ALBERTO DI SASSONIA (ALBERTO DI HELMSTEDT, Albertutius, Albertus parvus). - Filosofo acconsentito a cultore delle scienze naturali, della seconda metà del sec. XIV. M. nel 1390. Studiò all'Università di Parigi, vi insegnò dal 1351, e ne divenne rettore nel 1353. Fondata nel 1365 l'Università di Vienna, A. ne fu, per primo, rettore, fino al 1366, quando venne eletto vescovo di Halberstadt.
Numerose e varie le sue opere: Tractatus logicae; Sophismata; Quaestiones in logicam Guil. Occam; In Post. Analyst; Quaestiones super octo Physicorum libros; In libros de coelo et mundo; De generatione et corruptione; Expositio decem librorum Ethicorum Aristotelis; De sensu et de sensato; Tractatus de proportionibus, ecc.
Sebbene l'importanza filosofica e scientifica di A. non sia di primo piano, riallacciandosi egli generalmente a dottrine di predecessori e maestri, tuttavia, attraverso le sue molte opere lette, citate, trascritte, e in seguito più volte stampate, A. contribuì non poco a quel fervore di ricerche, specialmente nel campo della «physica», che costituisce la miglior nota della scuola terministica del sec. XIV, e prelude ad alcune delle grandi scoperte del sec. XVI nel campo della meccanica e fisica celeste. Fedele discepolo di Occam in logica, segue nelle scienze Buridano (v.) da cui riprende, fra l'altro, la teoria dell'«impetus» con le varie applicazioni, non senza introdurvi le vedute discordanti di Nicola di Oresme. Notevoli inoltre le sue ricerche e ipotesi (anche qui in dipendenza da Nicola di Oresme) sulle leggi matematiche del moto accelerato - particolarmente della caduta dei gravi - in rapporto al tempo e allo spazio percorso. Notevoli anche le sue vedute alquanto originali sul centro di gravità, posto al centro del mondo: verso questo punto tende naturalmente il centro di gravità della terra, come parimenti al centro della terra tende il centro di gravità dei corpi. Alberto enunzia anche, riprendendola da «uno dei suoi maestri», l'ipotesi, del resto non affatto dimenticata nel medioevo, del moto della terra e dell'immobilità del cielo.
tustheorie der Scholastik, Vienna 1940; An den Grenzen von Scho- lastik und Naturwissenschaft, Essen 1943 (v. GIUDICI).