ABERNETHY, JOHN

ABERNETHY, John. - Teologo presbiteriano irlandese, di idee liberali, n. da un ministro protestante nell'Ulster, secondo alcuni a Brigh, secondo altri a Coleraine, nel 1680 e m. nel dic. 1740.

Dopo aver studiato con successo nelle Università di Glasgow e di Edimburgo, venne destinato quale pastore ad Antrim, dove lavorò con zelo e carità, intento ai doveri del proprio ministero. Le sue belle doti lo fecero stimare da altre comunità presbiteriane che ne fecero richiesta. Il sinodo presbiteriano gli ordinò allora (1717) di assumere la cura della congregazione di Usher's Quay a Dublino. A. si rifiutò, sotto pretesto che la sua coscienza gli vietava di allontanarsi da Antrim; anzi, protestando contro l'esercizio tirannico del potere ecclesiastico, si mise in opposizione con l'autorità della sua Chiesa. Molti si associarono alla sua protesta e formarono con lui una società di ministri presbiteriani indipendenti (non subscribers) decisi a rivendicare i diritti della coscienza individuale contro l'oppressione dei sinodi - la Belfast Society - la quale, nel 1726, separatasi dal corpo della Chiesa presbiteriana irlandese, formò un presbiterio a parte. Quest'atto alienò da A. buon numero di fedeli di Antrim, onde egli, rammaricato, decise di allontanarsi ed accettò nel 1730 la cura della comunità di Wood Street a Dublino. Da allora data la sua fama di valente oratore. Celebri i suoi Discorsi sugli attributi di Dio (Dublino 1743). Nel 1731 si schierò contro le leggi con le quali si volevano privare i cattolici e i non-conformisti dei diritti politici, non potendo egli ammettere che un cittadino fosse escluso dal servizio del proprio paese, unicamente a motivo delle sue convinzioni religiose. Datano da questa epoca i suoi Scarce and Valuable Tracts (Londra 1751).

BIBL.: A. B. Grosart, s. V. in Dictionary of National Biography, I, p. 48; J. Seaton Reid, History of the Presbyterian Church in Ireland, III, Belfast 1867, p. 231 sgg.; J. de la Servière, s. V. in DHG, I, coll. 111-12. Cesare Bertola