ABSIDE (DAL GR. ἈΦΊΣ « GIUNTURA » E POI ANCHE « ARCO, VOLTA »), OVVERO EXEDRA

ABSIDE (dal gr. ἀφίς « giuntura » e poi anche « arco, volta »), ovvero exedra. - È una costruzione semicircolare a volta emisferica, in uso nell'architettura romana, sia in edifici pubblici (celle di templi, basiliche, biblioteche, terme, ecc.) che privati (sale o portici di palazzi e di ville, ninfei, sepolcri). Oltre che edifici ad una sola a. se ne hanno a due affrontate, ed anche a tre (trichorum), a quattro (tetrachorum), a cinque (pentachorum), a sei (hexachorum), a sette (heptachorum), a otto (actachorum).

1. ARCHEOLOGIA CRISTIANA. - L'a. si trova impiegata nelle basiliche cristiane come parte terminale della navata mediana, di contro all'ingresso, e spesso anche in edifici a pianta centrale. Oltre la navata maggiore, anche le due laterali minori possono avere le rispettive a., da Paolino di Nola dette conchulae (Ep. 32, 13), comunemente usate per la conservazione (diaconicon) e la preparazione (prothesis) di quanto serviva al culto. Se le a. erano sopra il livello della chiesa e perciò fornite di gradini, venivano dette gradatae (s. Agostino, Ep. 203). La forma semicircolare varia a volte da regione a regione. In generale il nome di a. si adopera anche quando la parte terminale ha forma quadrata o poligonale. In talune basiliche l'edificio termina con un deambulatorio ad archi aperti, come a Roma nella Basilica Apostolorum in Catacumbas, e nella chiesa dei SS. Cosma e Damiano, Nola (v.) in S. Felice.

Nelle basiliche cristiane di Roma l'a. è semicircolare, spesso senza finestre, prominente dal muro di fondo della navata. In taluni edifici a influenza orientale, come S. Pietro in Vincoli, S. Stefano in Via Latina, S. Giovanni a Porta Latina, ovvero officiati da orientali, come S. Maria in Cosmedin, S. Maria in Domnica e S. Saba, si trovano anche le due a. laterali. Le a. sono decorate all'interno a mosaico o ad affresco.

Nelle basiliche cristiane della regione di Ravenna e della costa adriatica, l'a. è molto profonda, in genere con grandi finestre e ornata di ricca decorazione musiva, poligonale all'esterno e fiancheggiata dal diaconicon e dalla prothesis. Nelle basiliche della Gallia e della Spagna si ha o un'a. isolata o tre a. profonde con esterno poligonale. Nella Grecia e a Costantinopoli si trova il tipo semicircolare o iscritto nel muro di fondo o sostenuto da contrafforti. Maggiore varietà si ha nell'Africa settentrionale, dove si trovano a. semicircolari isolate, a. quadrate, ed edifici a due a. affrontate

alle due estremità, nel qual caso i due vani possono essere di grandi dimensioni e superare la linea del muro esterno; a volte l'intero edificio è inserito nel rettangolo perimetrale: all'interno l'a. può essere ornata di nicchie e di colonnine. Nella Siria si ha in genere il sistema dell'a. centrale affiancata dal diaconicon e dalla prothesis, ma spesso non sporge oltre il muro perimetrale: a volte l'esterno è decorato con pilastri e mezze colonne. L'Asia Minore presenta vari tipi: a. semicircolare, a ferro di cavallo, poligonale, o sporgente, o inserita nel muro di fondo, spesso con il diaconicon e la prothesis.

A. decorate con musaici o affreschi si trovano pure nei battisteri e nei sepolcri cristiani, sia sopratterra che sottoterra; per i primi le forme derivano da ambienti termali o ninfei, per i secondi da mausolei sepolcrali pagani.

BIBL.: C. Promis, Vocaboli latini di architettura posteriori a Vitrazie appare a lui sconosciuti, in Memorie della R. Accad. delle Scienze di Torino, 28 (1845), p. 208; G. B. De Rossi, in Roma sett., III, Roma 1877, pp. 457-50; A. Mau, Apsis, in Pauly-Wissows, Realer. der klass. Altertum, II, 1, col. 283; H. Leclercq, a. V. in DACL, I, coll. 183-97; G. P. Kirsch, Gli edifici sacri cristiani nell'antichità, in A. Fliche-V. Martin, Storia della Chiesa, vers. ital., III, Torino 1939, pp. 337-63; A. M. Schneider, a. V. in Reallexikon für Antike und Christentum, I, col. 371; D. Mallardo, L'esedra nella basilica cristiana, in Riv. d'arch. crist., 22 (1946), pp. 191-211. Enrico Josi

2. ARTE MEDIEVALE E MODERNA

Nelle chiese romaniche d'Italia l'a. continua generalmente la forma che aveva nelle basiliche; spesso è fiancheggiata da due a. minori, che ripetono la struttura di quella centrale. La chiesa di S. Fedele a Como presenta un grande corpo triabsidato, il quale rammenta le grandi aule terminate da tricore (uno spazio quadrato aperto su tre lati da a. semicircolari), che si vedono in edifici classici. Alcune costruzioni renane (S. Maria del Campidoglio a Colonia) imitano questo tipo, che fu ripreso in S. Maria del Fiore e in S. Pietro in Vaticano.

