AESMA DAEVA. - È fra i Persiani lo spirito della collera e della contesa, ed ha per costante epiteto «dalla sanguinosa clava». È dedito all'ubbriachezza, nella quale egli attinge parte della sua forza. La maggior parte dei mali che tormentano le creature sono da attribuirsi a lui, e la morte e le sciagure dei mitici
re iranici si devono ugualmente alla sua opera (Bun-dalhišn, 28, 17). Contro le sue spaventose incursioni gli uomini si rivolgono per aiuto a Sraoša, che è il suo più temibile nemico e sa domarne la rabbia (Yasna, 57, 25). Il suo nome appare già negli antichi inni, le Gáthá: al suo aiuto fanno appello i devi (diavoli) per distruggere la vita degli uomini (Yasna, 30, 6); e anche gli animali domestici, specialmente la vacca, hanno molto da soffrire della sua attività (Yasna, 44, 20). Alla fine del mondo egli sarà sconfitto ed abbattuto dal Sashiyant (Bundalhišn, 30, 28).