 1734-36. Studi; A. Repiscoli-Mirabelli, Le Congrés de Westphalie, Leida 1926; Pastor, XIV, pp. 1, 73-102; F. Kopp-E. Schulte, Der westfälische Friede, Monaco 1940; Th. Heinemann, Frankreich und der Geist des westfälischen Friedem, Stoccarda 1941; Brausbach, Der westfälische Friede, Münster 1948; J. J. Poelhekke, De Vrede van Münster, $v^{\text {G }}$ Gravenhage 1948. Mario Bondiscioli

WESTMINSTER, ARCIDIOCESI di. - Arcidiocesi con residenza a Londra in Inghilterra, creata nel 1850. Comprende le contee di Londra al nord del Tamigi, Middlesex e Hertfordshire.

Ha una superficie di 221.284 mq . con una popolazione di 4.500 .000 ab., dei quali 345.000 cattolici, distribuiti in 164 parrocchie servite da 435 sacerdoti diocesani e 311 regolari; il Seminario di S. Edmondo è a Old Hall Green presso Ware. Ha 60 comunità religiose maschili e 167 femminili (Ann. Pont. 1953, p. 453); nel 1951 si ebbero 1335 conversioni. Successe al vicariato apost. del distretto di Londra. Dal 1943 l'arcivescovo è il card. Bernard Griffin (card. nel 1946), i cui predecessori furono Nicholas Wiseman (1850-65), Henry Manning (1865-92), Herbert Vaughan (1892-1903), Francis Bourne (1903-35), Arthur Hinsley (1935-43), tutti cardinali. L'attuale arcivescovo è assistito dal suo coadiutore mons. Edward Myers, arcivescovo titolare di Beroea, e dal vescovo ausiliario mons. George Craven.

Dal 1850 fino al 1917 W. comprese la contea di Esse, poi divenuta diocesi di Brentwood. Sue diocesi suffraganee sono Brentwood, Northampton, Nottingham, Portsmouth e Southwark.

Il card. Wiseman (v.) fondò molte chiese e scuole ed introdusse devozioni popolari; il suo illustre successore card. H. E. Manning (v.) continuò questo progresso. Il card. Herbert Vaughan (v.) eresse la magnifica cattedrale di W. e fondò la crociata del Soccorso (Crusade of Rescue) contro nuovi attentati di proselitismo. Il card. Francis Bourne (v.) poté nel 1910 celebrare il sessantesimo della gerarchia inglese (1850-1910); il card. A. Hinsley spronò il coraggio dei fedeli e della nazione in$t$ era nella seconda guerra mondiale e divenne una figura tipica d'Inghilterra. Promosse missioni parrocchiali e dio-
cesane. Il card. Griffin celebro il centenario della restituzione della gerarchia in Inghilterra a Wembley (1950) ed inaugurò la crociata del Rosario (Rosary Crusade) nel 1950-52.
W. contiene il convento di Tyburn ove si onorano specialmente i martiri inglesi, ed è centro di molte attività cattoliche nazionali, come l'Apostolato del Mare, il Catholic Evidence Guild, Catholic Parents' Association, Catholic Education Council, Catholic Social Guild, Catholic Record Society, Catholic Women's League, The Society of St. John Crysostom, Pontifical Court Club, e tante altre. Nella arcidiocesi si pubblicano le principali riviste e giornali cattolici come la Dublin Review, Month, Clergy Review, Universe, Catholic Times, Catholic Herald.

Delle chiese antiche è stata riacquisita per la fede cattolica quella di S. Etheldrada, Ely Place, Holborn, dal 1876 chiesa dei Padri roaminiani. Fra le chiese moderne si ricordano, p. es., quelle di Farm Street (Gesuiti); Haverstock Hill (Domenicani); St. Mary's (Chelsea); S. Ignazio a Stamford Hill; The Holy Rood a Watford; the Oratory Brompton Road (Oratoriani); St. Joseph, Highgate (Passionisti). Il duomo di W. (1895-1903) è un'eminente opera architettonica.

BibL.: v. la bibl alle voci dei cardinali arcivescovi accennati, e inoltre A. J. Hetherington, s. v. in Cath. Eoc., XV (1912), pp. 549-97; s. Supplom., ibid., XVII (1916), pp. 991-92; J. C. Heenan, Card. Hinsley, Londra 1943; Hierarchy Centenary Congress, ivi 1930; The Catholic Directory, ivi 1952.

Eurico E. G. Rope
L'abbazia di W. - E situata a nord del Tamigi; la prima sua menzione appare in un documento del re Ofla datato al 785 , in cui il monastero è denominato così per distinguerlo da quello di S. Paolo situato all'est. Una leggenda, sorta probabilmente nel sec. xili, ne attribuil l'origine al re sassone Seberto, il quale l'ovrebbe dedicata a s. Pietro. Demolite le primitive costruzioni, il re Odoardo il Confessore iniziò la ricostruzione del coro e del transetto nel 1055; la consacrazione avvenne nel ro65. La navata fu eseguita tra il 1110 e il 1163; la cappella della Madonna fu consacrata nel 1220. Nel 1245 il re Enrico III iniziò un nuovo edificio; il coro e il transetto erano terminati nel 1258, ma un incendio devastò anche il monastero, che venne in parte rifatto al tempo dell'abate Littington tra il 1362 e il 1386, insieme con parte della navata. Nel 1502 il re Enrico VII cominciò la cappella della Madonna; la navata fu compiuta nel 1517; è un modello di gotico inglese. Nel 1540 l'abbazia divenne sede della Chiesa protestante. Nell'interno sono alcune tombe eseguite da marmorari romani, cioè quella creduta della figlia di Enrico III tra le cappelle di S. Edmondo e di S. Benedetto; nell'ambulatorio dell'abside il monumento di Enrico III (m. nel 1273); nella cappella di S. Edoardo è l'arca di Edoardo III il Confessore, opera del marmorario Pietro, portato da Roma in Inghilterra dall'abate Ware nel 1258. Intorno il pavimento è in opus alexandrinos, eseguito da un "magister Odericus". Gli abati del monastero di W. appartenevano di diritto ai Lords; tra essi si ricordano Crispino Gilbert (ca. 10841117); Riccardo Ware (1258-84) : del suo tempo è il consuetudinarium (ed. di E. M. Thompson, Londra 1904); Simone di Langham (1349-62), poi vescovo di Ely, quindi arcivescovo di Canterbury, infine vescovo di Palestrina (m. nel 1376). Il monastero fu soppresso nel 1539 e i monaci dispersi.

BibL.: J. Montagne Rhodes, The Manuscripts of W. Abbey, Westminster 1909; E. A. Pearce, The Monks of W., Cambridge 1916; M. Sturgeon, W. Abbey, Londra 1921; G. J. Trontbeck, The Story of W. Abbey, ivi 1924; H. F. Westlake, W. Abbey (dall'abate John Iclip, 1464-1532), ivi 1926. Enrico Josi

WETTINGEN-MEHRERAU. - Abbazia «nullius", dal titolo B. Maria Vergine Maris Stella in Svizzera, nel Cantone di Aargau.

