Ha una superfice di 200 kmq. con una popolazione di 260.000 ab., di cui 250.000 cattolici; conta 111 parrocchie con 265 sacerdoti diocesani e 100 regolari; 17 comunità religiose maschili e 55 femminili (*Ann. Pont.*, 1951, p. 291).
I. STORIA
L'antica N. (*Naòlz*, in osco *Novla* è città nuova *) fu, dopo Capua, la città più importante e più ricca del retroterra della Campania. Fu, secondo Ecateo (500 a. C.), degli Ausoni o Auronci; divenne intorno al 600 un centro di espansione etrusca e alla fine del sec. V cadde in possesso dei Sanniti. Nel 327 mandò in aiuto di Napoli, impegnata nella seconda guerra sannitica, un corpo di 2000 uomini; ma concluso il patto di alleanza tra Roma e Napoli, venne, nel 313, assalita e devastata da Quinto Fabio; nel 311 strinse alleanza con Roma. Durante la guerra annibalica, il Senato e il partito aristocratico riuscirono a mantenere N. fedele a Roma. Silla l'assediò due volte: nell'89, dopo avere sconfitti a Pompei i Sanniti, e nell'88 in cui riuscì ad espugnarla. Poco dopo Spartaco vi seminava rovine. Particolarmente legato a N. è il nome di Augusto, che vi costruì un grandioso acquedotto dalle sorgenti del Serino ai principali centri della Campania. A N. la «gens Octavia» possedeva grandi proprietà ed Augusto vi morì nel 14 d. C.Dei monumenti antichi vanno ricordati la necropoli, l'anfiteatro, il teatro, e il tempio, che alla memoria di Augusto avrebbe innalzato Tiberio. Particolare menzione merita il Cippo Abellano, che contiene in lingua osca il trattato che regola l'amministrazione e il diritto di proprietà dell'area del santuario di Ercole, posto al confine tra N. ed Abella (prima metà del II sec. a. C.). Nel 410 N. fu presa dai Goti di Alarico; nel 155 fu distrutta dai Vandali di Genserico. Unita nel 647 al Ducato longobardo di Benevento, nell'849, passò al Principato di Salerno. Carlo I d'Angiò la concesse in feudo. Nel 1528 tornava al demanio.