ALANI. - Popolo nomade di razza scitica. Al momento in cui appaiono nella storia abitavano tra il mar Caspio e il lago Aral. Verso il 350, sotto la pressione degli Unni, avanzarono verso occidente, insediandosi nelle regioni subcaucasiche verso il mare di Azov. Un forte gruppo si associò ai Vandali, seguendoli per la Gallia e la penisola iberica fino in Africa (409-16). Ebbero da questi il Vangelo ma, come i loro missionari, furono ariani. Una parte di questo gruppo, stabilitosi nella regione di Orléans, combatté, nella battaglia sui campi Catalaunici (451), con i Romani contro Attila, ma sparve sotto la dominazione visigotica. Gli A., rimasti nelle regioni caucasiche, ebbero molte relazioni con l'impero bizantino, e sin dal sec. IX furono, lentamente e con vario successo, convertiti dalla chiesa greca. Il viaggiatore Guglielmo da Rubruck, nel 1253, li trovò organizzati in una provincia ecclesiastica, con due suffraganei.
Per molti secoli troviamo A., mercenari, nell'esercito bizantino. L'alano Aspar intronizzò Marciano (450-57) e Leone I (457-74) e, col suo partito, diresse la politica, finché fu ucciso (471). Sotto Andronico II (1228-41) gli A. si offrirono di combattere i Turchi, chiedendo in compenso terreno coltivabile. Poco dopo, assorbiti dai tanti popoli che passarono per le regioni da loro abitate, sparirono.