ABERLE, Moritz von. - Teologo e biblista, n. il 25 apr. 1817 a Rottum presso Biberach, sacerdote il 29 ag. 1842, m. il 3 nov. 1875 a Tubinga, ove dal 1850 era ordinario di teologia morale e di esegesi del Nuovo Testamento nella facoltà teologica cattolica. Dal 1851 fu collaboratore principale della Theologische Quartalschrift.
Come moralista segue s. Alfonso, approfondisce il probabilismo, sviluppa la speculativa anziché la casuistica. I suoi studi sul Nuovo Testamento, contenuti in lunghi articoli, concernono i Vangeli (specialmente la Cena, la Passione, la Resurrezione), gli Atti, la Ia a Timoteo, l'Apocalisse. Innovatore nei metodi ma tradizionalista nel fondo, tentò di provare che gli evangelisti ebbero uno scopo apologetico antigiudaico. Fu sacerdote pio, maestro amato, ricercatore indefesso. La sua Einleitung in das Neue Testament fu edita postuma dal suo successore P. Schanz (Friburgo in Br. 1877).