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Dal 18 ott. 1854 ha unito il titolo del priorato di M. E immediatamente soggetta. A W. nella Svizzera, nel 1227, un'abbazia cistercense fu fondata da Rapererswil e da suo moglie Anna di Homberg, sul fiume Dimusat, *ad Limagi ripam * nel Cantone di Aargau, non lontano da Baden. L'abbazia venne soppressa nel 1841. Ma alcuni monaci con l'abate ottennero nel 1854 dall'imperatore Francesco Giuseppe di occupare l'antica abbazia benedettina dei SS. Pietro e Paolo a M. presso Bregenz nel Vorarlberg, detta Augia maior, Augia alba o Insula maior, fondata nel rog8 da Ubrico conte di Bregenz, soppressa nel 1806. Cosi M. divenne un priorato alle dipendenze di W.

La S. Congr. dei Religiosi con decreto del 4 giugno 1923 approvò la Congregazione Augense, vulgo di M. già elvetico-germanica dell'Ordine cistercense (AAS, is [1923], p. 359 ).

L'abate di W.-M. è il preside della Congregazione Augense, vulgo di M., alla quale appartengono 8 abbazie di monaci, 3 priorati conventuali, un priorato semplice e io abbazie di monache. I monaci sono occupati nel $1^{\circ}$ Collegio di S. Bernardo (liceo con diritto pubblico), nella scuola d'agricoltura; 7 monasteri di monache dipendono dall'abate di W.-M.; alcuni monaci sono nel santuario mariano di Birnau sul lago di Costanza in Germania.

BibL.: Album Wettingense, $2^{\circ}$ ed., Limburgo sul Lahn 1904; A. Ulmer, M., Dornbirn 1923-26; Gr. Müller, Der Konvent W. vom 13. Januar 1841 bis 18. Oktober 1854, $2^{\circ}$ ed., Bregenz 1927; K. Haid, Die Gründung des Klosters W., 311 1927; Cottineau (per M.), II. coll. 1807-1808; id., (per W.), ibid., coll. $3449-50 \quad$ Colombano Sipeln

WETTSTEIN, Johannes Jakob. - Filologo e cultore di critica testuale, protestante, n. a Basilea il 5 marzo 1693, m. ad Amsterdam il 22 marzo 1754.

Figlio di un pastore calvinista, fu professore di filosofia e di storia ecclesiastica; ma presto si dedicò allo studio del Nuovo Testamento, consultando codici a Basilea, Zurigo, Berna, Lione, Parigi, Inghilterra Alcuni atteggiamenti dottrinali, tacciati di socinianismo e la pretesa di offrire un testo del Nuovo Testamento che esistesse l'inveterata fiducia risposta in quello receptus, gli causarono molti nemici, tanto che fu costretto ad abbandonare la Svizzera. Si recò ad Amsterdam (1733), ove pubblicò la sua opera. Là erano già uscito i suoi Prolegomena ad Novi Testamenti Graeci editionem accuratissimam (1730), cui seguì il Novum Testamentum Graecum (2 voll., Amsterdam 1751-52). In quest'opera da pioniere W. utilizzò ca. 100 manoscritti e molti testi patristici. Pur non modificando il textus receptus, offri copioso materiale al lettore intelligente, che dalle note avrebbe potuto scegliere lezioni molto migliori di quelle stampate nel testo. E ancora vivo il desiderio di una nuova edizione dell'opera da parte della "Society for promoting christian knowledge" (cf. E. von Dobschutz, Der Plan eines neuen W., in Zeitschr. für die neatest. Wiss., 21 [1922], pp. 146-48).

Studiando i vari codici, W. escogitò un sistema per distinguerli, che in parte è ancora in uso oggi, nonostante il tentativo innovatore di H. von Soden (v.). Designò i manoscritti maiuscoli con le lettere maiuscole dell'alfabeto, e con numeri arabici quelli minuscoli. L'inconveniente principale è dato dalla limitatezza delle lettere alfabetiche e dal fatto che due o più codici contenenti materia diversa possono essere rappresentati dal medesimo segno, perché W. iniziò nuove serie secondo il contenuto (Vangelii, Atti e lettere cattoliche, lettere paoline, Apocalisse).

BibL.: C. Borthcan, s. v. in Realencyel. für prot. Theol. u. Kirche, $3^{\circ}$ ed., XXI, pp. 198-203. Angelo Penna

WETZER, Heinrich Joseph. - Storico ed orientalista, n. il 19 marzo 1801 ad Anzefahr (Kurhessen), m. a Friburgo in Br. il 5 nov. 1853.

Iniziò lo studio della teologia e delle lingue orientali in Marburgo e lo continuò a Tubinga ed a Friburgo, quindi per alcuni mesi a Parigi. Nel 1830 divenne proessore di filologia orientale a Friburgo in Br .

W. intraprese una storia dell'arianesimo (v.), ma ubblicò solo un lavoro introduttivo sulla cronologia (Restitutio vera chronologiae rerum ex controversiis arianis
inde ab anno 325 usque ad annum 350 exortarum contra chronologiam hodie receptam exhibita, Francoforte s. M. 1827). Da un manoscritto della Biblioteca nazionale di Parigi W. desunse una storia araba, che tradusse in latino, sulla Chiesa copta in Egitto (Taki-edilini Makrizii historia Coptorum christianorum in Aegypto.... 1828). Dal 1847 diresse con B. Welte (1805-85) il Kirchenlexikon, che reca non pochi articoli con la sua firma.

BibL.: H. von Buss, s. v. in Kirchenlexikon, 2*ed., XII (1901), pp. 1418-21. Angelo Penna

WEWAK, vicariato apostolico di. - Con decreto del 15 maggio 1952 dal vicariato apost. della Nuova Guinea centrale fu distaccata la zona occidentale ed eretta in prefettura apost. di Aitape, affidata ai Minori australiani. Nella stessa data il vicariato apost. della Nuova Guinea centrale ebbe il nome di W. e il vicariato apost. della Nuova Guinea orientale ebbe quello di Alexishafen.

Saverio Paveni
WEYNSEN (Wenssen, Wentzen), Matthias. Francescano fiammingo, "teologo dotto, predicatore e asceta famoso" (Dirks), m., pare, nel 1547.

Fu guardiano del convento del suo Ordine in Anversa e quattro volte provinciale; in tale funzione separò nel 1529 i Francescani neerlandesi dalla provincia di Colonia. Nel 1542 fu Commissario generale dell'Ordine. Pubblicò parecchi opuscoli spirituali dei suoi confratelli, tra cui il noto Fasciculus myrrhae.

