volume-12

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ttentrionale (v. NAN), mans. Gabriel Maurice, O.F.M., tra il 1908 e il 1911 furono fondate alcune cristianità tra le montagne della parte settentrionale del vicariato, per una migliore cosistenza delle quali fu eretta la missione di Y., che al momento della sua fondazione ebbe 2000 fedeli e 15.000 catecumeni. Da quell'anno il progresso, pur in mezzo a difficoltà di lunghi e di persone, fu notevole e nel 1934 i battezzati erano 9515 e i catecumeni 6896 , ma l'anno seguente tutta la regione cadde sotto il dominio dei comunisti, che posero a Y. il loro quartiere generale e di là hanno invaso, in questi ultimi tempi, il restante territorio cinesc.

Bibl.: AAS, 3 (1911), pp. 225-26; 17 (1925), p. 24; GM. pp. 212-13; Annuntie de l'Ed. cath. in Chine 1947, Shanghai 1948, passim; MC. 1950, p. 334.

Adamo Pucci
YENCHOW, diOCFSt di. - Nella parte centro-meridionale della provincia dello Shantung (Cina settentrionale).

Fu eretta, con il nome di vicariato ap. dello Shantung meridionale, l'8 genn. 1886, per divisione del vicariato ap. dello Shantung (v. YsINAN) e fu la prima delle missioni affidate alla Società del Verbo Divino in Cina. Il 3 dic. 1924 ebbe l'attuale nome dalla città di Y. Subi una prima divisione l'11 febbr. 1925 per l'erezione di Tsingtao (v.), una seconda il 13 dic. 1933 per quella di Yangku (v.) e una terza il 12 nov. 1934 per quella di Tlaochow (v.). L'11 apr. 1946 fu elevata a diocesi suffraganca di Tsinan.

Ha un'estensione di ca. 30.000 kmq . Al 30 giugno 1947, su una popolazione di ca. 3.500 .000 ab., i cattolici erano 38.400 ; i sacerdoti 83, di cui 13 cinesi; i seminaristi maggiori 13, i minori 66 ; i fratelli laici 19, di
![img-11.jpeg](img-11.jpeg)

YenCHOW, DIOCESt di - Croce antica in pietra, trovata a Y. durante gli scavi dell'estate 1937, donata dall'apertore scolastico pagano ai Missionari del Verbo Divino.

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cui 5 cinesi; le suore: 67 indigene e 64 estere. Tra le opere figuravano 6 ospedali, 20 dispensari di medicinali, 2 orfanotrofi, i collegio maschile e 1 femminile, 140 scuole. A Y. s'era pure un Seminario maggiore comune alle missioni di Y., Tsingtao, Ichow, Tsaochow e Yangku.

I religiosi del Verbo Divino iniziarono la loro attività a Polichwang, ora appartenente alla missione di Yangku, dove giunsero nel 1882 e dove trovarono un nucleo di 150 cristiani. Nonostante le molte difficoltà, causate dalla persecuzione dei Bosers, dalla prima e secondo guerra mondiale e da altre cause locali, l'ottima preparazione dei Verbiti, guidati dai vescovi Giovanni B. von Anzer (1886-1903) e Agostino Henninghaus (19031936), impresse un ritmo vigoroso al movimento missionario: al 30 giugno 1947 i cristiani di Y., delle tre missioni sorte da essa (Tsingtao, Yangku, Tsaochow) e di Ichow, sorta da Tsingtao, erano 202.565. Mons. Anzer, nel tentativo di portare la fede nella città di Tsaochow venne fatto segno alle ingiurie della plebe incitata dai governanti, poi flagellato a sangue e legato a un albero (1903); la stessa sorte toerò al p. Giuseppe Freinademetz, morto in concetto di santità nel 1908. Il 2 nov. 1897 in un villaggio del distretto di Küyeh, appartenente ora alla missione di Tsaochow, furono uccisi i pp. Francesco Nies e Rinaldo Henle.

Bibl.: AAS, 17 (1925), p. 24: GM, p. 213: Annuaire de l'Yal. cath. en Chine 1548, Shanghai 1948, passim: MC. 1950, p. 323 .

Adamo Pucci
YENKI, diocesi di. - Si trova nella parte orientale della Manciuria e comprende l'intera prefettura civile omonima, suddivisa in due sottoprefetture, la cui superficie è di $63.770 \mathrm{kmq}$., con una popolazione di 1.200 .000 ab.

Eretta il 19 marzo 1928 come prefettura ap. per dismembramento dell'odierna diocesi di Kirin e affidata alla Congregazione benedettina di S. Ottilia, fu elevata a vicariato aposi, il 13 apr. 1937 e l'11 apr. 1946 in diocesi suffraganea di Moukden. Questa missione dal 1945 ad oggi ha sperimentato le dure prove del regime russo. Gli ultimi otto missionari di S. Ottilia hanno lasciato la diocesi nell'ag. 1952. Vi rimane, attualmente, un solo sacerdote cinese, nonché due suore, le quali vivono in forma privata. Mons. Teodoro Breher è deceduto nel nov. 1950, in conseguenza dei maltrattamenti e privazioni subiti in carcere. La diocesi, ora (1953), è retta nominalmente da un amministratore apostolico. Secondo i dati statistici del 1945, il personale missionario era costituito da 20 benedettini e 8 sacerdoti indigeni; 14 fratelli esteri e uno nazionale; 18 suore estere e 14 indigene. I cattolici erano 18.000 .

Fino al 1954 il territorio di Y. era comunemente noto col nome di Kanto, dove il Vangelo giunse senza missionari. Nel 1896 un abitante, coreano, di Kanto si recò a Worean (nella Corea propriamente detta) ed ivi ebbe modo di essere istruito e battezzato dal p. Vermorel, delle Missioni Estere di Parigi. L'anno dopo, lo zelante neofita vi ritornò con 12 persone da lui stesso catechizzate, che furono anch'esse battezzate. Fu mandato, allora, nel Kanto un catechista e, fino al 1908, un missionario visitò ogni anno la nuova cristianità. Nel 1910 vi andò anche un prete coreano, il quale si stabili sul posto assieme a due altri padri delle Missioni Estere di Parigi. Nel 1921 i Benedettini di S. Ottilia assunsero la cura della regione di Y. In soli sei anni il numero dei cristiani salì da 7000 a 12.000 . Nel 1934, nella città di Y. fu canonicamente eretta l'abbazia della S. Croce e la nomina dell'abate cadde nella stessa persona del vicario apostolico mons. Breher.

Bibl.: Arch. di Prop. Fide, pos. prot. nn. 2213/28: 1890/34: 2970/34: 2053/36: Relazione con sommarin, pos. prot. nn. 1190/37; 1460/37: 2242/37: 4473/30: 4506-30: 3939/52: 5370/52; AAS, 29 (1937), pp. 419-20: 38 (1946), pp. 301-13: MC, 1950, p. 308.

Edsardo Pecoraiu
YEPES, Diego de. - Scrittore gerolamino, vescovo di Tarazona, n. in Yepes (Toledo) nel 1530 o 1531, m. nel 1614 a Tarazona.

