AIROLDI ALIPRANDI, CESARE

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AIROLDI ALIPRANDI, CESARE. - Sacerdote, n. a Milano il 26 ott. 1800, m. ivi il 3 genn. 1891. Fu in seminario prima a Monza, poi a Milano e si laureò a Pavia. A causa delle sue idee politiche non poté darsi all'insegnamento e si dedicò in Milano al ministero pastorale ed alla predicazione. Sostenne coraggiosamente i patrioti nella fase di preparazione delle Cinque Giornate e nel corso di esse si prodigò nell'amministrare i sacramenti ai feriti ed a quanti correvano alle armi. Durante il decennio reattivo si tenne in disparte dedicandosi ad opere di apostolato e predicando. Dopo il 1859 calleggiò l'accordo fra Chiesa e Stato egualmente ben visto e considerato dalle autorità civili e da quelle ecclesiastiche.

Bibl.: A. Faconti, Le cinque giornate, Milano 1895; L. Vitali, Patria e ragione, Milano 1903; E. Michel, s. V. in Diez, Risorsg. Nasc., II, p. 25.

AISSAOUA. - Forma francese del nome della confraternita musulmana degli 'Isawiyya (in pronunzia maghrebina Aisawiyya), fondata al Marocco nel sec. XVI dal celebre santone Sidi Muhammad ibn 'Isà, e ancor oggi largamente diffusa in tutta l'Africa settentrionale. Muhammad ibn 'Isà, n. a Meknès (Miknès) e ivi m. circa il 1524 d. C., p. 154 d. C., p. 154 d. C., p. 154 d. C., p. 154 d. C., p.

AIROLDI, CESARE. - Uomo politico, n. a Palermo il 2 nov. 1774, m. a Firenze il 28 dic. 1858. Studiò a Pavia, ma alla venuta dei Francesi tornò in Sicilia ove vestì l'abito di cavaliere di Malta nel 1796. Dopo l'entrata in vigore della Costituzione siciliana del 1812 l'A. fu uno dei più autorevoli membri del partito costituzionale e fu eletto presidente della Camera dei Comuni del parlamento. Caduto il ministero Castelnuovo, anche l'A. si dimise dalla sua alta carica; ma poco dopo fu ministro degli Interni. Ristabilito il potere regio nelle mani di Ferdinando IV, l'A. esoggiò il ministro a Milano, Parigi e Firenze.

Bibl.: Necrologio di F. Parlatore nel Monitore Toscano, 1° 1° genn. 1859.

AIROLDI ALIPRANDI, CESARE. - Sacerdote, n. a Milano il 26 ott. 1800, m. ivi il 3 genn. 1891. Fu in seminario prima a Monza, poi a Milano e si laureò a Pavia. A causa delle sue idee politiche non poté darsi all'insegnamento e si dedicò in Milano al ministero pastorale ed alla predicazione. Sostenne coraggiosamente i patrioti nella fase di preparazione delle Cinque Giornate e nel corso di esse si prodigò nell'amministrare i sacramenti ai feriti ed a quanti correvano alle armi. Durante il decennio reattivo si tenne in disparte dedicandosi ad opere di apostolato e predicando. Dopo il 1859 calleggiò l'accordo fra Chiesa e Stato egualmente ben visto e considerato dalle autorità civili e da quelle ecclesiastiche.

Bibl.: A. Faconti, Le cinque giornate, Milano 1895; L. Vitali, Patria e ragione, Milano 1903; E. Michel, s. V. in Diez, Risorsg. Nasc., II, p. 1860.

AISSAOUA. - Forma francese del nome della confraternita musulmana degli 'Isawiyya (in pronunzia maghrebina Aisawiyya), fondata al Marocco nel sec. XVI dal celebre santone Sidi Muhammad ibn 'Isà, e ancor oggi largamente diffusa in tutta l'Africa settentrionale. Muhammad ibn 'Isà, n. a Meknès (Miknès) e ivi m. circa il 1524 d. C., p. 154 d. C., p. 154 d. C., p. 154 d. C., p.

