AISSAOUA. - Forma francese del nome della confraternita musulmana degli 'Isawiyya (in pronunzia maghrebina Aisawiyya), fondata al Marocco nel sec. XVI dal celebre santone Sidi Muhammad ibn 'Isà, e ancor oggi largamente diffusa in tutta l'Africa settentrionale. Muhammad ibn 'Isà, n. a Meknès (Miknès) e ivi m. circa il 1524 d. C., p. 154 d. C., p. 154 d. C., p. 154 d. C., p.
AIROLDI, CESARE. - Uomo politico, n. a Palermo il 2 nov. 1774, m. a Firenze il 28 dic. 1858. Studiò a Pavia, ma alla venuta dei Francesi tornò in Sicilia ove vestì l'abito di cavaliere di Malta nel 1796. Dopo l'entrata in vigore della Costituzione siciliana del 1812 l'A. fu uno dei più autorevoli membri del partito costituzionale e fu eletto presidente della Camera dei Comuni del parlamento. Caduto il ministero Castelnuovo, anche l'A. si dimise dalla sua alta carica; ma poco dopo fu ministro degli Interni. Ristabilito il potere regio nelle mani di Ferdinando IV, l'A. esoggiò il ministro a Milano, Parigi e Firenze.
AIROLDI ALIPRANDI, CESARE. - Sacerdote, n. a Milano il 26 ott. 1800, m. ivi il 3 genn. 1891. Fu in seminario prima a Monza, poi a Milano e si laureò a Pavia. A causa delle sue idee politiche non poté darsi all'insegnamento e si dedicò in Milano al ministero pastorale ed alla predicazione. Sostenne coraggiosamente i patrioti nella fase di preparazione delle Cinque Giornate e nel corso di esse si prodigò nell'amministrare i sacramenti ai feriti ed a quanti correvano alle armi. Durante il decennio reattivo si tenne in disparte dedicandosi ad opere di apostolato e predicando. Dopo il 1859 calleggiò l'accordo fra Chiesa e Stato egualmente ben visto e considerato dalle autorità civili e da quelle ecclesiastiche.
AISSAOUA. - Forma francese del nome della confraternita musulmana degli 'Isawiyya (in pronunzia maghrebina Aisawiyya), fondata al Marocco nel sec. XVI dal celebre santone Sidi Muhammad ibn 'Isà, e ancor oggi largamente diffusa in tutta l'Africa settentrionale. Muhammad ibn 'Isà, n. a Meknès (Miknès) e ivi m. circa il 1524 d. C., p. 154 d. C., p. 154 d. C., p. 154 d. C., p.
AIROLDI, CESARE. - Uomo politico, n. a Palermo il 2 nov. 1774, m. a Firenze il 28 dic. 1858. Studiò a Pavia, ma alla venuta dei Francesi tornò in Sicilia ove vestì l'abito di cavaliere di Malta nel 1796. Dopo l'entrata in vigore della Costituzione siciliana del 1812 l'A. fu uno dei più autorevoli membri del partito costituzionale e fu eletto presidente della Camera dei Comuni del parlamento. Caduto il ministero Castelnuovo, anche l'A. si dimise dalla sua alta carica; ma poco dopo fu ministro degli Interni. Ristabilito il potere regio nelle mani di Ferdinando IV, l'A. esoggiò il ministro a Milano, Parigi e Firenze.
AIROLDI ALIPRANDI, CESARE. - Sacerdote, n. a Milano il 26 ott. 1800, m. ivi il 3 genn. 1891. Fu in seminario prima a Monza, poi a Milano e si laureò a Pavia. A causa delle sue idee politiche non poté darsi all'insegnamento e si dedicò in Milano al ministero pastorale ed alla predicazione. Sostenne coraggiosamente i patrioti nella fase di preparazione delle Cinque Giornate e nel corso di esse si prodigò nell'amministrare i sacramenti ai feriti ed a quanti correvano alle armi. Durante il decennio reattivo si tenne in disparte dedicandosi ad opere di apostolato e predicando. Dopo il 1859 calleggiò l'accordo fra Chiesa e Stato egualmente ben visto e considerato dalle autorità civili e da quelle ecclesiastiche.
