Enciclopedia Cattolica vol. I, 1948 Storia, storici e biografie varie Storici, biografie varie

ALBA, FERDINANDO ALVAREZ DI TOLEDO, DUCA D'

English Cita

Noto anche come: inglese: Alva; spagnolo: Duque de Alba

ALBA, FERDINANDO ALVAREZ di TOLEDO, duca d'. - N. a Petrahita nel 1507, e rimasto orfano di padre a quattro anni, venne allevato dal nonno Federico Alvarez, dal quale ereditò il fanatismo monarchico, lo zelo religioso, l'odio alle eresie e la severa disciplina. Assai per tempo si segnalò per uomo d'arme a Carlo V, che lo volle con sé nelle imprese militari d'Ungheria, di Tunisi e di Germania e gli affidò l'educazione di Filippo II, per la stima in cui lo teneva più che per la confidenza, che non gli poté mai concedere per la disparità dei caratteri. Sotto Filippo II, risplendette la fortuna del duca, essendo identico il modo di sentire spagnolo e religioso, la lentezza nel prendere le risoluzioni, la decisione nel mantenerle, l'idea della autorità e la crudeltà contro i nemici. Egli n'ebbe difatti il governo di Milano (1555) e di Napoli (1556), il comando della guerra contro Paolo IV ed il compito di spagnolizzare i Paesi Bassi.

ALBA, FERDINANDO ALVAREZ DI TOLEDO, duca d'. - Incisione di P. de Jode da un quadro smarrito di Tiziano.
ALBA, FERDINANDO ALVAREZ DI TOLEDO, duca d'. - Incisione di P. de Jode da un quadro smarrito di Tiziano.(da Sarda, Liziano)

Nella guerra contro Paolo IV, che fu nobilitata dal desiderio generoso del vecchio Pontefice di sottrarre l'Italia al dominio spagnolo e rivelò l'impreparazione diplomatica e militare del governo pontificio e l'egoismo dei principi italiani, il duca d'A. si trovò di fronte milizie papali indisciplinate con forze francesi guidate da un capo, il duca di Guisa, che l'irresoluzione ed il doppio giuoco dei governanti impacciava ed irretiva. Non gli fu quindi difficile non solo impedire l'invasione del regno napoletano, voluta da Paolo IV, ma giungere sotto le mura di Roma e dettare la famosa pace di Cave. Il Pontefice ne uscì senza sacrifici territoriali o di grosse taglie, ma il pontificato perdette allora ogni possibilità di affermare il suo primato politico nella penisola. Si discusse a lungo se la moderazione del duca nel rinunciare ad un secondo sacco di Roma, che avrebbe potuto fare, e nel dettare le condizioni di quella pace fosse dovuta a calcolo politico o, come si ritiene, al rispetto per il papato.

Nei Paesi Bassi il duca d'A. fu inviato per ridurre all'obbedienza un popolo arrivato, sotto la guida di abili capi, a raggiungere l'autonomia, ad imporre adeguate imposte ed a stroncare la dilagante eresia; ed operò con tale feroce risoluzione e spietata crudeltà da farsi esecrare nei secoli futuri. Imprigionò i capi (conti di Egmont e d'Hornea), istituì un Consiglio contro i ribelli e vi sedette sino a nove ore al giorno per firmare decreti di confisca e di morte, e ridusse il popolo alla miseria ed al banditismo. Il principe d'Orange, istigato dagli emigrati e soccorso da ugonotti di Francia e luterani di Germania, gli mosse guerra, ma il duca reagi energicamente e uscì vittorioso dalla prova. Allora credette di potere spagnolizzare il paese abolendo privilegi, introducendo nuovi ordinamenti, imponendo tali imposte da liberare la Spagna da ogni gravoso contributo. Le imposte furono inaudite e provocarono l'improvvisa insurrezione del popolo che, sostenuto da luterani ed ugonotti, avrebbe vinta la partita se la Notte di S. Bartolomeo non avesse stroncato gli ugonotti francesi. Il duca accorse allora contro i ribelli del Sud, facendo scempio di guarnizioni e popolazioni, ma il Nord resistette con vantaggio ed ebbe ragione di lui. Filippo II è costretto a richiamarlo nel 1573, e non gli sa più perdonare la disdetta politica e militare, della quale, al dire degli storici del Belgio, equanimi estimatori, il vero responsabile era lui stesso. Lo relega infatti prigioniero, con un pretesto, nel villaggio di Uzeda. Solo nel 1580, avendo bisogno della sua perizia, lo libera per mandarlo alla conquista del Portogallo. Fu conquista facile, ma rattristata dai consueti saccheggi ed atrocità. Tra i bagliori di quella ingiusta guerra, per cui ancora una volta le sue mani grondarono sangue, il duca d'A. si spense di lenta febbre a Tourar nel 1582. Il duca d'A. è noto altresì come estimatore e mecenate delle arti e per i suoi rapporti con Tiziano.

Bibliografia4 opere
BIBL.: Documentos escogidos del Archivo de la casa de Alba, Madrid 1891, pp. 61-197; H. Pirenne, Histoire de Belgique, IV, Bruxelles 1927, pp. 3-46; G. G. Dept. in Biographie nationale de Belgique, XXV, Bruxelles 1930, coll. 388-404, con ampia bibliografia; Pastor, VI, pp. 364-421.

Luigi Berra

Informazioni sulla voce

Di Luigi Berra

Fonte firma a stampa

Testo originale: Enciclopedia Cattolica, vol. I (1948), coll. 631–633.

Pagine a stampa Apri nel visualizzatore
Pagina 392
vol. 1, coll. 631–632
Pagina 393
vol. 1, coll. 633–634

Altre voci di Luigi Berra: ALBANI, FAMIGLIA · ALBERICI, GIACOMO · ALBERTI, LEANDRO · AICHER, OTTONE · ALBERTO D'AUSTRIA

Cita questa voce

Chicago

Berra, Luigi. “Alba, ferdinando alvarez di toledo, duca d'.” In Enciclopedia Cattolica, vol. I, coll. 631–633. Città del Vaticano: Ente per l’Enciclopedia Cattolica e per il Libro Cattolico, 1948. https://azioneromana.com/it/article/alba-ferdinando-alvarez-di-toledo-duca-d.

MLA

Berra, Luigi. “Alba, ferdinando alvarez di toledo, duca d'.” Enciclopedia Cattolica, vol. I, Ente per l’Enciclopedia Cattolica e per il Libro Cattolico, 1948, coll. 631–633. Azione Romana, https://azioneromana.com/it/article/alba-ferdinando-alvarez-di-toledo-duca-d.

BibTeX

@incollection{ec1_alba_ferdinando_alvarez_di_tol,
  author    = {Berra, Luigi},
  title     = {Alba, ferdinando alvarez di toledo, duca d'},
  booktitle = {Enciclopedia Cattolica},
  volume    = {I},
  pages     = {631--633},
  note      = {Cited by column},
  publisher = {Ente per l’Enciclopedia Cattolica e per il Libro Cattolico},
  address   = {Città del Vaticano},
  year      = {1948},
  url       = {https://azioneromana.com/it/article/alba-ferdinando-alvarez-di-toledo-duca-d}
}

Una delle circa 20.000 voci recuperate dai dodici volumi a stampa (1948–54). Hai notato qualcosa? Aiutaci a migliorarla.

Salva per dopo

Inserisci la tua email: ti invieremo un link per accedere. Nessuna password. Ciò che salvi (voci, versetti, capitoli, documenti) ti segue su ogni dispositivo.