AIROLDI, CESARE. - Uomo politico, n. a Palermo il 2 nov. 1774, m. a Firenze il 28 dic. 1858. Studiò a Pavia, ma alla venuta dei Francesi tornò in Sicilia ove vestì l'abito di cavaliere di Malta nel 1796. Dopo l'entrata in vigore della Costituzione siciliana del 1812 l'A. fu uno dei più autorevoli membri del partito costituzionale e fu eletto presidente della Camera dei Comuni del parlamento. Caduto il ministero Castelnuovo, anche l'A. si dimise dalla sua alta carica; ma poco dopo fu ministro degli Interni. Ristabilito il potere regio nelle mani di Ferdinando IV, l'A. esoggiò il ministro a Milano, Parigi e Firenze.

Bibl.: Necrologio di F. Parlatore nel Monitore Toscano, 1° 1° genn. 1861.

AIROLDI ALIPRANDI, CESARE. - Sacerdote, n. a Milano il 26 ott. 1800, m. ivi il 3 genn. 1891. Fu in seminario prima a Monza, poi a Milano e si laureò a Pavia. A causa delle sue idee politiche non poté darsi all'insegnamento e si dedicò in Milano al ministero pastorale ed alla predicazione. Sostenne coraggiosamente i patrioti nella fase di preparazione delle Cinque Giornate e nel corso di esse si prodigò nell'amministrare i sacramenti ai feriti ed a quanti correvano alle armi. Durante il decennio reattivo si tenne in disparte dedicandosi ad opere di apostolato e predicando. Dopo il 1859 calleggiò l'accordo fra Chiesa e Stato egualmente ben visto e considerato dalle autorità civili e da quelle ecclesiastiche.

Bibl.: A. Faconti, Le cinque giornate, Milano 1895; L. Vitali, Patria e ragione, Milano 1903; E. Michel, s. V. in Diez, Risorsg. Nasc., II, p. 1862.

AISSAOUA. - Forma francese del nome della confraternita musulmana degli 'Isawiyya (in pronunzia maghrebina Aisawiyya), fondata al Marocco nel sec. XVI dal celebre santone Sidi Muhammad ibn 'Isà, e ancor oggi largamente diffusa in tutta l'Africa settentrionale. Muhammad ibn 'Isà, n. a Meknès (Miknès) e ivi m. circa il 1524 d. C., p. 154 d. C., p. 154 d. C., p. 154 d. C., p.

AIROLDI, CESARE. - Uomo politico, n. a Palermo il 2 nov. 1774, m. a Firenze il 28 dic. 1858. Studiò a Pavia, ma alla venuta dei Francesi tornò in Sicilia ove vestì l'abito di cavaliere di Malta nel 1796. Dopo l'entrata in vigore della Costituzione siciliana del 1812 l'A. fu uno dei più autorevoli membri del partito costituzionale e fu eletto presidente della Camera dei Comuni del parlamento. Caduto il ministero Castelnuovo, anche l'A. si dimise dalla sua alta carica; ma poco dopo fu ministro degli Interni. Ristabilito il potere regio nelle mani di Ferdinando IV, l'A. esoggiò il ministro a Milano, Parigi e Firenze.

Bibl.: Necrologio di F. Parlatore nel Monitore Toscano, 1° 1° genn. 1863.

AIROLDI ALIPRANDI, CESARE. - Sacerdote, n. a Milano il 26 ott. 1800, m. ivi il 3 genn. 1891. Fu in seminario prima a Monza, poi a Milano e si laureò a Pavia. A causa delle sue idee politiche non poté darsi all'insegnamento e si dedicò in Milano al ministero pastorale ed alla predicazione. Sostenne coraggiosamente i patrioti nella fase di preparazione delle Cinque Giornate e nel corso di esse si prodigò nell'amministrare i sacramenti ai feriti ed a quanti correvano alle armi. Durante il decennio reattivo si tenne in disparte dedicandosi ad opere di apostolato e predicando. Dopo il 1859 calleggiò l'accordo fra Chiesa e Stato egualmente ben visto e considerato dalle autorità civili e da quelle ecclesiastiche.

Bibl.: A. Faconti, Le cinque giornate, Milano 1895; L. Vitali, Patria e ragione, Milano 1903; E. Michel, s. V. in Diez, Risorsg. Nasc., II, p. 25.