ACERRA. - Due strumenti di sacrificio son designati dagli antichi con questo nome: una cassetta per l'incenso (ascula turaria; turalis) che veniva adoperata nei sacrifici agli dèi, e un altarino portatile sul quale si faceva bruciare l'incenso, e che nelle cerimonie funebri veniva collocato innanzi al letto del morto. Questo secondo uso venne interdetto da una legge delle XII tavole. Le cassette per l'incenso si trovano talora rappresentate sui rilievi classici; in quanto agli altarini portatili, sono forse da identificarsi con le cosiddette arulae in terracotta, di cui ci sono giunti, interi o in frammenti, circa un centinaio di esemplari.
Per l'arte, V. TURIBOLO.