Enciclopedia Cattolica vol. IV, 1950 Protestantesimo Questioni particolari

CONGREGAZIONALISTI

English Cita

ADIAFORTI, AMERICAN BOARD, INDIPENDENTI, SETTA DEGLI rimandano qui.

Noto anche come: inglese: Independents, Congregational churches, Congregationalism

CONGREGAZIONALISTI. - Denominazione di protestanti che professano l'assoluta indipendenza da ogni comunità (congregazione) di fedeli. La pseudoriforma in Inghilterra si sviluppò su tre linee differenti, sfocando nell'anglicanesimo, nel puritanesimo e nel separatismo. L'anglicanesimo, soprattutto nella sua forma primitiva di Enrico VIII, aveva conservato molte dottrine e costumi della Chiesa cattolica, ed anche al presente ne conserva qualcuna, come l'episcopato. Il puritanesimo, formato da elementi calvinizzanti, aderiva bensì all'anglicanesimo in quanto chiesa dello Stato, ma voleva una Chiesa più pura, cioè senza tanti vestigi del cattolicesimo e con maggior partecipazione dei fedeli nella scelta dei ministri e nel governo della Chiesa. Il separatismo, costituito dai cosiddetti «indipendenti», condannava tutta la Chiesa d'Inghilterra, dalla quale in coscienza credeva doversi separare, perché riteneva esser l'episcopato contrario alla S. Scrittura. Per molto tempo le linee che separavano un partito dall'altro non erano così determinate da non trovarsi nell'uno partigiani, almeno parziali, dell'altro: di qui una grande confusione. Uno dei principali esponenti del separatismo, chiamato in seguito congregazionalismo, fu Roberto Browne (v.). Le sue dottrine si svilupparono prima in Inghilterra e poi principalmente in Olanda, dove i suoi partigiani ed egli stesso dovettero rifugiarsi per sfuggire alla persecuzione della Chiesa di Stato. Ma l'organizzatore principale fu Giovanni Robinson (1575-1625), il quale, benché ministro anglicano, abbracciò le dottrine del Browne e dovette anch'egli rifugiarsi in Olanda. Da questo paese organizzò la spedizione di una parte dei suoi seguaci e di alcuni profughi puritani (1620-21), conosciuti con il nome di «padri pellegrini», i quali, emigrati nella colonia inglese dell'America del Nord, diedero principio al congregazionalismo americano.

Congregazionalismo inglese. Quattro anni prima della spedizione dei «padri pellegrini», cioè nel 1616, Enrico Jacob, amico del Robinson dall'Olanda ritornato in Inghilterra, vi aveva fondata occultamente una Chiesa congregazionalista. Dopo se ne stabilirono alcune altre, sempre occultamente; ma solamente al tempo di Oliviero Cromwell (v.; 1647-58) ebbero un po' di respiro, anzi poterono formolare una dichiarazione dei loro principi e delle loro dottrine, che presentarono al governo poco dopo la morte del Cromwell. È la famosa Dichiarazione di Savoy, così chiamata dal palazzo nel quale si riunirono. Questa Dichiarazione che è ancora considerata carta fondamentale, vuole l'indipendenza assoluta delle Chiese locali o congregazioni, dichiara che l'autorità civile non può immischiarsi nelle questioni religiose, riconosce come ministri del culto solamente coloro che le singole Chiese locali abbiano scelto, chiede la tolleranza religiosa, ecc. Quando nel 1660 fu ristabilita la monarchia e con essa la Chiesa ufficiale, i c. furono di nuovo perseguitati, ma dopo la rivoluzione del 1688 fu concessa loro piena libertà. L'estremo individualismo delle Chiese locali causò alcuni inconvenienti, per ovviare ai quali si fece ricorso alla formazione di unioni parziali delle Chiese più vicine, e nel 1833 a una più generale, la «Congregational Union of England and Wales». Però si deve ricordare che le decisioni prese nelle giunte generali non hanno nessuna forza senza il libero consenso delle singole Chiese locali. Esse possono soltanto dare consigli e favorire la mutua cooperazione e intelligenza nelle cose di interesse comune a tutte le Chiese congregazionaliste.

