no cattolici. Vi sono 255 sacerdoti diocesani, 160 religiosi di 8 congregazioni di-
verse, 114 parrocchie, 1141 suore ( 21 congregazioni diverse), 2 collegi : l's Assumption College s, diretto dagli Assunzionisti, e l's Holy College of the Holy Ghost s, diretto dai Gesuiti, 3 orfanotrofi ed i ospedale.
Bibl.: AAS, 42 (1950), pp. 423-25; The Official Catholic Directory 1951, Nuova York 1951. pp. 619-22; Ann. Pont. 1951, p. 4. Gaetano Carriere
WORDSWORTH, William. - Poeta romantico inglese, n. a Cockermouth nel Cumberland il 7 apr. 1770, m. a Rydal Mount il 23 apr. 1850.
Fu in Francia nel 1792 e ivi appoggiò i Girondini, ma, deluso dagli sviluppi della Rivoluzione, ripudiò più tardi i suoi entusiasmi giovanili.
Nel 1798 stese in collaborazione con il Coleridge quella introduzione alle Lyrical Ballads (1798), una raccolta delle loro poesie, che è il manifesto del romanticismo inglese, auspicandovi, in reazione all'accademismo e al formalismo, un ritorno alla contemplazione della natura e al linguaggio spontaneo e essenziale. Se Milton aveva voluto " testimoniare le vie di Dio ", di W. potrebbe dirsi che voglia testimoniare le vie della Natura, e anche i personaggi della sua opera sono di preferenza esseri umili che vivono in intimo contatto con la terra. La parte più originale e vitale della sua produzione poetica è quella della giovinezza e dell'inizio della maturità. In seguito i suoi versi vanno progressivamente impoverendosi nella qualità più propriamente lirica e fantastica. La sua fama ufficiale conobbe tuttavia una continua ascesa e venne consacrata nel 1843 dalla nomina a poeta laureato.
Alcune fra le liriche brevi di W., quali $A$ slumber did my spirit seal (1799), She dscelt among the untrodden ways (1799), I wandered lonely as a cloud (1804), The Solitary reaper (1805) sono da annoverarsi fra le massime della poesia romantica europea; fra le composizioni più lunghe quelle più rappresentative e originali sono The prelude (compiuto nel 1805, ma pubbl. dopo la morte del poeta), The Excursion (pubbl. nel 1814) e la famosa Ode on intimations of immortality from recollections of early childhood (1802-1804), poemi in cui predominz la nota dell'autobiografia spirituale e dell'assorta e quasi mistica contemplazione della natura.
Bibl.: fra le migliori edd. dei Poems, v. quella a cura di N. C. Smith, 3 voll., Londra 1908; quelle esemplari delle Lettere di W. e della sorella Dorothy in 6 voll., Oxford 1955-59, e di The Prelude, ivi 1926 entrambe a cura di E. de Selineourt. Studi: G. M. Harper, W. W. his life works and influence, 2 voll., Londra 1916; E. Legoute, The early life of W. W., ivi 1921; id., W. W. in a new light, Harvard 1935; C. H. Herford, W., ivi 1930; H. J. C. Grierson, Shtton and W. poets and prophets, ivi 1937; H. Read, W., ivi 1930 e 1949; J. C. Smith, A study of W., Edimburgo 1946; fra gli studi ital. : P. Bardi, La poesia di W., Bari 1922; I. Busticc, Il sentimento della natura in W. W., Ver. celli 1930; E. Cecchi, Il giovane W. e la poesia di paesaggio, in English Miscellany, n. 1, Roma 1950, pp. 71-91; M. Praz, La crisi dell'eroe nel romanzo sittertiano, Firenze 1952, pp. 39-50; S. Rossi, W. e l'Italia, in Letterature moderne, 4 (1953), pp. 532547.
VORMS. - Città e antica diocesi in Germania. E la celta "Borbetomagus ", la romana "Vormatia".
Non si hanno notizie certe sull'origine della diocesi. Allo pseudo Concilio di Colonia del 346 figura Vittore, vescovo di Vangio; sebbene i suoi atti sembrino redatti nel sec. IX, parve al Duchesne che i nomi dei vescovi fossero autentici (Fastes épiscopaux de l'ancienne Gaule, I, 2* ed., Parigi 1907, p. 7). Orosio (Hist. adn. paganos, VII, 32,10-13) e Siccrate (Hist. ecd., VII, 30) attestano l'esistenza della diocesi di W. al sec. Iv. Ma il primo vescovo di cui si ha memoria sicura è Bertolfo, presente nel 614 al Concilio di Parigi (MGH, Concilia, I, p. 192). Non si sa se la diocesi nei primi tempi fosse suffraganea di Treviri, però quando nel sec. vir ha i-izio il catalogo dei vescovi essa era suffraganea di Magonza (L. Duchesne, op. cit., III, Parigi 1915, pp. 161-65). I primi vescovi furono anche abati di Wessensburg. Tra i presuli si ricordano Ildibaldo (979-98), cancelliere di Ottone II e III; Burcardo I (Iv.); 1000-25) che compose il Decretron e gli statuti di S. Pietro di W., dove era stato educato Bruno, poi Gregorio V (Lib. Pont., II, p. 262); il vescovo Adalberto (1069-1107), esiliato da W. La diocesi ebbe limitato territorio sulle due rive
## Page 1060
del Reno. Soppressa nel 1802, tra il 1821-27 il suo territorio venne incorporato in gran parte nella diocesi di Magonza e il resto tra quelle di Spira, Friburgo e Rottenburgo.
A W. furono tenute numerose diete imperiali : celebri quella del 1122 quando fu concluso il Concordato che pose termine alla lotta per le investiture e l'altra del 1521 quando fu condannato Lutero.
La Cattedrale, già dedicata ai ss. Pietro e Paolo, ebbe privilegi fin dal sec. vir, confermati da Pipino e da Ludovico il Pio. Restaurata nell'852. è indicata in quest'epoca come dedicata a s. Pietro. I suoi preposti dal sec. xir al xv furono arcidiaconi della Chiesa di W. (H. Weigert, Die Dome zu Speyer, Mainz und W., Berlino 1930; W. Hege, Die Kaiserdome am Mittelrhein. Speyer. Mainz und W., ivi 1936). Il duomo di W. è collegato per la sua architettura con quelli di Spira e di Magonza e fu costruito tra il rooo e il 1018 dal vescovo Burcardo sul posto della modesta chiesa merovingica.