Priore del monastero de la Sisla a Toledo, nel 1576 vi conobbe s. Teresa di Gesù, di cui ascoltò per alcun
tempo le confessioni. Passato poi come priore a S. Lorenzo el Real (Escorial), fu per molti anni confessore di Filippo II e di Filippo III. Eletto il 27 sett. 1599 al vescovato di Tarazona, vi fu zelante pastore. Ottimo scrittore castigliano, il suo nome fu inserito nel Catálogo de Autoridades de la Lengua dell'Accademia spagnola. Tra i suoi libri vanno ricordati l'Historia particular de la persecución de Inglaterra y de los mártires mas insignes que en ella ha habido desde el año de 1570... (Madrid 1599); De la muerte del rey Phelipe II (Milano 1607); e soprattutto la grande opera, la cui paternità fin dal sec. xvi gli è contestata: Vida, virtudes y milagros de la bienaventurada virgen Teresa de Jesús (Madrid 1587, edita più volte; vers it., Napoli 1615), uno dei libri fondamentali sulla riformatrice del Carmelo.

Bibl.: M. Mir, S. Teresa de Jesús, II, Madrid 1912, pp. 835836; Eubel, IV, p. 338; anon., s. v. in Enc. Eur. Am., LXX (1930), p. 701.

Valentino di Maria
YEPES, Francisco de. - Terziario carmelitano, fratello di s. Giovanni della Croce, n. nel 1530 in Fontiveros (Avila), m. il 30 nov. 1607 in Medina del Campo.

Umile tessitore, dopo una giovinezza piissima sposò Anna laquierda da cui ebbe otto figli. Molto caro a s. Giovanni della Croce, gli fu per molto tempo vicino in parecchi conventi della Riforma carmelitana, seguendone gli ammaestramenti spirituali. Pieno di fede e di devozione alla Madonna, raggiunse un'alta perfezione, grazie anche alla sapiente direzione spirituale dei Gesuiti, dai quali fu diretto per oltre 40 anni. Stimato per la sua santità, i suoi carismi, la potenza della sua preghiera, dopo morte fu unanimente chiamato venerabile. Nei mss. 12.738 e 8568 della Biblioteca nazionale di Madrid si conservano alcune sue preziose testimonianze su s. Giovanni della Croce.

Bibl.: J. de Velasco, Vida y virtudes del venerable varón F. d. Y., Valladolid 1616: J. Azarias, Algo del venerable F. d. Y., in Mensajero de s. Teresa y de s. Juan de la Cruz, 5 (1927), pp. 262-67; Silverio de S. T., Hist. del Carmen Decadón... V. Burgos 1036, pp. 13-25; Lancelot C. Sheppard, Portrait of a Saint's brother, in Mount Carmel (Londra), 1 (1923), pp. 4-6.

Valentino di Maria
YIHSIEN, prefettura apostolica di. - Nella parte nord-occidentale della provincia del Hopeh (Cina settentrionale).

Fu eretta in missione sui iuris il 25 maggio 1929 con tre sottoprefetture civili del vicariato ap. di Paoting (v.) e un distretto (Sarpuò) di quello di Pechino (v.) e fu affidata alla Congregazione dei Preti delle Sacre Stimmate di N. S. G. C., i cui religiosi si trovavano sul posto fin dal 1927. Il 9 dic. 1933 fu elevata a prefettura ap. Ha un'estensione di ca. 7900 kmq . Al 30 giugno 1947, su una popolazione totale di ca. 500.000 ab., i cattolici erano 6300 ; i sacerdoti 16, di cui 6 cinesi; i seminaristi maggiori 2, i minori 18; i fratelli Isici 1; le suore 39, di cui solo 3 estere. Tra le opere figuravano 1 ospedale, 2 orfanotrofi, 3 dispensari di medicinali, 14 scuole.

L'evangelizzazione del territorio di Y. cominciò nei primi decenni del secolo scorso per opera dei missionari di Pechino: il campo si presentava particolarmente difficile, ancora un secolo dopo. Dei 2472 cristiani ceduti agli Stimmatini nel 1927, i discendenti dai primi convertiti formavano un notevole nucleo di ca. 500 fedeli nella sottoprefettura di Kwangchang e uno più ridotto di ca. 150 in quella di Laishui; gli altri erano tutti neofiti, distribuiti in 18 piccoli centri.

Bibl.: AAS, 21 (1929), pp. 658-59; 28 (1936), pp. 225-26; GM, p. 213: G. B. Tragello, Italia missionaria, Roma-Milano 1939, pp. 173-77; Annuaire de l'Eglise catholique en Chine 1948, Shanghai 1948, passim: MC 1950, p. 316; Arch. di Prop. Fide, Incarte erazione Y., 1929.

YING-KOW, diocesi di. - Situata nella parte meridionale della Manciuria (Cina sett.), comprende otto prefetture civili e cioè Haishan, Tai-an, Pechen, Panshan, Haicheng, Y.-k., Kaiping e Fuhsien, con una superficie totale di $22.218 \mathrm{kmq}$.

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Fu eretta il 14 luglio 1949, per distacco dall'arcidiocesi di Moukden, di cui è suffraganea. La popolazione (ab. 2.406.526) è interamente cinese e la lingua parlata è presso a poco quella di Pekino (mandarino del Nord). Essa presenta grande facilità di spostamento, grazie allo sviluppo delle linee ferroviarie ed è, dopo Moukden, la più favorita sotto questo aspetto di tutte le missioni della Manciuria. Amministrativamente le suddette otto prefetture civili fanno parte della medesima provincia di Moukden, che è la più importante, la più popolata, se non la più estesa delle nove provincie della Manciuria. Prima che nella Cina si stabilisse il regime comunista, si contavano in questa missione ca. 10.000 cattolici. I padri della Società delle Missioni Estere di Parigi, alla quale è affidata la diocesi, sono stati costretti a rimpatriare, lasciando sul posto 7 sacerdoti indigeni. Le città di Y.-k., Kaiping e Haishan avevano da lungo tempo missioni protestanti (presbiteriani) che denotavano, prima dell'attuale stato di cose, una certa attività. I loro adepti, nell'insieme, erano meno numerosi dei fedeli cattolici. Nelle località di minore importanza, al contrario, la loro presenza era rara, anzi quasi nulla. I maomettani nella sola regione di Pechen ascendevano a ca. 14.000 . In generale essi vivevano appartati, senza fare proselitismo. Vi erano quattro scuole primarie, ma, chiuse durante gli anni del Manchoukouo, non furono mai riaperte. La stessa sorte hanno subito quelle protestanti. Vi erano 11 chiese capaci di contenere da 400 a 1000 fedeli e 38 oratori. Nella città di Y.-k. vi era un orfanotrofio; un ospizio per vecchi; un laboratorio; un dispensario che nel 1947 aveva curato 11.908 malati.

Bibl.: Arch. di Prop. Fide, Relaz. con somm., pos. prot. n. 2302/49; AAS, 41 (1949), pp. 169-72; MC, 1950, p. 308.

Edoardo Pecoraio
Y.M.C.A. : v. YOUNG MEN'S CHRISTIAN ASSOCIATION.

YOCHOW, PREFETTURA APOSTOLICA di. - Nella parte nord-orientale della provincia del Hunan (Cina centrale).

Fu eretta il 7 maggio 1931 con 4 sottoprefetture civili della missione di Changteh (v.) e affidata, come la missione madre, agli Eremitani di S. Agostino, della provincia del 8.mo Nome di Gesù nelle Filippine. Ha un'estensione di ca. 12.000 kmq . Al 30 giugno 1947 , su ca. 3.500 .000 ab. i cattolici erano 9252 e i catecumeni 250 ; i sacerdoti 8 , di cui i cinese; i seminaristi maggiori i, i minori 13; le suore 10, di cui 7 indigene. Tra le opere figuravano I ospedale, 2 dispensari di medicinali, I orfanotrofio, 2 scuole.

