ALBANI, FAMIGLIA. - Due profughi albanesi, Giorgio e Filippo di Michele de Lazi, già combattenti agli ordini di Giorgio Castriota Scanderbeg, sdegnando di restare nella loro patria caduta sotto il dominio turco, si rifugiarono ad Urbino, dove Federico e Guidobaldo di Montefeltro li adoperarono in negozi di guerra e di pace. Presero il cognome di Albanesi che ALTOBELLO, figlio di Giorgio, mutò in A. e tramandò
(da G. Br

igante Colonna, Porporati e artisti nella Roma del '700) ALBANI - Stemma degli A. di Urbino.
alla discendenza, insieme con le cospicue ricchezze accumulate nel ducato ospitale. Da Altobello (1445-1564) nacque Annibale (1530-91) e da Annibale Ora- zio (1576-1653), il quale diede gran lustro alla fami- glia perché, inviato come plenipotenzario dall'ultimo duca d'Urbino a trattare presso Urbano VIII la devo- luzione dello Stato alla S. Sede, meritò di essere eletto senatore di Roma. Dei suoi figli Annibale e Carlo, il primo abbracciò la carriera ecclesiastica e divenne pre- fetto della Biblioteca Vaticana; il secondo sposò una Mosca di Pesaro, famiglia ricca ma non nobile ed at- tese in Urbino all'amministrazione dei beni famigliari. La fortuna fu invece assicurata alla casa dal figlio di Carlo I, Gian Francesco, il quale, lasciato al fratello Orazio il compito di perpetuare la discendenza, si fece sacerdote, e, fermatosi a Roma, entrò nel governo dello Stato pontificio e salì sino al fastiglio del papato, CLEMENTE XII (v.).
Secondo gli usi del tempo, in conseguenza di que- sta elezione, la famiglia A. ebbe il patriziato romano, la nobiltà principesca ed uffici curiali, ma non mag- giori ricchezze, perché Clemente XI, fedele al costi- tuto di Innocenzo XII contro il nepotismo, negò al fratello ed ai nipoti denaro e dignità cospicue; soltanto Annibale, figlio del fratello Orazio, fu creato cardinale; Alessandro, fratello di Annibale, ebbe invece il cardi- nalato da Innocenzo XIII. Degli altri due cardinali di casa A., Gian Francesco fu figlio di Carlo e Giuseppe di Orazio, fratello del card. Gian Francesco: entrambi lasciarono buona memoria di sé. (Per i singoli cardinali vedi sotto).
La famiglia A. si spense nel 1852 con Filippo, ul- timo figlio di Orazio III. Primogenitura e fidecom- messi passarono, non senza contrasti, nei Castelbarco- Simonetti-Visconti, per via di Antonia Litta Arese, figlia di Elena, sorella di Orazio III, e sposa appunto ad un Castelbarco. Il nome dura tuttavia, oltre che per merito del buon pontificato di Clemente XI, per la singolare ricchezza delle raccolte artistiche, che ab- bellirono la villa A. sulla via Salaria ed il palazzo, già Mattei, alle Quattro Fontane. Purtroppo tali rac- colte andarono disperse, ma in buona parte finirono nei musei Vaticano e Capitolino. Peggiore sorte toccò alla biblioteca, che, ceduta alla Prussia poco dopo un secolo, andò sommersa in mare al largo di Civita- vecchia. Anche la biblioteca d'Urbino, creazione di Clemente XI, è da qualche anno emigrata dalla sua sede originaria. - Vedi Tav. XLVII.
Nobil.: P. E. Visconti, Storia di Roma. Titolo X. Famiglie Nobili, III, Roma 1848, pp. 3-110, con notizie sicure, attinte ancora alle fonti di famiglia: F. Canuti, Catalogo dei manoscritti che esistevano in Urbino nella biblioteca del papa Clemente XI, Fano 1939, p. 13; Pastor, XIII, pp. 271-73; XV, p. 12.
Luigi Berra
Annibale. - Cardinale, n. a Urbino nel 1682, m. a Roma nel 1751. Fratello di Alessandro e ni- pote di Clemente XI, dopo essere stato canonico di S. Pietro e presidente della Camera apostolica, fu inviato, nel 1709, come nunzio straordinario per la pace tra l'Impero austriaco e gli Stati tedeschi, rima- nendo per due anni a Vienna. Risultato della sua mis- sione fu la ratifica dell'elezione di Carlo VI ad impera- tore. Si recò quindi presso l'elettore di Sassonia, re di Polonia, per regolare la situazione dei cattolici e, creato cardinale nel 1711, fu prima segretario dei Memoriali, poi camerlengo di S. Romana Chiesa e arciprete della Basilica vaticana. Vescovo di Sabina nel 1730, tenne il sinodo che pubblicò nel 1737 e che fu molto elogiato da Benedetto XIV.
Sottodecano del S. Collegio e vescovo di Porto e S. Rufina nel 1743, non appena fu annunciata la riforma

alla discendenza, insieme con le cospicue ricchezze accumulate nel ducato ospitale. Da Altobello (14451564) nacque Annibale (1530-91) e da Annibale Orazio (1576-1653), il quale diede gran lustro alla