La Biblioteca è andata quasi tutta dispersa : il messale del sec. s. è nella Biblioteca dell'Arsenale a Parigi; un manoscritto è ora in Vaticano (Vat. Palat. 477). Dei diplomi reali e imperiali concessi alle chiese di W. fu dato l'elenco da L. Lachner (in Mitteil des Instituts für Österr. reich. Geschichtsforsch., 2a [1901], pp. 571-74). L'Archivio vescovile fu in gran parte trasferito dopo il 1802 a Darmstadt (G. Fink, Geschichte des hessischen Staatsarchivs zu Darmstadt, Darmstadt 1925, pp. 54-58); parte è finito nelle Biblioteche di Heidelberg e di Hannover e nell'Archivio di Spira; ben poco è rimasto nell'Archivio della città di W. Il monastero femminile benedettino di S. Maria - Nonnenmünster - situato nel suburbio della città, fondato e dotato da Ludovico il Pio, fu rinnovato dal vescovo Burcardo; vi si sostituirono i Cistercensi nel 1236; fu soppresso nel 1802. S. Martino è della fine del sec. x; romanica è la chiesa di S. Andrea, profanata nel 1802 e oggi adibita a Museo. S. Magno del sec. xiri è oggi in possesso dei protestanti. La chiesa delle Domenicane è del sec. xiv. La Libfrauen, del 1468 è a tre navi : è parrocchiale dal 1898 . Tra le chiese antiche della diocesi si ricordano la Collegiata di S. Cirisco in Neuhausen, nota fin dal sec. Ix; eretta dal vescovo Samuele e rinnovata da Burcardo I, fu contesa tra i monaci di Gorze e il clero della città; la chiesa collegiata di S. Paolo, fondata dal vescovo Burcardo nel 1016, bruciò nel 1264, restaurata nel 1681, fu soppressa nel 1802; la chiesa collegiata di S. Pietro in Wimpfen, di cui è noto un preposto nel ro68, fu soppressa nel 1802. Il monastero benedettino di S. Maria a Schönau, presso Heidelberg, fondato da Hugone II nel 1142, ma passato ai Cistercensi fino dal 1145 , fu soppresso nel 1560 . Noterole la chiesa di S. Maria Maddalena in Frankenthal eretta nel 1197 da Eckenberto, presso un grande monastero dei Canonici di S. Agostino; ebbe vicino un piccolo monastero femminile dello stesso Ordine eretto nel 1125 , rimasto fino al 1452 ; fu arricchito di privilegi dai papi Innocenzo II, Vittore IV e Alessandro III, fu dato ai laici nel 1562. Il monastero di Heiligenberg in Monte Abraba fu eretto nell'870 dall'abate di Lorsch Tiodroco ed ebbe privilegi da Ludovico III nell'882, da Corrado I nel 912, da Ottone I nel 965. Reginbaldo abate di Lorsch tra il 1023 e il 1033 vi eresse un monastero in onore di s. Michele. Ebbe un privilegio di Lucio II nel 1144, fu restaurato nel 1165 dall'abate Enrico di Lorsch; venne concesso alle Benedettine nel 1195, sostituire poi dalle Cistercensi; nel sec. xv vi tornarono le Benedettine; dal 1706 al 1777 fu concesso alla Compagnia di Gesù, ora è aggregato alla Congregazione benedettina di Beuron. La chiesa dei SS. Pietro e Verena in H6mingen, fondata da Enrico II conta di Lainingen e sua moglie Alberat al tempo di Callisto II (Liber Censuum, ed. P. Fabre-L. Duchesne, I, Parigi 1889-1910, p. 160), fu dei Canonici Regolari di S. Agostino e soppressa nel 1569. A Neuburg la chiesa di S. Bartolomeo fu fondata da un Anselmo nel 1130 , poi monaco di Lorsch. Gli edifici furono concessi ai Cappuccini nel 1624 che la tennero saltuariamente fino alla soppressione nel 1802.
Bim...: F. Falk, Das Bistum W. am Ausgange des Mittelalters, in Hist. polit. Blätter für das hath. Deutschland, 78 (1876), pp. 851-65, 923-37; 79 (1877), pp. 125-31; H. Boos,
Quellen zur Gesch. der Stadt W., I-111, Berlino 1886-93; E. X. Kraus, Die christl. Inschriften der Rheinlande, Friburgo 1890, nn. 22-29; H. Eberhardt, Die Diöz. W. am Ende des XV. Jahrh., in H. Finke, Vorreformationsgeschichtl. Forsch., IX, Münster 1919; F. M. Iliert, Wormatia sacra. Beitr. zur Gesch. des chemal. Bistums W., Worme 1925; H. Meyer, Die Diäcese W. im Mittelalt., in Beitr. zur hess. Kirchengesch., 9 (1930), p. 340 sgg.; id., Topogr. der Diöz. W. im Mittelalt., ibid., nuova serie, 17 (1931), pp. 1-92, 365-431; J. Heige-H. Weigert, Die Kaiserdome in Mainz, W. und Speyer, Berliro 1932; A. Brackmann, Germania Pontif., III, Berlino 1935, pp. 143-72; A. Sodor, Das Hochstift W. im Mittelalt., Worme 1936; W. Bauer, Baugesch. der Paulos Magnochirche, ivi 1936; Eubel, I. p. 534; II, p. 296; III, p. 557; IV, p. 372; V, pp. 419-20; Cattinesu, II, coll. 34663467 .
Enrico Josi
Trattato di W. - Accordo tra l'imperatore eletto Massimiliano d'Austria ed i ceti tedeschi, stabilito il 7 ag. 1495 alla Dieta di W., che instaura sotto il nome di "pace perpetua" (ewige Friede) un compromesso tra le propensioni all'autogoverno con vincoli federali dei ceti (principi dell'Impero e città imperiali) e le tendenze accentratrici dei re di casa d'Asburgo, sulla base dei diritti acquisiti dai ceti stessi, ponendo quindi le basi di una struttura costituzionale del Regno di Germania.
Tra l'altro il Trattato prevedeva una imposta imperiale, il cosiddetto "gemeine Pfennig", la cui percezione e destinazione però dovevano essere controllate dalla Dieta, e la convocazione annuale della Dieta stessa. La tutela della sua applicazione veniva affidata ad un tribunale della Camera del Reich, presieduto da un giudice di nomina imperiale e composto di sedici assessori, da nominarsi dai ceti. Codesto tribunale aveva competenza ordinaria per le questioni fiscali, per le cause in materia territoriale-feudale e per le violazioni della "pace perpetua"; fungeva da tribunale di seconda istanza per i territori i cui principi non godevano il privilegio "de non appellando ". Il Trattato di W. rappresenta pertanto un episodio della lotta per la riforma dell'Impero chiesta formalmente per assicurare l'ordine, impedire le guerre private, il brigantaggio organizzato, in cui avevan modo di affermarsi i piccoli feudatari; esso fu anche pensato come garanzia dei ceti contro gli sviluppi del centralismo imperiale-asburgico. Ad esso, ed in particolare alle disposizioni circa l'uso dell'imposta imperiale, ed a quelle relative alla competenza del tribunale camerale del Reich, venne fatto frequente richiamo nelle controversie determinate nel sec. xv dalla Riforma protestante, specialmente per quanto si riferiva alla legittimità, contestata dai cattolici, delle secolarizzazioni dei beni ecclesiastici : tra l'altro i protestanti ottennero la composizione paritetica del tribunale dal punto di vista confessionale.
Bim...: testo in K. Mueller, Reiclistzgstheatrem unter Massimilian I., Lipsia 1719; P. Hietung, Deutsche Verfassungsgesch. vom 15. Todt bis zur Gegenwart, $2^{e}$ ed., Berlino 1921; B. Gebhardt, Handbuch d. deutschen Gesch., I, $4^{e}$ ed., ivi 1923, p. 721 sg.
Mario Bendiscioli
WOUTERS, G. Henrr. - Storico, n. ad Oostham (Limburgo belga) il 3 maggio 1802 , m. a Nimega il 5 genn. 1872.