Nel 1879, quando gli Eremitani giunsero nella regione del Hunan settentrionale, da cui in seguito furono distaccate le missione di Yuanling, Lichow e Y., vi trovarono solo 45 cristiani. Nel primo ventennio l'espansione del Vangelo fu ostacolata e quindi molto ridotta, ma dal 1901 segnò notevoli progressi e maggiori ancora dal 1911. Nel 1931 detta regione, diminuita già del territorio che formò Yuanling, contava 17.133 fedeli e 11.000 catecumeni, dei quali ne passarono a Y. rispettivamente 6501 e 2309 .

BibL.: AAS, 24 (1931), p. 47; Arch. di Prop. Fide, Incarta erezione Y., 1931; GM, p. 213; MC, 1950, p. 370. Adamo Pucci

YOGA. - Si chiama Y. la «meditazione concentrata", spinta fino all'estasi ipnotica come mezzo di raggiungere l'assoluto isolamento dell'anima dalla materia e con esso la muhti, la "liberazione" dal samadra, dalla migrazione delle anime (v. KARMAN). "Si deve evitare un nuovo dolore», cioè una nuova vita, perché "tutto, per chi è saggio, è dolore».

Questi aforismi appartengono alle Regole di Yoga [Y(oga)-a(ūtra), II, 15-16], dettate da Patan'jali (sec. II a. C.?) che dette assetto sistematico a un'antica disciplina ascetica, già parzialmente nota all'autore della Kaṭha-upanisad, I, 8; II, 10-11. Il trattato di Patan'jali comprende 194 brevi aforismi, divisi in 4 páda o parti che trattano rispettivamente 1) della concentrazione mentale,
2) dei mezzi di conseguirla, 3) dei poteri soprannaturali e 4) dell'isolamento. Per dare allo Y. un fondamento teoretico, Patan'jali fece sua la metafisica del Sämkhya, "la filosofia del numero", eccetto la negazione di Dio, caratteristica di cotesto sistema. Perciò il S(ämhliya) propriamente detto è anche denominato Nirūvara-s.. "S. senza Dio», e lo Y., Seśvara-s.. "S. con Dio». Ma il Signore (Ii'vara) dello Y. non ha creato né governa il mondo, dominato dalla legge del harmon (v.). E un'anima (ni generis, eterna e onnisciente, che aiuta, per compassione, gli uomini a raggiungere la liberazione. Perciò la devozione al Signore e la meditazione sul mistico nome di lui, Om, sono considerati mezzi atti ad agevolare l'esercizio dello Y. Questo è definito dallo Y.-s. I, 2 : l'arresto delle funzioni dell'«organo del pensiero (citto)». Determinato così lo scopo dello Y., ci si attenderebbe che venissero specificati i mezzi per ottenerlo. Ma ciò avviene solo nella II e III parte dell'opera (II, 28-55; III, 1-55). Non è possibile esporre in modo completo il laborioso procedimento; bisti un cenno. L'isolamento dello "spirito (purusa)" si attua per gradi che corrispondono ad otto parti (aiga) dello Yoga: yama, niyama, āama, prāyāyāma, pratyāhdra, dhāraṇā, dhyāna e samādhi. La ultime tre, comprese nella comune denominazione di samyama "soggiogamento", sono il cuore, l'essenza 'dello Y. Premesso che lo yoghin "seguisce dello Y.", deve tenere una condotta morale irreprensibile, si raccomanda a chi si accinge a meditare, di prendere una posizione (disana) stabile e comoda. Lo Y.-s. non la specifica, ma i commentatori affermano che il testo si riferisce ai tre modi di sedere più comuni : comodo, fausto e lotiforme. Il Haṭhayoga o "Y. rigoroso", s'indugia invece a descrivere 32 posizioni, alcune delle quali addirittura acrobatiche. Seguono esercizi di regolazione del respiro (prāyāyāma) come mezzo di sedare l'irrequietezza del pensiero, e finalmente il ritiro degli organi dei sensi dai loro oggetti (pratyāhdra). A questo punto l'organo del pensiero, segregato dal mondo esterno, rivolge la sua attività all'introspezione e mediante il samyama giunge a distinguere intuitivamente l'anima dalla materia. Questa "conoscenza discriminatrice (viveha)" determina il distacco dell'organo del pensiero (citta) dallo spirito (purusa) che resta isolato "nella forma sua propria", ma temporaneamente privo di coscienza. Il "sonno yoghico (yoganidrā)", oggi si direbbe ipnotico, che coglie lo yoghin nel momento della liberazione, è la conseguenza di quel distacco. E credenza panindiana che la "liberazione in vita", ottenuta dai seguaci di un determinato sistema filosoficoreligioso con i mezzi da questo indicati, è definitiva e irrevocabile. Il liberato continua a vivere per cogliere il frutto delle opere precedentemente compiute, e quando muore, lo spirito non solo resta isolato, ma anche eternamente libero dal dolore dell'esistenza. Applicando il samyama ai casi più diversi, lo yoghin può operar prodigi: indovinare il pensiero altrui, vagare per l'aria, rendersi invisibile. Lo Y.-s., III, 16-55 ha una lunga lista di queste capacità miracolose; ma più oltre lo stesso testo avverte che i poteri magici (siddhi), suscitano orgoglio e attaccamento al mondo, ostacolano la liberazione. Chi mira al fine supremo, dev'essere spassionato e però indifferente anche alle siddhi. Il fachirismo è cosi indirettamente condannato, pur essendo stato accolto nello Y.-s. per la sua grande popolarità (v. fachino).

BibL.: Bājendraḷāla Mitra, The Yoga Aphorisms of Patanjali with the Commentary of Bhoja Rāja, Calcutta 1883; P. Deussen, Allgem. Gesch. der Philosophie, I, 3, Lipsia 1908, p. 507 sgg. Ferdinando Belloni Filippi

YOKOHAMA, diocesi di. - Situata nella parte centro-orientale della grande isola di Hondo (Giappone) comprende quattro prefetture civili e cioè Kanagawa, Yamanashi, Shizuoka e Nagano, la cui superficie complessiva è di 28.225 kmq .

Essa fu eretta il 9 nov. 1937, per dismembramento dell'arcidiocesi di Tokio, di cui è suffraganea. Il 5 genn. 1939 venne distaccata la prefettura ap. di Urawa. In data 30 nov. 1940 la diocesi fu trasferita dalla Società delle Missioni Estere di Parigi al clero secolare giapponese.

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La città principale è Y., con ca. 950.000 ab., ed è uno dei porti commerciali più importanti del Giappone. Tra altre, va notata la città di Kamakura, illustre per storia e antichità : un tempo, infatti, era centro del governo civile e centro di cultura popolare e religiosa, buddhistica e shintoistica. E mèta di molti visitatori che vi si recano per ammirare le vestigia di quella antica cultura. Nelle vicinanze della città di Shizuoka si trova la famosa località Toro, che è come la Pompei del Giappone.

Su una popolazione di 7.736 .000 ab., i cattolici sono 11.217 con 2917 catecumeni; 18 sacerdoti nazionali; 9 istituti missionari esteri collaboratori; 330 suore; 13 seminaristi maggiori; 33 catechisti; 327 maestri; 3 medici e 119 infermieri; 2 ospedali; 3 farmacie; 3 orfanotrofi; 1 ospizio per vecchi; 1 lebbrosario; 7 scuole elementari: 11 scuole medie; 11 scuole superiori; una scuola professionale.

