Enciclopedia Cattolica vol. I, 1948 Storia, storici e biografie varie Storici, biografie varie

AKBAR

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Noto anche come: inglese: Akbar the Great, Abu'l-Fath Jalal-ud-din Muhammad Akbar, Jalal-ud-din Muhammad Akbar; Abū 'l-Fatḥ Galāl ad-dīn

AKBAR. - Sultano d'India, terzo della dinastia dei Moghul. Era figlio di Humājūn, e nipote di Bāber, il capostipite della dinastia. N. a Umarkot nel Sind il 15 ott. 1542, salì al trono nel 1556, e morì ad Agra, che aveva eletto, in luogo di Delhi, sua capitale, il 1° ott. 1605, lasciando il trono al figlio Selim (Giahānghir). Il nome personale di A. (che non è se non un soprannome onorifico, o nome di regno) era Abū 'l-Fatḥ Galāl ad-dīn.

Suo padre Humājūn aveva appena cominciato la riconquista dei suoi Stati, di cui l'aveva spogliato l'usurpatore Šer Šāh, allorché venne a morire: il figlio giovanetto, con l'aiuto di valenti generali, seppe condurre a buon fine la riconquista dei domini aviti, sicché il suo regno comprese, oltre l'Indostan propriamente detto, l'Afghanistan orient., il Bengala, il Kašmīr, e gran parte del Dekkān, raggiungendo così i più estesi confini che mai abbia avuto l'impero moghul. Ma la politica di A., una volta restaurato il suo Stato, non fu rivolta a violente conquiste, bensì a sagge opere di pace. La sua organizzazione dell'amministrazione, e in particolare delle finanze, con l'abolizione dell'imposta canonica gravante sui non musulmani (gizjah), e il pareggiamento di tutti i sudditi senza distinzione di casta e di fede negli obblighi fiscali, non è che uno degli aspetti estrinseci più cospicui di una politica di tolleranza e larghezza di vedute, per cui il nome di A. va famoso. Essa si fonda sul pieno pareggiamento di indū e musulmani (mentre musulmana era la dinastia e la classe dirigente dello Stato), e culmina col tentativo di A. di fondere tutte le religioni rivelate, e in concreto l'islamismo, l'induismo e lo zoroastrismo, le tre religioni cui apparteneva la maggioranza dei suoi sudditi, in un unico vago e puro monoteismo acconfessionale (taẓhīd-i ilāhī).

Secondo questa concezione, l'unico Dio, il cui concetto era spogliato da ogni precisazione dogmatica e da ogni cerimoniale cultuale, veniva adorato e servito in purezza e semplicità di vita, inculcate quali supremi doveri dell'uomo; e solo come concessione alla umana debolezza e al suo bisogno di simboli, venivano accolti il sole ed il fuoco quale immagini della divinità. Questo teismo sembra che non abbia avuto altri seguaci all'infuori dell'immediata cerchia di A., e che non sia mai penetrato in larghe masse di popolo. Alla morte di A., d'altra parte, suo figlio Giahānghir ritornò anche personalmente all'ortodossia musulmana; ma il nobile tentativo sincretistico dell'imperatore Moghul resta sempre uno dei più singolari fenomeni della storia dell'Islam e della religiosità orientale. L'interesse per questa alta e originale figura di sovrano, fautore e promotore di cultura, vissuto in una cerchia di corte permeata di scienza e di poesia (suo primo ministro, e storiografo aulico, fu il celebre letterato persiano Abū 'l-Faḍl 'Allāmī), è ancora stimolato dal curioso fatto che A. restò personalmente per tutta la vita analfabeta.

Nei riguardi del suo atteggiamento verso il cristianesimo, è da notare la buona accoglienza da lui fatta alle missioni cattoliche di Francescani e Gesuiti, così come in generale egli si dimostrò favorevole agli europei, ed incline ad allacciare regolari relazioni con le potenze cristiane dell'Occidente.

Bibliografia3 opere
BIBL.: D. Bartoli, Missione al Gran Mogol del p. Acquaviva, Torino 1825; V. A. Smith, A. the Great Mogul, 2ª ed., Oxford 1919; A. Vāth, Kaiser Abbars religiöser Werdegang, in

Kathol. Missionen, Friburgo in Br. 1920-1921, p. 201 sgs.; The Commentary of Father Monserrate on his journey to the Court of A., ediz. di J. S. Hoyland e S. N. Banerjee, Calcutta 1922; E. Maclagan, The Jesuits and the Great Mogul, Londra 1932; Pastor, XI, pp. 737-41.

Francesco Gabrieli

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Di Francesco Gabrieli

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Testo originale: Enciclopedia Cattolica, vol. I (1948), coll. 613–615.

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Gabrieli, Francesco. “Akbar.” In Enciclopedia Cattolica, vol. I, coll. 613–615. Città del Vaticano: Ente per l’Enciclopedia Cattolica e per il Libro Cattolico, 1948. https://azioneromana.com/it/article/akbar.

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Gabrieli, Francesco. “Akbar.” Enciclopedia Cattolica, vol. I, Ente per l’Enciclopedia Cattolica e per il Libro Cattolico, 1948, coll. 613–615. Azione Romana, https://azioneromana.com/it/article/akbar.

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