TEBE

TEBE. - Città dell'antico Egitto detta Θῶσι dai Greci; il nome egiziano è Wóse e più tardi Nī'e «la città» per eccellenza; in ebraico N' è male vocalizzato Nō'; le versioni la confondono spesso con «Alessandria» (cf. a. Girolamo: PG 25, 289).

Fu capitale d'Egitto con la XI dinastia e per lunghi periodi successivi, sicché i re la adornarono di edifici sontuosi, le cui rovine formano tuttora (a Luxor e a Karnak) la meraviglia dei visitatori, e ne estesero il circuito fino a farne una delle più grandi città del mondo antico. Dopo la XXII dinastia T. diventa la città santa d'Egitto. Durante la lotta fra il re etiope Tantamane (663-656) e Assurbanipal subì danni ingentissimi; se ne ricorda il profeta Nahum (3, 8-10), che vi allude predicando la rovina prossima di Ninive. I profeti Geremia (46, 25) ed Ezechiele (29, 10) profetizzano la sconfitta di Nechao nel 605.

BIBL.: A. Blackman, Luxor and its temples, Londra 1923; J. Capart, Thèbes: la glorie d'un grand passé, Bruxelles 1928;

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(ou. al. oseum, Antiquità du Valais, Friburgo di Svizzera 1915, fasc. 82)

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“TEBE.” Enciclopedia Cattolica, vol. XI (1953), p. 1121. Azione Romana digital edition, https://azioneromana.com/it/article/tebe.