Enciclopedia Cattolica vol. XI, 1953 Sacra Scrittura Ebraismo post biblico

TARGŪM

English Cita

'ONQĒLÒS rimanda qui.

Noto anche come: inglese: Targums

TARGŪM. - Parafrasi aramaica del Vecchio Testamento. Il termine è un participio dalla radice aramaica tirghēm (o meglio rāgham) «interpretare, tradurre» (cf. Estd. 4, 7), da cui proviene l'italiano «dragomanno». Dopo l'esilio babilonese si perdette l'uso della lingua ebraica e nelle sinagoghe si sentì il bisogno di spiegare i testi delle letture bibliche al popolo, che intendeva ormai solo l'aramaico.

Secondo alcuni, il primo indizio di una tale consuetudine si troverebbe già al tempo di Esdra: mēghārāš (Noh. 8, 8) significherebbe «tradurre», mentre altri con maggior fondamento l'intendono nel senso di «distintamente, a brani o per sezioni». Da principio la traduzione era orale, e avveniva dopo uno o tre versetti. Dal Talmud palestinese (Mēghillāh, 4, 1; ed. M. Schwab, VI, p. 245) risulta che era proibito stendere in scritto una traduzione nella nuova lingua. La prima redazione, perciò, non sembra anteriore al sec. 1 d. C.

Secondo la divisione della Bibbia ebraica si parla di T. o, meglio, al plurale, di Targāmin del Pentateuco, dei Profeti e degli Agiografi. Si hanno ben quattro Targāmin per il Pentateuco. Uno, il più autorevole, è di origine babilonese, mentre gli altri provengono dalla Palestina, e perciò sono detti gerosolimitani o palestinesi.

Il primo è il celebre T. 'Onkēlōs, ascritto generalmente al sec. 1 od al principio del sec. 11 d. C. Esso si distingue per la fedeltà al testo ebraico, che è in sostanza il testo masoretico; ma non rifugge da parafrasi in brani più difficili o da interpretazioni che accentuano il carattere messianico di alcuni testi. Il nome 'Onkēlōs si identifica di solito con il greco 'Axōkac e con il latino Aquila. È possibile, perciò, che esso si debba alla tradizione rabbinica, che amò attribuire l'opera al traduttore della Bibbia in greco (v. AQUILA). Ma tale opinione ha scarsa verosimiglianza. Afferma che 'Onkēlōs era contemporaneo di Rabbi Gamaliel il Vecchio e che avrebbe composto la sua opera seguendo gli insegnamenti di Rabbi 'Elī'ezer e di Rabbi Giosuè (cf. Mēghillāh 3a; ed. L. Goldschmidt, III, p. 536). Ma il primo menzionato visse nel sec. 1 d. C., mentre gli altri due sono del sec. 11. Quindi l'attribuzione ha il solo valore di segnalare come caratteristica della versione una maggiore fedeltà, che contraddistingue anche l'opera di Aquila fra le varie traduzioni greche. Il T. 'Onkēlōs ebbe una grande diffusione; esso fu perfino arricchito di una masora (v.) propria, a somiglianza di quanto si era fatto per la Bibbia.

Il T. palestinese è rappresentato da un T. jērāšalmī I, detto spesso falsamente T. Jōnāthān, il quale nella forma attuale non sembra anteriore al sec. VII, da un T. jērāšalmī II oppure «dei frammenti» (T. fragmentorum) e da un T. jērāšalmī III. Più che di opere diverse si tratta di varie recensioni di una medesima traduzione, caratterizzata dalla sua grande libertà e da non pochi elementi assurdi e superstiziosi. Per questo la sua autorità è molto inferiore a quella del T. 'Onkēlōs.

Per i Profeti, intesi secondo la divisione del canone ebraico, ossia per Giosuè, Giudici, Samuele e Re, oltre che per i libri strettamente profetici secondo i cristiani, si ha il T. Jōnāthān. In esso si nota quasi la medesima fedeltà dell'opera di 'Onkēlōs, cui si avvicina molto per la lingua; ma nelle profezie messianiche è evidente la preoccupazione anticristiana. La traduzione risale al sec. 1-11 d. C.; ma subì vari ritocchi più tardi (nel sec. IV-V). Sull'autore, Jōnāthān ben 'Uzzī'ēl, non si sa nulla. Secondo la tradizione rabbinica sarebbe stato discepolo di Hillēl (v.).

La terza sezione della Bibbia, ossia gli Agiografi, ricevette solo più tardi (secc. VI-IX) una parafrasi aramaica, il cui valore varia nei diversi libri. Per la loro aderenza alla lettera si distinguono i Targāmin a Giobbe, Salmi e Proserbi. In quest'ultimo si nota anche la dipendenza dalla versione siriaca Pēšittā. Il T. ai cinque «volumi» o mēghillāh, ossia Ruth, Cantico dei cantici, Ecclesiastie, Lamentazioni, Esther, è quanto mai libero. Esso è piuttosto un midhrās (v.). I tre libri Daniele-Esdra-Neemia, che contengono parti in aramaico, non ebbero mai una parafrasi in detta lingua.

Lo studio del T. permette di conoscere la lingua aramaica del tempo, simile a quella parlata da Gesù. Il suo contributo alla critica testuale è piuttosto modesto, trattandosi per lo più di parafrasi. Dal lato esegetico la sua importanza riguarda la storia dell'esegesi, in quanto manifesta talvolta il pensiero dei rabbini di allora.

Bibliografia13 opere
BIBL.: edizioni: il T. 'Onkēlōs fu stampato la prima volta in Bologna nel 1482; si ha anche nella Bibbia di Bomberg (1516-1517), di Vienna (1794) e nelle poliglotte; cf. A. Berliner, T. Onkēlos, 2 voll., Berlino 1884. T. Jōnāthān: si trova nella Bibbia di Bomberg e nella poliglotta di Londra; cf. P. De Lagarde, Prophetae chaldaice, Lipsia 1872; I. Bassfreund, Das Fragmententargum zum Pentateuch, Breslavia 1896; M. Ginsburger, Das Fragmententargum, Berlino 1899; P. Kahle, Das palästinische Pentateuch-T., in Masoreten des Westen, II, Sioccarda 1930, pp. 1-62. Per i Targāmin sugli Agiografi: P. De Lagarde, Hagiographa chaldaice, Lipsia 1873; A. Levy, Das T. zu Kohelet, Breslavia 1905; R. H. Melamed, The T. to Canticles according to six Yemen MSS compared with the textus receptus, Filadelfia 1921. Studi: E. Mangenot, Targums, in DB, V, coll. 1595-2008; E. Schurer, Gesch. des jüd. Volkes im Zeitalter J. C., I, 4ª ed., Lipsia 1901, pp. 147-56; S. Bialoblocki, Bibel (aramäische Targumin), in Enc. Iud., IV, coll. 370-81; P. Churgin, T. Ionathan, Nuova York 1927; A. E. Silverstone, Aquila und Onkelos, Manchester 1931.

Angelo Penna

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Testo originale: Enciclopedia Cattolica, vol. XI (1953), coll. 1761–1762.

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Penna, Angelo. “TargŪM.” In Enciclopedia Cattolica, vol. XI, coll. 1761–1762. Città del Vaticano: Ente per l’Enciclopedia Cattolica e per il Libro Cattolico, 1953. https://azioneromana.com/it/article/targum.

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Penna, Angelo. “TargŪM.” Enciclopedia Cattolica, vol. XI, Ente per l’Enciclopedia Cattolica e per il Libro Cattolico, 1953, coll. 1761–1762. Azione Romana, https://azioneromana.com/it/article/targum.

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