ABSALOM (EBR. 'ABŠALÔM « IL PADRE È PACE »)

ABSALOM (ebr. 'Abšalôm « il padre è pace »). - Terzogenito di David, ricco di naturali attrattive ma di ambizione sfrenata. Desideroso di primeggiare, tolse pretesto dallo stupro della Amnon (v.), per uccidere due anni dopo il primogenito Amnon. Da Gessur, ove si era rifugiato presso il nonno materno Tholomai (Talmaj), si cattivò il perdono di David per mezzo di una saggia donna di Tecua, e, dopo due anni di permanenza a Gerusalemme, col favore interessato di Joab, poté riavere l'amicizia paterna e l'ingresso, tanto atteso, alla reggia.

Eliminati gli ostacoli, preparò con astuzia e costanza la sua ascesa al trono, sfruttando la simpatia procuratagli e dalla sua bellezza (gli ammiratori sborsavano 200 sicli per possedere la sua magnifica chioma tagliata una volta all'anno) e dall'affabilità con cui accoglieva gli uomini anche del volgo a lui ricorrenti, dando ragione a quanti chiedevano giustizia al re, e lamentando la scarsa probabilità di una loro benevola accoglienza a corte. Dopo quattro anni si proclamò re a Hebron, ribellandosi al padre, che, vista la scarsa possibilità di resistenza con le poche truppe fedeli, riparò in Transgiordania. Se il pubblico ingresso di A. presso le concubine lasciate dal padre rendeva ormai certo il popolo della impossibilità di una conciliazione, il rifiuto di inseguire subito (v. ACHITOFEL) le scarse truppe fuggitive fu l'inizio del crollo

di A. Quando egli si trovò di fronte all'esercito davidico rinforzato da schiere transgiordaniche e riorganizzato in tre corpi condotti da Joab, Abisai e dal geteo Ethai, le truppe di A., capeggiate da Amasa, vennero sbaragliate presso Mahanaim in Galaad. Nella vertiginosa fuga attraverso la circostante foresta di Efraim, il figlio ribelle penetrò tra i rami troppo bassi di un terebinto, ove la sua testa (non i soli capelli) rimase impigliata, mentre la sua cavalcatura continuava la corsa. Ivi venne da Joab ucciso, contro il divieto di David, con tre frecce, finito poi dai suoi servi a colpi di lancia, e seppellito, come i malfattori, sotto un mucchio di sassi, mentre egli ancor vivente si era eretto un monumento sepolcrale nella valle del Re. David lo pianse a lungo (II Sam. 13-18). Oggi, nella valle del Cedron, viene indicato come « sepolcro di Absalom » un monumento strano e di data imprecisata; al tempo di Flavio Giuseppe si mostrava come tomba di A. una stele marmorea a due stadi da Gerusalemme (Antiq. Ind. VII, 10, 3).

BIBL.: L. Desnoyers, Histoire du Peuple Hèbreu, II, Parigi 1930, pp. 278-303. Faustino Salvoni
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“ABSALOM (EBR. 'ABŠALÔM « IL PADRE È PACE »).” Enciclopedia Cattolica, vol. I (1948), p. 108. Azione Romana digital edition, https://azioneromana.com/it/article/absalom-ebr-absalom-il-padre-e-pace.