AISSAOUA. - Forma francese del nome della confraternita musulmana degli 'Isawiyya (in pronunzia maghrebina Aisawiyya), fondata al Marocco nel sec. XVI dal celebre santone Sidi Muhammad ibn 'Isà, e ancor oggi largamente diffusa in tutta l'Africa settentrionale. Muhammad ibn 'Isà, n. a Meknès (Miknès) e ivi m. circa il 1524 d. C., p. 154 d. C., p. 154 d. C., p. 154 d. C., p.
AIROLDI, CESARE. - Uomo politico, n. a Palermo il 2 nov. 1774, m. a Firenze il 28 dic. 1858. Studiò a Pavia, ma alla venuta dei Francesi tornò in Sicilia ove vestì l'abito di cavaliere di Malta nel 1796. Dopo l'entrata in vigore della Costituzione siciliana del 1812 l'A. fu uno dei più autorevoli membri del partito costituzionale e fu eletto presidente della Camera dei Comuni del parlamento. Caduto il ministero Castelnuovo, anche l'A. si dimise dalla sua alta carica; ma poco dopo fu ministro degli Interni. Ristabilito il potere regio nelle mani di Ferdinando IV, l'A. esoggiò il ministro a Milano, Parigi e Firenze.
AIROLDI ALIPRANDI, CESARE. - Sacerdote, n. a Milano il 26 ott. 1800, m. ivi il 3 genn. 1891. Fu in seminario prima a Monza, poi a Milano e si laureò a Pavia. A causa delle sue idee politiche non poté darsi all'insegnamento e si dedicò in Milano al ministero pastorale ed alla predicazione. Sostenne coraggiosamente i patrioti nella fase di preparazione delle Cinque Giornate e nel corso di esse si prodigò nell'amministrare i sacramenti ai feriti ed a quanti correvano alle armi. Durante il decennio reattivo si tenne in disparte dedicandosi ad opere di apostolato e predicando. Dopo il 1859 calleggiò l'accordo fra Chiesa e Stato egualmente ben visto e considerato dalle autorità civili e da quelle ecclesiastiche.
AISSAOUA. - Forma francese del nome della confraternita musulmana degli 'Isawiyya (in pronunzia maghrebina Aisawiyya), fondata al Marocco nel sec. XVI dal celebre santone Sidi Muhammad ibn 'Isà, e ancor oggi largamente diffusa in tutta l'Africa settentrionale. Muhammad ibn 'Isà, n. a Meknès (Miknès) e ivi m. circa il 1524 d. C., p. 154 d. C., p. 154 d. C., p. 154 d. C., p.
AIROLDI, CESARE. - Uomo politico, n. a Palermo il 2 nov. 1774, m. a Firenze il 28 dic. 1858. Studiò a Pavia, ma alla venuta dei Francesi tornò in Sicilia ove vestì l'abito di cavaliere di Malta nel 1796. Dopo l'entrata in vigore della Costituzione siciliana del 1812 l'A. fu uno dei più autorevoli membri del partito costituzionale e fu eletto presidente della Camera dei Comuni del parlamento. Caduto il ministero Castelnuovo, anche l'A. si dimise dalla sua alta carica; ma poco dopo fu ministro degli Interni. Ristabilito il potere regio nelle mani di Ferdinando IV, l'A. esoggiò il ministro a Milano, Parigi e Firenze.
AIROLDI ALIPRANDI, CESARE. - Uomo politico, n. a Palermo il 2 nov. 1774, m. a Firenze il 28 dic. 1858. Studiò a Pavia, ma alla venuta dei Francesi tornò in Sicilia ove vestì l'abito di cavaliere di Malta nel 1796. Dopo l'entrata in vigore della Costituzione siciliana del 1812 l'A. fu uno dei più autorevoli membri del partito costituzionale e fu eletto presidente della Camera dei Comuni del parlamento. Caduto il ministero Castelnuovo, anche l'A. si dimise dalla sua alta carica; ma poco dopo fu ministro degli Interni. Ristabilito il potere regio nelle mani di Ferdinando IV, l'A. esoggiò il ministro a Milano, Parigi e Firenze.