Alcuni edifici presentano una sola a.: più spesso si hanno tre a.; nella cattedrale di Acqui v'erano cinque a., benché l'edificio avesse solo tre navate; la chiesa cistercense di Chiaravalle della Colomba ne conta sette. A. sorsero anche alle estremità del transetto, come nella chiesa del S. Sepolcro a Milano e nella cattedrale di Parma. Si ebbero anche a. opposte, come in S. Pietro a Civate e in S. Giorgio di Valpolicella.

Nelle costruzioni a pianta centrale, circolari o poligonali, dell'Italia settentr. si vedono un'a. principale, che può essere sostituita da una grande nicchia, e a. alternate a nicchie lungo il perimetro poligonale (S. Ponso Canavese; battistero della cattedrale di Novara).

In poche chiese appare una disposizione dovuta a influenze straniere: nella chiesa di S. Antimo in Toscana, in S. Maria a piè di Chienti (Marche), nella S.ma Trinità di Venosa e nel duomo di Acerenza si ha intorno all'a. il deambulatorio, motivo limitato fra noi a questi esempi, e qualche altro come il duomo di Aversa, dove il deambulatorio presenta volte a costoloni, diverse perciò da quelle degli altri deambulatori, coperti da volte a crociera. Tale motivo avrà nell'età gotica assai vasta applicazione.

Esternamente la decorazione dell'a. appare simile a quella delle altre parti della chiesa, e presenta loggette, archetti pensili, lesene e altri motivi propri delle scuole locali. Ricordiamo, tra le tante, l'a. mediana trilobata a loggetta esterna della chiesa della Sagra di S. Michele in Val di Susa; le tre a. finemente decorate di S. Secondo di Cortazzone (Piemonte); l'a. della cattedrale di Verona, divisa per tutta la sua altezza in

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ABSIDE - Ammaedara, basilica nell'interno della cittadella bizantina (sec. VI).
(da Atti II Congr. Intern. Archeologia)
zone rettangolari da lesene che corrono parallele tra loro; quella di S. Maria Maggiore di Bergamo, aperta da serrate arcature che contengono le finestre ed in alto abbellita da una elegante galleria; quella del duomo di Murano, nel primo ordine decorata da nicchie alla bizantina e nel secondo aperta da logge lombarde. In Sicilia il duomo di Monreale ha tre a. che presentano una ricchissima e vivace decorazione policroma. In Roma l'unico esempio esistente è dato dall'a. con loggetta della chiesa dei SS. Giovanni e Paolo.

All'interno l'a. continuò a essere ornata con mosaici e pitture; ricordiamo l'affresco nell'a. della chiesa di S. Elia presso Nepi (sec. XI); il mosaico nell'a. di S. Maria Nova a Roma (sec. XII); quello nell'a. di S. Clemente a Roma (sec. XIII); quelli nelle a. di S. Maria in Trastevere (sec. XIII), di S. Maria Maggiore, di S. Giovanni in Laterano (sec. XIII) parimenti in Roma. E ancora i mosaici absidali di maniera bizantina di Cefalù e di Monreale, quelli del duomo di Trieste (sec. XII), gli affreschi dell'a. di S. Vincenzo a Galliano (sec. XI), il mosaico di S. Miniato a Firenze (sec. XIII), gli affreschi di S. Silvestro a Tivoli (sec. XIII).

L'architettura gotica sviluppa maggiormente i motivi impiegati da quella romanica, e il santuario nelle chiese maggiori acquista grande ampiezza. Non mancano però chiese prive di a. e terminate semplicemente da un muro piatto. Il deambulatorio attorno all'a., con o senza cappelle, diventa comunissimo. Un'a. quadrata fiancheggiata da cappelle è caratteristica delle chiese cistercensi. In Italia, dove il gotico prese forme particolari rispondenti al genio della stirpe, non si trovano spesso le disposizioni delle costruzioni straniere neppure nell'a. Hanno un deambulatorio il duomo di Milano, S. Francesco di Bologna (con nove cappelle raggiate), S. Antonio di Padova e S. Lorenzo Maggiore a Napoli (ambedue con cappelle raggiate).

A partire dal rinascimento, sparite le forme romaniche e gotiche, le a. offrono caratteristiche che sono essenzialmente quelle delle antiche basiliche cristiane, ma con maggior sviluppo di forme, e, spesso, con ricca decorazione interna (es. S. Maria delle Grazie a Milano), in armonia con le restanti parti dell'edificio. La chiesa di S. Carlo al Corso in Roma, dell'età barocca, presenta un singolare esempio di deambulatorio.

L'a., specialmente quando assume un notevole sviluppo architettonico, è parte importantissima della estetica dell'edificio: spesso caratteristiche e imponenti sono le terminazioni absidali delle chiese fornite di deambulatorio con cappelle a raggera. Anche nel rinascimento raggiungono effetti grandiosi le a. bramantesche di S. Maria delle Grazie a Milano, quelle di S. Pietro in Vaticano; in età barocca notevole l'a. di S. Maria Maggiore a Roma, in cui si ha un bellissimo esempio di facciata absidale.

BIBL.: V. ARCHITETTURA ECCLESIASTICA. Vincenzo Golzio

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“ABSIDE (DAL GR. ἈΦΊΣ « GIUNTURA » E POI ANCHE « ARCO, VOLTA »), OVVERO EXEDRA.” Enciclopedia Cattolica, vol. I (1948), p. 108. Azione Romana digital edition, https://azioneromana.com/it/article/abside-dal-gr-aphis-giuntura-e-poi-anche-arco-volta-ovvero-exedra.