Bibl.: Arch. di Prop. Fide, Relaz. con somm., pos. prot. nn. 3909/37, 4764/38j; Relatio quinquenn., pos. prot. n. 5306/50; Relaz. con somm., pos. prot. n. 4888/51; Prospectus status Missionis 1951-52, pos. prot. n. 5623-52; AAS, 50 (1958). pp. 186-89; MC, 1950, pp. 415-16. Edoardo Pecoraio

YOLA, prefettura apostolica di. - Situata nella parte nord-orientale della Nigeria e affidata agli Eremitani di S. Agostino (prov. irlandese).

Fu eretta il 14 luglio 1950 con parti di territorio distaccate dalle prefetture ap. di Jos e di Oturkpo e dalla diocesi di Buea. Ha una superficie di 64.000 kmq . con una popolazione di ca. 1.000 .000 di ab., appartenenti a numerose tribù. Alcune di esse, musulmane, sono o di origine camitica (come la tribù Fulani) o mista (come la tribù Hausa) ed esercitano il commercio o la pastorizia; altre, pagane, sono di coltivatori e hanno origine semibantu, eccetto quelle che si sono mescolate con i Fulani. I maometrani rappresentano un terzo della popolazione, gli altri due terzi sono pagani. Ogni tribù ha il proprio vernacolo, di natura però affine a quello delle altre.

La prefettura ap. ebbe da principio alcune difficoltà col governo, ora però gode grande prestigio di fronte alle autorità sia inglesi che indigene, tanto che è stata invitata a fondare nuovi centri missionari in determinati luoghi. Dati statistici : cattolici 1627 quasi tutti nativi, catecumeni 1779; protestanti ca. 10.000; sacerdoti esteri 20; suore estere 3; catechisti 28; maestri 56; stazioni missionarie principali 7 (di cui 2 a sud in mezzo alle tribù Juken, Miumuye e Chamba, 2 a nord tra le tribù Higi, Marghi, e Fali, 2 a est presso le tribù Chamba, Verre, Koma, Bagirmi, e gli immigranti dal sud, I ad ovest tra le tribù Bare, Bachama, Bata e Shellen), stazioni secondarie 36 ; chiese 2, cappelle 22, scuole 29 con 284 alunni e 239 alunne.

Bibl.: MC, 1950, pp. 120, 481; AAS, 43 (1951), pp. 102-103. Carlo Corvo
YORK. - Antica arcidiocesi e città nell'Inghilterra nord-orientale nella contea omonima.

E l'Eburacum dei Romani che vi furono dal 79 al 427; i Celti la chiamarono Caer Ebrauc, i Sassoni Eoferwic. Contro della via di comunicazione tra l'Inghilterra e la Scozia, ebbe grande importanza nel periodo romano e nei successivi. Colonia romana, fu sede della legio IX Hispana e più tardi della VI Vietrix; Settimio Severo l'assegnò alla Britannia inferior; vi morirono Settimio Severo e Costanzo Cloro; Costantino vi fu proclamato imperatore. Nel 1066 fu presa da Harald Harada; poi riscopata dai Normanni, indi riconquistata dai Sassoni; e infine incendiata da Guglielmo il Conquistatore. Sotto il regno di Enrico II ebbe la carta municipale. Nella biografia di Clemente VI (1342-52) è ricordato il sanguinoso assedio del re Edoardo II d'Inghilterra sin territorio Eboracensi s (Lib. Pont., II, p. 488) e la sconfitta del re di Scozia nell'ern. 1346.

Non si sa quando il cristianesimo vi sia penetrato, ma tra i presenti al Concilio di Arles (314) si trova un - Eborus episcopus de civitate Eboracensi s; ai Concilii di Nicea del 325, di Sardica del 343 e di Rimini del 339 partecipa il vescovo di Y. Invasa nel sec. vi, i cristiani si rifugiarono nel paese di Galles e a Y. tornò il paganesimo.

La sede episcopale vi fu poi ricostituita al tempo di s. Gregorio Magno, dal monaco Paolino, che, consacrato vescovo nel 625 , ebbe il pallio nel 631 e morì nel 632. Il vescovo Vilfrido fondò nel 676 la scuola cattedrale di Y. che fiorì specialmente sotto il vescovo Egberto (v.) nel 735 ; ne divenne magister scholarum nel 778 Alcuino (v.) che tra il 780 e il 789 compose De Sanctis Eboracenis Ecclesiae conemente la storia della Chiesa di Y. e dei suoi vescovi. Dopo la conquista normanna l'arcivescovo di Y. ebbe giurisdizione su Worcester, Lindsey e Lincoln, fino alla Scozia. Primo arcivescovo normanno fu Tommaso I di Bayeux (1070-1102). Nel 1071 il papa Alessandro II sanzionò la preminenza del primo. Successivamente in un Sinodo si stabilì che il futuro arcivescovo di Y. sarebbe stato consacrato nella cattedrale di Canterbury. Ciò durò fino al 1118 , quando Turstano arcivescovo eletto di Y. rifiutò di fare atto di sottomissione all'arcivescovo di Canterbury il quale quindi non volle consacrarlo; Turstano appellò al papa Callisto II che lo consacrò e stabili la supremazia di Y. su Canterbury, ragion per cui gli arcivescovi assunsero il titolo di primate d'Inghilterra, mentre gli arcivescovi di Canterbury presero il titolo di Primas totius Angliae. Furono creati cardinali i seguenti arcivescovi: Cristoforo Bainbridge ( 10 marzo 1511); Thomas Wolsey ( 10 sett. 1515); poi Edoardo Lee (1531); Enrico De Bruto (1546); Nicola Heath (1555). L'episcopato cessò nel 1579.

La Cattedrale, costruita tra il 1225 e il 1247, è a croce latina; del precedente edificio romanico restano avanzi della cripta. Le vetrate nell'interno sono un prodotto locale dei secc. xiv-xv; ma al sec. 201 appartengono le cinque vetrate monocrome del transetto nord nelle cinque finestre gotiche dette le + cinque sorelle s; del sec. xv è la grande vetrata nella parete orientale del coro.

In Y. furono tenuti un primo Concilio nel 1195, cui Celestino III inviò quale suo legato Uberto di Canterbury, e un secondo nel 1367 presieduto dall'arcivescovo Giovanni Thoresby.

Al tempo della riforma protestante erano suffraganee di Y. Durham, Carlisle e Sodor-Man. L'arcidiocesi comprese le contee di Y. e di Nottingham e fu divisa nei quattro arcidiaconati di Y., Cleveland, East Riding e Nottingham; al momento della soppressione contava 514 parrocchie, 28 abbasie, 26 priorati, 25 coeventi. Tra le abbasie si ricordano quelle benedettine di Whitby, in origine detta Streaneshall (Cottineau, II, coll. 3451-52), di Selby (ibid., col. 2997), quelle cistercensi di Fountains (ibid., I, coll. 1205-1206), di Kirstall (ibid., col. 1521), di Rievaulx (ibid., II, col. 2464), di Sawley (ibid., col. 2939); i priorati benedettini di Beverly (ibid., I, coll. 371372) e di Ripon (ibid., II, col. 2474), quelli agostiniani di Bolton (ibid., I, col. 417) e di Kirkham (ibid., coll. 1521-22). Nel 1688 la S. Sede istituì un distretto alle dipendenze del vicariato apost. d'Inghilterra a cui Gregorio XVI nel 1840 dette il titolo di Districius Eboracensis; esso venne incorporato nel 1850 nella diocesi di Beverley e poi suddiviso nel 1878 tra le diocesi di Leeds e di Middlesborough.

