ANNIBALE. - Cardinale, n. a Urbino nel 1682, m. a Roma nel 1751. Fratello di Alessandro e nipote di Clemente XI, dopo essere stato canonico di S. Pietro e presidente della Camera apostolica, fu inviato, nel 1709, come nunzio straordinario per la pace tra l'Impero austriaco e gli Stati tedeschi, rimanendo per due anni a Vienna. Risultato della sua missione fu la ratifica dell'elezione di Carlo VI ad imperatore. Si recò quindi presso l'elettore di Sassonia, re di Polonia, per regolare la situazione dei cattolici e, creato cardinale nel 1711, fu prima segretario dei Memoriali, poi camerlengo di S. Romana Chiesa e arciprete della Basilica vaticana. Vescovo di Sabina nel 1730, tenne il sinodo che pubblicò nel 1737 e che fu molto elogiato da Benedetto XIV.
Sottodecano del S. Collegio e vescovo di Porto e S. Rufina nel 1743, non appena fu annunciata la riforma
dell'Archiginnasio romano da parte di Benedetto XIV (1747) si dimise dall'ufficio di camerlengo e di arcicancelliere della Sapienza. Durante il suo cardinalato lavorò, con assiduità e con tenacia, per far riconoscere dalla S. Sede Augusto II re di Polonia, per cui venne in dissappare con Luigi XIV.
Pubblicò in parecchi volumi, con dedica al S. Collegio, le opere di suo zio, bolle, brevi e il Pontificale Romanum Clementis XI auctoritate recognitum (1720).