ACHEN (AKEN), HANS von. - Pittore tedesco, apparteneinte alla scuola di Colonia, n. nel 1552, m. nel 1615. Nel 1574 si recò a Venezia, dove subì l'influsso decisivo del Tintoretto, poi a Roma, dove dipinse una pala d'altare per la chiesa del Gesù. A Firenze eseguì numerosi ritratti, fra i quali quelli del granduca Francesco e di Giovanni da Bologna. Tornò nel 1588 a Colonia e venne poi chiamato alla corte di Monaco di Baviera, dove, in molti altari e ritratti, sviluppò un manierismo simile a quello del Peter Candid (de Witte) e Fr. Sustris. Per la sua fama di ritrattista, divenne, con Jos. Heinz e Barth. Spranger, pittore di corte dell'imperatore Rodolfo II, che lo inviò in Italia (Torino, Mantova, Modena ecc.), soprattutto per copiare quadri italiani. Josef Heinz fu suo scolaro. Le sue composizioni furono incise dal Sadeler e dal Kilian.
ACHEN (AKEN), HANS VON
Bibl.: E. Firmenich-Richartz, s. V. in Thieme-Becker, I, pp. 40-42; F. Baldinucci, Notizie dei Professori del Disegno, III, Firenze 1846 (a cura di F. Ranalli), pp. 30-33; A. Venturi, in Repertorium f. Kunst. VIII, Stoccarda 1885, pp. 10-23; R. V. Mander, Das Leben der Niederl. u. deutschen Maler, éd. Floerke, II, Monaco 1906, p. 297; G. Dehio, Geschichte der Deutschen Kunst, III, Berlin 1913, p. 187.