A ventisette anni era già professore di teologia morale e di storia ecclesiastica all'Università di Liegi, donde passò più tardi (1834) a quella cattolica di Lovanio per insegnarvi le medesime discipline. All'insegnamento, esercitato come una missione sino alla morte, il W. un una larga produzione scientifica, che fa di lui uno dei maggiori storici europei del secolo scorso. Tra le moltissime opere, tutte ispirate ad alti sensi religiosi in età di imperante laicismo, vanno particolarmente ricordate l'Historiae ecclesiasticae compendium ( 3 voll., $1^{\text {a }}$ ed. 1842) più volte ristampato e le Dissertationes in selecta historiae ecclesiasticae capita (4 voll., 1868-72). Queste riguardano particolarmente la storia della Chiesa nelle Fiandre e la preparazione del Concilio tridentino.
Bim...: R. Maerz, s.v. in Cath. Enc., XV, p. 715.
Renzo U. Montini
WOYWOD, Stanislaus. - Al secolo Antonio, canonista, n. il 10 ag. 1880 a Guttstadt nella diocesi
## Page 1061
di Warmia in Germania, m. il 19 sett. 1941 negli Stati Uniti.
Frate minore nel 1899 , ordinato sacerdote il 4 genn. 1906, fu iscritto nella provincia del S.mo Nome di Gesù negli Stati Uniti d'America. Coltivò particolarmente gli studi giuridici e fu lettore generale di teologia e diritto canonico. Tra le mansioni ricoperte nell'Ordine vanno annovate quelle di guardiano e definitivoe.
Scrisse numerosissimi articoli scientifici in varie riviste, soprattutto americane, principali tra queste The Homiletic and Pastoral Review e The Ecclesiastical Review. Scrittore molto quotato, è noto specialmente per il suo commentario al CIC : A practical Commentary on the Code of Canon Late, Nuova York 1925 ( $5^{\text {a }}$ ed., in 2 voll., ivi 1939).
Biol.: Schematismus totius Ordinis Fratrum Minervum, Firenze 1938, p. 935; Acta Ord. Fratr. Min., 63 (1944), p. 106.
Lorenzo Simeone
WRATISLAVIA: v. breslavia.
WREXHAM: v. MENEVIA.
WUCHANG, diocesi di. - Nella parte sud-orientale della provincia del Hupeh, nella Cina centrale.
Fu eretta in prefettura ap. il 12 dic. 1923, con 6 sottoprefetture civili del vicariato ap. del Hupeh orientale, che in quella medesima data prese il nome di vicariato ap. di Hankow; il 31 maggio 1930 fu elevata a vicariato ap.; il 7 dic. 1939 subì una rettifica di confini con la missione di Kichew; l'11 apr. 1946, con l'istituzione della gerarchia episcopale in Cina, fu elevata a diocesi suffraganea di Hankow. Fin dall'inizio è affidata all'Ordine dei Frati Minori, che, per il lavoro missionario, vi manda i religiosi della provincia regolare di Cincinnati.
Superficie ca. 10.000 kmq., con ca. 2.500 .000 ab., di cui cattolici 11.293; sacerdoti 25 (11 cinesi); suore 58 (34 cinesi); I ospedale, 3 dispensari di medicinali, I orfanotrofio, 16 scuole ( 30 giugno 1947).
Come nella missione madre di Hankow, cosi nel territorio di W. le prime tracce della predicazione evangelica risalgono al sec. xvir, per opera dei Gesuiti. Ma si tratta di cosa sporadica, soffocata dalle persecuzioni. Nel 1835 il b. Ferborye trovava complessivamente 200 fedeli nelle tre città di Hankow, Hanyang e W. Subito fuori le mura di W. furono martirizzati il b. Clet (18 febbr. 1829) e il b. Ferboyre (11 sett. 1840). Solo dopo l'epoca dei trattati ( $1844-60$ ) e specialmente dopo il 1900 si accentuò il movimento verso la Chiesa cattolica. Al momento della sua erezione in prefettura ap. W. contava 2748 fedeli.
Biol.: AAS, 16 (1924), pp. 35-37; 22 (1930), p. 514; 32 (1940), p. 193; Archivio di Prop. Fide, Nucario erezione II', 1923; GM, p. 212; Ann. de l'Egl. cath. en Chine 1948, Shanghai 1948, passim; MC, 1950, p. 365.
Adamo Pucci
WUCHOW, diocesi di. - Nella parte orientale della provincia del Kwangsi, nella Cina centro-meridionale.
Fu eretta in missione sui iuris il 30 giugno 1930 con 30 sottoprefetture civili del vicariato ap. di Nanning; il 10 dic. 1934 divenne prefettura ap.; il 2 febbr. 1938 cedette 16 sottoprefetture civili per l'erezione di Kweilin (v.); il 20 luglio 1939 fu elevata a vicariato ap., e l'1 1 apr. 1946 a diocesi suffraganea di Nanning. E affidata, fin dall'inizio, alla Società per le Missioni Estere di Maryknoll.
Superficie 34.150 kmq. con ca. 3.000 .000 di ab., di cui cattolici 12.122; sacerdoti 25 ( 1 indigeno), suore 14 ( 9 indigene); I ospedale, I orfanotrofio, 14 dispensari di medicinali, 6 scuole ( 30 giugno 1947).
Nel territorio di W. al principio del sec. xx non vi era neppure un cristiano. Verso il 1910 fu iniziata la predicazione evangelica, con notevole successo, nella prefettura civile di Pingnam, dove in questi ultimi anni aveva sede il Seminario minore, e, con successo meno rilevante, nella sottoprefettura civile di Watlam. Nel 1920 arrivarono sul luogo i missionari di Maryknoll.
Biol.: AAS, 23 (1921), pp. 122-23; 27 (1935), pp. 396-97; 32 (1940), pp. 37-38; GM, p. 212; Annuaire de l'Eglise cathol. en Chine 1948, Shanghai 1948, passim.
WUHU, diocesi di. - Nella parte orientale della provincia dell'Anhwei, nella Cina centrale.
Fu eretta l'8 ag. 1921 con il nome di vicariato ap. dell'Anhwei, per distacco di questa provincia civile dal vicariato di Nanchino; il 3 dic. 1924 prese nome da W.; il 21 febbr. 1929 cedette 16 sottoprefetture civili, nella parte sud-ovest, per l'erezione di Anking, e 23 sottoprefetture nella parte nord per l'erezione di Fengpu (v.); il 22 febbr. 1937 altre 6, nella parte sud-est, per dar vita alla prefettura ap. di Tunki (v.); l'11 apr. 1946 fu elevata a diocesi suffraganea di Anking. E affidata, fin dall'inizio, alla Compagnia di Gesù, che vi manda i religiosi spagnoli della provincia regolare di Castiglia.
Superficie ca. 32 kmq., con ca. 5.000 .000 di ab., di cui cattolici 40.184; sacerdoti 76 (6 cinesi); suore 58 (7 cinesi); 5 dispensari, 1 orfanotrofio. 55 scuole ( 30 giugno 1947). Nel 1947 il Seminario maggiore di W. fu canonicamente eretto in seminario regionale per le missioni dell'Anhwei e fu affidato alla Compagnia di Gesù.