AIROLDI ALIPRANDI, CESARE. - Uomo politico, n. a Palermo il 2 nov. 1774, m. a Firenze il 28 dic. 1858. Studiò a Pavia, ma alla venuta dei Francesi tornò in Sicilia ove vestì l'abito di cavaliere di Malta nel 1796. Dopo l'entrata in vigore della Costituzione siciliana del 1812 l'A. fu uno dei più autorevoli membri del partito costituzionale e fu eletto presidente della Camera dei Comuni del parlamento. Caduto il ministero Castelnuovo, anche l'A. si dimise dalla sua alta carica; ma poco dopo fu ministro degli Interni. Ristabilito il potere regio nelle mani di Ferdinando IV, l'A. esoggiò il ministro a Milano, Parigi e Firenze.
AIROLDI ALIPRANDI, CESARE. - Uomo politico, n. a Palermo il 2 nov. 1774, m. a Firenze il 28 dic. 1858. Studiò a Pavia, ma alla venuta dei Francesi tornò in Sicilia ove vestì l'abito di cavaliere di Malta nel 1796. Dopo l'entrata in vigore della Costituzione siciliana del 1812 l'A. fu uno dei più autorevoli membri del partito costituzionale e fu eletto presidente della Camera dei Comuni del parlamento. Caduto il ministero Castelnuovo, anche l'A. si dimise dalla sua alta carica; ma poco dopo fu ministro degli Interni. Ristabilito il potere regio nelle mani di Ferdinando IV, l'A. esoggiò il ministro a Milano, Parigi e Firenze.
AIROLDI ALIPRANDI, CESARE. - Uomo politico, n. a Palermo il 2 nov. 1774, m. a Firenze il 28 dic. 1858. Studiò a Pavia, ma alla venuta dei Francesi tornò in Sicilia ove vestì l'abito di cavaliere di Malta nel 1796. Dopo l'entrata in vigore della Costituzione siciliana del 1812 l'A. fu uno dei più autorevoli membri del partito costituzionale e fu eletto presidente della Camera dei Comuni del parlamento. Caduto il ministero Castelnuovo, anche l'A. si dimise dalla sua alta carica; ma poco dopo fu ministro degli Interni. Ristabilito il potere regio nelle mani di Ferdinando IV, l'A. esoggiò il ministro a Milano, Parigi e Firenze.
AIROLDI ALIPRANDI, CESARE. - Uomo politico, n. a Palermo il 2 nov. 1774, m. a Firenze il 28 dic. 1858. Studiò a Pavia, ma alla venuta dei Francesi tornò in Sicilia ove vestì l'abito di cavaliere di Malta nel 1796. Dopo l'entrata in vigore della Costituzione siciliana del 1812 l'A. fu uno dei più autorevoli membri del partito costituzionale e fu eletto presidente della Camera dei Comuni del parlamento. Caduto il ministero Castelnuovo, anche l'A. si dimise dalla sua alta carica; ma poco dopo fu ministro degli Interni. Ristabilito il potere regio nelle mani di Ferdinando IV, l'A. esoggiò il ministro a Milano, Parigi e Firenze.
AIROLDI ALIPRANDI, CESARE. - Uomo politico, n. a Palermo il 2 nov. 1774, m. a Firenze il 28 dic. 1858. Studiò a Pavia, ma alla venuta dei Francesi tornò in Sicilia ove vestì l'abito di cavaliere di Malta nel 1796. Dopo l'entrata in vigore della Costituzione siciliana del 1812 l'A. fu uno dei più autorevoli membri del partito costituzionale e fu eletto presidente della Camera dei Comuni del parlamento. Caduto il ministero Castelnuovo, anche l'A. si dimise dalla sua alta carica; ma poco dopo fu ministro degli Interni. Ristabilito il potere regio nelle mani di Ferdinando IV, l'A. esoggiò il ministro a Milano, Parigi e Firenze.
