AGNELLO DI RAVENNA

AGNELLO di RAVENNA. - Prete del sec. IX, autore del Liber Pontificalis di Ravenna. N. a Ravenna ca. l'805 da nobile e potente famiglia, al battesimo si aggiunse anche il nome dell'avo Andrea. Entrò da bambino fra i chierici della Cattedrale, a 12 anni ebbe per denari il monastero di S. Maria ad Blacherna, e poi anche dallo sto Sergio l'altro di S. Bartolomeo. Si distingueva fra gli altri preti non solo per ricchezze ma anche

per dottrina, cioè fu meno rozzo fra i rozzissimi; sapeva di greco e aveva una certa perizia delle arti manuali. Non sappiamo quando sia morto.

Pregato dai colleghi, compose il Liber pontificalis Ecclesiae Ravennatis dalle origini al vescovo Giorgio, sotto il cui regime scrisse (835-46) con molte interruzioni di tempo. Con quel vescovo finisce lo scritto, con una biografia che è un vero libello: del resto già prima l'autore non si era lasciato sfuggire occasione di sfogarsi contro colui, che aveva cercato di togliergli il possesso del monastero di S. Bartolomeo.

A. prese Liber Pontificalis (v.) di Roma, ma non l'utilizzò come fonte, certo perché non andava a genio di chi cercava ogni occasione per inveire contro le usurpazioni della Curia romana a danno delle libertà della Chiesa ravennate; anzi in tutta l'opera si può sempre scorgere l'intento di elevare un contrapposto alle gesta dei Pontefici romani. Molte altre opere antiche appaiono sporadicamente utilizzate e citate: alquanto copiosamente solo gli annali consolari di Ravenna, anche là dove talora dice di avere invece attinto ai seniori, rimpinguandoli ordinariamente di verbose amplificazioni. A base dell'opera pose i dittici della chiesa cattedrale; per molti vescovi più antichi tutto il resto è sua invenzione personale, cioè vuoti elogi e generalità. Oltre poi

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AGNELLO di RAVENNA - Liber Pontificalis, codice del sec. XV - Modena, Biblioteca Estense.
alle leggende popolari egli ha pure largamente sfruttato i documenti dell'archivio episcopale e le fonti monumentali. Queste sono le due parti che ci rendono particolarmente prezioso il suo libro, il quale risulta così un miscuglio singolare di favole futili e notizie storiche di prima mano. In sostanza è una compilazione disuguale, aneddotica, fatta senza senso storico e con strettissimi criteri campanilistici e di consorteria. Come e più che la simile compilazione romana.

A spregia cordialmente le leggi della grammatica e si contenta deliberatamente dello scorretto latino del volgo, sebbene, a seconda delle diverse sezioni dell'opera e dei diversi momenti in cui scrisse, si mostri più o meno accurato. Lo stile è per lo più negletto e pieno di lungaggini, il periodo faticoso e disordinato, a volte quasi fanciullesco. Ma ogni tanto il tono si eleva e A. diventa concitato, pieno di calore e di passione, quando sorge a difesa dell'autocefalia ravennate contro Roma, o si svelenisce contro l'arcivescovo Giorgio, o deve mettere in bella mostra sé e le cose sue. Del resto non si addobba che di ornamenti di accatto, frasi scritturali e reminiscenze virgiliane in gran copia; forse erano per lui gemme del dire i non pochi grecismi ed i molti ἀπέξ εἰρμένα.

BIBL.: L'opera ci è stata conservata nel solo codice Estense X. P. 49 da un rozzo scriba del sec. xv, che «Agnellianam stribiliginem suis erratorum portentis mirum in medum obscuriorem reddidit» (Bacchini); ed. eccellente con buon commento di Ben. Bacchini, Modena 1708; di Holder-Egger, in MGH, Scriptores rerum Langobardicarum, Hannover 1878, pp. 265-300; nuova ed. con sovrabbondante commento di A. Testi Raspanti, in Rerum Italicarum Scriptores, nuova ed., II, 111, Bologna 1924, solo fino al cap. 105. - Vedi F. Piper, Einleitung in die monumentale Theologie, Gotha 1867, p. 351 sgg.; prefaz. dell'Holder-Egger cit.; F. Lanzoni, Il Liber Pontificalis Ravennate, in Rivista di scienze storiche, 6 (1909), fasc. iv-vi; M. Manitius, Geschichte der lateinischen Literatur des Mittelalters, I, Monaco 1911, p. 714 sgg.; S. Muratori, s. v., in Enc. Ital., I (1929), pp. 896-97.

Antonio Ferrua

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“AGNELLO DI RAVENNA.” Enciclopedia Cattolica, vol. I (1948), p. 295. Azione Romana digital edition, https://azioneromana.com/it/article/agnello-di-ravenna.