FRACTIO PANIS (ἐλᾶσις τοῦ δρῦσου). — It is the act of breaking bread to indicate a meal in
(de Hieronymi Fracastori... carmina, Padova 239)
FRACASTORO, GEROLAMO - Ritratto - Biblioteca Vaticana, esemplare del fondo Ferraioli.
comune (pars pro toto), che nell'antica letteratura cristiana molte volte significa la celebrazione dell'Eucaristia.
Espressioni simili si trovano nel Vecchio Testamento (Is. 58, 7; Ier. 16, 6-7; Lam. 4, 4; Ez. 18, 7, 16) e in parte riflettono il pensiero dei Giudei, presso i quali il rito di spezzare il pane, compiuto dal padre di famiglia all'inizio di un pasto in comune, rivestiva un carattere religioso e indicava un vincolo sacro, con cui tutti i commensali erano uniti.
Quest'uso fu adottato da Gesù, che come capo di una nuova famiglia spirituale spezzò il pane davanti alla folla da lui sfamata nel miracolo della moltiplicazione (Mt. 14, 19; 15, 36; Mt. 6, 41; 8, 6; Lc. 9, 16; Io. 6, 11). Alla vigilia della sua morte ripeté il rito nell'istituzione della Eucaristia (Mt. 26, 26; Mt. 14, 22; Lc. 22, 19; I Cor. 11, 24), che s. Paolo chiama « panis quem frangimus » (ibid., 10, 16).
Per il duplice uso fattone dal Signore, la f. p., nel Nuovo Testamento, può indicare sia un pasto comune, sia la Cena eucaristica; soltanto dal contesto è possibile stabilire il valore dell'espressione nei singoli casi. La f. p. a Emmaus (Lc. 24, 30-35), sulle sponde del lago (ibid., 24, 41-43; « piscis ausus ») e durante il tempestoso viaggio verso Malta (Act. 27, 35) è oggi comunemente considerato un pasto ordinario, invece quella celebrata dai primi cristiani a Gerusalemme (ibid. 3, 42, 46) e da s. Paolo a Troade (ibid. 20, 7, 11) è ritenuta eucaristica. Quando la f. p. ha significato eucaristico non indica la consacrazione sub una specie, ma tutto il rito sacro, che viene denominato dalla parte più cospicua (a patlori).
Presso gli scrittori cristiani (p. es., Didaché 14, 1; Ignazio Martire, Eph., 20, 2; Eva δρυσν κλώντες) la f. p. significa l'Eucaristia, come pure nell'arte delle Catacombe (cf. I. Wilpert, F. p., die älteste Darstellung des eucaristischen Opfers in der « Cappella greca » entdeckt und erläutert, Friburgo in Br. 1895; V. RANCHETTO).
Dalla f. p. si passò alla Fraccio Sacramenti, che è quel rito della Messa latina, per cui l'Ossia viene divisa in tre parti (corpus triforum) e che dai tempi di Amalario (sec. IX) acquistò un significato ecclesiologico (cf. l'erudito lavoro di H. De Lubac, Corpus Mysticum. Eucharistia et Egitto au moyen âge, 2ª ed., Parigi 1949, pp. 297-339). Nel sec. XVI Melchior Cuno sostenne che nella Fraccio Sacramenti si verifica la ragione di sacrificio, propria dell'Eucaristia (De locus theologicis, Bassano 1776, I. XII, cap. 12, p. 302), ma la sua opinione, già combattuta da s. Tommaso (Sum. Theol., 3ª, q. 83, a. 4; a. 6, ad 6), non ebbe seguito (v. FRAZIONE DELL'OSTIA).
BIBLI. Th. Schermann, Das « Brüderchen » im Urchristianum, in Biblische Zeitschrift, 8 (1910), pp. 33-52, 612-83; F. Cahrol, s. v., in DACL, V, coll. 2103-16; T. E. Ferris, The simple « f. p. », in Theology, 11 (1925), pp. 106-71; A. Van der Heeren, F. p. de qua Act., 20, 9 et 11, in Collationes Brugenses, 23 (1925), pp. 307-11; P. Van Imschoot, La vie religieuse de la communauté chrétienne de Jérusalem, in Collationes Gundemones, 16 (1920), pp. 77-86; A. D'Alès, De Eucharistia, Parigi 1929, pp. 36-37, 131-32; W. Goossens, Les origines de l'Eucharistie autrement et sacrifice, Gembloux-Parigi 1931, pp. 168-74; M. De la Taille, Mysterium Fidei, 3ª ed., Parigi 1931, pp. 433-57; A. Beel, F. p. de qua Act., 2, 41, 46, in Collationes Brugenses, 1936, pp. 52-57; G. M. Perrella, Cognosorum cum in fractione panis, in Déus Thomas (Fracenza 13, 1936), pp. 340-57; C. Callawaert, La sponse eucharistique d' Jérusalem berceau de dimanche, in Sacris Erudici, Fragments liturgica collecta a Monachis S. Petri de Aldenburgo, Sternbrugge 1940, pp. 268-70, 185-86. Antonio Piolanti