ACACIA

ACACIA. – Albero della famiglia delle mimose, minosa nilotica del Linneo o acacia arabica; è la spina aegyptiaca degli antichi. Molto diffuso in Egitto e nella penisola sinaitica, è raro in Palestina dove si trova solo vicino al Giordano. Dà la gomma arabica. Il suo legno (adoperato dagli Egiziani per la costruzione delle navi sacre) è durissimo, molto leggero e quasi incorruttibile. Di colore giallognolo, col tempo diviene nero come l'ebano.

In ebraico il nome è usato al plurale šittim (šittâh solo in Is. 41, 19); dall'egiziano šndt, più tardi sonte, probabilmente «spina». Gli antichi traduttori ne hanno ignorato il significato preciso: i Settanta hanno šulow âsgnâtov «legno incorruttibile»; la Volgata, ligna setim.

Di acacia furono fatte le tavole e le colonne del Tabernacolo, ARCA (v.) dell'Alleanza, gli altari, la mensa dei pani di proposizione e le traverse per trasportare questi oggetti sacri (Ex. 25-38; Deut. 10). Il fatto che Mosè adoperava per la suppellettile del culto non il nobile cedro, ma il solo legno adatto che avesse nel deserto del Sinai e che era quasi ignoto in Palestina, conferma la storicità dei libri sacri del Pentateuco, ed esclude che il Tabernacolo sia un'idealizzazione del tempio salomonico.

BML: Th. Hasaeus, De ligno Sittim, in R. Ugolini, Thesaurus Antiquitatum Sacrarum, VIII, Venezia 1747, coll. 351-58; E. Naville, The shittim wood, in Proceedings of the Soc. of bibl. Archaeology, 34 (1912), pp. 180-90. Francesco Spadafora