AIROLDI ALIPRANDI, CESARE. - Uomo politico, n. a Palermo il 2 nov. 1774, m. a Firenze il 28 dic. 1858. Studiò a Pavia, ma alla venuta dei Francesi tornò in Sicilia ove vestì l'abito di cavaliere di Malta nel 1796. Dopo l'entrata in vigore della Costituzione siciliana del 1812 l'A. fu uno dei più autorevoli membri del partito costituzionale e fu eletto presidente della Camera dei Comuni del parlamento. Caduto il ministero Castelnuovo, anche l'A. si dimise dalla sua alta carica; ma poco dopo fu ministro degli Interni. Ristabilito il potere regio nelle mani di Ferdinando IV, l'A. esoggiò il ministro a Milano, Parigi e Firenze.
AIROLDI ALIPRANDI, CESARE. - Uomo politico, n. a Palermo il 2 nov. 1774, m. a Firenze il 28 dic. 1858. Studiò a Pavia, ma alla venuta dei Francesi tornò in Sicilia ove vestì l'abito di cavaliere di Malta nel 1796. Dopo l'entrata in vigore della Costituzione siciliana del 1812 l'A. fu uno dei più autorevoli membri del partito costituzionale e fu eletto presidente della Camera dei Comuni del parlamento. Caduto il ministero Castelnuovo, anche l'A. si dimise dalla sua alta carica; ma poco dopo fu ministro degli Interni. Ristabilito il potere regio nelle mani di Ferdinando IV, l'A. esoggiò il ministro a Milano, Parigi e Firenze.
AIROLDI ALIPRANDI, CESARE. - Uomo politico, n. a Palermo il 2 nov. 1774, m. a Firenze il 28 dic. 1858. Studiò a Pavia, ma alla venuta dei Francesi tornò in Sicilia ove vestì l'abito di cavaliere di Malta nel 1796. Dopo l'entrata in vigore della Costituzione siciliana del 1812 l'A. fu uno dei più autorevoli membri del partito costituzionale e fu eletto presidente della Camera dei Comuni del parlamento. Caduto il ministero Castelnuovo, anche l'A. si dimise dalla sua alta carica; ma poco dopo fu ministro degli Interni. Ristabilito il potere regio nelle mani di Ferdinando IV, l'A. esoggiò il ministro a Milano, Parigi e Firenze.
AIROLDI ALIPRANDI, CESARE. - Uomo politico, n. a Palermo il 2 nov. 1774, m. a Firenze il 28 dic. 1858. Studiò a Pavia, ma alla venuta dei Francesi tornò in Sicilia ove vestì l'abito di cavaliere di Malta nel 1796. Dopo l'entrata in vigore della Costituzione siciliana del 1812 l'A. fu uno dei più autorevoli membri del partito costituzionale e fu eletto presidente della Camera dei Comuni del parlamento. Caduto il ministero Castelnuovo, anche

Aix - Cattedrale, porta della facciata occidentale di Giovanni Guiramand di Tolone (1508-10).
A. essendo divenuta metropoli civile dal momento della divisione della Narbonense alla fine del sec. IV, pretese anche una supremazia religiosa che le fu contestata dalla vicina sede di Arles. Nel Concilio di Francoforte del 794, il vescovo di A. rivendicò i suoi diritti che vennero confermati dalla S. Sede.
Più volte i confini della provincia ecclesiastica furono ritoccati: nel 1790, dall'Assemblea Costituente; nel 1822, con la creazione della metropoli di Avignone, e finalmente nel 1866, con quella di Algeri. Oggi, più vasta che non prima della Rivoluzione, comprende le diocesi suffragane di Ajaccio, di Digne, di Fréjus, di Gap, e di Nizza. La bolla Paternae cavitatis, del 6 ott. 1822, ha attribuito alla sede di A. i due circondari di A. e di Arles, con i titoli di Arles e di Embrun, già soppressi dal concordato napoleonico. Come diocesi, A. abbraccia il territorio del dipartimento delle Bouches-du-Rhône salvo il distretto di Marsiglia, con una popolazione di 239.500 cattolici su 263.400 ab., 201 sacerdoti, 3 arcidiaconati, 23 decanati e 130 parrocchie. La diocesi è posta sotto il patronato di S. Mitre (Mitrius, o Mitrius).
