AKINDYNOS, GREGORIOS. - Monaco greco del sec. XIV, la cui vita è quasi sconosciuta e le cui opere sono quasi tutte inedite. Ebbe parte attiva nella controversia palamita (v. ESICASMO; PALMAS), alla quale tutti i suoi scritti si riferiscono. Prima favorevole a Palamas che sperava di ricondurre all'ortodossia, divenne in seguito suo avversario reciso. Si fece a torto di A. un amico dei Latini, un latinofrono, versato nella scolastica occidentale, Barlaam (v.) di Seminara e soprattutto perché gli si attribuì erroneamente l'opera *De essentia et operatione*, che è di Procoro Cidonio. In realtà A. è un bizantino rigidamente conservatore; e niente denota in lui la conoscenza della scolastica latina. Nella controversia palamita, A. milita nel partito avverso ad ogni innovazione dottrinale. Benché venga di solito associato a Barlaam negli anatemi dei concili palamiti, egli è ben lontano dal condividere tutte le opinioni del Calabrese, specie quella sulla natura della luce tradizionale. È d'accordo con lui solo nella tesi fondamentale dell'assoluta semplicità di Dio.
I suoi scritti comprendono 3 confessioni di fede, 5
svariate confutazioni di lunghezza diversa della teologia di
Palamas, un Rapporto al Patriarca Giovanni Calecas sul-
l'origine della controversia fra Barlaam e Palamas, un poe-
ma di 509 giambi contro Palamas, alcune lettere e dei
giambi a Niceforo Gregoras. Eccetto il Rapporto, pub-
blicato da Teodoro Ouspenskii (Il sinodicon della domenica
dell'ortodossia, Odessa 1893, p. 88 sgg., in russo), il poema
contro Palamas edito in PG 150, 843-63, due lettere e
alcuni giambi a Gregoras (PG 148, 70 sgg., 84 sgg., 29
sgg., 72 sgg.), tutto il resto è inedito e si trova nel Cod. 223
di Monaco e nel Cod. Marciano 155 di Venezia.