AGUSTIN, ANTONIO. - Insigne giurista e teologo spagnolo, n. a Saragozza il 26 febbr. 1517, m. a Tarragona il 31 maggio 1586. Studiò a Salamanca, a Padova e a Bologna, ove ebbe a maestro l'Alcati; nominato uditore di Rota nel 1544 su proposta di Carlo V, fu dieci anni dopo nunzio apostolico in Inghilterra, quindi, nel 1557, vescovo di Alife (Benevento); partecipò al Concilio Tridentino (1561), fu vescovo di Lerida (1561) e, infine, arcivescovo di Tarragona (dal 1576).
Dotato di vasta cultura, di acuto spirito critico, di mente aperta alle nuove correnti del pensiero scientifico, l'A. fu versato in tutti i rami del giure, ma eccelse particolarmente nello studio del diritto canonico, applicando ad esso il metodo storico, già in auge presso gli interpreti del diritto romano. Anche per questo egli fu definito dallo Schulte: il Cuiacio del diritto canonico.
Sue opere principali: Antiquae collectiones Decretalium (1576); De nominibus propriis Pandectarum (1579); Canones poenitentiales (1581); De legibus et senatusconsultis Romanorum (1583); Repertorium deci-sionum rotalium (1584); De emendatione Gratiani (1587); Epitome iuris pontificii in tres partes divisa (1587). Tutte le opere dell'A. furono ristampate a Lucca nel 1772.