AGATA

AGATA, santa - S. A., copia dal Luini (sec. XVI). Roma, Galleria Borghese.
AGATA, santa - S. A., copia dal Luini (sec. XVI). Roma, Galleria Borghese.

(Not. Atlinari)

Palermo, che per molto tempo ha conteso il vanto di averle dato i natali e dove, in una delle tre chiese a lei dedicate, quella «sopra le mura», il popolo addita un vivo sasso con la «pedata» della santa. A Palermo, nei passati secoli, il 5 febbr. aveva luogo una solenne processione, cui partecipavano dei fedeli «ignudi» (forse solo scalzi) per penitenza; ma in questa città il culto per s. A. venne presto soppiantato da quello per s. Rosalia, mentre a Catania, che venera s. A. come sua patrona e protettrice, esso è ancora in pieno rigoglio. Le feste durano tre giorni; anticamente avevano luogo corse di cavalli barberi, cavalcate di nobili, processioni cui partecipava il corpo accademico, la magistratura e, anche qui, gli *ignudi*. Originale era anche l'usanza, scomparsa già dal secolo scorso, degli «*nutpatedi*» (letteral. chiocciole marionelle), cioè di donne che, per non farsi riconoscere, si coprivano fino a metà persona con un manto di seta nera lasciando soltanto scoperto l'occhio destro per guardare e dirigersi; in quell'occasione esse potevano chiedere, a parenti e amici, dei piccoli doni che, per la forza dell'uso, non potevano essere rifiutati.

Oltre al «fercolo» o «bara», con la statua della santa, trascinata dai soci del circolo di s. A., che sostituiscono gli antichi «ignudi» e vestono il «sacco», ampio camice bianco, sono caratteristici della solenne processione i «cerei» o «candelore», grandi macchine di legno, simulanti un enorme cero adorno con lumini, bandiere, figurazioni e sculture: le recano a braccia le varie corporazioni, prima fra tutte quella dei «rinoti» (specie di ortolani). La luminaria, che accompagna la processione e sfologra in tutte le facciate delle case usa las

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Agata, santa - Martirio di S. A. Tiepolo (sec. xviti). Venezia, Museo Correr.

lungo l'interminabile percorso, è pure uno dei tratti salienti della festa, la quale viene celebrata due volte l'anno: il 5 febbr. e verso la fine d'ag., poiché il 17 di tal mese avvenne il ritorno delle reliquie della s
ciarne alcuni pezzi, che, dalla loro forma, vengono detti «minnuzzi di sant’Aati». Molto caratteristica è la processione che in onore della santa si fa nella repubblica di S. Marino: vi figura un mistero con fanciulle vestite da personaggi simbolici, come Fede, Religione, Scienza.

Il suo culto popolare è molto diffuso anche in Francia, dove essa è invocata contro i fulmini e gli incendi, oltre che per varie malattie delle donne.

BIBL.: S. Romeo, S. Agata V. e M. e il suo culto, Catania 1922; A. Van Gennep, Le culte populaire de S. Agathe en Savoie, in Rev. ethnogr. trad. pop., 5 (1924); C. Naselli, La Sacra rappresentazione fiorentina di S. Agata, Firenze 1938. Paolo Toschi