Nella parte meridionale della provincia dell'Anhwe i esistevano, fin dal sec. xviri, due cristianità, di cui, a metà del sec. xix, una era assistita dai Gesuiti di Nanchino, l'altra dai Lazzaristi del Kiangsi : comprendevano in tutto 400 fedeli. Nonostante la guerra civile dei Taiping prima (1899-64) e poi le persecuzioni suscitate da letterati cinesi, da qualche mandarino intollerante e dalla setta denominata "China Inland Mission", la detta provincia, nella seconda metà del sec. xix, era stata quasi tutta percorsa dai missionari, che fondarono un po' dovunque cristianità. Queste nel 1891 erano 138 con 7280 battezzati, 2431 catecumeni e 28 sacerdoti, salite a 476 nel 1921 con 76.820 fedeli, 51.591 cateumeni e 60 missionari.
Biol.: AAS, 13 (1921), pp. 469-70; 17 (1925), p. 24; GM, p. 212; Ann. de l'Egl. cath. en Chine 1948, Shanghai 1948, passim; MC, 1950, pp. 345-46.
Adamo Pucci
WULFF, Oskar. - Archeologo, n. il 6 giugno 1864 a Pietroburgo da famiglia di origine tedesca e protestante, m. a Berlino il 23 genn. 1946.
Frequentò dal 1876 al 1882 il Liceo di Reval e compì i suoi studi di filologia classica, archeologia e storia dell'arte, nelle Università di Dorpat (1882-86), Berlino (1888-89) e Lipsia (1892-94). Nel 1895 entrò nell'Istituto archeologico russo di Costantinopoli (1895-98), dove cominciò i suoi profondi studi sull'arte bizantina sottoCopen skij, compiendo anche viaggi in Asia Minore, al Monte Athos e in Grecia. Nel 1895 divenne ispettore nel Kaiser-Friedrich-Museum, nel 1902 libero docente all'Università di Berlino, dove preparò il suo catalogo della raccolta paleocristiana, bizantina e dell'Italia medievale (1909 e 1911). Fu poi segretario nell'Istituto tedesco a Firenze. Ritornò a Berlino nel 1903 quale professore all'Università (1917); fu quindi promosso direttore del Kaiser-FriedrichMuseum fino al 1926, anno in cui si ritirò, rimanendo professore all'Università. O. W. fu il primo a dedicarsi in Germania allo studio dell'arte bizantina e con il suo manuale (I. Die altchristliche Kunst, 1913-14 e II. Die byzantinische Kunst, 1915) diffuse lo studio di questa scienza. Sue principali pubblicazioni furono: Cherubim, Throne und Seraphim (diss., Altenburg 1894); Spätantike und koptische Stoffe (in collaborazione con W. F. Volbach, Berlino 1926); Denkmäler der Ikonenmalerei in kunstgeschichtlicher Folge (Dresda 1925); Giovanni d'Antonio di Baucy (in Jahrb. der kgl. preuss. K.- Samml., 1913); Donatello (Lipsia 1922); Die neurussische Kunst (Augsburg 1932); Grundlinien und kritische Erörterungen zur Prinzipienlehre der bildenden Kunst (Stoccarda 1917); Die Kunst des Kindes (ivi 1927).
Biol.: O. Wulff, Lebenswege und Forschungsziele, Baden presso Vienna 1936.
Volfango Federico Volbach
WULLENWEBER, Maria Theresia von. - In religione Maria degli Apostoli, confondatrice delle Suore del Divin Salvatore, n. nel castello di Myllendonk il 19 febbr. 1833, m. a Roma il 25 dic. 1907.
Averdo udito parlare, in una predica, di apostolato e di missioni, sentì vivamente che quella doveva essere la sua via e la cercò senz'altro, ma invano, presso le Reli-
## Page 1062
giose del S. Cuore, le Visitandine, le Sacramentine del Belgio e in un tentativo di formare una nuova Congregazione di Suore missionarie. Infine, avuto in mano un foglietto, edito dal fondatore della giovane "Società cattolica istruttiva" (più tardi [1893] Società del Divin Salvatore). il p. Francesco Jordan, si sente spinta a comunicare con lui e a raggiungerlo a Roma, per studiarvi l'istituzione femminile da inserire nell'albero dei Salvatoriani. La nuova famiglia che ebbe un programma missionario, ma soprattutto e fondamentalmente catechistico, ebbe la sua culla a Tivoli nel 1888 e passò presto a Roma, che divenne ben tosto come la testa di ponte per lanciarsi in tutte le direzioni: Svizzera, Belgio, Austria, Ungheria, Jugoslavia, Assam, Stati Uniti, ecc. Le inevitabili difficoltà e le prove continue non fecero che rinsaldare nella fondatrice la fortezza nell'affrontarle per distribuire tutto il bene possibile fra le anime nell'assistenza ai malati in casa e in propri ospedali, nelle scuole di ogni tipo, nelle opere assistenziali.
Bres. : E. Federici, La madre Maria degli Apostoli, al secolo baronesca Teresa di W., Roma 1945. Celestino Testore
WUNDT, Wilhelm. - N. il 16 ag. 1832 a Neckarau presso Mannheim e m. il 31 ag. 1920 a Lipsia. E considerato il fondatore della moderna psicologia sperimentale.
Esordi, dopo una vasta preparazione nel campo della medicina, della fisiologia, della fisica e della chimica, prendendo l'abilitazione in fisiologia nel 1857. Nel primo periodo fu influenzato specialmente dall'opera del grande fisiclogo J. Müller; a partire dai 1858 lavora ad Heidelberg accanto ad Helmholtz, fino al 1871 ; nel 1874 accetta la cattedra di filosofia induttiva a Zurigo per passare nell'anno seguente professore ordinario di filosofia all'Università di Berlino. La carriera accademica del W. indica anche le tappe principali del suo pensiero che dagli studi strettamente scientifici e positivi arrivò ad una propria concezione filosofica delle principali manifestazioni dello spirito umano. Nel 1879 passa a Lipsia dove fonda il primo laboratorio o "Psychologisches Institut" di psicologia sperimentale, con criteri rigorosamente scientifici, e nel 1881 inizia la collezione dei Philosophische Studien che a partire dal 1905 divennero i Psychologische Studien dedicati per la maggior parte a problemi di psicologia.
Attorno a W. si formò la maggiore costellazione della psicologia moderna non soltanto in Germania con Kraepelin, Lehmann, Külpe e Neumann, ma anche nel mondo anglo-americano, che sarà il suolo più fertile della psicologia sperimentale, con Stanley Ilall, Cattell, Scripture, Titchener, Witmer, Warren Stratton e Judd. Figurano tra i suoi assistenti dal 1881 al 1909 cultori di indirizzi psicologici che poi avranno fisionomia propria ma che conservano il carattere inconfondibile del comune maestro come Mc K. Cattell (primo assistente volontario). L. Lange, O. Külpe (fondatore, con Marbe e Mösser, della Denkpsychologie a Würzburg), W. Möbius, W. Wirth (fondatore dell'Archiv f. die ges. Psychologie), E. Dürr, F. Krüger (fondatore della Gunaheitspsychologie) e O. Klemm (storico della psicologia).