Dell'abbazia benedettina di S. Maria restano cospicui avanzi della chiesa, mentre parte del monastero è trasformat i in museo archeologico. Oltre venti chiese medievali rimangono ancora in Y., quantunque abbiano subito deturpazioni; notevole anche per le sue vetrate è la chiesa di Ognissanti.

Bibl.: J. Raine, The Historians of Church of Y., 3 voll., Londra 1879-94; G. Home, Roman Y., ivi 1924; A. C. Brock, Cathedral of Y., Londra 1931; Eubel, I, p. 233; II, p. 164; III, p. 206; Cottineau, II, col. 3472. Enrico Josi

YOUNG MEN'S CHRISTIAN ASSOCIATION (Y.M.C.A.). - Associazione giovanile fondata a Londra nel 1844 da Georges Williams, fellow del King's College in Cambridge, fortemente preso dall'idea di riunire le Chiese, con lo scopo di dedicarsi alle questioni sociali e di additarne le soluzioni; egli riteneva infatti che i problemi sociali costituissero un punto di convergenza e pertanto di unione

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di tutte le denominazioni cristiane. L'Y.M.C.A. perciò si può considerare come l'inizio di ciò che fin dal 1910 è stato chiamato l'ecumenismo (v.).
I. Diffusione. - L'associazione si diffuse prima tra i giovani apprendisti della fabbrica Hitchcock and Co. di Londra, con il fine di risanare cristianamente l'ambiente operaio mediante amichevoli incontri e associazioni religiose con gli altri operai. Nel 1851 si estese negli Stati Uniti, creando gruppi a Boston, e poi a Montréal. At tualmente i membri dell'Y.M.C.A. ascendono a ca. 2.000 .000 , facenti capo a 85 associazioni o denominazioni diverse. I due terzi dei soci non raggiungere i 25 anni. Nei paesi di lingua francese, cioè Francia, Svizzera romancia, Belgio, l'Y.M.C.A. ha assunto il nome di Union chrétienne de jeunes gens, e fa parte, con le Federazioni scoutistiche e studentesche, del Conseil protestant de la jeunesse (C.P.J.), con sede centrale a Parigi.
II. Attività attuale. - L'Y.M.C.A. esercita un notevole influsso soprattutto negli Stati Uniti, con questi scopi principali : promuovere i principi democratici di libertà e di mutua comprensione tra gli uomini; sfruttare l'influsso del cristianesimo come mezzo di sviluppo morale del carattere, di ravvicinamento internazionale e, quindi, di pace tra i popoli. Per raggiungere tali scopi, i gruppi si servono di mezzi educativi e culturali: si concedono sussidi agli universitari poveri; si organizzano centri sportivi di educazione fisica, ben attrezzati e avviati; si diffondono programmi educativi nelle scuole e nei centri operai e sportivi per guidare i giovani nella scelta di una professione e nelle loro letture. Nella $2^{2}$ guerra mondiale l'Y.M.C.A. ha giovato molto a mantenere alto il morale dei soldati e ad organizzare l'assistenza ai feriti e ai prigionieri unendosi con il National Catholic Community Service, il National Jewish Welfare Board, la Salvation Army, la National Travellers Aid Association, e formando l'United Service Organization.
III. Attegignento dei cattolici. - Negli Stati Uniti la Chiesa cattolica ha dovuto recentemente prendere posizione di fronte all'attività dell'Y.M.C.A., fissando i punti seguenti : a) la maggior parte degli scopi dell'associazione non differiscono da quelli che i cattolici perseguono; b) tuttavia, il modo con cui si cerca di attuarli non trova consenziente la Chiesa. L'associazione infatti professa l'indifferentiamo religioso, che la Chiesa assolutamente respinge. Il modo con cui parlano, scrivono, agiscono, induce a credere che tutte le forme del cristianesimo siano buone, e che basti esercitare la carità, in qualunque modo, per sentirsi sufficientemente cristiani, indipendentemente dal credo al quale si aderisce; in tal modo il dogma non ha alcuna importanza, purché sia rispettata la morale cristiana, anche considerata da un semplice punto di vista umano. L'Y.M.C.A. è, dunque, in formale opposizione con la Chiesa cattolica per ciò che riguarda il rispetto assoluto che si deve dare alla dottrina rivelata e alla necessità della fede per potersi salvare. Tutto ciò che si fa per alleviare la sofferenza umana è indubbiamente lodevole, ma non si deve dimenticare che Gesù Cristo è venuto a redimere gli uomini e ad aprir loro le porte della vita eterna. L'esercizio della carità non può essere chiamato veramente cristiano, se non corrisponde al desiderio primario di Cristo, che è quello di condurre gli uomini riscattati dal suo sangue al regno dei cieli ${ }^{2}$, cioè al possesso eterno di Dio. I cattolici perciò non possono collaborare con l'Y.M.C.A., perché ciò significherebbe dimenticare o abbandonare tali verità essenziali. Ciò non toglie però che, limitatamente e per scopi precisi e immediati, si possa collaborare con tutti coloro, che si dedicano al bene dell'umanità, purché la fede cattolica sia salva e i beni temporali che si vogliono raggiungere, non facciano dimenticare quelli eterni (v. anche young women's CHRISTIAN association).

BibL.: anon., Hist. des Unions Chret, de Jeunes Gens, Ginevra 1894; id., Rapport du Comité Universel des U.C.J.G. à la XIXV Conférence universelle, tel 1931; R. C. Morse, Hist. of the North Ameritian Young Men's Christian Association, Nuova York 1913; A. K. Yapp, s. v. in Enc. of Religion and Ethics, 12 (1934), pp. 835838.

Leone Cristiani

YOUNGSTOWN, diOCEsI di. - Diocesi e città nello Stato di Ohio (U.S.A.).

Fu eretta con la cost. apost. Ad animurum bonum da Pio XII, il 15 maggio 1943, per smembramento della diocesi di Cleveland; comprende le contee di Ashatabula, Trumbull, Mahoning, Columbiana, Stark e Portage; è suffraganea di Cincinnati. Ha una superficie di 3404 migliaq. con un totale di 935.198 ab. dei quali 200.000 cattolici. La diocesi fu canonicamente eretta il 22 luglio 1943 e mons. Giacomo Agostino McFadden, ausiliare di Cleveland, ne fu nominato vescovo il 2 giugno 1943.

Nella diocesi vi sono 201 sacerdoti diocesani, 51 religiosi ( 3 congregazioni), 96 parrocchie, 13 cappelle, 14 missioni, 105 seminaristi, 21 congregazioni femminili(341 suore), 2 scolasticati e 3 ospedali.

BibL.: AAS, 35 (1943), pp. 385-87; Th. Roemer, The Catholic Church in the United States, St. Louis-Londra 1950, p. 385; The Official Catholic Directory, 1951, Nuova York 1951, pp. 623625; Ann. Pont. 1913, p. 458.

Gastone Carrière
YOUNG WOMEN'S CHRISTIAN ASSOCIATION (Y.W.C.A.). - Ramo femminile dell' Young Men's Christian Association (v.).

