ACHIMELEK. - Figlio di Achitob, sommo sacerdote nel santuario di Nob (I Sam. 21-22). Comentemente lo si identifica con Achia (v.). In realtà i due nomi 'Aḥīmēlek (prob. « fratello del re ») ed 'Aḥīyāḥ (prob. « fratello di Jahweh ») si equivalgono: « re » è infatti un attributo della divinità. Presso A., in Nob, si fermò David, disarmato, fuggente l'ira di Saul. Assicurò trattarsi di missione segreta e chiese cibo ed armi. In mancanza d'altro, A. gli diede i pani della proposizione, la spada di Golia e consultò per lui l'ephod. Saul, furente, fece uccidere A. e i sacerdoti di Nob, mentre sfuggì alla strage il solo figlio di A., ACHIACHAR (v.).
Gesù richiama questo episodio per inculcare lo spirito di carità (Mc. 2, 26). Gran sacerdote ivi è detto Abiathar, invece di A. suo padre. Si è pensato ad una glossa o a un errore di amanuense; meglio: è nominato Abiathar perché più noto e più celebre (cf. M.-J. Lagrange, Saint Marc, 5ª ed., Parigi 1929, p. 53). Francesco Spadafora