ALESSANDRO da S. ELPIDIO. - Teologo e canonista agostiniano, n. nel 1265 a S. Elpidio nella Marca d'Ancona. Gli si attribuisce il cognome Fassitelli, taciuto peraltro dagli storiografi contemporanei. Entrato tra gli Eremitani di s. Agostino, studiò a Egidio Romano (v.), ed ebbe il grado di baccelliere. Nel 1300 fu nominato rettore dello studentato dell'Ordine presso la corte pontificia di Anagni, quindi ritornò nella provincia delle Marche come definitore provinciale. Nel 1307 si trovò di nuovo a Parigi, in qualità di maestro e professore di teologia, finché nel 1312 fu eletto priore generale del suo Ordine, carica che coprì per cinque volte successive. Nel
1326 fu elevato al seggio vescovile di Melfi in Lucania. Morì pochi mesi dopo.
Si distinse per zelo della regolare osservanza, specialmente del silenzio e della povertà, congiunto a non comune prudenza di governo. Riordinò anche, nel suo Ordine, gli studi ecclesiastici. Adoperò le sue insigni doti intellettuali a pro delle scienze sacre e dell'autorità pontificia.
Le sue opere sono per lo più inedito. Solo furono stampate: De inisidizione imperii et auctoritate summi Pontificis (Lione 1498, 1538; Rimini 1624); Tractatus de ecclesiastica potestate (Torino 1496; Rimini 1624, e nella Biblioteca pontificia di T. Roccabrati, II, Roma 1695, pp. 1-40).