Le due associazioni hanno la stessa origine, gli stessi scopi, gli stessi metodi. I criteri di valutazione seguiti dalla Chiesa cattolica per l'Y.M.C.A. valgono anche per l'Y.W.C.A. Occorre notare che nelle nazioni di lingua francese l'Union chrétienne de jeunes filles è stata fondata da Elisabeth Fucha e che in Francia è stata riconosciuta di pubblica utilità. La sede sociale è a Parigi. Esistono in Francia 5 centri, dei quali tre a Parigi, uno a Bordeaux, uno a La Tronche, presso Grenoble. Si dedica soprattutto ad offrire alle ragazze case di villeggiatura e di riposo.

BibL.: Ch. Niven, Study of the World's V. W. C. A., Ginevra 1924; The Purpose of the Young Women's Christian Association: Aims and Practice of the World's V. W. C. A., iv: 1934: E. Kinnaird, s. v. in Enc. of Religion and Ethics, 12 (1934), pp. 838-41.

Leone Cristiani
YÜANLING, diOCEsI di. - Nella parte occidentale della provincia dell'Hunan (Cina centrale).

Prefettura ap., con il nome di Shenchow, il 13 marzo 1925 con 16 sottoprefetture civili del vicariato ap. di Changteh; il 28 marzo 1934 vicariato ap.; il 10 dic. 1934 ebbe l'attuale nome di Y. e l'11 apr. 1946 fu elevato a diocesi suffraganea di Changsha. E affidata, fin dall'inizio, ai Passionisti della provincia di S. Paolo della Croce negli Stati Uniti.

Superficie 29.886 kmq . con ca. 4.500 .000 ab., di cui 3279 cattolici; sacerdoti 34 ; suore 10 ( 3 cinesi); 3 ospedali, 10 dispensari, 5 orfanotrofi, 31 scuole. L'evangelizzazione di Y. cominciò nei primissimi anni del sec. XX : nel 1902 a Shenchow e a Sduki, nel 1912 fu fondata la cristianità di Shenki, l'anno seguente quella di Süpu e nel 1917 quella di Jungsunfu. Al momento dell'erezione di Y. i cattolici erano ca. 2000, distribuiti in 27 cristianità.

BibL.: AAS, 17 (1925), pp. 175-76; 27 (1935), pp. 267-68; 38 (1946), pp. 301-30; Arch. di Prop. Fide, Incarto erezione Y., 1925; GM, p. 206 (Shenchow); Annuaire de l'Egl. cath. en Chine 1948, Sciangai 1948, passim; MC, 1950, pp. 370-71.

Adamo Pucci
YUGATAN, arcidocesi di. - Città e arcidiocesi nello Stato omonimo nel Messico (America settentrionale).

Ha una superficie di 52.000 kmq . con una popolazione di 518.000 ab., dei quali 510.000 sono cattolici; conta 45 parrocchie servite da 86 sacerdoti diocesani e 22 regolari; ha 1 seminario, 4 comunità religiose maschili e 11 femminili (Ann. Pont. 1953, p. 459).

Y. fu la prima regione del Messico nella quale venne predicato il Vangelo (sec. XVI). Nel 1517 Francisco Hernandez de Cordoba vi fondò la prima parrocchia, e il papa Leone X, con la bolla Sacri apostolatus ministerio la elevò a diocesi, il 27 genn. 1518. Primo vescovo fu mons. Francisco Toral che prese possesso della diocesi il 15 ag. 1562 e che assisté al I e II Concilio del Messico.

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Fu suffraganea di Messico fino al 1891, quando divenne suffraganea della nuova arcidiocesi di Oaxaca. L'11 nov. 1906 il b. Pio X la elevò al grado di metropolitana, assegnandole quali suffraganee le diocesi di Campeche e Tabasco. La Cattedrale è dedicata a s. Ildefonso.

Bibl.: C. Crivelli, s. v. in Cath. Enc., XV, pp. 737-38. Enrico Jau
YÜKIANG, diocesi di. - Nella parte nord-orientale della provincia del Kiangsi (Cina centrale).

Fu eretta in vicariato ap., con il nome di Kiangsi Orientale, il 28 ag. 1885 ; il 25 ag. 1920 ebbe il nome di vicariato ap. di Fuchow, il $1^{\circ}$ giugno 1921 quello di Y. Il 29 nov. 1932 cedette 5 sottoprefetture civili per l'elezione della prefettura ap. di Kiengchangfu, ora Nancheng (v.); l'1 1 apr. 1946 fu elevata a diocesi suffraganea di Nanchang. E affidata ai Lazzaristi della provincia occidentale degli Stati Uniti d'America.

Superficie $20.849 \mathrm{kmq}$.; con ca. 2.500 .000 ab., di cui cattolici 23.328 ; sacerdoti 58 ( 34 cinesi); suore 6 (2 indigene); 11 dispensari, 4 orfanotrofi, 57 scuole ( 30 giugno 1947).

Le vicende dell'evangelizzazione di Y. sono comuni a quelle della missione madre Nanchang (v.).

Bibl.: AAS, 12 (1920), pp. 364-65; 13 (1921), pp. 442-43; GM, p. 213: Annuaire de l'Eglise cath. en Chine 1948, Shanghai 1948, passim; MC, 1950, p. 374. Adamo Pucci

YUNGCHOW, prefettura apostolica di. - Nella parte meridionale della provincia dell'Hunan (Cina centrale).

Fu eretta il 12 maggio 1925 con 21 sottoprefetture civili del vicariato ap. di Changsha e affidata ai Frati Minori di Bolzano. Il 3 giugno 1938 cedette 9 sottoprefetture civili per l'erezione di Paoting (v.).

Superficie 44.000 kmq . con ca. 5.000 .000 di ab. di cui cattolici 3000 ; sacerdoti 11 ( 2 cinesi); suore 17 ( 2 indigene); 1 ospedale, 3 dispensari, 2 orfanotrofi. Le 9 scuole elementari e le 2 professionali erano già state chiuse ( 30 giugno 1947).

Gli inizi della fede risalgono al principio dello scorso secolo. I primi apostoli furono persone che, recatesi, per commercio o lavoro, nella vicina regione dello Szechwan, quivi abbrucciarono il cattolicesimo, poi, tornati, ne fecero partecipi i loro famigliari e compaesani. I primi missionari furono i sacerdoti cinesi Nicola Ho, della provincia dello Szechwan, e Giuseppe Tsung, della provincia del Kwangtung, ambedue ex-alunni del Collegio di Napoli, fondato dal ven. Matteo Ripa. Primo missionario europeo fu il p. Giovanni Lantrua da Triora (v.), morto martire a Changsha il 13 febbr. 1816 e beatificato nel 1900. Ma lo sviluppo fu lento : prima della persecuzione dei Boxers (1907) in nessuna città esisteva chiesa o oratorio e i pochi cristiani erano sparsi nelle campagne di quattro distretti. Nel 1925 la predicazione era stata estesa a 12 distretti, 10 citta erano fornite di chiesa o oratorio e i cristiani erano ca. 7000.

Bibl.: AAS, 17 (1925), pp. 444-45: Arch. di Prop. Fide, Incarto erezione Y., 1925; GM, p. 213: Annuaire de l'Egl. cath. en Chine 1948, Shanghai 1948, passim; MC, 1950, p. 371. Adamo Pucci

YUNGKIA, diocesi di. - Nella parte sud-orientale della provincia del Chekiang (Cina centrale).