BibL.: S. Dirks, Hist. littér.... des Frères Mineurs, Anversa 1883, pp. 34-37; P. Schlaber, Gesch. der hölzischen Franzishaner-Ordensprovinz, Ratisliotia 1909, passim; F. Van den Borne, Collett. Franc. Neerlandica, II, Herzogenbachsee 1931, pp. 178-94 (vasta bibl); W. Schmitz, Het aandeel der Minderbroeders in onze Middelsewase literatuur, Utrecht 1936, p. 108. Alberto Ampe

WHEELING, diocesi di. - Diocesi e città nello Stato I West Virginia (Stati Uniti d'America). La diocesi di W., che copre un territorio di 21.355 kmq. nello Stato di West Virginia e di 7817 nello Stato di Virginia, ha una popolazione totale di $2.48 \times 848 \mathrm{ab}$. dei quali soltanto 92.357 sono cattolici; conta 106 sacerdoti diocesani, 46 religiosi di 9 congregazioni diverse, 85 parrocchie, 26 cappelle, 68 missioni, 28 stazioni, 21 congregazioni femminili ( 510 suore), 29 seminaristi, 4 orfanotrofi, 9 ospedali.

Il primo parroco di W. nel 1829 fu il rev. Francesco Rolf, ma alcuni sacerdoti avevano già visitato il territorio. W. fu elevata a città nel 1795 , ed era già sede episcopale ( 23 luglio 1850 ) quando fu smembrata la diocesi di Richmond, la cui parte ovest divenne la nuova diocesi. Mons. Ricardo Whelan, vescovo di Richmond, n : fu nominato primo vescovo. Al momento della fondazione, la diocesi aveva soltanto 4 chiese, 2 sacerdoti e 5000 o 6000 fedeli disseminati sopra una superficie di 20.000 migliaq. Alla morte di mons. Whelan, nel 1866, a d.3233 contava già 23 chiese, 16 sacerdoti e 8 seminaristi.

BibL. : ${ }^{1}$ J. Gilmary Sheae, History of the Cath. Church in the United States, IV, Nuova York 1892, pp. 435-39; E. E. Weber, s. v. in Cath. Enc., XV, p. 608; Th. Roemet, The Cath. Church in the United States, III, Louis-Londra 1930, p. 228; The Official Catholic Directory, Nuova York 1951, pp. 604-607; Ann. Pont. 1933, p. 423.

Gianase Carrière
WHITE, Stephen. - Gesuita e storico, n. a Clonmel (Irlanda) nel 1573 (o 1574), m. a Galway nel 1646 .

Entrato nell'Ordine nel 1596 venne inviato in Germania nel 1606 e per molti anni insegnò teologia ad Ingolstadt, a Dillingen, a Cassel, per trasferirsi quindi (1627-28) a Metz. Dopo altri dedici anni di attività didattica nei collegi francesi e tedeschi dell'Ordine, gli fu dato di ritornare in Irlanda per assumervi la direzione del nuovo Collegio di Dublino che, chiuso ben presto dal governo inglese, lo lasciò libero di dedicarsi al ministero pastorale nelle diocesi di Waterford e Lismore.

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La fama del W. è legata particolarmente alle sue opere agiografiche e storiche, fra cui di speciale valore le biografie di santi irlandesi, largamente utilizzate dai Bollandisti per la compilazione degli Acta Sanctorum. Altri suoi testi, specialmente teologici, sono stati editi nella Bibliotheca historico-philologico-theologica (Brema 1719-25). Gli si deve inoltre la scoperta, nelle biblioteche di numerose abbazie tedesche, di antichi monumenti letterari e cronistici irlandesi, da lui pubblicati con dotti commenti, improntati ad appassionato amore per la sua patria. Del quale è documento l'opera sua più famosa, l'Apologia pro Hibernia adversus Cambri calumnias, composta per ribattere le argomentazioni di Gerardo del Gallea (lat. Cambria), lesive - a suo giudizio - dell'onore irlandese.

BibL.: l'Apologia, con introd. biogr. e note, è stata edita da M. Kelly, Dublino 1840; anon., v. v. in Dict. of Nat. Biography, XXI, Londra 1909, pp. 75-76; J. Hogan, Life of father S. W., S. 7., in The Waterford Arch. Fourn., 3 (1897); M. J. Flaherty, v. v. in Cath. Enc., XV, pp. 612-13; Sommervogel, VIII, 10931099.

Renzo U. Montini

## WHITEFIELD, GEORGE : v. METODISMO.

WHITEHEAD, Alfred North. - Matematico, scienziato e filosofo inglese, n. a Ramagate (Kent) il 15 febbr. 186I e m. a Cambridge, Mass. (U.S.A.) il 30 dic. 1947.

Insegnó dapprima geometria e matematiche applicate a Londra e poi, fino al 1937, filosofia nella Harvard University. Ha esposto la sua prospettiva filosofica nelle opere The concept of nature (1920, vers. it. Torino 1948). Science and the modern world (1926, vers. it. Milano 1945), Process and reality (1929) e, in forma divulgativa, in due conferenze riunite sotto il titolo Natura e vita (1934). Un buon numero di articoli è raccolto nei Saggi di scienza e filosofia (1947). Fra i neorealisti angloamericani e gli scienziati filosofi è forse la mente filosoficamente più educata, ma si è non poco esagerata l'importanza speculativa della sua cosiddetta filosofia dell'organismo e. W., anche quando fa della filosofia, resta uno scienziato e precisamente uno dei maggiori teorici della logica matematica moderna, soprattutto per i Principia mathematica ( 3 voll., 1910-13), scritti in collaborazione con Russell. W. filosofo costruisce la sua filosofia sulle basi e con i metodi della scienza; non è un metafisico, è un cosmologo. La sua influenza sulla filosofia, soprattutto americana, è stata ed è ancora vasta e profonda. Certo la sua posizione critica nei riguardi del formalismo della logica matematica (e, in questo senso, è autocritica) e del materialismo, fanno di lui il neorealista più consapevole dei limiti del neorealismo e perciò il più serio. La scienza è sapere formale; la filosofia, invece, dà ragione del concreto e spiega alcune esperienze (estetiche, etiche, religiose), che restano fuori della scienza, in breve integra i risultati della scienza, che però accetta. Il concetto di "evento" (v.) dà a W. la possibilità di formulare una concezione organica della materia. La fisica nuova "alla nozione aristotelica di processo di forme ha sostituito quella di forma di processo", che non ammette l'isolamento e l'istantaneità della scienza classica, ma studia le forme di coesistenza e di successione degli eventi. Per W., non ci sono spazio e tempo assoluti, ma relazioni spaziali e temporali : spazio e tempo esprimono certe relazioni tra eventi. Lo spazio non è il "recipiente" comune di tutti gli eventi, ma il loro stesso ordinamento; il tempo è il passaggio della materia da uno stato all'altro. Anche il soggetto percipiente è un "evento percipiente" più elevato degli altri: l'io è "oggetto tra gli oggetti", "emergente" dal mondo oggettivo degli eventi.
W. ha costruito anche una sua teologia. Di Dio non c'è intuizione, né dimostrazione; ma è necessario postularne l'esistenza per spiegare i fenomeni. Dio ha due aspetti : "la natura primordiale" (Dio immutabile, intemporale, attualità piena) e la "natura conseguente" o Dio limitato e in divenire, "prensione" cosciente universale, che si arricchisce nello sviluppo della natura. Dio come natura primordiale è eterno, infinito, ma è morto; come natura conseguente è limitato ed è immanente al divenire cosmico; come dire che, quando è Dio, è morto, e quando è vivo, non è Dio, ma lo stesso divenire cosmico. Su questo
sfondo panteistico neoplatonizzante, speculativamente ingenuo e acritico, W. innesta una specie di misticismo bôhminno: Dio, principio del bene, è in lotta col male, principio positivo, egli soffre per liberarsene assieme a quanti vivono e soffrono la vicenda della vita.

