ALBERTINI, GIORGIO-FRANCESCO. - Teologo e predicatore domenicano, n. il 20 febbr. 1732 a Parenzo dove m. il 29 apr. 1810. Nel 1745 vestì l'abito religioso a Venezia e vi compì gli studi. Predicò con eloquenza incisiva e solida in molte città d'Italia. Insegnò teologia a Venezia, nel Collegio di Propaganda (1789) a Roma, dove si trovava fin dal 1787 chiamatovi da Pio VI, a Padova (1791), inviatovi dai Riformatori di quello Studio per succedere al p. Antonio Valsecchi, ove (1708-91) rimase con onore sino alla soppressione di detta facoltà (1807). Rifiutò tre cattedre di filosofia,
offertegli dalle nuove autorità del Regno italico, ricusò di far parte del Collegio dei Dottori da esse istituito, di andare alle assise elettorali di Bologna, per protestare contro la persecuzione della Chiesa e del Papa. Pubblicò varia opere apologetiche, chiare e moderate. Nelle sue lezioni teologiche (Acroases, 5 voll., Padova-Venezia 1798-1802, a cui aggiunse un VI volume di Scholia, Venezia 1808) si ispirò a un largo concordismo attirandosi le simpatie dei non tomisti e gli attacchi dei tomisti. Il p. Domenico Pellegrini (1737-1820) lo criticò nel suo In Acroases p. G. A. animadversionum theologicarum specimen (Verona 1803), e cui l'A. rispose. Di lui ci restano pure due opere ingegnose nelle quali tenta di determinare la cronologia del mondo dalla creazione.