ALBANI

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ALBANI. - Popolo del Caucaso abitante della Aquania, la cui sorte è legata a quella degli Armeni. La tradizione indica come primo predicatore del cristianesimo presso gli A. Eliseo, che penetrò fin nell'interno del paese, e costruì una chiesetta, dove fu poi martirizzato. Gli A. furono convertiti interamente alla fede per mezzo degli apostoli mandati dalla Chiesa armena al principio del sec. IV. Presto si formò una Chiesa sul tipo di quella armena, con un katholikos, risiedente in Partav, e dipendente dalla Chiesa armena. Il katholikosato degli A. fu soppresso nel sec. XIX.

Gli A. si unirono agli Armeni nelle guerre religiose contro il culto mazdaico dei Persiani (451). Separatisi, insieme agli Armeni, dalla Chiesa universale, tentarono poi l'unione nel 709, ma il katholikos Elia d'Armenia in un concilio tenuto a Partav depose il katholikos degli A. Nerses Bakur, promotore della conciliazione, sostituendogli Simon.

La letteratura degli A. iniziata per opera di s. M. Sroob nel sec. V, venne distrutta totalmente nel sec. VI, dai Xasiri. Nessun popolo quanto gli A. venne sottoposto a vessazioni, data la loro posizione geografica che segna il passaggio dall'Asia all'Europa; in seguito a queste la fede cristiana tra di essi venne distrutta completamente e sostituita dall'islamismo.

BIBL.: M. Kalankautzati, Histoire des A. (trad. E. Boré), Parigi 1860 (l'originale è in armeno); Dr. Barudarian Makar, Paese Albano e virini (in armeno), Tiflis 1893; F. Tournebize, Hist. polit. et relig. de l'Arménie, Parigi 1900; Fr. Kirakos di Ganzak, Storia Armena (in armeno), Tiflis 1910; G. Amaduni, Monachismo (in armeno, e trad. franc. Brosset), Venezia 1940, pp. 79-95, 130, 208.