Congregazionalismo americano. Le spedizioni dei « padri pellegrini » trasportati dal Mayflower nell'America del Nord, fu seguita da molte altre. Quasi tutti gli emigrati erano indipendenti o c., alcuni pochi puritani, i quali però adottarono le dottrine e il regime della maggioranza. Anche nell'America del Nord si vide la necessità di qualche unione tra le Chiese locali indipendenti, e così si ebbero, tra gli altri, i Sinodi di Cambridge del 1648, di Boston del 1680 e del 1865, e soprattutto il Concilio nazionale di Oberlin nel 1871, ma senza autorità veruna sulle Chiese. Dai c. americani si separarono gli unitari con a capo G. Elleri Channing. Nel 1929 si unirono con i cristiani. Il sistema congregazionalista dell'assoluta indipendenza delle Chiese locali è il sistema adottato da molte sette come i battisti, i cristadelfiani, i discepoli ecc.

I c. americani hanno organizzato la società missionaria protestante americana più antica e una delle più attive, cioè l'American Board o Segretariato americano. Il suo nome completo è American Board of Commissioners for Foreign Missions, con la sigla A. B. C. F. M. cioè « segretariato o giunta americana di delegati per le Missioni Estere ». È la più antica delle società missionarie protestanti americane. Nacque nel 1810 fra alcuni studenti che decisero di dedicarsi alle Missioni Estere. Il loro piano fu accolto dall'Associazione generale delle Chiese congregazionaliste del Massachusetts. Lo scopo del segretariato era di predicare il Vangelo nei paesi stranieri, fondare Chiese indigene che bastassero a se stesse (self-directing, self-supporting, self-expanding), istituire scuole preparatorie di guide e istruttori, e cooperare con le altre sette. Attratte dall'idea delle Missioni Estere, alcune sette si unirono all'American Board, ma in seguito se ne separarono per dedicarsi a missioni proprie, e i c. rimasero quasi soli a formare l'A. B., società molto bene organizzata, con un comitato prudenziale attivo ed efficace, composto di missionari antichi ed esperimentati, che studiano tutte le questioni missionarie che vengono presentate. L'A. B. considera con speciale predilezione le missioni che sostiene tra i cattolici. In Italia i c. furono chiamati nel 1872 dalla « Chiesa libera italiana », ma l'abbandonarono nel 1874 per le difficoltà di trovarvi un campo adatto, essendovi già tante altre agenzie « evangeliche ». Difatti in quegli anni vi affluivano missionari metodisti, battisti, ecc. L'attività missionaria dell'A. B. si può dedurre dalle 17 missioni che sostiene, sparse per tutto il mondo, tra le quali cinque in quelle che esso chiama « terre o paesi papali » e stima « cristiani solamente di nome », cioè le isole Filippine, le Caroline, il Messico, la Spagna e la Cecoslovacchia.

Bibliografia10 opere
BIBL.: J. Waddington, Congregational History, 4 voll., Londra 1880; E. Dunning, Congregationalism in America, Nuova York 1894; A. Mackennal, Sketches of the Evolution of English Congregationalism, Londra 1901; H. Ottis Dwight, H. Allen Tupper, E. Munsell Bliss, The Encyclopaedia of Missions, 1904; R. W. Dalle, History of English Congregationalism, Londra 1907; Annual Report of the American Board of Commissioners for Foreign Missions, Boston 1916-38; The Congregational Quarterly, ivi 1915-35; United States Department of Commerce, Religious Bodies, 1926, Washington 1929; Yearbook of Missions, 1930-38; A. Peel, These Hundred Years, Londra 1931.

Camillo Crivelli

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Testo originale: Enciclopedia Cattolica, vol. IV (1950), coll. 281–284.

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Crivelli, Camillo. “Congregazionalisti.” In Enciclopedia Cattolica, vol. IV, coll. 281–284. Città del Vaticano: Ente per l’Enciclopedia Cattolica e per il Libro Cattolico, 1950. https://azioneromana.com/it/article/congregazionalisti.

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Crivelli, Camillo. “Congregazionalisti.” Enciclopedia Cattolica, vol. IV, Ente per l’Enciclopedia Cattolica e per il Libro Cattolico, 1950, coll. 281–284. Azione Romana, https://azioneromana.com/it/article/congregazionalisti.

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