Fu eretta in diocesi, suffraganea di Hangchow, il 3 marzo 1949 con quel tratto di territorio appartenente alla missione di Ningpo, ma che era rimasto staccato da essa in seguito all'erezione del vicariato ap. di Taichow (v.): è affidata al clero secolare cinese. Superficie ca. 10.000 kmq ., con ca. 3 milioni di ab. di cui cattolici 34.074 ; sacerdoti 28 , cinesi; 1 ospedale, 1 asilo, 10 orfanotrofi, 16 scuole, chiese 18 , cappelle 163 ( 30 giugno 1947).

Dal 1880 al 1900 l'evangelizzazione fu lenta e solo nel centro di Wenchow; dal 1911 al 1935 si aggiunsero altri 8 centri. Dal 1932 al 1946 lavorarono in questo distretto i Lazzaristi polacchi.

Bibl.: Arch. di Prop. Fide, Incarto erezione Y., 1949; AAS, 42 (1950), pp. 613-15; MC, 1950, p. 374. Adamo Pucci

YUNGNIEN, diocesi di. - Nella parte sud della provincia dell'Hopeh (Cina settentrionale).

Fu eretta in prefettura ap. il 24 maggio 1929 con 10 sottoprefetture civili della missione di Sienhsien (v.) e affidata al clero secolare cinese; il 6 marzo 1933 vicariato ap. e l'1 1 apr. 1946 diocesi suffraganea di Pechino.

Superficie 20.617 kmq . con ca. 4.500 .000 ab. di cui cattolici 50.000 ; sacerdoti 23 , suore 31 ; 1 orfanotrofio. I dispensario, 3 scuole.

Il territorio di Y. comprende la prefettura civile di Kwangpingfu, dove nel 1856 si trovavano 2528 cristiani, evangelizzati dai missionari di Pechino. Passata in quell'anno la regione ai Gesuiti, nel 1873 i fedeli erano 5104 con 44 cappelle e 17 oratori; il $1^{\circ}$ luglio 1928 essi erano saliti a 36.602 con 35 chiese, 115 cappelle e 117 oratori; i sacerdoti cinesi, cui l'anno seguente passò la missione. erano 17 .

Bibl.: AAS, 21 (1929), pp. 655-56; 25 (1933), p. 490; Arch. di Prop. Fide, Incarto erezione Y., 1929; GM, pp. 123-14; MC, 150, pp. 316-17. Adamo Pucci

YUNGPING, diOCEsI di. - Nella parte nordorientale della provincia dell'Hopeh (Cina settentrionale).

Fu eretta, con il nome di Celi Orientale, il 23 dic. 1899, per divisione del vicariato ap. del Celi Settentrionale (o Pechino) e affidata, come la missione madre, ai Lazzaristi della provincia olandese. Il 3 dic. 1924 ebbe l'attuale nome di Y. e l'1 1 apr. 1946 fu elevata a diocesi suffraganea di Pechino.

Superficie ca. 42.000 kmq . con ca. 4 milioni di ab., di cui 35.405 cattolici; sacerdoti 43 ( 20 cinesi); suore 47 (43 cinesi); I ospedale, 3 dispensari, 3 orfanotrofi, 5 scuole ( 30 giugno 1947).

L'evangelizzazione di Y. risale a ca. il 1670, ma le persecuzioni impedirono la stabile formazione di cristianità; i fedeli dispersi solo più tardi vennero ricercati e riuniti dai missionari di Pechino. Al momento della sua erezione Y. contava 3200 cattolici.

Bibl.: AAS, 17 (1925), p. 24; GM, p. 214: Annuaire de l'Egl. cath. en Chine 1948, Shanghai 1948, passim; MC, 1950, p. 317 .

Adamo Pucci
YÜTZE, diOCEsI di. - Nella parte centro-orientale della provincia dello Shansi (Cina settentrionale).

Prefettura ap. il 7 giugno 1931 con dieci sottoprefetture civili della missione di Taiyüan (v.); vicariato ap. il 9 marzo 1944; diocesi suffraganea di Taiyüan l'1 1 apr. 1946. E affidata fin dall'inizio ai Frati Minori di Bologna. Superficie ca. 24.000 kmo., con ca. 1.500 .000 ab., di cui 15.400 cattolici, sacerdoti 24 ( 11 cinesi); suore 38 , cinesi; I orfanotrofio, 1 ospedale, 2 dispensari, 17 scuole ( 30 giugno 1947).

Nelle quattro sottoprefetture civili poste verso oriente la predicazione evangelica risale a poco più di 70 anni da oggi, nelle altre sei ebbe inizio con l'evangelizzazione dello Shansi, sulla fine del sec. XVII. A queste regioni appartenevano quasi tutti i 7700 cristiani affidati a Y. nel 1931, attaccati a tutta prova alla fede e i cui avi, soprattutto nella sottoprefettura di Kihsien, affrontarono il martirio e l'esilio nel Turkestan, piuttosto che apostatare. Nella persecuzione dei Boxers (1900) questa cristianità dette da sola 650 martiri, incoraggiati alla resistenza dal sec. cinese Paolo Shen, martire anch'egli.

Bibl.: AAS, 24 (1935), pp. 109-10; 36 (1944), pp. 273-74; G. B. Tragella, Italia missionaria, Roma-Milano 1939, p. 167-71; GM, p. 214: Annuaire de l'Eglise catholique en Chine 1948, Shanghai 1948, passim; MC, 1950, p. 328; Arch. di Prop. Fide, Incarto erezione, 1931.

Adamo Pucci
Y.W.C.A. : v. YOUNG WOMEN'S CHRISTIAN ASSOCIATION.

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ZABARELLA, Francesco. - Giurista, cardinale, n. a Piove di Sacco (Padova) il 10 ag. 1560, m. a Costanza il 26 sett. 1417.

Studió le leggi a Padova e Bologna dove fu discepolo di Giovanni di Lignano ed ottenne la licenza nel 1383. Vicario del vescovo Acciaiuoli a Firenze, dove insegnò ed ottenne benefici ecclesiastici, fu poi consultato a Roma da Bonifacio IX a proposito dello scisma. Diventato dottore in ambe le leggi insegnò a Padova, dove fu arciprete della Cattedrale e tenne per poco in commenda l'abbazia di Praglia. Amico di Pier Paolo Vergerio, sentì l'influsso del nascente umanoimo; fu pure oratore di Padova per la dedizione a Venezia dopo la caduta dei Carraresi.

Come il resto del Veneto, aderì a Giovanni XXIII ed al partito pisano e da quello il 18 luglio 1410 fu nominato vescovo di Firenze, sede che lasciò quando quel Papa lo creò cardinale diacono dei SS. Cosma e Damiano il 6 giugno 1411; non ricevette mai gli Ordini maggiori. Generoso, sobrio ed accorto negli affari e fornito di spirito di iniziativa, ebbe larga parte nelle vicende ecclesiastiche di quegli anni. Partecipò al Concilio che Giovanni XXIII tenne a Roma nel 1413 dove seppe sviare le proposte di riforma ritenute per il momento inopportune. Nel proposito di estinguer e lo scisma, da una parte pretese che all'Imperatore spettasse il dovere di radunare il Concilio ecumenico quando il Collegio cardinalizio non lo volesse o potesse fare, teoria che prevalse appunto a Costanza; mentre dall'altra ammise che il potere risiedesse nel suo fondamento nella comunità cristiana e che il Papa ne fosse solo il principale ministro, cioè il «caput ministeriale \%. Il S. Collegio doveva a sua volta ritenersi come una commissione perminente preposta al governo della Chiesa, diretta a limitare l'arbitrio del pontefice.