BibL.: autori vari: Philosophical Essays for A. N. W... bis younger American Philosophers, Nueva York 1936; D. Easmet, W.s Philos. of Organism, ivi 1932; J. Wahl, La philos. spéculative de W., in Vers le concret, Parigi 1932; G. De Ruggiero, Filosof. del ' 500 , Bari 1934, p. 20 sgg.; P. A. Schölpp, The Philos. of A. N. W., Chicago 1941; M. F. Sciscea, La filosofia, oggi, II, Milano 1953, $2^{\circ}$ ed., pp. 146-960; E. Pucs, Definizione e funzione della filosofia speculativa in W., in Giornale critico della filosofia ital., 32 (1953), pp. 304-34. Michele Federico Sciscea

WHITEHORSE, vicariato apostolico di. - E situato nel Nord-Ovest del Canadà ed è affidato agli Oblati di Maria Immacolata.

E stato eretto il 14 genn. 1944 per divisione del vicariato apost. di Yukon e Prince Rupert e comprende tutta la regione del Yukon e la parte settentrionale della Colombia Britannica. Si trova nel cuore delle Montagne Rocciose ed ha una superficie di più di 500.000 kmq ., ma soltanto $10.783 \mathrm{ab} .$, di cui ca. 9000 bianchi. Dei 2550 cattolici, 1443 sono bianchi, 673 Indiani, 134 meticci. La più grande parte dei bianchi è giunta nel territorio come minaton e soldati dopo la costruzione della famosa strada che attraverso il vicariato porta all'Alaska. Gli Indiani appartengono a due diverse tribù. I 1200 Dini vivono dispersi in piccoli gruppi, di cui ognuno ha il suo dialetto, e si dedicano alla caccia nelle montagne. I 400 Klinkets parlano la stessa lingua, venuti dall'Alaska con i bianchi. La lingua inglese è quella intesa e parlata dalla quasi totalità dei bianchi e degli Indiani. Il vicariato conta 25 sacerdoti, 3 fratelli e 23 suore in 2 quasi parrocchie, 11 stazioni principali e 20 stazioni secondarie. Vi sono inoltre io scuole per Indiani. Tra il 1944 e il 1952 il numero dei cattolici sia Indiani che meticci è quasi raddoppiato, a causa del benefico influsso esercitato per mezzo delle scuole.

BibL.: AAS, 36 (1944), pp. 233-34; MC, Roma 1950, p. 15; Arch. O.M.I., Wh. 10/52. Nicola Kowalsky

WHITMAN, Walt. - Poeta americano, n. a Huntington (Long Island) il 31 maggio 1819, m. a Camden (New Jersey) il 26 marzo 1892. Abbandonò gli studi regolari a dodici anni, poi fu un autodidatta.

Esercitò intermittentemente il mestiere di falegname che era quello di suo padre, insegnò come maestro elementare e con maggiore costanza fu tipografo e giornalista. Anarcocide ed egocentrico per temperamento, abbracciò tuttavia con entusiasmo la causa democratica e servì nella Guerra di Secessione come infermiere negli ospedali di Washington, assistendo i feriti delle due parti. Alcune sue poesie occasionate dalla guerra e contenute in Drum Taps (1865) sono fra gli esempi più felici della poesia patriottica americana; anche Wilson e il suo murerio vennero esaltati in versi efficaci dal poeta. Nel 1871 pubblicò la sua maggiore opera in prosa, Democratic Fistas, in cui vengono vivacemente asseriti i suoi principi di democratico individualista e indipendente. Ma la sua opera maggiore è costituita dai versi contenuti in Leaves of Grass ( $1^{\circ}$ ed., 1855 ; ultima, con molte nuove poesie, 1890-91). Nell'anno della sua morte apparve il volume completo delle sue prose.

Non è facile dare un giudizio sereno sulla poesia di W., accolta in principio con molte riserve e poi man mano sempre più celebrata dai critici. W. è senza dubbio, prescindendo dalla indiscutibile originalità di una parte della sua opera, una delle figure più rappresentative della letteratura americana o piuttosto di uno dei suoi aspetti preminenti, il mito della democrazia indiscriminata e dell'ottimismo a oltranza. I suoi versi straripanti nella loro esultanza e ribelli a ogni freno risentono l'esuberanza e l'improvvisazione dell'autodidatta e il genio indisciplinato," e tuttavia per certi lati o accenti profetici, di cadenzata predissizione profana e per certi motivi ricorrenti, quali il mare, la notte, la meditazione della morte, l'esaltazione panica della natura, furono ammirati dai decadenti europei, soprattutto da Swinburne che ebbe

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per lui un'ammirazione incondizionata, e, malgrado la sua formazione accademica e le sue raffinate csigenze formali, ravvisò in lui uno spirito affine. W. è stato visto da alcuni come un fenomeno d'energia creativa, un Omore americano, da altri come il prodotto d'una cultura già pienamente maturatasi, altri lo han sospettato di mistificazione. Fu certamente una figura complessa e a volte anche torbida e la sua predicazione accesa ma alquanto cootica non va certo presa alla lettera come ancora oggi si fa da parte di alcuni adepti che vedono in lui piuttosto il profeta sociale che il poeta. La sua stessa poesia, sorprendente a volte per il vigore, la freschezza e l'arditezza delle immagini e che ha fatto scuola non solo ai poeti ma anche ai prosatori successivi, con i suoi stessi caratteri strutturali, che spesso son quelli di una veemente prosa ritmata, va accolta, per la sua caotica esuberanza, con largo beneficio d'inventario.

Bibl.: nella vasissima bibl. whitwaziana si indicanu: E. Hallowes. An interpretation in narrative, Nuova York 1926; N. Arvin, W., iv 1938; H. S. Canby, W. W., an American, Boston 1943 (uno tra gli studi biog. più recenti); O. Matthiessen, W., in American renaissance, Nuova York 1941, pp. 517-626; tra gli studi inglesi: J. A. Symonds, W. W., Londra 1893; B. de Sclincourt, W. W. a critical study, ivi 1914: fra le traduzioni : Foglie d'erba e prose di W. W., a cura di E. Gischino, Torino 1930. Augusto Guidi

WHITTIER, John Greenleaf. - Poeta americano, n. a Haverhill (Massachusets) il 17 dic. 1807, m. ad Hampton Falls il 7 sett. 1892. Era figlio di un agricoltore quacchero e gli inizi della sua carriera furono difficili.