Opere principali : Beitr. z. Theorie der Sinneswarnehmung (Lipsia 1862); Vorles. über die Menschen u. Tierseele ( $7^{2-8^{2}}$ ed., ivi 1922); Grundzüge der physiol. Psychologie (ed. definitiva in 3 voll., ivi 1908-11); Logik (4 ${ }^{2}$ ed. definitiva in 3 voll., Stoccarda 1919-20); Ethik (ed. definitiva in 3 voll., ivi 1923-24); System der Philosophie (4² ed. in 2 voll., Lipsia 1919); Grundriss der Psychologie ( $15^{2}$ ed., ivi 1922); Einleitung in die Philosophie ( $9^{2}$ ed., ivi 1922); Völkerpsychologie ( 10 voll., ivi 1900 sgg.); Elemente der Völkerpsychologie (ivi 1922; tr. it. di E. Anchieri, Torino 1929); Kleine Schriften (3 voll., Lipsia 1910-12; tra i. it., Napoli 1913). Oltre molti saggi minori, vanno ricordati i 20 voll. dei Philos. Studien (Lipsia 1883-1902) e i 7 voll. dei Psychol. Studien (ivi 1905-17) da lui diretti.
Va ascritto a merito del W. l'introduzione del metodo dell'introspezione (Selbstbeobachtung) in psicologia che ottenne il favore incontrastato fino all'attacco della cosiddetta " psicologia oggettiva " e in particolare del beba-
riorismo americano (a. 1913). Di conseguenza W. fu assertore deciso dell'originalità dei fatti psichici (psychische Kausalität) come legge dello sviluppo spontaneo della psiche alla quale vanno ricondotte le altre leggi della vita psichica. Di queste la più celebre è la "sintesi creatrice" (schöpferische Synthese) che si attua nell'appercezione nella quale mentre l'associazione presenta la materia, la sintesi è data dai "sentimenti" (Gefühle) e dagli "affetti" (Affekte) secondo che vengono chiamati a galla dal fondo della coscienza in cui giacciono come energie primordiali dell'attività psichica (cf. Über die psychische Causalität u. das Prinzip des psychophysischen Parallelismus, in Kleine Schriften, II, tra 1. it., p. 121). In filosofia il W., fermo nella concezione dinamica della vita psichica, negò come Hume l'anima-sostanza e concepì la causa come regola della successione temporale in senso kantiano. Il fenomeno fondamentale della vita psichica è l'impulso (Trieb) e la legge principale è il "principio dell'assimilazione", da cui provengono le diverse manifestazioni psichiche come rami dal tronco (Grundz. d. phys. Psych. ed. cit., II, p. 64). W. nega alla filosofia una vera autonomia di oggetto e di metodo e la concepisce come la sintesi delle leggi principali dal sapere scientifico. Per questo la sua opera è stata accusata di "elementarismo" dai fautori della Gestaltpsychologie (cf. K. Koffka, Principles of Gestalt Psychology. Londra 1936, p. 103). Ma, a parte l'incertezza teoretica della sua ricerca, l'opera del W. ha segnato una tappa decisiva per la conoscenza scientifica dei processi della coscienza svincolandola dalle riduzioni parimenti arbitrarie del positivismo e dell'idealismo.
Biss.: W. Ziegenfuss-G. Jung, Philos.-Lex., Berlino 1950, coll. 915-21; E. Koenig., W., trad. it., Palermo s. d.; G. Villa, La psicod. rantem., $2^{2}$ ed., Torino 1911, spec. p. 121 sgg.; G. Klemm, Gesch. der Psychol., Lipsia 1911, p. 141 sgg.; E. G. Borong, A History of esperias, psychol., $2^{2}$ ed., Nuova York 1950, p. 316 sgg. con importanti note a p. 554 sgg. Cornelio Fabro
WÜRZBURG (Herbipolis), diOCESI di. - Città e diocesi nella Germania. Ha una superficie di 11.018 kmq . con una popolazione di 1.489 .624 dei quali 872.942 cattolici, distribuiti in 492 parrocchie, servite da 788 sacerdoti diocesani e 270 regolari; ha due seminari, 37 comunità religiose maschili e 666 femminili (Ann. Pont. 1953, p. 457).
La prima menzione di W. risale al 704: Castellum Wirtebarch; a Bonifacio vi fondò (741) la sede episcopale. L'imperatore Corrado II concesse (ro30) al vescovo molti privilegi, tra cui quello di battere moneta. Il potere dei vescovi si estese nel sec. xir alla Franconia orientale, tanto che divennero duchi di Franconia. Il principato ecclesiastico di W. fu secolarizzato nel 1822 e nel 1814 passò alla Baviera.
Il Duomo, dedicato a s. Chiliano, nel complesso romanico è del sec. xir, pur avendo subito decorazioni e trasformazioni barocche nell'interno. La chiesa di S. Burcardo è romanica, ma fu ingrandita nell'età gotica; notevole è il busto in legno della Madonna, opera di T. Riemenschneider (1490). Nel castello di Marienberg la cappella a pianta centrale risale al 704. La chiesa francescana risale al 1250-1300. Nel mercato è l'artistica cappella della B. Ve gine (1377-1470) dal cui portale provengono le due statue di Adamo ed Eva, opera di Riemenschneider (1493). La chiesa dell'Università (15861591) fu rifatta dall'architetto A. Petrini (1696). La chiesa romanica del Neumünster fu ridotta in stile barocco dal Greising, che vi aggiunse la cupola e la facciata; nell'interno sono effigiati i ss. Chiliano, Colomano e Totnan, apostoli irlandesi della Franconia.
La serie dei vescovi di casa Schönborn arricchì W. di costruzioni barocche e i principi vescovi tra il 1719 e il 1770 abbellirono la residenza vescovile su progetto del viennese L. von Hildebra idt e di M. von Welsch di Magonza. La scala, la sala bianca e la sala imperiale furono affrescati da G. B. Tiepolo. Il vescovo Julius Echter von Mespelbrunn (1573-1617) fondò nel 1579 il Julius Hospital e nel 1582, su progetto di C. Robin, commise all'architetto W. Beringer la ricostruzione dell'Università, fondata il io dic. 1402 dal vescovo Giovanni Egloffstein con l'approvazione di Bonifacio IX.
## Page 1063
Bibl.: F. Mader, Die Kunstdenkmäler der Stadt W., Monico 1912; L. Brahms, Wörgburger Bildbauer der Renaissance und des neodloden Barach, Monaco 1923; W. Pinder, Mittelalterliche Plastih W.s, Lipsia 1924; W. Burmeister, Dom und Neumünster zu W., Burg 1928; H. Kreisel, Die Kunstschätze der wörgburger Residenz, Wörgburg 1930; A. Brackmann, Germania pontificia, Berlino 1932, pp. 173-243; Eubel, I, 273; II, 181; 21 I, 225; IV, 201; V, 218-19; A. Bigelmair, s. ${ }^{\text {v }}$. in LThK, X, coll. 994-1003.
Enrico Josi
WUST, Peter. - Pensatore cattolico tedesco, n. il 28 ag. 1884 a Rissental presso Treviri, m. a Münster il 3 apr. 1940.
