ALESSIO I COMENO, imperatore di Bisanzio. - Regnò dal 1081 al 1118. Apparteneva ad una famiglia feudale originaria di Comne in Tracia, ma trapiantata in Asia Minore; lo zio Isacco era già stato imperatore dal 1057 al 1059, ma non aveva potuto conservare il potere per l'opposizione dell'aristocrazia burocratica bizantina. La situazione dell'impero all'avvento di A. era grave: l'Anatolia era stata invasa dai Turchi, e i possessi d'Italia erano stati conquistati dai Normanni, che, agli inizi stessi del suo regno, sbarcarono sulla costa albanese col programma di occupare la Macedonia e l'intero impero. A. seppe procurarsi l'alleanza di Venezia, a costo di gravi con-

cessioni commerciali, che diedero ai Veneziani il predominio mercantile nel Levante. Nel 1085 la morte di Roberto il Guiscardo poneva fine al pericolo normanno. Era il momento per pensare ai Turchi seggiudici, che avevano creato ad Iconio il sultanato di Rum, ma l’improvvisa invasione dei barbari Petecneghi in Tracia mise a repentaglio l’esistenza stessa dell’impero. L’alleanza con la tribù dei Polovzi (o Comani) permise ad A. di distruggerli (1091).
In tali gravi pericoli A. aveva dovuto riprendere con la S. Sede le trattative per mettere fine allo scisma di Michele Cerulario. L’imperatore mirava a togliere ogni difficoltà per avere aiuti militari dai principi di Occidente. Le trattative durarono a lungo, dal 1088 al 1095, e si collegano alla comparsa di una ambasciera imperiale al Concilio di Piacenza, in cui Urbano II percorre la causa della cristianità bizantina e orientale in genere. Così tra il Concilio di Piacenza e quello di Clermont maturò il piano della crociata. Non vi furono però, pare, trattative tra il Papa ed A.: la comparsa dei principi crociati sul Bosforo fu un fatto nuovo che costrinse l’imperatore a precisare la sua posizione. La crociata fu ora basata sulla conclusione di un foedus tra l’impero e i principi i quali si obbligarono, per averne l’aiuto, a riconoscere i diritti di A. su tutti i territori che si riconquistassero sugli infedeli. Le relazioni fra A. e i crociati furono cordiali fino all’assedio di Antiochia, ma l’indebita occupazione di questa città da parte di Boemondo, e gli indugi di A., arrestatosi in Anatolia nella lotta contro i Turchi, portarono, nell’estate del 1098, ad un’apertura rottura con i crociati, che ripresero la loro spedizione senza più preoccuparsi dell’impero bizantino. Di qui la leggenda dell’imperatore menzognero e fedifrago esaminata e confutata dagli studi recenti. A. in realtà continuò a variare riprese a favorire i Crociati; i rapporti furono difficili solo con Boemondo d’Antiochia, il quale, tra l’altro, nel 1108 ritenne lo sbarco a Durazzo e la conquista della Macedonia, ma senza risultato. A. era riuscito ad ogni modo a salvare l’impero bizantino anche da questa crisi. I suoi ultimi anni furono occupati nella riorganizzazione interna e nelle lotte con i Turchi.
ALESSIO: de’ FALCONIERI: V. SETTE FONDATORI DELL'ORD.
ALESSIO: da SALÒ: V. SEGALA, ALESSIO DA SALÒ.