Abbasciò con entusiasmo la causa dell'abolizionismo e ad essa dedicò gran parte' della sua opera poetica, pur essendo consapevole che, cosi facendo, la rendeva occasionale e ne limitava l'intrinseco valore. La sua vocazione era, infatti, per la ballata di color locale, e la lettura del Burns, al quale dedicò una delle sue migliori poesie (1854), aveva ad essa presieduto. L'edizione completa dei suoi versi fu pubblicata nel 1888-90. Predominano in essi il moralismo e la passione politica.

Bibl.: S. T. Pickard, 7. G. W., 2 voll., Boston 1894; A. Mordell, Dealer Militant: 7. G. W., ivi 1933. Augusto Guidi

WHITTY, ROBERT. - Gesuita, n. a Pouldarrig il 7 genn. 1817 , m. il $1^{\circ}$ sett. 1895.

Sacerdote nel 1840 , fu uno dei più attivi e zelanti membri del clero britannico, tanto che il futuro card. Wiseman lo volle ben presto al suo fianco e lo creò proprio vicario generale quando, ristabilita nel 1890 la gerarchia cattolica in Inghilterra, divenne il primo arcivescovo di Westminster e primate. A lui il Wiseman commise in gran parte la stesura della celebre pastorale From the Flaminian Gate del 7 ott. 1850 , nella quale si annunziava appunto al popolo inglese il grande evento della rinascita dell'episcopato cattolico al di là della Manica: pastorale che - come è noto - suscitò tempestose reazioni tra gli antipapisti. Il W. sostenne impavidamente, a fianco del suo cardinale, la bufera e collaborò efficacemente con lui all'ordinamento della ricostituita Chiesa d'Inghilterra. Ma sette anni più tardi, quando la battaglia apparve ormai vinta, rinunziando alla cattedra episcopale che il Primate aveva chiesto per lui alla S. Sede, entrò quarantesne nella Compagnia di Gesù. Trascorso il noviziato a Verona ed emessa la professione religiosa, ritornò in Inghilterra per insegnare diritto canonico nel Collegio gesuitico di St. Beunos nel Galles settentrionale. Successivamente fu superiore della provincia di Scozia e da ultimo venne chiamato a Roma, presso la Curia generalizia, quale assistente d'Inghilterra.

Bibl.: W. Ward, The Life and Times of Card. Wiseman, 2 voll., $3^{2}$ ed., Londra 1898, v. indice. Renzo U. Montini

WICHITA, diOCESI di. - Diocesi e città nello Stato di Kansas e nella provincia ecclesiastica di S. Luigi (Stati Uniti d'America).

La superficie di W. di 42.915 migliaq. contava nel 1952 una popolazione totale di 704.721 ab. dei quali 45.468 cattolici. Vi sono 175 sacerdoti diocesani e 19 re-
ligiosi ( 5 congregazioni), 105 parrocchie, una congregazione maschile e due femminili, 59 seminaristi, I collegio classico, I orfanotrofio, 16 ospedali.

La diocesi di W. fu eretta il 2 ag. 1887 per smembramento di quella di Leavenworth. Vi erano allora 16 sacerdoti con chiese propri:, 23 chiese-missioni, 9 scuole parrocchiali e ca. 8000 cattolici. Il primo vescovo, mons. Jacomo O'Reilley, sacerdote di Topeka, Kansas, mori prima della sua consacrazione e gli successe mons. Giuseppe Giovanni Hennessy. La città di W., il cui nome viene dalla tribù indigena Wichita, contava 20.000 ab . al momento della fondazione della diocesi.

Nel 1897 ( $1^{\circ}$ luglio), per lettere apostoliche, i confini della diocesi furono cambiati e furono aggiunte 14 contee.

Bibl.: John J. Hennessy, s. v. in Cath. Rec. XV, pp. 616; Th. Boemer, The Catholic Church in the United States, St. Louis-Londra 1940, p. 283; The Official Catholic Directory 1931, Nuova York 1931, pp. 608-11; Ann. Pont. 1933, p. 454. Gastone Carriere

WICK, Joseph Lorenz. - Sacerdote, n. a Mellenthin (Prussia orientale) il 27 ag. 1820, m. a Breslavia il 9 febbr. 1903.

Ordinato sacerdote nel 1845, dapprima si dedicò all'insegnamento della teologia nell'Università di Breslavia, per assumere quindi, per un ventennio (1852-72), le mansioni di parroco nella stessa città. Nominato canonico di quella Cattedrale, il W. divenne l'anima del movimento cattolico slesiano, combattendo vigorosamente le battaglie della Chiesa contro l'errore dei Vecchi Cattolici e contro le persecuzioni bismarckiane. Apologeta instancabile, oratore di eccezionale vigoria, polemista acutissimo sulla stampa, fu promotore di associazioni meritamente famose, quali il Kath. Zentralverein, il Finzoerein e molte altre, aperte ai più diversi ceti ed ambienti. Fondò e diresse con fermissimo animo i Breslauer Hausblätter (1863), uno dei più battaglieri periodici cattolici nell'epoca del Kulturkampf ed ebbe la soddisfazione di vedere il trionfo di Roma sull'opera scristianizzatrice del Cancelliere prussiano. Delle sue lotte e dei suoi successi ha lasciato una vivacissima narrazione nel volume autobiografico Aus meinem Leben (Breslavia 1893), prezioso per la conoscenza del cattolicesimo tedesco del xix sec.

Bibl.: F. Haase, Leben und Schriften der hath. Theol. Dozenten und Univ. Breslau, Breslavia 1913, p. 142 sgg.: A. Nowack, Lebensbilder schles. Priester, ivi 1928, pp. 317-31; H. Jedin, s. v. in LThK, X, coll. 860-61.

WIEGER, Leo. - Gesuita, medico, missionario e sinologo, n. a Strasburgo il 9 luglio 1856, m. a Sienhsien (Cina) il 17 marzo 1936.

Entrato nell'Ordine nel 1881 e passato nel 1887 alla missione cinese del Tcheli sud-orientale, vi esercitò la sua arte a prof dei mulati e si rese celebre con il suo laboratorio farmaceutico, da cui annualmente partivano per tutte le direzioni ca. 300.000 pacchetti medicinali. Ma soprattutto attese alla sinologia per rendere più facile e spedito ai missionari lo studio della lingua, della storia, delle religioni e della cultura cinesi, compilando opere che gli acquistarono fama mondiale; e infine si consacrò allo studio della Cina moderna.

Fra le sue più che 50 pubblicazioni vanno citate oltre alla Collection des rudiments ( 12 voll., Sienhsien 1893-1906) sulla lingua, i catechismi, le prediche ecc. in servizio dei missionari; Textes historiques de l'histoire de Chine (3 voll., ivi 1906); Textes philosophiques ( 3 voll., ivi 1906; 2 voll., ivi 1930); Taoisme (2 voll., Hokienfu 1911-13); Histoire des croyances religieuses et des opinions philosophiques en Chine depuis l'origine jusqu'à nos jours (Sienhsien 1917); Histoire politique de la Chine depuis l'origine jusqu'à 1929 (ivi 1929). Sulla Cina moderna e le varie correnti filosofiche e politiche, lasciò Chine moderne ( 10 voll., ivi 1921-32) accolt. da per tutto con molto interesse.

