AMFITEATROV, ANTON. - Teologo russo dis-sidente del sec. XIX (1815-79), allievo e dottore del- l'Accademia ecclesiastica di Kiev.
S'è molto occupato della formazione del clero par- rocchiale, per il quale ha pubblicato una Teologia dogma- tica della Chiesa ortodossa cattolica orientale, molto usata in Russia e tradotta in greco (Atene 1858) e in bulgaro (Kiscerov 1869). Ha lasciato anche due raccolte di discorsi (Kiev 1859; Kazan 1870).
Martino Jugie
'AM HÃ'-ARES. - Locuzione ebraica (popolò della terra), che nei primi documenti indica sempli- cemente il popolo di una determinata regione oppure la gente della campagna (Gen. 42, 6; II Reg. 24, 14), ma già in Esd. (4, 4) e Neh. (10, 31) designa i pagani imparentati con gli israeliti. Il senso dispre-giativo, estraneo al significato primitivo, si accentuò sempre più; l'espressione divenne quasi sinonima di 'ignorante' ed 'empio'. Con tale termine venivano designati dai dotti farisei e scribi coloro che non cono-scevano la legge. Al 'am hã'-âres i farisei zelanti rim-proveravano l'ignoranza della legge (cf. Deut. 27, 26) e la trascuratezza degli obblighi dichiarati fondamentali dal loro zelo, come il pagamento delle decime e tutte le pratiche per la purità legale (Mt. 23, 1-36). I dot-tori rabbinici prescrivevano la più rigorosa separazione dall'abbietto 'popolo della terra'. L'odio fra le due parti antagoniste, che affiora anche nel Vangelo (Io. 7, 49: 'maledetti'), aveva radici profonde e si mani-festava in forme drastiche, come si vede nella Misnâh, in modo particolare nel trattato Pêsahim. Il cristiane-simo, con la sua dottrina di amore e di fratellanza universale, trovò maggior penetrazione fra il 'popolo della terra', al quale offriva comprensione e carità, che non presso i superbi scribi e farisei.
Lukas und Johannes und die Apostelgeschichte erläutert aus Tal-mund und Midrasch, II, Monaco 1924, pp. 484-519; E. Würth-wein, Der 'amm ha'ares im Alten Testament, Stoccarda 1936. Angelo Penna