Dopo una prima fase di adesione al neokantismo accanto al Paulsen, si orientò verso la metafisica per opera del Kentenich e del Troeltsch: Max Scheler, che conobbe a Colonia (1921-28) lo trasse alla fenomenologia che il W. considera il metodo più efficace per la "risurrezione della metafisica " nella cultura contemporanea. Compito della metafisica è la fondazione e interpretazione della "persona" come realtà spirituale nel senso agostiniano e bonaventuriano, orientato ad accogliere le istanze del pensiero moderno (specialmente Nietzsche, Kierkegaard) per la costituzione di un autentico esistenzialismo cristiano.
Bibl.: opere principali: Die Auferstehung der Metaphysik, Sa-
lisburge 1922; Nuisität und Pietät, Tubinga 1923; Die Dialektik des Geistes, Augusta 1928; Ungesessheit und Wagnis, $4^{4}$ ed., Monaco - Kampvan 1937; Der Mensch und die Philosophie, Einführung in die Hauptfragen der Existenzphilox., Regensburg-Münster 1947 (poetum), a cura di A. Borgolte che dà la biografia a un denzo solizzo del pensiero del W. a pp. 117-46). Cornelio Fabro
WUTZ, Franz Xaver. - Filologo e studioso di critica testuale biblica, n. in Eichstätt il 21 ott. 1882, m. ivi il 19 marzo 1938. Ordinato sacerdote nel 1911, W. trascorse quasi tutta la sua vita nel seminario di Eichstätt, come professore di esegesi.
La dissertazione, che presentò alla facoltà teologica di Monaco nel 1910, sul Liber interpretationis nominum Hebraicorum di s. Girolamo, divenne la base di un lavoro imponente sugli Onomastica sacra, che pubblicò in 2 grossi voll.: I: Quellen und System der Onomastika; II: Texte der Onomastika und Register, in Texte und Untersuch. zur Gesch. der altchrist. Lit., $3^{\text {a }}$ serie, XI, I e 2 (Lipsia 1914-15). In altri lavori, fra cui vanno ricordati in modo particolare Die Psalmen texthritisch untersucht (Monaco 1925); Die Transkriptionen von der Septuaginta bis zu Hieronymus (2 voll., Stoccarda 1925-53); Systematische Wege von der Septuaginta zum hebräischen Urtext (ivi 1937), W. si occupò specialmente di una ipotetica restituzione di un testo ebraico più antico di quello masoretico attraverso il confronto con le versioni antiche. Egli sostenne che i traduttori greci usarono un testo ebraico già trascritto in greco. La complessità del sistema architettato, insieme al silenzio degli antichi scrittori in proposito, ha smorzato molto dell'entusiasmo che si manifestò da qualche parte all'apparire della teoria di W., la quale fu accolta anche da studiosi insigni (R. Kittel, M. Ginsburger, J. Görtsberger). Non sono mancate critiche piuttosto severe a questo audace tentativo di risuscitare una vecchia ipotesi di O. G. Tychsen, ben poco probabile. Postumi apparvero brevi commenti a Giobbe (Stoccarda 1959) ed al Cantico dei Cantici (ivi 1940).
Angelo Penna
WYART, Théophile-Louis-Henri. - In religione Sébastien, abate generale dei Trappisti, n. a Bouchain (Francia) il 12 ott. 1839, m. a Roma il 18 ag. 1904.
Combattuto sino dalla prima giovinezza - come egli stesso ha narrato - tra la vocazione monastica e il trasporto per la carriera delle armi, il W. vide coronate entrambe le sue predilezioni: infatti egli militò dal 1860 al 20 sett. 1870 nell'esercito pontificio, raggiungendovi pel suo valore sul campo il grado di maggiore degli suavi, e poi abbeacciò la vita religiosa, non senza, peraltro, avere eroicamente combattuto per il suo paese nella guerra franco-prussiana del 1870-71, durante la quale compì veri prodigi di valore a Patay e a Le Mans, sempre nelle schiere degli zuavi ex-pontifici.
Fattosi trappista, compì i suoi studi ed il noviziato a Roma, dove emise i voti e fu ordinato sacerdote nel 1877. Inviato dapprima a fondare una comunità a Tilbourg in Olanda, nel 1883 fu nominato abate del monastero di Ste-Marie du Mont, presso Cambrai. Era questa l'epoca in cui si sentiva l'opportunità di federare le diverse comunità trappiste : la quale esigenza il p. W. riuscì a tradurre in realtà, dando vita all'Ordine dei Cistercensi riformati di N. S. della Trappa (v. Cistercensi riformati), le cui Costituzioni, dettate nel 1894, furono approvate e confermate da Leone XIII. il 30 luglio 1902. Dell'Ordine così richiamato a nuovo splendore egli fu il primo abate generale, nel tempo stesso in cui direttamente reggeva, una successivamente all'altra, le abbazie di S. Maria del Monte, di Septfonds e finalmente quella di Cîteaux, culla dell'Ordine stesso. L'energia con la quale aveva saputo condurre a termine l'ardus compito di unificare le Trappe cedette ben presto il posto alla dolce severità con cui seppe guidare l'Ordine nei suoi esordi : il valoroso soldato si era compiutamente trasformato in un legislatore sapiente e in un padre amoroso, profondamente versato nella scienza divina e ammirevole per ascetica pietà. Pio IX - che io ebbe particolarmente caro per i servizi resi in campi tanto diversi alla Sede Apostolica - e Leone XIII lo sostennero affettuosamente nella sua attività abbaziale e gli affidarono diverse importanti missioni, di varia natura, che il p. W. assolse con piena soddisfazione dei due Pontefici.
Bibl.: X. de Préville, Zouave du Pape et soldat de Dieu. Vie d'E. Benoit zouace pontifical et procureur général de la Trappe (1828-97), Parigi s. d., p. 236 sgg.: L.-A. Fichaux, Dom S. W., Abbé gén. de l'Ordre cisterciun reformé, Lille 1910; E. M. Obrecht, s.v. in Cath. Enc., XV, pp. 721-22. Renzo U. Montini
WYCLIF, John. - Eresiarca inglese, n., sembra, nel castello di Wycliffe-on-Tees, nel Yorkshire, di proprietà della famiglia, probabilmente nel 1324 (Herbert B. Workmann, suo ultimo biografo, sposta la nascita al 1328), m. a Lutterworth il 31 dic. 1384.