Bibl.: M. C. Leitenbauer, Zum so-jährigen Ordensjubiläum des Sinologen P. L. W., in Die katholischen Missionen, 59 (1931), pp. 331-36; H. Brou, La mort d'un sinologue. Le p. L. W., in Etudes, 216 (1933), pp. 474-86; P. Delattre, Le p.

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L. W., in Revue histor. des missions, 10 (1933), pp. 243-58; H. Bernard, Mission, médicine et sinologie. Le p. L. W., in Commissio cymodalis Sinensis, 7 (1934), pp. 710-53; id., Encore un mot au sujet du p. W. A propos des ses "Controverses", ibid., pp. 848-64. Celestino Testore

WIELAND, Christoph Martin. - Poeta tedesco, n. a Oberholzheim (Svevia) il 5 sett. 1733, m. a Weimar il 20 genn. 1813.

Ebbe educazione pietistica e studiò diritto a Tubinga. A Zurigo fu ospite di Bodmer, ammiratore del suo frammento in esametri Hermann (1751); ma ebbe controversie con lui dopo l'alienamento dalla mentalità "serafica". Dal 1760 fu segretario della Cancelleria municipale di Biberach (Svevia) e dal 1769 professore di filosofia alla Università di Erfurt. Frequento i circoli mondani francesizzanti. La sua utopia politica in forma di romanzo Der goldene Spiegel (1772) gli valse il posto di precettore del principe ereditario Karl August di Sachsen-Weimar. Amico di Goethe, Schiller, Herder, Kleist, fu avversato dai discepoli di Klopstock, dagli Stürmer e dai romantici.

Sommo rappresentante del rococò letterario tedesco, uno dei più abili traduttori e primo grande pubblicista tedesco, aperto a tutte le correnti spirituali moderne, W. raggiunse la maestria poetica dopo essersi staccato dai modelli letterari bodmeriani e klopstockiani e da un insincero fanatismo puritano culminante nella prefazione agli inni in prosa Empfindungen eines Christen (1757). Tradusse, per lo più in prosa, 22 Theatralische Werke di Shakespeare ( $1762-66$ ) con influsso decisivo sul culto shakespeariano dell'epoca e scrisse, seguendo il metro inglese, la prima tragedia tedesca in giambi a 5 arsi (Lady Johanna Gray, 1756-58), metro poi del dramma classico in Germania. Facendo sua la saggezza di vita e l'ironia come si palesano nelle opere di Aristofane, Luciano, Grazio, Cicerone (dei quali autori W. tradusse molto), Ariosto, Cervantes, Erasmo, Voltaire, Shaftesbury e Sterne, compose 7 grandi romanzi, per lo più ambientati in Grecia o nell'Oriente, 6 racconti in versi, parte in ottica rima, e alcuni melodrammi: capolavori di fantasia e di stile, di una duttilità linguistica sino allora mai raggiunta, alcuni di importanza capitale per l'ulteriore sviluppo delle letterature tedesca ed europea. Il romanzo formativo a fondo autobiografico Geschichte des Agathon (1766-94), uno dei modelli del Wilhelm Meister goethiano, rappresenta la trasformazione di un giovane Schwärmer in uomo equilibrato, mentre la satira Die Abderiten (1774-81) ironizza la mentalità stretta e servile dei filistei. L'epopea romantica Oberon (1780), base dell'opera lirica di Weber, apprezzata da Goethe come capolavoro di W., intreccia motivi chauceriani, shakespeariani e cavallereschi in un commovente racconto di avventure e di fedele amore di due coppie. Le riviste fondate e per lunghi anni dirette da W., Der teutsche Merkur (1773-1810) e Attisches Museum (1796-1803, 1805-1809), si noverano fra le più importanti dell'epoca, specie per la collaborazione di Goethe, Schiller e Herder.

Bibl.; ed. : Werke, a cura di H. Düntzer, 40 voll., Berlino 1879-80; ed. crit. non ancora finita, promossa dall'Accad. Prussiana, ivi 1909 sgg. Studi: J. W. v. Goethe, Zu bröderlichem Andenhen W.s, nei Goethes Sämtl. Werke, 7oh.-Ausg., XXXVII, Stoccarda, pp. 11-33; E. Ermeninger, W. und die Schance, Lipsia 1924; K. Hoppe, Der junge W., ivi 1930; Festschrift zum von. Geburstag des Dichters C.M.W., Biberach 1933; H. Rüdiger, W.s Agathon und die geistigen Kräfte des deutschen Rokoko, in Zs. f. deutsch. Geisteswist., 3 (1940) fasc. 1; H. Wolffstein, W.s Begriff der Humanität, Amburgo 1949; F. Sengh, W., Stoccarda 1940.

Horst Rüdiger
WILBERFORCE, Henry William. - Scrittore, n. a Clapham (Inghilterra) il 22 sett. 1807, m. a Stroud il 23 apr. 1873.

Tersogenito di Guglielmo W., noto statista britannico che consacrò tutta la sua attività politica all'abolizione della schiavitù, egli compì i suoi studi nell'Oxiel College di Oxford, avendo in animo di esercitare l'avvocatura. Ma il futuro card. Newman, che fu suo maestro, avendone ammirato la profonda pietà, lo indusse ad abbracciare invece lo stato ecclesiastico, e il W. fu ordinato sacerdote anglicano nel 1834, al pari dei due suoi fratelli, Samuele, che sarebbe divenuto vescovo della High

Church, e Roberto, destinato invece a convertirsi - come Enrico - al cattolicesimo. Dopo avere percorso una rapida e brillante carriera, grazie al personale appoggio del principe consorte della regina Vittoria, il W. abiurò infatti nel 1850 lo scisma e abbracciò la fede cattolica. Suo desiderio sarebbe stato quello di divenire sacerdote, ma poiché era coniugato con nove figli dovette rimanere allo stato laicale: il che non gli impedì comunque di svolgere una mirabile attività nel campo dell'apostolato, soprattutto attraverso la stampa. Non solo egli fondò e diresse per un decennio il Catholic Standard, intitolatosi successivamente Weekly Register; non solo collaborò intensamente a numerosi altri periodici ed esplicò a lungo le mansioni di segretario della Catholic Defence Association, ma pubblicò anche libri di battaglia che suscitirono memorabili polemiche e contribuirono a diffondere la conoscenza della verità cattolica. Egli che, ancora pastore anglicano, aveva rivolto un caldo appello agli ecclesiastici inglesi perché intensificassero i loro sforzi per ricondurre lo spirito cristiano nel paese (The parochial system: an appeal to English Churchmen, Londra 1838), spiegò i motivi della sua conversione nel famoso scritto Reasons for submitting to the catholic Church (ivi 1851), che ebbe ben sei edizioni in soli cinque anni. Nel 1852 scrisse una commossa apologia del cattolicesimo perseguitato dell'Irianda, Proselytism in Ireland; per gli Essays on Religion and Literature del Manning dettò il fondamentale saggio storico Some events preparatory to the English Reformation (1867) e finalmente compose quello splendido volume The Church and the Empires, dato alle stampe nel 1874 , poco dopo la sua morte.

