ALBERTO di BRANDEBURGO, arcivescovo di MAGONZA. - N. nel giugno 1490, m. ad Aschaffenburg il 24 sett. 1545. Figlio di Giovanni IV elettore di Brandeburgo; destinato alla carriera ecclesiastica, studiò a Francoforte sull'Oder dove conobbe Ulrico di Hutten. Sino dal 1509 ebbe un beneficio nella cattedrale di Magonza; nell'ag. 1513 ebbe l'arcivescovato di Magdeburgo e poco dopo l'amministrazione del vescovato da Halbertadt. Rimasto vacante l'arcivescovato elettorale di Magonza, fu eletto a questa sede il 9 marzo 1514 e fu confermato dal Papa il 18 ag. Ma egli non intendeva rinunciare alle due sedi ottenute in precedenza, e per pagare alla Camera apostolica le tasse dovute a causa di questo cumulo di benefici, Leone X gli concesse di pubblicare in quelle diocesi e nell'elettorato di Brandeburgo l'indulgenza per la fabbrica di S. Pietro, non ancora predicata in quelle regioni. Il domenicano Giovanni Tetzel fu incaricato di questa predicazione nel 1517 e in questa occasione ebbe inizio la ribellione di Lutero. Di facile vita e di rilassati costumi A. non si raccomandava certo come vescovo zelante: pure il 24 marzo 1518 Leone X lo creò cardinale di S. Grisogono (titolo che poi lasciò per S. Pietro in Vincoli), e ciò per avere in lui in Germania un difensore della fede. A. però non si fece scrupolo di trattenere presso di sé Ulrico di Hutten, Capito, Hedius ed altri notori luterani; il 21 dic. 1521 scrisse anche a Lutero, ma invano questi lo esortò a prendere moglie ed a secolarizzare il suo principato. Di qui nel 1525 le ire di Lutero contro di lui; ciò però non impedì che A. ritenesse anche in seguito di tirarlo alla sua parte. Molto fiacco si dimostrò A. nella difesa del cattolicesimo; lasciò che si stampassero libri eretici e che preti si ammogliassero. Migliori disposizioni dimostrò nel 1542-43 quando fu in rela-
