ADI GRANTH

ADI GRANTH. - «Il libro fondamentale», detto pure semplicemente Granth «Libro» (per eccellenza, in senso religioso: Bibbia) o Granth Sahib «Il libro santo fondamentale»: raccolta di canti e discorsi composti e recitati in pubblico da Nanak (1469-1538), Sikh (v.) o «discepoli», comunità religiosa dell'India settentrionale, trasforma tassi ben presto in una Chiesa politico-militare, e da tre altri maestri (guru) che seguirono dopo di lui.

Un altro Granth, intitolato «Il Granth del decimo guru» fu compilato dai Sikh nel 1734. Oltre a preghiere di Govind Singh (1675-1708), decimo ed ultimo guru (al quale si deve la vera organizzazione dei Sikh nell'accennata teocrazia politico-militare, ma con netto carattere democratico), tale secondo Granth, che non gode tuttavia della stessa autorità del primo, comprende pure, tra l'altro, inni del nono guru Teg Baltadur.

L'Ad. costituisce la Bibbia dei Sikh, dei quali Govind Singh si considera l'ultimo maestro, o guru (egli accenna, anzi, nel secondo Granth, alla sua divina missione). Dopo di lui, unico guru o Maestro si sarebbe dovuto considerare il Granth Sahib, vero rappresentante di Dio sulla terra, incarnazione dei guru. Tale libro sacro si conserva pur oggi nella copia principale, in uso di addetti alla sua quotidiana lettura (granthis), sotto la cupola del «tempo d'oro» (Har Mandar), il santuario dei Sikh, eretto nel 1762 in Amritsar, la città santa dei Sikh, sulle fondamenta di un santuario musulmano distrutto.

L'Ad., la cui lingua è il dialetto Brajbhākhā (una varietà della hindī occidentale) con notevoli influssi di parhābi e con contaminazioni praterie, persiane, mārātīi e gujarātī (il Granth del decimo guru) è invece in antica hindī), contiene, come il secondo, i principi fondamentali della dottrina dei Sikh. Questi sono: la credenza nella unicità di Dio, con conseguente ripudio di ogni idolatria; l'eguaglianza di tutti gli uomini di fronte a Dio, alla quale consegue l'abolizione delle caste; la proibizione del sacrificio delle vedove sul rogo del marito; l'obbligo dell'astensione dal vino e da ogni altra bevanda alcoolica e dal fumo. Permesso è invece l'uso della carne, il che ha reso i Sikh un popolo di gran lunga più forte degli altri fratelli indiani.

L'ultimo censimento (1941) fa ammontare i fedeli del sikhismo a 4.335.771.

Bibl.: M. Macauliffe, The Sikh Religion, 6 voll., Londra 1909, (versione del Granth). Ambrogio Ballini