I. VrtA. - Aveva tutte le caratteristiche di un abitante del Yorkshire: spirito fiero e puntiglioso.
La sua famiglia e il suo villaggio sono rimasti cattolici fino ai nostri giorni. W. lasciò presto la terra avita per divenire e rimanere sempre un «uomo di Oxford», cioè un intellettuale invaghito del suo sapere e delle sue idee. Giunse probabilmente ad Oxford verso il 1345; ma dal 1349 al 1353 dovette interrompere gli studi a causa della peste nera. Nel 1353 divenne maestro nel Collegio di Balliol e rettore o curato di Fillingham. Quando sia stato ordinato sacerdote non si sa. Nel 1363 incaricò un vicario di sostituirlo e fece ritorno a Oxford. Già l'anno precedente aveva ottenuto un altro beneficio; praticò cosi il «cumulo» dei benefici nonché «l'assenteismo», abusi caratteristici di quel tempo, che egli doveva poi criticare con tanta vivacità. Gli studi di teologia, incominciati nel 1363, furono coronati dalla laurea nell'autunno 1372. Nel 1368 aveva cambiato la parrocchia di Fillingham con quella di Ludgershall. Fin dal 1370, da semplice bacelliere, aveva incominciato ad insegnare, commentando le sentenze di P. Lombardo. Il suo De benedicta Incarnatione risale al 1370; nel 1375 entrò al servizio della corona d'Inghilterra, come peculiaris regis clericus. Ciò doveva avere per lui grande importanza. La Sede Apostolica si trovava allora ad Avignone, dove si succedevano tutti papi francesi. La Francia era in guerra con l'Inghilterra; ciò faceva aumentare negli Inglesi la diffidenza verso la S. Sede. W. si fece presto capo di un movimento antipapale in Inghilterra, atteggiandosi a riformatore religioso e a teologo riformista.
II. Opere. - Fin dal 1374 W. si diede ad una grande attività teologica. Aveva ottenuto dalla Corona una parrocchia molto redditizia a Lutterworth (a sud di Leicester) rinunziando al beneficio di Ludgershall. In seguito, mettendo un sostituto anche qui, poté ritornare ad Oxford, dopo aver partecipato ad una missione diplomatica a Bruges. Pubblicò allora, una dopo l'altra, le seguenti opere che formano una specie di somma teologica: De dominio divino (1375); De civili dominio (1375);
## Page 1064
De veritate Scripturae (1378); De Ecclesia (1378), che fu poi largamente utilizzata da G. Huss; De Ordine christiano (1379); De apostasia (1379); De Eucharistia (1379); Confessio (maggio 1381); De blasphemia (marzo 1382); Trialogus (autunno 1382) e quest'ultima è considerata come una delle più importanti; Opus evangelicum e De citationibus frivolis (1383-84); De quatuor sectis novellis (ag. 1384). Pubblicò anche dei tracts, scritti d'occasione, e favorl una nuova traduzione inglese della Bibbia. Si mise poi a capo di quella riforma della Chiesa invocata da tutti insistentemente sin dal Concilio di Vienne. Raccolse intorno a sé predicatori popolari e li inviò, di propria iniziativa, in tutto il paese con il nome di "poveri preti" (poor priesters), nome che si mutò presto in bocca al popolo in quello di Lollards, lollardi (da lollen o lullen, eseguire un canto di lode).
III. Confessia. - Per rispondere di tali novità fu citato, nel febbr. 1377, dal vescovo Guglielmo di Courtenay a S. Paolo di Londra. Ma W. era sotto l'alta protezione della Corte. Il papa Gregorio X lo condannò e lo citò a comparire dinanzi al suo tribunale. Tale citazione però fu considerata come un attentato alle libertà inglesi e W. rispose con una Protestatio e con alcune Conclusiones nelle quali identificava il Papa con l'Anticristo. W. si trovò subito immischiato in tutti i movimenti sociali della sua età agitata. Venuto in disaccordo con la Corte, si schierò con i contadini ribelli nel 1381. Guglielmo di Courtenay, divenuto arcivescovo-primate di Canterbury il 9 sett. 1381, tenne un Sinodo dal 17 al 21 maggio 1382 ; tutte le dottrine di W. vi furono condannate. Due altri Sinodi colpirono i suoi amici di Oxford. W. fu costretto dopo ciò ad abbandonare l'Università e a ritirarsi nella sua parrocchia di Lutterworth. Colpito di paralisi nel nov. 1382 si riebbe, ritornò al lavoro e furono gli anni della sua più intensa attività. Il 28 dic. 1384, mentre assisteva alla Messa nella sua chiesa parrocchiale, un nuovo attacco lo condusse alla tomba tre giorni dopo. Gli furono fatti i funerali religiosi, perché non era stato espressamente scomunicato. Il Concilio di Costanza condannò i suoi scritti il 4 maggio 1415 e ordinò l'esumazione della salma. Il vescovo di Lincoln, dal quale dipendeva Lutterworth, era stato discepolo di W. e non eseguil l'ordine; ma il 9 dic. il papa Martino V rinnovò la sentenza del Concilio e il vescovo Fleming fece esumare e bruciare i resti del corpo di W. le cui ceneri furono gettate nella Swift (primavera del 1428).
IV. Dottrina. - Le dottrine di W. condensate in 45 proposizioni, furono condannate nel Concilio di Costanza (4 maggio 1415), poi in due bolle di Martino V del 1418. Corrispondono alle 24 proposizioni già proscritte dal Sinodo riunito da Guglielmo di Courtenay nel maggio 1382. W. attribuisce solo a Dio il dominium o sovranità, distinguendolo dalla potestas, dalla possessio e dall'usus. La sovranità o dominio non appartiene che a Dio e, sotto Dio, al sovrano temporale. W. esclude pertanto il "dominio eminente del papato" sui beni civili; respinge tanto il potere diretto che indiretto del papa nel campo civile. Ma, anche per i sovrani temporali legittimi, W. subordina l'esercizio del loro potere allo stato di grazia. Nessuno è sovrano temporale se è in stato di ribellione contro il sovrano eterno. L'uomo che è in stato di peccato mortale non può tenere né sovranità né proprietà (prop. 15, condannata a Costanza; Denz-U, 595). Al contrario "ogni uomo in stato di grazia ha una reale sovranità su tutto l'universo", proposizione che implica il comunismo degli eletti. Realmente però, siccome solo Dio conosce gli eletti, le proposizioni di W. si riducevano ad idee rivoluzionarie, senz'alcun risultato pratico.
W. ammise due principí in materia biblica. La Bibbia contiene tutta la Rivelazione, e si distingue per se stessa da qualsiasi scritto profano. Nessun testo dei Padri o dei papi o dei concili ha valore se non nella proporzione in cui si appoggia sulla Bibbia. La Bibbia è la legge di Dio, il Codice unico e completo della fede e della morale umana. Tutti i mali della Chiesa provengono dall'igno-
ranza della Bibbia. La conoscenza della Bibbia è condizione di salvezza, almeno quanto al Nuovo Testamento; la Bibbia è, secondo W., accessibile a qualsiasi intelligenza, anche alla meno pronta.