Bibl.: Life of Samuel W. Bishop (con ampie notizie anche sul fratello), I. Londra 1879, a cura di A. R. Ashwell; II c. III, ivi 1880-82, a cura di R. G. Willacforce; T. Cooper, s. v. in Dict. of Nat. Biography, XXI (1909), pp. 200-201. Renzo U. Montini

Robert IsAAC, teologo, suo fratello, n. il 19 dic. 1802 a Clapham, m. il 3 febbr. 1857 ad Albano.

Studiò all'Oriel College di Oxford. Suddiacono, fu uno dei tre tutori del College (gli altri due erano Newmann e Froude), ma si trovò in conflitto con il nuovo prevosto E. Hawkins che non tollerava l'eccessiva libertà da lui dispiegata nell'elaborazione del piano di studi. Esercitò quindi il ministero sacerdotale nel Kent e nello Yorkshire e nel 1840 divenne arcidiacono di East Riding. La sua amicizia con Manning ed il fitto scambio di corrispondenza con lui, lo allontanò sempre più dalla Chiesa anglicana; si converti al cattolicesimo nel 1854. L'anno successivo a Roma entrò nell'Accademia Ecclesiastica. Tra i suoi scritti si ricordano The doctrine of Holy Baptism (1849), sulla dottrina trattariana del Battesimo; A sketch of the history of Erastianism (1851), contro la teoria della supremazia del re nella Chiesa anglicana; An inquiry into the principles of Church Authority (1854), sul primato del Sommo Pontefice.

Bibl.: oltre alla Life of Samuel W.. Bishop, cit. nella precedente bibl., cf. F. Legge, s. v. in Dict. of Nat. Biogr., vol. XXI (1909), pp. 201-204, con bibl.; I. Giordani, I grandi convertiti, $2^{2}$ ed., Treviso 1951, pp. 179-80.

Silvio Furlani
WILCANNIA-FORBES, diocesi di. - E situata nella zona occidentale dello Stato di Nuova Galles del Sud.

Fu eretta con il nome di W. il 10 maggio 1887 con territorio distaccato dalla arcidiocesi di Sidney. Il 28 luglio 1917 furono distaccate sei parrocchie dalla diocesi di Bathurst ed annesse alla diocesi di W., alla quale fu dato il nome di W.-F.

Ha una superficie di $257.440 \mathrm{kmq}$. con 100.000 ab. di origine europea. I cattolici sono 22.500 . Parrocchie 21 , chiese 54 , sacerdoti 42 , fratelli 17 , suore 232 , scuole e collegi 75 , orfanotrof 1 , opere di carità 3 .

Bibl.: AAS, 9 (1917), pp. 427-28; MC. 1950, p. 459; Australasian Cath. Directory 1952, Sidney 1952, pp. 222-27. Saverio Paventi

WILGEFORTIS, santa. - E commemorata nel Martirologio romano il 20 luglio come vergine e martire.

I Bollandisti, che per primi si occuparono di lei, af-

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fermarono di non conoscere l'origine della leggenda (Acta SS. Iulii, V, Parigi 1868, p. 70); nel 1940 invece i loro successori sono stati più recisi ed hanno scritto che W. nunquam extitit (Martyr. Romanum, p. 289 ).

Il suo culto, propagato specialmente nei paesi vicini al Mare del Nord dalla fine del sec. xiv, è un esempio tipico di come si siano formate le leggende agiografiche nel medioevo. La grande venerazione che i Lucchesi avevano per il loro Crocifisso miracoloso, il cosiddetto "Volto santo ", fece si che devunque essi si trovassero in Europa, ivi sorgesse una confraternita del Volto santo di Lucca. Così, per es., a Parigi nel sec. xv un luogo è indicato "per le Vou de Lucques de la rue aux Lombars ".

I popoli settentrionali, che non conoscevano più la rappresentazione del Cristo dagli occhi aperti con la barba e con la lunga tunica, videro in quella figura una donna. Da ciò nacque una nuova leggenda. La donna sulla croce era una martire; per conservare la sua verginità e per non essere costretta a sposare il figlio di un re pagano della Sicilia, essa chiese al Signore di toglierle ogni bellezza; Iddio l'esaudi e le fece crescere una barba nera. L'origine di questa leggenda è stata pienamente dimostrata da G. Schnürer. Una prova di ciò si ha nel fatto che la figura del musicista condannato a morte per aver rubato una scarpa d'argento del Volto santo e dallo stesso Crocifisso salvato'miracolosamente, si trova sempre in tutte le immagini di W. Dai Paesi Bassi il culto della nuova Santa si propagò in Europa sotto i nomi più diversi, come Ontcommer, Kümmernis, Regenfiedis e Liberata (v.). In Germania divenne un santo martire, per analogia con la vergine olandese s. Ontcommer, cioè "che libera dal " kommer,, ( $=$ preoccupazione) ". Il titolo del Crocifisso di Lucca, poi, cioè "Adiutor ", disdì origine al culto di un s. Helper, Huipe, Hilfe, Gebülfe in Germania, ed Helpert nei Paesi Bassi.

Dal punto di vista folkloristico e iconografico la venerazione di W. è molto importante perché lega l'Italia con quasi tutta l'Europa, dalla Spagna ai paesi del Mare del Nord fino a quelli del Mar Baltico.

BinL.: G. Schnürer - J. Ritz, Suntd Kümmernis und Volto Santo, Eipschlorl 1934 (con bibl. prec.); J. Gessler, De Vlaamse baurdheilige Wilgelortis of Ontcommer, Anversa 1937; J. Gessler, Wilgelortiana, cen bibliogr. overzicht, in Oestvlaamse Zoutro, 16 (1941), pp. 1-2.

WILHERING. - Abbazia cistercense su : anubio, in diocesi di Linz (Austria).

Fu filiale di Reun, della linea di Morimond. Prima del 1146 Ulrico e Colone di W., ricchi nobili, fondarono e dotarono l'abbazia, situata sul Danubio allora tra le forrate del Kürnbergerwald. Come al solito, i Monaci bianchi si resero meritevoli di vaste opere di bonifica, coltivazione e civilizzazione. Un immane incendio distrusse gran parte della chiesa e del convento, nel 1733 : ma la tenace opera degli abati e monaci ricostrul la chiesa, tra il 1733 e il 1740 , e il convento tra il 1734 e il 1835 . Resti romadici sono il portale della chiesa e qualche frammento del chiasto, recentemente riscoperto. La chiesa, di J. Ilaslinger, austera nella facciata con l'alto campanile, nell'interno presenta i migliori esempi "rococò", per la straordinaria armonia di tutti gli elementi : stucchi dipinti, affreschi, altari mobili ecc. Il tema della decorazione è la vita e glorificazione di Maria Immacolata. Vi collaborarono molti artisti, fra cui soprattutto Bartolo, Andrea e Martino Altomonte.

Si conservano molte lastre tombali, gotiche e barocche. Nel convento notevoli la Biblioteca ( 230 manoscritti, 400 incunaboli, 35.000 voll.), il refettorio, la residenza abbaziale e il Capitolo.

