Enciclopedia Cattolica vol. I, 1948 Opere caritative, associazioni religiose, confraternite

AMICIZIA CRISTIANA

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Noto anche come: A. C.

AMICIZIA CRISTIANA. - Società segreta cattolica per la diffusione della buona stampa, fondata in Torino dal padre Niccolò von Diessbach (v.) tra gli anni 1778-80. Nei documenti la si indica sempre con la sigla A. C.

Si componeva di 12 membri detti Amici Cristiani, sei uomini, laici e sacerdoti, e sei donne, provenienti dal ceto aristocratico e colto. La parte direttiva della società era riservata agli uomini, il cui capo, chiamato Primo Bibliotecario, doveva possedere una larga e soda informazione letteraria e libraria. L'A. C. raggiungeva il suo scopo, cioè l'apostolato intellettuale, mediante un'intelligente distribuzione di buoni libri. Gli Amici si radunavano ogni otto giorni, poi ogni quindici, per trattare tutto ciò che si riferiva alla Società; le adunanze si tenevano nella biblioteca, centro ideale dell'A. C. I libri destinati ai soli Amici costituivano la biblioteca detta inamovibile, quelli invece destinati al prestito la biblioteca amovibile; altri libri erano destinati ad essere distribuiti gratuitamente. Per non errare nel consigliare un libro si preparò un catalogo di libri buoni, diviso in otto classi, a seconda dei bisogni spirituali dei lettori.

Il più assoluto segreto vincolava gli Amici per sfuggire sia agli intrighi dei cattivi e alle critiche dei mediocri, come alle angherie della polizia. Vigeva l'uso d'un linguaggio convenzionale tra gli Amici ed anche della cifra nelle corrispondenze. Da Torino l'A. C., tra il 1780 e il 1803, si diffuse in varie città d'Italia e dell'estero, come Milano, Friburgo in Svizzera, Parigi, Vienna, Augusta in Baviera, Firenze, Roma, Varsavia, ecc. Il centro propulsore rimase sempre Torino, diretto dal fondatore Diessbach, poi dal servo di Dio Pio Brunone Lanteri (v.); a Firenze fu sostenuta dal marchese Leopoldo Ricasoli, a Milano dal conte Pertusati, a Vienna dal celebre barone Penkler, ecc. A Parigi, gli Amici si distinsero per la loro attività durante il periodo prerivoluzionario e rivoluzionario, anzi alcuni dei suoi membri morirono per la fede. La società fu quasi del tutto dispersa dalle bufere rivoluzionarie e napoleoniche.

Dopo la restaurazione, il Lanteri tentò di rianimarla in Torino (1817), ma ormai il suo carattere di società segreta era diventato un intoppo al suo sviluppo. Si pensò di metterle a fianco una società di carattere pubblico, che si chiamò, per suggerimento del conte Giuseppe de Maistre, «Amicizia Cattolica».

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Testo originale: Enciclopedia Cattolica, vol. I (1948), coll. 1064–1065.

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“Amicizia Cristiana.” In Enciclopedia Cattolica, vol. I, coll. 1064–1065. Città del Vaticano: Ente per l’Enciclopedia Cattolica e per il Libro Cattolico, 1948. https://azioneromana.com/it/article/amicizia-cristiana.

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“Amicizia Cristiana.” Enciclopedia Cattolica, vol. I, Ente per l’Enciclopedia Cattolica e per il Libro Cattolico, 1948, coll. 1064–1065. Azione Romana, https://azioneromana.com/it/article/amicizia-cristiana.

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