Soprattutto in materia ecclesiologica W. ha errato, dando origine all'eresia di Giovanni Hus. La maggior parte delle 45 proposizioni di W. condannate a Costanza appartengono alla dottrina della Chiesa. Secondo W., la Chiesa comprende tre parti : la Chiesa trionfante in cielo, la Chiesa militante in terra, la Chiesa "dormiente" in purgatorio. Quest'ultima espressione sembra indicare che W. ammette, sì, il purgatorio, ma un purgatorio senz'alcuna pena, poiché le anime vi si trovano "dormienti". W. parla soprattutto della Chiesa militante e la definisce : la totalità dei predestinati : universitas praedestinatorum. Veri membri della Chiesa pertanto sono solo gli eletti, i soli conosciuti da Dio; ci si può trovare nella Chiesa, essere, magari, anche capi della Chiesa, prete, vescovo, Papa, senza tuttavia appartenere realmente alla Chiesa, se non si è predestinati. La Chiesa visibile non è la Chiesa invisibile. I predestinati formano il Corpo di Cristo, ma i praesciti (o riprovati) formano il corpo dell'Anticristo. La lotta tra la Città di Dio e la Città del demonio è tutta la storia umana. Le proposizioni condannate nel Concilio di Costanza riguardano soprattutto la negazione del diritto di proprietà negli ecclesiastici (propp. 10, 32, 33, 36, 39), e siccome tutto il sistema ecclesiastico medievale era fondato sui "beneficii", tutta la Chiesa di allora era radicalmente condannata. Gli Ordini religiosi che possedevano non erano meno attaccati dei chierici beneficiati (propp. 44, 45, 20-24, 31-36). Gli Ordini mendicanti, che avevano osato censurare W. riguardo alla sua dottrina eucaristica, non furono da lui risparmiati. La $24^{a}$ proposizione, infatti, diceva: "I frati sono tenuti a guadagnarsi la vita con il lavoro manuale e non andando a questuare ". Si può perciò affermare che W. condannava tutto il sistema ecclesiastico allora esistente e considerava prive di valore tutte le eventuali censure che la Chiesa avrebbe potuto emanare contro di lui. Dopo la condanna inflittagli dal Papa, W. divenne il nemico dichiarato del papato: "il Papa, diceva, non è la testa, la vita o la radice se non, forse, di quelli che agiscono male in seno alla Chiesa ".
W. respinse globalmente anche quanto la Chiesa insegnava sulle indulgenze (prop. 42). Quanto all'Eucaristia, W. professava il realismo in filosofia nella maniera più assoluta ed intransigente, cioè la realtà trascendente degli universali. Tutto ciò che esiste, è altrettanto necessario quanto Dio e tutto avviene secondo una necessità assoluta (prop. 27), per conseguenza, nulla può essere annientato; il pane e il vino pertanto non possono essere né annientati né transustanziati. La sostanza del pane e del vino rimane insieme alla sostanza del Corpo e del Sangue di Cristo. Il dogma della transustanziazione è un'eresia che risale non più in là di Innocenzo III. Professava la consustanziazione, che Lutero doveva poi adottare. Della Penitenza non ritenne che la contrizione, giudicando la Confessione superflua ed inutile (prop. 7); affermò che il Sacramento dell'Ordine non è necessario per consacrare l'Eucaristia né per confessare ed assolvere.
Gli errori di W. ebbero un grande influsso in Inghilterra, dove furono diffusi dai lollardi. La sua azione postuma si riferisce soprattutto all'eresia di Giovanni Hus e degli ussiti. Per quanto riguarda Lutero, è certo che questi conobbe Hus, e mediante Hus W., solo quando aveva già professato tutti i suoi errori particolari; non si può pertanto sostenere che egli abbia subito il loro influsso diretto.
Bibl. : fonti: Opera omnia, pubblicate dalla W. Society, in 16 voll., Londra 1883 sgg.; Th. Arnold, Select english Works of W., 2 voll., Oxford 1880-71; G. V. Leckler, John W. and his english Precursors..., Londra 1884; J. Loserth, W. and Hus..., Vienna 1884. Studi: J. Gairdner, Lollardy and the Reformation in England, 4 voll., Londra 1908; B. Manning, The peoples's faith in the time of W., Cambridge 1919; H. B. Workmann, 7. W. a Study of the english medieval Church, 2 voll., Oxford 1926 (importante); L. Cristiani, s. v. in DThC, XV. coll. 3585 3614; J. B. McFarlane, 7. Wycliffe and the beginnings of english Nonconformity, Londra 1952.
Leone Cristiani
## Page 1065
XANTEN (Ad Sanctos). - Nella Renania (Germania). E sul luogo dell'antica "Colonia Traiana" fondata dall'Imperatore omonimo.
L'attuale città di X. si è formata intorno alla tomba venerata del martire Vittore, anzi X. non è che un derivato di * ad sanctos * Gregorio di Tours racconta che il suo collega Ebregesilo, vescovo di Colonia, fondò una basilica al martire Malloso di cui era stato trovato il sepolcro presso l'«oppidum Bertensium" (l'attuale Birten, 3 km . o nord di X.) e che ivi era pure la tomba del martire Vittore, ma non ne era ancora stato ritrovato il corpo (In gloria martyrum, 62). Nel Geronimiano Mallosos e Victor figurano al co ott. Intorno al sepolcro di quest'ultimo si sviluppò un sepolcreto pagano e un cimitero cristiano e si costrui una basilica sulla sua tomba, più volte rinnovata.
Nel favori eseguiti nel 1933 si rinvennero sotto il pavimento dell'edificio sacro antiche murature e sarcofagi; si è riconosciuta una cella che costitui il nucleo della Basilica, con una mensa, sotto la quale si rinvennero due scheletri racchiusi in una cassa lignea; una moneta ivi raccolta rimonta a Teodosio I (379-95). La chiesa subì un ingrandimento ca. all'età di Pipino, di cui si rinvenne pure una moneta; poco più tardi si ingrandl l'edificio che ebbe una navata lunga m. 14, con il pavimento a musaico; saccheggiato dal Normanni nell'864, venne poi edificata l'attuale chiesa gotica. - Vedi tav. CLVII.
Bibs.: R. Klophee-W. Hege, Der Dom zu X., Berlino 1930; J. P. Kirsch, Scoperta di una chiesa cimiter, del sec. V in un cimit. crist. ant., a X. sul Reno, in Bib. di archad. erite., II (1934), pp. 363-71; W. Neuss, Eine altchristl. Märtyrerhirche in X., in Röm. Quartalschr., 42 (1934), p. 177 sgg.; W. Bader, X., Vortrag auf der I. deutschen homchistor. Tagung, Brühl 1948. Enrico Josi
XAVERIUSVEREIN. - Le prime demosine per l'opera della Propagazione della Fede, fondata nel 1822 a Lione, furono raccolte in Germania dal 1827. Il medico Heinrich Hahn di Aquisgrana si sdoperò per l'introduzione dell'opera in Germania. Nel1837 ottenne l'approvazione per una Confraternita di S. Francesco Saverio, trasformata poi nel 1842, con licenza ecclesiastica e statale, in «Franziskus-X.», associazione di preghiere e di aiuti in pro delle missioni.
Lo Hahn rimase fino alla morte, nel 1882, segretario e agente dell'associazione. Da Aquisgrana il X. si diffuse ben presto in diverse diocesi della Germania e finalmente in tutte, ad eccezione delle diocesi bavaresi (v. Ludwios missionsverbin). Nel 1917 si ebbe una nuova organizzazione pur ampliamento del consiglio amministrativo, cambiato in presidenza generale con 12 sacerdoti e laici come membri, e con la creazione di un segretariato generale, l'istituzione di consiglieri diocesani, attività propagandistica specialmente per mezzo della rivista IlVdmission der katholischen Kirche. Nel 1922 il X. fu incorporato nell'Opera pontificia della Propagazione della Fede, trasferita dalla Francia a Roma. Il centro del X. è pure quello dell'Unione missionaria del clero e dell'Opera di S. Pietro apostolo; presso di esso fu pure creato un Museo missionario.
Bibs.: B. Arens,