A. ha dato alla Chiesa il cardinali tra i suoi arcivescovi e 7 tra i canonici del capitolo metropolitano. Arcivescovi degni di menzione: il card. Guillaume Filastre (1420-22); Gilbert Génébrard (1591-96); il card. Girolamo Grimaldi (1648-85); Raymond de Cucé de Boisgelin (1771-1801). Jeande Saint-Chamond (1551-66) aderì alla riforma calvinista e si mise a capo di un reggimento ugonotto, dopo aver rinunziato all'episcopato.
Nell'ambito della diocesi, numerosi gli istituti religiosi, distrutti poi dalla Rivoluzione francese, tra i quali la Certosa di Sainte-Marthe. Vi si svilupparono soprattutto sul loro nascere le fondazioni medievali dell'Ordine Apostolico di S. Giovanni.
I Concili di A. - Si ha notizia di diversi sinodi o concili tenuti ad A. Quello del 1112 emanò tre decreti, il primo dei quali riservava all'arcivescovo della città la quarta parte dei redditi della diocesi. In un altro, celebrato nel 1409, con la partecipazione di tre province, furono eletti i membri da inviare al Concilio di Pisa. Quello del 1416 scelse i delegati per il Concilio di Costanza.
Nel 1612 Hurault de l'Hôpital, arcivescovo di A., convocò un concilio per censurarvi un Trattato della potestà ecclesiastica e civile, in cui l'autore, Edmondo Richer, propugnava la libertà della Chiesa gallicana. Più importante fu il concilio o sinodo del 1672. Girolamo Grimaldi, cardinale arcivescovo, ne pubblicò gli statuti che trattano dei doveri dei pastori e dell'amministratione dei Sacramenti e raccomandano ai parroci l'osservanza del Rituale Romano. In appendice è la lista dei casi riservati e dei canoni penitenziali nonché gli avvisi di s. Carlo Borromeo ai confessori.
L'Università di A. - Tra le istituzioni ecclesiastiche di A. emerge l'Università (Studium generale), fondata da Alessandro V con la bolla In eminentis del 9 dic. 1409, sulla base di antiche scuole teologiche locali. Confermata da Luigi II di Angiò, re di Sicilia e di Gerusalemme e conte di Provenza (lettera del 31 dic. 1413), l'Università fu molto favorita dal figlio Renato I d'Angiò (ordinanza del 7 nov. 1460). Ne era cancelliere l'arcivescovo. Ebbe fin dal principio le facoltà di teologia, di diritto canonico e civile, e dal 1642 anche quella di medicina.
Espressione dell'anima e della cultura provenzale, l'Università fu riconfermata nel sec. XVII dal re di Francia. Soppressa dalla Rivoluzione (1793), nel 1808 Napoleone la trasformò in Accademia dell'Università imperiale di Francia. Oggi costituisce un'unica università con quella di Marsiglia (Université d'Aix-Mar-

Aix - Cattedrale. Particolare del chiostro (sec. xi).
).
Aix - Cattedrale. Particolare del chiostro (sec. XI).
Seille), le cui facoltà di diritto e di lettere hanno sede in A., quelle di scienze e di medicina-farmacia a Marsiglia.
Gran parte dei suoi documenti medievali rimasero bruciati, nel 1536, nella invasione di Carlo V. Gli antichi statuti, redatti negli anni 1420-40, sono stati pubblicati per la prima volta da Bonifacio Blancas (Almae Aquarum Sextiarum Universitatis vetera et nova Statuta, Constitutiones et Consuetudines, Aix 1667) e nuovamente, insieme agli altri documenti superstiti, da Marcello Fournier (Les Statuts et Privilèges des Universités Françaises depuis leur fondation jusqu'en 1789, III, Parigi 1892, pp. 1-32).
Aix - Enciclopedia Cattolica. - I.
AJACCIO - Veduta.