AGEMINA (da *Agian* = Persia, in arabo). - È sinonimo di lavoro «alla damaschina» ed indica una
AGEMI

Agemina - Particolare della porta della basilica di S. Paolo fuori le mura (sec. xi).
NA - Particolare della porta della basilica di S. Paolo fuori le mura (sec. XI).
tecnica dell’incrostazione del metallo, che viene scavato a disegno e riempito con fili o lamine di altro metallo battuto a freddo; è spesso confusa, ma impropriamente, NIELLO (v.). Già nota all’arte egizia e cretese-micenea, fu molto diffusa nell’antichità; la sua grande fortuna nella civiltà bizantina ed in quella musulmana si deve al progressivo scadere del gusto plastico, sostituito da quello per il colore che tale tecnica può soddisfare con raffinata preziosità di effetti e di materiali. Venne spesso usata insieme col nielo per suppellettile chiesastica (candelieri, cofanetti) ed anche per rivestimento parziale di edifici sacri (chiesa degli Apostoli e oratorio del Salvatore a Bisanzio); trovò largo impiego nelle imposte di bronzo. Sono forse di manifattura orientale quelle del Battistero lateranense a Roma con croci argentee (sec. v); ed importate direttamente da Bisanzio per mezzo dei Pantaleoni di Amalfi quelle di Salerno, di Amalfi, di Monte S. Angelo e le altre più ricche per la basilica romana di S. Paolo, tutte del tardo sec. XI. Ar-
tisti nostri sull'esempio dei bizantini eseguirono poi le porte per la tomba di Boemondo a Canosa e le due della cattedrale di Troia (1119-21). Più tardi l'a. fu usata in prevalenza per armi ed oggetti profani; fra i sacri è notevole una «pace» (v.) al museo Poldi Pezzoli di Milano (sec. XVI). - Vedi Tav. XXXI.
Bm.: J. Labarte, Histoire des arts industriels au moyen
âge et à l'époque de la Renaissance, Parigi 1872; E. Bertaux, L'art
dans l'Italie méridionale, Parigi 1904; M. Rosenberg, Niello bis
zum Jahre 1000 nach Chr., Francoforte s.M.1924; C. Dichl, Manuel
d'art bizantin, Parigi 1925; P. Toesca, Storia dell'arte italiana,
Torino 1927; G. Lehnert, Illustrierte Geschichte des Kunstge
werbes, Berlino s. d. Guglielmo Matthiae