AGNUS DEI, BENEDIZIONE degli. - Gli a. D. che troviamo attualmente in uso sono medaglioni di cera bianca, in forma ovale, di varia grandezza, benedetti dal Sommo Pontefice in determinate circostanze, portanti su di una faccia l'immagine dell'agnello pasquale con la croce ed intorno la iscrizione Ecce Agnus Dei qui tollit peccata mundi, e sull'altra quella di un santo o di qualche speciale evento.
I dotti non sono d'accordo nel determinarne l'origine. Sembra da escludersi ch'essa risalga all'uso invalso presso i fedeli, di conservare alcuni frammenti del cero pasquale, a cui si attribuiva speciale protezione. Quello che si può affermare con certezza è l'origine cristiana, probabilmente romana, degli a. D.; e che non bisogna andare oltre il sec. IX: infatti un Ordo Romanus dell'epoca ne parla chiaramente, ed Amalario e lo pseudo-Alcuino vi fanno allusione. Anticamente la benedizione degli a. D. si faceva al Laterano dall'arcidiacono, il sabato santo. Presente il Papa, l'arcidiacono, vestito di dalmatica, riceveva dal Pontefice il sacro crisma in una ampolla d'argento che infondeva in una caldaia di cera liquefatta. Con questa cera si facevano gli a. D., che venivano distribuiti la domenica in Albis ai fedeli dopo l'Agnus Dei della Messa papale. I più antichi che si conoscano rimontano al tempo di Giovanni XXII (1316-34) e di Gregorio IX (1227-41). In seguito, i Sommi Pontefici si riservarono la benedizione degli a. D., e assegnarono ai monaci cistercensi di Santa Croce in Gerusalemme il privilegio di prepararli.
Nel rito attuale, che rimonta al sec. XVI, si usano, per la benedizione, l'acqua santa, il crisma ed il balsamo. Il Sommo Pontefice, nel primo anno del suo pontificato, fra l'ottava di Pasqua, procede alla benedizione solenne degli a. D., e la rinnova ogni sette anni. La cerimonia consiste in tre orazioni dirette di-