L'abbazia ha la cura di 13 parrocchie incorporate, dirige un ginnasio e da qualche decennio una filiale
![img-17.jpeg](img-17.jpeg)
(da J. Braun, Trocht und Attribute der Heiligen in der asutschen Kunst, Moccarda IIId, Sp. 360)
Wilgefortis, santa - Fides, W. posta in croce, Sges. Iulia, Caritas, Affresco del sec. xiv - Colonia, Duomo, cappella di S. Agnese.
in Bolivia (Caupolican), per cui mantiene vasti laboratori di vari mestieri, molto rinomati.

Bitk.: Cottineau, II, coll. 3454-55; G. Dehio, Handbuch der deutsch. Kunstdenkmaller, parte 2*, Österreich, II, Vienna 1935, 625 (con pianta); Die bildende Kunst in Österreich, a cura di K. Gichart, 5 voll., Baden 1936-39 (v. indici); E. Schaffran, Kunstgesch. Osterreichs, Vienna 1948, passim; E. Tomek, Kirchengesch. Osterreicht, 2 voll., Innsbruck 1935-49. Giuseppe Löw

WILLAERT, ADRIEN. - Compositore, n. nelle Fiandre (a Bruges o Roulers) tra il 1480 e il 1490 , m. a Venezia il 7 dic. 1562.

Dopo un breve soggiorno alla corte di Ladislao II di Boemia e Ungheria, lo si trova, nel 1527, a dirigere la cappella musicale di S. Marco, a Venezia, ove rimase ben 36 anni, fino alla morte.

A lui fa capo quella gloriosa scuola veneta di polifonia che doveva dare all'arte la ricchezza coloristica del cromatismo armonico, cui faceva da sfondo la plastica potenza dialogica dei 2 cori vocali e dei 2 organi. La pratica del doppio coro è infatti da lui sapientemente applicata specie nei Salmi appartenenti alli Vesperi da cantarsi a uno o duoi chori (Venezia 1550); ma prima di essi W. aveva stampato (1536) il Liber quinque missarum con 5 messe a 4 voci, e le varie raccolte di mottetti e di inni pure a 4 voci, che uscirono a varie riprese con le numerose opere vocali profane e strumentali ("Ricercari" per organo ecc.).

Bitk.: l'edia, completa delle opere è curata da E. Blume nella collezione: Chorwerh, finora i fasc., 1938. Studi: A. Averkamp, A. W., in Tijdschr. der Vereeniging voor Nederlandsche Musiehgeschiedenis, I (1922), p. 76 sgg.; H. ZencK, Studien zur A. W., Lipsia 1929; R. Lenaerts, Notre sur A. W., Bruxelles 1935; O. Gombosi, A. W., in Zeitschrift für Musikwissenschaft, 23 (1941), p. 54.

Luisa Cervelli
WILLIAMS, Roger. - Polemista protestante e colonizzatore inglese, fondatore dello Stato di Rhode Island, n. a Londra nel 1603, m. a Providence nel 1683. Studiò legge a Cambridge e prese gli Ordini della Chiesa anglicana nel 1629.

Trasferitosi nel Massachussetts, fu ministro della Chiesa di Salem sostenendo principi anche più democratici di quelli dei bevellers, i più radicali fra i dissidenti. Venne infatti bandito di li e, con un viaggio lungo e disagiatissimo, si trasferì a Providence (1636) fra gli Indiani di cui apprese la lingua compilandone una grammatica intitolata $A$ key into the language of America (1643). Divenne successivamente battista e seeker, cioè contrario a ogni credo costituito, pur mantenendo la base dell'etica cristiana, precorrendo così in qualche modo il trascendentalismo di Emerson e l'unitarianismo di Channing. Fu per la separazione dello Stato dalla Chiesa, per

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![img-18.jpeg](img-18.jpeg)
(per cortesia della Sigra Bignami)
Wilmart, Henri-Marie-André. Ritratto.
la tolleranza di ogni culto e in politica per il suffragio universale. Nel 1644 tornò in Inghilterra per difendervi gli interessi della sua colonia, e quivi conobbe Milton e Cromwell e scrisse la sua opera più importante sulla tolleranza: The blondy Tenent of persecution (1644).

Bibl.: J. E. Ernst, R. W., New England firebrand, Nuova York 1932; C. S. Longacre, R. W., his life, work and ideals, Washington 1940. Augusto Guidi

WILliRAM di Ebersberg. - Abate benedettino di Ebersberg, nella diocesi di Freising (alta Baviera), m. nel 1085.

La sua importanza storico-culturale è legata alla parafrasi (traduzione in una prosa mista di latino e di tardo franco orientale e commento in esametri latini) ch'egli fece del Cantico dei Cantici. L'opera, composta intorno al 1065 , fu dedicata all'imperatore Enrico IV, che, come il padre Enrico III, partecipava da convinto seguace al severo spirito riformistico dei monaci di Cluny; ed ha un carattere misto di opera d'arte (specie affidata al commento in esametri) e a un tempo di istruzione e di edificazione. La traduzione segue l'esempio della Expositio in Cantica Canticorum del vescovo Haimo e delle versioni, specie dei Salmi di Notkero III di S. Gallo, ma, a differenza di questo ultimo, crea il tipo del linguaggio teologico tedesco, ove resterà l'uso caratteristico dei termini tecnici in latino. Ad essa compete inoltre il merito di aver introdotto nella letteratura tedesca il modello del Cantico dei Cantici che, con la suggestione dello splendore orientale e della nobiltà della lingua, fornirà una materia nuova di canto, ornato dell'allegorismo largamente trattato dallo stesso W., ai trovatori che seguiranno.

Bibl.: G. Ehrismann, Gesch. der deutsch. Liter. bis zum Ausgang des Mittelal., II, 1, Monaco 1922, pp. 18-19; F. Hohmann, W. von E., Auslegung des Hohen Liedes, Halle 1930; M. L. Dittrich, W. von Eb. Bearbeitung der Cantici Canticorum, in Zeitschr. für deutsch. Altertum und deutsch. Liter., 82 (1948), pp. 46-64.

Sergio Lupi
WILLMANN, OTTO. - Filosofo e noto pedagogista, n. a Lissa (Posnania) il 24 apr. 1839, m. a Leitmeritz il $1^{\circ}$ luglio 1920. Studiò a Breslavia e a Berlino; insegnò a Lipsia (1863-68), Vienna (18681872) e a Praga (1872-1903).

Di famiglia cattolica, dopo una iniziale adesione ai principi dell'herbartismo si volse al pensiero cattolico. Dal punto di vista del tomismo operò una vasta critica della filosofia e pedagogia moderne. I suoi attacchi a Kant provocarono vivaci discussioni sul rapporto fra filosofia tomistica e kantiana. Le molte sue opere trattano i più svariati aspetti della didattica, pedagogia e filosofia. Da ricordare: Pädagogische Vorträge über die Hebung der geistigen Tätigkeit durch den Unterricht (1868, $4^{\text {a }}$ ed. 1905);