AMMONE (meglio Amôn; copto Amûn dall'egiz. [a]men o jmn; gr. 'Αμμων). - Divinità egiziana, Tebe (v.). Il nome era interpretato «creatore di tutte le cose», poi falsamente «colui che nasconde il suo nome» (Plutarco, De Iside, 9). Dapprima quasi ignoto dio locale, con l'avvento della dinastia tebana XII (1996 a. C.) A. fu esaltato e si fuse con l'antico dio solare di Eliopoli, Râ (Rie). La supremazia di Ammon-Râ (meglio: Amenrle) si diffuse specialmente dopo che Tebe fu elevata a capitale, sotto la dinastia XVIII: A. è ormai acclamato «re degli dèi». Era raffigurato come uomo dalle carni azzurre (colore del firmamento), con due alte piume sul capo; nel nuovo Impero ebbe come animali sacri l'oca, poi l'ariete. Formava una triade con la moglie Mût e con il figlio Hons (dio luna). Si aggiunse infine all'ogdoade cosmogonica di Ermopoli. Signore dei regni, era considerato padre fisico del faraone.
Continui ricchissimi donativi costituivano l'ingente patrimonio sacro di A. IV (v.), i faraoni ne promossero il culto, che aveva il suo centro nei due grandiosi templi (a Karnak e a Luxor), al cui servizio erano 81.322 dipendenti al tempo di Ramses III (1198-1167 a. C.). L'oracolo di A. (col moto del capo della statua, o simili espedienti) decideva ogni questione pubblica e privata. La potenza dei sacerdoti raggiunse la sovranità: con Herhor (ca. 1090), gran sacerdote di A., si