Da Firenze fu inviato insieme col card. di Challant da Giovanni XXIII presso l'imperatore Sigismondo a Como per stabilire il luogo del Concilio ecumenico che fu fissato a Costanza (v.). Vi fu presente col Papa all'apertura, il 5 nov. 1414, e vi prese parte attiva. Il 15 febbr. 1415 lesse il messaggio con cui Giovanni XXIII si professava pronto a rinunciare al papato qualora i suoi avversari facessero altrettanto. Lo Z. dopo la fuga di lui lesse il 26 marzo il decreto sulla continuazione del Concilio e partecipò ai dibattiti sui poteri del Concilio stesso che si conclusero il 30 con i tre articoli sull'autorità del Concilio. Però lo Z. non abbandonò l'obbedienza di Giovanni XXIII se non quando questi nel maggio si mostrò riluttante ad accettare l'autorità del Concilio; fu allora uno dei promotori della sua deposizione. Sostenitore della «riforma nel capo e nelle membra», seguì i lavori del Concilio a proposito del processo contro Hus e le sue dottrine e della controversia del tirannicidio. Morì prima dell'elezione del nuovo pontefice ed ai suoi funerali assisté l'Imperatore.

Opere: Commentaria in V. libros Decretalium, Venezia 1502; Lectura super Clementinis, Roma 1477 sgg.; Consilia, Pescia 1490 sgg.; Repetitiones, Venezia 1587; De Schismate sui temporis, scritto nel 1403-1408, più volte stampato e proibito donec corrigatur; Acta in Conciliis Pisano et Constantiensi; scrisse pure un trattato De felicitate, Padova 1655; Epistolae et sermones raccolti in A. Kneer, K. Z., Münster 1891.

Bibl.: Hurter, II, pp. 766-69; Hefele-Leclercq, VII, passim; A. Kneer, Kord. Z. Ein Beitrag zur Gesch. des grossen abendl. Schismas, a voll., Münster 1891-92; A. Zardo, F. Z. a Firenze, Firenze 1898; G. Zonta, F. Z., Padova 1915; Pastor, I, 172-73.

Pio Paedimi
ZABARELLA, GIACOMO. - Filosofo aristotelico, n. a Padova il 5 sett. 1535, m. ivi il 18 ott. 1589.

Studiò lettere sotto la guida del Robortello e del Fasolo, logica con B. Tumitano, filosofia naturale con M. A. Genua (v.), Professore di logica nella sua città dal 1564 al 1577, ebbe per collega e rivale B. Petrella, che prese ad attaccarlo nelle Questiones logicae (Venezia 1571; $2^{\circ}$ ed. accresciuta Padova 1572). Lo Z. finse d'ignorarlo. Ma, promosso nel 1577 all'insegnamento della filosofia naturale, lo Z. pubblicò l'anno seguente i suoi Opera logica (Venezia) e non tardò a trovare nel collega Fran-
cesco Piccolomini un più autorevole avversario, che nella Universa philosophia de moribus (Venezia 1583) prese posizione contro di lui nella questione dell'ordo disciplinare e del regressio, già trattato un tempo anche dal Pomponazzi. Nel 1584 lo Z. si difese energicamente con l'Apologia. Intanto il Petrella pubblicava a Padova i Logicarum disputationum libri septem, scritti in gran parte contro di lui. Lo Z. lasciò che rispondesse per lui l'alunno Ascanio Persio (Logicarum disputationum libri duo, Venezia 1583). Il Petrella rispose con una Propaganda, cui il Persio replicò con la Defensio criticarum et apologetici primi (Bologna 1587). Il Piccolomini rispose all' Apologia con il Comes politicos, pubblicato però soltanto nel 1594 in aggiunta alla $2^{\circ}$ ed. dell'Univ. philos. de moribus (Venezia).

Per intendere lo spirito della filosofia dello Z. va tenuto presente questo giudizio sul Pomponazzi: «librum doctissimum [De reactione] Petri Pomponatii, cuius quidem viri iudicium ego semper plurimi feci» (in De rebus natural., trattato De reactione, cap. 1); «P. Pomp. meo quidem iudicio prosime omnium ad Aristotelis mentem.... accessit» (ibid., tratt. De mente humana, cap. 9). A differenza del Pomponazzi, che non sapeva una parola di greco, lo Z. nel suo commento al De anima III, cap. 17, si vanta: «Ego tres habco codices graecos». E come il Pendasio, cita e discute con assai maggiore ampiezza di quel che non faccia il Pomponazzi i commentatori greci d'Aristotele. Per la sua dottrina sull'intelletto agente identificato con Dio, egli è con Alessandro d'Afrodisio, col Pendasio e con gli averroisti della corruate sigieriana dei «Bononionses» (Achillini, Bacilieri, Tisiapietra). Alessandrista è anche sul problema dell'immortalità dell'anima, dimostrabile «simpliciter loquendo et secundum veram philosophiam, non secundum philosophiam Aristotelis».

Bibl.: G. F. Tomasini, Illustr. virorum elogia ironibus exornata, Padova 1630, pp. 135-40; F. Fiorentino, P. Pomponazzi, Firenze 1868, pp. 303-28; P. Ragniano, G. Z. Il filosofo, in Atti del R. Ist. Veneto di se. lett. arti, $6^{a}$ serie, 4 (1885-86), pp. 463302, 1219-32; 3 (1886-87), pp. 949-96; E. Gorio, La filosofia, in Storia dei gen. lett. ital., II, Milano 1947, pp. 43-51; B. Nardi, Il comm. di Simplicio al De anima, in Testi umanist. ined. sul De anima (Arch. di st. d. filoc.), Padova 1991, pp. 184-87.

Bruno Nardi
ZABULON (ebr. Zëbhûlûn). - Figlio del patriarca Giacobbe (v.), da cui si denominò la tribù di cui fu il capostipite. Di Z. come persona si parla pochissimo; era il sesto figlio di Lía (Gen. 30,20; 35,23), e fu padre di Sared, Elon e Iahelel (ibid. 46, 15).

Anche la tribù di Z. ebbe una parte esigua nella storia di Israele. All'uscita dall'Egitto si segnalano 57.000 e 60.500 (Nom. t. 23; 26, 27) uomini atti alle armi discendenti di Z., da intendersi in relazione agli altri numeri dei due singolari censimenti. Nella benedizione di Giacobbe (Gen. 49, 13) si menziona solo la zona della tribù a nord della Palestina lungo il litorale sino a Sidone. Lo stesso concetto con qualche aggiunta è il tema della benedizione di Mosè (Deut. 33, 18 sg.). Nella divisione della Terra Promessa con termini geografici non sempre identificabili si assegna a Z. la bassa Galilea con la parte settentrionale della pianura di Eadrelon, ma la parte costiera è lasciata alla tribù di Aser (Ios. 19, 10-16 e 24-31).

In Iudc. 1, 20 si rileva che, al pari di altre tribù, Z. iniziò una convivenza con i Cananei, che non era riuscito ad eliminare dal suo territorio. Partecipò attivamente, con la tribù di Nephtivali, all'azione di Barac contro Sisara sotto la guida della profetessa Debora (ibid. 4, 6 sgg.), che ne esaltò l'eroismo (ibid. 5, 18). Il fatto spiega l'encomio per i s